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SEZ. POLITICA Ddl Zan, Draghi respinge il pressing del Vaticano: «Siamo uno Stato laico»

24 Giugno 2021, 10:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Ddl Zan, Draghi respinge il pressing del Vaticano: «Siamo uno Stato laico»

INSERITO DA ANGELA CECERE «Questo è il momento del governo, non è il momento del Parlamento». Mario Draghi si chiama fuori dalla querelle con la Santa Sede sul disegno di legge Zan contro la omotransfobia. E non tenterà alcuna mediazione sul testo del provvedimento. Allo stesso tempo il premier, nell’aula del Senato, ha scandito: «Il nostro è uno Stato laico, non è uno Stato confessionale. Quindi il Parlamento è libero di discutere e di legiferare». Il Vaticano, contrario al disegno di legge, però stia tranquillo: «Il nostro ordinamento contiene tutte le garanzie per assicurare che le leggi rispettino gli impegni internazionali, tra cui il Concordato con la Chiesa». Ddl Zan, le parole di Draghi Le parole di Draghi, che suonano come una risposta negativa alla richiesta della Santa Sede al governo di intervenire per modificare il ddl Zan, sono frutto di un lavoro istruttorio di ben ventiquattr’ore. «Datemi tempo, voglio rispondere in maniera strutturata», aveva detto il premier martedì durante la conferenza stampa con Ursula von der Leyen sul Pnrr. E ieri - dopo che gli sherpa del governo avevano messo a fuoco che la nota verbale del segretario di Stato Richard Gallagher «è espressione di alcuni esponenti della Cei». E dunque non di tutta la Chiesa: «Ci sarebbe da capire meglio le dinamiche interne alla Conferenza episcopale...», chiosava una fonte dell’esecutivo - Draghi in Senato ha dato una lezione di laicità. «Senza voler entrare nel merito della questione», senza perciò difendere o sconfessare il contestato disegno di legge, il presidente del Consiglio ha messo a verbale: «Il nostro è uno Stato laico, non è uno Stato confessionale. Quindi il Parlamento è certamente libero di discutere e ovviamente di legiferare». Parole più o meno identiche a quella pronunciate da Roberto Fico, presidente della Camera, in mattinata. Poi, rassicurando chi dal Vaticano ha lanciato l’allarme con l’inusuale nota verbale del 17 giugno in cui si paventava la «violazione dell’accordo di revisione del Concordato», Draghi ha aggiunto: «Il nostro ordinamento contiene tutte le garanzie per assicurare che le leggi rispettino sempre i principi costituzionali e gli impegni internazionali, tra cui il Concordato con la Chiesa. Vi sono i controlli di costituzionalità preventivi nelle competenti commissioni parlamentari: è di nuovo il Parlamento che, per primo, discute della costituzionalità, e poi ci sono i controlli successivi nella Corte Costituzionale». Il tutto, «senza entrare ovviamente nel merito della discussione parlamentare». Perché se è vero che «il governo sta seguendo» il dibattito sul ddl Zan è altrettanto vero, appunto, che «questo è il momento del Parlamento, non del governo». Una linea simile a quella del Quirinale, da cui filtra che Sergio Mattarella «valuterà» il ddl Zan «quando riceverà il testo approvato».  LA LEZIONE DI LAICITÀ Chiarita la questione e rigettata la richiesta di Gallagher, Draghi (che è andato a scuola dai gesuiti) ha voluto dare una definizione di laicità richiamando una sentenza della Consulta del 1989: «Non è indifferenza dello Stato rispetto al fenomeno religioso, la laicità è tutela del pluralismo e delle diversità culturali». In più, per far capire qual è la linea del governo sulle «discriminazioni in base all’orientamento sessuale», il premier ha ricordato che martedì «l’Italia ha sottoscritto con altri 16 Paesi europei una dichiarazione comune in cui si esprime preoccupazione» su alcune leggi in Ungheria di Orban, l’alleato di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni a cena ieri sera a Bruxelles con il leader ungherese. La posizione del premier è stata salutata da una grandinata di applausi di Pd, Leu, Italia Viva, una parte di Forza Italia, mentre la Meloni ha chiesto di «sospendere l’iter parlamentare». Il centrosinistra e 5Stelle puntano però all’esatto contrario. «Questa legge è bloccata da troppo tempo dall’ostruzionismo leghista in commissione Giustizia, deve essere portata subito in Aula», ha detto la capogruppo Loredana De Petris.  SCONTRO ALLA CAPIGRUPPO Tant’è, che alla conferenza dei presidenti dei gruppi, lo schieramento a favore del ddl Zan ha chiesto di calendarizzare il ddl nella settimana del 13 luglio. Lega e FdI invece di bloccarlo. Senza intesa, il verdetto sarà emesso il 6 luglio con una votazione in Aula. L’obiettivo di Pd, Leu, M5S è tirare fuori il provvedimento «dalla palude» della commissione Giustizia guidata dal leghista Andrea Ostellari accusato di voler affossare il provvedimento. «Ma in Aula», dice un senatore dem, «saremo probabilmente costretti ad accettare alcune modifiche, Renzi offrirà sponda alle richieste del centrodestra». Si vedrà. Il fatto che il capogruppo di Italia Viva, Davide Faraone, auspichi a fine serata «un consenso largo» sembra confermare i sospetti del Pd.

LEGGO

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SEZ. POLITICA Draghi contro la discriminazione femminile: 'Immorale e ingiusta' 'Società si stanno lasciando sfuggire migliori leader futuro". Ed annuncia: 'Sette miliardi entro il 2026 sull'uguaglianza di genere'

22 Giugno 2021, 09:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Draghi contro la discriminazione femminile: 'Immorale e ingiusta' 'Società si stanno lasciando sfuggire migliori leader futuro". Ed annuncia: 'Sette miliardi entro il 2026 sull'uguaglianza di genere'

INSERITO DA ANGELA CECERE Ogni giorno milioni di ragazze si trovano a dover imparare, a proprie spese, che non possono realizzare i propri sogni. Devono subire discriminazioni, a volte anche violente. Devono accettare anziché scegliere, devono obbedire anziché inventare. Solo perché sono donne. Questa situazione non solo risulta immorale ed ingiusta, ma rappresenta anche un atteggiamento miope. Le nostre economie stanno perdendo alcuni dei nostri talenti migliori. Le nostre società si stanno lasciando sfuggire alcune delle migliori leader del futuro." Lo dice il premier Mario Draghi intervenendo, con un videomessaggio, al "Women Political Leaders Summit".   "Dobbiamo assicurare la parità di condizioni nel mercato del lavoro e colmare il divario di retribuzione tra i generi ed aumentare il numero di donne in posizioni di responsabilità. Dobbiamo rafforzare i nostri sistemi di sicurezza sociale in modo tale da favorire l'evoluzione delle carriere delle donne. E dobbiamo colmare il divario tra la rappresentazione maschile e quella femminile nel mondo della politica. Il nostro obiettivo in Italia è quello di investire, entro il 2026, almeno 7 miliardi di euro per la promozione dell'uguaglianza di genere" prosegue nel messaggio il premier italiano. "Il nostro governo vanta il numero più alto di sottosegretarie donne nella storia d'Italia. Abbiamo anche nominato una donna come capo dei servizi segreti per la prima volta in assoluto. In ogni caso, questi sono solo dei primi passi. Quest'anno l'Italia ha la presidenza del G20. Ad agosto terremo una conferenza ministeriale sull'emancipazione femminile per la prima volta nella storia del G20. Vogliamo aiutare le leader femminili in tutto il mondo a favorire l'emancipazione di altre donne." Lo dice il premier Mario Draghi intervenendo, con un videomessaggio, al "Women Political Leaders Summit 2021".

ANSA

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SEZ. POLITICA Covid: Salvini: 'Le mascherine? spero libertà di respiro a breve' Arriva Dpcm sul green pass. Nodo proroga dello stato di emergenza. Le Regioni chiedono autocertificazione per eventi, il governo frena

18 Giugno 2021, 10:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Covid: Salvini: 'Le mascherine? spero libertà di respiro a breve' Arriva Dpcm sul green pass. Nodo proroga dello stato di emergenza. Le Regioni chiedono autocertificazione per eventi, il governo frena

INSERITO DA ANGELA CECERE Già in altri Paesi stanno togliendo l'obbligo di mascherina, "spero che nell'arco non dico poche ore, ma magari di pochi giorni l'Italia possa tornare alla libertà di respiro". Lo ha detto Matteo Salvini uscendo da Palazzo Chigi dopo un incontro con il premier Mario Draghi.  "L'incontro con Draghi è stato utile, positivo e costruttivo. C'è sintonia su tutto", ha osservato. Durante il faccia a faccia - fa sapere Palazzo Chigi - sono stati passati in rassegna gli sviluppi positivi della situazione economica e le prospettive di ripresa e crescita del Paese. Salvini aveva detto in mattinata che avrebbe chiesto al premier di valutare lo stop alla mascherina all'aperto: "Ne parlerò con Draghi - sottolinea a Radio Anch'io - sarà una nostra proposta sicuramente. Se tutta Europa sta andando in questa direzione, anche in realtà messe meno bene di noi, dobbiamo considerare anche noi questa opportunità". "Entro fine luglio - ha detto Salvini sempre a Radio Anch'io in un altro passaggio - contiamo che Figliuolo abbia assolto al suo compito in maniera egregia grazie alla collaborazione di tutte le Regioni, nessuna esclusa e il Cts, se la situazione è sotto controllo, può rimanere in standby. Ma non è necessario che per tutto il resto della nostra esistenza ci sia il Comitato tecnico scientifico. Ripeto, guardiamo alla realtà che ci dice che i sacrifici degli italiani sono stati premiati anche se occorre ancora avere prudenza e buon senso". "Togliere la mascherina all'aperto a partire da questa estate è l'obiettivo del governo, ed è vicino. È da mesi che aspettiamo questo momento e adesso che i numeri ci dicono che stiamo superando la crisi sanitaria bisogna accelerare", scrive su Facebook il ministro degli esteri Luigi Di Maio. "Tempo fa ho detto che la mascherina all'aperto avremo potuto metterla nel taschino quando saremo arrivati a metà della popolazione vaccinata, ora ci siamo. Dai primi di luglio sarebbe opportuno far cadere l'obbligo". Così il sottosegretario alla Salute a 'L'Italia s'è desta' su Radio Cusano Campus. E sul mix di vaccini. "Le evidenze scientifiche, benchè iniziali - dice Sileri - dimostrano una risposta immunitaria superiore". E' in dirittura d'arrivo, invece, il green pass in Italia: in queste ore potrebbe essere firmato un Dpcm che lo introduce e ne fissa le regole nel nostro Paese, in vista di quello europeo che entrerà in vigore dal primo luglio. E se alcune Regioni hanno proposto anche l'inserimento di un'autocertificazione per la partecipazione a eventi, cerimonie, feste, il ministro per le Autonomie, Mariastella Gelmini chiarisce in vista della Conferenza con i governatori: "servirà comunque il documento di un vaccino o un tampone effettuato, perché l'autocertificazione fatta in casa non può andar bene". All'orizzonte della discussione politica, però, la questione più complicata resta il prolungamento della speciale procedura per far fronte alla pandemia. LO STATO DI EMERGENZA, CHE COS'E' E COSA COMPORTA - SCHEDA Il tema divide le forze politiche anche all'interno dell'Esecutivo, con la Lega che spinge per non rinnovare il provvedimento. Da Palazzo Chigi sarebbero arrivati segnali che propendono per la proroga, in quanto allo Stato di Emergenza sono legati la tenuta di tutta la struttura di missione del Commissario per l'Emergenza, Francesco Figliuolo, il Comitato Tecnico Scientifico, ma anche provvedimenti che riguardano lo smart working, la dad e alcune disposizioni lavorative nel caso di classi scolastiche in quarantena. Considerata la mutata situazione epidemiologica, la proroga non avrebbe comunque lo stesso significato di quelle precedenti: si tratterebbe soprattutto di una modalità per continuare a velocizzare alcune procedure. Anche se tecnicamente il rinnovo è possibile fino al 31 gennaio 2022, una delle ipotesi sarebbe quella di far terminare il provvedimento il 31 dicembre: una data che avrebbe anche il valore simbolico di lasciare la pandemia alle spalle con la fine dell'anno. Il trend sul calo dei contagi continua la sua discesa: sono 1.400 i nuovi positivi al Covid e 52 le vittime in un giorno mentre il tasso di positività è stabile allo 0,7%. Si ritorna ai numeri dello scorso ottobre anche per le cifre sugli ingressi giornalieri in terapia intensiva, solo nove in 24 ore e sono 101.855 le persone attualmente positive al virus in Italia.

ANSA

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SEZ. POLITICA Roma: accordo a vertice centrodestra su Michetti Il magistrato Simonetta Matone candidato vicesindaco. Meloni. 'Due professionisti straordinari, capaci di parlare con i cittadini'

10 Giugno 2021, 10:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Roma: accordo a vertice centrodestra su Michetti Il magistrato Simonetta Matone candidato vicesindaco. Meloni. 'Due professionisti straordinari, capaci di parlare con i cittadini'

INSERITO DA ANGELA CECERE Enrico Michetti sarà il candidato sindaco del centrodestra a Roma. E' l'accordo chiuso al vertice del centrodestra. Il magistrato Matone dovrebbe essere candidato vicesindaco. "Piena sintonia nel centrodestra che ha scelto Enrico Michetti candidato sindaco per Roma Capitale, in ticket con Simonetta Matone che sarà prosindaco. Paolo Damilano è il candidato sindaco a Torino. Entro la settimana sarà ufficializzata la candidatura per la Regione Calabria", ha detto il segretario della Lega Nord Matteo Salvini. "Ci siamo riconvocati per mercoledì prossimo e chiuderemo su Milano e Bologna".  Enrico Michetti e Simonetta Matone "sono due professionisti straordinari, con curriculum straordinari" ma "anche capaci di parlare coi cittadini". Lo ha detto la leader di Fdi Giorgia Meloni al termine del vertice del centrodestra a proposito del candidato sindaco e della candidata vicesindaco a Roma.  "Il ticket Michetti-Matone è la soluzione migliore che offriamo ai romani per vincere le elezioni e guidare la città". Lo ha detto il vicepresidente di Fi Antonio Tajani al termine del vertice del centrodestra commentando il candidato sindaco scelto per Roma. "Combatteremo - ha proseguito - per vincere e governare bene la città dopo i disastri della Raggi". Tajani ha ricordato anche la proposta di legge sui poteri speciali per Roma Capitale presentata da Fi e in discussione alla Camera, con l'"azzurra" Annagrazia Calabria come relatrice: "Pensiamo Roma come a una capitale europea, come il vero biglietto da visita dell'Italia, con i poteri adeguati a quelli delle altre grandi capitali. Per Fi è una sfida da vincere". "Sono assolutamente lusingato e ringrazio per questo tutti i partiti della coalizione di centrodestra. Sono contentissimo del ticket con la dottoressa Matone insigne magistrato. Roma è la mia città e il mio sogno. Ora iniziamo insieme questa grande avventura per restituire insieme alla Città Eterna il ruolo di Caput Mundi". Lo dichiara in una nota il candidato di centrodestra per la corsa al Campidoglio Enrico Michetti.

ANSA

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SEZ. POLITICA Comunali: Meloni, non capisco continui rinvii vertice La leader di FdI: 'Penso che Michetti sia un'ottima proposta'

9 Giugno 2021, 10:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Comunali: Meloni, non capisco continui rinvii vertice La leader di FdI: 'Penso che Michetti sia un'ottima proposta'

INSERITO DA ANGELA CECERE E' il rinvio sine die che comincio a non capire più, non lo capiscono più nemmeno i cittadini e veramente con il cuore in mano chiedo agli alleati di stringere, perché è veramente importante partire". Lo ha detto a proposito del rilancio della riunione del centrodestra sulle amministrative Giorgia Meloni, leader di Fdi, alla trasmissione Fuori dal coro, in onda stasera su Rete 4. "Io sui sindaci - ha spiegato - chiedo solo di decidere, voglio vincere. Penso ci siano le condizioni per fare bene, francamente questo continuo rimandare comincio a non comprenderlo più. Sappiamo quali sono le proposte sul tavolo". "Loro hanno detto - ha aggiunto riferendosi agli alleati Giorgia Meloni - che preferivano fare prima la riunione sulla federazione che dovrebbe esserci domani e che ci saremmo visti poi". "Io credo che oggi scegliere dei candidati sindaci e partire con la campagna elettorale sia la priorità. Cinque anni fa non abbiamo trovato una soluzione a Roma e il risultato non l'ha pagato il centrodestra, lo hanno pagato i romani", ha concluso la Meloni. "Io penso che Michetti sia un'ottima proposta. Roma ha bisogno di una persona che conosca molto bene la macchina, perché Roma è una macchina molto complessa, e quindi il rischio di trovarsi un sindaco modello Raggi che non sa dove mettere le mani e che gira in tondo, è alto. Una certezza che io ho è che Michellti, che è forse il più profondo conoscitore di amministrazione pubblica, tanto che aiuta i sindaci a risolvere i problemi, sa dove mettere le mani. Sa cosa fare se un dirigente non fa il suo lavoro , sa come comportarsi sulla grandi questioni della capitale. A me sembra una ottima proposta. Se qualcuno ne ha una migliore la faccia basta che decidiamo". 

 ANSA

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SEZ. POLITICA Salvini vedrà Draghi: 'Massimo sostegno alle riforme' Il leader della Lega presenterà al premier il progetto della federazione del centrodestra

7 Giugno 2021, 10:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Salvini vedrà Draghi: 'Massimo sostegno alle riforme' Il leader della Lega presenterà al premier il progetto della federazione del centrodestra

INSERITO DA ANGELA CECERE Domani pomeriggio, a Roma, Matteo Salvini incontrerà il Presidente del Consiglio Mario Draghi. L'obiettivo del leader della Lega, spiegano dal partito, "è ribadire il massimo sostegno alle riforme nel nome della concretezza, della semplificazione e della velocità. Sarà anche l'occasione per illustrare al premier la proposta di federazione dei gruppi di centrodestra che sostengono il governo, un progetto costruttivo e di unità, utile per rafforzare l'azione dell'esecutivo in Italia e in Europa". "La federazione non sarebbe solo con Forza Italia ma guarda a tutte le anime del centrodestra al governo. Poi è chiaro che l'alleanza alle politiche sarà questa e sarà vincente; tuttavia coordinare l'azione delle forze di centrodestra per presentare ordini del giorno comuni, iniziative comuni, fare dichiarazioni comuni, ritengo sia una cosa intelligente", ha detto in mattinata Matteo Salvini. "La mia è una proposta. Per natura propongo, non dispongo. A Draghi - ha puntualizzato poi a Mezz'ora in più - offriamo una forza unica che può essere la prima in Parlamento, in Italia, nelle Regioni, in Europa".

ANSA

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SEZ.POLITICA Giugliano, si dimette l’assessore Luigi Grimaldi: concorrerà alle prossime elezioni a Napoli

3 Giugno 2021, 12:03pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La decisione comunicata questa mattina al sindaco Pirozzi e a tutta l’amministrazione GIUGLIANO – Luigi Grimaldi si è dimesso da assessore al Comune di Giugliano. Oggi l’addio ufficiale comunicato al sindaco Nicola Pirozzi e all’intera amministrazione. Alla base della sua scelta la volontà di misurarsi con le prossime amministrative a Napoli e, dunque, di convogliare le sue energie ed il suo lavoro per la conquista di un posto in Assise nel capoluogo partenopeo. Le dimissioni dell’ormai ex assessore, tra le altre con delega all’ambiente, sono state comunicate mediante una lettera inviata questa mattina al Comune di Giugliano: “Rassegnare le dimissioni dalla carica di assessore, tra l’altro con deleghe di particolare rilievo, in un Comune così importante come Giugliano – scrive – è una decisione per me sofferta ma giusta e doverosa. Occorre, secondo il mio punto di vista, una visione di lungo termine. “La mia idea di politica, tuttavia, è sempre stata la sintesi tra il lavoro e la progettualità ed è proprio per questo che non ho mai creduto nella sovrapposizione degli incarichi. Un passo alla volta, un obiettivo alla volta. Al fine di evitare eventuali ed inopportune incompatibilità è doveroso da parte mia tutelare le figure istituzionali e rassegnare le dimissioni da delegato”. FRANCESCO BIONDI IL MERIDIANO

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SEZ. POLITICA Meloni: "Basta limitazioni alla libertà, accelerare con le riaperture" "Il risultato non lo cerco per me, ma per gli italiani" Così la presidente di Fratelli d’Italia

1 Giugno 2021, 10:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Meloni: "Basta limitazioni alla libertà, accelerare con le riaperture" "Il risultato non lo cerco per me, ma per gli italiani" Così la presidente di Fratelli d’Italia

INSERITO DA ANGELA CECERE “Il risultato non lo cerco per me, ma per gli italiani. Ho detto che avremmo fatto un’opposizione patriottica e responsabile, non cambio idea. Quindi solleverò il tema delle limitazioni della libertà personale che non può più essere sottaciuto, insisterò perchè si acceleri quanto più possibile sulle riaperture interrompendo la continuità di azione – su questo piano – con il governo Conte”. Lo dice il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in un’intervista al Corriere della Sera, in merito all’incontro in programma giovedì 3 giugno con il premier Mario Draghi. “Purtroppo non basta bloccare i licenziamenti per salvare posti di lavoro, bastasse un editto del governo sarebbe tutto più facile. Il vero problema da affrontare è che il 40% delle aziende rischia la chiusura, con il risultato che milioni di italiani finirebbero per strada in ogni caso”, sottolinea Meloni, per la quale “bisogna concentrarsi sula tenuta delle imprese, sulla loro continuità. Per paradosso, imponendo il blocco dei licenziamenti si favoriscono i più spregiudicati, quelli che non si fanno scrupolo a chiudere l’attività, licenziando tutti e magari non pagando tasse e fornitori, per poi riaprire una nuova attività con una diversa ragione sociale. Dovremmo invece aiutare gli imprenditori che assicurano la continuità di impresa”. Nel centrodestra “personalmente non ho velleità di fusione, credo l’esperienza del Pdl abbia dimostrato quanto sia difficile quel percorso. Ma escludo che una eventuale federazione o unione tra Lega e FI possa nascere per isolare FdI, perchè senza di noi si perde, lo dicono i numeri – afferma ancora Meloni -. Semmai, un maggior coordinamento delle forze del centrodestra di governo serve per opporsi all’aggressività della sinistra. Sul partito di Brugnaro, considero naturale che la politica si adatti alla realtà del momento. Io ho fondato un partito che va bene, la diversità è ricchezza, non è un problema se ne nascono altri. L’importante è sapere per fare cosa”.

OTTO PAGINE

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SEZ. POLITICA Scontro nel centrodestra sul gruppo Ue, no di Fi a Salvini Propone di unire Id-Icr-Ppe. Tajani: 'Manteniamo l'identità'

31 Maggio 2021, 10:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Scontro nel centrodestra sul gruppo Ue, no di Fi a Salvini Propone di unire Id-Icr-Ppe. Tajani: 'Manteniamo l'identità'

INSERITO DA ANGELA CECERE Id, Ecr e Ppe con Orban: è il momento di mettere insieme il meglio dei tre gruppi per essere determinanti nel Parlamento europeo": è la proposta del leader della Lega Salvini che incalza gli alleati: "Spero che nessuno abbia gelosie o chiusure, in gioco c'è l'Europa". Apertura dal segretario dell'Udc Cesa e da FdI, ma Forza Italia, per voce di Tajani, frena: "In Italia il centrodestra è unito, ma ciò non può essere trasportato in Ue: per il Ppe è impossibile fare un accordo con Id. Non possiamo rinunciare alla nostra identità"."L'Europa non è l'Unione europea, non è l'euro. E' milioni di cittadini europei". Lo dice il segretario della Lega Matteo Salvini, oggi a Cascais, in Portogallo, per partecipare alla videoconferenza di Id 'A project for another Europe'. "I media - aggiunge - tratteranno come un incontro di estremisti ma noi qui stiamo seminando: possiamo essere il primo partito" con "almeno 130 parlamentari" e "penso che sia importante". "In Italia il centrodestra è unito ma tutto ciò non può essere trasportato in Ue: per il Ppe è impossibile fare un accordo con Id. Non possiamo rinunciare alla nostra identità". Così all'ANSA il vicepresidente del Ppe, Antonio Tajani. "Salvini fa parte del governo Draghi e ha fatto una scelta europeista, altri no: Afd e Le Pen che sono alternativi culturalmente a noi, sono antieuropeisti. L' accordo vincente contro la sinistra è quello che portò alla mia elezione a presidente del Pe tra Ppe, Conservatori e Liberali". "Da presidente dei Conservatori europei Giorgia Meloni è impegnata ogni giorno per allargare la famiglia di Ecr a chi condivide i nostri valori. A cominciare da chi tra i popolari è stufo della subalternità del Ppe alle sinistre e da chi, alla destra di Ecr, vuole superare un certo velleitarismo anti-europeo per costruire destre di governo alleabili con il centro, in una prospettiva bipolare come quella che abbiamo in Italia. È un processo articolato che non si fa con le formule matematiche ma con tanto dialogo e tanta politica". Così, interpellato telefonicamente, Carlo Fidanza capodelegazione FdI- Ecr.  "Guardiamo con interesse la proposta di Matteo Salvini di unificare i gruppi parlamentari facenti riferimento all'area conservatrice e popolare in Europa. La pandemia ha reso tutti consapevoli del ruolo strategico che l'Unione Europea svolge sul destino dei suoi cittadini. E per affrontare e rendere più efficaci le risposte che si attendono gli europei è necessaria una maggiore sinergia nel campo del centro destra europea. Un passo importante per costruire una sintesi da riproporre in chiave domestica magari in una ottica federativa": così il segretario nazionale Udc Lorenzo Cesa.

ANSA

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SEZ. POLITICA Centrodestra lavora su candidati, strappo Brugnaro agita Forza Italia Verso formazione nuovi gruppi parlamentari con azzurri-Cambiamo!

27 Maggio 2021, 09:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Centrodestra lavora su candidati, strappo Brugnaro agita Forza Italia Verso formazione nuovi gruppi parlamentari con azzurri-Cambiamo!

INSERITO DA ANGELA CECERE Centrodestra al lavoro alla caccia dei candidati nelle grandi città, mentre Forza Italia è scossa dallo strappo del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, pronto, secondo alcuni rumors a dar vita a Montecitorio a un nuovo gruppo parlamentare. Il nome sarebbe 'Coraggio Italia', e vedrebbe la luce già nelle prossime ore grazie alla convergenza dei deputati 'totiani' di Cambiamo! e di alcuni azzurri del nord est. Iniziativa che, a quanto apprende l'ANSA, sarebbe stata accolta con una fortissima irritazione da parte del presidente Silvio Berlusconi. Nel frattempo, nel borsino del totonomi per il Campidoglio, salgono le quotazioni di Simonetta Matone, giudice minorile, romana doc, molto stimata per la sua carriera brillante, la cui popolarità è aumentata anche grazie alle frequenti apparizioni a "Porta a Porta", il salotto tv di Bruno Vespa. Tutti i partiti della coalizione confermano che ancora non s'è presa alcuna scelta definitiva, che ora è il momento del confronto sulle 'rose' dei nomi possibili, almeno una decina."Non siamo alle finali, anzi nemmeno ai quarti...", ironizzano in molti all'interno del centrodestra. Anche sull'ipotesi che la soluzione finale sia già nel ticket Michetti- Racca, Matteo Salvini è stato molto freddo: "Sulle comunali non inseguo i giornali. La chiusura di un accordo non la decide Repubblica ma noi. A breve troveremo un accordo. Racca e Michetti sono nomi importanti ma ce ne sono molti altri".  Insomma, pare che per la conferma dei candidati definitivi serviranno quindi ancora diversi giorni. Detto questo, si inseguono voci più o meno incontrollate: la parola d'ordine è massima prudenza, evitare di bruciare candidati e lavorare nella massima riservatezza. Ma nelle chat dei partiti che seguono il borsino del toto-candidati l'ipotesi Matone è quella che viene più citata. Una soluzione suggerita dalla delegazione azzurra al vertice dei leader, ora apprezzata anche dalla Lega e al momento non esclusa da Fratelli d'italia. Già nel 2008 capo gabinetto del Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, la sua sembrava una candidatura di bandiera di Forza Italia, ma ora pare sia diventata qualcosa di più. Sempre in corsa per il Campidoglio resta l'avvocato e l'opinionista radiofonico Enrico Michetti. Tuttavia sia la Lega, sia Fratelli d'Italia insistono che non è in 'pole position' ma un candidato interessante come ce ne sono diversi altri. Solo il tempo dirà se il candidato sia già lui e i partiti lo stanno in qualche modo 'proteggendo' o se, invece, ancora la partita è realmente tutta aperta. Insomma 'calma e gesso' malgrado chi ha parlato con Michetti ostenta ottimismo, tanto da prevedere la designazione definitiva addirittura. Intanto, sul fronte milanese, in tanti a Montecitorio si chiedono quali siano i grandi imprenditori e i grandi primari che nelle prossime ore dovrebbero dare la sua disponibilità a Matteo Salvini, come annunciato dallo stesso segretario leghista, per sfidare Giuseppe Sala. 

ANSA

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