Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
di Miki Pappacoda Nel pomerigio d'incendio un principio d'incendio si e sviluppato nella frazione Cesarano di Tramonti il pronto intervento della pubblica assistenza “I Colibrì”.ha evitato che il fuoco si propagasse e quindi e stato spento.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Primo impegno si stagione per la squadra rossonera a Picerno che sarà rimaneggiata per le varie assenze, mentre il dirigente Paolo Durante conferma al settimanale Agorà che i costieri possono giocare nello stadio della cittadina sui Monti Lattari Sorrento – La squadra rossonera è impegnata tra la Coppa Italia a Picerno e che si potrebbe giocare nello stadio di Agerola nel girone di ritorno.Primo impegno di stagione per la squadra rossonera che sarà rimaneggiata per le varie assenze, mentre il dirigente Paolo Durante conferma al settimanale Agorà che i costieri possono giocare nello stadio della cittadina sui Monti Lattari. Mister Barilari è soddisfatto del lavoro svolto a Roccaporena: “Sono felice dell’alchimia che si è venuta a creare in ritiro, ho già ricevuto grande disponibilità dai miei calciatori. Il Picerno è una realtà consolidata, andiamo ad affrontare una rivale molto forte”. È stato convocato Mattia Esposito – attaccante classe 2008 che si è ben comportato in ritiro. Non convocati Pozzi, Kone, Potenza, Severino e Musella; squalificato Martignago, infortunato Vitale. Intanto il dirigente della società sportiva, Paolo Durante, al settimanale Agorà dichiara che il Sorrento può giocare nello stadio di Agerola, poiché è stata trovata l’intesa il Comune e l’ok della Federazione, e ci sono stati anche incontri con il commissariato di Castellammare di Stabia, che ha la competenza dell’ordine pubblico e la Prefettura di Napoli. Sono in programma lavori di adeguamento dello stadio per un importo di circa 200mila euro. Il Comune di Agerola si accollerebbe il 50% delle spese mentre il Sorrento verserebbe la sua parte dopo l’intervento. Se tutto andrà in porto si potrebbe giocare ad Agerola il girone di ritorno e questo comporterebbe anche il risparmiare miglia di euro ed avere il sostegno dei tifosi. Intanto sempre il massimo dirigente mette in evidenza che se i lavori al campo Italia partono a fine agosto per settembre 2025 dovrebbero finire. Video di mister Barilari tratto dalla pagina di Facebook del Sorrento Calcio 1945, su: https://www.facebook.com/reel/1225932911915076 GiSpa
DI MIKI PAPPACODA Un vasto incendio si sta sviluppando da circa un’ora alle pendici del Monte Pendolo. Le dinamiche del rogo sono tuttora da chiarire e i residenti lamentano la coltre nube di fumo che invade le abitazioni circostanti a causa del forte vento. Quest’ultimo pare stia complicando le operazioni di spegnimento. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco per domare le fiamme.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un cancello, già esistente, che di norma andrebbe chiuso la sera ma che invece resta sempre aperto. Basterebbe questa semplice accortezza per alzare non di poco la sicurezza dei giardini attorno al Nei, in via Enrico da Monza. Ne sono convinti residenti, commercianti e pure la Consulta Centro San Gerardo, che da tempo ha in corso un tavolo di sicurezza col Comune. Quei giardini sono stati teatro, lo scorso 20 giugno, dell’accoltellamento di un 25enne ecuadoriano da parte di tre latinos, arrestati poi il 23 luglio dalla Squadra Mobile. Il 25enne s’è salvato grazie all’intervento di un suo amico. «I giardini del Nei sono terra di nessuno» «I giardini del Nei sono già dotati di recinzione e cancello -osserva Riccardo Zakian, vice coordinatore della Consulta Centro San Gerardo nonché commerciante in via Bergamo, quindi doppiamente interessato al tema- perché comprendono una pista di pattinaggio, giochi, attrezzature per il calisthenics: basterebbe che questo cancello fosse chiuso alla sera, come dovrebbe essere di norma e come succede in tanti altri giardini in città». L’apertura e chiusura dei giardini è di competenza di un subappaltatore del servizio global service del verde: «Controlleremo e solleciteremo, se del caso, che i giardini del Nei vengano chiusi regolarmente» ci ha detto l’assessore Giada Turato, responsabile del Verde. Che col collega Marco Lamperti lo scorso mercoledì s’è confrontata con Zakian sulla situazione: «Lamperti ci ha confermato -racconta il vicecoordinatore- che stanno cercando fondi per ampliare le recinzioni dei giardini. Il Comune si dice disponibile, conosce la situazione, che non è esplosa adesso col caso dell’ecuadoriano ma sussiste da anni. Noi non vogliamo essere polemici ma serve più decisione. La chiusura regolare dei giardini la sera sarebbe già un bel deterrente». Zakian descrive la zona attorno al Nei come una “terra di nessuno”, a differenza della vicina via Bergamo: «In via Bergamo ci siamo dati un codice di condotta, qualche esercente ha una vigilanza privata, da un anno e mezzo non succedono episodi eclatanti, a parte qualche multa per consumo di alcolici da asporto in contenitori di vetro». Ma attorno al Nei «succede di tutto: anche gruppi di 50-60 ragazzi che bivaccano la notte, magari con musica, anche fino alle 5. Quando va bene chiacchierano, ma facilmente il chiacchiericcio si trasforma in urla e poi magari in litigi. Poi ci sono spacciatori, che arrivano da fuori. E anche compagnie che arrivano da Bresso o Nova Milanese col solo intento di fare rissa. Magari spunta il coltello e derubano i coetanei. Se lo fanno è perché sono sicuri dell’impunità. Ma c’è sempre il rischio che qualcuno (i derubati, i residenti) reagisca, e allora poi può succedere il peggio». «Telecamere ci sono, le forze dell’ordine passano anche, ma le vie di fuga sono numerose e non possiamo pretendere una pattuglia fissa in permanenza. Ma l’impunità non deve sussistere. Al mattino della domenica i giardini attorno al Nei sono pieni di bottiglie vuote, le famiglie coi bambini devono fare lo slalom tra i mucchi di spazzatura. Non è ammissibile». PRIMA MONZA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Con la scusa di dover tagliare i capelli hanno tentato di fare irruzione nel negozio, in pieno giorno. Al rifiuto di aprire da parte della titolare, hanno provato persino a forzare la porta sul retro prima di rinunciare e andarsene. Paura per una parrucchiera di Vimercate Ha dell’incredibile quanto accaduto venerdì pomeriggio a Rosy Santomenna, titolare dell’omonimo negozio di coiffeur a Vimercate, in via Motta. A raccontare quanto accaduto in quei drammatici minuti è stata la titolare del negozio. Con la scusa di dover tagliare i capelli hanno tentato di fare irruzione nel negozio, in pieno giorno. Al rifiuto di aprire da parte della titolare, hanno provato persino a forzare la porta sul retro prima di rinunciare e andarsene. Paura per una parrucchiera di Vimercate Ha dell’incredibile quanto accaduto venerdì pomeriggio a Rosy Santomenna, titolare dell’omonimo negozio di coiffeur a Vimercate, in via Motta. A raccontare quanto accaduto in quei drammatici minuti è stata la titolare del negozio. Il tentativo di irruzione da parte di un ragazzo "Dopo quanto accaduto alla povera barista di Vimercate nelle scorse settimane non mi fido più di lasciare porta aperta. Per questo motivo da qualche giorno chiudo sempre a chiave - ha sottolineato la titolare - Fortunatamente venerdì pomeriggio ho fatto la stessa cosa e devo dire che questo gesto ha evitato il peggio. In quel momento stavo servendo un’anziana cliente; si è avvicinato alla porta un ragazzo che ha incominciato a chiedere a gesti di poter entrare in negozio. Un’insistenza che mi ha fatto subito dubitare sulle sue reali intenzioni. Mi ha detto che doveva tagliare i capelli, ma non ci ho creduto. Gli ho detto di andarsene. Per tutta risposta, insieme ad un complice ha tentato di entrare cercando di forzare la porta che si trova sul retro del locale". Attimi di paura A quel punto la titolare ha cercato di ostacolare in tutti i modi la loro azione, piazzando anche una grossa scala davanti alla porta di ingresso. "Ero nel panico, non sapevo cosa fare - ha continuato - La paura che potesse capitare anche a me quello che è accaduto alla barista, vittima di violenza sessuale, mi ha completamente immobilizzata tant’è che non riuscivo nemmeno ad aprire la porta del negozio per fuggire. Ho subito allertato i carabinieri mentre i due malviventi se ne sono andati via come se nulla fosse. E’ stato un vero inferno. A quel punto ho deciso di affidarmi ad un fabbro che nel giro di poche ore ha installato le inferiate sulle finestre e ha messo in sicurezza le porte di ingresso. Sono ancora scioccata e al tempo stesso infuriata perché non è possibile lavorare con la paura. In 42 anni di attività una cosa del genere, in pieno giorno, non era mai accaduta... PRIMA MONZA
DI MIKI PAPPACODA Zona Tre Olmi, Modena arrivato poco fa l'avviso sul controllo vicinato. Ma il diffondersi dei cinghiali sta interessando tutta la penisola. Per fare un esempio in Campania, precisamente a Palomonte intere 'mandrie" di cinghiali non danno tregua ai poveri contadini che rovinano i raccolti....
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Panico tra i bagnanti a Montecorice, ordigno bellico affiora in superficie. L’allarme è stato lanciato da alcune persone che stavano facendo il bagno presso la spiaggia Baia Arena, in località Casa del Conte. Sul posto sono intervenuti i militari della Capitaneria di porto di Castellabate, assieme ai carabinieri. L’area è stata transennata e i bagnati stati fatti allontanare. Ora si passerà a verificare la natura dell’ordigno, con tutta probabilità una mina di profondità, per poi procedere alla messa in sicurezza. LA CITTA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Agguato di matrice camorristica in serata a Napoli in piazza Giambattista Pacichelli, poco lontano da Corso San Giovanni a Teduccio, periferia orientale del capoluogo partenopeo. A farne le spese un pregiudicato di 50 anni raggiunto da alcuni colpi di arma da fuoco sparati da distanza ravvicinata da due sicari in sella a uno scooter e con il volto coperto. Soccorso e trasferito all'Ospedale del Mare, l'uomo è deceduto poco dopo a causa delle ferite riportate. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Semafori anti ingorgo per selfie e foto al panorama, accessi a strade e lidi da prenotare online, presenze a tempo oppure sensori che registrano i passaggi degli escursionisti. Dal Trentino alle Cinque Terre, fino a Capri e alla Sardegna, sono diverse le strategie messe in campo per contenere l'impatto dei turisti nelle settimane sovraffollate di Ferragosto. L'affluenza eccezionale di turisti finisce spesso con il saturare le capacità fisiche, ecologiche e sociali che sia il territorio che i residenti sono in grado di sostenere, tra lunghe file, confusione, difficoltà di trovare parcheggi, servizi disponibili, ristoranti liberi e tanto altro. Il problema dell'overtourism Si tratta di iniziative che un po' ovunque puntano a limitare gli effetti collaterali del cosiddetto overtourism che opprime tutto l'anno città d'arte come Roma e Firenze (che tenta la carta di contingentare gli affitti brevi) ma che l'estate affligge località di mare e montagna, paesini che devono sopportate l'onda d'urto di migliaia di vacanzieri ogni giorno. Un fenomeno che non ha risparmiato alcuni aeroporti di media grandezza come quello di Bologna, dove l'aumento significativo dei passeggeri abbinato ai cantieri per ampliare lo scalo ha creato code lunghissime ai controlli, con viaggiatori costretti ad arrivare con diverse ore di anticipo e passeggeri che aspettano l'imbarco seduti a terra. Contro l'invasione degli ultraturisti, a seconda dei territori e delle situazioni, sono state messe in campo, soprattutto in estate con l'aumentare del flusso dei visitatori, svariate iniziative spesso con il supporto della tecnologia e di internet. Le iniziative in montagna In alcune località del Trentino come la valle di Fassa speciali sensori registrano i passaggi degli escursionisti. Sui Passi dolomitici la strategia è già tracciata, con regolamentazione del traffico e digitalizzazione di aree di parcheggio di interscambio. A causa dei selfie dei villeggianti, c'è invece il senso unico alternato su Alta via del Sale, tra la strada bianca che collega Limone Piemonte (Cuneo) fino all'entroterra ligure, un percorso tortuoso e che offre una vista che attrae molti turisti. L'obiettivo è evitare ingorghi nei punti panoramici: il semaforo resta verde per dieci minuti e rosso al massimo cinquanta minuti in entrambe le direzioni alternandosi. Il tempo massimo di percorrenza tra i due semafori è di venti minuti, permettendo così ai visitatori di fermarsi ad ammirare il paesaggio e scattare foto ricordo. A Braies in Alto Adige, località in cui sorge l'omonimo e visitatissimo lago, attorno al quale è stata girata la serie televisiva di successo 'Un passo dal cielo' che ha attirato migliaia di turisti del selfie, è partito un piano che prevede la prenotazione digitale per l'accesso alla strada che porta al lago dei veicoli motorizzati. Le strategie al mare Dalle montagne alle spiagge. Le app supportano i lidi pugliesi, dove dalle piattaforme online si ha il polso reale di quello che accade, attraverso la mappa delle spiagge per sapere quali e quante sono le postazioni in maniera precisa. Spiagge a numero chiuso - come l'accesso limitato a 1.500 bagnanti in quella di Stintino - e ticket di ingresso sono le misure per limitare la pressione sugli ecosistemi in Sardegna: dal nord al sud della regione sono state predisposte le prenotazioni anticipate tramite i siti dei Comuni e le app. Alle Cinque Terre, l'affascinante porzione di Liguria a picco sul mare, quest'anno a causa di nuove regole e anche l'incremento del biglietto dei treni non si può parlare di sovraffollamento turistico. Qui la riapertura della Via dell'Amore, il tratto del Sentiero azzurro che collega Riomaggiore e Manarola conosciuto in tutto il mondo, è stato regolamentato per una fruizione sostenibile. L'ingresso è diventato su prenotazione e l'accesso contingentato: 400 persone all'ora, 100 persone ogni 15 minuti. Tassa di sbarco raddoppiata a Capri, circolazione a targhe alterne in costiera amalfitana, numero chiuso e accesso su prenotazione in alcune spiagge libere a Napoli sono invece le principali misure attuate in Campania, non solo a Ferragosto ma per periodi più o meno lunghi della stagione estiva. Nelle Marche le misure prese sono rappresentate da una zona di accesso controllato, in via sperimentale per 52 giorni critici, lungo la stradina che porta alla Baia di Portonovo ad Ancona; accesso a numero chiuso, dal primo agosto al 15 settembre, alla spiaggia delle Due Sorelle di Sirolo.Il 49% degli italiani dice sì alle misure di controllo Le strategie messe in campo per ridurre l'impatto dell'overtourism incontrano il favore di quasi metà degli italiani, secondo una ricerca di Jfc. Il 49,3% è d'accordo con l'introduzione di misure che limitino e/o controllino i flussi turistici nelle destinazioni; il 38,4%, invece, si dice contrario e si oppone a tali interventi; c'è poi una quota del 12,3% che, pur affermando la propria neutralità, segnala queste come misure «non in grado di produrre benefici reali». È interessante però comprendere quali sono le specifiche valutazioni in merito: emerge così - segnala Jfc - che la maggior parte dei nostri connazionali - praticamente uno su cinque - considera «non corrette» le limitazioni agli ingressi nelle destinazioni turistiche, in quanto «si tratta di luoghi pubblici»; nello specifico, questa affermazione è condivisa dal 21,5% degli italiani. Il 19,2% afferma che tali misure sono «ideali per la sostenibilità dei residenti», come pure un'ulteriore quota del 17,2% si dichiara anch'essa favorevole in quanto ritiene che la limitazione agli ingressi sia una politica «corretta per non far entrare troppa gente». C'è poi una quota del 16,9% che si dichiara contraria e che ritiene tali misure «non utili perché limitano la libertà delle persone». A seguire, il 12,9% che considera tali limitazioni come «giuste per far stare meglio i turisti presenti», mentre infine per una restante quota del 12,3% l'introduzione di tali misure «non porta ad alcun cambiamento».
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Nel primo pomeriggio di oggi, sabato 10 agosto 2024, sull'autostrada A20 Messina-Palermo, un grave incidente ha stravolto una famiglia all'altezza di Brolo, provocando la morte di marito e moglie. L'auto su cui viaggiavano, una Nissan Qashqai, è andata a sbattere contro le barriere di protezione del viadotto Pozzo, in direzione Palermo. Le vittime sono Salvatore Caleca di 43 anni, e la moglie Michela Bucci, di 40 anni. Chi sono le vittime Le vittime, due coniugi residenti a Roma, sono decedute nello schianto, mentre le loro figliolette di 1 e 5 anni hanno riportato solo ferite lievi. Le bambine sono state trasportate all'ospedale di Patti, visibilmente sotto choc ma in condizioni non gravi. La famiglia coinvolta risiedeva a Roma, ma l'uomo era originario di Sant'Agata Militello. L'incidente si è verificato quindi nei pressi dello svincolo di Brolo, la dinamica invece è ancora da chiarire, sebbene si sospetti che possa essere stato un sinistro autonomo. Per consentire le operazioni di soccorso e i rilievi da parte della Polizia Stradale e del Consorzio per le Autostrade Siciliane, il traffico è stato deviato con uscita obbligatoria allo svincolo di Patti.