Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

sez.politica

…

SEZ. POLITICA Mario Draghi premier, nel pomeriggio via alle consultazioni: Pd e Forza Italia lo appoggiano, M5S spaccato

4 Febbraio 2021, 11:47am

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Mario Draghi premier, nel pomeriggio via alle consultazioni: Pd e Forza Italia lo appoggiano, M5S spaccato

INSERITO DA ANGELA CECERE Iniziano oggi le consultazioni del premier incaricato Mario Draghi, che questa mattina ha lasciato la sua casa tra i boschi di Città della Pieve in Umbria per arrivare a Roma su un'auto dai vetri oscurati. Nel pomeriggio a Montecitorio lo attendono i primi colloqui con le forze politiche per un governo di «alto profilo», secondo gli auspici del Capo dello Stato Sergio Mattarella. Un governo certamente europeista, con l'obiettivo di vincere la pandemia, garantire la campagna dei vaccini, rilanciare il Paese e spendere nel modo migliore le risorse europee. «Quando uno fa il suo lavoro è sempre sereno», ha chiosato intanto stamattina Giuseppe Conte entrando a Palazzo Chigi. Al momento Draghi può contare sul sicuro appoggio di Pd, Iv, Leu e Forza Italia, oltre a quello di forze minori, mentre la spaccatura nel M5s e nel centrodestra (con Fdi ferma sul voto o al massino su un'astensione unitaria e la Lega in forse su un'apertura purchè si voti a breve) ancora non consente di dire quale maggioranza e quanto allargata appoggerà il governo. Il calendario delle consultazioni dovrebbe essere noto in tarda mattinata, mentre continuano gli appelli del Pd ai Cinque stelle - dopo la riunione di ieri con Leu e M5s - a non disperdere il patrimonio del percorso comune nel Conte bis e per un ingresso dei grillini nel governo. Tra i modelli dei governi tecnici del passato, i partiti auspicano che Draghi non scelga come Monti un esecutivo di soli tecnici, ma si ispiri allo schema misto di Ciampi, avvalendosi anche di ministri politici. Il premier incaricato farà la sua scelta tenendo conto della logica stringente dei numeri, quella stessa che ha sbarrato il passo ad un Conte ter. 

LEGGO

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Governo, Draghi incaricato. Colloquio di un'ora con Conte. Crimi: 'Ipotesi di voto su Rousseau'

4 Febbraio 2021, 09:43am

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

© ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il colloquio tra il presidente della Repubblica ed il presidente del Consiglio incaricato è durato un'ora e dieci minuti

Mario Draghi ha lasciato la sua casa alle porte di Città della Pieve. La vettura della scorta e un'altra auto con i vetri oscurati, quella probabilmente con a bordo il presidente del Consiglio incaricato, sono uscite dalla tenuta del centro umbro. Si sono quindi dirette sulla strada principale dalla quale è possibile anche raggiungere l'autostrada.
Anche la pattuglia dei carabinieri che sorveglia gli ingressi si è allontanata.

Draghi ha trascorso in Umbria la prima notte da presidente del Consiglio incaricato nella sua casa immersa in un bosco alle porte di Città della Pieve. L'ex presidente della Bce è arrivato in serata accompagnato dalla scorta. Ha probabilmente scelto la tranquillità del borgo umbro per trascorrere qualche ora in famiglia dopo avere ricevuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella l'incarico di formare il nuovo Governo. In vista delle consultazioni con i partiti in programma da oggi a Roma. Nell'area dove si trova il casolare della famiglia Draghi nessun maxi dispiegamento di forze di polizia. La scorta ha sorvegliato 'discretamente' tutta l'area mentre una pattuglia dei carabinieri era all'ingresso di uno dei viali che conduce alla casa. In mattinata Draghi ha quindi lasciato Città della Pieve diretto probabilmente a Roma dove è atteso dalle consultazioni per la formazione del nuovo governo.

Mario Draghi accetta con riserva l'incarico di formare il nuovo governo che gli ha conferito il presidente della Repubblica Mattarella. 'È un momento difficile. L'emergenza richiede risposte all'altezza. Sono fiducioso che dal confronto con i partiti emerga unità'. Lotta al virus, vaccinazioni, rilancio dell'Italia sono le sfide indicate dal presidente incaricato, che ha visto i presidenti delle Camere e ha avuto poi un lungo incontro con Conte a Palazzo Chigi. 

Draghi si sta preparando alle consultazioni con le forze politiche: dovrebbe cominciarle nel pomeriggio in uno studio di Montecitorio. Grande attenzione anche ai rapporti con le parti sociali che potrebbero essere incontrate da Draghi a margine delle consultazioni con i partiti.  

La scelta dell'ex presidente della Bce per l'incarico scuote i partiti che si stanno riunendo per decidere la lunea in vista delle consultazioni. Giuseppe Conte non sarebbe disponibile a fare il ministro nel nuovo governo guidato da Mario Draghi. E' quanto si apprende in ambienti M5s, da chi dice di aver sentito il premier uscente nelle ultime ore. Fonti di Palazzo Chigi, interpellate al riguardo, non confermano né smentiscono l'indiscrezione.

LE REAZIONI DEI PARTITI

"Serve un governo politico, basta tecnici", ha detto Matteo Salvini. "Quella del voto su Rousseau è una ipotesi da non trascurare. Ovviamente dico ipotesi perchè dobbiamo aspettare che prima ci sia un contenuto reale da sottoporre, votare su una persona soltanto mi sembra riduttivo". Lo dice il capo politico M5S Vito Crimi ai gruppi M5S.

LE PAROLE DI DRAGHI - "Ringrazio il presidente della Repubblica per la fiducia che mi ha voluto accordare. E' un momento difficile", ha detto Draghi dopo l'incontro. "Vincere la pandemia, completare la campagna vaccinale, offrire risposte ai problemi quotidiani, rilanciare il Paese sono le sfide", ha spiegato. "Abbiamo a disposizione le risorse straordinarie dell'Ue, abbiamo la possibilità" di operare "con uno sguardo attento alle future generazioni e alla coesione sociale". Poi ancora: "La consapevolezza dell'emergenza richiede risposte all'altezza della situazione e con questa speranza che rispondo all'appello" di Mattarella. "Sono fiducioso - ha aggiunto - che dal confronto con i partiti, con i gruppi parlamentari e le forze sociali emerga unità e capacità di dare una risposta responsabile".

Governo, Draghi e l'incarico di formare un nuovo Esecutivo

Una chiamata del Colle che convince i mercati. Chiusura a +2,09%, futures in volo e spread in calo fino a quota 105 punti. L'Unione europea ritrova uno dei suoi eroi e tira un sospiro di sollievo per il Recovery Plan dell'Italia. 'Draghi è rispettato e ammirato a Bruxelles e oltre', dice la vicepresidente della Commissione Schinas.

 L'EFFETTO SUI MERCATI

Chi è Mario Draghi - IL PROFILO

ANSA

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Crisi di governo, flop di Fico: «Non c'è maggioranza». Mattarella: niente elezioni, convoca Mario Draghi

3 Febbraio 2021, 11:47am

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Crisi di governo, flop di Fico: «Non c'è maggioranza». Mattarella: niente elezioni, convoca Mario Draghi

INSERITO DA ANGELA CECERE Sarà Mario Draghi a tentare di dar vita ad un nuovo governo dopo il naufragio del Conte ter. E’ lui la figura “di alto profilo” scelta dal presidente Mattarella per provare ad evitare in extremis i rischi enormi legati ad elezioni anticipate. L’ex presidente della Bce salirà oggi al Quirinale e poi avvierà le consultazioni. Mario Draghi, chi è l'ex numero uno della Bce su cui fa affidamento Mattarella Il Capo dello Stato ha fatto l’ennesimo, disperato appello alla «responsabilità» delle forze politiche per dar vita a un governo «di alto profilo che non debba identificarsi con alcuna formula politica» e sia capace di «far fronte con tempestività alle gravi emergenze in corso». Un governo tecnico dunque, che potrebbe avere l’appoggio di Pd, Leu, Italia Viva, Forza Italia. E forse di un Movimento 5Stelle dimezzato. La tempestiva scelta di Mattarella è apparsa inevitabile davanti al fallimento del mandato esplorativo del presidente della Camera Roberto Fico.  Veti incrociati, la riforma della giustizia, le richieste di Italia Viva di avere due o più ministeri di peso e di sostituire Alfonso Bonafede e Lucia Azzolina hanno incontrato il no deciso dei 5Stelle. Quello di Renzi poi è sembrato in tutto e per tutto un gioco al rialzo.  Ancora a sera Italia Viva e M5s si rimpallavano le colpe, dando vita ad un insostenibile balletto che non deve essere piaciuto al Colle. Il Capo dello Stato sa che è già stato perso troppo tempo e che a Palazzo Chigi deve insediarsi una squadra capace di assumere decisioni incisive, che possa prendersi le responsabilità di gestire la fine del blocco dei licenziamenti, gestire la campagna vaccinale o il rapporto con l’Europa al tavolo del Recovery. Davanti all’impasse le strade rimaste erano poche e le urne, in piena crisi economica e sanitaria e la perdita di mesi preziosi, troppo rischiose. Ora bisognerà vedere se Draghi sceglierà un governo formato completamente di tecnici o con qualche innesto politico. E c’è chi già vede il prossimo anno Draghi fare il salto da palazzo Chigi al Quirinale, sostenuto dalla stessa larga maggioranza che sosterrebbe il suo governo.

LEGGO

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Governo in crisi, diretta. Deadline slitta alle 15. Orlando propone lodo su prescizione

2 Febbraio 2021, 12:07pm

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Governo in crisi, diretta. Deadline slitta alle 15. Orlando propone lodo su prescizione

INSERITO DA ANGELA CECERE Governo, diretta. Slitta alle 15 (dalle 13) la chiusura dei lavori del tavolo di confronto alla Camera. I rappresentanti dei partiti che partecipano ai lavori hanno chiesto un prolungamento di due ore. Dopo aver affrontato il tema giustizia, al momento i gruppi sono al lavoro sul dossier istruzione, cultura e turismo. Orlando propone lodo su precrizione Al tavolo sul programma in corso a Montecitorio il vicesegretario del Pd Andrea Orlando ha proposto un «lodo» sulla prescrizione su cui c'è stata una apertura da parte di M5s, mentre da parte di Iv non è stata sciolta la riserva. Lo riferiscono alcuni partecipanti alla riunione. Orlando ha proposto che la maggioranza si impegni a portare avanti il ddl sulla riforma del processo penale, che accorcia i tempi dei processi, e che se entro sei mesi non viene approvato allora si metterebbe mano alla prescrizione. Boschi: chiesto di prendere il Mes, non Meb Maria Elena Boschi smentisce con un tweet che Italia viva al tavolo con M5S, Pd e Leu abbia mai chiesto di prendere "Meb" (riferito a se stessa): mai chieste poltrone. «Questo è un tweet di 20 giorni fa. Vale anche oggi», scrive su Twitter la capogruppo di Italia viva alla Camera Maria Elena Boschi ritwittando quanto già scritto: «Anche oggi polemiche su di me. Italia Viva ha chiesto al governo di prendere il Mes, non di prendere Meb. Come al solito i 5stelle non leggono fino in fondo. O non capiscono. Servono soldi per la sanità, non poltrone per noi». Bellanova: «I dossier caldi? Giustizia e Recovery» «I dossier caldi? La giustizia e il Recovery». Così Teresa Bellanova, a Omnibus, su La7, spiega come Italia Viva punti a lavorare in modo nuovo su questi temi. «Gualtieri e Bonafede devono andare via? Al Recovery hanno lavorato in tanti», taglia corto la renziana. Governo in crisi, Conte ter ancora al palo: al tavolo dialogo e zuffe. Iv vuole il Mes, M5S no Governo in crisi, per il Colle tempo scaduto: cresce l’ipotesi del tecnico. C'è il nome di Draghi La diretta Ore 10.07 Scalfarotto (Iv): non sono sicuro che ci arà un Conte ter. «Non sono così sicuro che sia certo un Conte ter, stiamo ancora discutendo». Queste le parole di Ivan Scalfarotto, parlamentare di Italia Viva, ad Agorà Rai Tre, sulle trattative per la formazione del nuovo governo. «Non c'è nessun nome, quindi non c'è neanche quello della Boschi. Mi pare evidente». Ore 10.02 Salvini: si metteranno d'accordo, con qualche ministro in più o meno. «Penso che alla fine si metteranno d'accordo, con qualche ministero in più o in meno, con tutti che andranno in tv a dire di aver vinto, con qualche virgola in più, e gli italiani hanno perso mesi». Lo dice Matteo Salvini, a SkyStart, facendo così la sua previsione sull'esito della crisi di governo. «Noi - assicura - continueremo a fare il nostro lavoro».

LEGGO

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Meloni contro Renzi: «Esalta il regime dell'Arabia Saudita, inaccettabile»

1 Febbraio 2021, 11:37am

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Meloni contro Renzi: «Esalta il regime dell'Arabia Saudita, inaccettabile»

INSERITO DA ANGELA CECERE «Le parole di Matteo Renzi che esaltano il regime dell'Arabia Saudita sono vergognose e inaccettabili. L'Arabia Saudita è uno Stato fondamentalista islamico che applica alla lettera la sharia nel quale le donne non sono libere e i loro diritti costantemente lesi; si può essere condannati a morte anche per apostasia (rinuncia alla religione islamica), adulterio, omosessualità; è permessa l'ignobile pratica delle spose bambine. Ma non è tutto, perché l'Arabia Saudita, al pari del suo rivale Qatar, diffonde in modo sistematico e voluto teorie fondamentaliste che sono la principale cause della crescita dell'integralismo islamico in Europa e nel mondo creando l'humus nel quale prospera il terrorismo». Le parole di Matteo Renzi che esaltano il regime dell’Arabia Saudita sono vergognose e inaccettabili. L’Arabia Saudita è. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. «Fratelli d'Italia, praticamente in totale solitudine - ricorda-  da sempre denuncia il pericolo che si cela dietro la rete di influenza e rapporti coltivati, anche se in contrasto tra loro, da Qatar e Arabia Saudita, ma la sinistra ci ha sempre osteggiati. Ora che emerge il caso gravissimo di Renzi (ex presidente del Consiglio, segretario del Pd e attore fondamentale della maggioranza rosso-gialla) pagato da un fondo islamico, si capiscono meglio le battaglie della sinistra a favore dell'immigrazione musulmana illegale di massa e la guerra a chi parla della difesa delle radici e dell'identità cristiana d'Europa». «Pd e M5S ora non facciano finta di scandalizzarsi per i rapporti tra Renzi e l'Arabia Saudita visto che da sempre sono compiacenti con i generosi stati fondamentalisti islamici. Basti pensare a come hanno felicemente sottoscritto di recente l'accordo di cooperazione culturale tra Italia e Qatar. Questa sinistra spregiudicata non può avere in mano le sorti della nazione», avverte Meloni.

LEGGO

Leggi i commenti

…

SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 31.01.2021 A CURA DI MIKI PAPPACODA

31 Gennaio 2021, 10:56am

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

 S. Giovanni Bosco

A CURA DI MIKI PAPPACODA S. Giovanni Bosco sacerdote e fondatore (1815-1888) B. Maria Cristina di Savoia regina delle Due Sicilie (1812-1836) Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,21-28. Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: «Che c'entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio». E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell'uomo». E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea.

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Governo: terzo giorno di consultazioni. Meloni: "Centrodestra unito sull'opzione elezioni" Bellanova: al Colle chiesto un chiarimento con i partiti

29 Gennaio 2021, 12:37pm

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Governo: terzo giorno di consultazioni. Meloni: "Centrodestra unito sull'opzione elezioni" Bellanova: al Colle chiesto un chiarimento con i partiti

INSERITO DA ANGELA CECERE Oggi il terzo e ultimo giorno di consultazioni al Quirinale, con il centrodestra e i Cinquestelle. "Ogni giorno leggo che il centro-destra è diviso e che è stato devastato da senatori voltagabbana: non è andata così. E' andata che Conte si è dovuta dimettere. Mi pare che il centrodestra nei fatti è unito e che l'opzione su cui siamo tutti d'accordo è andare a votare: non mi pare che cambierà". Lo ha detto la leader di FdI Giorgia Meloni a Radio Anch'io su Rai Radio1. Oggi pomeriggio al Colle salgono alle 16 Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega. Alle 17 i rappresentanti di M5s. A quanto si apprende un vertice dei leader del centrodestra è previsto alle 13.45 alla Camera, prima di salire al Quirinale. Partecipa in videoconferenza Berlusconi, mentre alle consultazioni andrà il vicepresidente Tajani Ieri Renzi ha detto no all'ipotesi di un incarico immediato a Conte per formare un nuovo governo subito. "Siamo ai fatti, i retroscena non mi appartengono. Al Presidente abbiamo detto che non poniamo e non subiamo veti ma da giorni si sta facendo un mercato indecoroso di parlamentari, tentando lo svuotamento di Italia Viva e dall'altra si va dicendo che siamo inaffidabili: le forze politiche devono dire se Iv è ritenuta affidabile e parte integrante della coalizione. E la risposta deve arrivare da tutti il prima possibile perché non si può perdere tempo". Lo ha detto la presidente di Iv Teresa Bellanova a Radio Anch'io su Rai Radio1

ANSA

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Crisi di governo, consultazioni: oggi Pd, Leu e Iv da Mattarella, Vitali resta con Forza Italia. Zingaretti: «No governo a ogni costo» DIRETTA

28 Gennaio 2021, 11:07am

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Crisi di governo, consultazioni: oggi Pd, Leu e Iv da Mattarella, Vitali resta con Forza Italia. Zingaretti: «No governo a ogni costo» DIRETTA

INSERITO DA ANGELA CECERE Crisi di Governo, cosa succederà oggi? Continuano le consultazioni partire ieri al Quirinale da Sergio Mattarella. Ieri a colloquio col Capo dello Stato si sono recati i presidenti delle Camere, Roberto Fico ed Elisabetta Alberti Casellati, mentre oggi toccherà alle altre forze politiche: stamattina tocca a gruppo misto e gruppo "Per le autonomie", mentre nel pomeriggio sarà il turno di Pd, Italia Viva e Leu. Domani sarà invece la volta del centrodestra e della delegazione del Movimento Cinque Stelle. Intanto il senatore di Forza Italia Luigi Vitali, che ieri aveva annunciato il sostegno al premier Giuseppe Conte, ha fatto marcia indietro: resterà con il partito di Silvio Berlusconi e non cambierà casacca. La strada per un possibile esecutivo guidato ancora da Giuseppe Conte si fa dunque ancora più in salita. Il nuovo gruppo dei Costruttori costituitosi ieri in Senato con l'obiettivo di diventare il punto di riferimento per chi dall'opposizione volesse andare a sostenere il governo, perde un pezzo con il dietrofront di Vitali: al momento dunque i Costruttori restano a quota 10 ma senza modificare gli equilibri tra maggioranza e opposizione, visto che gli attuali componenti sono tutti senatori che avevano già votato la fiducia all'esecutivo.  Il calendario completo delle consultazioni Giovedì 28 gennaio ore 10.00 Gruppo Parlamentare «Per le Autonomie (SVP-PATT, UV)» del Senato della Repubblica  ore 10.30-12.30 e ore 16.00-16.45 Rappresentanti dei gruppi Misti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati  ore 16.45 Gruppo Parlamentare «Liberi e Uguali» della Camera dei deputati  ore 17.30 Gruppi Parlamentari Italia Viva - PSI del Senato della Repubblica e Italia Viva della Camera dei deputati  ore 18.30 Gruppi Parlamentari «Partito Democratico» del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati Venerdì 29 gennaio ore 16.00 Gruppi Parlamentari «Fratelli d'Italia» del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati Gruppi Parlamentari «Forza Italia - Berlusconi Presidente - UDC» del Senato della Repubblica e «Forza Italia Berlusconi Presidente» della Camera dei deputati Gruppi Parlamentari «Lega - Salvini Premier» del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati Rappresentanti delle componenti «Idea e Cambiamo» del Gruppo Misto del Senato della Repubblica e «Noi con l'Italia - USEI - e Cambiamo» del Gruppo Misto della Camera dei deputati.  ore 17.00 Gruppi Parlamentari «Movimento 5 Stelle» del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati Consultazioni, le notizie in tempo reale Ore 10.50 Zingaretti: no Governo ad ogni costo «Non abbiamo nessuna intenzione di chiuderci nelle nostre stanze a cercare un governo a qualunque costo. Non è questa la nostra storia e non è questo che serve alla nazione. Prendiamoci cura dell'Italia e credo che la cura giusta sia un governo di legislatura, europeista, repubblicano, che rilanci lo sviluppo, socialmente giusto e attento agli ultimi». Così il segretario Pd Nicola Zingaretti su fb. «Un governo attento alla salute e al futuro degli italiani. Questa crisi non l'abbiamo voluta noi. Ne avremmo fatto volentieri a meno. Ripeto. L'Italia può e deve guarire». Ore 10.42 Autonomie: sì a Conte ter «Abbiamo una preferenza per un eventuale Conte Ter. Abbiamo avuto una buona esperienza con Conte che ci ha sempre dato una mano. Pensiamo sia un punto di equilibrio tra tutti i partiti che formano questo governo e senza di lui è difficile avere una stabilità». Lo ha detto Julia Unterberger del Gruppo «Per le Autonomie» al Senato al termine dell'incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.  Ore 9.55 Vitali ci ripensa: nessun appoggio a Conte Il senatore di Forza Italia Luigi Vitali, che ieri sera aveva annunciato di lasciare FI per andare a sostenere un governo guidato da Conte, ci ripensa e questa mattina in una nota fa sapere: «Ribadisco dunque nessun appoggio politico al Conte Ter». Il senatore resta iscritto al gruppo di Forza Italia. «Nelle scorse ore ho avuto modo di interloquire con il Presidente del Consiglio Conte sottoponendogli l'urgenza e l'importanza per il Paese di una riforma complessiva della Giustizia dichiarando il mio appoggio ad un ritorno allo stato di diritto e di garanzie nel processo», dichiara Vitali che prosegue: «È inaccettabile pensare che in un Paese civile siano stati aboliti i termini della prescrizione quando i processi hanno una media di durata al di là di tutti gli standard europei. Questo ragionamento condiviso con Conte» conclude «era nel solco di quanto già dichiarato dal Presidente Berlusconi sull'apertura ad un Governo Istituzionale e a quanto dichiarato dal Segretario Matteo Salvini circa la volontà di parlare con chiunque a patto che fossero messi al centro i contenuti di una piattaforma di Governo che prevedesse tra gli altri una riforma della Giustizia e Fiscale. Percorsi utili ed essenziali per evitare elezioni anticipate che tutt'ora ritengo insensate. Ribadisco dunque nessun appoggio politico al Conte Ter».

LEGGO

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Conte, dopo le dimissioni al via le consultazioni. Terzo incarico ora meno sicuro

27 Gennaio 2021, 11:37am

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Conte, dopo le dimissioni al via le consultazioni. Terzo incarico ora meno sicuro

INSERITO DA ANGELA CECERE Tre giorni di consultazioni per dare all'Italia un nuovo governo. A guidarlo sarà ancora Giuseppe Conte? Lui non perde la speranza ma vede allontanarsi l'obiettivo di un ritorno (il terzo) a Palazzo Chigi. I numeri al Senato non tornano e il gruppo di Italia viva rimane ancora decisivo. L'ultimo appello del premier dimissionario è arrivato ieri in serata, con un post su Fb: «È il momento che emergano in Parlamento le voci che hanno a cuore le sorti della Repubblica. Le mie dimissioni sono al servizio di questa possibilità: la formazione di un nuovo governo che offra una prospettiva di salvezza nazionale». Ma la maggioranza non c'è. Al Senato si è formato il gruppo dei volenterosi evocato dal premier, tuttavia sono dieci senatori che già avevano votato la fiducia lo scorso 19 gennaio. Ne mancano una decina. Avanza un governo politico guidato da un tecnico: Carlo Cottarelli, Marta Cartabia e Luciana Lamorgese i papabili. Al Quirinale Pd, M5s e Leu faranno ancora il nome di Conte, ma niente barricate per riportarlo a Palazzo Chigi. C'è attesa per la scelta del premier secondo Italia viva, Mattarella vuole solo una maggioranza con numeri solidi attorno a un programma certo. Conte ancora spera, ma la chiusura del suo post sembra un addio: «L'unica cosa che davvero rileva, al di là di chi sarà chiamato a guidare l'Italia, è che la Repubblica possa rialzare la testa. Allora avremo vinto tutti, perché avrà vinto l'Italia». Dal centrodestra, Salvini chiederà al Capo dello Stato «che si chiuda questo teatrino», mentre Giorgia Meloni aggiunge: «C'è una finestra per andare alle elezioni». Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2: quanti sono gli scenari anti crisi? «Tre. Ma non certo le elezioni. Date le peculiarità storiche del ceto politico, è evidente che c’è un numero rilevante di parlamentari che teme di non essere più rieletto». Avremo un Conte ter? «Mah, la maggioranza mi sembra asfittica». Allora è favorito un altro premier? «È una buona ipotesi ma a patto che si tratti di un profilo istituzionale: come Gentiloni, Franceschini, anche Di Maio». Non è che alla fine si farà il governo di salvezza nazionale?  «Si parla di Cottarelli come possibile guida tecnica. E c’è sempre il nome magico di Draghi». La crisi economica però non ha bisogno di un governo galleggiante. «Infatti. Non si è capito che la Ue lega l’utilizzo dei 209 miliardi del Recovery alla realizzazione di riforme profonde: giustizia, scuola, digitalizzazione, burocrazia».  Giorni difficili per Mattarella... «Equilibrio e rigore istituzionale, Mattarella è uno dei migliori Presidenti della Repubblica. Non darà mai l’ok a un governo troppo debole». Renzi è in gioco? «Con un premier diverso da Conte, molti sono in gioco» Crisi Governo, De Bellis (Sky Tg24): «Recovery Plan a rischio, non credo alle elezioni»  Giuseppe De Bellis, direttore di Sky Tg24: quanto tempo c’è per risolvere questa crisi di governo? «Meno dei 15 giorni serviti per passare dal Conte I al Conte bis». È preoccupato? «Molto. Abbiamo indicato all’Europa che il 15 febbraio inizierà l’analisi sul Recovery Plan, va scritto un piano dettagliato e convincente. Temo sia ancora una scatola da riempire».  Cosa rischia il Paese? «Di restare in bilico su una pedana traballante, che però si poggia su una montagna di miliardi. All’Italia serve stabilità, anche progettuale».   Per il presidente Mattarella si sta perdendo tempo prezioso? «Questo trapela dal Quirinale. Dal voto in Senato si era capito che l’operazione di coinvolgimento dei “responsabili” non avrebbe avuto molto respiro: era una settimana fa».  E ora ci sono le consultazioni. «Conte farà un solo giro. Poi toccherebbe a qualcun altro». Renzi, Pd, Leu e M5s potrebbero tornare a sedersi allo stesso tavolo?
«Certo. Le elezioni erano più vicine 7 giorni fa, non ora».  Corrado Formigli, conduttore di “Piazza pulita” su La7: il premier dimissionario Giuseppe Conte farà un nuovo governo? «Ha numeri deboli, difficile andare avanti così». Allora avrà vinto Renzi? «Conte ha ancora una mano da giocare, ma Renzi cercherà la spallata. Non vedo vinti e vincitori. Il problema è che non c’è visione».  Lei come avrebbe agito? «C’era solo un modo per uscire più forti dalla crisi: tutti i leader dei partiti della maggioranza dovevano entrare nel nuovo governo, dando la sensazione di giocarsi la faccia per salvare il Paese». Insomma, il peggio deve ancora arrivare? «La crisi economica l’abbiamo solo sfiorata, non ne conosciamo ancora il reale impatto. Ci saranno licenziamenti, molte aziende rischiano di essere comprate da quelle straniere: all’estero, i governi hanno sostenuto meglio gli imprenditori». Siamo di fronte a rischiosi “giochi di Palazzo”? «Di sicuro ci sta perdendo l’Italia, danziamo sull’orlo del precipizio». Verremo salvati da Draghi oppure da Mattarella? «Il Paese è da reinventare, ma non vedo un Churchill all’orizzonte».  Nicola Porro, vicedirettore de “Il Giornale” e conduttore di “Matrix” su Canale 5: che Italia sarà dopo il governo Conte bis? Un Paese dove stanno per arrivare dall’Europa 209 miliardi grazie al Recovery Fund: ma l’idea che possano essere gestiti da Conte-Casalino-Ciampolillo fa già tremare i polsi ai nascituri».  Spera in un finale senza Conte premier? «Se il direttore di questa locomotiva un po’ pazza che è l’Italia scendesse dal treno, sarei felice. Serve una personalità che offra una prospettiva di sviluppo di lungo periodo, per l’emergenza pandemia abbiamo già speso 150 miliardi».  Solo le elezioni porterebbero una nuova classe politica...«Ma non si faranno. Troppi parlamentari sanno che non verrebbero più rieletti dopo il forte taglio già stabilito di deputati e senatori».

LEGGO

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Governo, Conte a Palazzo Chigi per il Consiglio dei ministri Il presidente del Consiglio comunicherà alla sua squadra di governo la decisione di andare al Quirinale a rassegnare le dimissioni

26 Gennaio 2021, 09:29am

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte in una foto di archivio © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il premier Giuseppe Conte è arrivato a Palazzo Chigi per il Consiglio dei ministri in cui comunicherà alla sua squadra di governo la decisione di andare al Quirinale a rassegnare le dimissioni.

Giuseppe Conte giocherà al buio la sua partita più rischiosa. Avrebbe voluto evitarlo e invece a metà giornata deve arrendersi ai numeri che ancora non ci sono.

Il Pd, il M5s, Leu, al culmine di una giornata assai tesa, gli garantiscono che gli faranno da scudo, nella fase che si aprirà con le consultazioni al Quirinale. Ma il premier non si fida: teme una 'trappola' di Matteo Renzi, sa che al Quirinale sul suo nome rischia di non materializzarsi la maggioranza necessaria ad avere il reincarico.

"Se Conte non pone veti su Iv, la delegazione Iv non porrà veti sul suo nome", dicono a sera dal partito di Renzi. L'avvocato non vorrebbe subire più il ricatto dei numeri renziani, ma si arrende a una maggioranza che ancora non c'è. Consapevole del rischio che nei prossimi giorni potrà nascere il Conte ter ma anche un governo con un altro premier. L'avvocato ritarda di qualche ora, prendendosi una intera notte, la convocazione del Consiglio dei ministri in cui comunicherà la sua scelta, prima di salire al Colle. E' il tempo necessario a ottenere garanzie dagli azionisti del governo e far maturare la scelta di quei "costruttori", centristi e forzisti, che non hanno sciolto le riserve prima delle sue dimissioni, ma ora nella partita avranno un ruolo determinante. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella attende il passo indietro del premier per gestire una crisi di governo che si apre in un momento delicatissimo per il Paese. Ma anche per questo, osservano dalla maggioranza, nessun passaggio potrà essere formale.

Le consultazioni con i gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione, che non dovrebbero iniziare prima di mercoledì, si annunciano rapide ma 'vere', per verificare se ci siano i margini per un reincarico. Dunque sarà importante, certo, la tenuta di M5s, Pd e Leu sul nome di Conte. Ma poiché i loro numeri da soli non bastano, sarà anche cruciale capire se Iv farà il nome del premier uscente. E se lo faranno i presunti 'responsabili', da chi ha già votato la fiducia come Maie e Centro democratico, a eventuali nuovi 'iscritti' alla maggioranza. Occhi puntati dunque sui centristi e sulle mosse in extremis da Fi. A chi domanda se a questo punto possa cadere il veto su Renzi, da Palazzo Chigi si limitano a dire che ora è tutto nelle mani del capo dello Stato. Rinnovare l'accordo con Iv non sarà facile, dopo che il "mai più" era stato detto con nettezza.

Ma, secondo un deputato Pd, così come Renzi non può più permettersi di dire no a Conte, pena il rischio di spaccare i gruppi di Iv, allo stesso modo Conte non potrebbe dire no a Renzi, se al Quirinale farà il suo nome. L'unico modo per sminarlo è allargare davvero la maggioranza e rendere i suoi senatori non più essenziali. Certo, nei gruppi parlamentari si avverte tensione per la partita che si apre: i Cinque stelle fibrillano e si dividono ancora sul nome di Renzi. Per le segreterie il nome di Conte è ancora blindato: la conferma emerge dalle tante riunioni di vertice (al Nazareno se ne susseguono per tutto il pomeriggio) sia nel M5s che nel Pd. Ma tra le truppe sia Pd che M5s c'è chi dice che la priorità è evitare il voto, non rieleggere Conte. Sono scricchiolii che non sfuggono ai centristi e a chi dentro Forza Italia sarebbe pronto anche a iscriversi a una maggioranza Ursula, europeista, con Pd, M5s e Leu. C'è chi sarebbe già pronto - si parla di un gruppetto di deputati e senatori di Fi - a entrare in maggioranza, sedendo al tavolo delle trattative per la nascita del Conte ter (avendo voce in capitolo su programma e squadra di governo).

Ma l'ipotesi che più ricorre quando si diffonde la notizia delle dimissioni è che si condizioni l'ingresso in maggioranza a una discontinuità segnata da un nuovo premier: girano i nomi dei Dem Franceschini e Guerini, sicuramente graditi anche a Renzi, ma il M5s li accetterebbe? L'alternativa sono quelle larghe intese che non solo il Pd e il M5s ma anche Lega e Fdi respingono con forza. Nel balletto del Quirinale, però, molte pedine possono ancora muoversi. 

 

 

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Leggi i commenti