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SEZ. POLITICA Draghi in attesa del referendum su Rousseau: il voto oggi sulla piattaforma fino alle 18. Conte: «Se fossi iscritto voterei sì»

11 Febbraio 2021, 11:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Draghi in attesa del referendum su Rousseau: il voto oggi sulla piattaforma fino alle 18. Conte: «Se fossi iscritto voterei sì»

INSERITO DA ANGELA CECERE Leggera frenata per la corsa di Mario Draghi verso Palazzo Chigi. Le polemiche interne al M5s rendono infatti la strada più tortuosa ma il premier inacricato ha lasciato sapientemente filtrare la notizia della nascita di un ministero green, offrendo quindi una sponda a Beppe Grillo per calmare i suoi. Ieri Draghi ha incassato anche il sostegno delle parti sociali che però gli hanno chiesto un impegno concreto su riforme strutturali e investimenti. Cos'è il ministero della Transizione ecologica chiesto da Grillo: sostituirà Sviluppo economico e Ambiente IL QUESITO. Continuano invece i tormenti interni al Movimento 5Stelle. Prima sospeso e poi altrettanto rapidamente restaurato, il voto sulla piattaforma Rousseau alla fine si terrà oggi dalle 10 alle 18 e verterà sul sostegno ad un governo tecnico-politico, che preveda un super Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate da Draghi. Una formula che vuole sottolineare le ragioni del sì. Beppe Grillo rivendica la nascita del nuovo ministero della Transizione ecologica e spinge ad appoggiare il nuovo esecutivo. Lo stesso fa Luigi Di Maio: «Io voto convintamente sì anche perchè Draghi ha garantito che non si tocca il reddito di cittadinanza e non si è citato il Mes». Anche Giuseppe Conte appoggia la linea e dice: «Se fossi un iscritto voterei sì». LA SQUADRA. Per quanto riguarda la scelta dei ministri, invece, pare che Draghi accetterà l'ingresso di figure politiche ma senza aprire contrattazioni con i partiti. Tra i nomi più accreditati c'è (per la Lega) quello di Giancarlo Giorgetti, che ha un solido rapporto con l'ex presidente della Bce. Più difficile l'ingresso di Salvini. Per FI in alternativa ad Antonio Tajani, che è dato agli Affari europei, si fanno i nomi del deputato Andrea Mandelli e delle parlamentari Anna Maria Bernini o Mara Carfagna. Nel M5s torna farsi strada l'ipotesi di un ingresso di Conte nel governo, che l'ex premier ha smentito l'altro ieri. Ma sarebbe difficile lasciare fuori Luigi Di Maio e Stefano Patuanelli. Nel Pd possibile spazio per Andrea Orlando e Dario Franceschini (accreditato anche come possibile presidente della Camera se Roberto Fico decidesse di accettare una candidatura a sindaco di Napoli) oppure Lorenzo Guerini. Per Leu potrebbe essere confermato alla Salute, Roberto Speranza. Per Iv si citano Teresa Bellanova e Maria Elena Boschi. Di certo però i ministeri chiave saranno affidati ai tecnici, uomini di fiducia scelti direttamente dal neo premier.
Per quel che riguarda la road map, si ipotizza che Draghi possa salire al Quirinale con in mano la lista dei ministri stasera o, più probabilmente, domani, per poi giurare tra domani sera e sabato. Lunedì potrebbe essere il giorno della fiducia al Senato e martedì alla Camera.

LEGGO

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SEZ. POLITICA Draghi: In corso il voto di Rousseau sul governo. Casaleggio: 'Con no decideremo se voto negativo o astensione' Il premier uscente al Corriere, 'spero il governo si formi al più presto'

11 Febbraio 2021, 10:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Davide Casaleggio © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA E' il giorno della verità per gli M5s con il voto degli iscritti sulla piattaforma online di Rousseau per scegliere tra l'adesione o meno al governo di Mario Draghi. La votazione ha preso il via alle 10. Il voto sarà possibile fino alle 18 e i risultati, si legge sul blog delle Stelle, "saranno pubblicati dopo le ore 19". 

Il quesito su cui si esprimeranno eletti e militanti è: "Sei d'accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?". 

Fino alle 18 di oggi, dunque, le votazioni dopo che ieri, grazie anche a un contatto telefonico tra il premier incaricato e il garante pentastellato il movimento ha incassato all'interno della compagine che si va formando anche la figura di un super ministro 'green': titolare di un dicastero che accomuni che competenze dell'ambiente e dello sviluppo per una 'transizione ecologica'.

Governo, Wwf: "Ci sara' il ministero della Transizione ecologica"

Molti i big in campo. "Il Movimento in queste ore consulterà i propri iscritti per decidere se partecipare a un governo che metta al centro il superamento delle emergenze attuali, il Recovery Plan e la transizione ecologica, guidato da Mario Draghi. Votero' si'". Così il presidente della Camera Roberto Fico su Facebook. "Il momento delicato che il Paese sta vivendo - afferma il presidente della Camera - ci impone una riflessione seria e un'assunzione di responsabilità. Come ha spiegato in modo estremamente chiaro il Presidente della Repubblica, non e' pensabile in questo momento storico far precipitare il Paese verso le urne".

Ma il voto agita i pentastellati e ieri in serata alcuni parlamentari sono andati all'attacco.  Il quesito su cui votare sulla piattaforma Rousseau "è stato formulato in maniera suggestiva e manipolatoria, lasciando intendere che solo con la partecipazione del M5s al governo si potranno difendere i provvedimenti adottati dal precedente governo e dalla precedente maggioranza". Così 13 parlamentati del Movimento sottoscrivono una nota in cui definiscono la votazione "tendenziosa e palesemente volta a inibire il voto contrario alla partecipazione del M5s al Governo Draghi".

"Proprio perché siamo nati sulle idee e non sulle ideologie, perché abbiamo sempre detto che prima dei colori ci sono i progetti, prima del consenso ci sono i cittadini, prima del tornaconto politico c'è il Paese. Ora è il momento di dimostrarlo. È il momento di dimostrare la forza delle idee". Ad affermarlo, in merito al voto su Rousseau per il nuovo governo, la sindaca di Torino Chiara Appendino.

Intanto il premier uscente Giuseppe Conte auspica che il nuovo governo possa formarsi al più presto e che il Paese possa essere quanto prima in sicurezza. Ma al Corriere della Sera, rivela una preoccupazione: "È evidente che, essendo il quadro delle forze che si dichiarano disponibili ad appoggiare la maggioranza molto esteso, possa risentirne la coesione tra le forze stesse". Il rischio è che possano aumentare "le difficoltà nell'azione di governo, rispetto a questioni che esulino dalla stretta emergenza". Le priorità non cambiano: nuovo decreto Ristori, completare la campagna vaccinale, completare il Recovery plan.  ANSA

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SEZ. POLITICA Mario Draghi, l'ultimo giorno di consultazioni. Oggi gli incontri con le parti sociali. La Diretta

10 Febbraio 2021, 10:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Mario Draghi, l'ultimo giorno di consultazioni. Oggi gli incontri con le parti sociali. La Diretta

INSERITO DA ANGELA CECERE Ultimo giorno di consultazioni per il premier incaricato Mario Draghi. L'ex Governatore della Banca d'Italia incontra oggi, dalle 10,30 a Montecitorio, enti locali e forze sociali per capire da chi è sul campo le emergenze del paese piegato da un anno di pandemia. Un giro di consultazioni che dovrebbe aiutare Draghi a completare il quadro programmatico. Ma con il rinvio del voto su Rousseau, deciso ieri da Beppe Grillo e diventato ufficiale oggi, è si va verso un governo a maggioranza larghissima. Un vero e proprio governo di "unità nazionale" che nasce dopo l'appello del Presidente della Repubblica Mattarella.  E la conferma che il voto su Rousseau è rinviato arriva stamattina da Vito Crimi con un post sul Blog delle Stelle nel quale afferma che «il voto è temporaneamente sospeso» e che i nuovi orari di inizio e termine votazione saranno resi noti più avanti. Intanto impazza il Totoministri: secondo gli ultimi rumors Mario Draghi potrebbe affidarsi ad una squadra di governo composta interamente da tecnici, mentre per i politici verrebbero riservati i posti da sottosegretari. 

Draghi le consultazioni di oggi 10 febbraio

10.30-11 Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome,  Anci Upi

11-11.20 Abi

11.20-11.35 Ania

11.40-12.10 Confindustria

12.10-12.25 Confapi

12.30-13.15 Cgil,  Cisl, Uil

13.15-13.30 Ugl

14.45-15 Unioncamere

15.05-15.35 Coldiretti Agrinsieme

15.35-15.50 Confcommercio

16-16.15 Confesercenti

16.20-16.50 Confartigianato,  Cna Casartigiani

16.55-17.25 Alleanza delle cooperative italiane,  Ue.Coop

17.30-18 Wwf Italia,  Greenpeace Italia, Legambiente

LEGGO

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SEZ. POLITICA Berlusconi a Roma per le consultazioni con Draghi: guiderà la delegazione di Forza Italia

9 Febbraio 2021, 12:18pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Berlusconi a Roma per le consultazioni con Draghi: guiderà la delegazione di Forza Italia

INSERITO DA ANGELA CECERE Silvio Berlusconi è a Roma e prenderà parte alle consultazioni con il premier incaricato Mario Draghi. L'ex premier guiderà la delegazione di Forza Italia: al primo giro di consultazioni Berlusconi non era stato presente ma aveva colloquiato con Draghi al telefono, mentre stavolta ha optato per la visita di persona. L'arrivo del Cavaliere nella Capitale è stato documentato sui sui canali social: nella foto postata si vede Berlusconi che scende le scalette dell'aereo, con la mascherina sul viso. «Arrivato a Roma - scrive Berlusconi sui suoi canali social - per partecipare alle consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato, professor Mario Draghi». Berlusconi per la prima volta si recherà nella sua nuova residenza romana, la villa sull'Appia Antica ex dimora del regista Franco Zeffirelli. L'ex capo del governo aveva infatti disdetto il contratto di affitto di palazzo Grazioli dopo l'acquisto della nuova casa. I lavori nella dimora, iniziati uno anno fa, subirono dei rallentamenti a causa del Covid. Ad accogliere il leader di Fi nella nuova casa, il vice presidente azzurro Antonio Tajani. 

LEGGO

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SEZ. POLITICA Governo, secondo giorno di consultazioni. Dilemma squadra, su Draghi la pressioni dei partiti Si riparte con i colloqui. Scuola, Ue, vaccini e lavoro: il programma

9 Febbraio 2021, 11:22am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Mario Draghi durante le consultazioni lunedì © EPA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Riprendono le consultazioni del presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi. Il primo gruppo di oggi è Europeisti - MAIE- Centro Democratico del Senato, la cui delegazione è composta da Riccardo Antonio Merlo, Andrea Causin e Gregorio De Falco. Alle 11.45 è la volta di Leu; alle 12.30 Italia Viva, alle 13.15 Fratelli d'Italia; alle 15 il Pd; alle 15.45 Forza Italia; alle 16.30 la Lega ed alle 17.15 il M5S. "Sono sicuro che Draghi userà la sua straordinaria esperienza e la sua forte leadership per far accadere le cose giuste", ha detto Paolo Gentiloni, commissario Ue per l'economia in un'intervista al Financial Times online. L'ex presidente della Bce "conosce benissimo i colli di bottiglie, le difficoltà, le sfide inerenti a far avanzare le riforme in Italia", ha osservato Gentiloni. "Domani incontreremo Draghi alle 12.45. Daremo un giudizio sul merito delle questioni e saremo attenti nel capire se le sue scelte seguiranno l'impostazione dell'allievo del prof. Caffè o invece quelle del primo periodo da presidente Bce", ha affermato il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri. "Chiediamo la proroga del blocco dei licenziamenti fino a quando ci sarà l'emergenza e della Cig attraverso il programma Sure. In parallelo va costruito un percorso di riforma di ammortizzatori sociali e politiche attive del lavoro". "In un momento così drammatico è opportuno coinvolgere tutte le parti del Paese. Faremo presente al premier incaricato Draghi che ci sono alcune emergenze da affrontare: la difesa dei posti di lavoro e la creazione di nuova occupazione", sottolinea Bombardieri. IL PUNTO - SI LAVORA ALLA SQUADRA Intanto l'ossatura del programma c'è. E c'è una decisa proiezione europeista, a definire il perimetro della maggioranza. Dire sì o no alla fiducia al governo Draghi vuol dire anche - Matteo Salvini è avvertito - dire sì o no alla "prospettiva" di una maggiore "integrazione" dell'Unione. La squadra di governo che accompagnerà l'ex presidente della Bce in questo percorso è invece ancora un'incognita, per i partiti della sua potenziale maggioranza: la convinzione è che sarà tecnico-politica, senza i leader, con ministri scelti dal premier, ma nel dettaglio non si sa nulla e dai partiti continuano a trapelare auspici e paletti. Ai piccoli gruppi incontrati nel secondo giro di consultazioni, Mario Draghi non lascia neanche un indizio. Ma l'impressione - racconta l'esperto Bruno Tabacci - è che possa prendere ancora qualche giorno per decidere: portare la lista al Quirinale tra giovedì sera e venerdì o anche, azzarda qualcuno, all'inizio della prossima settimana. "Presidente, la prossima volta ci incontreremo in Parlamento?", chiede uno dei consultati, per capire se sia imminente il voto di fiducia al nuovo governo. "Vedremo", risponde il premier incaricato, senza sbilanciarsi di un millimetro. Lo descrivono gentile, accogliente, ma anche molto netto nella sua impostazione di lavoro: ha davanti a sé alcuni appunti schematici ed illustra in poche parole i cardini del suo programma. "E' chiaro che non si fa dettare condizioni sui temi, figuriamoci sulla squadra. La farà Draghi ascoltando solo Mattarella", dice un deputato centrista. C'è chi ipotizza che il premier incaricato possa sentire i leader di partito dopo le consultazioni, prima di chiudere il cerchio. Ma nell'incrocio tra ministri e deleghe, emergono tutte le difficoltà nel tenere insieme una maggioranza che spazi da Leu (combattuta al suo interno se entrare o meno) alla Lega, passando da Pd e M5s. Le posizioni, dunque. I Cinque stelle, che ufficializzeranno la scelta con un sofferto voto su Rousseau, chiedono un governo politico e quindi loro ministri: Luigi Di Maio e Stefano Patuanelli, possibilmente confermati agli Esteri e allo Sviluppo economico, rappresenterebbero due delle grandi componenti del Movimento. Altrettanto fa la Lega, dove si starebbero confrontando anche in chiave interna le due anime facenti capo a Matteo Salvini (con la richiesta del leader al governo) e Giancarlo Giorgetti. Al Pd le aspirazioni degli ex ministri e delle correnti si scontrerebbero con la volontà di Draghi di scegliere i profili più adatti, di qui la spinta di alcuni per un 'disarmo' e l'indicazione di tecnici d'area. Il Nazareno fa sapere che ci si affida alle decisioni che il premier incaricato prenderà d'accordo con Mattarella, ma nei gruppi parlamentari si fanno i nomi di Dario Franceschini, Lorenzo Guerini e Andrea Orlando come possibili ministri politici. Matteo Renzi, da Italia viva, starebbe spingendo nella direzione di una discontinuità col precedente governo. I leader di partito dovrebbero restare fuori, ma come tenere insieme gli auspici di M5s e Lega per Di Maio e Salvini, la possibilità che Speranza resti alla salute, con le difficoltà che la convivenza in Cdm comporterebbe? A complicare la situazione c'è che a ogni delega corrisponde un tema potenzialmente divisivo: Draghi non sarebbe disposto, ad esempio, a rinnovare alla scadenza la leghista 'quota 100'. Di qui il dilemma: avere ministri politici vuol dire dare più forza all'esecutivo in Parlamento, ma sui nomi l'equilibrio è difficilissimo e potrebbe volerci più tempo per la sintesi. Figure chiave saranno i sottosegretari alla presidenza del Consiglio: c'è chi ipotizza che possano essere politici come Giorgetti e Orlando, a rappresentare i partiti, ma vengono più 'quotati' profili tecnici come Daniele Franco di Bankitalia, della giurista Luisa Torchia o dell'avvocato Antonio Catricalà. Franco resta comunque il nome più quotato per l'Economia, insieme a Dario Scannapieco della Bei. Tra gli economisti si citano anche Carlo Cottarelli e Ignazio Angeloni della vigilanza Bce. Al Viminale, come ministro super partes e di garanzia, resterebbe Luciana Lamorgese. Per la sanità si cita Rocco Bellantone, presidente della facoltà di medicina della Cattolica e direttore del Gemelli. Molte, assicura chi conosce Draghi, saranno le donne. Di qui, nei rumors, i nomi di Marcella Panucci, ex Confindustria, della professoressa Lucrezia Reichlin, del direttore della Farnesina Elisabetta Belloni e di Marta Cartabia alla Giustizia. ANSA

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SEZ.POLITICA Le consultazioni di Draghi. Si stringe sulla maggioranza, oggi M5S e Lega Forza Italia assicura 'pieno appoggio al governo dei migliori'. No di Fratelli d'Italia

6 Febbraio 2021, 10:10am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Beppe Grillo in una foto di archivio © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Proseguono le consultazioni di Draghi, che stamattina vedrà Lega e M5s. Previsto un pre-vertice dei dirigenti del Movimento con Grillo, a cui dovrebbe partecipare anche Conte. 

Il fondatore 5 stelle apre all'ex presidente della Bce e oggi farà parte della
delegazione che lo incontrerà. Ieri il no invece di Fdi al governo di Draghi. Salvini chiede ministri della Lega. Renzi assicura il sostegno "a prescindere" da parte di Iv.

Ora dopo ora si consolida la maggioranza che sosterrà il governo Draghi. Sarà larga e potrebbe andare oltre il perimetro del modello Ursula: Pd, Forza Italia e Italia Viva ma anche i 5S e LeU ci stanno e i segnali di apertura da parte della Lega sono sempre più netti. Matteo Salvini si smarca dall'alleata Meloni, che non voterà la fiducia al nuovo esecutivo: il leader leghista fa addirittura intendere di volere entrare nella squadra, con tanto di ministri. E scende in campo direttamente Beppe Grillo nel tentativo di far virare definitivamente i cinquestelle: il fondatore del Movimento approda a Roma ed è pronto a partecipare alle consultazioni. 

 

 
 

 

IL PUNTO

Il round di colloqui dell'ex presidente della Bce è dunque servito a far andare a posto i primi pezzi del puzzle. LeU, che fra i partiti della vecchia maggioranza, è il più freddo avverte però di un pericolo che in molti temono: il rischio di una compagine disomogenea, che in Parlamento potrebbe condurre a percorsi laboriosi e esporre a sgambetti ora di una forza parlamentare, ora di un'altra. I gruppi che alle Camere si collocano più a sinistra sono anche quelli che esprimono con maggiore forza la difficoltà di ritrovarsi fianco a fianco con i sovranisti della Lega. Questione posta anche dai Dem, che però hanno già messo agli atti la disponibilità a lasciare a Draghi lo spazio per trovare una sintesi. Un esempio che bene misura la distanza fra le parti è la riforma fiscale che vede contrapporre una visione alla tedesca portata avanti dalle sinistre, che ruoti dunque intorno alla progressività della tassazione, a quella leghista che da sempre punta al suo opposto, la flat tax. Ancora più urgente il blocco dei licenziamenti: la scadenza è per fine marzo, le idee su come affrontare il passaggio molto diverse. L'alleanza LeU-Pd-5S "non può essere dispersa" ma siccome si basa su "programmi e progetti" appare "incompatibile" con il partito di Salvini, dice Loredana De Petris al termine del colloquio con il premier incaricato. "Con Draghi siamo stati molto chiari", aggiunge. Ma se poi questo sia un muro invalicabile è da vedere. La prossima settimana infatti l'ex banchiere centrale porterà di nuovo tutti a un tavolo: ci sarà un secondo giro di consultazioni nella giornata di lunedì e già nelle prossime ore potrebbero essere ascoltate le parti sociali. Poi si passerà alle proposte e lì Draghi conta di fugare i dubbi residui, che riguardano il perimetro della maggioranza ma anche l'identikit della squadra di governo. Intanto il sostegno più entusiasta arriva da Italia Viva: sarà "a prescindere" dalle formule, è la linea di Matteo Renzi.

Conferma la fiducia nel premier incaricato anche il Pd: "la sfida è grande ma - dice Nicola Zingaretti citando Ciampi - il Paese ce la farà". I Dem è certo non staranno con le mani in mano e presenteranno delle "proposte per un programma di governo forte, di lunga durata". Sfila senza Silvio Berlusconi la delegazione di Forza Italia. Il Cavaliere era stato annunciato nella capitale ma poi ragioni di salute lo hanno trattenuto. A prendere la parola nella sala allestita a Montecitorio è quindi Antonio Tajani: conferma il "pieno appoggio" anticipato in mattinata proprio dal Cav a Draghi in un lungo colloquio telefonico. Per la Lega parla Salvini, che deve però ancora incontrare il premier incaricato. Sospinto anche dal 'partito del Nord' che preme per non restare tagliato dalla gestione del Recovery plan, il segretario di via Bellerio a chi gli chiede se sarebbe disposto a sedere nel Consiglio dei ministri risponde: "Se ci siamo, ci siamo non facciamo le cose a metà. Mi piacerebbe ci fossero tutti". Più di un'apertura. A questo giro il centrodestra invece alla fine si divide: FdI mantiene le distanze dall'esecutivo Draghi anche se Giorgia Meloni non esclude la possibilità di scegliere l'astensione.
L'altra grande partita la gioca il Movimento 5S. Alle barricate iniziali si sono avvicendate posizioni più dialoganti nei confronti dell'ex banchiere centrale. A dare una sterzata avrebbe contribuito una lunga telefonata - come anticipato dal Fatto Quotidiano - fra Draghi e Grillo: si sarebbero toccati anche punti programmatici, viene raccontato, e così sarebbe maturata la convinzione di andarsi a sedere al tavolo. L'incontro sarà comunque preceduto da un vertice del Movimento alla Camera, a cui oltre al garante sarà presente anche Conte. Qualsiasi scelta i leader 5s prenderanno - avverte però Casaleggio, sceso a Roma anche lui - dovrà essere messa ai voti online, sulla piattaforma Rousseau. ANSA

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SEZ. POLITICA Mario Draghi premier, nel pomeriggio via alle consultazioni: Pd e Forza Italia lo appoggiano, M5S spaccato

4 Febbraio 2021, 11:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Mario Draghi premier, nel pomeriggio via alle consultazioni: Pd e Forza Italia lo appoggiano, M5S spaccato

INSERITO DA ANGELA CECERE Iniziano oggi le consultazioni del premier incaricato Mario Draghi, che questa mattina ha lasciato la sua casa tra i boschi di Città della Pieve in Umbria per arrivare a Roma su un'auto dai vetri oscurati. Nel pomeriggio a Montecitorio lo attendono i primi colloqui con le forze politiche per un governo di «alto profilo», secondo gli auspici del Capo dello Stato Sergio Mattarella. Un governo certamente europeista, con l'obiettivo di vincere la pandemia, garantire la campagna dei vaccini, rilanciare il Paese e spendere nel modo migliore le risorse europee. «Quando uno fa il suo lavoro è sempre sereno», ha chiosato intanto stamattina Giuseppe Conte entrando a Palazzo Chigi. Al momento Draghi può contare sul sicuro appoggio di Pd, Iv, Leu e Forza Italia, oltre a quello di forze minori, mentre la spaccatura nel M5s e nel centrodestra (con Fdi ferma sul voto o al massino su un'astensione unitaria e la Lega in forse su un'apertura purchè si voti a breve) ancora non consente di dire quale maggioranza e quanto allargata appoggerà il governo. Il calendario delle consultazioni dovrebbe essere noto in tarda mattinata, mentre continuano gli appelli del Pd ai Cinque stelle - dopo la riunione di ieri con Leu e M5s - a non disperdere il patrimonio del percorso comune nel Conte bis e per un ingresso dei grillini nel governo. Tra i modelli dei governi tecnici del passato, i partiti auspicano che Draghi non scelga come Monti un esecutivo di soli tecnici, ma si ispiri allo schema misto di Ciampi, avvalendosi anche di ministri politici. Il premier incaricato farà la sua scelta tenendo conto della logica stringente dei numeri, quella stessa che ha sbarrato il passo ad un Conte ter. 

LEGGO

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SEZ. POLITICA Governo, Draghi incaricato. Colloquio di un'ora con Conte. Crimi: 'Ipotesi di voto su Rousseau'

4 Febbraio 2021, 09:43am

Pubblicato da Miki Pappacoda

© ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il colloquio tra il presidente della Repubblica ed il presidente del Consiglio incaricato è durato un'ora e dieci minuti

Mario Draghi ha lasciato la sua casa alle porte di Città della Pieve. La vettura della scorta e un'altra auto con i vetri oscurati, quella probabilmente con a bordo il presidente del Consiglio incaricato, sono uscite dalla tenuta del centro umbro. Si sono quindi dirette sulla strada principale dalla quale è possibile anche raggiungere l'autostrada.
Anche la pattuglia dei carabinieri che sorveglia gli ingressi si è allontanata.

Draghi ha trascorso in Umbria la prima notte da presidente del Consiglio incaricato nella sua casa immersa in un bosco alle porte di Città della Pieve. L'ex presidente della Bce è arrivato in serata accompagnato dalla scorta. Ha probabilmente scelto la tranquillità del borgo umbro per trascorrere qualche ora in famiglia dopo avere ricevuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella l'incarico di formare il nuovo Governo. In vista delle consultazioni con i partiti in programma da oggi a Roma. Nell'area dove si trova il casolare della famiglia Draghi nessun maxi dispiegamento di forze di polizia. La scorta ha sorvegliato 'discretamente' tutta l'area mentre una pattuglia dei carabinieri era all'ingresso di uno dei viali che conduce alla casa. In mattinata Draghi ha quindi lasciato Città della Pieve diretto probabilmente a Roma dove è atteso dalle consultazioni per la formazione del nuovo governo.

Mario Draghi accetta con riserva l'incarico di formare il nuovo governo che gli ha conferito il presidente della Repubblica Mattarella. 'È un momento difficile. L'emergenza richiede risposte all'altezza. Sono fiducioso che dal confronto con i partiti emerga unità'. Lotta al virus, vaccinazioni, rilancio dell'Italia sono le sfide indicate dal presidente incaricato, che ha visto i presidenti delle Camere e ha avuto poi un lungo incontro con Conte a Palazzo Chigi. 

Draghi si sta preparando alle consultazioni con le forze politiche: dovrebbe cominciarle nel pomeriggio in uno studio di Montecitorio. Grande attenzione anche ai rapporti con le parti sociali che potrebbero essere incontrate da Draghi a margine delle consultazioni con i partiti.  

La scelta dell'ex presidente della Bce per l'incarico scuote i partiti che si stanno riunendo per decidere la lunea in vista delle consultazioni. Giuseppe Conte non sarebbe disponibile a fare il ministro nel nuovo governo guidato da Mario Draghi. E' quanto si apprende in ambienti M5s, da chi dice di aver sentito il premier uscente nelle ultime ore. Fonti di Palazzo Chigi, interpellate al riguardo, non confermano né smentiscono l'indiscrezione.

LE REAZIONI DEI PARTITI

"Serve un governo politico, basta tecnici", ha detto Matteo Salvini. "Quella del voto su Rousseau è una ipotesi da non trascurare. Ovviamente dico ipotesi perchè dobbiamo aspettare che prima ci sia un contenuto reale da sottoporre, votare su una persona soltanto mi sembra riduttivo". Lo dice il capo politico M5S Vito Crimi ai gruppi M5S.

LE PAROLE DI DRAGHI - "Ringrazio il presidente della Repubblica per la fiducia che mi ha voluto accordare. E' un momento difficile", ha detto Draghi dopo l'incontro. "Vincere la pandemia, completare la campagna vaccinale, offrire risposte ai problemi quotidiani, rilanciare il Paese sono le sfide", ha spiegato. "Abbiamo a disposizione le risorse straordinarie dell'Ue, abbiamo la possibilità" di operare "con uno sguardo attento alle future generazioni e alla coesione sociale". Poi ancora: "La consapevolezza dell'emergenza richiede risposte all'altezza della situazione e con questa speranza che rispondo all'appello" di Mattarella. "Sono fiducioso - ha aggiunto - che dal confronto con i partiti, con i gruppi parlamentari e le forze sociali emerga unità e capacità di dare una risposta responsabile".

Governo, Draghi e l'incarico di formare un nuovo Esecutivo

Una chiamata del Colle che convince i mercati. Chiusura a +2,09%, futures in volo e spread in calo fino a quota 105 punti. L'Unione europea ritrova uno dei suoi eroi e tira un sospiro di sollievo per il Recovery Plan dell'Italia. 'Draghi è rispettato e ammirato a Bruxelles e oltre', dice la vicepresidente della Commissione Schinas.

 L'EFFETTO SUI MERCATI

Chi è Mario Draghi - IL PROFILO

ANSA

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SEZ. POLITICA Crisi di governo, flop di Fico: «Non c'è maggioranza». Mattarella: niente elezioni, convoca Mario Draghi

3 Febbraio 2021, 11:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Crisi di governo, flop di Fico: «Non c'è maggioranza». Mattarella: niente elezioni, convoca Mario Draghi

INSERITO DA ANGELA CECERE Sarà Mario Draghi a tentare di dar vita ad un nuovo governo dopo il naufragio del Conte ter. E’ lui la figura “di alto profilo” scelta dal presidente Mattarella per provare ad evitare in extremis i rischi enormi legati ad elezioni anticipate. L’ex presidente della Bce salirà oggi al Quirinale e poi avvierà le consultazioni. Mario Draghi, chi è l'ex numero uno della Bce su cui fa affidamento Mattarella Il Capo dello Stato ha fatto l’ennesimo, disperato appello alla «responsabilità» delle forze politiche per dar vita a un governo «di alto profilo che non debba identificarsi con alcuna formula politica» e sia capace di «far fronte con tempestività alle gravi emergenze in corso». Un governo tecnico dunque, che potrebbe avere l’appoggio di Pd, Leu, Italia Viva, Forza Italia. E forse di un Movimento 5Stelle dimezzato. La tempestiva scelta di Mattarella è apparsa inevitabile davanti al fallimento del mandato esplorativo del presidente della Camera Roberto Fico.  Veti incrociati, la riforma della giustizia, le richieste di Italia Viva di avere due o più ministeri di peso e di sostituire Alfonso Bonafede e Lucia Azzolina hanno incontrato il no deciso dei 5Stelle. Quello di Renzi poi è sembrato in tutto e per tutto un gioco al rialzo.  Ancora a sera Italia Viva e M5s si rimpallavano le colpe, dando vita ad un insostenibile balletto che non deve essere piaciuto al Colle. Il Capo dello Stato sa che è già stato perso troppo tempo e che a Palazzo Chigi deve insediarsi una squadra capace di assumere decisioni incisive, che possa prendersi le responsabilità di gestire la fine del blocco dei licenziamenti, gestire la campagna vaccinale o il rapporto con l’Europa al tavolo del Recovery. Davanti all’impasse le strade rimaste erano poche e le urne, in piena crisi economica e sanitaria e la perdita di mesi preziosi, troppo rischiose. Ora bisognerà vedere se Draghi sceglierà un governo formato completamente di tecnici o con qualche innesto politico. E c’è chi già vede il prossimo anno Draghi fare il salto da palazzo Chigi al Quirinale, sostenuto dalla stessa larga maggioranza che sosterrebbe il suo governo.

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SEZ. POLITICA Governo in crisi, diretta. Deadline slitta alle 15. Orlando propone lodo su prescizione

2 Febbraio 2021, 12:07pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Governo in crisi, diretta. Deadline slitta alle 15. Orlando propone lodo su prescizione

INSERITO DA ANGELA CECERE Governo, diretta. Slitta alle 15 (dalle 13) la chiusura dei lavori del tavolo di confronto alla Camera. I rappresentanti dei partiti che partecipano ai lavori hanno chiesto un prolungamento di due ore. Dopo aver affrontato il tema giustizia, al momento i gruppi sono al lavoro sul dossier istruzione, cultura e turismo. Orlando propone lodo su precrizione Al tavolo sul programma in corso a Montecitorio il vicesegretario del Pd Andrea Orlando ha proposto un «lodo» sulla prescrizione su cui c'è stata una apertura da parte di M5s, mentre da parte di Iv non è stata sciolta la riserva. Lo riferiscono alcuni partecipanti alla riunione. Orlando ha proposto che la maggioranza si impegni a portare avanti il ddl sulla riforma del processo penale, che accorcia i tempi dei processi, e che se entro sei mesi non viene approvato allora si metterebbe mano alla prescrizione. Boschi: chiesto di prendere il Mes, non Meb Maria Elena Boschi smentisce con un tweet che Italia viva al tavolo con M5S, Pd e Leu abbia mai chiesto di prendere "Meb" (riferito a se stessa): mai chieste poltrone. «Questo è un tweet di 20 giorni fa. Vale anche oggi», scrive su Twitter la capogruppo di Italia viva alla Camera Maria Elena Boschi ritwittando quanto già scritto: «Anche oggi polemiche su di me. Italia Viva ha chiesto al governo di prendere il Mes, non di prendere Meb. Come al solito i 5stelle non leggono fino in fondo. O non capiscono. Servono soldi per la sanità, non poltrone per noi». Bellanova: «I dossier caldi? Giustizia e Recovery» «I dossier caldi? La giustizia e il Recovery». Così Teresa Bellanova, a Omnibus, su La7, spiega come Italia Viva punti a lavorare in modo nuovo su questi temi. «Gualtieri e Bonafede devono andare via? Al Recovery hanno lavorato in tanti», taglia corto la renziana. Governo in crisi, Conte ter ancora al palo: al tavolo dialogo e zuffe. Iv vuole il Mes, M5S no Governo in crisi, per il Colle tempo scaduto: cresce l’ipotesi del tecnico. C'è il nome di Draghi La diretta Ore 10.07 Scalfarotto (Iv): non sono sicuro che ci arà un Conte ter. «Non sono così sicuro che sia certo un Conte ter, stiamo ancora discutendo». Queste le parole di Ivan Scalfarotto, parlamentare di Italia Viva, ad Agorà Rai Tre, sulle trattative per la formazione del nuovo governo. «Non c'è nessun nome, quindi non c'è neanche quello della Boschi. Mi pare evidente». Ore 10.02 Salvini: si metteranno d'accordo, con qualche ministro in più o meno. «Penso che alla fine si metteranno d'accordo, con qualche ministero in più o in meno, con tutti che andranno in tv a dire di aver vinto, con qualche virgola in più, e gli italiani hanno perso mesi». Lo dice Matteo Salvini, a SkyStart, facendo così la sua previsione sull'esito della crisi di governo. «Noi - assicura - continueremo a fare il nostro lavoro».

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