Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Tragedia ieri pomeriggio lungo la SP30, in località Prato del comune di Eboli. Per cause ancora in via di accertamento, un Suv ed una moto si sono scontrate frontalmente. Immediato l’intervento dei soccorsi sul posto. Purtroppo per il centauro, il 29enne C.F. di Eboli, a causa del forte impatto è deceduto sul colpo. Le indagini per la ricostruzione della dinamica dell’incidente sono affidate ai carabinieri della locale Compagnia ed agli agenti della Polizia Municipale. TVOGGISALERNO
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Anche dal carcere napoletano di Poggioreale partivano le scommesse clandestine, grazie a un detenuto già incarcerato per traffico di stupefacenti. Questo è emerso dall’indagine condotta dai finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli, sotto il coordinamento della Procura di Napoli Nord, che ha portato all’arresto di undici membri di un’associazione a delinquere transnazionale. Secondo quanto riporta ANSA l’inchiesta è stata condotta con la collaborazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Inoltre, é noto che la cattura degli indagati, dispersi tra Napoli e provincia, è stata possibile anche grazie all’utilizzo di droni forniti dalla sezione aerea della Guardia di Finanza di Pratica di Mare. Tra gli indagati ancheGaetano e Alfredo Tufo(recentemente scarcerati, difesi dall’avvocato Luca Gili)
Nel corso delle indagini è emerso che il detenuto coinvolto, nonostante si trovasse in cella, effettuava scommesse tramite il proprio cellulare. Le Fiamme Gialle hanno scoperto ricariche effettuate da membri dell’organizzazione.
Le ricariche variavano tra 70 e 800 euro, con puntate fino a 20mila euro e vincite di circa 15mila euro.
I NOMI DEGLI INDAGATI
1. BAGNULO Riccardo
2. CIARAVOLO Bruno
3. DEL GIUDICE Diego
4. DI MATTEO Maria
5. ESTATICO Pietro
6. GALLO Viviana
7. GLIERRAZZI Raul
8. LOFFREDO Maria
9. MAROTTA Mauro
10. PASQUARIELLO Lorenzo
11. RINALDI Francesco
12. SABANOVICIUTE Zeneta
13 TUF0 Alfredo
14. TUFO Gaetano
Le quote sociali della società austriaca vennero sequestrate il 10 ottobre scorso, in seguito a numerosi perquisizioni in Italia e all’estero, insieme con il sito web e le disponibilità finanziarie e patrimoniali degli indagati, tra soldi e 14 immobili per un valore totale di 3,2 milioni di euro.
Dopo i sequestri, le indagini sono proseguite per verificare l’ampiezza del giro di scommesse; è così emerso che l’organizzazione non solo aveva una vera e propria rete di agenzie di scommesse, ma piazzava in esercizi di Napoli e provincia anche le slot machine non conformi e manomesse, oppure conformi alla legge ma scollegate dalla rete telematica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
I vari punti di scommessa, situati tra Marano, Quarto e Napoli, erano coordinati da un referente (il cosiddetto “master”) che si occupava dell’affiliazione delle singole agenzie (dette “corner”); queste ultime erano il più delle volte munite di licenza rilasciata dalla Questura e del contratto con una società maltese titolare di concessione, ma poi erano collegate con i siti illegali messi a disposizione dalla società austriaca, circostanza che consentiva di scommettere somme superiori al limite di legge.
Le somme raccolte venivano poi suddivise e caricate sui conti di gioco di persone perlopiù nullatenenti, diverse dai reali scommettitori, e ciò per nascondere l’identità del giocatore e la provenienza del danaro. FONTE INTERNAPOLI
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Gb: «Attacchi a Houthi non sono escalation»
Il segretario alla Difesa britannico Grant Shapps ha affermato che gli attacchi delle forze congiunte Gb e Usa contro obiettivi Houthi in Yemen non costituiscono un'escalation. Lo riporta The Guardian. È un «dovere della Gran Bretagna proteggere vite innocenti e preservare la libertà di navigazione» in seguito ad attacchi «illegali e inaccettabili» alle navi, ha sottolineato. «Questo è il motivo per cui la Royal Air Force si è impegnata in una terza ondata di attacchi proporzionati e mirati contro obiettivi militari Houthi nello Yemen. Abbiamo agito a fianco dei nostri alleati statunitensi, con il sostegno di molti partner internazionali, per legittima difesa e in conformità con il diritto internazionale», ha aggiunto. Shapps ha sottolineato che gli attacchi non sono stati un'escalation: «Sono fiducioso che i nostri ultimi attacchi abbiano ulteriormente degradato le capacità degli Houthi».
Gli Stati Uniti avevano annunciato un attacco su larga scala e a più livelli contro i gruppi affiliati all'Iran e hanno mantenuto la promessa non solo colpendo in Iraq e in Siria ma intensificando l'offensiva contro i ribelli Houthi al largo dello Yemen. Per Joe Biden è «solo l'inizio» della risposta americana agli attacchi contro le sue truppe nella regione e l'uccisione di tre di loro in Giordania ma il rischio di escalation e di un allargamento del conflitto non è mai stato così alto, con la Russia che ha chiesto ed ottenuto per lunedì una riunione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu sui raid americani.
Secondo un comunicato congiunto Usa e Gran Bretagna hanno colpito «decine» di obiettivi dei ribelli nel Paese - stando alla Cnn sarebbero almeno 30 nel Paese tra i quali un deposito sotterraneo di armi - per «ristabilire la pace e la stabilità» nell'area. Media Houthi, citati da al Jazeera, hanno invece denunciato attacchi anche contro la capitale «Sanaa, bersagliata da raid americani-britannici», hanno detto citando in particolare la zona sud della città, mentre testimoni hanno parlato di forti esplosioni. Una situazione sempre più critica sulla quale, su richiesta della Russia che ne ha approfittato per accusare gli Stati Uniti di «seminare caos e distruzione» in Medio e «ad alimentare ulteriormente il conflitto», si terrà lunedì una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
«Il bombardamento da parte della coalizione anglo-americana di un certo numero di province yemenite non cambierà la nostra posizione. Le nostre operazioni militari contro Israele continueranno fino a quando i crimini di genocidio a Gaza non saranno fermati e l'assedio non sarà tolto, non importa quanto costi il sacrificio».
Lo ha affermato su X Mohammed al-Bukhaiti, membro dell'ufficio politico degli Houthi «L'aggressione americano-britannica contro lo Yemen non rimarrà senza risposta, e andremo incontro a un'escalation con un'escalation», ha aggiunto.
LA SITUAZIONE
Fino a venerdì sera, ogni azione militare degli Stati Uniti era intrisa di calcolo e cautela, il segno distintivo dell'approccio Biden. La morte dei soldati americani in Giordania, però, e i continui attacchi da parte degli Houthi hanno forzato la mano al presidente. I raid hanno suscitato l'irritazione pure dell'Iraq che ha accusato gli Usa di aver violato la sua sovranità. La Casa Bianca ha replicato di aver avvertito gli iracheni prima degli attacchi ma Baghdad ha deciso comunque di convocare l'incaricato d'affari americano e ha denunciato che tra i 16 morti ci sono anche civili. In Siria, invece, secondo l'ultimo bilancio dell'Osservatorio per i diritti umani sarebbero stati uccisi 23 combattenti filo-iraniani. Alla vigilia della visita di Antony Blinken in Medio Oriente per portare avanti l'offensiva diplomatica e arrivare ad un'intesa per il rilascio degli ostaggi, anche Hamas ha condannato l'operazione militare affermando che l'amministrazione americana getta «benzina sul fuoco». Gli Stati Uniti «hanno la piena responsabilità delle ripercussioni di questo attacco aggressivo contro Iraq e Siria», ha affermato il gruppo in un comunicato. Solo poche ore quei raid il Comando Centrale americano, Centcom i hanno annunciato di aver distrutto venerdì otto droni al largo dello Yemen e quattro a terra per «proteggere la libertà di navigazione» dagli attacchi degli Houthi, quindi di aver abbattuto «sei missili anti-nave».
inserito da Morena Motta Vittorio Emanuele di Savoia sarà seppellito a Superga, nella Basilica della collina sopra Torino, sabato 10 febbraio alle 15. Sono state rispettate le volentà di Vittorio Emanuele . A rivelarlo al Corriere.it Paolo Thaon De Revel Vandini, segretario degli Ordini Dinastici della Real Casa, insieme a Vittorio Emanuele nelle cerimonie e negli eventi. «Ha amato più lui Torino di quanto Torino abbia amato i Savoia», dice Thaon De Revel che continua: «La mia famiglia è legata alla Casa Savoia dal 1550 – racconta -. Ho appreso la notizia della scomparsa questa mattina, immediatamente ho preso contatti con Emanuele Filiberto. Mi ha riferito che suo padre se ne è andato serenamente. Il suo ultimo desiderio era quello di essere sepolto a Superga». Dove c'è la Cripta Reale. E così sarà. Dopo la morte di Vittorio Emanuele di Savoia è il figlio, il principe Emanuele Filiberto, a prendere in mano le sorti della casa reale. «Eravamo preparati da tempo, è una notizia che ci addolora molto. Video di Redazione web Vittorio Emanuele di Savoia sarà seppellito a Superga, nella Basilica della collina sopra Torino, sabato 10 febbraio alle 15. Sono state rispettate le volentà di Vittorio Emanuele . A rivelarlo al Corriere.it Paolo Thaon De Revel Vandini, segretario degli Ordini Dinastici della Real Casa, insieme a Vittorio Emanuele nelle cerimonie e negli eventi. «Ha amato più lui Torino di quanto Torino abbia amato i Savoia», dice Thaon De Revel che continua: «La mia famiglia è legata alla Casa Savoia dal 1550 – racconta -. Ho appreso la notizia della scomparsa questa mattina, immediatamente ho preso contatti con Emanuele Filiberto. Mi ha riferito che suo padre se ne è andato serenamente. Il suo ultimo desiderio era quello di essere sepolto a Superga». Dove c'è la Cripta Reale. E così sarà. Dopo la morte di Vittorio Emanuele di Savoia è il figlio, il principe Emanuele Filiberto, a prendere in mano le sorti della casa reale. «Eravamo preparati da tempo, è una notizia che ci addolora molto. Quella del principe Vittorio Emanuele è stata una vita decisamente sfortunata, massacrato per tutta la vita; purtroppo da buona parte della stampa ogni cosa che ha fatto è stata utilizzata a suo danno», ha detto all'Adnkronos il capitano di vascello Ugo D'Atri, presidente dell'Istituto Nazionale per la Guardia d'Onore alle Reali Tombe del Pantheon. La Basilica di Superga ondata da Vittorio Amedeo II, su disegno e progetto di Filippo Juvarra. Superga fu inaugurata nel 1731, la cripta dove sono tumulati molti discendenti di Casa Savoia fu completata nel 1778 dal nipote di Juvarra. Le Tombe Reali furono costruite a croce latina con al centro il Sarcofago dei Re, destinato ad ospitare la salma del re di Sardegna e ai lati la sala degli infanti, destinata ad ospitare le salme dei principi sabaudi morti in tenera età e la sala delle regine, che accoglie le salme delle regine sabaude. Regnanti di Casa Savoia appunto. Non i re d’Italia. Nella stessa Basilica è seppellito il cugino Aimone di Savoia, del ramo cadetto degli Aosta. Vittorio Emanuele e Aimone vissero sempre in contrapposizione, anche accesa.
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Sono stati ritrovati e stanno bene i due ragazzini di 15 e 17 anni di Olbia che erano scomparsi il 25 gennaio. Sono stati trovati da polizia e carabinieri in una chiesetta sconsacrata nelle campagne a nord della città sarda. "È la fine di un incubo, grazie a tutti", ha detto la mamma del 17enne. I due però sono sospettati di una rapina a mano armata, e per questo sono stati fermati. Prima di sparire, uno dei due avrebbe confessato agli amici di aver "combinato un casino". Ricerche incessanti per 10 giorni Da dieci giorni le ricerche proseguivano incessantemente e venerdì era entrato in azione anche un elicottero che ha sorvolato a lungo la città. Si era alzato in volo "Fiamma", l'elicottero dislocato al 10° nucleo elicotteri carabinieri di Olbia. Tutte le segnalazioni che finora erano giunte al commissariato di Olbia, guidato dal vice questore Raffaele Bracale, che si è occupato delle ricerche, erano state verificate e pare che i due ragazzi siano stati trovati seguendo i movimenti di alcuni amici che avevano il compito di portargli il cibo nel nascondiglio che avevano scelto. L'accusa di rapina e il fermo Già dalle prime ore dopo il ritrovamento gli investigatori avevano sospettato che i due ragazzi fossero spariti dopo aver combinato un guaio per il quale temevano le conseguenze, tanto che uno dei due ragazzi aveva confidato a un amico, prima della scomparsa, di aver "combinato un casino". Con il passare delle ore, poi, i contorni della vicenda si sono fatti più netti: i due minorenni sono fortemente indiziati di aver compiuto una rapina a mano armata a Olbia. E per questo, dopo aver riabbracciato i genitori, sono stati fermati e accompagnati in un Centro di prima accoglienza. TGCOM24
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Una ragazzina di 13 anni è stata violentata a Catania da sette persone, nei giardini comunali della Villa Bellini. Le Procure distrettuale e dei minorenni hanno disposto il fermo di sette sospettati: sono tutti egiziani e tre di loro minorenni mentre gli altri quattro sono maggiorenni. La ragazzina sarebbe stata stuprata da due degli indagati sotto gli occhi degli altri cinque. Era con il fidanzato che è stato minacciato, bloccato e tenuto lontano dal branco. Gli abusi sono avvenuti nei bagni pubblici della villa. Il messaggio di Giorgia Meloni: "Solidarietà alla giovane". Contestata la violenza di gruppo aggravata Agli indagati le due Procure contestano la violenza di gruppo aggravata contro la ragazzina. Il branco ha minacciando lei e il fidanzato, 17 anni, abusando poi della 13enne. Sono stati i due ragazzi a denunciare la violenza facendo avviare le indagini dai carabinieri. Dopo il secondo abuso subito, la ragazzina è riuscita a divincolarsi e a fuggire, assieme al fidanzato che per tutto il tempo era stato immobilizzato e costretto ad assistere alla scena. I due poi sono riusciti a raggiungere la centralissima e frequentata via Etnea e chiedere aiuto. La giovane vittima è stata subito trasportata con un'ambulanza al pronto Soccorso pediatrico dell'ospedale Cannizzaro, secondo le procedure del "codice rosa", i cui sanitari hanno confermato la violenza subita. E fin dai primi momenti dopo i fatti, sono subito scattate le indagini. Il messaggio di Giorgia Meloni "Mentre venivo qui ho letto una notizia di cronaca che mi ha molto colpito, una giovane ragazza di 13 anni vittima di una violenza di gruppo. Esprimo la mia solidarietà a lei, lo Stato c'è e garantirà che sia fatta giustizia", ha detto il premier Giorgia Meloni. Le indagini e il tentativo di fuga del settimo fermato Il personale specializzato del Comando Provinciale Carabinieri di Catania è riuscito a individuare in meno di 24 ore le tracce biologiche relative alla violenza tracce che, analizzate in pochissime ore dal Ris di Messina, hanno restituito un "match" positivo coincidente con quello del minore che avrebbe fisicamente violentato la 13enne. Il settimo soggetto è stato fermato dopo essere risultato irreperibile: anche lui minorenne ed esecutore materiale della violenza, è stato raggiunto mentre era in procinto di recuperare i propri effetti personali per poi fuggire nel tentativo di far perdere le proprie tracce. Un indagato avrebbe collaborato Uno degli indagati nell'inchiesta avrebbe collaborato e fornito riscontri ai carabinieri e alle due Procure che indagano. Si tratta di un egiziano che avrebbe dato indicazioni per identificare gli altri suoi connazionali, poi fermati. Un legale rimette il mandato di difesa di un minore Ha rimesso il mandato uno dei legali delle sette persone fermate. L'avvocato Giovanni Avila ha ritenuto di non accettare l'incarico, che gli era stato affidato d'ufficio, di difensore di un minorenne tra i fermati. Il penalista ha già notificato la sua decisione ritenendo di "non poterla accettare, non sussistendo i profili per assumere l'incarico". TGCOM24
INSERITO DA MORENA MOTTA Vittorio Sgarbi si è dimesso da sottosegretario alla Cultura. "Mi dimetto con effetto immediato da sottosegretario del governo e lo comunicherò nelle prossime ore a Giorgia Meloni", ha detto lui stesso a margine di un evento a Milano. In merito agli insulti rivolti ai giornalisti, il critico d'arte ha affermato: "Non mi devo scusare con nessuno, ho espresso le mie imprecazioni come fa chiunque. Quelle erano immagini rubate. E uno nel suo privato può dire quello che vuole". "Colpo di teatro" "È un colpo di teatro, sono due ore che medito se farlo o se non farlo". Così Sgarbi dopo aver annunciato le sue dimissioni da sottosegretario alla Cultura, parlando durante l'evento 'La ripartenza' organizzato da Nicola Porro a Milano. "Lettere anonime" "L'Antitrust ha mandato una molto complessa e confusa lettera dicendo che aveva accolto due lettere anonime, che ha inviato all'Antitrust il ministro della Cultura, in cui c'era scritto che io non posso fare una conferenza da Porro". "Gli uomini che hanno dignità non accolgono lettere anonime" "Il ministro Gennaro Sangiuliano non l'ho sentito, non ci parliamo dal 23 ottobre quando mi ha dato la delega per andare a occuparmi della Garisenda. Non potevo sentire una persona che riceve una lettera anonima e la manda all'Antitrust. Le lettere anonime si buttano via, gli uomini che hanno dignità non accolgono lettere anonime", ha aggiunto. "Secondo l'avviso dell'Antitrust - ha detto Sgarbi - io non potrei parlare di arte per evitare il conflitto di interesse. E quindi vorrei annunciare qui le mie dimissioni da sottosegretario di Stato alla Cultura". "La legge consente che io, attraverso il Tar, indichi quelle cose che ho detto - ossia - che non può essere in conflitto di interessi chi non ha un lavoro, chi non fa l'attore, chi non fa il professore, chi è in pensione come professore e come sovrintendente" ha aggiunto, sottolineando che "io ho fatto occasionalmente conferenze come questa. Questa conferenza - ha spiegato - secondo quello che l'Antitrust mi ha inviato, sarebbe incompatibile, illecita, fuorilegge". Quindi, "per evitare che tutti voi siate complici di un reato, io parlo da questo momento libero del mio mandato di sottosegretario. Avete comunque un ministro e altri sottosegretari - ha sottolineato -. Io riparto e da ora in avanti potrò andare in tv e fare conferenze". Antitrust, verso conclusione istruttoria su incompatibilità È il 15 febbraio il termine previsto entro il quale l'Antitrust dovrà pronunciarsi sull'incompatibilità per Sgarbi tra le sue attività extra governo e il ruolo che ricopre al Mic. Secondo quanto si apprende, il procedimento potrebbe essere già stato chiuso e nei primi giorni della prossima settimana, forse lunedì stesso, potrebbero venirne comunicate le conclusioni. A chi gli chiedeva quale fosse, in seguito alla sue reazioni, l'immagine di lui che arriva all'estero, il sottosegretario ha risposto: "Dobbiamo chiederlo all'estero. Il sottosegretario non ha rilasciato nessuna intervista quindi quelle erano immagini rubate. E uno nel suo privato può dire quello che vuole". Sgarbi è tornato poi agli auguri di morte rivolti ai giornalisti spiegando: "Non rifarei l'intervista anche perché non l'ho fatta. E comunque il giornalista non morirà per questo". "Sono noto per le imprecazioni e per le capre" "Ovviamente io sono noto per le mie imprecazioni e per le 'capre', non ho nessuna volontà di crudeltà e di morte per nessuno. Mi scuso - ha aggiunto Sgarbi - con i giornalisti che si sentono in pericolo di morte, perché ho detto: 'Vorrei che tu morissi'. Mi scuso, per chi l'ha interpretato in una trasmissione che è stata particolarmente cruda, ma che era sostanzialmente una trasmissione con un'intervista non autorizzata, non voluta". A un certo punto, "non essendo un'intervista, io ho fatto imprecazioni, che sono sembrate anche a qualche giornalista offensive. Io ritiro il mio augurio di morte, mi scuso di averlo pensato e non sono più neanche in sottosegretario. D'ora in avanti - ha concluso - augurerò la morte senza essere responsabile di essere sottosegretario". Vittorio Sgarbi è finito nella bufera anche per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte: non avrebbe pagato debiti per 715mila euro, accuse da lui respinte in pieno.
INSERITO DA MORENA MOTTA L'arretrato di crediti fiscali non incassati dall'Erario ha superato i 1.200 miliardi di euro, secondo i dati dell'Agenzia delle Entrate al 31 dicembre del 2023. Tuttavia la maggior parte del cosiddetto "magazzino della riscossione" è "irrecuperabile". Lo ha detto il direttore dell'Agenzia, Ernesto Maria Ruffini, spiegando che solo 101,7 miliardi, meno di un decimo dell'importo, sarebbe effettivamente possibile da riscuotere. Il resto dei 163 milioni di cartelle e avvisi è ritenuto fuori portata. Il 40% dei crediti è irrecuperabile Più in dettaglio, il 40% dei crediti in magazzino, 483 miliardi, appare irrecuperabile perché è intestato a persone morte, a nullatenenti o imprese chiuse o fallite. Un altro 42% dei crediti, circa 502 miliardi, riguarda soggetti verso i quali l'agenzia ha già svolto attività di riscossione senza risultati e per circa 100 miliardi l'azione è stata sospesa da provvedimenti giudiziari o altri interventi. I pagamenti rateali Un discorso a parte sono poi i pagamenti rateali, che rappresentano oltre il 50% degli incassi dell'agenzia di riscossione e sono uno strumento definito da Ruffini "assolutamente utile perché concede una dilazione ai contribuenti che possono riuscire a rimettersi in regola e rientrare nei binari di regolarità dei pagamenti". TGCOM24
INSERITO DA MORENA MOTTA Diodato torna sul luogo del delitto. Dopo aver vinto il Festival di Sanremo nel 2020 con "Fai rumore", ora torna sul palco dell'Ariston con "Ti muovi", una canzone per lui importante per mostrare il suo percorso artistico. "Musicalmente credo che questa canzone racconti tantissimo di quello che sono io adesso - dice il cantautore a Tgcom24 -. Un'evoluzione musicale di questi anni, anni di tour e concerti, con questa condivisione con musicisti eccezionali". Un'evoluzione che merita di essere fissata. "Tutto questo mi ha fatto pensare che questo potesse essere un bel momento per fare una fotografia - spiega -. Abbiamo preso le Officine meccaniche, ci siamo chiusi lì dentro per qualche giorno, e abbiamo registrato delle versioni in presa diretta di alcune mie canzoni, non necessariamente le più famose. Ci sarà anche una versione di 'Ti muovi' diversa e piena di energia. Non sarà un live ma c'è uno sporco che mi piace e una libertà che spero di portare sul palco". Il percorso di Antonio Diodato è quello di un artista sensibile e raffinato, capace di partire da radici british e rock per spostarsi gradualmente su lidi che nemmeno lui avrebbe immaginato, dove i punti di riferimento sembrano essere più gli anni 70 e gli Stati Uniti. "Sono sorpreso anche io, perché i miei riferimenti sono sempre stati gli anni 60 e i 90, e il mondo Brit - spiega - mentre adesso non mi stupisce sentirmi dire che la gente sente nelle mie canzoni molti anni 70. Sicuramente in questi ultimi anni ho ascoltato molta musica di un certo periodo". Il risultato sono arrangiamenti più ricchi, stratificati, caldi. "Sono convinto che la mia direzione debba essere quella di far suonare gli strumenti, arricchire l’aspetto musicale - continua -. Sono sempre stato uno che nella musica non ha mai amato tantissimo l'uso dei fiati. Adesso ho proprio un'altra idea, quando suono live ho una sezione fiati e questo mi ha permesso di trasformare il suono di certe canzoni. Sicuramente l'esperienza di questo album mi ha fatto pensare all'approccio che potrei avere in futuro, potrei andare ancora di più verso quella direzione".
Un nuovo passo in avanti dopo "Così speciale"
Una direzione già avvertitanell'album "Che vita meravigliosa", e più ancora in "Così speciale" uscito l'anno scorso, e che prosegue anche in "Ti muovi", la nuova canzone che porterà a Sanremo e che vede ancora una volta la collaborazione fondamentale conTommaso Colliva,checontribuisce a differenziarla da gran parte delle canzoni che saranno in gara. Una ballad intensa, dal testo molto personale e nel quale sono confluite le esperienze dello stesso Diodato e di persone a lui vicine. "E' una canzone nata abbastanza lentamente, un brano a cui ho iniziato a lavorare qualche mese fa - dice -. Era un seme che tenevo lì e rispecchiava quello che stavo provando da qualche mese. Poi mi è successa una cosa particolare. Sono diventato un po’ confidente di alcune persone molto care e i punti di contatto con quello che stavo provando io erano diversi. E così ho pensato fosse il caso di far germogliare quel seme. Mi sono chiuso in casa e ho iniziato a lavorare alla canzone".
Ufficio stampa
La decisione di portarla al Festival è poi nata quando il brano ha preso forma musicalmente. "Quando ho sentito montare questa canzone - afferma -, quando sono arrivato a quello special con quegli archi, dove cercavo di esprimere musicalmente una sorta di abbandono totale, ho capito che poteva essere bello portarla su quel palco con quell'orchestra. Le prove di questi giorni sono state una conferma". Diodato si presenta a questa edizione di Sanremo senza particolari ambizioni se non quelle di far sentire un brano in cui crede molto. Anche perché ribadisce che a lui la gara interessa relativamente. "Sono pochissimo competitivo - sottolinea -, se sento la competizione è soprattutto con me stesso". E in quest'ottica tornare dopo quello un capolavoro di grande successo come "Fai rumore" rischia di essere un confronto pesante da reggere con il proprio passato. Ma per Diodato non è così. "Ho un buon rapporto con quella canzone - spiega -. Mi ha cambiato la vita, sono consapevole che ovunque andrò se dovrò fare due pezzi per presentarmi 'Fai rumore' dovrà essere uno di quelli. Ma non la vivo come un peso, anzi" TGCOM24
INSERITO DA MORENA MOTTA Jannik Sinner fuoriclasse anche di stile. Il tennista altoatesino, classe 2001, sta lasciando il segno anche per i suoi look molto curati e sempre misurati. Si potrebbero definire tra lo "sport chic" e un "quiet luxury" di stampo "old money", dato dalla combinazione di lusso, discrezione e gusto senza tempo. Di Jannik Sinner colpisce l'innata eleganza, a partire dai modi educati e discreti, come ha dimostrato anche nell'ultimo atto legato alla vittoria agli Australian Open: l'incontro al Quirinale con il Capo dello Stato Sergio Mattarella, che lo ha visibilmente emozionato. Un campione sportivo mai sopra le righe, in grado di passare con disinvoltura dagli outfit sportivi a quelli più formali, a prescindere dalla sua giovane età. Del resto, il tennis è uno degli sport più chic per antonomasia, basti guardare agli outfit di un altro grande della racchetta, Roger Federer, e alle mise sfoggiate sugli spalti di Wimbledon da David Beckham. TGCOM24