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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Coronavirus e sindrome di Down: le conclusioni di uno studio internazionale

16 Novembre 2020, 10:02am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO  Coronavirus e sindrome di Down: le conclusioni di uno studio internazionale

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Lo studio sull’impatto del coronavirus nei confronti delle persone con sindrome di Down, prodotto dall’organizzazione internazionale di ricercatori T21RS, arriva a conclusioni ben diverse da quelle diffuse qualche tempo fa dall’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui per le persone con sindrome di Down vi sarebbe un rischio di mortalità dieci volte superiore a quello della pubblicazione generale. Niente, dunque, “protezioni speciali” per queste persone, ma solo qualche precauzione in più, a seconda di particolari contingenze, come sottolinea Gabriele Bazzocchi dell’Associazione AIPD È stato pubblicato nei giorni scorsi uno studio l’impatto che il contagio del coronavirus ha avuto, e sta ancora avendo, sulle persone con sindrome di Down, prodotto dall’organizzazione internazionale di ricercatori sulla sindrome di Down T21RS e originato dalle risposte al questionario internazionale di cui avevamo dato notizia nel giugno scorso anche sulle nostre pagine. A questo e a quest’altro link sono disponibili rispettivamente la pubblicazione originale (in inglese) dedicata allo studio e il poster (in italiano) che ne riassume i principali esiti. Da parte nostra, però, ben volentieri cediamo la parola all’interessante commento di Gabriele Bazzocchi, presidente dell’AIPD di Ravenna (Associazione Italiana Persone Down) e consulente scientifico pro-tempore dell’AIPD Nazionale, organizzazione che ha attivamente contribuito allo studio. Cosa dunque va a dire lo studio internazionale realizzato da T21RS? Il lavoro riporta informazioni sui sintomi, i fattori di rischio e gli esiti relativi a 1.046 persone con sindrome di Down che hanno contratto l’infezione da Covid-19 in vari Paesi, ma principalmente in sette di essi, tra cui l’Italia. I sintomi nelle persone con sindrome di Down sono stati gli stessi che nella popolazione generale: febbre, tosse, fatica a respirare. Sono stati invece più frequenti alterazioni dello stato di coscienza. I fattori di rischio per l’ospedalizzazione e la mortalità erano sovrapponibili a quelli della popolazione generale: età avanzata, sesso maschile, diabete, obesità, demenza, con in più la presenza di difetti cardiaci congeniti. Il tasso di mortalità mostrava un rapido aumento sopra i 40 anni ed era circa tre volte più alto di quello dei soggetti di controllo senza la sindrome di Down, anche dopo avere aggiustato il dato statistico, tenendo conto dei fattori di rischio per la mortalità da Covid-19: il rischio di mortalità per le persone con sindrome di Down con più di 40 anni era comparabile a quello della popolazione generale di 85 anni. Si conclude, quindi, raccomandando di rivolgere una particolare attenzione e cura alle persone con sindrome di Down adulte sopra i 40 anni, ma anche di fornire a tutte le persone con sindrome di Down di ogni età una supplementazione con vitamina D e di sottoporle a vaccinazione sia per l’influenza che per lo pneumococco nel corrente inverno, in aggiunta alle misure che localmente vengono disposte, quali distanziamento sociale, uso della mascherina e lavaggio frequente delle mani. Come si può vedere, i dati di questo studio sono molto più completi e portano a conclusioni molto diverse da quell’informazione circolata qualche tempo fa, derivante da un comunicato dell’Istituto Superiore di Sanità, il quale affermava un rischio di mortalità per la persona con sindrome di Down dieci volte superiore a quello della pubblicazione generale [se ne legga anche sulle nostre pagine, N.d.R.]. Per altro, dopo avere pubblicato la propria ricerca, T21RS ha voluto diffondere una dichiarazione, rivolta in particolare alle Autorità Sanitarie del Regno Unito, sulla “speciale protezione” che era stata decisa per le persone con sindrome di Down. Infatti tutte le persone con sindrome di Down sopra i 18 anni erano state inserite nella lista dei soggetti “estremamente vulnerabili” all’infezione da Covid-19, decisione, questa, che rischiava di avere pesanti conseguenze sia sul piano sia fisico che mentale per questa popolazione, perché andava a restringere in modo irragionevole le loro opportunità di occupazione, lavoro, svago e tutte le altre attività, con un impatto negativo sui loro contesti di vita. La dichiarazione di T21RS (disponibile in originale a questo link) ribadisce quindi come la popolazione con sindrome di Down rappresenti un gruppo eterogeneo i cui rischi di ospedalizzazione e morte sono del tutto simili a quelli della popolazione generale, ad eccezione del fatto che se in questa il rischio di conseguenze gravi si realizza dopo i 60 anni, nella sindrome di Down ciò inizia dopo i 40. Sotto questa età, pertanto le persone con sindrome di Down non devono essere confinate o diversamente trattate, a meno che non soffrano di obesità o epilessia. Questa dichiarazione si era resa necessaria perché contemporaneamente era stata pubblicata dagli «Annals of Internal Medicine» una lettera da parte di un gruppo di ricercatori sempre inglesi, che invece concludeva che per la popolazione con sindrome di Down esisterebbe un rischio quattro volte superiore per un’ospedalizzazione, una volta contratto il Covid-19, e che sarebbe di dieci volte il rischio di mortalità, per cui sarebbero persone da proteggere strategicamente. Come si può capire, è questo un argomento che sta dando adito a molte discussioni, e quando queste vengono condotte sul piano scientifico e non pregiudiziale, ideologico, fanno sempre bene, ma anche a questo studio inglese sono state fatte obiezioni convincenti: i dati, infatti, si riferiscono a 4.053 persone con sindrome di Down di cui solo in 27 sono decedute con un’età media di 61 anni e nessuna di loro aveva meno di 50 anni, per cui non supportano le conclusioni a cui gli Autori della lettera sono arrivati. In conclusione vale quanto già detto in altre occasioni: normali attenzioni predisposte per tutte le persone a seconda delle locali condizioni di contagio. Particolare cura alle persone con sindrome di Down giovani che abbiano seri problemi di obesità e malattie neurologiche. Particolare cura alle persone con sindrome di Down sopra i 40 anni. Vitamina D e vaccini a tutti. di Gabriele Bazzocchi*SUPERANDO

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CIOCIARIA NEWS Al bar senza mascherina e ubriaco: arrestato. Festa con troppi universitari: 11 multe Cassino - L'uomo non voleva dotarsi del dispositivo né uscire dal locale. Ai ragazzi comminate sanzioni da ben 400 euro. Uno di loro è stato anche denunciato

16 Novembre 2020, 09:59am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

CIOCIARIA NEWS Al bar senza mascherina e ubriaco: arrestato. Festa con troppi universitari: 11 multe Cassino - L'uomo non voleva dotarsi del dispositivo né uscire dal locale. Ai ragazzi comminate sanzioni da ben 400 euro. Uno di loro è stato anche denunciato

INSERITO DA ANGELA CECERE Si è accomodato al tavolo di un bar in pieno centro, a piazza Labriola. Ma lo ha fatto senza indossare la mascherina e per di più in evidente stato di ebbrezza. A quel punto i titolari del locale gli si sono avvicinati e gli hanno chiesto di dotarsi del dispositivo di protezione, obbligatorio secondo i recenti decreti del Governo. L'uomo, però, sotto i fumi dell'alcol, non ha sentito ragione ed ha iniziato ad inveire violentemente contro i proprietari del bar. Fino a scatenare un vero parapiglia, specie quando gli è stato detto che, avvicinandosi le 18, cioè l'orario di chiusura, doveva anche andare via. L'uomo non ci ha visto più ed è successo un finimondo. Ha iniziato ad urlare contro tutto e tutti, tanto che i titolari del bar hanno subito chiamato il 113. In pochi minuti sul posto sono arrivate pattuglie della polizia, ma anche dei carabinieri e della Finanza. Gli uomini in divisa lo hanno ridotto a più miti consigli bloccandolo e, su disposizione del magistrato, lo hanno arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, a dire il vero non senza dover faticare parecchio vista la forte resistenza opposta dall'uomo sempre più fuori di sé.  Ma non è stato questo l'unico episodio della giornata in cui i cittadini si sono resi protagonisti dell'elusione delle norme anti Covid vigenti. Ancora a Cassino, infatti, la polizia è dovuta intervenite a casa di un gruppo di studenti universitari che avevano organizzato una festa privata - con tanto di musica e qualche schiamazzo di cui si sono accorti molti vicini di casa - ma con un numero troppo alto di persone presenti, ben superiore a quello stabilito dai decreti governativi. In conseguenza di ciò, dopo aver accertato quanto accaduto, gli agenti hanno comminato ben 11 multe ai partecipanti alla festa da 400 euro ciascuna ed uno di loro è stato anche denunciato per violazione del Dpcm in vigore contro il contagio da Covid. 

CIOCIARIA OGGI

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CARPI NEWS Carpi nuove regole per l’accesso al Mercato

16 Novembre 2020, 09:49am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Se per l’appuntamento di Piazza Martiri e il mercato alimentare di via Ugo da Carpi l’Amministrazione comunale ha predisposto le modalità che l’ordinanza regionale richiede, è stato invece sospeso il Mercato del Contadino nell’ex Foro Boario in attesa di predisporre misure che consentano di riprenderlo. 

“Abbiamo bisogno di uscire” si giustificano i clienti più anziani che sottolineano di rispettare le distanze mentre fanno compere e aggiungono: “siamo all’aperto e tutti con la mascherina”.

Nel giorno in cui l’ordinanza regionale entra in vigore il Mercato ambulante di Carpi è già pronto: le misure richieste erano in parte già state introdotte da alcune settimane in accordo con l’amministrazione comunale “che ci ha sostenuto – ribadisce Carlo Guaitoli ambulante di Carpi e Presidente di Anva Confesercenti – consentendoci di proseguire l’attività. Prima di altri in provincia a Carpi avevamo già introdotto la sorveglianza agli ingressi per evitare le entrate di gruppi di persone ed esortare al rispetto del distanziamento. I volontari si erano posizionati a lato degli ingressi per controllare e ricordare alle persone le buone abitudini”.

Con l’introduzione dell’ordinanza regionale del Presidente Stefano Bonaccini, i mercati ordinari cambieranno o si fermeranno: per restare aperti devono avere una perimetrazione ben definita, la presenza di un unico varco di accesso separato da quello di uscita, sorveglianza pubblica o privata che verifichi distanze sociali e il rispetto del divieto di assembramento nonché il controllo dell’accesso all’area di vendita. A Carpi, chi entra al mercato è sottoposto anche alla misurazione della febbre con il termoscanner.

“Le norme anticovid sono rispettate fra le bancarelle carpigiane” conferma Guaitoli che evidenzia l’assenza di assembramenti e aggiunge anzi che “c’è molta meno gente”.

Guaitoli, qual è la situazione?

“Ci sono meno persone e a confermarlo sono gli stessi clienti che ci riferiscono di non avere difficoltà a trovare parcheggio. Un tempo ci mettevano anche più di mezz’ora. La preoccupazione per i contagi ha indotto a tenersi lontani dal mercato ma qui l’affollamento non lo vediamo”.
Dal punto di vista economico come sta andando?

“Facciamo fatica a pagare le spese e non so quanti di noi riusciranno ad arrivare a fine anno. I contributi sono stati una goccia nel mare e adesso l’afflusso di gente al mercato è inferiore rispetto al solito. Sono aumentate le vendite di alcuni articoli – sorride Guaitoli – ciabatte e pantaloni per stare in casa, ma il resto è fermo.  Ci accontentiamo di quel poco che si può fare per pagare le spese”.

Se per l’appuntamento di Piazza Martiri e il mercato alimentare di via Ugo da Carpi l’Amministrazione comunale ha predisposto le modalità che l’ordinanza regionale richiede, è stato invece sospeso il Mercato del Contadino nell’ex Foro Boario in attesa di predisporre misure che consentano di riprenderlo.

“Il Sindaco ha emesso ordinanza sindacale appositamente studiata per lasciare aperto il mercato in piazza, dimenticandosi – sostiene Annalisa Arletti di Fratelli d’Italia – di quello contadino e trattandolo come mercato di serie B.

Inoltre, apprendiamo dai cittadini che si recano al mercato che vi sono banchi, principalmente gestiti da extra comunitari che non rispettano le regole anti- assembramento.  Questo è inaccettabile. Le regole devono valere per tutti e il Comune, anche tramite la polizia locale, ha il dovere di controllare come viene svolto il mercato e intervenire se vi sono irregolarità. Invito l’Assessore alla sicurezza Mariella Lugli, visto che la finestra del suo ufficio si affaccia sul mercato, a scendere da Palazzo Scacchetti e dare un’occhiata”

IL TEMPO

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ISCHIA E PROCIDA NEWS La salute di una comunità vale una messa? Ischia, l’isola delle chiese, delle messe e del covid

16 Novembre 2020, 09:46am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

ISCHIA E PROCIDA NEWS La salute di una comunità vale una messa? Ischia, l’isola delle chiese, delle messe e del covid

INSERITO DA ANGELA CECERE I nostri sindaci conoscono bene il potere temporale e l’influenza della Chiesa sui loro destini politici. Non ci sono stati, infatti, appelli, ordinanze o dichiarazioni da parte di nessuna forza politica, ne di governo, ne di opposizione... Se la coscienza della nostra comunità, passasse per la devozione religiosa, probabilmente vivremo in un’isola profondamente diversa. Tutti ricordiamo la vicenda a marzo nel primo lockdown, quando, in occasione dei festeggiamenti di San Giovan Giuseppe della Croce, in barba ai numerosi e inascoltati appelli, si continuava a onorare la tradizione, che non poteva essere violata, neanche da un virus mortale. È di pochi giorni fa, la notizia che il parroco di Serrara Fontana è ricoverato al Rizzoli per Covid. Ci risiamo. Questi episodi, sono significativi per ricordarci, come sono ancora profonde le radici cattoliche, che determinano l’indirizzo e la formazione identitaria della nostra isola. L’etica scientifica viene violata e si contrappone alla necessità irrinunciabile della preghiera nella casa di Dio, ma non solo; i sacerdoti, continuano a svolgere le loro funzioni religiose anche nelle case private, soprattutto dove la presenza di fedeli anziani è prevalente. L’indifferenza del mondo religioso dinanzi alla pandemia è disarmante, disarmanti sono le scelte del pastore che dovrebbe guidare e difendere la propria comunità. I nostri sindaci conoscono bene il potere temporale e l’influenza della Chiesa sui loro destini politici. Non ci sono stati, infatti, appelli, ordinanze o dichiarazioni da parte di nessuna forza politica, ne di governo, ne di opposizione, che ha espresso un disappunto, per quello che sta accadendo nelle chiese, quale veicolo di contagio. Il contributo verso un naufragio inesorabile di un aumento di contagi del Covid19 è scontato. Ma si sa, mai mettersi contro “la chiesa”. Ferma restando la regia nazionale nella gestione dell’emergenza, il governo ha attribuito ai presidenti delle Regioni e ai sindaci il potere di emanare ordinanze specifiche per affrontare esigenze locali (le stesse ordinanze contingibili ed urgenti, sono precedenti alla Costituzione a partire dalla legge 833/1978). Sarebbe opportuno far rispettare i suggerimenti della comunità scientifica per qualsiasi forma di assembramento. La morale di tutti noi non passa sempre per il rispetto dell’altro, soprattutto se mettiamo in pericolo la sua salute, e anche la nostra? Le comunità religiose dovrebbero difendere questo sano principio di vita. È anche vero che in questo momento di sconforto ognuno di noi ha la necessità e il diritto di esercitare la propria fede, perché i sacerdoti non hanno creato delle comunità virtuali, affinché la parola di Dio non venga a mancare ai fedeli? Anche gli anziani oggi sono in possesso di un telefonino o un computer e con l’aiuto di qualche famigliare si supera qualche piccolo problema tecnologico. L’arcaica ritualità delle comunità religiose, non si concilia con il tempo di incertezze che viviamo in cui la mancanza di risposte non viene più soddisfatta dalla fede. In cui la politica, non decide, in cui la mancanza di una lettura oggettiva della realità che ci circonda, prende il posto di un qualunquismo vacuo che si esprime sui social, dove un “like”, ha il valore inossidabile di una azione mai esercitata. La nostra classe politica è propensa a chinarsi sull’altare delle ingiunzioni, per un posto in prima fila, nelle innumerevoli feste patronali, dove i santi stentano a fare i miracoli, per una comunità troppo propensa alle promiscuità, agli assembramenti, agli aperitivi, ma soprattutto agli innumerevoli negazionisti che vivono nel mondo virtuale. La salute di una comunità vale una messa?
www.ildispari.it

IL DISPARI QUOTIDIANO 

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Cavezzo, scarica la spazzatura sulla strada e se ne va con la sua Panda

16 Novembre 2020, 09:44am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Cavezzo, scarica la spazzatura sulla strada e se ne va con la sua Panda

INSERITO DA BARBARBA PAPPACODA CAVEZZO – Segnalazione dell’ennesimo episodio di inciviltà e maleducazione da parte di una ragazza sul gruppo “Noi del Ponte della Motta”. Una donna è stata vista scaricare la spazzatura dove vietato. Una signora su una Panda modello vecchio, bordeaux, ha appena scaricato tutta questa roba, nei pressi dell’Osteria del Gitano: quando date la colpa ai giovani, ve lo ricorderò poi con una foto! SULPANARO.NET

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VELASCA VIMERCATE NEWS Studenti fanno lezione da casa e lasciano i loro ritratti in classe per i prof

16 Novembre 2020, 09:39am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Studenti fanno lezione da casa e lasciano i loro ritratti in classe per i profINSERITO DA MIKI PAPPACODA L'idea dei ragazzi della terza C della scuola media Kennedy di Brugherio. Studenti fanno lezione da casa e lasciano i loro ritratti in classe per i prof. L’idea è dei ragazzi della terza C della scuola media Kennedy di Brugherio. I loro ritratti in classe per far sentire meno soli i prof L’avvio della didattica a distanza per le classi seconde e terze delle scuole medie ha svuotato anche l’istituto brugherese. Ma gli studenti che frequentano la terza C hanno pensato di mettere in campo una simpatica iniziativa per far sentire meno soli i professori che ogni giorno varcano la soglia del plesso per fare lezione. Come fare per non lasciare davanti ai loro occhi file di banchi vuoti? Semplice! Hanno preso dei fogli da disegno e hanno ritratto i loro volti, in alcuni casi anche con le mascherine. Perché la prudenza non è mai troppa. Un gesto quello degli studenti che si è trasformato in una bella e gradita sorpresa per gli insegnanti. Come dire: “Noi ci siamo ancora prof!”. FONTE PRIMAMONZA

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CAPRI NEWS Coronavirus, le misure di Gori: sospensione dei distacchi di fornitura idrica per morosità e videochiamata per parlare con gli operatori di sportello

16 Novembre 2020, 09:39am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

CAPRI NEWS Coronavirus, le misure di Gori: sospensione dei distacchi di fornitura idrica per morosità e videochiamata per parlare con gli operatori di sportello

INSERITO DA ANGELA CECERE Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato della società GORI. GORI sta seguendo con molta attenzione gli sviluppi legati all’aumento della curva dei contagi e alla diffusione del virus Covid-19. A seguito dell’istituzione di una nuova Zona Rossa in Campania, e al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini e del proprio personale, l’Azienda ha assunto d’urgenza alcune misure precauzionali, ed altre saranno introdotte nel corso dei prossimi giorni. In primis GORI comunica che, in considerazione del momento difficile che le comunità stanno attraversando, e fino al superamento di questa fase emergenziale, da lunedì 16.11.2020 sono sospese su tutto il territorio gestito le attività presso le abitazioni degli utenti che non rivestano carattere d’urgenza, nonché le interruzioni di fornitura idrica per morosità. L’Azienda comunica, inoltre, la chiusura degli Sportelli al Pubblico a partire da lunedì: sarà attivata a breve, in sostituzione di questo servizio, una funzione di Sportello Digitale che consentirà agli utenti di parlare con un operatore di GORI attraverso una semplice videochiamata sulla piattaforma digitale TEAMS. L’Azienda ricorda, infine, che registrandosi all’Area Clienti MyGori del sito www.goriacqua.com, e scaricando l’app MyGori, disponibile per Ios e Android, è possibile effettuare dal proprio dispositivo tutte le operazioni che vengono eseguite presso gli sportelli (nuovi contratti, voltura, rateizzazione, duplicati della bolletta, ecc.). Le medesime operazioni possono essere eseguite anche tramite il Numero Verde commerciale di GORI 800900161 (gratuito da rete fissa) e 0810206622 (da rete mobile). A tal proposito, si ricorda che per effettuare il pagamento delle bollette non è necessario spostarsi da casa: oltre che con l’attivazione della domiciliazione su conto corrente, è possibile pagare online, attraverso l’Area Clienti e l’app MyGORI, oppure utilizzando tutte le altre modalità presenti nella sezione “modalità di pagamento” del sito web www.goriacqua.com. GORI si scusa per eventuali disagi, dovuti unicamente alla volontà di tutelare la sicurezza di tutta la comunità.

CAPRI NEWS

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MONZA E PROVINCIA NEWS Auto contro ostacolo: 22enne soccorso a Monza L'incidente ieri sera poco prima di mezzanotte in via Marconi.

16 Novembre 2020, 09:34am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Auto contro ostacolo: 22enne soccorso a Monza

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Incidente stradale poco prima di mezzanotte ieri, domenica 15 novembre, a Monza. Si tratta di un’auto contro ostacolo in via Marconi, soccorso un 22enne. Auto contro ostacolo: 22enne soccorso a Monza In base alle informazioni diffuse dall’Agenzia regionale emergenza urgenza la chiamata al 112 è scattata un quarto d’ora prima di mezzanotte per un’auto finita contro un ostacolo mentre transitava in via Marconi a Monza. Sul posto si sono portati i volontari della Croce rossa di Villasanta e gli agenti della Polizia locale di Monza. Il 22enne rimasto coinvolto nell’incidente è stato medicato sul posto e poi trasportato all’ospedale di Cinisello Balsamo in codice verde. Le sue condizioni non desterebbero dunque preoccupazione. FONTE PRIMA MONZA

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Giugliano, emergenza Covid: chiusi gli uffici comunali Ad annunciarlo, oggi pomeriggio, il Centro Operativo Comunale

16 Novembre 2020, 09:32am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Giugliano, emergenza Covid: chiusi gli uffici comunali Ad annunciarlo, oggi pomeriggio, il Centro Operativo Comunale

INSERITO DA ANGELA CECERE GIUGLIANO IN CAMPANIA – Uffici comunali chiusi fino a data da destinarsi. Questo l’annuncio in merito da parte del COC (Centro Operativo Comunale): “In seguito alle nuove misure per il contrasto e il contenimento dell’emergenza da Covid-19 contenute nell’ultimo DPCM in vigore dal 15 novembre, si comunica che gli Uffici comunali resteranno chiusi al pubblico fino a nuova disposizione. Restano consentiti gli accessi con le prenotazioni già effettuate per atti notori e carte di identità; per dichiarazioni di nascita e morte”.

IL MERIDIANO NEWS

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Giovanni viene barbaramente ucciso e bruciato per la pensione

16 Novembre 2020, 09:27am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ha ucciso con 11 coltellate un anziano di 73 anni, Giovanni Salmeri, e poi ha bruciato il cadavere per eliminare le prove. Giovanni Salmeri è stato condannato ad una fine terribile. Morto ucciso da 11 coltellate a 73 anni. Il suo corpo è poi stato bruciato in una discarica per rubargli la pensione di 650 euro. L’efferato omicidio è avvenuto a Milazzo nel luglio scorso, ma solo oggi i carabinieri sono riusciti a ricostruire i particolari delitto e ad arrestare il colpevole, Ettore Rossitto, di 56 anni, accusato di omicidio premeditato e distruzione di cadavere, solo per avere la sua pensione. A incastrarlo sono state le telecamere dei sistemi di video sorveglianza. Una tragedia che si consuma in un panorama di profondo degrado ed emergenza economica. I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, su richiesta della locale Procura. Le indagini sono state avviate dopo il ritrovamento il 29 luglio scorso in una discarica abusiva in località Scaccia di un cadavere carbonizzato che non consentiva di identificare la vittima. L’autopsia ha poi rivelato la triste storia di coltellate, utilizzando un coltello con una lama di 20 cm trovato sulla scena del crimine ma soprattutto di fuoco per far sparire le prove. Gli investigatori, visionando 10mila ore di filmati estrapolati da oltre 40 telecamere di sistemi di videosorveglianza, hanno notato il giorno prima un ciclomotore con un bordo due uomini vicino al luogo delitto. Il passeggero, aveva vestiti compatibili con quelli del cadavere. In un’ altra immagine si notava il ciclomotore, questa volta con a bordo il solo conducente, su una strada proveniente dal luogo dell’omicidio. Attraverso la targa del ciclomotore è stato così possibile risalire a Rossitto.

LISA BERTI /www.meteoweek.

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