Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Non sono entrati in aula questa mattina i 560 alunni dell'istituto tecnico economico e tecnologico (Itet) di Lucera, nel Foggiano, per protestare contro la decisione del dimensionamento della rete scolastica in Puglia che porterebbe alla perdita dell'autonomia dello storico istituto che nel 2024 compirà un secolo. Alunni e docenti si dirigeranno al Comune di Lucera per chiedere "che l'amministrazione si faccia carico della questione: dobbiamo difendere - sottolinea la vicepreside Ivana D'Amelio - l'istruzione tecnica e il valore di una scuola che prova a rilanciare questo tipo di indirizzo e un'offerta formativa che, in particolare negli ultimi anni, ha raggiunto grossi risultati". La vicenda nasce dalla normativa nazionale sul dimensionamento degli istituti scolastici che non raggiungono la soglia dei 600 iscritti. In Puglia oltre 50 scuole vedrebbero ridurre la propria autonomia. Tra questi l'istituto comprensivo Bozzini Fasani di Lucera di cui fa parte l'Itet. Secondo la preside dell'istituto tecnico, Laura Flagella, "si prova a scambiare l'autonomia della Bozzini Fasani con quella dell'Itet". E il sindaco di Lucera, Giuseppe Pitta, ritiene "iniqui i parametri fissati per disporre la perdita di autonomia di un istituto" e annuncia "ogni tipo di ricorso possibile per evitare che sia l'istituto Bozzini Fasani sia l'Itet vengano dimensionati e accorpati". "Nessun istituto dovrà subire una soppressione di autonomia", conclude il primo cittadino. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Operazione 'Batman' in Ogliastra, due imprenditori in carcere C'è anche un maresciallo dei carabinieri tra le quattro persone arrestate dai carabinieri questa mattina in Ogliastra per irregolarità nella vendita all'asta relativa ad appartamenti e terreni di una società, con sede a Tortolì, sottoposta a procedura fallimentare. Coinvolto anche un assistente capo del Corpo forestale della Regione Sardegna, in servizio all’epoca dei fatti ed oggi in congedo e non destinatario di misure cautelari. Le accuse vanno dal reato contro la pubblica amministrazione a quello contro il patrimonio, fino all'accesso abusivo a sistemi informatici. La vendita sarebbe stata turbata da due noti imprenditori, in concorso con un altra persona, tutti domiciliati a Tortolì, che avrebbero pilotato le procedure d'asta facendo desistere attraverso minacce i potenziali partecipanti. Tutto questo per favorire un altro indagato, prestanome dell'imprenditore fallito, nell'acquisto degli immobili a un prezzo vantaggioso. Secondo le accuse, il maresciallo dei carabinieri - finito ai domiciliari - avrebbe controllato, accedendo indebitamente alla banca dati Sdi in uso alle forze di polizia, cinque persone che in periodi diversi, avevano visionato gli immobili oggetto d'asta, desistendo poi dal presentare offerte. Il provvedimento che ha portato alle misure cautelari è stato emanato dal Gip del tribunale di Cagliari ed eseguito dai carabinieri del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Nuoro. Ci sarebbero state anche minacce, mediante messaggi su fogli rinvenuti sul parabrezza di un'auto, nonché visite a domicilio ad opera di terzi, con esortazioni e consigli a ritirarsi dalla gara. Nell'operazione i militari hanno anche effettuato il sequestro preventivo di edifici e terreni. ANSA
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Nella tarda mattinata di oggi si è registrato un nuovo rinvenimento di sostanze stupefacenti durante il controllo dei pacchi destinati ai detenuti. A dare la notizia è il Segretario Regionale della Campania del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Tiziana Guacci: “Il personale di Polizia Penitenziaria ha rinvenuto circa 14 panetti di droga ben occultati in un contenitore di plastica contenente della carne. Grazie allo scrupolo, all'attenzione ed alla professionalità del personale di Polizia Penitenziaria che, nonostante lavori sottorganico, è riuscito a stroncare l'ennesima circolazione illegale di droga”. Il segretario Generale del Sappe, Donato Capace, rileva che nelle carceri italiane “il 30% circa dei detenuti è tossicodipendente ed anche più del 20% degli stranieri ha problemi di droga'' e che ''nonostante l'Italia sia un Paese il cui ordinamento è caratterizzato da una legislazione all'avanguardia per quanto riguarda la possibilità che i tossicodipendenti possano scontare la pena all'esterno, i drogati detenuti in carcere sono tantissimi''. ''Ogni giorno, la Polizia Penitenziaria porta avanti una battaglia silenziosa per evitare che dentro le carceri italiane si diffonda uno spaccio sempre più capillare e drammatico, stante anche l’alto numero di tossicodipendenti tra i detenuti. L’hashish, la cocaina, l’eroina, la marijuana e il subutex - una droga sintetica che viene utilizzata anche presso il SERT per chi è in trattamento – sono quelle che più diffuse e sequestrate dai Baschi Azzurri. Ovvio che l’azione di contrasto, diffusione e consumo di droga in carcere vede l’impegno prezioso della Polizia penitenziaria, che per questo si avvale anche delle proprie Unità Cinofile. Questo fa comprendere come l’attività di intelligence e di controllo del carcere da parte della Polizia Penitenziaria diviene fondamentale. Noi – conclude il leader del SAPPE - riteniamo sia preferibile che i detenuti tossicodipendenti, spesso condannati per spaccio di lieve entità, scontino la pena fuori dal carcere, nelle comunità di recupero, per attuare ogni sforzo concreto necessario ad aiutarli ad uscire definitivamente dal tragico tunnel della droga e, quindi, a non tornare a delinquere. Spesso, i detenuti tossicodipendenti sono persone che commetto reati in relazione allo stato di malattia e quindi hanno bisogno di cure piuttosto che di reclusione''.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ipotesi rogo volontario, a Bagno a Ripoli vittime due coniugi Per l'incendio nella loro casa in cui il 5 dicembre scorso a Bagno a Ripoli (Firenze) morirono due anziani coniugi, i carabinieri avrebbero sottoposto a fermo un uomo di 45 anni, originario della Calabria. I carabinieri avrebbero arrestato l'uomo con l'accusa di omicidio volontario. Le fiamme che invasero l'abitazione non sarebbero state provocate da un cortocircuito elettrico, come ipotizzato nelle prime ore dai vigili del fuoco, ma sarebbero state causate da un atto volontario. Quel giorno morirono Umberto Della Nave, 84 anni, un negoziante molto noto nella zona, e la moglie Dina Del Lungo, 83 anni, invalida. Non morirono per un incendio fortuito della loro casa, ma perché uccisi a scopo di rapina, poi l'abitazione venne data alle fiamme dall'assassino per nascondere le prove. Così, con questa ricostruzione, la procura di Firenze spiega in una nota che il 5 dicembre scorso fu doloso l'incendio dell'abitazione dove vennero uccisi due anziani coniugi. Lo evidenzia un comunicato stampa. La procura ha fatto eseguire ai carabinieri un fermo di indiziato di delitto a carico di un calabrese di 46 anni, accusato di omicidio volontario aggravato, rapina aggravata, tentativo di occultamento di cadavere e danneggiamento seguito da incendio. Il fermato è ora nel carcere di Sollicciano dove aspetta l'udienza di convalida. Sono state trovate tracce del 46enne dentro l'abitazione. Dall'autopsia è emerso che avrebbe ucciso i due anziani con estrema violenza. ANSA
INSERITO DA ANGELA CECERE Portici." Non sopporto più mia moglie": è la giustificazione addotta da un pregiudicato di 30 anni evaso dagli arresti domiciliari a Portici (Napoli) e arrestato nei pressi di un bar di Porta Nolana, a Napoli, dai "Baschi Verdi" del Gruppo Pronto Impiego della Guardia di Finanza. Dagli accertamenti è emerso che mancava all'appello da due giorni: ai militari ha detto di non riuscire più a sopportare la convivenza con la moglie e con i figli e di avere avvertito, pertanto, la necessità di andare a prendere un aperitivo a Napoli. L'evaso era ai domiciliari da tre mesi perché inosservante dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria: pena inflitta per una serie di condanne per reati contro il patrimonio, rapina aggravata e spaccio di sostanze stupefacenti. Nei giorni scorsi è giunta per lui la beffa: è stato nuovamente processato per direttissima e condannato ad altri otto mesi di arresti domiciliari
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Una soluzione nano-spray, con proprietà lenitive del tratto respiratorio superiore, composto da sostanze naturali, che hanno proprietà antinfiammatorie, antibatteriche, antimicotiche, antivirali, antiossidanti e prebiotiche. È il primo prodotto sviluppato dal neonato spin off Elysium Cell Bio Ita dell'Università degli Studi di Napoli Federico II con sede al Ceinge Biotecnologie Avanzate Franco Salvatore. Frutto degli studi di due giovani genetisti, afferenti al Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche Federico II, Veronica Ferrucci (RTDA Federico II) e Pasqualino de Antonellis (RTDB), guidati da Massimo Zollo, ordinario di Genetica Federico II e Group Leader Ceinge. Tutti impegnati da tre anni nel progetto Task Force Ceinge per combattere il Covid-19, finanziato dalla Regione Campania. «Lo spin off Elysium è nato al Ceinge perché è un centro di eccellenza dotato di piattaforme biotecnologiche di ultima generazione – spiega il professor Zollo – e dove è stato possibile creare, in oltre, un laboratorio col più alto livello di biosicurezza per lo studio di virus. Nel corso dei nostri studi, durante il periodo della pandemia, abbiamo capito che i meccanismi di regolazione dell’infezione e di ripropagazione virale mimano i fenomeni legati alla tumorigenesi. Elysium ha lo scopo di creare sia kit diagnostici per rilevare il SARS-CoV-2 e altri virus emergenti, che prodotti terapeutici. In più, vista l’analogia dell’attività biologica tra le infezioni da SARS-CoV-2 e i tumori, il nostro spin-off si propone individuare target terapeutici anche nel campo dell’oncologia, in particolare dei tumori del cervello e del cancro al seno». «La creazione dello spin-off e l’idea dei ricercatori rientrano in una delle mission del Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche, storicamente leader nello studio della struttura e funzione delle macromolecole biologiche e del loro coinvolgimento nella patogenesi delle malattie umane, nonché nello sviluppo di approcci biotecnologici per la loro prevenzione, diagnosi e terapia– sottolinea Franca Esposito, direttrice del Dipartimento –. La principale forza di tale spin-off è la solidità scientifica su cui si basa l’idea, come testimoniato dalle pubblicazioni degli ideatori, tutte su riviste a strettissimo controllo redazionale. Per quanto riguarda il prodotto, sono disponibili esaustive informazioni sul meccanismo d’azione dei vari componenti». Il segreto del primo prodotto di Elysium (a breve in farmacia) sta nell’aver combinato estratti di sostanze naturali (Propoli, Verbasco e Timo), conosciute per la loro funzione protettiva delle mucose, con un additivo alimentare. «Abbiamo scoperto che i polifosfati inorganici a catena lunga – chiarisce Veronica Ferrucci – possiedono un’attività antinfiammatoria, antibatterica, antifungina e antivirale, che inibisce e previene le infezioni, incluse quelle da SARS-CoV-2 fino alle più recenti varianti». «Siamo orgogliosi di aver contribuito alla nascita dello spin-off e di ospitarlo – fa sapere Mariano Giustino, Amministratore delegato del Ceinge–. Con questa iniziativa continuiamo il nostro percorso di incubatori di progetti imprenditoriali nel campo delle biotecnologie».
INSERITO DA MIKI PAPPACODA “Abbiamo affrontato un tema strategico per la mobilità di tutto l’Est milanese. Regione Lombardia ribadisce il suo impegno a portare avanti l’opera secondo le ipotesi progettuali già emerse e discusse con gli enti locali. Spiace che oggi sia mancato il contributo di Metropolitana Milanese che sta portando avanti da anni il progetto. Come chiesto da tutti i Commissari provvederò a riconvocarla a breve insieme al Comune di Milano”. Così il Presidente della Commissione Territorio Jonathan Lobati (FI) ha commentato l’audizione svoltasi oggi, martedì 12 dicembre, alla presenza del Vice Presidente della Provincia di Monza e Brianza Riccardo Borgonovo e dei Sindaci Stefano Zanelli (Cologno Monzese), Mauro Capitanio (Concorezzo), Luca Maggioni (Carugate), Francesco Cereda (Vimercate), Roberto Assi (Brugherio) e Simone Sironi (Agrate Brianza). Prolungamento MM2 fino a Vimercate, i sindaci: "Un'opera strategica" Tutti i Sindaci intervenuti hanno ribadito la forte volontà di procedere alla realizzazione dell’opera superando alcune riserve sul tracciato proposto da MM e sulla soluzione progettuale individuata, ovvero la metrotranvia a raso e non il prolungamento vero e proprio della linea metropolitana. “Confermo – ha sottolineato Jacopo Dozio (FI), che ha richiesto l’audizione – la forte volontà mia personale come Consigliere eletto in Brianza e dell’intero Consiglio regionale di portare avanti la progettazione dell’opera reperendo le risorse ancora mancanti per finanziare il Progetto di Fattibilità Tecnico Economica (PFTE). In tal senso l’aula ha recentemente votato a larga maggioranza un documento da me proposto. Anch’io mi rammarico per l’assenza di MM alla quale avrei voluto chiedere se è possibile stralciare una prima parte dello studio e procedere subito con le risorse già stanziate”. Per Ponti necessario recuperare il ritardo Il Consigliere Luigi Ponti (PD) ha fatto presente la necessità di stringere i tempi per tentare di recuperare il ritardo accumulato in questi anni nella realizzazione di un’opera indispensabile per il territorio dell’Est Milanese e della Brianza. Nel dibattito sono intervenuti anche Simone Negri e Gian Mario Fragomeli (PD), Alessandro Corbetta (Lega) e Martina Sassoli (Lombardia Migliore). PRIMA MONZA
INSERITO DA ANGELA CECERE Meteo. Dal 13 dicembre arriva sulla Penisola la cosiddetta perturbazione di Santa Lucia. Dopo alcuni giorni di alta pressione, caratterizzati da una certa stabilità metereologica, il maltempo torna ad affacciarsi sull'Italia. Al Nord gli effetti si vedranno già a partire dalla serata del 12 dicembre. Il fronte perturbato, collegato a un ciclone attivo sulla Gran Bretagna, sarà sospinto da venti di Libeccio, quindi seguito dal Maestrale per poi abbandonare l’Italia con un’irruzione di aria artica (Grecale e Bora).
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Inutile farsi illusioni: le corse dei pullman tagliate nei mesi scorsi non saranno ripristinate in tempi brevi. Inutile farsi illusioni: le corse dei pullman tagliate nei mesi scorsi non saranno ripristinate in tempi brevi. Le speranze dei passeggeri delle linee urbane sono state stroncate lunedì in consiglio comunale dall’assessora alla Viabilità Giada Turato. «Le prospettive non sono rosee – ha affermato sollecitata dal leghista Simone Villa – in quanto sono legate alla carenza di autisti» che in tutta Italia sta creando gravi difficoltà alle aziende che gestiscono i percorsi. Tagli degli autobus a Monza e Brianza: Comune a mani vuote al tavolo convocato dopo il taglio della Z222 festiva In seguito alla soppressione del servizio festivo della Z222, scattata a settembre, il Comune ha convocato l’Agenzia di bacino del trasporto pubblico locale e Autoguidovie, la società che ha in appalto la tratta, ma non ha spuntato nulla: le diverse agenzie territoriali, ha aggiunto l’assessora, si stanno confrontando con il Governo nel tentativo di provare a rendere il contratto collettivo più attrattivo per gli aspiranti autisti. Tagli degli autobus a Monza e Brianza: «Sconsigliato di effettuare investimenti sulle linee urbane» «L’Agenzia – ha spiegato la Turato – ci ha sconsigliato di effettuare altri investimenti sulle linee urbane» in quanto verrebbero vanificati dalla mancanza di personale. «Abbiamo chiesto ad Autoguidovie e Net di preservare le corse negli orari scolastici – ha proseguito – valuteremo la possibilità di istituire corsie preferenziali per i pullman» in modo da accorciare i tempi di percorrenza dei tragitti e incrementare le corse giornaliere di alcune linee. «Pochi giorni fa – ha concluso – l’assessore regionale ai Trasporti Franco Lucente si è impegnato ad affrontare il tema del tpl». IL CITTADINO MB.
INSERITO DA ANGELA CECERE Con l'avvicinarsi del Natale tornano sulle nostre tavole le classiche specialità di questo magico periodo e si riaccende l’eterna disputa tra due dei dolci più amati dagli italiani, panettone e pandoro. Difficile stabilire quale sia più buono, il verdetto è molto soggettivo. Ma come scegliere il prodotto migliore da un punto di vista qualitativo tra le varie proposte presenti sul mercato? Al fine di guidare i consumatori nel processo di acquisto, Altroconsumo ha stilato, come ogni anno, la classifica dei migliori panettoni e pandori. Per il 2023 sono stati messi a confronto 12 panettoni e 10 pandori. Il test è stato condotto in due fasi: per prima cosa sono state effettuate delle analisi di laboratorio, volte a verificare il rispetto del disciplinare di produzione, controllando l’eventuale presenza di muffe e lieviti, microrganismi che possono trovare facile terreno di sviluppo nei prodotti lievitati da forno. In parallelo è stata effettuata una prova di assaggio da parte di una doppia giuria di pasticceri e consumatori, che hanno giudicato sapore, aspetto e consistenza di tutti i panettoni ed i pandori portati in laboratorio.