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SALERNO E PROVINCIA NEWS Salerno, incidente a Torrione: muore un giovane di 23 anni Scontro fra una moto e un'auto su lungomare Marconi: inutili i soccorsi

26 Giugno 2022, 07:08am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Tragedia poco dopo le 14.30 su lungomare Marconi, nel quartiere Torrione: muore dopo un incidente stradale un giovane di 23 anni. Sul posto sono giunte le forze dell'ordine e i volontari del 118 che hanno provato a soccorrere il ragazzo. Inutilmente. Secondo le prime ricostruzioni, il 23enne salernitano era in sella alla sua moto quando, per cause ancora da decifrare, ha impattato contro un'auto proveniente dal senso opposto. Uno scontro violentissimo con il mezzo a due ruote che è stato sbalzato contro un muretto. La strada, trafficatissima, è stata in parte interdetta al traffico. LA CITTA

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CAMPANIA NEWS Trovato un cadavere in auto in un parcheggio Il decesso sarebbe avvenuto per overdose

26 Giugno 2022, 07:03am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MORENA MOTTA E'stato trovato dalle forze dell'ordine il corpo senza vita di un uomo in auto a Pianura, nel parcheggio adiacente il Campo Astroni. Secondo i primi lievi il decesso sarebbe avvenuto per overdose nella vettura ferma nel parcheggio. NAPOLI TODAY

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Oslo: uomo spara sulla folla prima del Gay Pride, due morti Arrestato un 42enne di origini iraniane. Annullato il Gay Pride

26 Giugno 2022, 06:59am

Pubblicato da Miki Pappacoda

DI MIKI PAPPACODA Morte e terrore nel centro di Oslo, dove un uomo ha sparato a raffica sulla folla fuori da un locale gay e ucciso due persone alla vigilia del Gay Pride, nel cuore dell'Europa più prospera e tollerante. La capitale norvegese è in stato di allerta massima, anche se l'attacco, che ha ferito altre 21 persone - almeno la metà delle quali con ferite gravi anche se non in imminente pericolo di vita - è dato come fatto concluso: «un atto di terrorismo di matrice islamista» di un lupo solitario, arrestato poco dopo. L'attacco è iniziato poco dopo l'una di notte. L'uomo è stato visto estrarre le armi da uno zaino nero e iniziare a sparare: prima davanti al London Pub, un locale frequentato dalla comunità Lgbtq+, poi si è spostato davanti al vicino Herr Nielsen Jazz Club dove ha di nuovo aperto il fuoco e infine fuori, davanti a un fast food. La polizia è stata allertata alle 01.14. La fuga dell'attentatore è durata circa cinque minuti: la polizia, grazie anche alla collaborazione dei testimoni, ha fermato un 42enne con precedenti penali per minacce e violenze, associati a problemi mentali, e seguito dall'antiterrorismo dal 2015 perché sospettato di radicalizzazione nell'islamismo estremista. Si tratta di un cittadino norvegese di origini curdo-iraniane, che i media norvegesi identificano con il nome di Zaniar Matapour, emigrato nel Paese scandinavo da bambino. I servizi segreti interni norvegesi Pst, che hanno competenza per l'antiterrorismo, hanno classificato l'attacco come atto terroristico, un crimine d'odio diretto contro gli occidentali ma in particolare contro la comunità Lgbtq+, sebbene commesso da un lupo solitario, probabilmente non collegato ad alcuna rete del terrorismo islamico. Il pubblico ministero Christian Hatlo in una conferenza stampa a Oslo, citato dall'emittente pubblico norvegese Nrk, ha detto che l'uomo arrestato, a cui sono state trovate addosso le armi, «è accusato di omicidio premeditato, tentato omicidio e atti di terrorismo». «Abbiamo motivo di pensare che si sia trattato di un crimine d'odio. Ma si tratta di una delle possibili ipotesi», seppure la più pesante, perché «non è ancora chiarito se il bersaglio fossero proprio gli omosessuali e il Gay Pride o se i moventi fossero altri», ha detto Hatlo. Secondo la descrizione di alcuni testimoni, l'uomo «sembrava molto determinato su come prendere di mira», ha detto una testimone, citata dai media. Ma la polizia intende chiarire anche i problemi mentali dell'uomo: «Dobbiamo ripercorrere al completo la sua storia clinica», visti i precedenti. Su consiglio della polizia, in un clima arroventato, la comunità Lgbtq+ ha deciso di annullare il Gay Pride, che era previsto nel pomeriggio. Ma dalla festa cancellata nel sangue è nata una marcia spontanea di protesta di alcune migliaia di persone che hanno voluto ribadire di non sentirsi intimidite: «Wère queer, wère here, we won't disappear», hanno scandito coloro che avrebbero dovuto partecipare alla festa annullata. «Trovo che sia fantastico - ha detto un manifestante sulla cinquantina descritto dall'Afp come »sconvolto« - che si sia fatta questa marcia, altrimenti avrebbe vinto lui», il terrorista. «Gli Stati Uniti condannano fermamente questo atto di terrore. Siamo solidali con le famiglie delle vittime, la variegata e forte comunità LGBTQI+ di Oslo, la Norvegia, nostro alleato della Nato, e tutti coloro che sono stati devastati da questo atto insensato». Lo riferisce il consigliere per la sicurezza nazionale Usa in un nota. «Gli Stati Uniti sono in contatto con il governo norvegese e si sono offerti di fornire assistenza. Rimaniamo impegnati a collaborare con la Norvegia per promuovere un mondo più equo e giusto per tutti, libero da violenza e discriminazione», ha sottolineato Sullivan.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Suora italiana uccisa a Haiti in una rapina. Luisa Dell'Orto, 65 anni, era “l'angelo dei bimbi di strada

26 Giugno 2022, 06:54am

Pubblicato da Miki Pappacoda

DI MORENA MOTTA  Originaria del Lecchese, era nell'isola da 20 anni È morta dopo un'aggressione armata Luisa Dell'Orto, suora lecchese di 65 anni, uccisa ad Haiti, probabilmente a scopo di rapina, nella capitale Port au Prince dove operava. Suor Luisa era nell'isola da 20 anni. La notizia è stata data dall'arcidiocesi di Miilano. Secondo quanto riferito dall'arcidiocesi milanese, suor Luisa è stata vittima di un'aggressione armata mentre si trovava in una strada. Gravemente ferita, è stata portata d'urgenza all'ospedale Bernard Mevs, dove si è spenta poco dopo, due giorni prima di compiere 65 anni. A Port-au-Prince dove «seur Luisa», come la chiamavano, era un'istituzione, dato che era la colonna portante di Kay Chal, «Casa Carlo», in un sobborgo poverissimo di Port-au-Prince, dedicando la sua vita e la missione ai baby schiavi. «Casa Carlo» è stato ricostruita grazie ai fondi raccolti dalla Caritas italiana con la maxi-colletta del 2010, promossa dalla Cei. Quando era arrivata ad Haiti nel 2002 la struttura esisteva già. Era stata, però, la religiosa originaria di Lomagna (Lecco) ad occuparsi della sua ricostruzione dopo il catastrofico terremoto del 2010. Suor Luisa era nata a Lomagna (Lecco) il 27 giugno 1957. Dopo aver frequentato il Liceo Scientifico di Lecco, nel 1984 si laurea in Storia e Filosofia. Nello stesso anno entra nella Congregazione delle Piccole sorelle del Vangelo di Lione. Nel 1987 parte per il Cameroun: vive a Salapombe, in una foresta, tra i Pigmei Baka, fino al 1990. Nel frattempo a Lomagna sorge il Gruppo Missionario a sostegno di questa popolazione. Nel 1994 consegue la laurea in Teologia in Svizzera. Dal 1997 al 2001 è missionaria in Madagascar, dove alle varie attività pastorali, insegna Etica Generale e Speciale. Dal 2002 era missionaria ad Haiti. Ha anche insegnato Storia della Filosofia e la Dottrina sociale della Chiesa e ha fatto parte del Comitato di Redazione di una rivista locale.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Salerno, incidente a Torrione: muore un giovane di 23 anni Scontro fra una moto e un'auto su lungomare Marconi: inutili i soccorsi

25 Giugno 2022, 08:05am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Tragedia poco dopo le 14.30 su lungomare Marconi, nel quartiere Torrione: muore dopo un incidente stradale un giovane di 23 anni. Sul posto sono giunte le forze dell'ordine e i volontari del 118 che hanno provato a soccorrere il ragazzo. Inutilmente. Secondo le prime ricostruzioni, il 23enne salernitano era in sella alla sua moto quando, per cause ancora da decifrare, ha impattato contro un'auto proveniente dal senso opposto. Uno scontro violentissimo con il mezzo a due ruote che è stato sbalzato contro un muretto. La strada, trafficatissima, è stata in parte interdetta al traffico.

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CAMPANIA NEWS A Napoli riapre pronto soccorso Cardarelli dopo stop per folla In mattinata accolti solo pazienti in codice rosso

25 Giugno 2022, 08:01am

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'ospedale Cardarelli di Napoli ha riaperto il pronto soccorso dopo la chiusura degli accessi, ad eccezione dei pazienti in codice rosso, decisa questa mattina a causa del sovraffollamento di persone in attesa di cure. Dalle ore 16, "stante il miglioramento - si legge in un documento dell'ospedale - del contesto logistico-oggettivo contingente" si è decisa la riapertura del Pronto Soccorso. La nuova chiusura di oggi conferma la situazione di frequente difficoltà per il reparto di pronto soccorso del Cardarelli, punto di riferimento dei cittadini di Napoli e della provincia. (ANSA).

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Sparatoria in un locale gay di Oslo, due morti e 14 feriti. Una persona è stata arrestata "Sembrava una scena di guerra", riferiscono testimoni

25 Giugno 2022, 07:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

La polizia sul luogo della sparatoria a Oslo © EPA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Due persone sono state uccise in una sparatoria avvenuta in un locale frequentato da gay a Oslo, particolarmente affollato in questi giorni in cui si sta svolgendo l'Oslo Pride. La sparatoria è avvenuta intorno all'una di notte in tre luoghi vicini: il club gay London Pub, il jazz club Herr Nilsen e un punto vendita di cibo da aporto. Secondo il bilancio fatto dalla polizia ci sono due morti e 14 feriti. Due le armi da fuoco che sono state sequestrate all'autore della sparatoria, arrestato quasi subito. "Ora tutto indica che questo gesto è stato commesso da una sola persona" ha detto un funzionario di polizia in conferenza stampa. Al vaglio delle autorità ora lo svolgimento della marcia dell'Oslo Pride in programma sabato pomeriggio. "Sembrava una scena di guerra, con numerose persone a terra con ferite alla testa". E' il racconto fatto ai media norvegesi da parte di un testimone della sparatoria avvenuta nel centro di Oslo. "Il killer era molto determinato, soprattutto su dove mirare. Quando ho capito che era una cosa seria sono scappata. C'era un uomo in sangue disteso per terra" ha aggiunto una donna. ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA La Corte suprema Usa abolisce la sentenza sul diritto all'aborto. Texas e Missouri primi stati a vietarlo

25 Giugno 2022, 07:52am

Pubblicato da Miki Pappacoda

© EPA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA New York: "Qui siete le benvenute". Biden: "Tragico errore per un'ideologia, a rischio la salute e la vite delle donne" La Corte suprema statunitense ha abolito la storica sentenza Roe v. Wade con cui nel 1973 la stessa Corte aveva legalizzato l'aborto negli Usa. "La Costituzione non conferisce il diritto all'aborto", si legge nella sentenza. La decisione è stata presa da una Corte divisa, con 6 voti a favore e 3 contrari. Ora quindi i singoli Stati saranno liberi di applicare le loro leggi in materia. Già Texas e Missouri rendono l'aborto illegale. Lo Stato di New York assicura: "Qui resta possibile". Interviene anche l'Onu: abolire il diritto ad abortire è "un colpo terribile ai diritti umani delle donne". IL DISCORSO DI BIDEN - "Oggi è un giorno triste per la Corte suprema e il Paese": lo ha detto Joe Biden. "La Corte suprema Usa ha portato via un diritto costituzionale", ha detto. Ribaltare la sentenza è "un tragico errore", frutto di una "ideologia estrema" dominante nella Corte suprema Usa, ha sottolineato il presidente parlando dalla Casa Bianca e ammonendo che ora "sono a rischio la salute e la vite delle donne nel Paese". Biden ha lanciato un appello a Capitol Hill per ripristinare la sentenza sul diritto all'aborto come legge federale, dopo che la Corte suprema Usa l'ha abolita. "Ora la palla passa al Congresso", ha detto, promettendo che la sua amministrazione resterà vigile. Il presidente americano ha dato mandato al segretario alla salute di garantire l'accesso delle donne alla pillola abortiva ed altri farmaci per "l'assistenza riproduttiva" approvati dalla Food and Drug Administration. Lo annuncia la Casa Bianca in una nota dopo l'abolizione dell'aborto da parte della Corte Suprema Usa. "Le donne devono rimanere libere di viaggiare in sicurezza in un altro stato per cercare le cure di cui hanno bisogno" ha aggiunto secondo quanto riferito dalla Casa Bianca in una nota. "Se una donna vive in uno stato che vieta l'aborto, la decisione della Corte Suprema non le impedisce di viaggiare in uno stato che lo consente", sottolinea il presidente avvertendo che se qualche funzionario statale o locale cerca di interferire con questo diritto fondamentale troverà l'opposizione della sua amministrazione. LE CONSEGUENZE - Il divieto di aborto è atteso entrare in vigore in 13 stati americani nei prossimi 30 giorni. Si tratta di stati repubblicani che hanno approvato leggi stringenti sull'aborto legandole all'attesa decisione della Corte Suprema sulle Roe v. Wade. I 13 stati possono vietare l'aborto in 30 giorni eccetto nei casi in cui la vita della madre è in pericolo. Il Missouri ha annunciato di essere il "primo" stato a vietare l'aborto, che ora è illegale anche in Texas con effetto immediato. Tre Stati liberal della costa pacifica - California, Oregon e Washington - hanno annunciato un impegno comune a difendere i diritti d'aborto. "L'accesso all'aborto è un fondamentale diritto umano e resta sicuro, accessibile e legale a New York", assicura il governatore dello Stato Kathy Hochul. Le fa eco il sindaco della Grande Mela, Eric Adams. "Qui siete le benvenute", assicura Adams. I GIUDICI CONTRO - "Tristemente", molte donne "hanno perso una tutela costituzionale fondamentale. Noi dissentiamo", affermano i giudici liberal Sonia Sotomayor, Elena Kagan e Stephen Breyer. I tre giudici hanno votato contro la decisione di capovolgere la storica sentenza. LE PROTESTE IN PIAZZA - Fuori dalla Corte Suprema degli Stati Uniti è scoppiata la protesta, pochi minuti dopo che i massimi giudici hanno abolito il diritto all'aborto. I manifestanti stanno aumentando ogni minuto che passa, c'è anche un contigente di anti-abortisti che si sono abbracciati e hanno esultato alla notizia che la Corte Suprema ha rovesciato la storica sentenza 'Roe v. Wade'. "scandalosa", afferma la speaker della Camera negli Usa, la democratica Nancy Pelosi. Alle elezioni di novembre, aggiunge, ci sono in gioco i diritti delle donne. L'aborto è "stato un diritto per 50 anni": la decisione della Corte Suprema è un "insulto" per le donne, aggiunge Pelosi, assicurando che i democratici continueranno a battersi per le donne e per i diritti. "La vita ha vinto", dice l'ex presidente americano Mike Pence. Barack Obama critica la Corte Suprema, accusandola di aver "attaccato le libertà fondamentali di milioni di americani". Una decisione "coraggiosa" e "corretta. È una storica vittoria per la costituzione e la società", sostiene il leader dei repubblicani in Senato, Mitch McConnell. "Plaudo a questa storica sentenza che salva vite umane", twitta il leader dei repubblicani alla Camera, Kevin McCarthy. "E' la volonta' di Dio", afferma Donald Trump. "La teoria legale rivendicata dalla Corte Suprema per ribaltare la Roe v Wade mette a rischio anche altri diritti". Lo afferma il vicepresidente Kamala Harris, assicurando che la decisione dei saggi sull'aborto "non chiude la partita. Gli elettori hanno l'ultima parola" NEL MONDO - Abolire il diritto ad abortire è "un colpo terribile ai diritti umani delle donne". Lo afferma l'Onu dopo la decisione della Corte Suprema Usa. Boris Johnson ha condannato la decisione come "un grande passo indietro". Interpellato al riguardo a margine del vertice dei leader del Commonwealth in Ruanda, il premier conservatore britannico è stato netto: "Io ho sempre creduto nel diritto di scelta delle donne", ha tagliato corto. Reazioni di denuncia della svolta del grande alleato americano sono venute nel Regno Unito anche da organizzazioni per i diritti civili e da esponenti di tutti i maggiori partiti. Mentre alcune decine di persone si sono raccolte di fronte all'ambasciata di Washington a Londra per una protesta. "L'aborto è un diritto fondamentale per tutte le donne. Bisogna proteggerlo. Esprimo la mia solidarietà alle donne le cui libertà sono oggi rimesse in discussione dalla Corte suprema degli Stati Uniti". Lo scrive su Twitter in francese e inglese il presidente francese Emmanuel Macron. ANSA

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MONZA E PROVINCIA NEWS IL CASO A LENTATE Al cimitero non c'è lo spazio per gli islamici: seppellisce il padre insieme ai cristiani

25 Giugno 2022, 07:48am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Al cimitero non c'è lo spazio per gli islamici: seppellisce il padre insieme ai cristiani

INSERITO DA MORENA MOTTA Il gesto eclatante di Ahmed Mohamed, che chiede al sindaco Laura Ferrari di prevedere un'area per i musulmani nel camposanto cittadino. Al cimitero non c'è lo spazio dedicato agli islamici: seppellisce il padre insieme ai cristiani. Al cimitero seppellisce il padre musulmano insieme ai cristiani «Con questo gesto voglio mandare un segnale: spero che la morte di mio padre serva a qualcosa e possa aiutare altri musulmani a veder riconosciuto il diritto di andare a pregare sui propri cari ogni giorno, senza dover percorrere chilometri e chilometri». Mentre posa una decina di fiori bianchi sul cumulo di terra che ricopre la salma del padre ha la voce rotta dalla commozione e gli occhi lucidi Ahmed Mohamed, 57enne egiziano di fede islamica da anni residente a Camnago. Gli scende qualche lacrima mentre ci spiega che ha dovuto inumarlo nella nuova ala del cimitero di Lentate, accanto alle tombe dei cristiani, «perché purtroppo non c’è uno spazio del camposanto dedicato ai fedeli musulmani. Dopo aver fatto non so quante chiamate l’unica soluzione sarebbe stata quella di portare mio padre a Bergamo, ma io lo voglio qui vicino a me». Si era convertito all'Islam Era un rapporto profondo, anche senza un reale legame di sangue, quello che lo univa a Franco Menghini, 86enne originario del Mantovano, poi trasferitosi a Legnano e da qualche anno domiciliato a Camnago, dove viveva insieme ad Ahmed. «Non era il mio padre naturale, ma praticamente era come se lo fosse, tutti qui sanno che io sono suo figlio - spiega ripercorrendo le tappe di questa unione speciale - Ci siamo conosciuti 30 anni fa tramite il suo lavoro di saldatore e da allora è nata una bella amicizia. Dal 1991 al 2001 circa è venuto anche con me e la mia famiglia in Egitto». Periodo durante il quale Menghini si è avvicinato all’Islam, decidendo, nel 1995, di convertirsi, acquisendo il nome Muhammad Mustafà. Il funerale con rito islamico Quindi il ritorno in Italia, a Legnano, dove ha continuato a coltivare il rapporto con Ahmed. Nei suoi confronti nutriva una tale fiducia da indicarlo come suo delegato per le questioni sanitarie, economiche e burocratiche, «proprio perché mi considerava come un figlio, non avendone avuti. Da circa otto anni, quando ha iniziato a stare poco bene, l’ho ospitato da me a Camnago. Quando si riprendeva tornava a Legnano ma con la pandemia da Covid-19 non ha più potuto rientrare a casa sua». E il 25 maggio «è morto tra le mie braccia». Una morte sulla quale Ahmed ha chiesto che venissero effettuati accertamenti. E così, tra autopsia, vari adempimenti burocratici e le tante telefonate per garantirgli una sepoltura nelle vicinanze, è riuscito solo sabato mattina, a tre settimane di distanza dal decesso, a far celebrare una cerimonia funebre. Un rito breve, con la recita di una preghiera islamica e la sepoltura della salma, ricoperta da un cumulo di terra dove Ahmed ha posizionato fiori bianchi. Nessuna croce, ovviamente, ma un semplice pannello di legno con il nome del defunto. L'appello al sindaco: "Al cimitero serve uno spazio per i musulmani" «Per la religione islamica il terreno dovrebbe essere sconsacrato e il capo del defunto rivolto verso La Mecca - precisa - So di non aver rispettato queste prescrizioni, ma non avevo alternativa. Nel momento in cui una porzione del cimitero di Lentate venisse destinata ai fedeli islamici farò esumare mio padre e lo seppellirò lì». Quindi rivolge un appello al sindaco, Laura Ferrari: «Lo spazio c’è, pensi a noi musulmani, che qui a Lentate siamo circa un migliaio: abbiamo diritto anche noi a pregare sui nostri cari». Ferrari: "Una richiesta che prenderemo in considerazione" La legge italiana, con il decreto 285/90 stabilisce, al capo XX, articolo 100, che «i piani regolatori cimiteriali possono prevedere reparti speciali e separati per la sepoltura di cadaveri di persone professanti un culto diverso da quello cattolico». Non un obbligo, quindi, ma di certo un intervento che può essere considerato per andare incontro alle esigenze della comunità islamica. E infatti il primo cittadino, come annunciato anche durante il «Faccia a faccia» tra candidati sindaci organizzato dal Giornale di Seregno il 31 maggio, assicura che farà una valutazione: «Siamo nella fase di stesura del piano regolatore cimiteriale e quindi posso tenere in considerazione questa richiesta. E’ una questione che metteremo sul tavolo».

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VELASCA VIMERCARE NEWS VILLASANTA Minaccia di morte la compagna e si scaglia contro porte e finestre di casa, arrestato

25 Giugno 2022, 07:44am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Minaccia di morte la compagna e si scaglia contro porte e finestre di casa, arrestato

INSERITO DA MORENA MOTTA L'uomo ha minacciato anche i vicini e si è scagliato contro i carabinieri; ora è in carcere. Minacce di morte alla compagna e danni a porte e finestre di casa, colpite ripetutamente. I Carabinieri della Compagnia di Monza hanno tratto in arresto un uomo ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Minacce di morte alla compagna E' accaduto nelle scorse sere in un condominio di Villasanta. I militari sono intervenuti sul posto a seguito di numerose richieste di intervento fatte tramite il 112 dai vicini di casa. Giunti sul posto, i Carabinieri hanno notato l'uomo intento ad inveire contro la propria compagna, minacciandola di morte poiché colpevole, secondo lui, di essere responsabile dei suoi problemi. Danni agli infissi di casa Mentre pronunciava queste frasi, colpiva gli infissi dell’abitazione della donna, danneggiandoli. Non contento, ha tentato anche di colpire i militari, salvo essere prontamente immobilizzato e messo in sicurezza. Aggrediti anche i carabinieri E ancora, più volte durante il trasporto in caserma ha tentato di divincolarsi, oltraggiando e minacciando i Carabinieri, tanto da rendere necessaria la presenza di più pattuglie per contenerlo. Minacce anche ai vicini: "Sono calabrese, vi sparo" Prima dell’arrivo dei militari, diversi vicini avevano provato a intervenire per scongiurare conseguenze peggiori, venendo spintonati e minacciati a loro volta con frasi del tipo: “Sono calabrese, prendo un fucile e vi sparo!”. Portato in carcere L'uomo, arrestato, è stato trasferito nel carcere di Monza a disposizione della locale Autorità Giudiziaria. A tutela della donna veniva attivato il codice rosso contro i maltrattamenti. PRIMAMONZA

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