Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE «Le parole di Matteo Renzi che esaltano il regime dell'Arabia Saudita sono vergognose e inaccettabili. L'Arabia Saudita è uno Stato fondamentalista islamico che applica alla lettera la sharia nel quale le donne non sono libere e i loro diritti costantemente lesi; si può essere condannati a morte anche per apostasia (rinuncia alla religione islamica), adulterio, omosessualità; è permessa l'ignobile pratica delle spose bambine. Ma non è tutto, perché l'Arabia Saudita, al pari del suo rivale Qatar, diffonde in modo sistematico e voluto teorie fondamentaliste che sono la principale cause della crescita dell'integralismo islamico in Europa e nel mondo creando l'humus nel quale prospera il terrorismo». Le parole di Matteo Renzi che esaltano il regime dell’Arabia Saudita sono vergognose e inaccettabili. L’Arabia Saudita è. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. «Fratelli d'Italia, praticamente in totale solitudine - ricorda- da sempre denuncia il pericolo che si cela dietro la rete di influenza e rapporti coltivati, anche se in contrasto tra loro, da Qatar e Arabia Saudita, ma la sinistra ci ha sempre osteggiati. Ora che emerge il caso gravissimo di Renzi (ex presidente del Consiglio, segretario del Pd e attore fondamentale della maggioranza rosso-gialla) pagato da un fondo islamico, si capiscono meglio le battaglie della sinistra a favore dell'immigrazione musulmana illegale di massa e la guerra a chi parla della difesa delle radici e dell'identità cristiana d'Europa». «Pd e M5S ora non facciano finta di scandalizzarsi per i rapporti tra Renzi e l'Arabia Saudita visto che da sempre sono compiacenti con i generosi stati fondamentalisti islamici. Basti pensare a come hanno felicemente sottoscritto di recente l'accordo di cooperazione culturale tra Italia e Qatar. Questa sinistra spregiudicata non può avere in mano le sorti della nazione», avverte Meloni.
A CURA DI MIKI PAPPACODA S. Giovanni Bosco sacerdote e fondatore (1815-1888) B. Maria Cristina di Savoia regina delle Due Sicilie (1812-1836) Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,21-28. Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: «Che c'entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio». E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell'uomo». E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea.
INSERITO DA ANGELA CECERE Oggi il terzo e ultimo giorno di consultazioni al Quirinale, con il centrodestra e i Cinquestelle. "Ogni giorno leggo che il centro-destra è diviso e che è stato devastato da senatori voltagabbana: non è andata così. E' andata che Conte si è dovuta dimettere. Mi pare che il centrodestra nei fatti è unito e che l'opzione su cui siamo tutti d'accordo è andare a votare: non mi pare che cambierà". Lo ha detto la leader di FdI Giorgia Meloni a Radio Anch'io su Rai Radio1. Oggi pomeriggio al Colle salgono alle 16 Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega. Alle 17 i rappresentanti di M5s. A quanto si apprende un vertice dei leader del centrodestra è previsto alle 13.45 alla Camera, prima di salire al Quirinale. Partecipa in videoconferenza Berlusconi, mentre alle consultazioni andrà il vicepresidente Tajani Ieri Renzi ha detto no all'ipotesi di un incarico immediato a Conte per formare un nuovo governo subito. "Siamo ai fatti, i retroscena non mi appartengono. Al Presidente abbiamo detto che non poniamo e non subiamo veti ma da giorni si sta facendo un mercato indecoroso di parlamentari, tentando lo svuotamento di Italia Viva e dall'altra si va dicendo che siamo inaffidabili: le forze politiche devono dire se Iv è ritenuta affidabile e parte integrante della coalizione. E la risposta deve arrivare da tutti il prima possibile perché non si può perdere tempo". Lo ha detto la presidente di Iv Teresa Bellanova a Radio Anch'io su Rai Radio1
INSERITO DA ANGELA CECERE Crisi di Governo, cosa succederà oggi? Continuano le consultazioni partire ieri al Quirinale da Sergio Mattarella. Ieri a colloquio col Capo dello Stato si sono recati i presidenti delle Camere, Roberto Fico ed Elisabetta Alberti Casellati, mentre oggi toccherà alle altre forze politiche: stamattina tocca a gruppo misto e gruppo "Per le autonomie", mentre nel pomeriggio sarà il turno di Pd, Italia Viva e Leu. Domani sarà invece la volta del centrodestra e della delegazione del Movimento Cinque Stelle. Intanto il senatore di Forza Italia Luigi Vitali, che ieri aveva annunciato il sostegno al premier Giuseppe Conte, ha fatto marcia indietro: resterà con il partito di Silvio Berlusconi e non cambierà casacca. La strada per un possibile esecutivo guidato ancora da Giuseppe Conte si fa dunque ancora più in salita. Il nuovo gruppo dei Costruttori costituitosi ieri in Senato con l'obiettivo di diventare il punto di riferimento per chi dall'opposizione volesse andare a sostenere il governo, perde un pezzo con il dietrofront di Vitali: al momento dunque i Costruttori restano a quota 10 ma senza modificare gli equilibri tra maggioranza e opposizione, visto che gli attuali componenti sono tutti senatori che avevano già votato la fiducia all'esecutivo. Il calendario completo delle consultazioni Giovedì 28 gennaio ore 10.00 Gruppo Parlamentare «Per le Autonomie (SVP-PATT, UV)» del Senato della Repubblica ore 10.30-12.30 e ore 16.00-16.45 Rappresentanti dei gruppi Misti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati ore 16.45 Gruppo Parlamentare «Liberi e Uguali» della Camera dei deputati ore 17.30 Gruppi Parlamentari Italia Viva - PSI del Senato della Repubblica e Italia Viva della Camera dei deputati ore 18.30 Gruppi Parlamentari «Partito Democratico» del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati Venerdì 29 gennaio ore 16.00 Gruppi Parlamentari «Fratelli d'Italia» del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati Gruppi Parlamentari «Forza Italia - Berlusconi Presidente - UDC» del Senato della Repubblica e «Forza Italia Berlusconi Presidente» della Camera dei deputati Gruppi Parlamentari «Lega - Salvini Premier» del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati Rappresentanti delle componenti «Idea e Cambiamo» del Gruppo Misto del Senato della Repubblica e «Noi con l'Italia - USEI - e Cambiamo» del Gruppo Misto della Camera dei deputati. ore 17.00 Gruppi Parlamentari «Movimento 5 Stelle» del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati Consultazioni, le notizie in tempo reale Ore 10.50 Zingaretti: no Governo ad ogni costo «Non abbiamo nessuna intenzione di chiuderci nelle nostre stanze a cercare un governo a qualunque costo. Non è questa la nostra storia e non è questo che serve alla nazione. Prendiamoci cura dell'Italia e credo che la cura giusta sia un governo di legislatura, europeista, repubblicano, che rilanci lo sviluppo, socialmente giusto e attento agli ultimi». Così il segretario Pd Nicola Zingaretti su fb. «Un governo attento alla salute e al futuro degli italiani. Questa crisi non l'abbiamo voluta noi. Ne avremmo fatto volentieri a meno. Ripeto. L'Italia può e deve guarire». Ore 10.42 Autonomie: sì a Conte ter «Abbiamo una preferenza per un eventuale Conte Ter. Abbiamo avuto una buona esperienza con Conte che ci ha sempre dato una mano. Pensiamo sia un punto di equilibrio tra tutti i partiti che formano questo governo e senza di lui è difficile avere una stabilità». Lo ha detto Julia Unterberger del Gruppo «Per le Autonomie» al Senato al termine dell'incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ore 9.55 Vitali ci ripensa: nessun appoggio a Conte Il senatore di Forza Italia Luigi Vitali, che ieri sera aveva annunciato di lasciare FI per andare a sostenere un governo guidato da Conte, ci ripensa e questa mattina in una nota fa sapere: «Ribadisco dunque nessun appoggio politico al Conte Ter». Il senatore resta iscritto al gruppo di Forza Italia. «Nelle scorse ore ho avuto modo di interloquire con il Presidente del Consiglio Conte sottoponendogli l'urgenza e l'importanza per il Paese di una riforma complessiva della Giustizia dichiarando il mio appoggio ad un ritorno allo stato di diritto e di garanzie nel processo», dichiara Vitali che prosegue: «È inaccettabile pensare che in un Paese civile siano stati aboliti i termini della prescrizione quando i processi hanno una media di durata al di là di tutti gli standard europei. Questo ragionamento condiviso con Conte» conclude «era nel solco di quanto già dichiarato dal Presidente Berlusconi sull'apertura ad un Governo Istituzionale e a quanto dichiarato dal Segretario Matteo Salvini circa la volontà di parlare con chiunque a patto che fossero messi al centro i contenuti di una piattaforma di Governo che prevedesse tra gli altri una riforma della Giustizia e Fiscale. Percorsi utili ed essenziali per evitare elezioni anticipate che tutt'ora ritengo insensate. Ribadisco dunque nessun appoggio politico al Conte Ter».
INSERITO DA ANGELA CECERE Tre giorni di consultazioni per dare all'Italia un nuovo governo. A guidarlo sarà ancora Giuseppe Conte? Lui non perde la speranza ma vede allontanarsi l'obiettivo di un ritorno (il terzo) a Palazzo Chigi. I numeri al Senato non tornano e il gruppo di Italia viva rimane ancora decisivo. L'ultimo appello del premier dimissionario è arrivato ieri in serata, con un post su Fb: «È il momento che emergano in Parlamento le voci che hanno a cuore le sorti della Repubblica. Le mie dimissioni sono al servizio di questa possibilità: la formazione di un nuovo governo che offra una prospettiva di salvezza nazionale». Ma la maggioranza non c'è. Al Senato si è formato il gruppo dei volenterosi evocato dal premier, tuttavia sono dieci senatori che già avevano votato la fiducia lo scorso 19 gennaio. Ne mancano una decina. Avanza un governo politico guidato da un tecnico: Carlo Cottarelli, Marta Cartabia e Luciana Lamorgese i papabili. Al Quirinale Pd, M5s e Leu faranno ancora il nome di Conte, ma niente barricate per riportarlo a Palazzo Chigi. C'è attesa per la scelta del premier secondo Italia viva, Mattarella vuole solo una maggioranza con numeri solidi attorno a un programma certo. Conte ancora spera, ma la chiusura del suo post sembra un addio: «L'unica cosa che davvero rileva, al di là di chi sarà chiamato a guidare l'Italia, è che la Repubblica possa rialzare la testa. Allora avremo vinto tutti, perché avrà vinto l'Italia». Dal centrodestra, Salvini chiederà al Capo dello Stato «che si chiuda questo teatrino», mentre Giorgia Meloni aggiunge: «C'è una finestra per andare alle elezioni». Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2: quanti sono gli scenari anti crisi? «Tre. Ma non certo le elezioni. Date le peculiarità storiche del ceto politico, è evidente che c’è un numero rilevante di parlamentari che teme di non essere più rieletto». Avremo un Conte ter? «Mah, la maggioranza mi sembra asfittica». Allora è favorito un altro premier? «È una buona ipotesi ma a patto che si tratti di un profilo istituzionale: come Gentiloni, Franceschini, anche Di Maio». Non è che alla fine si farà il governo di salvezza nazionale? «Si parla di Cottarelli come possibile guida tecnica. E c’è sempre il nome magico di Draghi». La crisi economica però non ha bisogno di un governo galleggiante. «Infatti. Non si è capito che la Ue lega l’utilizzo dei 209 miliardi del Recovery alla realizzazione di riforme profonde: giustizia, scuola, digitalizzazione, burocrazia». Giorni difficili per Mattarella... «Equilibrio e rigore istituzionale, Mattarella è uno dei migliori Presidenti della Repubblica. Non darà mai l’ok a un governo troppo debole». Renzi è in gioco? «Con un premier diverso da Conte, molti sono in gioco» Crisi Governo, De Bellis (Sky Tg24): «Recovery Plan a rischio, non credo alle elezioni» Giuseppe De Bellis, direttore di Sky Tg24: quanto tempo c’è per risolvere questa crisi di governo? «Meno dei 15 giorni serviti per passare dal Conte I al Conte bis». È preoccupato? «Molto. Abbiamo indicato all’Europa che il 15 febbraio inizierà l’analisi sul Recovery Plan, va scritto un piano dettagliato e convincente. Temo sia ancora una scatola da riempire». Cosa rischia il Paese? «Di restare in bilico su una pedana traballante, che però si poggia su una montagna di miliardi. All’Italia serve stabilità, anche progettuale». Per il presidente Mattarella si sta perdendo tempo prezioso? «Questo trapela dal Quirinale. Dal voto in Senato si era capito che l’operazione di coinvolgimento dei “responsabili” non avrebbe avuto molto respiro: era una settimana fa». E ora ci sono le consultazioni. «Conte farà un solo giro. Poi toccherebbe a qualcun altro». Renzi, Pd, Leu e M5s potrebbero tornare a sedersi allo stesso tavolo?
«Certo. Le elezioni erano più vicine 7 giorni fa, non ora». Corrado Formigli, conduttore di “Piazza pulita” su La7: il premier dimissionario Giuseppe Conte farà un nuovo governo? «Ha numeri deboli, difficile andare avanti così». Allora avrà vinto Renzi? «Conte ha ancora una mano da giocare, ma Renzi cercherà la spallata. Non vedo vinti e vincitori. Il problema è che non c’è visione». Lei come avrebbe agito? «C’era solo un modo per uscire più forti dalla crisi: tutti i leader dei partiti della maggioranza dovevano entrare nel nuovo governo, dando la sensazione di giocarsi la faccia per salvare il Paese». Insomma, il peggio deve ancora arrivare? «La crisi economica l’abbiamo solo sfiorata, non ne conosciamo ancora il reale impatto. Ci saranno licenziamenti, molte aziende rischiano di essere comprate da quelle straniere: all’estero, i governi hanno sostenuto meglio gli imprenditori». Siamo di fronte a rischiosi “giochi di Palazzo”? «Di sicuro ci sta perdendo l’Italia, danziamo sull’orlo del precipizio». Verremo salvati da Draghi oppure da Mattarella? «Il Paese è da reinventare, ma non vedo un Churchill all’orizzonte». Nicola Porro, vicedirettore de “Il Giornale” e conduttore di “Matrix” su Canale 5: che Italia sarà dopo il governo Conte bis? Un Paese dove stanno per arrivare dall’Europa 209 miliardi grazie al Recovery Fund: ma l’idea che possano essere gestiti da Conte-Casalino-Ciampolillo fa già tremare i polsi ai nascituri». Spera in un finale senza Conte premier? «Se il direttore di questa locomotiva un po’ pazza che è l’Italia scendesse dal treno, sarei felice. Serve una personalità che offra una prospettiva di sviluppo di lungo periodo, per l’emergenza pandemia abbiamo già speso 150 miliardi». Solo le elezioni porterebbero una nuova classe politica...«Ma non si faranno. Troppi parlamentari sanno che non verrebbero più rieletti dopo il forte taglio già stabilito di deputati e senatori».
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il premier Giuseppe Conte è arrivato a Palazzo Chigi per il Consiglio dei ministri in cui comunicherà alla sua squadra di governo la decisione di andare al Quirinale a rassegnare le dimissioni.
Giuseppe Conte giocherà al buio la sua partita più rischiosa. Avrebbe voluto evitarlo e invece a metà giornata deve arrendersi ai numeri che ancora non ci sono.
Il Pd, il M5s, Leu, al culmine di una giornata assai tesa, gli garantiscono che gli faranno da scudo, nella fase che si aprirà con le consultazioni al Quirinale. Ma il premier non si fida: teme una 'trappola' di Matteo Renzi, sa che al Quirinale sul suo nome rischia di non materializzarsi la maggioranza necessaria ad avere il reincarico.
"Se Conte non pone veti su Iv, la delegazione Iv non porrà veti sul suo nome", dicono a sera dal partito di Renzi. L'avvocato non vorrebbe subire più il ricatto dei numeri renziani, ma si arrende a una maggioranza che ancora non c'è. Consapevole del rischio che nei prossimi giorni potrà nascere il Conte ter ma anche un governo con un altro premier. L'avvocato ritarda di qualche ora, prendendosi una intera notte, la convocazione del Consiglio dei ministri in cui comunicherà la sua scelta, prima di salire al Colle. E' il tempo necessario a ottenere garanzie dagli azionisti del governo e far maturare la scelta di quei "costruttori", centristi e forzisti, che non hanno sciolto le riserve prima delle sue dimissioni, ma ora nella partita avranno un ruolo determinante. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella attende il passo indietro del premier per gestire una crisi di governo che si apre in un momento delicatissimo per il Paese. Ma anche per questo, osservano dalla maggioranza, nessun passaggio potrà essere formale.
Le consultazioni con i gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione, che non dovrebbero iniziare prima di mercoledì, si annunciano rapide ma 'vere', per verificare se ci siano i margini per un reincarico. Dunque sarà importante, certo, la tenuta di M5s, Pd e Leu sul nome di Conte. Ma poiché i loro numeri da soli non bastano, sarà anche cruciale capire se Iv farà il nome del premier uscente. E se lo faranno i presunti 'responsabili', da chi ha già votato la fiducia come Maie e Centro democratico, a eventuali nuovi 'iscritti' alla maggioranza. Occhi puntati dunque sui centristi e sulle mosse in extremis da Fi. A chi domanda se a questo punto possa cadere il veto su Renzi, da Palazzo Chigi si limitano a dire che ora è tutto nelle mani del capo dello Stato. Rinnovare l'accordo con Iv non sarà facile, dopo che il "mai più" era stato detto con nettezza.
Ma, secondo un deputato Pd, così come Renzi non può più permettersi di dire no a Conte, pena il rischio di spaccare i gruppi di Iv, allo stesso modo Conte non potrebbe dire no a Renzi, se al Quirinale farà il suo nome. L'unico modo per sminarlo è allargare davvero la maggioranza e rendere i suoi senatori non più essenziali. Certo, nei gruppi parlamentari si avverte tensione per la partita che si apre: i Cinque stelle fibrillano e si dividono ancora sul nome di Renzi. Per le segreterie il nome di Conte è ancora blindato: la conferma emerge dalle tante riunioni di vertice (al Nazareno se ne susseguono per tutto il pomeriggio) sia nel M5s che nel Pd. Ma tra le truppe sia Pd che M5s c'è chi dice che la priorità è evitare il voto, non rieleggere Conte. Sono scricchiolii che non sfuggono ai centristi e a chi dentro Forza Italia sarebbe pronto anche a iscriversi a una maggioranza Ursula, europeista, con Pd, M5s e Leu. C'è chi sarebbe già pronto - si parla di un gruppetto di deputati e senatori di Fi - a entrare in maggioranza, sedendo al tavolo delle trattative per la nascita del Conte ter (avendo voce in capitolo su programma e squadra di governo).
Ma l'ipotesi che più ricorre quando si diffonde la notizia delle dimissioni è che si condizioni l'ingresso in maggioranza a una discontinuità segnata da un nuovo premier: girano i nomi dei Dem Franceschini e Guerini, sicuramente graditi anche a Renzi, ma il M5s li accetterebbe? L'alternativa sono quelle larghe intese che non solo il Pd e il M5s ma anche Lega e Fdi respingono con forza. Nel balletto del Quirinale, però, molte pedine possono ancora muoversi.
GUARDA LE FOTOLe tappe dei governi dell'avvocato del popolo
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il consigliere comunale si esprime sulla questione che ha visto 7 consiglieri comunali, che fanno capo all’ex sindaco Antonio Poziello, protocollare una richiesta di annullamento del bonus spesa. GIUGLIANO – Il consigliere comunale Luigi Guarino si è espresso sulla questione che ha visto 7 consiglieri comunali che fanno capo all’ex sindaco Antonio Poziello, protocollare una richiesta di annullamento del bonus spesa. Egli infatti, ha così affermato: “Una parte dell’opposizione guidata dall’ex sindaco Poziello vuole soffiare sul fuoco della protesta. La richiesta di annullamento del bando dei bonus spesa rappresenta un atteggiamento irresponsabile e pericoloso”. “Errori e ritardi ci sono sicuramente stati ma la politica deve trovare soluzioni e tendere una mano, non aizzare la folla. In questa vicenda, per onestà intellettuale, va detto che hanno sbagliato un po’ tutti: l’amministrazione comunale che si è insediata da pochi mesi in una situazione difficile, gli uffici dei servizi sociali che sono in affanno per la carenza d’organico, qualche cittadino che non ha inviato la richiesta con qualche mancanza e alcuni Caf a cui si è rivolta la cittadinanza” – prosegue Guarino. “Così ci siamo ritrovati con migliaia di famiglie che aspettavano i soldi per Natale ed ora possono cadere nello sconforto. L’annullamento del bando andrebbe però ad aumentare ancora di più il senso di sfiducia nelle istituzioni ed innescare reazioni sconsiderate nel mezzo di una pandemia” – sostiene il consigliere comunale. “Adesso bisogna accelerare per l’erogazione e trovare il modo per arrivare al maggior numero possibile di bisognosi. Lavoriamo per allargare la platea dei beneficiari e affinché la procedura sia più trasparente possibile. L’uscita dei 7 colleghi di minoranza può provocare invece ulteriore rabbia sociale. La disperazione può portare a gesti inconsulti. È il momento della solidarietà e noi rappresentati del popolo dobbiamo pesare bene le parole” – conclude Guarino. DI ALESSANDRA CHIANESE
INSERITO DA MORENA MOTTA "Il passaggio che stiamo facendo con voi ci spingerà a modificare ulteriormente il Recovery Plan, per quanto necessario e opportuno". Lo ha detto il premier, Giuseppe Conte, parlando con i leader sindacali nell'incontro di Palazzo Chigi.
Conte ha auspicato che il confronto con i sindacati sia "intenso e costruttivo. Abbiamo una versione aggiornata, oggettivamente migliorata, del piano. Questo piano deve servirci a liberare il potenziale di crescita dell'economia, a dare impulso alla produttività e all'occupazione. E lo dobbiamo fare aumentando la capacità del nostro Paese di affrontare queste sfide e le trasformazioni in atto che riguardano anche le modalità organizzative del mondo del lavoro, rafforzando al contempo anche la coesione sociale".
Il presidente del Consiglio ha spiegato ai sindacati che il Recovery garantirà "una crescita significativa del Pil ma anche degli indici di benessere". Conte ha inoltre fornito la stima di "un impatto positivo per una crescita di almeno 3 punti in più nel 2026 rispetto a quella ordinaria. Secondo le prime valutazioni effettuate dal Mef, gli investimenti, gli incentivi e le riforme contenute nel Piano avranno un impatto che nel 2026, l'anno finale del Piano, dovrebbe tradursi in un crescita di 3 punti percentuali più alta rispetto allo scenario a politiche invariate. Ma a noi non interessa solo il pil. A noi interessa, direi ancor di più, che il Piano abbia un impatto positivo anche su tutti gli indicatori di benessere e di sviluppo sostenibile, grazie agli investimenti attivati direttamente e indirettamente, e alle innovazioni tecnologiche introdotte".
Il presidente del Consiglio ha inoltre ringraziato i sindacati “per il contributo che dato al Paese in questi mesi difficili rinunciando anche a legittime rivendicazioni".
INSERTO DA ANGELA CECERE Il Governo ha pubblicato nuove Faq sul Dpcm in vigore fino al 5 marzo per fare chiarezza su alcuni punti e rendere chiaro quello che si può e non si puà fare nelle varie zone. Sì all'andare in auto tra persone non conviventi in zona rossa e sempre nelle stesse aree sarà possibile spostarsi tra comuni se si sta facendo attività sportiva. Viaggi in auto I cittadini potranno viaggiare con persone non conviventi in auto in zona rossa, purché davanti ci sia solo il guidatore e due passeggeri al massimo per ciascuna ulteriore fila di sedili posteriori. Per attività sportiva si può andare in un altro comune, ovviamente solo nel caso l'attività lo richieda, ad esempio andando in bicicletta. Spostamenti zona rossa Lo spostamento dalla zona rossa alla gialla o arancione è consentito esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità (per esempio l'acquisto di beni necessari) o motivi di salute, ma anche "se strettamente necessario ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza, se prevista". Se una persona è giustificata a spostarsi dalla zona rossa o arancione presso un'altra ma non può perché magari non ha la patente o ha un altro impedimento può farsi accompagnare da un familiare (preferibilmente convivente). Nel rispetto di tali condizioni, anche lo spostamento dell'accompagnatore è giustificato. Lavoro Lo spostamento per motivi di lavoro deve essere dimostrato con cartellini ad esempio, o lettere del datore di lavoro, oltre all'autocertificazione. Consentito il dog sitting, equiparato all'attività di collaboratrice domestica. Attività sportiva Nell'area rossa è consentito svolgere l'attività sportiva esclusivamente nell'ambito del territorio del proprio Comune, dalle 5 alle 22, in forma individuale e all'aperto, mantenendo la distanza interpersonale di due metri. Tuttavia è possibile, "nello svolgimento di un'attività sportiva che comporti uno spostamento (per esempio la corsa o la bicicletta), entrare in un altro Comune, purché tale spostamento resti funzionale unicamente all'attività sportiva stessa e la destinazione finale coincida con il Comune di partenza". L'attività motoria è concessa in prossimità della propria abitazione e con la mascherina, così come l'accesso ai parchi, sempre nel rispetto delle distanze di sicurezza. L'attività venatoria o la pesca dilettantistica o sportiva sono consentite ovunque all'interno dell'area gialla; consentite in area arancione solo nell'ambito del proprio Comune; vietate in area rossa. Immobili e seconde case In tutte le aree "è possibile spostarsi da un Comune a un altro per andare a vedere degli immobili da acquistare o prendere in affitto". Consentito anche lo spostamento verso la seconda casa, qualunque sia l'area di appartenenza. Il titolo deve avere data certa (come, per esempio, la data di un atto stipulato dal notaio, ovvero la data di registrazione di una scrittura privata) anteriore al 14 gennaio 2021. Sono dunque esclusi tutti i titoli di godimento successivi a tale data. Funerali Sono concesse le funzioni religiose secondo i protocolli stabiliti in ogni area. Sono permesse anche le tumulazioni e le sepolture rispettando la distanza interpersonale di un metro tra le persone che vi assistono ed evitando ogni forma di assembramento. A tal riguardo è concesso spostarsi tra Regioni per partecipare al funerale di un parente a prescindere dal colore, a condizione che si tratti di un parente stretto (fino al secondo grado) o unico parente rimasto.
INSERITO DA ANGELA CECERE Giuseppe Conte si gioca il tutto per tutto. Il presidente del Consiglio, dopo aver raggiunto la maggioranza assoluta nel voto di ieri alla Camera dei Deputati, cerca oggi, 19 gennaio, la fiducia anche al Senato della Repubblica. Qui la situazione è più difficile per il Premier in quanto, senza i voti dei di Italia Viva, i numeri della maggioranza sono in bilico. La maggioranza assoluta dei voti è a quota 161, più probabile - secondo le ultime indiscrezioni - che Conte riesca ad ottenere una maggioranza semplice, intorno a 155-156 voti, che gli permetterebe di avere la fiducia ma che renderebbe difficile la vita del governo in Senato e specialmente nelle commissioni, dove l'esecutivo guidato da Conte potrebbe non avere i numeri necessari per mandare avanti i provvidimenti. Il voto finale è comunque previsto in serata. Conte ha iniziato a parlare appena dopo le 9.30. Ieri sera alla Camera aveva incassato la fiducia con 321 voti a favore (più della maggioranza assoluta), 259 contrari e 27 astenuti. Dopo l'intervento di Conte, si terrà un dibattito che impegnerà l'Assemblea di Palazzo Madama fino alle 12.30: riprenderà alle 13.30 fino alle 16.30. Dopo un'ora di pausa per la sanificazione dell'Aula, Conte replicherà intorno alle 17.30, dopodichè per un'ora e mezza circa ci saranno le dichiarazioni di voto. La votazione di fiducia dovrebbe avere inizio intorno alle 19.30 e dovrebbe concludersi intorno alle 20.30. Le parole di Conte «Mi associo, a nome del governo, a questo ricordo del senatore Macaluso. Io credo che anche chi non ha condiviso le idee politiche possa condividere che è stato un grande protagonista della vita politica e culturale italiana», ha detto Conte intervenento al Senato. «Abbiamo già i primi risultati per quanto riguarda l'inversione del numero di immatricolati nelle università meridionali: è un segnale importante, è salito del 6,7%, era sempre negativo». «Abbiamo introdotto e portato a regime, fino al 2029, per la prima volta, la fiscalità di vantaggio per tutte le imprese che operano nel Mezzogiorno, con un taglio dei contributi previdenziali del 30% per i primi 5 (5, rpt) anni e poi a calare. Noi non siamo meridionalisti per vocazione intellettuale, se non corre il Mezzogiorno non corre l'Italia». In questi giorni ci sono state «continue pretese, continui rilanci concentrati peraltro non casualmente sui temi palesemente divisivi rispetto alle varie sensibilità delle forze di maggioranza. Di qui le accuse, a un tempo di immobilismo e di correre troppo, di accentrare i poteri e di non aver la capacità di decidere. Vi assicuro che è complicato governare con chi mina continuamente un equilibrio politico pazientemente raggiunto dalle forze di maggioranza». «Le nostre energie dovrebbero essere tutte e sempre concentrate sulle risposte urgenti alla crisi che attanaglia il Paese, mentre invece così, agli occhi di chi ci guarda, dei cittadini in particolare, appaiono dissipate in contrappunti polemici e spesso sterili, del tutto incomprensibili rispetto a chi ogni giorno si misura con la paura della malattia, con lo spettro dell'impoverimento, con il disagio sociale anche psicologico, con l'angoscia del futuro. Con questa crisi, come ho detto ieri alla Camera, la classe politica tutta rischia di perdere il contatto con la realtà. C'era davvero bisogno di aprire una crisi politica in questa fase?». Legge elettorale e titolo V Sulla proposta del sistema proporzionale «leggo delle interpretazioni, diciamo così maliziose. Negli anni passati abbiamo subito una frantumazione della rappresentanza. Sono emersi nuovi processi, anche in maniera dirompente, non possiamo fare una legge che costringa forze così diverse. Questo artificio contribuirebbe all'instabilità politica, non stabilirebbe il quadro». Le forze politiche, dopo le elezioni «saranno chiamate a definire accordi programmatici di alto profilo per governare, in modo da consentire una solida prospettiva politica» ai cittadini, aggiunge «L'esperienza della pandemia impone anche un'attenta, meditata e pacata riflessione sulla revisione del Titolo V della Parte II della Costituzione» sul rapporto tra Stato e Regioni. «Lavoriamo tutti insieme, meditiamo insieme sul riparto delle competenze legislative di Stato e Regioni, come pure alla individuazione di meccanismi e istituti che consentano di coordinare più efficacemente il rapporto tra i diversi livelli di governo. In questo contesto, occorre garantire e tutelare, con la massima intensità, le autonomie speciali e le minoranze linguistiche». «Il piano di distribuzione dei vaccini sta procedendo spedito. Siamo i primi nell'Unione europea, ma dobbiamo continuare a lavorare con la massima determinazione, in attesa che si rendano disponibili i nuovi vaccini e di potere sperimentare le nuove terapie monoclonali. Nei prossimi mesi sarà importante rafforzare la politica di testing». «Adesso bisogna voltar pagina. Questo Paese merita un governo coeso, dedito a tempo pieno a lavorare esclusivamente per il benessere dei cittadini e per favorire una pronta ripartenza della nostra vita sociale e una incisiva ripresa della nostra economia». Riforma ammortizzatori e digital divide «Occorre introdurre una riforma che valga a razionalizzare il sistema degli ammortizzatori sociali e solide proposte di politiche attive del lavori. Marzo è già domani», dice il premier Giuseppe Conte intervenendo al Senato e ricordando come, il 31 marzo, al momento sia prevista la fine del blocco dei licenziamenti. «Nel settembre 2019 avevano lo Spid 4 milioni di persone, adesso siamo a 16 milioni e centomila. L'app Io oggi ha 9 milioni e 365 mila cittadini iscritti, non esisteva nel settembre 2019. Il nostro obiettivo è ridurre le diseguaglianze per uguaglianza di partenza: un grande fattore di diseguaglianza è il digital divide, dobbiamo lavorare in questa direzione». Conte ribadisce l'obiettivo della riforma fiscale, nel segno della «competitività» e «crescita sostenibile». "Opere mai bloccate" «Si è detto che le opere» del decreto semplificazioni «sarebbero ancora bloccate per la designazione dei commissari: innanzitutto la lista c'è ma poi non è così, le opere non sono mai state bloccate, perché i poteri dei commissari sono stati attribuiti dal decreto semplificazioni ai responsabili unici di progetto. Gli appalti di Anas e Fsi sono cresciuti 43,3 mld rispetto ai 39,4 del 2019. È un florilegio ma lo dico: questo è stato possibile grazie alla condivisione, collaborazione, responsabilità in ciascuna forza politica», dice Conte facendo riferimento a una critica che gli è stata mossa da Iv. Con pandemia Governo unito «Con la pandemia, con la sua sofferenza, il Paese si è unito. Si è elevato il senso di unità del governo, si sono elevate le ragioni dello stare insieme». Di fronte alla pandemia il governo ha dovuto «operare delicatissimi, faticosissimi, bilanciamenti dei princìpi e dei diritti costituzionali. In questi mesi così drammatici, pur a fronte di una complessità senza precedenti, questa maggioranza ha dimostrato grande responsabilità, raggiungendo - certamente anche con fatica - convergenza di vedute e risolutezza di azione, anche nei passaggi più critici». «Abbiamo coltivato - sottolinea - un costante e serrato dialogo con tutti i livelli istituzionali, a partire dalle Autorità regionali sino a quelle comunali, nella consapevolezza che solo praticando indefessamente il principio di "leale collaborazione" sarebbe stato possibile perseguire strategie di intervento efficaci, considerato - a tacer d'altro - che le competenze in materia di gestione sanitaria sono rimesse primariamente alle Regioni». Sul recovery «Io ho già rilevato che il dialogo tra politica e scienza è diventato particolarmente intenso. In realtà, mai come in questo periodo la »politica« è stata chiamata ad assolvere alla sua più nobile missione, di operare scelte per il bene comune, alcune delle quali di portata oserei dire »tragica«. »Fortemente «politica» è stata la determinazione con la quale il Governo, primo fra tutti i governi europei, ha chiesto all'Unione di rispondere alla crisi in modo radicalmente diverso rispetto al passato e di farsi promotrice di politiche espansive, finanziate da strumenti di debito comune, orientate al raggiungimento di strategie condivise. Lo storico accordo sul programma Next generation EU, per il raggiungimento del quale l'Italia ha avuto un ruolo propulsivo e decisivo, spendendosi in ogni sede, a ogni livello formale e informale, non solo ci consente di disporre di 209 miliardi di euro, ma ha impresso alla politica europea una svolta irreversibile, inaugurando un nuovo corso, suscettibile di mutare profondamente i paradigmi delle politiche economiche e il volto stesso dell'Unione europea«. »Ne discuteremo di questa svolta, prossimamente, nell'ambito della conferenza sul futuro dell'Europa. Non è questo l'esito, anch'esso eminentemente politico, della scelta europeista che ha rappresentato una delle ragioni fondative dell'alleanza di Governo?«, ha chiesto il premier.