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SEZ. POLITICA Giugliano annullamento bonus spesa, Luigi Guarino: “Richiesta irresponsabile e pericolosa”

24 Gennaio 2021, 11:15am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il consigliere comunale si esprime sulla questione che ha visto 7 consiglieri comunali, che fanno capo all’ex sindaco Antonio Poziello, protocollare una richiesta di annullamento del bonus spesa. GIUGLIANO – Il consigliere comunale Luigi Guarino si è espresso sulla questione che ha visto 7 consiglieri comunali che fanno capo all’ex sindaco Antonio Poziello, protocollare una richiesta di annullamento del bonus spesa. Egli infatti, ha così affermato: “Una parte dell’opposizione guidata dall’ex sindaco Poziello vuole soffiare sul fuoco della protesta. La richiesta di annullamento del bando dei bonus spesa rappresenta un atteggiamento irresponsabile e pericoloso”. “Errori e ritardi ci sono sicuramente stati ma la politica deve trovare soluzioni e tendere una mano, non aizzare la folla. In questa vicenda, per onestà intellettuale, va detto che hanno sbagliato un po’ tutti: l’amministrazione comunale che si è insediata da pochi mesi in una situazione difficile, gli uffici dei servizi sociali che sono in affanno per la carenza d’organico, qualche cittadino che non ha inviato la richiesta con qualche mancanza e alcuni Caf a cui si è rivolta la cittadinanza” – prosegue Guarino. “Così ci siamo ritrovati con migliaia di famiglie che aspettavano i soldi per Natale ed ora possono cadere nello sconforto. L’annullamento del bando andrebbe però ad aumentare ancora di più il senso di sfiducia nelle istituzioni ed innescare reazioni sconsiderate nel mezzo di una pandemia” – sostiene il consigliere comunale. “Adesso bisogna accelerare per l’erogazione e trovare il modo per arrivare al maggior numero possibile di bisognosi. Lavoriamo per allargare la platea dei beneficiari e affinché la procedura sia più trasparente possibile. L’uscita dei 7 colleghi di minoranza può provocare invece ulteriore rabbia sociale. La disperazione può portare a gesti inconsulti. È il momento della solidarietà e noi rappresentati del popolo dobbiamo pesare bene le parole” – conclude Guarino. DI ALESSANDRA CHIANESE

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SEZ. POLITICA "Il Recovery sarà ulteriormente modificato", lo dice Conte ai sindacati

22 Gennaio 2021, 14:38pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA "Il Recovery sarà ulteriormente modificato", lo dice Conte ai sindacati

INSERITO DA MORENA MOTTA "Il passaggio che stiamo facendo con voi ci spingerà a modificare ulteriormente il Recovery Plan, per quanto necessario e opportuno". Lo ha detto il premier, Giuseppe Conte, parlando con i leader sindacali nell'incontro di Palazzo Chigi.

Conte ha auspicato che il confronto con i sindacati sia "intenso e costruttivo. Abbiamo una versione aggiornata, oggettivamente migliorata, del piano. Questo piano deve servirci a liberare il potenziale di crescita dell'economia, a dare impulso alla produttività e all'occupazione. E lo dobbiamo fare aumentando la capacità del nostro Paese di affrontare queste sfide e le trasformazioni in atto che riguardano anche le modalità organizzative del mondo del lavoro, rafforzando al contempo anche la coesione sociale".

Il presidente del Consiglio ha spiegato ai sindacati che il Recovery garantirà "una crescita significativa del Pil ma anche degli indici di benessere". Conte ha inoltre fornito la stima di "un impatto positivo per una crescita di almeno 3 punti in più nel 2026 rispetto a quella ordinaria. Secondo le prime valutazioni effettuate dal Mef, gli investimenti, gli incentivi e le riforme contenute nel Piano avranno un impatto che nel 2026, l'anno finale del Piano, dovrebbe tradursi in un crescita di 3 punti percentuali più alta rispetto allo scenario a politiche invariate. Ma a noi non interessa solo il pil. A noi interessa, direi ancor di più, che il Piano abbia un impatto positivo anche su tutti gli indicatori di benessere e di sviluppo sostenibile, grazie agli investimenti attivati direttamente e indirettamente, e alle innovazioni tecnologiche introdotte".

 Il presidente del Consiglio ha  inoltre ringraziato i sindacati “per il contributo che dato al Paese in questi mesi difficili rinunciando anche a legittime rivendicazioni".

FONTE AGI

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SEZ. POLITICA Dpcm, le novità sugli spostamenti: sì a non conviventi in auto, fuori comune per sport, affitti e seconde case, funerali

21 Gennaio 2021, 11:37am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Dpcm, le novità sugli spostamenti: sì a non conviventi in auto, fuori comune per sport, affitti e seconde case, funerali

INSERTO DA ANGELA CECERE Il Governo ha pubblicato nuove Faq sul Dpcm in vigore fino al 5 marzo per fare chiarezza su alcuni punti e rendere chiaro quello che si può e non si puà fare nelle varie zone. Sì all'andare in auto tra persone non conviventi in zona rossa e sempre nelle stesse aree sarà possibile spostarsi tra comuni se si sta facendo attività sportiva. Viaggi in auto I cittadini potranno viaggiare con persone non conviventi in auto in zona rossa, purché davanti ci sia solo il guidatore e due passeggeri al massimo per ciascuna ulteriore fila di sedili posteriori. Per attività sportiva si può andare in un altro comune, ovviamente solo nel caso l'attività lo richieda, ad esempio andando in bicicletta. Spostamenti zona rossa Lo spostamento dalla zona rossa alla gialla o arancione è consentito esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità (per esempio l'acquisto di beni necessari) o motivi di salute, ma anche "se strettamente necessario ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza, se prevista". Se una persona è giustificata a spostarsi dalla zona rossa o arancione presso un'altra ma non può perché magari non ha la patente o ha un altro impedimento può farsi accompagnare da un familiare (preferibilmente convivente). Nel rispetto di tali condizioni, anche lo spostamento dell'accompagnatore è giustificato. Lavoro Lo spostamento per motivi di lavoro deve essere dimostrato con cartellini ad esempio, o lettere del datore di lavoro, oltre all'autocertificazione. Consentito il dog sitting, equiparato all'attività di collaboratrice domestica. Attività sportiva Nell'area rossa è consentito svolgere l'attività sportiva esclusivamente nell'ambito del territorio del proprio Comune, dalle 5 alle 22, in forma individuale e all'aperto, mantenendo la distanza interpersonale di due metri. Tuttavia è possibile, "nello svolgimento di un'attività sportiva che comporti uno spostamento (per esempio la corsa o la bicicletta), entrare in un altro Comune, purché tale spostamento resti funzionale unicamente all'attività sportiva stessa e la destinazione finale coincida con il Comune di partenza". L'attività motoria è concessa in prossimità della propria abitazione e con la mascherina, così come l'accesso ai parchi, sempre nel rispetto delle distanze di sicurezza.  L'attività venatoria o la pesca dilettantistica o sportiva sono consentite ovunque all'interno dell'area gialla; consentite in area arancione solo nell'ambito del proprio Comune; vietate in area rossa. Immobili e seconde case In tutte le aree "è possibile spostarsi da un Comune a un altro per andare a vedere degli immobili da acquistare o prendere in affitto". Consentito anche lo spostamento verso la seconda casa, qualunque sia l'area di appartenenza. Il titolo deve avere data certa (come, per esempio, la data di un atto stipulato dal notaio, ovvero la data di registrazione di una scrittura privata) anteriore al 14 gennaio 2021. Sono dunque esclusi tutti i titoli di godimento successivi a tale data. Funerali Sono concesse le funzioni religiose secondo i protocolli stabiliti in ogni area. Sono permesse anche  le tumulazioni e le sepolture rispettando la distanza interpersonale di un metro tra le persone che vi assistono ed evitando ogni forma di assembramento. A tal riguardo è concesso spostarsi tra Regioni per partecipare al funerale di un parente a prescindere dal colore, a condizione che si tratti di un parente stretto (fino al secondo grado) o unico parente rimasto. 

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SEZ. POLITICA Crisi di governo, Conte al Senato: «Difficile governare con chi mina gli equilibri». E chiede riforma titolo V e legge elettorale DIRETTA

19 Gennaio 2021, 11:17am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Crisi di governo, Conte al Senato: «Difficile governare con chi mina gli equilibri». E chiede riforma titolo V e legge elettorale DIRETTA

INSERITO DA ANGELA CECERE Giuseppe Conte si gioca il tutto per tutto. Il presidente del Consiglio, dopo aver raggiunto la maggioranza assoluta nel voto di ieri alla Camera dei Deputati, cerca oggi, 19 gennaio, la fiducia anche al Senato della Repubblica. Qui la situazione è più difficile per il Premier in quanto, senza i voti dei di Italia Viva, i numeri della maggioranza sono in bilico. La maggioranza assoluta dei voti è a quota 161, più probabile - secondo le ultime indiscrezioni - che Conte riesca ad ottenere una maggioranza semplice, intorno a 155-156 voti, che gli permetterebe di avere la fiducia ma che renderebbe difficile la vita del governo in Senato e specialmente nelle commissioni, dove l'esecutivo guidato da Conte potrebbe non avere i numeri necessari per mandare avanti i provvidimenti. Il voto finale è comunque previsto in serata.  Conte ha iniziato a parlare appena dopo le 9.30. Ieri sera alla Camera aveva incassato la fiducia con 321 voti a favore (più della maggioranza assoluta), 259 contrari e 27 astenuti. Dopo l'intervento di Conte, si terrà un dibattito che impegnerà l'Assemblea di Palazzo Madama fino alle 12.30: riprenderà alle 13.30 fino alle 16.30. Dopo un'ora di pausa per la sanificazione dell'Aula, Conte replicherà intorno alle 17.30, dopodichè per un'ora e mezza circa ci saranno le dichiarazioni di voto. La votazione di fiducia dovrebbe avere inizio intorno alle 19.30 e dovrebbe concludersi intorno alle 20.30. Le parole di Conte «Mi associo, a nome del governo, a questo ricordo del senatore Macaluso. Io credo che anche chi non ha condiviso le idee politiche possa condividere che è stato un grande protagonista della vita politica e culturale italiana», ha detto Conte intervenento al Senato. «Abbiamo già i primi risultati per quanto riguarda l'inversione del numero di immatricolati nelle università meridionali: è un segnale importante, è salito del 6,7%, era sempre negativo». «Abbiamo introdotto e portato a regime, fino al 2029, per la prima volta, la fiscalità di vantaggio per tutte le imprese che operano nel Mezzogiorno, con un taglio dei contributi previdenziali del 30% per i primi 5 (5, rpt) anni e poi a calare. Noi non siamo meridionalisti per vocazione intellettuale, se non corre il Mezzogiorno non corre l'Italia».  In questi giorni ci sono state «continue pretese, continui rilanci concentrati peraltro non casualmente sui temi palesemente divisivi rispetto alle varie sensibilità delle forze di maggioranza. Di qui le accuse, a un tempo di immobilismo e di correre troppo, di accentrare i poteri e di non aver la capacità di decidere. Vi assicuro che è complicato governare con chi mina continuamente un equilibrio politico pazientemente raggiunto dalle forze di maggioranza». «Le nostre energie dovrebbero essere tutte e sempre concentrate sulle risposte urgenti alla crisi che attanaglia il Paese, mentre invece così, agli occhi di chi ci guarda, dei cittadini in particolare, appaiono dissipate in contrappunti polemici e spesso sterili, del tutto incomprensibili rispetto a chi ogni giorno si misura con la paura della malattia, con lo spettro dell'impoverimento, con il disagio sociale anche psicologico, con l'angoscia del futuro. Con questa crisi, come ho detto ieri alla Camera, la classe politica tutta rischia di perdere il contatto con la realtà. C'era davvero bisogno di aprire una crisi politica in questa fase?». Legge elettorale e titolo V Sulla proposta del sistema proporzionale «leggo delle interpretazioni, diciamo così maliziose. Negli anni passati abbiamo subito una frantumazione della rappresentanza. Sono emersi nuovi processi, anche in maniera dirompente, non possiamo fare una legge che costringa forze così diverse. Questo artificio contribuirebbe all'instabilità politica, non stabilirebbe il quadro». Le forze politiche, dopo le elezioni «saranno chiamate a definire accordi programmatici di alto profilo per governare, in modo da consentire una solida prospettiva politica» ai cittadini, aggiunge «L'esperienza della pandemia impone anche un'attenta, meditata e pacata riflessione sulla revisione del Titolo V della Parte II della Costituzione» sul rapporto tra Stato e Regioni. «Lavoriamo tutti insieme, meditiamo insieme sul riparto delle competenze legislative di Stato e Regioni, come pure alla individuazione di meccanismi e istituti che consentano di coordinare più efficacemente il rapporto tra i diversi livelli di governo. In questo contesto, occorre garantire e tutelare, con la massima intensità, le autonomie speciali e le minoranze linguistiche». «Il piano di distribuzione dei vaccini sta procedendo spedito. Siamo i primi nell'Unione europea, ma dobbiamo continuare a lavorare con la massima determinazione, in attesa che si rendano disponibili i nuovi vaccini e di potere sperimentare le nuove terapie monoclonali. Nei prossimi mesi sarà importante rafforzare la politica di testing».  «Adesso bisogna voltar pagina. Questo Paese merita un governo coeso, dedito a tempo pieno a lavorare esclusivamente per il benessere dei cittadini e per favorire una pronta ripartenza della nostra vita sociale e una incisiva ripresa della nostra economia». Riforma ammortizzatori e digital divide «Occorre introdurre una riforma che valga a razionalizzare il sistema degli ammortizzatori sociali e solide proposte di politiche attive del lavori. Marzo è già domani», dice il premier Giuseppe Conte intervenendo al Senato e ricordando come, il 31 marzo, al momento sia prevista la fine del blocco dei licenziamenti. «Nel settembre 2019 avevano lo Spid 4 milioni di persone, adesso siamo a 16 milioni e centomila. L'app Io oggi ha 9 milioni e 365 mila cittadini iscritti, non esisteva nel settembre 2019. Il nostro obiettivo è ridurre le diseguaglianze per uguaglianza di partenza: un grande fattore di diseguaglianza è il digital divide, dobbiamo lavorare in questa direzione». Conte ribadisce l'obiettivo della riforma fiscale, nel segno della «competitività» e «crescita sostenibile». "Opere mai bloccate" «Si è detto che le opere» del decreto semplificazioni «sarebbero ancora bloccate per la designazione dei commissari: innanzitutto la lista c'è ma poi non è così, le opere non sono mai state bloccate, perché i poteri dei commissari sono stati attribuiti dal decreto semplificazioni ai responsabili unici di progetto. Gli appalti di Anas e Fsi sono cresciuti 43,3 mld rispetto ai 39,4 del 2019. È un florilegio ma lo dico: questo è stato possibile grazie alla condivisione, collaborazione, responsabilità in ciascuna forza politica», dice Conte facendo riferimento a una critica che gli è stata mossa da Iv. Con pandemia Governo unito «Con la pandemia, con la sua sofferenza, il Paese si è unito. Si è elevato il senso di unità del governo, si sono elevate le ragioni dello stare insieme». Di fronte alla pandemia il governo ha dovuto «operare delicatissimi, faticosissimi, bilanciamenti dei princìpi e dei diritti costituzionali. In questi mesi così drammatici, pur a fronte di una complessità senza precedenti, questa maggioranza ha dimostrato grande responsabilità, raggiungendo - certamente anche con fatica - convergenza di vedute e risolutezza di azione, anche nei passaggi più critici». «Abbiamo coltivato - sottolinea - un costante e serrato dialogo con tutti i livelli istituzionali, a partire dalle Autorità regionali sino a quelle comunali, nella consapevolezza che solo praticando indefessamente il principio di "leale collaborazione" sarebbe stato possibile perseguire strategie di intervento efficaci, considerato - a tacer d'altro - che le competenze in materia di gestione sanitaria sono rimesse primariamente alle Regioni». Sul recovery «Io ho già rilevato che il dialogo tra politica e scienza è diventato particolarmente intenso. In realtà, mai come in questo periodo la »politica« è stata chiamata ad assolvere alla sua più nobile missione, di operare scelte per il bene comune, alcune delle quali di portata oserei dire »tragica«. »Fortemente «politica» è stata la determinazione con la quale il Governo, primo fra tutti i governi europei, ha chiesto all'Unione di rispondere alla crisi in modo radicalmente diverso rispetto al passato e di farsi promotrice di politiche espansive, finanziate da strumenti di debito comune, orientate al raggiungimento di strategie condivise. Lo storico accordo sul programma Next generation EU, per il raggiungimento del quale l'Italia ha avuto un ruolo propulsivo e decisivo, spendendosi in ogni sede, a ogni livello formale e informale, non solo ci consente di disporre di 209 miliardi di euro, ma ha impresso alla politica europea una svolta irreversibile, inaugurando un nuovo corso, suscettibile di mutare profondamente i paradigmi delle politiche economiche e il volto stesso dell'Unione europea«. »Ne discuteremo di questa svolta, prossimamente, nell'ambito della conferenza sul futuro dell'Europa. Non è questo l'esito, anch'esso eminentemente politico, della scelta europeista che ha rappresentato una delle ragioni fondative dell'alleanza di Governo?«, ha chiesto il premier. 

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SEZ. POLITICA Crisi di governo, duello all'ultimo voto in Senato: è caccia ai "volenterosi"

19 Gennaio 2021, 09:06am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Crisi di governo, duello all'ultimo voto in Senato: è caccia ai "volenterosi"

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Giuseppe Conte supera il primo ostacolo, il più facile, quello del voto di fiducia alla Camera dei deputati. A suo sostegno hanno votato in 321 (maggioranza assoluta), 259 i no e 27 gli astenuti. Come nelle previsioni Pd, M5s e Leu si sono schierati al fianco del presidente del Consiglio, il centrodestra ha votato contro con l’unica eccezione del voto di Renata Polverini che ha anche annunciato l’addio a Forza Italia. Scheda bianca per Italia viva ma i 27 astenuti totali mostrano che al gruppo di Iv (composto da 30 deputati) mancano 3 voti. Le parole del capogruppo Rosato sono state piuttosto morbide, con una mano tesa al premier: «Questo Parlamento ha una maggioranza politica e numerica per andare avanti, se lei vuole presidente». ALESSANDRA SEVERINI LEGGO.IT

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SEZ. POLITICA Crisi di Governo, Conte alla Camera alle 12. Il premier: «Ho fiducia nei parlamentari e nel Paese» DIRETTA

18 Gennaio 2021, 11:57am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Crisi di Governo, Conte alla Camera alle 12. Il premier: «Ho fiducia nei parlamentari e nel Paese» DIRETTA

INSERITO DA ANGELICA CECERE È il giorno del giudizio per Giuseppe Conte. Intorno alle 12 è previsto l'intervento al Camera del presidente del Consiglio, dopo lo strappo di Matteo Renzi che ha aperto di fatto una crisi all'interno della maggioranza: il premier interverrà a Montecitorio dove il voto di fiducia non dovrebbe essere un problema. Decisiva per la sopravvivenza dell'esecutivo sarà la giornata di domani al Senato, dove senza i voti di Iv Conte è in minoranza. «Si parla nelle sedi opportune, nelle sedi istituzionali. Se ho fiducia nei parlamentari? Ho fiducia nei parlamentari e nel Paese», ha detto il premier Giuseppe Conte, in una battuta a Fanpage.it, mentre fa il suo ingresso - a piedi, con cartellina in mano - a Palazzo Chigi entrando dall'ingresso posteriore dell'edificio. Intanto il centrodestra ha convocato alle 11 un vertice per fare il punto della situazione politica in vista dell'intervento del premier Conte alla Camera previsto alle 12. All'incontro partecipano il leader della Lega Matteo Salvini, il vice presidente di Fi Antonio Tajani e la leader di Fdi Giorgia Meloni. Sono inoltre presenti rappresentanti dell'Udc, di Noi con l'Italia e di Cambiamo!. Salvini: subito voto o governo di centrodestra Salvini, oggi a Rtl 102.5, ha fatto sapere che se il premier non ha i numeri, sarà il caso di andare al voto: «Oggi il problema per molte famiglie è la salute con i vaccini che mancano e la scuola con migliaia di ragazzi in classe senza sicurezza e le scadenze fiscali che nessuno ha rimandato, che tutto questo è in secondo piano perchè Mastella e Tabacci cercano senatori di notte è imbarazzante. Io non ci rimarrei mai così al governo. Se Conte non ha i numeri le strade sono due: o le elezioni oppure se Mattarella ritenesse il centrodestra ha progetti e poche cose da fare velocemente per tirare fuori il paese dalla pandemia». Conte va a caccia di voti, al Senato soglia lontana. Oggi alle 12 la fiducia alla Camera La Boschi apre a Conte «Non abbiamo mai detto 'mai più' nella coalizione, ma mi pare che Pd, 5Stelle e Leu con il presidente Conte preferiscano affidarsi a Mastella per la ricerca dei responsabili. Responsabili che non si sa neppure se ci siano». Così la presidente dei deputati di Italia viva Maria Elena Boschi su 'La Repubblica'. «Al momento la nostra posizione è l'astensione - dice sul voto in Aula - poi chiaramente aspettiamo di ascoltare quello che dirà il premier». Su un ritorno in maggioranza: «Per uno scambio di poltrone non ci siamo, per uno scambio di idee sì, sempre. Ma se dobbiamo assistere alla caccia al responsabile di queste ore, noi non siamo minimamente della partita». «Il racconto di questa crisi come atto di isteria personalistico, come scontro di ego non funziona - rileva - noi abbiamo posto dei problemi di merito. Il Pd ci dava ragione in privato e torto in pubblico. Noi rinunciamo a tutto, anche alle poltrone. Ma non rinunceremo mai alla nostra dignità. Diciamo che se avessimo puntato ad ottenere un posto in più al governo avremmo potuto chiudere rapidamente con Conte», osserva rassicurando sul voto per lo scostamento, i ristori, il piano vaccinale, e gli aiuti ai medici. «Non abbiamo mai messo veti o pregiudiziali sui nomi. Noi appoggeremmo un governo che avesse chiaro che cosa bisogna fare per il Paese - rileva - vogliono cambiare questo governo? Bene, ci facciano sapere per far cosa. La nostra posizione è cristallina. Penso che i nomi, Conte o altri, vengano dopo aver scelto quali sono le cose da fare». Sul 'murò posto da Graziano Delrio: «Inaffidabile è chi segue la linea grillina, chi mette i veti su Renzi preferendogli Di Battista o Mastella. Quanto a Graziano, gli vorrò sempre bene. Se oggi ha deciso che si trova meglio con Casaleggio che con noi non posso che rispettarlo ma non condivido la sua nuova linea». Mastella: io sono il medico per la cura «Ci sono, ma non si vede. Sono il medico a cui si domanda la cura. Sono tutti terrorizzati dal voto. Anche quelli dell'opposizione. Se ti vuoi salvare io ti indico la strada». Così Clemente Mastella su 'La Repubblica', dove racconta di stimare il premier Conte: «Ha un suo passo moroteo. Moro era infinito, Conte è garbato, felpato, levantino. Adesso sostengo Conte, mica i grillini». «Mi fanno apparire come il grande vecchio della politica italiana, mentre io mi sono assunto soltanto una responsabilità morale - aggiunge - questo non sarà magari il governo dei sogni, ma quello che viene dopo rischia di essere molto peggio. E voglio evitarlo». Domani al Senato «Conte avrà la maggioranza. I numeri seguono il governo». Dove ha sbagliato Renzi? «Non è democristiano. Anche Fanfani era un toscano fumantino, ma si fermava un attimo prima del burrone. Renzi non si regola. E adesso i suoi lo stanno abbandonando». E anche su 'Il Messaggerò, Mastella rassicura: «Io continuerò a fare il sindaco. Anche se mi sconcerta l'iniziativa del Pd e del M5S locali che, mentre io lavoro sul piano nazionale, mi vogliono fottere su quello locale e hanno detto mai più Mastella-sindaco». Sul partito di Conte, sempre sul Messaggero, ironizza ma neanche troppo: «Dopo gli straccioni di Valmy possiamo fare gli straccioni di Volturara Appula anche perché io sono il più vicino. La provincia di Benevento confina con quella di Volturara. Si fa se c'è il consenso degli altri (Pd e M5S). Mettendo insieme tutti quelli bravi (ovvero che hanno i voti) perché se ne perdi uno rischi di perdere la partita (nei collegi). Se invece vince l'egoismo si rischia di perdere ovunque. Occorre mettere insieme tutti quelli che hanno costruito qualcosa. Di area socialista, democristiana, laica. Si mette in campo tutto quello che c'è in mezzo perché i quattro partiti di governo se vanno al voto, nei collegi uninominali, perdono tutti. Tutti insieme, invece, possiamo competere nei collegi».

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SEZ. POLITICA Vaccini, Ciampi: "Priorità ai medici di base" Il consigliere 5 Stelle: "La Regione riveda il calendario del piano vaccinale"

17 Gennaio 2021, 10:04am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

vaccini ciampi priorita ai medici di base

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La nota Avellino. Se non si opera con buonsenso si rischia di vaccinare prima gli impiegati e poi i medici di famiglia. I medici di medicina generale, per essere messi in condizione di operare attivamente nella campagna vaccinale, vanno protetti con vaccino anti covid, insieme alle altre categorie ritenute prioritarie. Si devono immediatamente rivedere le priorità di somministrazione. L’Unità di Crisi regionale individua nel piano per la campagna di vaccinazione anti covid i gruppi di rischio (medici e infermieri ospedalieri, personale e operatori delle residenze per anziani e infine specialisti ambulatoriali e medici di medicina generale). Ma l’elenco delle priorità non va confuso con l’ordine cronologico di somministrazione dei vaccini. La stessa Unità di Crisi con una nota del 3 gennaio, è corsa ai ripari spiegando che “la sequenza numerica contenuta nel Piano Vaccinale Regionale delle categorie da vaccinare non è da intendersi in senso cronologico”. Nella campagna vaccinale anti covid è essenziale l’impegno anche di medici del territorio, bisogna prevedere la vaccinazione per specialisti ambulatoriali, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. Sollecito la direzione aziendale ad applicare il calendario vaccinale secondo le disposizioni nazionali, in analogia a quanto già sta avvenendo nelle altre regioni. Nella giornata dell’Epifania in Piemonte c’è stato il Vaccine Day che ha coinvolto proprio i medici di base (medici di famiglia e pediatri). Il mio sostegno alle Segreterie Provinciali di Avellino di FIMMG, FIMP, SUMAI, SNAMI e SIMG, che hanno sollevato il problema. OTTOPAGINE

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SEZ. POLITICA Conte cerca il voto in Aula. Ora è caccia ai 'costruttori'. Fronda nel M5s

15 Gennaio 2021, 11:36am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Di Maio-Conte, è guerra fredda | L'HuffPost

INSERITO DA MORENA MOTTA Dopo l'appello di Di Maio, al Senato si avvicina il sostegno di Nencini e Maraio. Dem e M5S assicurano: "Mai più con Italia Viva" - Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha espresso la sua intenzione di andare al più presto in Parlamento per "l'indispensabile chiarimento politico", mediante comunicazioni, sulla crisi in atto provocata dallo strappo di Renzi. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dal quale il premier era andato nel pomeriggio, "ha preso atto - si legge in un comunicato del Quirinale - degli intendimenti così manifestati dal presidente del Consiglio". E, sempre in un comunicato del Colle, si legge che il presidente della Repubblica "ha firmato il decreto con il quale, su proposta del presidente del Consiglio, vengono accettate le dimissioni rassegnate dalla senatrice Teresa Bellanova dalla carica di ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali - il relativo interim è stato assunto dal presidente del Consiglio - dalla prof. Elena Bonetti dalla carica di ministro senza portafoglio e dell'on. Conte terrà comunicazioni nell'Aula della Camera lunedì. L'orario sarà definito dal presidente Fico dopo essersi consultato con la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati. Emerge dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio. - "Noi siamo stati molto chiari, chi stacca la spina, chi mette in difficoltà il governo non è più un interlocutore, e questa situazione di instabilità sta danneggiando l'Italia anche davanti alla comunità internazionale". Lo afferma Luigi Di Maio al Tg1, rispondendo alla domanda se ci siano ancora margini per ricucire con Matteo Renzi. - "Se io sto fuori? Io sto fuori. Se loro hanno i numeri, questa è la democrazia parlamentare che vince. Tanto di cappello. Ma se i numeri non ce l'hanno si andrà al Quirinale e si farà un altro governo". Lo dice Matteo Renzi, leader di Iv, a Dritto e rovescio, su Rete 4. FRONDA NEL M5S - Dal ritorno della didattica in presenza al No al Mes, passando per la rinuncia dei fondi a prestito previsti dal Recovery (con contestuale emissione di titoli italiani a copertura) e per il rafforzamento del sistema dei crediti fiscali, fino alla creazione della partita Iva di Cittadinanza e dell'Impresa di cittadinanza, esenti da tasse e burocrazia. E poi, un piano di servizi ambientale e completa riorganizzazione del servizio sanitario. Sono 7 punti che un gruppo di 13 parlamentari del M5s (tra cui 5 senatori) ha presentato in assemblea, chiedendo di inserirli nel contratto di legislatura per poter sostenere il prossimo governo. Procedere velocemente alla votazione per la leadership del M5s, come richiesto dallo Statuto del Movimento. Lo chiede il gruppo di 13 parlamentari del M5s, di cui 5 senatori, che ha presentato in assemblea congiunta un documento in cui si chiede, tra l'altro, di ripristinare il rispetto dello Statuto M5s che ne racchiude principi e valori. Nel documento, si apprende, si chiede anche un cambio di passo nella gestione del M5s con il superamento della gestione verticistica e il ritorno di una centralità del lavoro parlamentare. Nel mirino anche alcuni componenti pentastellati del governo, criticati sulla loro capacità di incidenza. - Finisce il 'Conte bis'. Non basta l'apertura di Giuseppe Conte a un "patto di legislatura". Matteo Renzi annuncia le dimissioni delle ministre di Italia viva dal governo. Si apre una crisi di governo dagli sbocchi ignoti. E si apre in modo inatteso, quando sembravano esserci tutte le condizioni per siglare la pace. Il premier annuncia di aver informato il Quirinale e di aver accettato il passo indietro di Teresa Bellanova ed Elena Bonetti. Parla di "grave responsabilità" e "notevole danno al Paese". Afferma di aver cercato "fino all'ultimo momento utile" il dialogo, ma il terreno è stato "disseminato di mine". - La conferenza dei capigruppo della Camera e del Senato. "Quest'aula non è e non può essere indifferente a quanto sta succedendo", dice in mattinata il presidente della Camera Roberto Fico che, accogliendo la richiesta unanime di maggioranza ed opposizione, sospende i lavori dell'aula di Montecitorio ed annuncia la convocazione della Conferenza dei Capigruppo "per un percorso ordinato è responsabile". Le Capigruppo però slittano in attesa di acquisire da Palazzo Chigi il documento formale con le dimissioni dal Governo dei ministri di Italia Viva. - I commenti. I cosiddetti responsabili non ci sono, la maggioranza dopo lo strappo con Renzi non esiste più, quindi è reale il rischio di elezioni a giugno dicono nel Pd. Ma i Dem spiegano che non possono andare dietro a rumors su sostegni alla maggioranza che al momento non si palesano. D'altro canto anche ricucire con Iv sembra una chimera perchè il M5S chiarisce che con Matteo Renzi non ci parla più. Quindi senza volerlo, è l'analisi del Pd, la situazione sta rotolando verso le elezioni anticipate a giugno. "Il Movimento deve solo mantenere la linea delle ultime 48 ore - scrive su Fb l'esponente M5s Alessandro Di Battista - Renzi ha squittito per far fuori Conte e basta? Benissimo, Conte resta al suo posto. Renzi ha lasciato il governo? Benissimo, non ci entrerà mai più. Senza Se e senza Ma. Intanto queste sono le due condizioni che la forza politica che ha preso più voti nel 2018 (con una legge elettorale, lo ricordo, fatta ad hoc contro il M5S) mette sul piatto. E siamo compatti. Finalmente". Ma intanto la ppolemica non si placa. Il vicesegretario del Pd Andrea Orlando attacca Italia Viva definendola responsabile per quanto accaduto: "Con una crisi economica galoppante Iv si è assunta la responsabilità di provocare la crisi che getta il paese nell'incertezza e nella confusione". E questo mentre i renziani non smettono di puntare il dito contro Conte. "C'è una crisi, due ministre si sono dimesse e il premier non vuole andare oggi al Colle e non vuole venire in Senato. C'è ancora una Costituzione in questo Paese o un DPCM l'ha cancellata? ", ironizza il capogruppo Davide Faraone . - L'appello ai costruttori che cominciano ad appalesarsi al Senato. Luigi Di Maio lancia un appello ai 'costruttori' su Fb: "Il mio appello si rivolge dunque a tutti i costruttori europei che, come questo Governo, in Parlamento nutrono la volontà di dare all'Italia la sua opportunità di ripresa e di riscatto. Insieme, possiamo mantenere la via. Guardiamoci intorno e troveremo un Paese che chiede di essere ascoltato. Non possiamo permetterci di ignorarlo". E i 'costruttori' arrivano. "Chi ha maggiori responsabilità è chiamato ad esercitarle fuoriuscendo dalla logica dei duellanti e tenendo fermo il richiamo del Presidente della Repubblica. Noi siamo tra i costruttori", annunciano in una nota il segretario del Psi Enzo Maraio e il Senatore Riccardo Nencini che aggiungono: "Avessimo un centro destra a trazione berlusconiana, l'ideale sarebbe un esecutivo di rinascita da oggi a fine legislatura. Gettare le fondamenta della nuova Italia, come avvenne tra il 1944 e il 1947, per affidarsi poi alla sfida elettorale. Non è così, non con Salvini e Meloni che inneggiano a Trump e ritengono l'Europa un pericoloso accidente". - Il vertice al Nazareno e il "no" al governo con il centrodestra: Anche il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri arriva alla sede del Pd per il vertice sulla crisi di governo convocato dal segretario Nicola Zingaretti. Presenti i membri della segreteria, il vicesegretario Andrea Orlando, i capigruppo Graziano Delrio, Andrea Marcucci e i ministri. "Abbiamo chiarito e dobbiamo ribadire che per noi è impensabile qualsiasi collaborazione di governo con la destra italiana, sovranista e nazionalista. Sarebbe un segnale incomprensibile. Le immagini di Washington ci dicono quanto pericolosa sia quella deriva. E' sbagliato dopo la vittoria di Biden favorire scenari che ridanno fiato come è accaduto con la scelta di Renzi, agli alleati di Trump", dice Zingaretti nel suo intervento alla riunione dell'ufficio politico del Pd. Quindi il monito di Graziano Delrio a parlamentarizzare la crisi: "Come gruppo dei democratici vogliamo che la crisi venga parlamentarizzata e che ci siano le comunicazioni". "C'è un dato che non può essere cancellato dalle nostre analisi. Ed è a questo punto l'inaffidabilità politica di Italia Viva. Che è un dato presente e che io credo, e questo dovremmo tenerlo in considerazione, per come è avvenuto mina la stabilità in qualsiasi scenario si possa immaginare un coinvolgimento e una nuova possibile ripartenza", dice Zingaretti nel corso dell'ufficio politico del Pd. - Bruxelles segue la crisi da vicino, 'attuare il Recovery'. A Bruxelles la crisi politica italiana viene seguita da vicino. L'obiettivo resta l'attuazione del Recovery fund al più presto. È quanto si apprende nella capitale europea. ANSA

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SEZ. POLITICA Crisi di governo, il centrodestra: «Elezioni subito». Il Pd: «Iv, gravissimo errore contro l'Italia»

14 Gennaio 2021, 12:17pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Crisi di governo, il centrodestra: «Elezioni subito». Il Pd: «Iv, gravissimo errore contro l'Italia»

INSERITO DA ANGELA CECERE Stupore poco, rabbia molta. Lo strappo di Matteo Renzi non ha sorpreso i suoi ex compagni di partito, così dal Pd sono arrivate parole severe nei confronti del leader di Italia Viva. Il segretario dem Nicola Zingaretti ha convocato per oggi l'ufficio politico del Pd: «Conte aveva assicurato la disponibilità per un patto legislatura e questo rende la scelta di Italia viva ancora più incomprensibile dice - Un errore gravissimo contro l'Italia. Ora è a rischio tutto, dagli investimenti nel digitale alla sanità». I 5Stelle si schierano a fianco del premier anche perchè temono la nascita di un nuovo governo in cui sarebbero fortemente ridimensionati. «Credo che nessuno abbia compreso le ragioni della scelta» di Renzi - scrive su Facebook il capo politico del M5s, Vito Crimi -. Il Movimento 5Stelle continuerà ad assicurare la stabilità che serve adesso all'Italia per affrontare la grave crisi che stiamo vivendo ed uscirne al più presto». Il centrodestra, che si è riunito per individuare una linea unitaria, attacca e non lascia spazio al dialogo ribadendo l'assoluta «indisponibilità a sostenere governi di sinistra». Al Presidente del Consiglio chiede di «prendere atto della crisi e di dimettersi immediatamente o, diversamente, di presentarsi oggi stesso in Parlamento per chiedere un voto di fiducia». E se la fiducia non ci sarà, i tre maggiori partiti della coalizione ribadiscono che la via maestra è quella del voto. Matteo Salvini chiede elezioni in primavera «come gli altri paesi europei». Gli fa eco il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni: «Governo allo sfascio. L'Italia non può permettersi di perdere altro tempo. Conte si dimetta. Elezioni subito». Si appella al Capo dello Stato Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia che chiede di risolvere la crisi al più presto: «Con 600 morti al giorno e centinaia di migliaia di imprese che rischiano di chiudere, non c'è tempo da perdere». (A.Sev.)

LEGGO

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SEZ. POLITICA Recovery: via libera del Cdm. Astenute le due ministre Iv. Ora lo spettro della crisi Palazzo Chigi, se Iv si sfila impossibile nuovo Governo con lui. Renziani verso lo strappo, Conte pronto alla sfida in Aula

13 Gennaio 2021, 12:07pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Recovery: via libera del Cdm. Astenute le due ministre Iv. Ora lo spettro della crisi Palazzo Chigi, se Iv si sfila impossibile nuovo Governo con lui. Renziani verso lo strappo, Conte pronto alla sfida in Aula

INSERITO DA ANGELA CECERE Il Recovery Plan italiano c'è, ma il governo Conte-bis, fra una manciata d'ore, potrebbe non esserci più. Il Consiglio dei ministri notturno sul Piano di ripresa e resilienza certifica lo scontro totale tra il premier Giuseppe Conte e Matteo Renzi. "Se non ci sarà il Mes le ministre di Iv si asterranno", annuncia l'ex premier in tv. E il piano passa infatti con l'astensione delle ministre Teresa Bellanova e Elena Bonetti. La conferenza stampa convocata da Renzi nel pomeriggio alla Camera potrebbe certificare l'addio di Iv al governo. "Decidiamo in mattinata e poi lo comunicheremo alla stampa", annuncia il senatore. I margini di trattativa, dopo il Cdm, si assottigliano ulteriormente. Se nel pomeriggio fonti di maggioranza evocavano ancora la possibilità di un vertice tra i leader per una ricucitura e, prima di entrare a Palazzo Chigi, Vincenzo Spadafora vedeva ancora le "condizioni per gesti di responsabilità", alla fine della riunione l'impressione è che non restino molti margini per ricompattare la maggioranza. Tanto che continuano a circolare voci e 'conteggi' sui possibili "responsabili" pronti a prendere il posto di Iv al Senato: si accredita l'uscita di 4 senatori dal gruppo di Renzi e ben 8 da Forza Italia. E' sul Mes intanto che si consuma l'ultimo scontro tra Iv, Conte e gli altri partiti alleati. Le ministre renziane definiscono "incomprensibile" la rinuncia al fondo salva-Stati, lamentano ritardi sulle urgenze del Paese e sui nuovi ristori. "Il Mes non è compreso nel Next Generation, non è questa la sede per discutere il punto", è la replica di Conte, che invita a "non speculare sul numero dei decessi in Italia per invocare l'attivazione del Mes", con "un accostamento che offende la ragione e anche l'etica". Subito dopo è Roberto Gualtieri a intervenire."Il Mes non ha "nulla a che vedere con il programma Next Generation Eu" e anche se si decidesse di attivarlo, "non avremmo a disposizione risorse per investimenti aggiuntivi", spiega il ministro dell'Economia. "Il Mes non c'entra, non c'è ragione per astenersi", è il concetto che sottolineano a loro volta Francesco Boccia e Enzo Amendola. Mentre il ministro della Salute, Roberto Speranza, ricorda quano fatto per contrastare la pandemia, anche in termini di risorse. Il confronto viene descritto assai teso, lo strappo di Iv non rientra e le ministre si astengono. Ma Cdm terminato, Gualtieri esulta: "E' stato un gran lavoro, più importante d'ogni polemica. Ora via al confronto in Parlamento e nella società". Fra poche ore, però, potrebbe essere la crisi di governo a dominare nella politica italiana. Non a caso Conte decide di correre e convoca un doppio Cdm, uno in serata sul nuovo dl anti-Covid (con lo stato di emergenza che potrebbe essere prorogato al 30 aprile), l'altro giovedì sul nuovo scostamento per i ristori di gennaio. Tentando così di mettere in cassaforte i provvedimenti più cruciali per il Paese in questo momento. Poi, se le ministre di Iv si dimetteranno, per il premier si potrebbe davvero aprire la strada della conta e del sostegno dei Responsabili. "Sarà un governo Conte-Mastella e noi saremo all'opposizione o un esecutivo diverso", attacca Renzi. "Ci sono delle forze che vogliono contribuire nel segno di un rapporto con l'Europa e penso che al momento opportuno queste forze possano palesarsi", è la previsione ribadita da Goffredo Bettini, gran tessitore di questi giorni di pre-crisi. Mentre al premier, e al suo argine a un Conte-ter se Iv si sfilasse nelle prossime ore, una sponda arriva da Romano Prodi. "Conte ha fatto bene. A me sembra che Renzi abbia assolutamente lo stesso obiettivo di Bertinotti (nel Prodi I, ndr), cioè rompere", spiega l'ex presidente del Consiglio. E il dado della crisi, ormai, sembra davvero tratto.

 ANSA

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