Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

sez.politica

SEZ. POLITICA Da Salvini a Bonaccini, cresce il partito di chi vuole i ristoranti aperti di sera. Il Cts frena

24 Febbraio 2021, 11:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Da Salvini a Bonaccini, cresce il partito di chi vuole i ristoranti aperti di sera. Il Cts frena

INSERITO DA ANGELA CECERE Riaprire bar e ristoranti la sera. E poi anche teatri, cinema, palestre. Lo chiede ormai da giorni Matteo Salvini che ieri, in proposito, ha avuto un incontro con il premier Mario Draghi. «Se la legge permette di pranzare in tranquillità e sicurezza alle 13, deve permetterlo anche alle 20» è il ragionamento del leader leghista. Appoggiato anche dal presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini: «Le riaperture potrebbero valere laddove nel territorio non si hanno troppi rischi di contagio con l’obiettivo di dare ossigeno a qualche attività». Stessa opinione per il governatore lombardo Attilio Fontana: «Meglio la cena in quattro al ristorante che gli assembramenti fuori dai bar». Il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli ha annunciato che «con il Cts stiamo lavorando a un protocollo per consentire alla ristorazione la ripartenza». La verità però resta quella dei dati. Con le varianti che spingono i contagi e l’aumento dei ricoveri e delle terapie intensive. Secondo gli scienziati, verso la metà di marzo la variante inglese sarà predominante in tutto il Paese. Gli esperti del Comitato tecnico scientifico, che il premier Draghi ha incontrato ieri sera in vista del nuovo dpcm che dovrà sostituire quello in scadenza il 5 marzo, frenano su un allentamento delle misure. «Noi siamo per la linea della prudenza – ha detto Agostino Miozzo del Cts – ma con Draghi non si è parlato del tema delle riaperture. Venerdì ci sarà una nuova fotografia della situazione e poi vedremo». Spetterà a Draghi trovare una difficile sintesi fra “aperturisti” e “rigoristi”.

LEGGO

Leggi i commenti

SEZ. POLITICA Covid, Salvini: 'Aprire i ristoranti la sera dove possibile' 'Dove la situazione sanitaria è sotto controllo, rispettando i protocolli'

23 Febbraio 2021, 11:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Covid, Salvini: 'Aprire i ristoranti la sera dove possibile' 'Dove la situazione sanitaria è sotto controllo, rispettando i protocolli'

INSERITO DA ANGELA CECERE Sono d'accordo con i sindaci e con l'Anci: dove la situazione sanitaria è sotto controllo e rispettando i protocolli di sicurezza, i ristoranti devono poter lavorare anche la sera. Se la legge permette di pranzare in tranquillità e sicurezza alle 13, deve permetterlo anche alle 20".Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini. 'Salvini, intervenendo alla trasmissione 'Aria Pulita', chiede la riapertura di palestre, piscine, teatri e oratori, "altrimenti i danni anche mentali oltre che economici rischiano di essere devastanti", e annuncia che il ministro per lo Sviluppo Economico Giorgetti "inviterà domani le aziende farmaceutiche per ipotizzare una produzione in Italia dei vaccini".

ANSA

Leggi i commenti

SEZ. POLITICA Covid: ok dal Cdm al decreto, stop agli spostamenti fino al 27 marzo Il provvedimento proroga anche la regola che limita gli spostamenti verso le abitazioni private a due adulti con in più solo i figli minori di 14 anni

22 Febbraio 2021, 11:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Covid: ok dal Cdm al decreto, stop agli spostamenti fino al 27 marzo Il provvedimento proroga anche la regola che limita gli spostamenti verso le abitazioni private a due adulti con in più solo i figli minori di 14 anni

INSERITO DA ANGELA CECERE Il Consiglio dei ministri ha approvato, a quanto si apprende da fonti di governo, il decreto legge Covid. Il provvedimento proroga il divieto di spostamenti tra Regioni fino al 27 marzo e anche la regola che limita gli spostamenti verso le abitazioni private a due adulti con in più solo i figli minori di 14 anni. Stop agli spostamenti in zona rossa verso abitazioni private. E' la novità che, a quanto apprende l'ANSA al termine del Cdm sempre da fonti di governo, compare nel nuovo decreto legge Covid. Resta nelle zone gialle e arancioni la possibilità, una sola volta al giorno, di spostarsi verso un'altra abitazione privata abitata, tra le 5 e le 22, in massimo due persone, con i figli minori di 14 anni. Questa possibilità non varrà più nelle aree rosse. Il Consiglio dei ministri ha nominato, poi, il generale Pietro Serino nuovo capo di stato maggiore dell'Esercito, secondo quanto si apprende da fonti di governo al termine della riunione.

ANSA

Leggi i commenti

SEZ. POLITICA BENEVENTO Comunali: patto a cinque nell'area civica di centrosinistra Città aperta, Italia Viva, Patto Civico, Riformisti e Centro Democratico: "Uniamo le forze"

19 Febbraio 2021, 10:53am

Pubblicato da Miki Pappacoda

comunali patto a cinque nell area civica di centrosinistra

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Benevento. Alleanza a cinque nel mondo delle civiche e dei partiti nell'orbita del centrosinistra. Città aperta, Italia Viva, Patto Civico, Centro Democratico e I riformisti annunciano la convergenza su temi e intenti. Questo il documento prodotto: "Inclusione sociale, rigenerazione urbana, diritti e lavoro, partecipazione e democrazia, tutela dell’ambiente, dell’acqua pubblica, rilancio delle attività economiche: è questo il terreno sul quale ci siamo incontrati, e sul quale abbiamo incrociato e mescolato le nostre differenze, con lo sguardo rivolto al futuro della Città. Abbiamo deciso di coordinare ed unire – nel rispetto delle specificità di ognuno – la nostra iniziativa politica, per offrire un contributo culturale e programmatico unitario in vista delle prossime elezioni amministrative. Con questi intenti confermiamo di essere pronti ad incontrare le forze politiche ed i movimenti civici, per allargare il confronto, per costruire una coalizione plurale, coesa e vincente, e definire in tempi brevi un programma per la Città e la proposta del Candidato Sindaco. Città Aperta: Cicatiello – Di Dio Patto Civico : Sguera Riformisti : Boccalone Moderati/ Centro Democratico : Puzio- Franzese Italia Viva : Orlando" OTTOPAGINE

Leggi i commenti

SEZ. POLITICA Draghi: «Colpirò la burocrazia lumaca». Fiducia con 535 sì e 56 no. M5S, 16 voti contrari e 12 assenze

19 Febbraio 2021, 10:00am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Draghi: «Colpirò la burocrazia lumaca». Fiducia con 535 sì e 56 no. M5S, 16 voti contrari e 12 assenze

INSERITO DA MORENA MOTTA L'aula della Camera ha approvato la mozione della maggioranza che esprime la fiducia al presidente del Consiglio, Mario Draghi, con 535 voti favorevoli e 56 contrari (e 5 gli astenuti). I presenti in Aula erano 596. Si è così concluso, dopo il via libera di ieri da parte del Senato, l'iter parlamentare della fiducia al nuovo governo.

L’appello allo «spirito repubblicano» e all’unità come «un dovere», l’impronta «convintamente europeista», l’impegno per «la lotta alla Pandemia e la ricostruzione del Paese», erano già agli atti. Lì, messi nero su bianco nel discorso depositato alle nove del mattino nell’aula di Montecitorio. Così, nella replica che ha preceduto il maxi-voto di fiducia (535 Sì, 56 no, 5 astenuti), Mario Draghi ha introdotto tre nuovi capitoli: la guerra senza quartiere a mafie e corruttori da tenere lontani dal Recovery Plan, il giusto processo, gli aiuti alle piccole e medie imprese. Con una promessa, nel giorno in cui il suo governo è diventato pienamente operativo: «Il mio sguardo sarà costantemente rivolto al futuro, ispirando lo sforzo comune verso il superamento dell’emergenza sanitaria e della crisi economica».

Nella replica forse più breve di sempre (13 minuti) - con tutti i deputati alla fine in piedi ad applaudire con la sola eccezione di FdI e di una ventina di grillini prossimi alla scissione - Draghi ha cominciato aprendo, con il tono del professore, il dossier dedicato alle piccole e medie imprese (Pmi). «Ci sono tre aspetti da affrontare: il primo è l’emergenza, il secondo la preparazione delle Pmi per la ripartenza quando la pandemia comincerà ad attenuarsi, il terzo è la tutela. Per l’emergenza si è fatto ciò che è stato fatto in altri Paesi europei. Per la ripartenza dobbiamo sostenere il processo di internazionalizzazione e favorire l’accesso al capitale e agli investimenti allo scopo di rafforzare la nostra manifattura e renderla più competitiva». Da qui, l’impegno a «potenziare il credito d’imposta per investimenti, ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno e le spese di consulenza per la quotazione delle Pmi», oltre a rendere «più fruibile il piano nazionale 4.0», in modo «da favorire e accompagnare le imprese nel processo di transizione tecnologica e di sostenibilità ambientale».

Strettamente legata allo sviluppo, secondo Draghi, è «la lotta alla corruzione». «Un Paese capace di attrarre investitori anche internazionali, deve difendersi dai fenomeni corruttivi che rappresentano un veicolo di ingerenza criminale anche da parte delle mafie e un fattore disincentivante sul piano economico per gli effetti depressivi sulla competitività e la libera concorrenza», ha scandito il premier tra gli applausi. E ha aggiunto: «Ieri a proposito dello sviluppo del Mezzogiorno ho detto che sì, c’è il credito d’imposta, ma la prima cosa è assicurare legalità e sicurezza», perché «se manca quella base...». Applausi. 

Nella lotta alla corruzione, nel settore degli appalti pubblici, a giudizio di Draghi è «centrale il ruolo dell’Anac», ma «molto resta da fare» sul fronte della «prevenzione, oggi perseguita attraverso strumenti e meccanismi ancora troppo formali, che tolgono tempo a funzionari e cittadini e rendono meno efficace l’azione amministrativa, finendo così per alimentare più che prevenire i fenomeni di illegalità». Perciò «la semplificazione» ha «una funzione anticorruttiva». Ancora più chiaro: «Sono proprio la farraginosità degli iter e la moltiplicazione dei passaggi burocratici la causa di inaccettabili ritardi, ma anche il terreno fertile in cui si annidano e prosperano i fenomeni illeciti».

Per il premier, dunque, la «semplificazione» della burocrazia e la «trasparenza» sono i «cardini», di «una efficace politica di prevenzione» contro la corruzione e le infiltrazioni mafiose. In più «la trasparenza è il presupposto logico: i cittadini devono poter far sentire la loro voce e valutare i processi decisionali pubblici». Draghi infine ha affrontato il capitolo-giustizia. Un tema divisivo che fino a quel momento aveva solo sfiorato: «Non c’è dubbio che occorre migliorare l’efficienza della giustizia civile e penale», per introdurre «tutte le garanzie e i principi costituzionali per un processo giusto e di durata ragionevole». Boato dell’aula. E’ seguito un impegno caro a Emma Bonino: «In tempi di pandemia non va trascurata la condizione di chi lavora e vive nelle carceri, spesso sovraffollate, esposti al rischio e alla paura del contagio».

La Lega non è stata a guardare, con il capogruppo Riccardo Molinari è corsa a chiedere di modificare la norma sulla prescrizione voluta dai 5Stelle: «E’ una questione di civiltà». La pensano così anche Pd, Forza Italia, Iv e Leu.

FONTE LEGGO.IT

Leggi i commenti

SEZ.POLITICA NEWS Draghi chiede la fiducia alle Camere. Botta e risposta Salvini-Zingaretti Il premier prepara il discorso ma c'è il nodo delle liti tra i partiti

17 Febbraio 2021, 11:46am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Mario Draghi © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Avrà inizio intorno alle 22 nell'Aula del Senato la votazione sulla fiducia al governo Draghi. Alle 10 Draghi terrà le sue dichiarazioni programmatiche. Al termine si recherà a Montecitorio a consegnarne il testo. Al Senato il dibattito riprenderà alle 12.30. La coesione sociale e della politica. Il rigore contro le nuove varianti del Covid. La necessità di procedere a passo ancora più spedito nel piano vaccini. Il presidente del Consiglio Mario Draghi prepara il suo esordio in Parlamento. Il suo discorso non sarà lungo - una ventina di minuti circa - e sarà in gran parte incentrato sulle emergenze e le priorità del Paese. Il Covid, innanzitutto. Ma anche il Recovery Plan con la sua forte impronta ambientalista e le tre grandi riforme da mettere in campo: quella del fisco, quella digitale, quella della giustizia civile. Non dura quarantotto ore l'appello ai ministri a parlare solo con i fatti. Nelle ore in cui Mario Draghi prepara il discorso sulla fiducia che pronuncerà mercoledì in Parlamento, la sua larghissima maggioranza è già solcata da conflitti, accuse reciproche, distinguo. L'invito al silenzio rivolto in Cdm dal presidente del Consiglio mirava proprio a sminare possibili polemiche prima del voto di fiducia ma è già botta e risposta tra il segretario della Lega Matteo Salvini e il leader del Pd Nicola Zingaretti, che ieri si sono, tra l'altro, incontrati alla Camera. "Euro è irreversibile? C'è solo la morte che è irreversibile", dice il numero uno della Lega a 'L'aria che tira'. "L'euro e l'Europa sono la dimensione dove pensare e rafforzare il futuro dell'Italia. Dovrebbe essere anche superfluo ripeterlo", è la replica via twitter di Nicola Zingaretti. Il vertice tra i due doveva restare segreto ma ilfattoquotidiano.it immortala entrambi i leader all'uscita e Salvini non nega: "Abbiamo parlato di lavoro, del prossimo blocco dei licenziamenti, bisognerà parlare con le parti sociali". Il Nazareno tace ma il leghista dice di più, che vedrà anche i segretari di M5s, Fi, Iv. I vertici tra i leader potrebbero diventare la camera di compensazione della larghissima maggioranza, spiegano più fonti. "Conto di incontrare gli altri leader entro la settimana. Oggi spero di incontrare Gelmini e Giovannini", dice sempre a La7. "Stiamo cercando - sottolinea in un altro passaggio - soluzioni alle tante crisi aziendali: c'è un progetto di fattibilità sul ponte dello Stretto con l'acciaio prodotto a Taranto, Sarebbero circa 100mila posti di lavoro. Mi aspetto che Draghi rilanci il Ponte sullo Stretto". In mattinata Salvini aveva sottolineato a Radio Capital la necessità di deporre l'ascia di guerra lavorare insieme e pensare all'occupazione. Sono stato un'ora con Giorgetti, ci cono 140 crisi aziendali ferme da mesi. Il 31 marzo c'è lo sblocco dei licenziamenti, bisogna intervenire subito". "Ho visto Salvini ieri per la prima volta nella mia vita. L'ho incontrato innanzitutto perché è giusto dare un segnale di serietà. Penso sia giusto che i partiti debbano collaborare ma non è pensabile che i partiti politici si possano annullare nelle prossime settimane: noi rimaniamo alternativi alla Lega, ma siamo chiamati in questo momento storico a trovare i punti sui quali si deve collaborare. Io almeno dico, mai più una guerriglia quotidiana. Anche in queste ore si dovrebbe evitare di dire cose come quelle sull'Euro, non solo perché sono profondamente sbagliate". Così il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, a Cartabianca. "È un governo migliore del precedente? È molto diverso e non nascondo che noi avevamo chiesto e, posso dirlo, avremmo preferito una maggioranza politicamente più omogenea che forse avrebbe creato meno problemi. Quindi ci affidiamo ora alla personalità di Draghi. Sicuramente è un governo che ha una larghissima maggioranza parlamentare e questo può essere un fatto molto positivo, di tranquillità. Ma ora se non ci mettiamo tutti la buona volontà, potrà anche creare problemi come è accaduto in queste ore su alcuni temi che sono riesplosi", ha affermato Zingaretti. ANSA

Leggi i commenti

SEZ. POLITICA M5S: petizione online per ripetere voto su Governo Draghi «Vogliamo riportare discussione su Rousseau, stavolta con quesito serio».

16 Febbraio 2021, 11:04am

Pubblicato da Miki Pappacoda

m5s petizione online per ripetere voto su governo draghi

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un appello "al Capo Politico pro tempore o in sua vece al Garante" per chiedere l'immediata apertura di una discussione su Rousseau per poter valutare nelle prossime ore, tra l'altro, sull' "immediata nuova consultazione, che ponga gli iscritti nella possibilita' di esprimersi sulla base di un quesito onesto, sincero, veritiero e reale sul ruolo del Movimento 5 Stelle nel Governo Draghi, e quindi una chiara espressione di voto degli iscritti, tale da consentire ai Portavoce nazionali di non avere dubbi sull'indirizzo politico dell'Assemblea al quale uniformarsi" . E' quanto si chiede in una petizione che gira on-line tra la base e che porta la firma di una settantina di iscritti al M5s, parlamentari come Barbara Lezzi,Luisa Angrusani, e Bianca Laura Granato e portavoce locali come Francesca De Vito e Mari' Muscara' OTTOPAGINE

Leggi i commenti

SEZ. POLITICA Zaia: "Non bastano i ristori per stop sci" Il governatore veneto: "Riconoscimenti per il danno subito"

15 Febbraio 2021, 12:27pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Zaia: "Non bastano i ristori per stop sci" Il governatore veneto: "Riconoscimenti per il danno subito"

INSERITO DA ANGELA CECERE «Ora non si può più parlare soltanto di ristori. In questo caso ci vorranno degli indennizzi. Dei riconoscimenti per il danno subito». Lo dice, in un'intervista al Corriere della Sera, il governatore veneto Luca Zaia dopo che il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato un provvedimento che vieta lo svolgimento delle attività sciistiche amatoriali fino al 5 marzo. Dietro alla montagna invernale "ci sono sì gli impianti di risalita, i grossi operatori. Ma c'è anche una nuvola densa di piccole attività, dalla ristorazione ai maestri di sci, che non è codificata ma è imponente. Ci sono gli stagionali... Il danno è colossale». Il di là dei ristori serve un risarcimento "perchè in questo caso, nella prospettiva di riaprire a breve, gli operatori avevano già battuto le piste e messo le indicazioni, bar, ristoranti e rifugi avevano fatto magazzino, gli stagionali si erano diretti in montagna... A tutte queste persone dici di no il giorno prima? Dopo investimenti particolarmente gravosi, dopo una stagione come quella che è stata? Non ci sono parole per descrivere la rabbia, motivata, dei nostri operatori». E' una decina di giorni che "assistiamo a un crescendo di dichiarazioni da parte di tecnici e scienziati sull'apertura o meno degli impianti. Un maggior anticipo ci poteva stare... Io avevo fatto l'ordinanza proprio per tener fuori il Carnevale, ma il punto è un altro: mi rifiuto di pensare che occorrano i dati del venerdì per decidere che bisogna tenere chiuso il lunedì. Lo dico proprio per il rispetto che porto agli scienziati». La salute "viene prima di qualunque altra cosa, dubbi non ce ne sono. E mi rendo conto che per la politica le ultime settimane sono state difficili. Ma è pur vero che gli operatori avevano letto un Dpcm che consentiva di riaprire il 15 febbraio". E dunque "il provvedimento in "zona Cesarini" qualche dubbio lo lascia: ci sono dei tempi che se non sono rispettati, mandano tutto in deflagrazione".

OTTO PAGINE 

Leggi i commenti

SEZ. POLITICA La lista dei ministri del governo Draghi: i 23 nomi del nuovo esecutivo, otto sono donne. Quindici politici e otto tecnici

13 Febbraio 2021, 08:12am

Pubblicato da Miki Pappacoda

 

inserito da Miki Pappacoda La lista dei ministri del

governo di Mario Draghi, che questa sera ha sciolto la riserva salendo al Colle dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Dopo giorni di attesa e mistero attorno le possibili nomine, ecco i nomi di coloro che comporranno il nuovo esecutivo. Sottosegretario di Stato sarò proposto Roberto Garofoli. Sono 23 i ministri scelti, quindici politici e otto tecnici. Della corrente politica ne troviamo quattro appartenenti al Movimento 5 stelle, tre al Partito democratico, alla Lega e a Forza Italia e uno a testa a LeU e Italia Viva.

 

 

 

LA LISTA DEI MINISTRI DEL GOVERNO DRAGHI

 

Ministro dell’Economia e Finanza: Daniele Franco

 

Ministro della Difesa: Lorenzo Guerini

 

Ministro della Cultura: Dario Franceschini

 

Ministro del Lavoro: Andrea Orlando

 

Ministro della Giustizia: Marta Cartabia

 

Ministro della Salute: Roberto Speranza

 

Ministro della Pubblica Amministrazione: Renato Brunetta

 

Ministro dell’Interno: Luciana Lamorgese

 

Ministro della Transizione ecologica: Roberto Cingolani

 

Ministro per Innovazione tecnologica e Transizione digitale: Vittorio Colao

 

Ministro per il Sud: Mara Carfagna

 

Ministro sviluppo economico: Giancarlo Giorgetti

 

Ministro Rapporti con il Parlamento: Federico D’Incà

 

Ministro delle Infrastrutture e Trasporti: Enrico Giovannini

 

Ministro dell’Agricoltura: Stefano Patuanelli

 

Ministro dell’Università: Maria Cristina Messa

 

Ministro della Pari Opportunità Famiglia: Elena Bonetti

 

Ministro delle Disabilità: Erika Stefani

 

Ministro Affari Generali: Maria Stella Gelmini

 

Ministro Politiche Giovanili: Fabiana Dadone

 

Coordinamento settore turismo con portafoglio: Massimo Garavaglia

 

Ministro Affari Esteri: Luigi Di Maio

 

Ministro Istruzione: Patrizio Bianchi

fonte Leggo

Leggi i commenti

SEZ. POLITICA Governo, Draghi lavora alla squadra. Attesa per la salita al Colle Tra stasera e domenica Draghi potrebbe salire al Quirinale, sciogliere la riserva e dar vita al suo governo

12 Febbraio 2021, 12:28pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Governo, Draghi lavora alla squadra. Attesa per la salita al Colle Tra stasera e domenica Draghi potrebbe salire al Quirinale, sciogliere la riserva e dar vita al suo governo

INSERITO DA ANGELA CECERE Dopo il via libera M5s al governo Draghi, cade l'ultimo ostacolo alla formazione dell'esecutivo guidato dall'ex presidente Bce. Il premier incaricato ha il quadro completo e può chiudere il puzzle della squadra di governo. Cresce l'attesa dei partiti, ma timing e lista dei ministri restano nelle mani del professore. Potrebbe salire al Colle per sciogliere la riserva già oggi ma anche domani. E sembra ormai chiaro che solo allora le forze politiche che lo sostengono sapranno se i loro desiderata sono stati accolti o meno. Forse martedì al Senato e mercoledì a Montecitorio il voto di fiducia. M5s: su Rousseau il 59,3% per il Sì a Draghi. Di Battista: "Mi faccio da parte" "Abbiamo indicato con grande chiarezza quali sono i nostri progetti, le nostre idee, i nostri valori al professor Draghi, ora aspettiamo e ci rimettiamo nelle mani del professor Draghi e del presidente Mattarella per quella che sarà la squadra di governo. La cosa positiva è che il Pd unito è in campo per sostenere questa nuova sfida". Così il segretario Pd Nicola Zingaretti.
"Il Pd non ha avanzato alcuna rosa di nomi per la composizione del Governo. Come ho detto ieri, ci rimettiamo al rispetto dell'articolo 92 della Costituzione che conferisce al Presidente della Repubblica e al Presidente incaricato questo compito. Un' ipotesi sulla quale c'è l'unanimità della direzione nel corso della quale abbiamo suggerito dei criteri per la squadra: qualità, pluralismo politico, differenza di genere", ha detto Zingaretti. Coesione. E' la parola che Mario Draghi pone al centro, nella formazione del suo governo. E' coesione sociale, ma anche coesione delle forze che sosterranno l'azione dell'esecutivo. Solo con la coesione - è il ragionamento - si può dare corpo a decisioni coraggiose nel Paese. Ed è questa la ragione per cui i partiti della larghissima maggioranza confidano che il premier incaricato terrà conto delle loro sensibilità, nella scelta dei ministri. Ma sceglierà Draghi, come da sue prerogative costituzionali. Lo farà dopo aver ponderato ogni scelta, senza mosse frettolose. E non è affatto detto che sciolga già nelle prossime ore, come i partiti si aspettano, la riserva: potrebbe salire al Quirinale venerdì sera o prendersi ancora due giorni di tempo per comporre la lista e poi giurare con i suoi ministri entro la settimana. Prendersi tutto il tempo necessario, è l'indicazione che sarebbe arrivata anche dal Colle. Con il consiglio di non aprire contrattazioni con i partiti ma comporre, dopo attento ascolto, la squadra di più alto profilo da consegnargli al momento dello scioglimento della riserva. L'ex presidente della Bce lavora tutto il giorno senza rompere la regola del silenzio che osserva dal momento in cui ha ricevuto l'incarico, tra la sua casa romana e la Camera. A sera i 'luogotenenti' dei partiti si sentono tra loro e appurano che nessuno è stato ufficialmente contattato. Circola voce di un colloquio tra Draghi e Conte e aumentano i rumors di un possibile ingresso del premier uscente nel governo, da ministro degli Esteri o superministro della Transizione ecologica. E' questa la prima giornata dedicata da Draghi alla composizione della squadra, insieme alla prosecuzione del lavoro sul programma, in vista del discorso sulla fiducia in Parlamento, che si ipotizza possa essere fissato per martedì (se non lunedì) al Senato e il giorno dopo alla Camera. I cardini sono stati indicati dall'ex presidente Bce nell'intervento al Quirinale dopo aver ricevuto l'incarico e dettagliati nelle consultazioni. Il primo punto è l'uscita dall'emergenza Covid, a partire dall'accelerazione della campagna di vaccinazione sul modello inglese. Solo così si potrà avviare la "lenta" ripresa. Draghi pone al centro dell'azione del suo nascente esecutivo i giovani. Per dar loro una prospettiva di futuro, è cruciale il rilancio dell'economia - ha spiegato agli interlocutori - attraverso il Recovery plan. L'impegno è non alzare le tasse e rilanciare il tessuro produttivo, non puntare solo sui sussidi, ma anche non smantellare il reddito di cittadinanza. E intanto porre al centro di tutte le politiche l'ambiente. Il ministero per la Transizione ecologica, caldeggiato da Beppe Grillo e annunciato alle associazioni ambientaliste, è già oggetto misterioso e ambito da diversi partiti. Per la sua guida viene citato l'ex ministro, apprezzato dai Cinque stelle, Enrico Giovannini, ma anche Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont. Non si esclude però il un 'superministro' politico come il premier uscente Conte o lo spacchettamento delle deleghe, dallo sviluppo economico all'ambiente, tra diversi viceministri. Si discute già anche delle ambite deleghe all'Economia, ministero per il quale viene ancora considerato 'in pole' Daniele Franco, direttore generale di Bankitalia: si fanno i nomi di Ernesto Maria Ruffini per la riforma del fisco e poi di figure politiche esperte, come il leghista Massimo Garavaglia, nelle caselle di viceministri e sottosegretari. Negli ambienti politici c'è grande agitazione tra chi aspira a entrare al governo, anche da 'semplice' sottosegretario.  In giornata si diffonde la voce che Draghi abbia chiesto informalmente alle segreterie di inviare una 'shortlist' di candidati tra cui scegliere. Ma su possibili rose di candidati non c'è alcuna conferma e viene smentita, in ambienti vicini al premier incaricato, l'attendibilità di gran parte delle ipotesi circolate negli ultimi giorni. Sarà Draghi a chiamare i ministri, a ridosso della chiusura della lista. La presenza di donne si annuncia consistente. E c'è chi ipotizza che alla fine ai tecnici nel governo vadano deleghe di peso, ma che numericamente i politici possano essere di più. Continua a circolare l'ipotesi che i ministri di partito siano dodici: tre al M5s, due ciascuno a Pd, Fi e Lega, uno a Leu, Iv e Misto. Quanto ai nomi, si citano Giancarlo Giorgetti e Riccardo Molinari o Giulia Bongiorno per la Lega, Luigi Di Maio e Stefano Patuanelli per il M5s ('fuori quota', eventualmente, il premier Giuseppe Conte), per il Pd sarebbero in lizza Andrea Orlando, Dario Franceschini e Lorenzo Guerini (difficile l'ingresso del segretario Nicola Zingaretti, anche perché potrebbe chiedere poi di entrare Matteo Salvini). In Fi si citano Antonio Tajani e Anna Maria Bernini, per Leu Roberto Speranza, per Iv Teresa Bellanova. Resisteranno questi nomi alla prova di Draghi? Difficile dire. Così come non confermati sono i nomi dei possibili tecnici al governo. Circola con insistenza l'ipotesi di Carlo Cottarelli alla Pa, Marta Cartabia alla Giustizia, Luciana Lamorgese all'Interno, Rocco Bellantone alla Salute, Elisabetta Belloni agli Esteri.

ANSA

Leggi i commenti