Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
A CURA DI MIKI PAPPACODAUn ciclone scavalca le Alpi del Triveneto. Giornata molto instabile con piogge e temporali dal Nordest (qui soprattutto al mattino) verso il Centro adriatico, la Toscana interna, l'Umbria e il Lazio interno. Su queste regioni ci sarà un calo termico. In tarda serata peggiorerà anche al Sud. Tempo più soleggiato sul resto d'Italia con cielo sereno o al massimo poco nuvoloso.
Nord
Instabile su Triveneto, Emilia Romagna ed est Lombardia con rovesci e temporali; fenomeni in attenuazione in serata. Più sole invece al Nordovest. Temperature stabili, massime tra 18 e 23.
Centro
Peggiora sulle adriatiche con piogge e temporali dal pomeriggio e locali grandinate. Meglio sul Tirreno. Temperature in calo, massime tra 15 e 20.
Sud
Nubi in aumento dal pomeriggio con rovesci e temporali entro sera su Molise e Puglia, maggiori aperture altrove. Temperature stazionarie, massime tra 16 e 22.
A CURA DI MIKI PAPPACODA Santo del giorno S. Marco Evangelista (festa) S. Giovanni Battista Piamartasac. e fondatore (1841-1913) Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 21,1-14. In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma in quella notte non presero nulla. Quando gia era l'alba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «E' il Signore!». Simon Pietro appena udì che era il Signore, si cinse ai fianchi il camiciotto, poiché era spogliato, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: infatti non erano lontani da terra se non un centinaio di metri. Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po' del pesce che avete preso or ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatrè grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». Enessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», poiché sapevano bene che era il Signore. Allora Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede a loro, e così pure il pesce. Questa era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risuscitato dai morti.
DI MIKI PAPPACODA I corpi senza vita di tre persone sono stati trovati a Modena, in zona Marzaglia, in un appartamento di una palazzina con diverse unità abitative in via Pomposiana. Le vittime sono due anziani, marito e moglie, e il loro figlio della coppia. La donna era malata da tempo e anche il figlio era disabile, costretto in carrozzina. Secondo i primi riscontri si tratterebbe di un omicidio suicidio: l'uomo avrebbe ucciso moglie e figlio, per poi togliersi la vita. I carabinieri stanno indagando anche con l’ausilio del reparto scientifico.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La giornata del 24 aprile di ogni anno ricorda i massacri della popolazione cristiana (in grande maggioranza Armeni, ma anche siro cattolici, siro ortodossi, assiri, caldei e greci) avvenuti nell'ex Impero Ottomano durante gli anni della I guerra mondiale.24
Con l’introduzione di Carlo Lucarelli e gli interventi dello storico Marcello Flores, il filmato racconta una delle vicende più atroci avvenute nel corso di una guerra di per sé terribile: il genocidio del popolo armeno ad opera delle autorità turche. Lo sterminio che cominciò nella primavera del 1915 ebbe le sue premesse nell’ascesa del nazionalismo turco cominciato con la presa del potere dei giovani turchi nel 1909. Le guerre balcaniche prima e quella mondiale poi, prepararono il terreno per l’attuazione sistematica del primo genocidio della storia del ‘900.
Oltre al filmato presentiamo una breve selezione di testimonianze che documentano la tragedia:
Documento:Henry Morgenthau, Diario 1913-1916: le memorie dell’ambasciatore americano a Costantinopoli negli anni del genocidio degli Armeni
L’ambasciatore americano ad Istanbul riferisce in maniera dettagliata tutto ciò di cui venne a conoscenza riguardo allo sterminio degli Armeni nel corso del suo soggiorno in Turchia e ricorda i suoi vani sforzi per cercare di mettere un freno alle violenze.
Documento:La Stampa, 13 settembre 1915
L’articolo de La Stampa traccia un quadro della situazione interna dell’impero ottomano che sottolinea in particolare la persecuzione degli stranieri e il tragico destino degli Armeni.
Le immagini dei profughi armeni provengono dalla Library of Congress.
1915/1916 - Il genocidio degli Armeni
Tra le innumerevoli tragedie che hanno segnato la prima guerra mondiale una delle più grandi e meno conosciute è quella dello sterminio della popolazione armena. Il governo dell'Impero Ottomano prima, quello dei Giovani Turchi poi, si impegna in un vero e proprio genocidio, intenzionalmente sterminando centinaia di migliaia di armeni. È una strage di dimensioni enormi, per decenni coperta dall'oblio.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Non è stata ancora fissata la data dell’autopsia disposta dalla Procura sui corpi diRiccardo Gaio, 17 anni, e del padre Vladislav, 50 anni, che martedì pomeriggio nella minuscola frazione di Oltra di Lamon, in provincia di Belluno, ha accoltellato il primogenito all’addome e poi gli ha sparato due colpi in testa prima di rivolgere il fucile da macellazione, per il quale non serve alcun porto d’armi, contro sé stesso e farla finita. L'ipotesi
Al momento la moglie e la figlia che materialmente ha scoperto la tragedia familiare entrando in casa poco dopo, sono ospitate in un reparto protetto dell’ospedale di Feltre assistite da un team di psicologi per tenerle lontane fisicamente e isolate dall’eco mediatica dalla tragedia. Per il magistrato Roberta Gallego e per i carabinieri del comando provinciale di Belluno, che stanno conducendo le indagini,l’ipotesi più probabile è che l’uomo avrebbe ucciso il primogenito della coppia al fine di punire la moglieche proprio martedì, poche ore prima della tragedia, lo aveva denunciato per uno dei tanti litigi.
Separati in casa
I due vivevano da un paio d’anni da separati in casa e il 50enne, che aveva anche perso il suo ultimo impiego alcuni mesi fa, non aveva ancora mantenuto la promessa di andarsene di casa, anche per oggettive difficoltà economiche. Inoltre, pare che la moglie avesse da poco intrapreso una nuova relazione sentimentale, circostanza che, aggiunta a tutte le altre, avrebbe aggravato il senso di frustrazione dell’uomo.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA «Ero fuori di testa» e «spero che Dio possa perdonarmi». Così Stefano Argentino chiede scusa ai genitori di Sara Campanella. «Non hanno neppure voluto leggere la lettera inviata dai familiari di Argentino», dice l'avvocata Concetta La Torre che difende la mamma e il papà della ragazza accoltellata per strada a Messina dal collega di università di cui per mesi aveva respinto le avances. «Le scuse sono tardive. E poi in questo caso anche il termine "scuse" mi pare inappropriato vista la atrocità di quanto è accaduto. Forse sarebbe stato necessario parlare di "perdono"», spiega ancora la legale.
Il femminicidio e le minacce di suicidarsi
Il giovane, fermato poche ore dopo il delitto, ha confessato. Dopo aver ucciso Sara, Argentino ha chiamato la madre sostenendo di essere disperato e minacciando il suicidio. La donna, che con la famiglia vive a Noto, è andata a prenderlo in auto a Messina insieme al marito.
Solo dopo ore – ha raccontato ai carabinieri – avrebbe saputo cosa aveva fatto il ragazzo e perchè fosse sconvolto.
La lettera di scuse
A distanza di qualche settimana gli Argentino, attraverso il loro legale, l'avvocatoGiuseppe Cultrera, hanno fatto avere alla famiglia di Sara una lettera di scuse che avrebbe visto solo l'avvocato La Torre dal momento che i suoi clienti non hanno voluto leggerne il contenuto. Poche righe in cui la madre e il padre dello studente si sono detti addolorati per quanto accaduto e hanno definito "inspiegabile" il gesto compiuto dal figlio. Per la La Torre si tratta solo di un atto formale che rientra in una strategia difensiva.
«Nell'imminenza del fatto la madre del ragazzo – dice la legale – aveva addirittura definito il figlio un bravo ragazzo e successivamente ha raccontato di essere andata in carcere a trovarlo e di essersi commossa». «I miei clienti a questo punto – conclude – avrebbero trovato più opportuno un religioso silenzio».
Argentino: «Quel giorno ero fuori di testa»
Argentino, in carcere per il femminicidio di Sara, secondo quanto riferito dal suo legale a "Tgcom24", sostiene: «Non so come tutto questo sia potuto succedere, non mi so dare una spiegazione, forse non c'è neanche una spiegazione, quantomeno razionale.Più rifletto, da solo con me stesso, più arrivo a una e una sola conclusione: quel giorno ero fuori di testa. Un uomo razionale non può spingersi a tanto.Ho sempre sognato di costruire qualcosa con Sara,e inveceho compiuto il gesto peggiore che si possa rivolgere a una persona, a una donna».
«Non ho uno straccio di carta, né una penna – avrebbe detto Argentino al suo legale – devo tenere tutto a mente e riferire al mio avvocato.È da giorni che penso a quello che sta passando la famiglia di Sara, per colpa mia, da giorni che penso di chieder loro scusa per ciò che ho fatto, ma so che sono l'ultima persona al mondo che vorrebbero sentire parlare, o di cui vorrebbero leggere. E hanno ragione, come non capirli».
«Non riesco a pensare a nulla – ha detto ancora il legale riportando le parole del giovane in carcere – non riesco a pensare con lucidità a tutto quello che mi è passato per la testa, agli ultimi atti: qualcosa dentro me non ha funzionato. Il perdono forse non è umano, ed è giusto così,ma spero che almeno Dio, al suo cospetto, mi perdoniquello che una parte di me, la peggiore, ha fatto. Non ho altre parole e so che i miei pensieri non interessano a nessuno perché fuori da queste quattro mura sono e sarò sempre il male, l'omicida». LEGGO.IT
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Papa Francesco sarà sepolto nella Basilica di Santa Maria Maggiore e sarà possibile visitare la sua tomba dalla mattina di domenica 27 aprile. Lo ha detto il direttore della sala stampa vaticana Matteo Bruni. La tomba che accoglierà la salma del pontefice è stata realizzata in marmo di provenienza ligure con la sola iscrizione «FRANCISCUS» e la riproduzione della sua croce pettorale. La tomba è stata preparata nel loculo della navata laterale tra la Cappella Paolina (Cappella della Salus Populi Romani) e la Cappella Sforza della Basilica di Santa Maria Maggiore, situata nei pressi dell'Altare di San Francesco.
La sepoltura a Santa Maria Maggiore
Da sedici secoli, la Basilica di Santa Maria Maggiore svetta sul colle Esquilino, testimone silenziosa della storia di Roma. Tra mosaici paleocristiani e reliquie millenarie questo luogo di culto è tornato al centro dell'attenzione mondiale con la notizia della sepoltura di Papa Francesco, scomparso lo scorso 21 aprile. Fondata nel V secolo e consacrata da Papa Sisto III, Santa Maria Maggiore è una delle quattro basiliche papali di Roma, insieme a San Pietro, San Giovanni in Laterano e San Paolo fuori le mura. Sabato 26 aprile, dopo i funerali che si terranno alle 10 nella Basilica di San Pietro, il feretro di Papa Francesco verrà trasferito a Santa Maria Maggiore, dove sarà tumulato in un loculo tra la Cappella Paolina e la Cappella Sforza, nella navata sinistra. Sulla sua lapide, per sua espressa volontà, ci sarà solo la parola: «Franciscus».
La bara sarà deposta nella terra nuda, in segno di umiltà e semplicità. Bergoglio è il primo Pontefice in oltre 120 anni a essere sepolto fuori da San Pietro. L'ultimo fu Leone XIII, tumulato nella Basilica di San Giovanni in Laterano nel 1903. La tradizione vuole che la maggior parte dei pontefici venga sepolta nelle Grotte Vaticane, ma Santa Maria Maggiore ha già accolto nel tempo le spoglie di sette Papi: Onorio III (nel 1227), Niccolò IV (nel 1292), Pio V (nel 1572), Sisto V (nel 1590), Clemente VIII (nel 1605), Paolo V (nel 1621) e Clemente IX (nel 1669).
I sette Papi devoti alla Madonna
Sette Papi distanti cronologicamente ma uniti dal culto e dalla devozione alla Madonna e che anche per questo hanno scelto la Basilica di Santa Maria Maggiore come luogo di sepoltura.Pio V, canonizzato nel 1712, è ricordato come il Papa della Controriforma, noto per la battaglia di Lepanto e la riforma del rito romano ma anche per aver istituito la festa del Rosario e per aver promosso la diffusione della pratica devozionale nella Chiesa.Clemente VIII, protagonista della restaurazione cattolica del tardo Cinquecento fu promotore di un rinnovato impulso missionario e teologico. AnchePapa Sisto V, celebre per il suo rigore e per la riorganizzazione amministrativa della Curia, scelse questa basilica come sua dimora eterna. Tra le tombe più visitate a Santa Maria Maggiore c'è anche quella di Gian Lorenzo Bernini, esponente di punta della cultura figurativa barocca e il cui talento è legato a molte commissioni papali a Roma, tra cui il Baldacchino di San Pietro, la Fontana dei Quattro Fiumi, la Cattedra di San Pietro e il Sepolcro di Urbano VIII.
Papa Francesco e la sacra «Salus Populi Romani»
Da sabato nella Basilica di Santa Maria Maggiore accanto alle tombe degli altri sette Pontefici, ci sarà quindi anche quella di Papa Francesco, immersa in un'atmosfera suggestiva, arricchita da elementi aggiunti negli anni, ma che conserva la primitiva struttura paleocristiana. Ogni angolo della Basilica ancora oggi richiama ladevozione, la storia e l'arte: dalla Cappella Paolina alla Cappella Sistina, dai mosaici absidali del V secolo al soffitto a cassettoni dorato con l'oro proveniente dalle Americhe, donato dai re cattolici di Spagna. Ma è soprattutto il cuore mariano della basilica ad attirare ogni giorno fedeli e pellegrini: l'immagine sacra della «Salus Populi Romani» (in latino «Salvezza del popolo romano»), uno dei ritratti della Madonna più venerate al mondo, posta nella Cappella Paolina e che è statail punto di riferimento spirituale per Papa Francesco fin dall'inizio del suo pontificato.
Il 14 marzo 2013, il giorno dopo la sua elezione, il Pontefice infatti si recò in forma privata a Santa Maria Maggiore per pregare davanti all'immagine della Vergine. Il gesto segnò l'inizio di un rituale che si sarebbe ripetuto prima e dopo ogni viaggio apostolico. A Roma la Basilica di Santa Maria Maggiore, costruita sulla chiesa originaria di cui non resta nulla ma è datata intorno al II-III secolo dopo Cristo, è nota per il culto del Miracolo della neve. La tradizione vuole infatti che sia stata la Madonna stessa a indicare il luogo in cui doveva sorgere la cappella, con una miracolosa nevicata in pieno agosto, dopo essere apparsa in sogno al patrizio Giovanni e a Papa Liberio. Da allora ogni annoil miracolo viene rievocato il 5 agosto con una cascata di petali bianchi che piovono dal soffitto a cassettoni della basilica. FONTE LEGGO.IT
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Non solo le strade ma anche i cieli, le acque del Tevere fino al mare e al sottosuolo saranno blindati sabato per i funerali di papa Francesco. Un piano di sicurezza definito «imponente» dallo stesso questore di Roma, Roberto Massucci che ha parlato di un «appuntamento con la storia», considerata la concomitanza tra la morte del pontefice nell'anno del Giubileo, la sua sepoltura in un'altra basilica e l'arrivo di capi di Stato e di governo da tutto il mondo. Ed è proprio questo uno degli aspetti più delicati per la macchina della sicurezza. Verranno monitorati attentamente, anche dall'alto, i cortei di auto dei leader che atterreranno nei diversi scali a ridosso della capitale. Sono 170 le delegazioni attese.
La greeen zone
Già il 25 aprile, con l'arrivo del presidente americano Donald Trump e della moglie Melania, il dispositivo messo a punto per le esequie entrerà nel vivo. Sorvegliato speciale il quartiere Parioli dove si trova Villa Taverna, la residenza dell'ambasciatore americano in cui soggiornerà il tycoon. Da mezzanotte scatterà la 'green zone' con misure stringenti che prevedono il divieto di manifestare e il trasporto di merci pericolose. La gran parte delle autorità arriverà e ripartirà nella giornata di sabato rendendo ancora più «delicata» la gestione della sicurezza. «Tantissime personalità straniere convergeranno allo stesso tempo sugli scali - ha spiegato il capo dipartimento Fabio Ciciliano, che coordina l'accoglienza, la mobilità e l'assistenza dei fedeli - Una delle complessità più importanti è rendere comoda la permanenza e il deflusso ordinato».
Le forze in campo
Migliaia le forze dell'ordine in campo per le esequie, con rinforzi in arrivo da altre regioni, a cui si aggiungono tremila volontari. Anche la Difesa contribuirà al piano sicurezza con l'impiego di sistemi anti-drone, caccia Eurofighter pronti ad entrare in azione e un cacciatorpediniere al largo di Fiumicino. L'area di piazza San Pietro sarà super blindata, con bonifiche preventive anche nel sottosuolo e droni in dotazione alla Questura per garantire una visuale dall'alto attraverso immagini in 3D. Il quadrante urbano attorno alla basilica sarà suddiviso in cinque zone di sicurezza. Schierati tiratori scelti sui palazzi, artificieri, nuclei cinofili, la polizia fluviale per il pattugliamento del Tevere e delle banchine, le unità Nbcr dei pompieri per il contrasto alla minaccia nucleare, batteriologica, chimica e radiologica.
I super controlli
In campo anche i bazooka anti-drone: una sorta di dissuasori che in caso di avvistamento di velivoli non autorizzati riescono a inibire le onde radio. Per accedere alla piazza i fedeli dovranno passare attraverso varchi presidiati con i metal detector. E chi non riuscirà ad arrivare fino alla piazza potrà seguire la funzione dai maxischermi che verranno posizionati lungo via della Conciliazione, a piazza Pia e piazza Risorgimento. In piazza ci saranno 11 postazioni mediche avanzate e verrà potenziato il servizio di ambulanze con 52 mezzi in più.
Attenzione massima
Oltre duecentomila i fedeli attesi per le esequie e già 500 i pullman che hanno prenotato lo stallo di sosta. Massima attenzione anche all'area di Santa Maria Maggiore dove giungerà il feretro di Bergoglio con un corteo funebre, a passo d'uomo, che percorrerà circa sei chilometri attraversando le strade del centro storico e passando per i luoghi più simbolici come il Colosseo. Il feretro sarà seguito da un piccolo corteo di auto di cardinali mentre i fedeli potranno vedere il passaggio al di là di transenne disposte lungo il tragitto. fonte Leggo
DI MIKI PAPPACODA Voli regolari questa mattina all'aeroporto di Orio al Serio (Bergamo), dopo che ieri sera dieci aerei sono stati dirottati verso gli scali di Malpensa e di Verona. La pista è stata infatti chiusa per circa un'ora per consentire di soccorrere il comandante di un volo Ryanair proveniente da Dublino che si era sentito male. L'aereo è atterrato regolarmente poco prima delle 21, quando sulla pista è intervenuta un'ambulanza, che ha stabilizzato il pilota e lo ha trasportato in ospedale. Allertati anche i vigili del fuoco. Otto i voli Ryanair e 2 quelli Wizzair dirottati e poi riposizionati a Bergamo, dove erano inizialmente diretti, mentre sono un'altra dozzina quelli che hanno subito ritardi.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA «Maledetta, gliela devo fare pagare». È solo una delle decine di frasi raccapriccianti pronunciate daGianluca Molinaroe fatte ascoltare oggi, mercoledì 23 aprile, in aula, durante la nuova udienza del processo per l’omicidio diManuela Petrangeli,la fisioterapista di 51 anni freddata a colpi di fucile lo scorso 4 luglio aRoma. Alla sbarra, l’ex compagno e padre del figlio della vittima, accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, stalking e detenzione abusiva di armi e di aver compiuto il femminicidio per motivi di rancore e controllo.
Un’ondata di rabbia e disperazione si è riversata nelle parole registrate da Molinaro nei mesi precedenti il delitto, messaggi vocali inviati su WhatsApp agli amici e recuperati grazie a una copia forense del suo telefono: «Mi sta portando all’estremo», si ascolta in uno di questi. Messaggi in cui si lamenta di presunte manipolazioni della donna sul figlio, accuse che lei respingeva: «Non manipolo nessuno, mi stai portando all’esasperazione».
La ricostruzione
La ricostruzione fornita in aula dai carabinieri intervenuti sul luogo del delitto, in via degli Orseolo — a pochi passi dalla clinica dove Manuela lavorava — è agghiacciante. Il corpo della donna era accasciato vicino alla sua auto, mentre i soccorritori tentavano invano di rianimarla
Nel frattempo, Molinaro si costituiva in caserma, dove arrivava con ancora l’arma del delitto sul sedile dell’auto: un fucile a canne mozze. Nel fascicolo della Procura, guidata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, Molinaro risponde delle accuse di omicidio aggravato dalla premeditazione, stalking, detenzione abusiva di armi e ricettazione. L’elemento più inquietante, emerso oggi, è lo scambio di messaggi con un amico poche ore prima del delitto: «Oggi forse prendo due piccioni con una fava», scriveva. E dopo: «Gli ho sparato du botti». Messaggi che l’amico avrebbe letto solo quando era ormai troppo tardi.
In aula hanno deposto anche i militari che si trovavano in caserma quando l’uomo si è presentato: uno di loro, rispondendo alle domande della pm Antonella Pandolfi, ha raccontato che Molinaro, al telefono con la madre, avrebbe detto: «Sono in caserma, quello che ho detto ho fatto». Dura la reazione dei legali della famiglia e del figlio minorenne di Manuela: «È emerso il profondo risentimento di Molinaro: un uomo che non la voleva libera, che l’ha stalkerizzata e che ha premeditato il delitto».
Il processo prosegue, ma la verità che si delinea è già tremenda: quella di una donna uccisa perché aveva scelto di vivere senza chi la controllava.
🔴 Sei vittima di violenza o stalking? Puoi parlarne e chiedere aiuto chiamando il numero 1522 o chattare direttamente con un'operatrice sul sito www.1522.eu o via app. L’accoglienza è disponibile nelle lingue italiano, inglese, francese, spagnolo, arabo, farsi, albanese, russo ucraino, portoghese, polacco. diIda Di Grazia LEGGO.IT