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sez.politica

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SEZ.POLITICA Giugliano, si dimette l’assessore Luigi Grimaldi: concorrerà alle prossime elezioni a Napoli

3 Giugno 2021, 12:03pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La decisione comunicata questa mattina al sindaco Pirozzi e a tutta l’amministrazione GIUGLIANO – Luigi Grimaldi si è dimesso da assessore al Comune di Giugliano. Oggi l’addio ufficiale comunicato al sindaco Nicola Pirozzi e all’intera amministrazione. Alla base della sua scelta la volontà di misurarsi con le prossime amministrative a Napoli e, dunque, di convogliare le sue energie ed il suo lavoro per la conquista di un posto in Assise nel capoluogo partenopeo. Le dimissioni dell’ormai ex assessore, tra le altre con delega all’ambiente, sono state comunicate mediante una lettera inviata questa mattina al Comune di Giugliano: “Rassegnare le dimissioni dalla carica di assessore, tra l’altro con deleghe di particolare rilievo, in un Comune così importante come Giugliano – scrive – è una decisione per me sofferta ma giusta e doverosa. Occorre, secondo il mio punto di vista, una visione di lungo termine. “La mia idea di politica, tuttavia, è sempre stata la sintesi tra il lavoro e la progettualità ed è proprio per questo che non ho mai creduto nella sovrapposizione degli incarichi. Un passo alla volta, un obiettivo alla volta. Al fine di evitare eventuali ed inopportune incompatibilità è doveroso da parte mia tutelare le figure istituzionali e rassegnare le dimissioni da delegato”. FRANCESCO BIONDI IL MERIDIANO

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SEZ. POLITICA Meloni: "Basta limitazioni alla libertà, accelerare con le riaperture" "Il risultato non lo cerco per me, ma per gli italiani" Così la presidente di Fratelli d’Italia

1 Giugno 2021, 10:17am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Meloni: "Basta limitazioni alla libertà, accelerare con le riaperture" "Il risultato non lo cerco per me, ma per gli italiani" Così la presidente di Fratelli d’Italia

INSERITO DA ANGELA CECERE “Il risultato non lo cerco per me, ma per gli italiani. Ho detto che avremmo fatto un’opposizione patriottica e responsabile, non cambio idea. Quindi solleverò il tema delle limitazioni della libertà personale che non può più essere sottaciuto, insisterò perchè si acceleri quanto più possibile sulle riaperture interrompendo la continuità di azione – su questo piano – con il governo Conte”. Lo dice il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in un’intervista al Corriere della Sera, in merito all’incontro in programma giovedì 3 giugno con il premier Mario Draghi. “Purtroppo non basta bloccare i licenziamenti per salvare posti di lavoro, bastasse un editto del governo sarebbe tutto più facile. Il vero problema da affrontare è che il 40% delle aziende rischia la chiusura, con il risultato che milioni di italiani finirebbero per strada in ogni caso”, sottolinea Meloni, per la quale “bisogna concentrarsi sula tenuta delle imprese, sulla loro continuità. Per paradosso, imponendo il blocco dei licenziamenti si favoriscono i più spregiudicati, quelli che non si fanno scrupolo a chiudere l’attività, licenziando tutti e magari non pagando tasse e fornitori, per poi riaprire una nuova attività con una diversa ragione sociale. Dovremmo invece aiutare gli imprenditori che assicurano la continuità di impresa”. Nel centrodestra “personalmente non ho velleità di fusione, credo l’esperienza del Pdl abbia dimostrato quanto sia difficile quel percorso. Ma escludo che una eventuale federazione o unione tra Lega e FI possa nascere per isolare FdI, perchè senza di noi si perde, lo dicono i numeri – afferma ancora Meloni -. Semmai, un maggior coordinamento delle forze del centrodestra di governo serve per opporsi all’aggressività della sinistra. Sul partito di Brugnaro, considero naturale che la politica si adatti alla realtà del momento. Io ho fondato un partito che va bene, la diversità è ricchezza, non è un problema se ne nascono altri. L’importante è sapere per fare cosa”.

OTTO PAGINE

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SEZ. POLITICA Scontro nel centrodestra sul gruppo Ue, no di Fi a Salvini Propone di unire Id-Icr-Ppe. Tajani: 'Manteniamo l'identità'

31 Maggio 2021, 10:17am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Scontro nel centrodestra sul gruppo Ue, no di Fi a Salvini Propone di unire Id-Icr-Ppe. Tajani: 'Manteniamo l'identità'

INSERITO DA ANGELA CECERE Id, Ecr e Ppe con Orban: è il momento di mettere insieme il meglio dei tre gruppi per essere determinanti nel Parlamento europeo": è la proposta del leader della Lega Salvini che incalza gli alleati: "Spero che nessuno abbia gelosie o chiusure, in gioco c'è l'Europa". Apertura dal segretario dell'Udc Cesa e da FdI, ma Forza Italia, per voce di Tajani, frena: "In Italia il centrodestra è unito, ma ciò non può essere trasportato in Ue: per il Ppe è impossibile fare un accordo con Id. Non possiamo rinunciare alla nostra identità"."L'Europa non è l'Unione europea, non è l'euro. E' milioni di cittadini europei". Lo dice il segretario della Lega Matteo Salvini, oggi a Cascais, in Portogallo, per partecipare alla videoconferenza di Id 'A project for another Europe'. "I media - aggiunge - tratteranno come un incontro di estremisti ma noi qui stiamo seminando: possiamo essere il primo partito" con "almeno 130 parlamentari" e "penso che sia importante". "In Italia il centrodestra è unito ma tutto ciò non può essere trasportato in Ue: per il Ppe è impossibile fare un accordo con Id. Non possiamo rinunciare alla nostra identità". Così all'ANSA il vicepresidente del Ppe, Antonio Tajani. "Salvini fa parte del governo Draghi e ha fatto una scelta europeista, altri no: Afd e Le Pen che sono alternativi culturalmente a noi, sono antieuropeisti. L' accordo vincente contro la sinistra è quello che portò alla mia elezione a presidente del Pe tra Ppe, Conservatori e Liberali". "Da presidente dei Conservatori europei Giorgia Meloni è impegnata ogni giorno per allargare la famiglia di Ecr a chi condivide i nostri valori. A cominciare da chi tra i popolari è stufo della subalternità del Ppe alle sinistre e da chi, alla destra di Ecr, vuole superare un certo velleitarismo anti-europeo per costruire destre di governo alleabili con il centro, in una prospettiva bipolare come quella che abbiamo in Italia. È un processo articolato che non si fa con le formule matematiche ma con tanto dialogo e tanta politica". Così, interpellato telefonicamente, Carlo Fidanza capodelegazione FdI- Ecr.  "Guardiamo con interesse la proposta di Matteo Salvini di unificare i gruppi parlamentari facenti riferimento all'area conservatrice e popolare in Europa. La pandemia ha reso tutti consapevoli del ruolo strategico che l'Unione Europea svolge sul destino dei suoi cittadini. E per affrontare e rendere più efficaci le risposte che si attendono gli europei è necessaria una maggiore sinergia nel campo del centro destra europea. Un passo importante per costruire una sintesi da riproporre in chiave domestica magari in una ottica federativa": così il segretario nazionale Udc Lorenzo Cesa.

ANSA

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SEZ. POLITICA Centrodestra lavora su candidati, strappo Brugnaro agita Forza Italia Verso formazione nuovi gruppi parlamentari con azzurri-Cambiamo!

27 Maggio 2021, 09:57am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Centrodestra lavora su candidati, strappo Brugnaro agita Forza Italia Verso formazione nuovi gruppi parlamentari con azzurri-Cambiamo!

INSERITO DA ANGELA CECERE Centrodestra al lavoro alla caccia dei candidati nelle grandi città, mentre Forza Italia è scossa dallo strappo del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, pronto, secondo alcuni rumors a dar vita a Montecitorio a un nuovo gruppo parlamentare. Il nome sarebbe 'Coraggio Italia', e vedrebbe la luce già nelle prossime ore grazie alla convergenza dei deputati 'totiani' di Cambiamo! e di alcuni azzurri del nord est. Iniziativa che, a quanto apprende l'ANSA, sarebbe stata accolta con una fortissima irritazione da parte del presidente Silvio Berlusconi. Nel frattempo, nel borsino del totonomi per il Campidoglio, salgono le quotazioni di Simonetta Matone, giudice minorile, romana doc, molto stimata per la sua carriera brillante, la cui popolarità è aumentata anche grazie alle frequenti apparizioni a "Porta a Porta", il salotto tv di Bruno Vespa. Tutti i partiti della coalizione confermano che ancora non s'è presa alcuna scelta definitiva, che ora è il momento del confronto sulle 'rose' dei nomi possibili, almeno una decina."Non siamo alle finali, anzi nemmeno ai quarti...", ironizzano in molti all'interno del centrodestra. Anche sull'ipotesi che la soluzione finale sia già nel ticket Michetti- Racca, Matteo Salvini è stato molto freddo: "Sulle comunali non inseguo i giornali. La chiusura di un accordo non la decide Repubblica ma noi. A breve troveremo un accordo. Racca e Michetti sono nomi importanti ma ce ne sono molti altri".  Insomma, pare che per la conferma dei candidati definitivi serviranno quindi ancora diversi giorni. Detto questo, si inseguono voci più o meno incontrollate: la parola d'ordine è massima prudenza, evitare di bruciare candidati e lavorare nella massima riservatezza. Ma nelle chat dei partiti che seguono il borsino del toto-candidati l'ipotesi Matone è quella che viene più citata. Una soluzione suggerita dalla delegazione azzurra al vertice dei leader, ora apprezzata anche dalla Lega e al momento non esclusa da Fratelli d'italia. Già nel 2008 capo gabinetto del Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, la sua sembrava una candidatura di bandiera di Forza Italia, ma ora pare sia diventata qualcosa di più. Sempre in corsa per il Campidoglio resta l'avvocato e l'opinionista radiofonico Enrico Michetti. Tuttavia sia la Lega, sia Fratelli d'Italia insistono che non è in 'pole position' ma un candidato interessante come ce ne sono diversi altri. Solo il tempo dirà se il candidato sia già lui e i partiti lo stanno in qualche modo 'proteggendo' o se, invece, ancora la partita è realmente tutta aperta. Insomma 'calma e gesso' malgrado chi ha parlato con Michetti ostenta ottimismo, tanto da prevedere la designazione definitiva addirittura. Intanto, sul fronte milanese, in tanti a Montecitorio si chiedono quali siano i grandi imprenditori e i grandi primari che nelle prossime ore dovrebbero dare la sua disponibilità a Matteo Salvini, come annunciato dallo stesso segretario leghista, per sfidare Giuseppe Sala. 

ANSA

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SEZ. POLITICA Comunali: Salvini, per Roma c'è anche la giudice Matone Il leader della Lega ha parlato della partita delle elezioni comunali a Roma in un'intervista al Messaggero

26 Maggio 2021, 10:27am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Comunali: Salvini, per Roma c'è anche la giudice Matone Il leader della Lega ha parlato della partita delle elezioni comunali a Roma in un'intervista al Messaggero

INSERITO DA ANGELA CECERE A differenza di Pd e 5Stelle, che litigano e andranno separati alle urne, noi abbiamo l'imbarazzo della scelta e troveremo nomi condivisi". Così il leader della Lega, Matteo Salvini, ha parlato della partita delle elezioni comunali a Roma in un'intervista al Messaggero. Per Roma Fratelli d'Italia ha lanciato Enrico Michetti, un avvocato-editorialista radiofonico. "Michetti è certamente un nome valido come, per esempio, quello di Simonetta Matone, apprezzata giurista che con il suo lavoro ha salvato tanti bambini e ragazzi da abusi e violenze, premiata come Donna dell'Anno nel Lazio nel 2005 - commenta Salvini - Siamo a buon punto anche sul programma. Bisogna investire bene sul Giubileo 2025 e per farlo abbiamo già fatto un passo importante: grazie al ministro Garavaglia siamo riusciti a investire 500 milioni del Recovery sul progetto Roma caput mundi. C'è molto lavoro da fare, dopo i disastri Raggi-Zingaretti". Secondo Salvini "il quadro delle candidature è definito praticamente ovunque e a Roma e Milano l'intesa è matura", e sul perché si faccia tanta fatica a trovare persone che vogliano candidarsi, precisato che "come Lega abbiamo già fatto alcune proposte: equiparare lo stipendio dei sindaci delle grandi città ai parlamentari e rivedere alcuni reati a partire dall'abuso d'ufficio". Infine la politica nazionale ed i rapporti con il Pd nella maggioranza di governo: "Letta mi insulta praticamente ogni giorno, non mette in difficoltà me bensì tutto il governo. Letta parla di Ius soli, patrimoniale e ddl Zan quando nell'ultimo decennio il Pd è stato quasi sempre in maggioranza e non è mai riuscito a concretizzarle. Pensa di farlo adesso con la Lega? È una provocazione per me, per Draghi, per tutta la maggioranza e addirittura per il Colle"

ANSA

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SEZ. POLITICA Tassa a favore dei giovani? Draghi boccia Letta

21 Maggio 2021, 10:47am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Tassa a favore dei giovani? Draghi boccia Letta

INSERITO DA ANGELA CECERE Non è durata neanche 24 ore la proposta del segretario del Pd Letta di creare una dote per la generazione Covid grazie all’introduzione della tassa di successione per valori sopra il milione di euro. Ieri pomeriggio Draghi ha affondato l’idea in modo lapidario: «Non ne abbiamo mai parlato, ma non è il momento di prendere i soldi ai cittadini ma di darli». La proposta del segretario Pd consisteva in un prelievo dell’1% sulle eredità milionarie. Letta ipotizzava di riservare il fondo così generato alla formazione di una dote di 10mila euro alla metà dei 18enni italiani, quelli più bisognosi in base all’Isee. Una dote per studi, formazione e casa.

LEGGO

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SEZ. POLITICA LA CAMERA HA APPENA APPROVATO IL DECRETO #SOSTEGNI

20 Maggio 2021, 08:24am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA LA CAMERA HA APPENA APPROVATO IL DECRETO #SOSTEGNI

COMUNICATO STAMPA

INSERITO DA PASQUALE GRECO La parlamentare Carmen di lauro ci fa sapere che: Dopo l'approvazione del Senato abbiamo appena approvato anche alla Camera il DL Sostegni, con 32 miliardi di euro si tratta del PIU' INGENTE stanziamento con un singolo decreto dall'inizio della pandemia. Ed è bene ricordare come questi fondi siano il frutto dello scostamento di bilancio votato dal precedente Governo guidato da Giuseppe Conte. Con questo decreto vengono messi in campo contributi alle attività economiche per 11,1 miliardi di euro (addirittura superiori ai contributi a fondo perduto erogati dall’Agenzia delle entrate per tutto il 2020). Sono previste misure a sostegno di imprese, partite Iva e lavoratori autonomi, con nuovi contributi a fondo perduto, un sostegno alla scuola, all’università e alla ricerca, nuove misure a protezione dei lavoratori e per il contrasto alla povertà, misure fiscali e un sostegno agli enti locali, nonché un piano per la lotta all'epidemia da coronavirus, con nuove risorse per l'acquisto dei vaccini. Abbiamo confermato la nostra linea in tutte le misure sul LAVORO, dunque: proroga Cig, proroga blocco licenziamenti, rifinanziamento Reddito di cittadinanza, nuove mensilità di reddito di emergenza ecc. Tuttavia è chiaro che un singolo provvedimento in sé non è sufficiente per far fronte all'incredibile emergenza nella quale è precipitato il Paese. Per questo anche queste misure messe in campo devono continuare ad essere inquadrate in un percorso più ampio iniziato a marzo 2020, con il Cura Italia, e che continuerà con il prossimo scostamento di bilancio. Come MoVimento 5 Stelle continueremo a batterci per difendere i diritti e le necessità della parte più fragile del Paese. Nessuno deve essere lasciato indietro.

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SEZ. POLITICA Draghi verso allentamento misure in cabina di regia, tensioni Pd-Lega. Nodo coprifuoco Pd, Salvini ci fa perdere soldi Ue.A fine maggio governance Pnrr

17 Maggio 2021, 10:17am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Draghi verso allentamento misure in cabina di regia, tensioni Pd-Lega. Nodo coprifuoco Pd, Salvini ci fa perdere soldi Ue.A fine maggio governance Pnrr

INSERITO DA ANGELA CECERE Misure più soft, mantenendosi con fermezza nel binario della prudenza e della gradualità. Il premier Mario Draghi, alla luce dei dati confortanti su contagi e vaccinazioni e dei pareri, più ottimistici, degli esperti del Cts, si prepara alla cabina di regia decisiva per un nuovo allentamento delle restrizioni. Ma la vigilia del vertice di governo è ancora segnata dalle tensioni che, più in generale, attraversano la maggioranza, in primis Lega e Pd. Allo strappo di Salvini sulle riforme è ancora il Nazareno, in mattinata a replicare con durezza: "Se Salvini non vuole i fondi Ue si dimettano i ministri chiamati a gestirli", attacca il vice segretario Giuseppe Provenzano. Lo schema dei Dem è piuttosto chiaro: l'agenda delle riforme alla quali è chiamato il governo è dettata dal principio che sta alla base del Recovery Fund: risorse in cambio di un cronoprogramma rigido da rispettare. In caso contrario il flusso di fondi europei può arrestarsi. Lo schema è ben chiaro anche al capo del governo. Che sulle riforme previste dal Recovery non ha alcuna intenzione di rallentare. Eppure, qualche intoppo le tensioni nella maggioranza lo creano. I due primi decreti post-Recovery, quello sulle semplificazioni e quello sulla governance saranno varati dal governo nel corso dell'ultima settimana di maggio e non la prossima, come i più ottimisti, tra chi gestisce il dossier del Pnrr, si auguravano. Non subirà ulteriori ritardi, invece, il decreto sostegni-bis, che potrebbe vedere la luce in un Consiglio dei ministri tra mercoledì e giovedì. Prima di ultimarlo, infatti, Draghi vuole capire cosa e quanto potrà riaprire in Italia. E su questo base i numeri dei ristori potranno sensibilmente cambiare. La speranza, nel governo, è che quello della prossima settimana sia l'ultimo decreto sostegni. L'obiettivo, infatti, è procedere ad una riapertura progressiva da qui a fine giugno. Ma già nella cabina di regia di oggi Draghi tornerà a trovarsi tra due fuochi: da un lato la Lega del "riaprire tutto" e dell'altro il titolare della Salute Roberto Speranza, depositario della linea della prudenza. Il pressing del centrodestra è alto, l'obiettivo - sul quale anche il M5S potrebbe concordare - è spostare il coprifuoco alle 24 già dal 24 maggio. E, prima della cabina di regia, Salvini ha convocato una videoconferenza con i membri del governo della Lega per organizzare le mosse da mettere sul tavolo della cabina di regia. Ma le tensioni sulle misure anti-Covid potrebbero impallidire di fronte a quelle che, già dai prossimi giorni, rischiano di emergere sulla governance del Recovery e sulle macro-riforme del Pnrr, a cominciare da quella della giustizia. "Salvini si mette all'angolo, anche Fi lo isola", attacca Anna Rossomando del Pd. "Letta stia sereno, Draghi farà le riforme, anche con la Lega", replica il capogruppo azzurro Roberto Occhiutto. L'obiettivo, per il premier, è incassare la riforma della giustizia e quella del fisco prima dell'elezione del presidente della Repubblica, vero e proprio spartiacque del governo. Ed è un obiettivo in cui Draghi può contare sull'appoggio dell'Ue e non solo. "Sono rimasto colpito favorevolmente da Draghi e dai suoi ministri, hanno le idee ben chiare sul futuro"; sottolinea l'inviato speciale Usa per il clima John Kerry al termine della sua missione romana. In Parlamento, però, sulla giustizia si preannuncia battaglia, soprattutto sulla riforma del processo penale. Tanto che il M5S spinge per dare la precedenza a quella della giustizia civile e del Csm. Le tensioni rischiano di essere alimentate anche dalla partita delle 500 nomine a cui si avvicina Draghi. Da Ferrovie dello Stato a Cassa Depositi e Prestiti fino a quella della Rai. Tutti, nella maggioranza, vogliono dire la propria. Ma l'impressione è il premier gestirà il dossier innanzitutto con i ministri a lui più vicini, a partire dal titolare del Tesoro Daniele Franco.

ANSA

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SEZ. POLITICA Draghi oggi a question time, domande su migranti e brevetti Alle 15 alla Camera, interrogazione anche su Durigon e coprifuoco

13 Maggio 2021, 08:41am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Draghi oggi a question time, domande su migranti e brevetti Alle 15 alla Camera, interrogazione anche su Durigon e coprifuoco

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Dal Recovery al caso Durigon, passando per la sospensione dei brevetti per i vaccini anti covid e per altri temi di attualità: su questo alle 15 il presidente del Consiglio Mario Draghi dovrà cimentarsi nel suo primo question time nell'Aula di Montecitorio. Draghi risponderà poi sugli interventi per il riavvio del settore wedding, sulle iniziative per il contrasto delle morti sul lavoro, sulla sospensione del patto di stabilità Ue, sull'emergenza migranti, sul rilancio del turismo e, infine, sulle iniziative rispetto ai debiti verso la Ue. Il regolamento della Camera prevede ogni mercoledì che il governo risponda alle interrogazioni a risposta immediata dei gruppi, trasmesse in diretta televisiva. Il presidente del Consiglio, sempre a norma di regolamento, dovrebbe presentarsi a rispondere in Aula almeno una volta al mese. L'ultimo premier question time alla Camera si è tenuto solo il 21 ottobre: a rispondere alle interrogazioni a risposta immediata era Giuseppe Conte

ANSA

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SEZ. POLITICA Comunali, Letta: 'Zingaretti era un ottimo candidato ma fa altro' 'Gualtieri farà benissimo in Campidoglio'

12 Maggio 2021, 09:12am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Comunali, Letta: 'Zingaretti era un ottimo candidato ma fa altro' 'Gualtieri farà benissimo in Campidoglio'

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Zingaretti sarebbe stato un ottimo candidato a Roma, ma sta facendo un'altra cosa e la sta facendo molto bene gestendo la sanità del Lazio". Lo ha detto il segretario del Pd Enrico Letta a Forrest su Radio1. "La sua candidatura andava gestita e verificata rispetto alla gestione della campagna vaccinale. Da settimane Gualtieri aveva fatto capire che era interessato a candidarsi al Campidoglio. Mettiamo in campo il ministro dell' Economia che ha lanciato la prima versione del Recovery e farà benissimo al Campidoglio", ha concluso. "Sul Copasir ha ragione la Meloni. Per legge va presieduto dalla minoranza. Siccome l'unica minoranza oggi è quella di Fdi, è giusto a Fdi tocchi la presidenza del Copasir. Per quanto la legge non sia scritta benissimo sul principio non ho dubbi", h aggiunto il segretario del Pd. "Avevamo chiesto a Virginia Raggi di avere coraggio e mettersi in discussione. La sindaca sa che a Roma ci sono emergenze irrisolte in molti settori: buche, rifiuti, periferie, trasporti. A differenza dell'emergenza sanitaria nel Lazio risolta da Zingaretti. Conte ha fatto una scelta di campo decidendo di sostenere la Raggi, scegliendo la strada del confronto davanti agli elettori, ma Gualtieri andrà al ballottaggio e Virginia Raggi ci aiuterà in quell'occasione". Così il responsabile Enti Locali del Pd e ex ministro Francesco Boccia sulla partita delle comunali a Roma. "Roberto Gualtieri è una candidatura forte e credibile e la sua scelta di candidarsi aiuterà questo progetto di una rinascita". Così il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, a margine dell'inaugurazione del playground di Tiburtino III, del murales e di un parco dedicato ad Anna Magnani. "Roma non può continuare a vivere solo di emergenze: emergenza rifiuti, emergenza trasporti, emergenza lavoro, emergenza buche, emergenza periferie. Emergenza disuguaglianze perché in questi anni sono cresciute in maniera intollerabile le ingiustizie. Le persone sono stremate e non ne possono più perché i problemi vengono addirittura ignorati", osserva. "Hanno privato Roma di un'idea di futuro. Non è normale - aggiunge -. Bisogna e si può voltare pagina. Ridare a Roma il ruolo che gli spetta nel mondo e ridare tranquillità e felicità ai cittadini. Solo l'alleanza del centrosinistra può garantire questo e riaccendere la speranza. A Roma l'alleanza c'è e chi se ne tira fuori sbaglia. Bisogna prima di tutto pensare a Roma e non a sé stessi". "Facciamo delle primarie una grande opportunità di mobilitazione popolare. Ci sono tante persone autorevoli e radicate che arricchiranno il confronto", conclude. ANSA

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