Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un appello "al Capo Politico pro tempore o in sua vece al Garante" per chiedere l'immediata apertura di una discussione su Rousseau per poter valutare nelle prossime ore, tra l'altro, sull' "immediata nuova consultazione, che ponga gli iscritti nella possibilita' di esprimersi sulla base di un quesito onesto, sincero, veritiero e reale sul ruolo del Movimento 5 Stelle nel Governo Draghi, e quindi una chiara espressione di voto degli iscritti, tale da consentire ai Portavoce nazionali di non avere dubbi sull'indirizzo politico dell'Assemblea al quale uniformarsi" . E' quanto si chiede in una petizione che gira on-line tra la base e che porta la firma di una settantina di iscritti al M5s, parlamentari come Barbara Lezzi,Luisa Angrusani, e Bianca Laura Granato e portavoce locali come Francesca De Vito e Mari' Muscara' OTTOPAGINE
INSERITO DA ANGELA CECERE «Ora non si può più parlare soltanto di ristori. In questo caso ci vorranno degli indennizzi. Dei riconoscimenti per il danno subito». Lo dice, in un'intervista al Corriere della Sera, il governatore veneto Luca Zaia dopo che il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato un provvedimento che vieta lo svolgimento delle attività sciistiche amatoriali fino al 5 marzo. Dietro alla montagna invernale "ci sono sì gli impianti di risalita, i grossi operatori. Ma c'è anche una nuvola densa di piccole attività, dalla ristorazione ai maestri di sci, che non è codificata ma è imponente. Ci sono gli stagionali... Il danno è colossale». Il di là dei ristori serve un risarcimento "perchè in questo caso, nella prospettiva di riaprire a breve, gli operatori avevano già battuto le piste e messo le indicazioni, bar, ristoranti e rifugi avevano fatto magazzino, gli stagionali si erano diretti in montagna... A tutte queste persone dici di no il giorno prima? Dopo investimenti particolarmente gravosi, dopo una stagione come quella che è stata? Non ci sono parole per descrivere la rabbia, motivata, dei nostri operatori». E' una decina di giorni che "assistiamo a un crescendo di dichiarazioni da parte di tecnici e scienziati sull'apertura o meno degli impianti. Un maggior anticipo ci poteva stare... Io avevo fatto l'ordinanza proprio per tener fuori il Carnevale, ma il punto è un altro: mi rifiuto di pensare che occorrano i dati del venerdì per decidere che bisogna tenere chiuso il lunedì. Lo dico proprio per il rispetto che porto agli scienziati». La salute "viene prima di qualunque altra cosa, dubbi non ce ne sono. E mi rendo conto che per la politica le ultime settimane sono state difficili. Ma è pur vero che gli operatori avevano letto un Dpcm che consentiva di riaprire il 15 febbraio". E dunque "il provvedimento in "zona Cesarini" qualche dubbio lo lascia: ci sono dei tempi che se non sono rispettati, mandano tutto in deflagrazione".
inserito da Miki Pappacoda La lista dei ministri del
governo diMario Draghi, chequesta sera ha sciolto la riservasalendo al Colle dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Dopo giorni di attesa e mistero attorno le possibili nomine, ecco i nomi di coloro che comporranno il nuovo esecutivo. Sottosegretario di Stato sarò proposto Roberto Garofoli.Sono 23 i ministri scelti, quindici politici e otto tecnici. Della corrente politica ne troviamo quattro appartenenti al Movimento 5 stelle, tre al Partito democratico, alla Lega e a Forza Italia e uno a testa a LeU e Italia Viva.
INSERITO DA ANGELA CECERE Dopo il via libera M5s al governo Draghi, cade l'ultimo ostacolo alla formazione dell'esecutivo guidato dall'ex presidente Bce. Il premier incaricato ha il quadro completo e può chiudere il puzzle della squadra di governo. Cresce l'attesa dei partiti, ma timing e lista dei ministri restano nelle mani del professore. Potrebbe salire al Colle per sciogliere la riserva già oggi ma anche domani. E sembra ormai chiaro che solo allora le forze politiche che lo sostengono sapranno se i loro desiderata sono stati accolti o meno. Forse martedì al Senato e mercoledì a Montecitorio il voto di fiducia. M5s: su Rousseau il 59,3% per il Sì a Draghi. Di Battista: "Mi faccio da parte" "Abbiamo indicato con grande chiarezza quali sono i nostri progetti, le nostre idee, i nostri valori al professor Draghi, ora aspettiamo e ci rimettiamo nelle mani del professor Draghi e del presidente Mattarella per quella che sarà la squadra di governo. La cosa positiva è che il Pd unito è in campo per sostenere questa nuova sfida". Così il segretario Pd Nicola Zingaretti.
"Il Pd non ha avanzato alcuna rosa di nomi per la composizione del Governo. Come ho detto ieri, ci rimettiamo al rispetto dell'articolo 92 della Costituzione che conferisce al Presidente della Repubblica e al Presidente incaricato questo compito. Un' ipotesi sulla quale c'è l'unanimità della direzione nel corso della quale abbiamo suggerito dei criteri per la squadra: qualità, pluralismo politico, differenza di genere", ha detto Zingaretti. Coesione. E' la parola che Mario Draghi pone al centro, nella formazione del suo governo. E' coesione sociale, ma anche coesione delle forze che sosterranno l'azione dell'esecutivo. Solo con la coesione - è il ragionamento - si può dare corpo a decisioni coraggiose nel Paese. Ed è questa la ragione per cui i partiti della larghissima maggioranza confidano che il premier incaricato terrà conto delle loro sensibilità, nella scelta dei ministri. Ma sceglierà Draghi, come da sue prerogative costituzionali. Lo farà dopo aver ponderato ogni scelta, senza mosse frettolose. E non è affatto detto che sciolga già nelle prossime ore, come i partiti si aspettano, la riserva: potrebbe salire al Quirinale venerdì sera o prendersi ancora due giorni di tempo per comporre la lista e poi giurare con i suoi ministri entro la settimana. Prendersi tutto il tempo necessario, è l'indicazione che sarebbe arrivata anche dal Colle. Con il consiglio di non aprire contrattazioni con i partiti ma comporre, dopo attento ascolto, la squadra di più alto profilo da consegnargli al momento dello scioglimento della riserva. L'ex presidente della Bce lavora tutto il giorno senza rompere la regola del silenzio che osserva dal momento in cui ha ricevuto l'incarico, tra la sua casa romana e la Camera. A sera i 'luogotenenti' dei partiti si sentono tra loro e appurano che nessuno è stato ufficialmente contattato. Circola voce di un colloquio tra Draghi e Conte e aumentano i rumors di un possibile ingresso del premier uscente nel governo, da ministro degli Esteri o superministro della Transizione ecologica. E' questa la prima giornata dedicata da Draghi alla composizione della squadra, insieme alla prosecuzione del lavoro sul programma, in vista del discorso sulla fiducia in Parlamento, che si ipotizza possa essere fissato per martedì (se non lunedì) al Senato e il giorno dopo alla Camera. I cardini sono stati indicati dall'ex presidente Bce nell'intervento al Quirinale dopo aver ricevuto l'incarico e dettagliati nelle consultazioni. Il primo punto è l'uscita dall'emergenza Covid, a partire dall'accelerazione della campagna di vaccinazione sul modello inglese. Solo così si potrà avviare la "lenta" ripresa. Draghi pone al centro dell'azione del suo nascente esecutivo i giovani. Per dar loro una prospettiva di futuro, è cruciale il rilancio dell'economia - ha spiegato agli interlocutori - attraverso il Recovery plan. L'impegno è non alzare le tasse e rilanciare il tessuro produttivo, non puntare solo sui sussidi, ma anche non smantellare il reddito di cittadinanza. E intanto porre al centro di tutte le politiche l'ambiente. Il ministero per la Transizione ecologica, caldeggiato da Beppe Grillo e annunciato alle associazioni ambientaliste, è già oggetto misterioso e ambito da diversi partiti. Per la sua guida viene citato l'ex ministro, apprezzato dai Cinque stelle, Enrico Giovannini, ma anche Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont. Non si esclude però il un 'superministro' politico come il premier uscente Conte o lo spacchettamento delle deleghe, dallo sviluppo economico all'ambiente, tra diversi viceministri. Si discute già anche delle ambite deleghe all'Economia, ministero per il quale viene ancora considerato 'in pole' Daniele Franco, direttore generale di Bankitalia: si fanno i nomi di Ernesto Maria Ruffini per la riforma del fisco e poi di figure politiche esperte, come il leghista Massimo Garavaglia, nelle caselle di viceministri e sottosegretari. Negli ambienti politici c'è grande agitazione tra chi aspira a entrare al governo, anche da 'semplice' sottosegretario. In giornata si diffonde la voce che Draghi abbia chiesto informalmente alle segreterie di inviare una 'shortlist' di candidati tra cui scegliere. Ma su possibili rose di candidati non c'è alcuna conferma e viene smentita, in ambienti vicini al premier incaricato, l'attendibilità di gran parte delle ipotesi circolate negli ultimi giorni. Sarà Draghi a chiamare i ministri, a ridosso della chiusura della lista. La presenza di donne si annuncia consistente. E c'è chi ipotizza che alla fine ai tecnici nel governo vadano deleghe di peso, ma che numericamente i politici possano essere di più. Continua a circolare l'ipotesi che i ministri di partito siano dodici: tre al M5s, due ciascuno a Pd, Fi e Lega, uno a Leu, Iv e Misto. Quanto ai nomi, si citano Giancarlo Giorgetti e Riccardo Molinari o Giulia Bongiorno per la Lega, Luigi Di Maio e Stefano Patuanelli per il M5s ('fuori quota', eventualmente, il premier Giuseppe Conte), per il Pd sarebbero in lizza Andrea Orlando, Dario Franceschini e Lorenzo Guerini (difficile l'ingresso del segretario Nicola Zingaretti, anche perché potrebbe chiedere poi di entrare Matteo Salvini). In Fi si citano Antonio Tajani e Anna Maria Bernini, per Leu Roberto Speranza, per Iv Teresa Bellanova. Resisteranno questi nomi alla prova di Draghi? Difficile dire. Così come non confermati sono i nomi dei possibili tecnici al governo. Circola con insistenza l'ipotesi di Carlo Cottarelli alla Pa, Marta Cartabia alla Giustizia, Luciana Lamorgese all'Interno, Rocco Bellantone alla Salute, Elisabetta Belloni agli Esteri.
INSERITO DA ANGELA CECERE Leggera frenata per la corsa di Mario Draghi verso Palazzo Chigi. Le polemiche interne al M5s rendono infatti la strada più tortuosa ma il premier inacricato ha lasciato sapientemente filtrare la notizia della nascita di un ministero green, offrendo quindi una sponda a Beppe Grillo per calmare i suoi. Ieri Draghi ha incassato anche il sostegno delle parti sociali che però gli hanno chiesto un impegno concreto su riforme strutturali e investimenti. Cos'è il ministero della Transizione ecologica chiesto da Grillo: sostituirà Sviluppo economico e Ambiente IL QUESITO. Continuano invece i tormenti interni al Movimento 5Stelle. Prima sospeso e poi altrettanto rapidamente restaurato, il voto sulla piattaforma Rousseau alla fine si terrà oggi dalle 10 alle 18 e verterà sul sostegno ad un governo tecnico-politico, che preveda un super Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate da Draghi. Una formula che vuole sottolineare le ragioni del sì. Beppe Grillo rivendica la nascita del nuovo ministero della Transizione ecologica e spinge ad appoggiare il nuovo esecutivo. Lo stesso fa Luigi Di Maio: «Io voto convintamente sì anche perchè Draghi ha garantito che non si tocca il reddito di cittadinanza e non si è citato il Mes». Anche Giuseppe Conte appoggia la linea e dice: «Se fossi un iscritto voterei sì». LA SQUADRA. Per quanto riguarda la scelta dei ministri, invece, pare che Draghi accetterà l'ingresso di figure politiche ma senza aprire contrattazioni con i partiti. Tra i nomi più accreditati c'è (per la Lega) quello di Giancarlo Giorgetti, che ha un solido rapporto con l'ex presidente della Bce. Più difficile l'ingresso di Salvini. Per FI in alternativa ad Antonio Tajani, che è dato agli Affari europei, si fanno i nomi del deputato Andrea Mandelli e delle parlamentari Anna Maria Bernini o Mara Carfagna. Nel M5s torna farsi strada l'ipotesi di un ingresso di Conte nel governo, che l'ex premier ha smentito l'altro ieri. Ma sarebbe difficile lasciare fuori Luigi Di Maio e Stefano Patuanelli. Nel Pd possibile spazio per Andrea Orlando e Dario Franceschini (accreditato anche come possibile presidente della Camera se Roberto Fico decidesse di accettare una candidatura a sindaco di Napoli) oppure Lorenzo Guerini. Per Leu potrebbe essere confermato alla Salute, Roberto Speranza. Per Iv si citano Teresa Bellanova e Maria Elena Boschi. Di certo però i ministeri chiave saranno affidati ai tecnici, uomini di fiducia scelti direttamente dal neo premier.
Per quel che riguarda la road map, si ipotizza che Draghi possa salire al Quirinale con in mano la lista dei ministri stasera o, più probabilmente, domani, per poi giurare tra domani sera e sabato. Lunedì potrebbe essere il giorno della fiducia al Senato e martedì alla Camera.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA E' il giorno della verità per gli M5s con il voto degli iscritti sulla piattaforma online di Rousseau per scegliere tra l'adesione o meno al governo di Mario Draghi. La votazione ha preso il via alle 10. Il voto sarà possibile fino alle 18 e i risultati, si legge sul blog delle Stelle, "saranno pubblicati dopo le ore 19".
Il quesito su cui si esprimeranno eletti e militanti è: "Sei d'accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politicoche preveda un super-Ministero della Transizione Ecologicae che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?".
Fino alle 18 di oggi, dunque, le votazionidopo che ieri, grazie anche a un contatto telefonico tra il premier incaricato e il garante pentastellato il movimento ha incassato all'interno della compagine che si va formando anche la figura di un super ministro 'green': titolare di un dicastero che accomuni che competenze dell'ambiente e dello sviluppo per una 'transizione ecologica'.
Governo, Wwf: "Ci sara' il ministero della Transizione ecologica"
Molti i big in campo. "Il Movimento in queste ore consulterà i propri iscritti per decidere se partecipare a un governo che metta al centro il superamento delle emergenze attuali, il Recovery Plan e la transizione ecologica, guidato da Mario Draghi. Votero' si'".Così il presidente della Camera Roberto Fico su Facebook. "Il momento delicato che il Paese sta vivendo - afferma il presidente della Camera - ci impone una riflessione seria e un'assunzione di responsabilità. Come ha spiegato in modo estremamente chiaro il Presidente della Repubblica, non e' pensabile in questo momento storico far precipitare il Paese verso le urne".
Ma il voto agita i pentastellati e ieri in serata alcuni parlamentari sono andati all'attacco. Il quesito su cui votare sulla piattaforma Rousseau "è stato formulato in maniera suggestiva e manipolatoria, lasciando intendere che solo con la partecipazione del M5s al governo si potranno difendere i provvedimenti adottati dal precedente governo e dalla precedente maggioranza". Così 13 parlamentati del Movimento sottoscrivono una nota in cui definiscono la votazione "tendenziosa e palesemente volta a inibire il voto contrario alla partecipazione del M5s al Governo Draghi".
"Proprio perché siamo nati sulle idee e non sulle ideologie, perché abbiamo sempre detto che prima dei colori ci sono i progetti, prima del consenso ci sono i cittadini, prima del tornaconto politico c'è il Paese. Ora è il momento di dimostrarlo. È il momento di dimostrare la forza delle idee". Ad affermarlo, in merito al voto su Rousseauper il nuovo governo, la sindaca di Torino Chiara Appendino.
Intanto il premier uscente Giuseppe Conte auspica che il nuovo governo possa formarsi al più prestoe che il Paese possa essere quanto prima in sicurezza. Ma al Corriere della Sera, rivela una preoccupazione: "È evidente che, essendo il quadro delle forze che si dichiarano disponibili ad appoggiare la maggioranza molto esteso, possa risentirne la coesione tra le forze stesse". Il rischio è che possano aumentare "le difficoltà nell'azione di governo, rispetto a questioni che esulino dalla stretta emergenza". Le priorità non cambiano: nuovo decreto Ristori, completare la campagna vaccinale, completare il Recovery plan. ANSA
INSERITO DA ANGELA CECERE Ultimo giorno di consultazioni per il premier incaricato Mario Draghi. L'ex Governatore della Banca d'Italia incontra oggi, dalle 10,30 a Montecitorio, enti locali e forze sociali per capire da chi è sul campo le emergenze del paese piegato da un anno di pandemia. Un giro di consultazioni che dovrebbe aiutare Draghi a completare il quadro programmatico. Ma con il rinvio del voto su Rousseau, deciso ieri da Beppe Grillo e diventato ufficiale oggi, è si va verso un governo a maggioranza larghissima. Un vero e proprio governo di "unità nazionale" che nasce dopo l'appello del Presidente della Repubblica Mattarella. E la conferma che il voto su Rousseau è rinviato arriva stamattina da Vito Crimi con un post sul Blog delle Stelle nel quale afferma che «il voto è temporaneamente sospeso» e che i nuovi orari di inizio e termine votazione saranno resi noti più avanti. Intanto impazza il Totoministri: secondo gli ultimi rumors Mario Draghi potrebbe affidarsi ad una squadra di governo composta interamente da tecnici, mentre per i politici verrebbero riservati i posti da sottosegretari.
Draghi le consultazioni di oggi 10 febbraio
10.30-11 Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome, Anci Upi
11-11.20 Abi
11.20-11.35 Ania
11.40-12.10 Confindustria
12.10-12.25 Confapi
12.30-13.15 Cgil, Cisl, Uil
13.15-13.30 Ugl
14.45-15 Unioncamere
15.05-15.35 Coldiretti Agrinsieme
15.35-15.50 Confcommercio
16-16.15 Confesercenti
16.20-16.50 Confartigianato, Cna Casartigiani
16.55-17.25 Alleanza delle cooperative italiane, Ue.Coop
17.30-18 Wwf Italia, Greenpeace Italia, Legambiente
INSERITO DA ANGELA CECERE Silvio Berlusconi è a Roma e prenderà parte alle consultazioni con il premier incaricato Mario Draghi. L'ex premier guiderà la delegazione di Forza Italia: al primo giro di consultazioni Berlusconi non era stato presente ma aveva colloquiato con Draghi al telefono, mentre stavolta ha optato per la visita di persona. L'arrivo del Cavaliere nella Capitale è stato documentato sui sui canali social: nella foto postata si vede Berlusconi che scende le scalette dell'aereo, con la mascherina sul viso. «Arrivato a Roma - scrive Berlusconi sui suoi canali social - per partecipare alle consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato, professor Mario Draghi». Berlusconi per la prima volta si recherà nella sua nuova residenza romana, la villa sull'Appia Antica ex dimora del regista Franco Zeffirelli. L'ex capo del governo aveva infatti disdetto il contratto di affitto di palazzo Grazioli dopo l'acquisto della nuova casa. I lavori nella dimora, iniziati uno anno fa, subirono dei rallentamenti a causa del Covid. Ad accogliere il leader di Fi nella nuova casa, il vice presidente azzurro Antonio Tajani.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Riprendono le consultazioni del presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi. Il primo gruppo di oggi è Europeisti - MAIE- Centro Democratico del Senato, la cui delegazione è composta da Riccardo Antonio Merlo, Andrea Causin e Gregorio De Falco. Alle 11.45 è la volta di Leu; alle 12.30 Italia Viva, alle 13.15 Fratelli d'Italia; alle 15 il Pd; alle 15.45 Forza Italia; alle 16.30 la Lega ed alle 17.15 il M5S. "Sono sicuro che Draghi userà la sua straordinaria esperienza e la sua forte leadership per far accadere le cose giuste", ha detto Paolo Gentiloni, commissario Ue per l'economia in un'intervista al Financial Times online. L'ex presidente della Bce "conosce benissimo i colli di bottiglie, le difficoltà, le sfide inerenti a far avanzare le riforme in Italia", ha osservato Gentiloni. "Domani incontreremo Draghi alle 12.45. Daremo un giudizio sul merito delle questioni e saremo attenti nel capire se le sue scelte seguiranno l'impostazione dell'allievo del prof. Caffè o invece quelle del primo periodo da presidente Bce", ha affermato il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri. "Chiediamo la proroga del blocco dei licenziamenti fino a quando ci sarà l'emergenza e della Cig attraverso il programma Sure. In parallelo va costruito un percorso di riforma di ammortizzatori sociali e politiche attive del lavoro". "In un momento così drammatico è opportuno coinvolgere tutte le parti del Paese. Faremo presente al premier incaricato Draghi che ci sono alcune emergenze da affrontare: la difesa dei posti di lavoro e la creazione di nuova occupazione", sottolinea Bombardieri. IL PUNTO - SI LAVORA ALLA SQUADRA Intanto l'ossatura del programma c'è. E c'è una decisa proiezione europeista, a definire il perimetro della maggioranza. Dire sì o no alla fiducia al governo Draghi vuol dire anche - Matteo Salvini è avvertito - dire sì o no alla "prospettiva" di una maggiore "integrazione" dell'Unione. La squadra di governo che accompagnerà l'ex presidente della Bce in questo percorso è invece ancora un'incognita, per i partiti della sua potenziale maggioranza: la convinzione è che sarà tecnico-politica, senza i leader, con ministri scelti dal premier, ma nel dettaglio non si sa nulla e dai partiti continuano a trapelare auspici e paletti. Ai piccoli gruppi incontrati nel secondo giro di consultazioni, Mario Draghi non lascia neanche un indizio. Ma l'impressione - racconta l'esperto Bruno Tabacci - è che possa prendere ancora qualche giorno per decidere: portare la lista al Quirinale tra giovedì sera e venerdì o anche, azzarda qualcuno, all'inizio della prossima settimana. "Presidente, la prossima volta ci incontreremo in Parlamento?", chiede uno dei consultati, per capire se sia imminente il voto di fiducia al nuovo governo. "Vedremo", risponde il premier incaricato, senza sbilanciarsi di un millimetro. Lo descrivono gentile, accogliente, ma anche molto netto nella sua impostazione di lavoro: ha davanti a sé alcuni appunti schematici ed illustra in poche parole i cardini del suo programma. "E' chiaro che non si fa dettare condizioni sui temi, figuriamoci sulla squadra. La farà Draghi ascoltando solo Mattarella", dice un deputato centrista. C'è chi ipotizza che il premier incaricato possa sentire i leader di partito dopo le consultazioni, prima di chiudere il cerchio. Ma nell'incrocio tra ministri e deleghe, emergono tutte le difficoltà nel tenere insieme una maggioranza che spazi da Leu (combattuta al suo interno se entrare o meno) alla Lega, passando da Pd e M5s. Le posizioni, dunque. I Cinque stelle, che ufficializzeranno la scelta con un sofferto voto su Rousseau, chiedono un governo politico e quindi loro ministri: Luigi Di Maio e Stefano Patuanelli, possibilmente confermati agli Esteri e allo Sviluppo economico, rappresenterebbero due delle grandi componenti del Movimento. Altrettanto fa la Lega, dove si starebbero confrontando anche in chiave interna le due anime facenti capo a Matteo Salvini (con la richiesta del leader al governo) e Giancarlo Giorgetti. Al Pd le aspirazioni degli ex ministri e delle correnti si scontrerebbero con la volontà di Draghi di scegliere i profili più adatti, di qui la spinta di alcuni per un 'disarmo' e l'indicazione di tecnici d'area. Il Nazareno fa sapere che ci si affida alle decisioni che il premier incaricato prenderà d'accordo con Mattarella, ma nei gruppi parlamentari si fanno i nomi di Dario Franceschini, Lorenzo Guerini e Andrea Orlando come possibili ministri politici. Matteo Renzi, da Italia viva, starebbe spingendo nella direzione di una discontinuità col precedente governo. I leader di partito dovrebbero restare fuori, ma come tenere insieme gli auspici di M5s e Lega per Di Maio e Salvini, la possibilità che Speranza resti alla salute, con le difficoltà che la convivenza in Cdm comporterebbe? A complicare la situazione c'è che a ogni delega corrisponde un tema potenzialmente divisivo: Draghi non sarebbe disposto, ad esempio, a rinnovare alla scadenza la leghista 'quota 100'. Di qui il dilemma: avere ministri politici vuol dire dare più forza all'esecutivo in Parlamento, ma sui nomi l'equilibrio è difficilissimo e potrebbe volerci più tempo per la sintesi. Figure chiave saranno i sottosegretari alla presidenza del Consiglio: c'è chi ipotizza che possano essere politici come Giorgetti e Orlando, a rappresentare i partiti, ma vengono più 'quotati' profili tecnici come Daniele Franco di Bankitalia, della giurista Luisa Torchia o dell'avvocato Antonio Catricalà. Franco resta comunque il nome più quotato per l'Economia, insieme a Dario Scannapieco della Bei. Tra gli economisti si citano anche Carlo Cottarelli e Ignazio Angeloni della vigilanza Bce. Al Viminale, come ministro super partes e di garanzia, resterebbe Luciana Lamorgese. Per la sanità si cita Rocco Bellantone, presidente della facoltà di medicina della Cattolica e direttore del Gemelli. Molte, assicura chi conosce Draghi, saranno le donne. Di qui, nei rumors, i nomi di Marcella Panucci, ex Confindustria, della professoressa Lucrezia Reichlin, del direttore della Farnesina Elisabetta Belloni e di Marta Cartabia alla Giustizia. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Proseguono le consultazioni di Draghi, che stamattina vedrà Lega e M5s. Previsto un pre-vertice dei dirigenti del Movimento con Grillo, a cui dovrebbe partecipare anche Conte.
Il fondatore 5 stelle apre all'ex presidente della Bce e oggi farà parte della
delegazione che lo incontrerà. Ieri il no invece di Fdi al governo di Draghi. Salvini chiede ministri della Lega. Renzi assicura il sostegno "a prescindere" da parte di Iv.
Ora dopo ora si consolida la maggioranza che sosterrà il governo Draghi.Sarà larga e potrebbe andare oltre il perimetro del modello Ursula: Pd, Forza Italia e Italia Viva ma anche i 5S e LeU ci stanno e i segnali di apertura da parte della Lega sono sempre più netti. Matteo Salvini si smarca dall'alleata Meloni, che non voterà la fiducia al nuovo esecutivo: il leader leghista fa addirittura intendere di volere entrare nella squadra, con tanto di ministri.E scende in campo direttamente Beppe Grillonel tentativo di far virare definitivamente i cinquestelle: il fondatore del Movimento approda a Roma ed è pronto a partecipare alle consultazioni.
Il round di colloqui dell'ex presidente della Bce è dunque servitoa far andare a posto i primi pezzi del puzzle. LeU, che fra i partiti della vecchia maggioranza, è il più freddo avverte però di un pericolo che in molti temono: il rischio di una compagine disomogenea, che in Parlamento potrebbe condurre a percorsi laboriosi e esporre a sgambetti ora di una forza parlamentare, ora di un'altra. I gruppi che alle Camere si collocano più a sinistra sono anche quelli che esprimono con maggiore forza la difficoltà di ritrovarsi fianco a fianco con i sovranisti della Lega. Questione posta anche dai Dem, che però hanno già messo agli atti la disponibilità a lasciare a Draghi lo spazio per trovare una sintesi. Un esempio che bene misura la distanza fra le parti è la riforma fiscale che vede contrapporre una visione alla tedesca portata avanti dalle sinistre, che ruoti dunque intorno alla progressività della tassazione, a quella leghista che da sempre punta al suo opposto, la flat tax. Ancora più urgente il blocco dei licenziamenti: la scadenza è per fine marzo, le idee su come affrontare il passaggio molto diverse.L'alleanza LeU-Pd-5S "non può essere dispersa"ma siccome si basa su "programmi e progetti" appare "incompatibile" con il partito di Salvini, dice Loredana De Petris al termine del colloquio con il premier incaricato. "Con Draghi siamo stati molto chiari", aggiunge. Ma se poi questo sia un muro invalicabile è da vedere.La prossima settimana infatti l'ex banchiere centraleporterà di nuovo tutti a un tavolo: ci sarà un secondo giro di consultazioni nella giornata di lunedì e già nelle prossime ore potrebbero essere ascoltate le parti sociali. Poi si passerà alle proposte e lì Draghi conta di fugare i dubbi residui, che riguardano il perimetro della maggioranza ma anche l'identikit della squadra di governo. Intanto il sostegno più entusiasta arriva da Italia Viva: sarà "a prescindere" dalle formule, è la linea di Matteo Renzi.
Conferma la fiducia nel premier incaricato anche il Pd: "la sfida è grande ma - dice Nicola Zingaretti citando Ciampi - il Paese ce la farà". I Dem è certo non staranno con le mani in mano e presenteranno delle "proposte per un programma di governo forte, di lunga durata". Sfila senza Silvio Berlusconi la delegazione di Forza Italia. Il Cavaliere era stato annunciato nella capitale ma poi ragioni di salute lo hanno trattenuto. A prendere la parola nella sala allestita a Montecitorio è quindi AntonioTajani: conferma il "pieno appoggio"anticipato in mattinata proprio dal Cav a Draghi in un lungo colloquio telefonico. Per la Lega parla Salvini, che deve però ancora incontrare il premier incaricato. Sospinto anche dal 'partito del Nord' che preme per non restare tagliato dalla gestione del Recovery plan, il segretario di via Bellerio a chi gli chiede se sarebbe disposto a sedere nel Consiglio dei ministri risponde: "Se ci siamo, ci siamo non facciamo le cose a metà. Mi piacerebbe ci fossero tutti". Più di un'apertura. A questo giro il centrodestra invece alla fine si divide: FdI mantiene le distanze dall'esecutivo Draghi anche se Giorgia Meloni non esclude la possibilità di scegliere l'astensione. L'altra grande partita la gioca il Movimento 5S. Alle barricate iniziali si sono avvicendate posizioni più dialoganti nei confronti dell'ex banchiere centrale. A dare una sterzata avrebbe contribuito una lunga telefonata - come anticipato dal Fatto Quotidiano - fra Draghi e Grillo: si sarebbero toccati anche punti programmatici, viene raccontato, e così sarebbe maturata la convinzione di andarsi a sedere al tavolo. L'incontro sarà comunque preceduto da un vertice del Movimento alla Camera, a cui oltre al garante sarà presente anche Conte. Qualsiasi scelta i leader 5s prenderanno - avverte però Casaleggio, sceso a Roma anche lui - dovrà essere messa ai voti online, sulla piattaforma Rousseau. ANSA