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sez.politica

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SEZ. POLITICA Covid, atteso per oggi il Dpcm. Vertice tra Draghi, ministri, esperti del Cts Presenti anche Miozzo, Brusaferro e Locatelli

2 Marzo 2021, 11:17am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Covid, atteso per oggi il Dpcm. Vertice tra Draghi, ministri, esperti del Cts Presenti anche Miozzo, Brusaferro e Locatelli

INSERITO DA ANGELA CECERE E' iniziata a Palazzo Chigi la riunione della cabina di regia del presidente del Consiglio Mario Draghi con i ministri e gli esperti in vista del varo del nuovo dpcm con le misure anti contagio da Covid, atteso in giornata. Alla riunione prendono parte i ministri Roberto Speranza, Maria Stella Gelmini, Daniele Franco, Patrizio Bianchi, Giancarlo Giorgetti, Dario Franceschini, Stefano Patuanelli, Elena Bonetti. Sono presenti il coordinatore del Cts Agostino Miozzo, il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro e il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli

ANSA

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SEZ. POLITICA M5s, summit a Roma con Conte e Grillo. Per l'ex premier pronto un ruolo ad hoc Al via un 'progetto rifondativo' del movimento

1 Marzo 2021, 11:27am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA M5s, summit a Roma con Conte e Grillo. Per l'ex premier pronto un ruolo ad hoc Al via un 'progetto rifondativo' del movimento

INSERITO DA ANGELA CECERE Il vertice della rifondazione, dopo 48 ore di depistaggi, e silenzi, alla fine avviene in uno dei "luoghi simbolo" dei pentastellati: l'hotel Forum. Beppe Grillo, mentre i cronisti circondavano la sua villa a Marina di Bibbona - iniziale sede scelta per il summit prima della fuga di notizie che tanto ha irritato il Garante del M5S - cambia auto, lascia la Toscana e arriva a ora di pranzo a Roma. Al conclave c'è l'intero stato maggiore governista. Quello che ha detto sì a Draghi e al ministero della Transizione Ecologica. E che, in una calda domenica di febbraio, dice sì a Giuseppe Conte. L'ex premier è al tavolo con i "big" e accetta l'invito. Il futuro del M5S dipende anche e soprattutto da lui. E dal ruolo con cui il Movimento vestirà il nuovo frontman. Sulla terrazza del Forum ci sono Luigi Di Maio, Roberto Fico, Alfonso Bonafede, Stefano Patuanelli e Riccardo Fraccaro, Paola Taverna e i capigruppo Davide Crippa e Ettore Licheri. Grillo arriva con un casco da astronauta. Guarda al futuro, addirittura al 2050 e, in un post, traccia il sentiero della possibile rinascita: quello della transizione ecologica. Che non vuol dire solo Green. "Sono 30 anni che parlo di energia, ambiente, economia. Sono 30 anni che parlo di paradossi, di come un barile di petrolio costi 50 dollari e un barile di coca cola 350 dollari. Per troppo tempo siamo stati prigionieri del nostro sistema basato sulla crescita. Una società sempre più ricca che produce allo stesso tempo sempre più miseria", scrive Grillo in un post. Sembra un nuovo inizio. E l'ex comico ne sembra entusiasta. "Abbiamo le tecnologie, le idee e lo spirito di comunità che ci ha sempre contraddistinto. Ora, è arrivato il momento di andare lontano", è la sua esortazione. Il vertice del Forum dura un paio d'ore. Tra gli altri ci sono anche Rocco Casalino e Andrea Ciannavei, l'uomo che si occupa delle innumerevoli diatribe legali del M5S. L'ultima risale a qualche giorno fa, quando il Tribunale di Cagliari ha nominato un curatore per il Movimento, in quanto privo di rappresentanza legale dopo la modifica dello Statuto. Ed è proprio la cornice del ruolo di Conte ad essere l'ultimo ostacolo all'ingresso dell'ex premier. Anche perché "l'avvocato del popolo", al vertice, chiede rassicurazioni sullo spazio di manovra che avrà per forgiare il Movimento. Uno spazio che, nella strategia di Conte, non può essere angusto. Tanto che, spiegano nel M5S, sarà lo stesso ex premier ad elaborare il progetto rifondativo dei pentastellati. Un progetto con cui il M5S punta a diventare "centrale nel quadro politico italiano" con una maggiore apertura anche alla società civile. "Sono anni - scrive in serata su Facebook Luigi Di Maio - che ci danno per morti, sbagliando. Il MoVimento 5 Stelle non solo è vivo, il MoVimento è il presente e scriverà il futuro di questo Paese. Oggi è una giornata molto importante, Giuseppe Conte ha raccolto il nostro invito a elaborare nei prossimi giorni un progetto rifondativo e di rilancio dell'azione del M5S".

ANSA

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SEZ. POLITICA Covid: Parrucchieri, fiere e teatri, cosa conterrà il nuovo Dpcm Dalla bozza del documento emergono i primi dettagli su cosa sarà possibile fare

27 Febbraio 2021, 10:54am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Misure di sicurezza nei saloni dei parrucchieri a Roma © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il nuovo Dpcm, che scatterà il 6 marzo, potrebbe essere valido per un mese: secondo una bozza del test i divieti e le restrizioni resteranno in vigore anche per Pasqua e Pasquetta, le seconde dell'era Covid, scadendo il 6 aprile. Sono anche previste riaperture, anche se non da subito: dal 27 marzo riapriranno - nel rispetto di specifici protocolli - cinema e teatri mentre sarà possibile andare al museo anche nei week end. Queste dovrebbero essere le misure contenute nel nuovo provvedimento. BARBIERI E PARRUCCHIERI CHIUSI (ZONA ROSSA): in questa fascia sono sospese le attività inerenti servizi alla persona, diverse da quelle individuate nell'allegato 24, dove - a differenza del precedente provvedimento - non vengono menzionati i servizi dei saloni di barbiere e di parrucchiere. IN CASA POSSONO ENTRARE ANCHE I NON CONVIVENTI (ZONA GIALLA), MA FESTE VIETATE: In questa fascia viene cancellata dal bozza del nuovo dpcm la misura - citata nel precedente documento, secondo cui - "con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza". Nella bozza del nuovo provvedimento restano comunque "vietate le feste nei luoghi al chiuso e all'aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose". CINEMA E TEATRI APRONO DAL 27/3, MUSEI ANCHE NEL WEEK END (ZONA GIALLA): A decorrere dal 27 marzo 2021 - i zona gialla - gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, spiega la bozza del Dpcm. Il ministro Franceschini ha annunciato anche l'accesso ai musei su prenotazione anche nel weekend (questi ultimi per ora aperti in questa stessa fascia solo nei giorni infrasettimanali). VIAGGI VIETATI, STOP SPOSTAMENTI TRA LE REGIONI: Il divieto di spostamento tra le Regioni è valido fino al 27 marzo ma assieme al prossimo Dpcm, che disciplinerà le misure fino al 6 aprile, Pasqua compresa, potrebbe essere nuovamente prorogato con un decreto. Come sempre è consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione così come gli spostamenti motivati da esigenze lavorative, ragioni di salute o situazioni di necessità. Permessa in zona gialla in ambito regionale la visita in una sola abitazione privata, una volta al giorno, fra le 5 del mattino e le 22. Possono spostarsi due persone più i figli minori di 14 anni. SECONDE CASE: E' consentito recarsi nelle seconde in zona gialla o arancione (anche se si trovano fuori regione) solo al nucleo familiare e soltanto se la casa è disabitata. Non si può andare nella seconda casa con amici e parenti. Non è possibile invece - a meno di urgenti e necessari motivi - se le abitazioni sono in zone rosse o arancione scuro. Sono vietati i viaggi per turismo. SHOPPING: Negozi chiusi solo in zona rossa dove sono garantiti esclusivamente gli esercizi commerciali di prodotti essenziali: farmacie, alimentari, ferramenta, cura della persona, parrucchieri. In zona gialla e arancione tutti i negozi sono aperti. Nei week end continuano ad essere chiusi i centri commerciali. Negli esercizi sono valide le solite misure di sicurezza: distanziamento, mascherina, ingressi contingentati. CONTINUA LA SERRATA DI PISCINE E PALESTRE: Ancora lontana la possibilità di andare in palestra o in piscina. Vietati gli sport di contatto e di squadra. Consentita invece l'attività motoria individuale all'aperto come la camminata, la bici e la corsa. Al momento il Cts visto l'andamento dei contagi non ritiene opportuno allentare le restrizioni in questo settore. Se le cose dovessero migliorare si potrebbe pensare almeno a lezioni individuali o su prenotazioni. Agli agonisti è permesso di allenarsi. LA SERA NIENTE RISTORANTE Niente cene al ristorante. Nonostante l'asse Salvini-Bonaccini al ristorante e bar in zona gialla si potrà andare solo di giorno. Si temono gli assembramenti fuori dai locali, che puntualmente avvengono anche a locali chiusi anche nel fine settimana. Dunque le regole per i ristoranti restano quelle in vigore: in zona gialla aperti fino alle 18 e fino alle 22 consentito l'asporto. A domicilio è consentito ad ogni ora. Asporto e domicilio sono consentiti nelle zone arancio e rosse. Eccezione fanno gli autogrill, oltre le 18 in zona gialla, le mense e i ristoranti negli alberghi. SCUOLA: La scuola resta in presenza per gli alunni dell'infanzia, delle elementari e delle medie mentre per quelli delle superiori la didattica è in presenza "almeno al 50% e fino ad un massimo del 75%". E' quanto prevede la bozza del Dpcm. Nel testo si introduce un'ulteriore misure: "al fine di mantenere il distanziamento sociale, è da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa". Nelle prossime ore - sulla base del quadro epidemiologico delle nuove varianti del Covid che sarà esaminato dai tecnici - non si esclude che possano arrivare dal Governo ulteriori provvedimenti restrittivi sulla didattica in presenza, in particolare nelle zone arancioni, e sull'utilizzo delle mascherine da parte dei bimbi tra i 6 e 11 anni. In alcuni casi i governatori hanno già applicato misure più restrittive come ad esempio in Puglia, Campania e Marche. ANSA

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SEZ. POLITICA Di Maio "M5s movimento moderato e liberale, sì a Conte" L'ex premier ha rappresentato questi valori

25 Febbraio 2021, 11:57am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Di Maio "M5s movimento moderato e liberale, sì a Conte" L'ex premier ha rappresentato questi valori

INSERITO DA ANGELA CECERE Il M5s "è cresciuto, maturato. Questo governo rappresenta il punto di arrivo di un'evoluzione in cui i 5 stelle mantengono i propri valori, ma scelgono di essere finalmente e completamente una forza moderata, liberale, attenta alle imprese, ai diritti, e che incentra la sua missione sull'ecologia. Tutta la trattativa con il premier Draghi è stata fatta sul ministero per la Transizione. Questo per noi è un nuovo inizio». Lo dice il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio in un'intervista a Repubblica. «Sarei veramente felice di un passo avanti di Conte dentro il M5s", aggiunge. « Non deve considerarsi una scissione" all'interno del movimento, ma "è evidente che lo spazio per i nostalgici dell'Italexit è scomparso da tempo. Puntiamo agli Stati Uniti d'Europa, a un progetto ancorato a determinati valori in cui gran parte del M5S e degli italiani si riconoscono». II Movimento è ora su una linea "moderata, atlantista, saldamente all'interno dell'Ue. Questa evoluzione si può completare con l'ingresso di Conte - sottolinea -. L'ex premier, che ha rappresentato questi valori, metta la parola fine alle nostre ambiguità e ai nostri bizantinismi. Io rispetto tutto, ma l'assemblearismo estremo finisce solo per dare un'immagine di caos. Se si sta parlando di far entrare Conte, significa che a un anno da quando ne ho lasciato la guida il Movimento ha realizzato che senza una leadership forte non si vada nessuna parte". Come potrebbe entrare Conte. Si creerà una carica apposta per lui? "Un modo si trova sempre".

OTTO PAGINE

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SEZ. POLITICA Da Salvini a Bonaccini, cresce il partito di chi vuole i ristoranti aperti di sera. Il Cts frena

24 Febbraio 2021, 11:37am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Da Salvini a Bonaccini, cresce il partito di chi vuole i ristoranti aperti di sera. Il Cts frena

INSERITO DA ANGELA CECERE Riaprire bar e ristoranti la sera. E poi anche teatri, cinema, palestre. Lo chiede ormai da giorni Matteo Salvini che ieri, in proposito, ha avuto un incontro con il premier Mario Draghi. «Se la legge permette di pranzare in tranquillità e sicurezza alle 13, deve permetterlo anche alle 20» è il ragionamento del leader leghista. Appoggiato anche dal presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini: «Le riaperture potrebbero valere laddove nel territorio non si hanno troppi rischi di contagio con l’obiettivo di dare ossigeno a qualche attività». Stessa opinione per il governatore lombardo Attilio Fontana: «Meglio la cena in quattro al ristorante che gli assembramenti fuori dai bar». Il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli ha annunciato che «con il Cts stiamo lavorando a un protocollo per consentire alla ristorazione la ripartenza». La verità però resta quella dei dati. Con le varianti che spingono i contagi e l’aumento dei ricoveri e delle terapie intensive. Secondo gli scienziati, verso la metà di marzo la variante inglese sarà predominante in tutto il Paese. Gli esperti del Comitato tecnico scientifico, che il premier Draghi ha incontrato ieri sera in vista del nuovo dpcm che dovrà sostituire quello in scadenza il 5 marzo, frenano su un allentamento delle misure. «Noi siamo per la linea della prudenza – ha detto Agostino Miozzo del Cts – ma con Draghi non si è parlato del tema delle riaperture. Venerdì ci sarà una nuova fotografia della situazione e poi vedremo». Spetterà a Draghi trovare una difficile sintesi fra “aperturisti” e “rigoristi”.

LEGGO

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SEZ. POLITICA Covid, Salvini: 'Aprire i ristoranti la sera dove possibile' 'Dove la situazione sanitaria è sotto controllo, rispettando i protocolli'

23 Febbraio 2021, 11:37am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Covid, Salvini: 'Aprire i ristoranti la sera dove possibile' 'Dove la situazione sanitaria è sotto controllo, rispettando i protocolli'

INSERITO DA ANGELA CECERE Sono d'accordo con i sindaci e con l'Anci: dove la situazione sanitaria è sotto controllo e rispettando i protocolli di sicurezza, i ristoranti devono poter lavorare anche la sera. Se la legge permette di pranzare in tranquillità e sicurezza alle 13, deve permetterlo anche alle 20".Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini. 'Salvini, intervenendo alla trasmissione 'Aria Pulita', chiede la riapertura di palestre, piscine, teatri e oratori, "altrimenti i danni anche mentali oltre che economici rischiano di essere devastanti", e annuncia che il ministro per lo Sviluppo Economico Giorgetti "inviterà domani le aziende farmaceutiche per ipotizzare una produzione in Italia dei vaccini".

ANSA

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SEZ. POLITICA Covid: ok dal Cdm al decreto, stop agli spostamenti fino al 27 marzo Il provvedimento proroga anche la regola che limita gli spostamenti verso le abitazioni private a due adulti con in più solo i figli minori di 14 anni

22 Febbraio 2021, 11:47am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Covid: ok dal Cdm al decreto, stop agli spostamenti fino al 27 marzo Il provvedimento proroga anche la regola che limita gli spostamenti verso le abitazioni private a due adulti con in più solo i figli minori di 14 anni

INSERITO DA ANGELA CECERE Il Consiglio dei ministri ha approvato, a quanto si apprende da fonti di governo, il decreto legge Covid. Il provvedimento proroga il divieto di spostamenti tra Regioni fino al 27 marzo e anche la regola che limita gli spostamenti verso le abitazioni private a due adulti con in più solo i figli minori di 14 anni. Stop agli spostamenti in zona rossa verso abitazioni private. E' la novità che, a quanto apprende l'ANSA al termine del Cdm sempre da fonti di governo, compare nel nuovo decreto legge Covid. Resta nelle zone gialle e arancioni la possibilità, una sola volta al giorno, di spostarsi verso un'altra abitazione privata abitata, tra le 5 e le 22, in massimo due persone, con i figli minori di 14 anni. Questa possibilità non varrà più nelle aree rosse. Il Consiglio dei ministri ha nominato, poi, il generale Pietro Serino nuovo capo di stato maggiore dell'Esercito, secondo quanto si apprende da fonti di governo al termine della riunione.

ANSA

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SEZ. POLITICA BENEVENTO Comunali: patto a cinque nell'area civica di centrosinistra Città aperta, Italia Viva, Patto Civico, Riformisti e Centro Democratico: "Uniamo le forze"

19 Febbraio 2021, 10:53am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

comunali patto a cinque nell area civica di centrosinistra

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Benevento. Alleanza a cinque nel mondo delle civiche e dei partiti nell'orbita del centrosinistra. Città aperta, Italia Viva, Patto Civico, Centro Democratico e I riformisti annunciano la convergenza su temi e intenti. Questo il documento prodotto: "Inclusione sociale, rigenerazione urbana, diritti e lavoro, partecipazione e democrazia, tutela dell’ambiente, dell’acqua pubblica, rilancio delle attività economiche: è questo il terreno sul quale ci siamo incontrati, e sul quale abbiamo incrociato e mescolato le nostre differenze, con lo sguardo rivolto al futuro della Città. Abbiamo deciso di coordinare ed unire – nel rispetto delle specificità di ognuno – la nostra iniziativa politica, per offrire un contributo culturale e programmatico unitario in vista delle prossime elezioni amministrative. Con questi intenti confermiamo di essere pronti ad incontrare le forze politiche ed i movimenti civici, per allargare il confronto, per costruire una coalizione plurale, coesa e vincente, e definire in tempi brevi un programma per la Città e la proposta del Candidato Sindaco. Città Aperta: Cicatiello – Di Dio Patto Civico : Sguera Riformisti : Boccalone Moderati/ Centro Democratico : Puzio- Franzese Italia Viva : Orlando" OTTOPAGINE

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SEZ. POLITICA Draghi: «Colpirò la burocrazia lumaca». Fiducia con 535 sì e 56 no. M5S, 16 voti contrari e 12 assenze

19 Febbraio 2021, 10:00am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Draghi: «Colpirò la burocrazia lumaca». Fiducia con 535 sì e 56 no. M5S, 16 voti contrari e 12 assenze

INSERITO DA MORENA MOTTA L'aula della Camera ha approvato la mozione della maggioranza che esprime la fiducia al presidente del Consiglio, Mario Draghi, con 535 voti favorevoli e 56 contrari (e 5 gli astenuti). I presenti in Aula erano 596. Si è così concluso, dopo il via libera di ieri da parte del Senato, l'iter parlamentare della fiducia al nuovo governo.

L’appello allo «spirito repubblicano» e all’unità come «un dovere», l’impronta «convintamente europeista», l’impegno per «la lotta alla Pandemia e la ricostruzione del Paese», erano già agli atti. Lì, messi nero su bianco nel discorso depositato alle nove del mattino nell’aula di Montecitorio. Così, nella replica che ha preceduto il maxi-voto di fiducia (535 Sì, 56 no, 5 astenuti), Mario Draghi ha introdotto tre nuovi capitoli: la guerra senza quartiere a mafie e corruttori da tenere lontani dal Recovery Plan, il giusto processo, gli aiuti alle piccole e medie imprese. Con una promessa, nel giorno in cui il suo governo è diventato pienamente operativo: «Il mio sguardo sarà costantemente rivolto al futuro, ispirando lo sforzo comune verso il superamento dell’emergenza sanitaria e della crisi economica».

Nella replica forse più breve di sempre (13 minuti) - con tutti i deputati alla fine in piedi ad applaudire con la sola eccezione di FdI e di una ventina di grillini prossimi alla scissione - Draghi ha cominciato aprendo, con il tono del professore, il dossier dedicato alle piccole e medie imprese (Pmi). «Ci sono tre aspetti da affrontare: il primo è l’emergenza, il secondo la preparazione delle Pmi per la ripartenza quando la pandemia comincerà ad attenuarsi, il terzo è la tutela. Per l’emergenza si è fatto ciò che è stato fatto in altri Paesi europei. Per la ripartenza dobbiamo sostenere il processo di internazionalizzazione e favorire l’accesso al capitale e agli investimenti allo scopo di rafforzare la nostra manifattura e renderla più competitiva». Da qui, l’impegno a «potenziare il credito d’imposta per investimenti, ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno e le spese di consulenza per la quotazione delle Pmi», oltre a rendere «più fruibile il piano nazionale 4.0», in modo «da favorire e accompagnare le imprese nel processo di transizione tecnologica e di sostenibilità ambientale».

Strettamente legata allo sviluppo, secondo Draghi, è «la lotta alla corruzione». «Un Paese capace di attrarre investitori anche internazionali, deve difendersi dai fenomeni corruttivi che rappresentano un veicolo di ingerenza criminale anche da parte delle mafie e un fattore disincentivante sul piano economico per gli effetti depressivi sulla competitività e la libera concorrenza», ha scandito il premier tra gli applausi. E ha aggiunto: «Ieri a proposito dello sviluppo del Mezzogiorno ho detto che sì, c’è il credito d’imposta, ma la prima cosa è assicurare legalità e sicurezza», perché «se manca quella base...». Applausi. 

Nella lotta alla corruzione, nel settore degli appalti pubblici, a giudizio di Draghi è «centrale il ruolo dell’Anac», ma «molto resta da fare» sul fronte della «prevenzione, oggi perseguita attraverso strumenti e meccanismi ancora troppo formali, che tolgono tempo a funzionari e cittadini e rendono meno efficace l’azione amministrativa, finendo così per alimentare più che prevenire i fenomeni di illegalità». Perciò «la semplificazione» ha «una funzione anticorruttiva». Ancora più chiaro: «Sono proprio la farraginosità degli iter e la moltiplicazione dei passaggi burocratici la causa di inaccettabili ritardi, ma anche il terreno fertile in cui si annidano e prosperano i fenomeni illeciti».

Per il premier, dunque, la «semplificazione» della burocrazia e la «trasparenza» sono i «cardini», di «una efficace politica di prevenzione» contro la corruzione e le infiltrazioni mafiose. In più «la trasparenza è il presupposto logico: i cittadini devono poter far sentire la loro voce e valutare i processi decisionali pubblici». Draghi infine ha affrontato il capitolo-giustizia. Un tema divisivo che fino a quel momento aveva solo sfiorato: «Non c’è dubbio che occorre migliorare l’efficienza della giustizia civile e penale», per introdurre «tutte le garanzie e i principi costituzionali per un processo giusto e di durata ragionevole». Boato dell’aula. E’ seguito un impegno caro a Emma Bonino: «In tempi di pandemia non va trascurata la condizione di chi lavora e vive nelle carceri, spesso sovraffollate, esposti al rischio e alla paura del contagio».

La Lega non è stata a guardare, con il capogruppo Riccardo Molinari è corsa a chiedere di modificare la norma sulla prescrizione voluta dai 5Stelle: «E’ una questione di civiltà». La pensano così anche Pd, Forza Italia, Iv e Leu.

FONTE LEGGO.IT

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SEZ.POLITICA NEWS Draghi chiede la fiducia alle Camere. Botta e risposta Salvini-Zingaretti Il premier prepara il discorso ma c'è il nodo delle liti tra i partiti

17 Febbraio 2021, 11:46am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Mario Draghi © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Avrà inizio intorno alle 22 nell'Aula del Senato la votazione sulla fiducia al governo Draghi. Alle 10 Draghi terrà le sue dichiarazioni programmatiche. Al termine si recherà a Montecitorio a consegnarne il testo. Al Senato il dibattito riprenderà alle 12.30. La coesione sociale e della politica. Il rigore contro le nuove varianti del Covid. La necessità di procedere a passo ancora più spedito nel piano vaccini. Il presidente del Consiglio Mario Draghi prepara il suo esordio in Parlamento. Il suo discorso non sarà lungo - una ventina di minuti circa - e sarà in gran parte incentrato sulle emergenze e le priorità del Paese. Il Covid, innanzitutto. Ma anche il Recovery Plan con la sua forte impronta ambientalista e le tre grandi riforme da mettere in campo: quella del fisco, quella digitale, quella della giustizia civile. Non dura quarantotto ore l'appello ai ministri a parlare solo con i fatti. Nelle ore in cui Mario Draghi prepara il discorso sulla fiducia che pronuncerà mercoledì in Parlamento, la sua larghissima maggioranza è già solcata da conflitti, accuse reciproche, distinguo. L'invito al silenzio rivolto in Cdm dal presidente del Consiglio mirava proprio a sminare possibili polemiche prima del voto di fiducia ma è già botta e risposta tra il segretario della Lega Matteo Salvini e il leader del Pd Nicola Zingaretti, che ieri si sono, tra l'altro, incontrati alla Camera. "Euro è irreversibile? C'è solo la morte che è irreversibile", dice il numero uno della Lega a 'L'aria che tira'. "L'euro e l'Europa sono la dimensione dove pensare e rafforzare il futuro dell'Italia. Dovrebbe essere anche superfluo ripeterlo", è la replica via twitter di Nicola Zingaretti. Il vertice tra i due doveva restare segreto ma ilfattoquotidiano.it immortala entrambi i leader all'uscita e Salvini non nega: "Abbiamo parlato di lavoro, del prossimo blocco dei licenziamenti, bisognerà parlare con le parti sociali". Il Nazareno tace ma il leghista dice di più, che vedrà anche i segretari di M5s, Fi, Iv. I vertici tra i leader potrebbero diventare la camera di compensazione della larghissima maggioranza, spiegano più fonti. "Conto di incontrare gli altri leader entro la settimana. Oggi spero di incontrare Gelmini e Giovannini", dice sempre a La7. "Stiamo cercando - sottolinea in un altro passaggio - soluzioni alle tante crisi aziendali: c'è un progetto di fattibilità sul ponte dello Stretto con l'acciaio prodotto a Taranto, Sarebbero circa 100mila posti di lavoro. Mi aspetto che Draghi rilanci il Ponte sullo Stretto". In mattinata Salvini aveva sottolineato a Radio Capital la necessità di deporre l'ascia di guerra lavorare insieme e pensare all'occupazione. Sono stato un'ora con Giorgetti, ci cono 140 crisi aziendali ferme da mesi. Il 31 marzo c'è lo sblocco dei licenziamenti, bisogna intervenire subito". "Ho visto Salvini ieri per la prima volta nella mia vita. L'ho incontrato innanzitutto perché è giusto dare un segnale di serietà. Penso sia giusto che i partiti debbano collaborare ma non è pensabile che i partiti politici si possano annullare nelle prossime settimane: noi rimaniamo alternativi alla Lega, ma siamo chiamati in questo momento storico a trovare i punti sui quali si deve collaborare. Io almeno dico, mai più una guerriglia quotidiana. Anche in queste ore si dovrebbe evitare di dire cose come quelle sull'Euro, non solo perché sono profondamente sbagliate". Così il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, a Cartabianca. "È un governo migliore del precedente? È molto diverso e non nascondo che noi avevamo chiesto e, posso dirlo, avremmo preferito una maggioranza politicamente più omogenea che forse avrebbe creato meno problemi. Quindi ci affidiamo ora alla personalità di Draghi. Sicuramente è un governo che ha una larghissima maggioranza parlamentare e questo può essere un fatto molto positivo, di tranquillità. Ma ora se non ci mettiamo tutti la buona volontà, potrà anche creare problemi come è accaduto in queste ore su alcuni temi che sono riesplosi", ha affermato Zingaretti. ANSA

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