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sez.politica

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Pubblicato da Overblog e Facebook

16 Marzo 2024, 09:58am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il tema della spesa delle risorse del Pnrr sicuramente "rappresenta una difficoltà, soprattutto nella fase di attuazione, ma stiamo lavorando e nei prossimi mesi si avranno risultati": lo ha detto il ministro degli Affari europei, Sud, Politiche di coesione e Pnrr, Raffaele Fitto, in Aula alla Camera. Fitto ha ricordato che nel 2021-22 sono stati spesi 24 miliardi e nel 2023 21 miliardi: "Complessivamente si tratta di 45 miliardi, e invito a fare un confronto in percentuale con gli altri Paesi". Per il ministro ha poi spiegato che una delle cause del ritardo nella spesa è il sistema Regis che monitora l'avanzamento del piano e "va implementato", oltre al fatto che "molti interventi devono ancora essere caricati" sulla piattaforma. ANSA

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SEZ. POLITICA Lavoro, Tommasetti: "In Campania il 40% dei giovani è inattivo" Il dato negativo arriva direttamente dal rapporto Svimez

15 Marzo 2024, 11:17am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Lavoro, Tommasetti: "In Campania il 40% dei giovani è inattivo" Il dato negativo arriva direttamente dal rapporto Svimez

INSERITO DA ANGELA CECERE Salerno “Il 40% dei nostri giovani è inattivo”. Lo osserva Aurelio Tommasetti, consigliere regionale della Campania della Lega. Il dato negativo arriva direttamente dal rapporto Svimez, che fornisce un quadro della crescita occupazionale negli ultimi anni. “Nel contesto di una crescita nazionale già di per sé faticosa, in particolare nel Mezzogiorno, di certo la Campania non brilla – sottolinea Tommasetti – Basta guardare i numeri del Pil pro capite, che cala di quasi il 7% relegandoci al 15esimo posto tra le regioni italiane. Ma andando più nel dettaglio, un elemento assai preoccupante arriva dall’indicatore denominato “input di lavoro”: si tratta di un dato che emerge dal rapporto tra le ore lavorate e la numerosità della popolazione in età lavorativa, tra i 15 e i 64 anni. Qui infatti la Campania segna un -11,5% e si colloca tristemente all’ultimo posto”. Il consigliere regionale ritiene che la vera preoccupazione arrivi dai più giovani: “Come segnala il report, molti potenziali lavoratori nella fascia di età tra i 18 e i 29 anni sono inattivi. Addirittura 4 su 10 in Campania, maglia nera insieme a Sicilia e Calabria. Abbiamo fama, insomma, di essere una regione di cosiddetti “neet”, ovvero di giovani non occupati e neppure inseriti in un percorso di formazione”. Per Tommasetti i campanelli d’allarme sono evidenti. “Sui media si discute esclusivamente di un’autonomia differenziata che ancora non c’è, quando il vero problema sono i 9 anni dei disastri dell'amministrazione De Luca. Tuttavia non bisogna abbattersi – conclude – E’ chiaro che le politiche dell’attuale amministrazione regionale in tema di lavoro abbiano largamente contribuito a questa situazione. Ma archiviato un fallimento la Campania troverà la forza per ripartire. E il voto del 2025 sarà solo il primo passo”.

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SEZ. POLITICA Forza Italia: aderisce Lombardi, consigliere di Pannarano Rubano: "Vicini al territorio: costruiremo proposta per il rilancio di questa comunità"

14 Marzo 2024, 10:40am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Forza Italia: aderisce Lombardi, consigliere di Pannarano Rubano: "Vicini al territorio: costruiremo proposta per il rilancio di questa comunità"

INSERITO DA ANGELA CECERE Pannarano. Forza Italia dà il benvenuto a Sergio Lombardi, consigliere comunale a Pannarano, impegnato in politica nella maggioranza amministrativa che già vanta un  riferimento azzurro nell’assessore ai lavori pubblici Annibale Genovese.  “Sono felice di poter proseguire il mio percorso politico in Forza Italia ed al fianco dell’onorevole Francesco Maria Rubano - ha dichiarato Lombardi -  proseguirò con ancora maggior impegno sulle tematiche che sento più vicine al mio territorio ed utili alla cittadinanza" ha con concluso Lombardi.  “Questa nuova adesione ribadisce la vicinanza di Forza Italia al territorio. Sono certo che insieme agli amici di Pannarano costituiremo una proposta seria e costruttiva per il rilancio della comunità” ha sottolineato l’onorevole Francesco Maria Rubano, segretario provinciale di Forza Italia.

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SEZ. POLITICA Russo (Gesesa): "Stop lavori: in futuro più attenzione per i cittadini" "Ok rinvio, ma si tenga in considerazione che si creano importanti disagi"

13 Marzo 2024, 11:17am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Russo (Gesesa): "Stop lavori: in futuro più attenzione per i cittadini" "Ok rinvio, ma si tenga in considerazione che si creano importanti disagi"

INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Domenico Russo, presidente Gesesa, è intervenuto sul rinvio ai lavori alta velocità che avrebbero interessato anche la condotta del Biferno: “Nel pomeriggio di ieri la Regione Campania, come è stato ampiamente divulgato, ha comunicato il rinvio a data da destinarsi dei lavori sulla tratta ferroviaria dell’alta velocità, allegando anche fotografie per documentare lo stato in cui versano le diverse aree di cantiere dopo le ultime piogge. Gesesa da giorni, come noto, aveva avviato l’organizzazione per cercare di gestire al meglio l’importante interruzione idrica del prossimo fine settimana. Gli imprevisti sono fisiologici, pertanto comprendo la necessità di rinviare ed apprezzo anche la celerità della decisione da parte dei dirigenti responsabili della Regione Campania, improntata alla massima prudenza. Tuttavia, mi sento in dovere di formulare un invito per i futuri interventi ai tecnici che lavorano alla linea dell’alta velocità nella nostra Provincia, ovvero quello di tenere ben presente che quando si eliminano le interferenze con la condotta idrica del Biferno non si affrontano soltanto complessi temi tecnici ma si creano importanti disagi a diverse decine di migliaia di cittadini sanniti. Quindi va bene invitare i cittadini alla comprensione per tali importanti lavori in nome del progresso del nostro territorio, aspetto al quale collaboriamo con convinzione, ma ritengo che sia ancora più importante invitare chi si occupa di tali lavori ad avere la massima considerazione per i cittadini. Sono certo che questa considerazione non mancherà e che i tempi per la esecuzione dei lavori sulla condotta idrica del Biferno saranno ridotti al minimo indispensabile, grazie all’impegno di un numero elevato di personale, ad una pianificazione capillare, nonché all’utilizzo di un elevato standard qualitativo in fase di esecuzione. Sono altrettanto sicuro che in tal senso ci sarà anche la massima attenzione da parte della Regione Campania tesa a tutelare i cittadini sanniti che dovranno affrontare notevoli sacrifici a causa delle future interruzioni idriche.”

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SEZ. POLITICA Capigruppo centrodestra, commissione dossier da valutare 'Non ci siano sovrapposizioni politiche'

12 Marzo 2024, 07:19am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Il ministro della difesa Guido Crosetto durante la cerimonia di avvicendamento nella carica di capo di stato maggiore dell’esercito tra il generale di C.A Pietro Serino e il generale C.A. Carmine Masiello. Roma 27 febbraio 2024 ANSA/MASSIMO PERCOSSI

DI MIKI PAPPACODA "Nella grave vicenda del dossieraggio, la delicatezza delle indagini in corso, seguite dalla Procura della Repubblica di Perugia e dalla Direzione nazionale antimafia, suggerisce che non debbano esservi sovrapposizioni politiche prima della conclusione delle stesse indagini". Lo si legge in una nota a firma dei capigruppo della maggioranza spiegando che "l'eventuale costituzione di una apposita Commissione parlamentare di inchiesta sarà valutata successivamente, anche alla luce di quanto emergerà dai lavori della Commissione Antimafia".

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SEZ. POLITICA Elezioni Abruzzo, Marsilio confermato governatore. Meloni: "Non tradiremo fiducia" Il candidato del centrodestra eletto con il 53,50% delle preferenze: "Pagina di storia, campo largo non è futuro". Nessun effetto Sardegna per il centrosinistra

11 Marzo 2024, 11:27am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Elezioni Abruzzo, Marsilio confermato governatore. Meloni: "Non tradiremo fiducia" Il candidato del centrodestra eletto con il 53,50% delle preferenze: "Pagina di storia, campo largo non è futuro". Nessun effetto Sardegna per il centrosinistra

INSERITO DA ANGELA CECERE Marco Marsilio di nuovo governatore. Il candidato del centrodestra alle elezioni regionali in Abruzzo è stato eletto presidente con il 53,50% delle preferenze, pari a 327.660, secondo i dati del sito Eligendo, quando sono state scrutinate tutte le sezioni (1.634 su 1.634). Per lui si tratta del secondo mandato come governatore della Regione. Luciano D'Amico, candidato del centrosinistra, ha ottenuto invece 284.748 voti pari al 46,50%. Meloni "E' il primo presidente nella storia dell'Abruzzo a essere riconfermato dagli elettori per un secondo mandato", scrive su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni che aggiunge: "Ed è per noi motivo di grande orgoglio che i cittadini abruzzesi abbiano voluto continuare a dargli fiducia, e con lui a dare fiducia al centrodestra, che si conferma maggioritario. È una fiducia che, come sempre, non tradiremo. Continueremo a lavorare per restituire all’Abruzzo e all'Italia il posto che meritano. Grazie!". Marsilio "Il popolo abruzzese ha scelto di conferirmi l'onore di guidare la regione per altri 5 anni. Mai nei 30 anni precedenti una amministrazione uscente era stata riconfermata per un secondo mandato. E' stata scritta una pagina di storia e abbattuto un altro muro", ha commentato Marsilio dopo essere stato confermato nella notte governatore dell'Abruzzo alle elezioni regionali, parlando al suo comitato. "Il campo largo non è il futuro dell'Abruzzo - ha aggiunto - perché era il suo triste passato, e non sarà il futuro dell'Italia. Il mio impegno sarà ancora più intenso". "Possiamo annà a ballà", ha scherzato quindi Marsilio, festeggiando con i suoi sostenitori, al comitato elettorale, la vittoria. "Ha vinto la verità contro la menzogna e la calunnia, sparse a piene mani. Hanno vinto i fatti e il principio di realtà contro le narrazioni fumose e le chiacchiere vuote. Il popolo abruzzese vuole guardare al futuro e ha dimostrato di non avere nessuna nostalgia di un triste passato che si è gettato alle spalle già 5 anni fa", ha detto anora. Così Marco Marsilio, commentando la sua vittoria alle regionali in Abruzzo presso il comitato elettorale. "Abbiamo chiesto altri 5 anni per continuare a crescere e completare l'opera di rilancio, ricostruzione e valorizzazione che stiamo mettendo in campo. Esprimo il mio profondo ringraziamento al popolo abruzzese per questo immenso privilegio che mi concede. Questa è la missione della mia vita: restituire alla terra dei miei padri la forza, la dignità, il ruolo che merita", ha sottolineato. Niente effetto Sardegna per il centrosinistra La coalizione di centrodestra, a sostegno del candidato Marco Marsilio, ha ottenuto 316.637 voti pari al 54,67%, secondo i dati definitivi pubblicati sul sito Eligendo del Viminale. Sono 262.565 i voti pari al 45,33% per la coalizione di centrosinistra che sostiene il candidato Luciano D'Amico. Nessun effetto Sardegna dunque per il centrosinistra in Abruzzo. La coalizione che sosteneva D'Amico, il professore universitario alla guida di un campo per l'occasione larghissimo, si è fermata a una decina di punti distanza dal centrodestra del governatore. Il primo campanello di allarme per il campo largo, del resto, era suonato già nella serata di domenica, di fronte ai dati dell'affluenza: 52,19%, in lieve calo sul 2019. Alla fine il dato più basso di sempre. D'Amico, al contrario, aveva scommesso su un dato in crescendo, considerato indispensabile per colmare il gap della vigilia con Marsilio. "Avremmo tutti scommesso che si poteva superare la soglia delle scorse elezioni", ha spiegato l'ex sindaco di Pescara Marco Alessandrini a spoglio in corso. "Ci aspettavamo sicuramente una affluenza più strutturata", gli ha fatto eco il segretario dl Pd di Pescara Nicola Maiale. D'Amico, quindi, si è trovato a inseguire sin dal primo minuto dello spoglio. "Lo scontro tra destra e centrosinistra era difficilissimo. La destra ha messo in campo ministri, promesse incredibili", ha ammesso l'ex senatrice e consigliera comunale a L'Aquila Stefania Pezzopane. "Comunque sia il centrosinistra è ripartito, una grande unità e un campo larghissimo, siamo in campo -è stata l'interpretazione della Pezzopane-. E' importante quello che abbiamo fatto. Può essere un messaggio che mandiamo all'Italia". Affluenza in calo E' stata del 52,2% l'affluenza definitiva alle 23 (1.634 sezioni su 1.634) in Abruzzo, dove si è votato per l'elezione del presidente della Regione e il rinnovo del Consiglio regionale, secondo i dati del sistema Eligendo del Viminale. Un dato in lieve calo rispetto alla precedente tornata elettorale del 2019, quando aveva votato il 53,11% degli elettori. Alle ore 23 di oggi hanno votato in totale 630.686 elettori. Questa la percentuale di affluenza al voto provincia per provincia: Chieti 48,46%, L’Aquila 55,40%, Pescara 53,33%, Teramo 53,04%. Alle 19 alle urne si era recato il 43,93%. Un dato di poco superiore rispetto alla precedente tornata elettorale (2019), quando alle 19 aveva votato il 43,01% degli elettori. Alle ore 19 di oggi hanno votato in totale 530.813 elettori. Questa la percentuale di affluenza al voto provincia per provincia: Chieti 40,47%, L’Aquila 47,51%, Pescara 44,45%, Teramo 44,67%.

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SEZ. POLITICA Elezioni Regionali Abruzzo, affluenza e risultati. Seggi aperti dalle 7 alle 23 Tutti gli aggiornamenti in diretta

10 Marzo 2024, 10:32am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Marsilio: "Violazione del silenzio elettorale"

«Clamorosa e vergognosa violazione del silenzio elettorale sul canale Nove. È andato in onda ieri sera durante la trasmissione "Accordi & Disaccordi" condotta da Luca Sommi, un comizio condito di calunnie di Marco Travaglio, seguito a ruota dal giornalista Andrea Scanzi. In particolare Travaglio, noto diffamatore seriale più volte condannato per questo reato, mi ha calunniato descrivendomi, insieme a mia moglie, come indagato e condannato in primo grado per un reato che non ho mai commesso e per il quale non sono mai stato né indagato né tantomeno condannato. Non si è mai assistito ad una cosa del genere in occasione di una tornata elettorale, a otto ore dall'apertura dei seggi. Ho già dato mandato al mio legale per tutelare me e la mia consorte sia in sede penale che civile (oltre che segnalare all'Agcom la violazione del silenzio elettorale)». Lo ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. «Solo pochi giorni fa avevo smentito questa notizia falsa e diffamatoria già pubblicata dal quotidiano "la Notizia" e diffusa da giorni sui social, ma evidentemente per Travaglio ha più valore il clamore mediatico che il rispetto della verità e della dignità delle persone», ha aggiunto.

I candidati

Ma chi sono i candidati? Per il centrodestra corre il governatore uscente Marco Marsilio, di Fratelli d'Italia, sostenuto da tutti i partiti di maggioranza. Cinquantasei anni, Marsilio era stato eletto presidente dell'Abruzzo per la prima volta nel 2019, diventando il primo governatore nella storia del partito meloniano. Militante nelle giovanili dell'Msi alla sezione romana di Colle Oppio, quella in cui si avvicinò alla politica pure Giorgia Meloni, Marsilio ha vestito i panni di senatore per FdI dal 2018 al 2019. Prima ancora era stato deputato col Popolo della Libertà, dal 2008 al 2013. Su di lui il centrodestra punta molto: alle Politiche del 2022, il partito meloniano in Abruzzo è stata la lista più votata, con oltre il 27 per cento. E la stessa premier Meloni è stata eletta nel collegio uninominale dell'Aquila.

Lo sfidante del centrosinistra è Luciano D'Amico. Sessantaquattro anni, è ordinario di economia aziendale all'università di Teramo, di cui per cinque anni è stato rettore. Poi ha guidato la società di trasporto pubblico abruzzese Tua. Candidato civico, è sostenuto dal campo "larghissimo" di Pd, Cinquestelle, Azione, Italia viva e Verdi-sinistra. Ed è per questo che la sua corsa è vista come un termometro per testare il possibile ritorno (anche sul piano nazionale) di un asse "rosso-giallo". 

E molti, nel campo del centrosinistra, sostengono che la vittoria del fronte Pd-5S in Sardegna potrebbe spostare una quota di indecisi a suo favore. Chissà. 

 

Come si vota

Scelta secca, si diceva. La scheda sarà divisa in due: da una parte, le liste che sostengono il candidato presidente del centrodestra Marco Marsilio. Si tratta di Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati, Udc e la civica Marsilio Presidente. Dall'altra, i simboli che appoggiano lo sfidante del centrosinistra Luciano D'Amico: Pd, Movimento 5 stelle, Alleanza verdi-sinistra, Azione, Italia viva e la civica D'Amico presidente.

L'elettore può tracciare una croce sul nome del candidato presidente che preferisce (e in quel caso il voto non si trasferisce alle liste collegate), oppure può barrare il segno di una delle liste (e in quel caso il voto si estende anche al candidato presidente che esse appoggiano). Si possono anche barrare sia il simbolo che il nome, purché i due siano collegati: a differenza di quanto previsto per le elezioni sarde infatti, non è prevista la possibilità di voto disgiunto. Per fare un esempio, non si può barrare una lista di centrosinistra e contemporaneamente scegliere il candidato presidente del centrodestra (o viceversa). Motivo per cui lo spoglio dovrebbe procedere più rapidamente. 

Alle liste collegate al vincitore è assegnato un premio di maggioranza pari ad almeno il 60 per cento dei seggi, ma non superiore al 65. Sono previste anche soglie di sbarramento: del 2 per cento per i partiti e movimenti che corrono in coalizione, del 4 per quelli non coalizzati. 

I comuni al voto

I seggi per le elezioni regionali in Abruzzo si sono aperti alle 7 e si chiuderanno questa sera alle 20. Al termine inizieranno le operazioni di spoglio. Si va al voto in 305 comuni: il totale dei votanti è pari a 1.208.276 di cui 592.041 uomini e 616.235 donne su una popolazione censita di 1.275.950. Le sedi dei seggi elettorali sono 1.634 di cui 13 ospedaliere. Le sezioni sono a Chieti 460, a L'Aquila 405, a Pescara 396 e a Teramo 373. Alle regionali del 2019 i votanti furono il 53%, un netto calo rispetto alle consultazioni precedenti, quelle del 2014, quando andò a votare il 61,56% degli aventi diritto. Alle più recenti politiche, quelle del 2022, andò alle urne il 63,99% degli abruzzesi. Cinque anni fa Marsilio ottenne il 48,03% dei voti, la sua coalizione il 49,20%. Il candidato del centrosinistra, Giovanni Legnini raggiunse il 31,29%; la sua coalizione, con 7 liste, arrivò al 30,64%. In quell'occasione si presentarono anche Sara Marcozzi per M5s che ottenne il 20,20%, e Stefano Flajani che ebbe lo 0,48%.

Elezioni regionali Abruzzo, seggi aperti dalle ore 7 alle 23. Occhi puntati su Marco Marsilio e Luciano D'Amico, ma è l'affluenza alle urne a creare timore. Le urne abruzzesi hanno anche un riverbero nazionale: un'ulteriore prova, dopo quella sarda, per soppesare gli equilibri interni tra i partiti al governo. Anche in vista delle elezioni europee.

 

Elezioni, 1,2 milioni di abruzzesi scelgono il presidente della Regione. La corsa di 348 candidati consiglieri

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SEZ. POLITICA Elezioni regionali in Abruzzo, quando e come si vota

9 Marzo 2024, 09:47am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Guida alle elezioni regionali in Abruzzo | Pagella Politica

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Abruzzo alle urne per le elezioni regionali. Domenica 10 marzo dalle 7 alle 23 si vota per l'elezione del nuovo presidente della Regione e per il rinnovo del Consiglio regionale. Come si vota L’elettore dovrà presentarsi al seggio con un documento di identità valido e la tessera elettorale. Chi non ha la tessera o l’ha smarrita, può richiederla, anche nel giorno della votazione, all’ufficio elettorale del comune di iscrizione nelle liste elettorali. Sono consentite tre diverse modalità di voto: è possibile esprimere la preferenza per un candidato Presidente (il voto non si estende alle liste a esso collegate); oppure si può votare una lista (il voto si estende anche al candidato Presidente a essa collegato); o ancora esprimere la preferenza per un candidato Presidente e una delle liste a esso collegate. L’elettore può esprimere una o due preferenze per i candidati alla carica di consigliere della lista prescelta (scrivendo il cognome oppure il nome e il cognome in caso di omonimia). Se esprime due preferenze, queste devono essere di genere diverso (per una donna e per un uomo, o viceversa, comunque della medesima lista); in caso contrario la seconda preferenza è nulla e resta valida solo la prima. Non è consentito il voto disgiunto: sarà considerata nulla la scheda con il voto espresso per un candidato Presidente e per una lista diversa da quelle a lui collegate. Diventa Presidente della Regione il candidato alla carica di Presidente che ottiene il maggior numero di voti validi. I candidati La sfida è a due. Sono candidati il presidente della Regione uscente ed esponente di Fratelli d'Italia, Marco Marsilio, appoggiato anche dalle liste di Lega, Forza Italia, Udc, Noi Moderati e Marsilio Presidente. Eletto deputato nel 2008 con il Popolo delle libertà, si è unito a Fratelli d'Italia dal 2012, cioè dalla nascita del partito, e dal 2014 è stato coordinatore regionale del Lazio per il partito. Nel 2018 è stato eletto senatore per FdI (sempre nel Lazio), e l'anno dopo ha vinto le regionali in Abruzzo. Oggi è anche il vicepresidente del gruppo dei Conservatori e riformisti europei. Dall'altro lato Luciano D'Amico, classe 1960, economista nato a Torricella Peligna, in provincia di Chieti. Nella sua carriera è stato ex rettore dell'Università di Teramo ed ex presidente del Trasporto Unico Abruzzese (Tua), società che gestisce il trasporto pubblico urbano. Il candidato del centrosinistra può contare sul sostegno di un campo larghissimo composto da 6 liste: Pd, M5S, Azione, Alleanza Verdi e Sinistra e Democrazia Solidale, Italia Viva con Partito Socialista Italiano e +Europa, Abruzzo Insieme (lista civica).

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SEZ. POLITICA Abruzzo, Meloni lancia Marsilio e mette 'l'elmetto': "Alle elezioni europee succederà di tutto" La presidente del Consiglio: "Il centrodestra sta insieme per scelta e non per interesse"

6 Marzo 2024, 11:07am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Abruzzo, Meloni lancia Marsilio e mette 'l'elmetto': "Alle elezioni europee succederà di tutto" La presidente del Consiglio: "Il centrodestra sta insieme per scelta e non per interesse"

INSERITO DA ANGELA CECERE "Alle prossime elezioni europee succederà di tutto, io ho già messo l'elemetto. Il timore di molti è che il centrodestra venga riconfermato. Vinceremo anche questa battaglia, ma prima c'è l'Abruzzo". Sotto il diluvio di Pescara la presidente del Consiglio Giorgia Meloni suona la carica in vista delle regionali in Abruzzo di domenica 10 marzo 2024. E in Fratelli d'Italia la speranza è che il nome della location scelta per il comizio conclusivo della campagna elettorale a sostegno del governatore uscente Marco Marsilio - Piazza della Rinascita, comunemente detta Piazza Salotto - sia di buon auspicio per il centrodestra, che dopo la sconfitta in Sardegna inizia a percepire il fiato degli avversari sul collo anche nella regione bagnata dall'Adriatico. Ma di cedere anche l'Abruzzo al centrosinistra, Fratelli d'Italia non vuole proprio saperne. Ed è per questo che Meloni non ha voluto far mancare il suo supporto al candidato di Fdi, a caccia del secondo mandato. Sul palco insieme a Meloni anche gli altri leader della coalizione - Antonio Tajani, Matteo Salvini, Lorenzo Cesa e Maurizio Lupi - proprio come era successo a Cagliari nel comizio finale di due settimane fa. L'istantanea è quasi la stessa, se non fosse per la pioggia battente - che a un certo punto rischia di far saltare l'intervento della presidente del Consiglio arrivata da Teramo - e per l'assenza sul palco di Salvini al momento dell'Inno nazionale. Una pioggia benaugurante, secondo la numero uno di Fdi che non si scompone: "Tutte le volte che vengo a Pescara, quando salgo sul palco piove. Però attenzione: perché l'ultima volta che è successo erano le elezioni politiche e io sono diventata presidente del Consiglio. Quindi se piove tutto sommato non sarà una cattiva cosa...".E' un intervento di lotta e di governo quello di Meloni, avvolta nel suo piumino rosa mentre nella città adriatica inizia a calare il freddo della sera: "Prendo dalla piazza la benzina che mi serve per andare avanti", dice 'scaldando' la platea dei suoi sostenitori. Poi l'endorsement per Marsilio, uno dei suoi uomini più fidati: "Cinque anni fa Marco ha fatto un'impresa, essere il primo presidente di regione di Fratelli d'Italia. A me piacerebbe che facesse un'altra impresa: essere il primo presidente nella storia dell'Abruzzo a essere riconfermato per un secondo mandato". La premier rivendica i risultati del governo sul fronte occupazionale e cita, ad esempio, i dati Ocse secondo i quali il reddito pro capite in Italia sarebbe cresciuto dell'1,4% nel terzo trimestre del 2023 contro lo 0,4% del trimestre precedente: "Sono risultati che ci incoraggiano ad andare avanti e che sono figli della nostra compattezza". Meloni: "Il centrodestra insieme per scelta" Da una parte, rimarca Meloni, c'è un centrodestra che quest'anno festeggia 30 anni e che "sta insieme per scelta e non per interesse", dall'altra avversari che "sono tutti alleati ma si vergognano a dirlo". "Ho visto cose incredibili - punge Meloni - Conte che diceva che non era alleato con Renzi, Renzi che diceva che non è alleato con Conte". I litigi nella maggioranza per la leader di Via della Scrofa non sono altro che un racconto "dei sogni dei giornali di sinistra": poi, "c'è la realtà dei fatti", insiste Meloni. Sullo sfondo, come evocato dalla stessa premier, ci sono le europee, competizione alla quale potrebbe partecipare come candidata in tutte le circoscrizioni: ma il nodo non è stato ancora sciolto dal capo del governo. L'inchiesta di Perugia tiene banco L'inchiesta della Procura di Perugia sui presunti dossieraggi nei confronti di politici e vip preoccupa Meloni e i partner della maggioranza. Sul palco di Pescara ne parlano sia la premier che i due vice. Bisogna "fare molta chiarezza su quello che scopriamo in queste ore dai giornali, da un'inchiesta secondo la quale ci sono funzionari dello Stato italiano che fanno dossieraggi ad personam per passare le notizie ad alcuni giornali", attacca Meloni che pretende di sapere "chi sono i mandanti" perché, mette in guardia, "questi sono metodi da regime".  Vorrei sapere se i vertici della Guardia di finanza ne erano al corrente o meno", domanda invece il leader della Lega Salvini. Anche per il segretario azzurro Tajani il caso dossieraggi rappresenta "un fatto grave": "C'è un Grande Fratello che studia e prepara dossier su ognuno? E per quali fini? Nessuno lo sa. Domani - auspica il ministro degli Esteri - ci auguriamo che dalla riunione dell'Antimafia escano notizie importanti e che esca la verità. Bisognerebbe capire chi è il regista". Ma ora la partita da giocare è quella delle regionali in Abruzzo. E alla luce dell'esito del voto in Sardegna sono banditi i toni trionfalistici nel centrodestra, dove regna ottimismo, sì, ma cauto. "Affronteremo il giudizio degli elettori con serenità e determinazione, come abbiamo sempre fatto", dice Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fdi, a margine del comizio di Pescara. Salvini si sbilancia: "In Abruzzo si vince" e "sul risultato della Lega sono assolutamente ottimista, sarà un risultato a due cifre". Per Meloni invece "l'effetto Sardegna dobbiamo ancora vederlo perché non si è ancora capito come è finita. Io sono molto ottimista francamente". (dall'inviato Antonio Atte)

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SEZ. POLITICA "Servizi educativi: una triste combinazione di convenzioni deludenti, rincari e ritardi"

5 Marzo 2024, 07:40am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Da sempre attenti al tema dei servizi educativi e riallacciandosi anche all’ultima inchiesta pubblicata dalla stampa locale, Civiltà Parmigiana ha organizzato per ieri pomeriggio una conferenza stampa dedicata per evidenziare come da troppi anni l’Amministrazione cittadina porti avanti una gestione di accessi ai servizi per le famiglie lenta, poco chiara e discutibile, oltre che molto più costosa rispetto a quella delle città vicine. Il problema, sorto durante i precedenti mandati Pizzarotti, sembra andare avanti anche con l’odierna Giunta, che proclama soluzioni a parole, ma nella realtà tergiversa o agisce in maniera insoddisfacente. Già lo scorso anno Civiltà Parmigiana aveva presentato in Consiglio Comunale una mozione propositiva di percorso integrato pubblico/privato, finalizzata alla condivisione di tutti per anticipare i tempi di risposta alle famiglie e arrivare nel più breve tempo possibile alla soluzione di due delle questioni principali, sulle quali l’Amministrazione Comunale sembrava essersi bloccata: liste di attesa ai nidi e alle materne sempre più lunghe e costi delle rette sempre troppo onerosi. “Abbiamo preso atto della bocciatura inaspettata da parte della maggioranza – ricorda Maria Federica Ubaldi, Consigliera Comunale di Civiltà Parmigiana. E oltre a questo, nei mesi successivi, ci siamo trovati ad assistere a una serie di lentezze e mancata attenzione verso le famiglie”. Il 5 gennaio, infatti, con grande enfasi è stata annunciata una fantomatica sigla alla convenzione tra Amministrazione e alcune scuole private paritarie. “Abbiamo chiesto di poter visionare la documentazione – prosegue Ubaldi -, ma ci è stato risposto che in realtà le convenzioni non sono ancora state effettivamente firmate. Peccato! Speriamo che questo insegni all’Amministrazione a porre maggiore attenzione agli annunci che sceglie di far uscire, anche a mezzo stampa. Le persone ascoltano, ci contano e poi ricordano, soprattutto le aspettative deluse”. Forma a parte, nella sostanza questa convenzione risulta comunque molto riduttiva e deludente. Infatti, la convenzione di tipo “A” prevede che la retta massima applicabile dalle scuole non superi del 20% la retta più alta del servizio comunale. Nella realtà, già oggi la maggior parte delle scuole private paritarie, che hanno aderito a questa convenzione, presentano rette che rientrano in questa fascia. Altre scuole hanno aderito alla convezione di tipo “B”, che non prevede nessun calmieramento dei prezzi. Solo le famiglie con ISEE inferiore ai 7.500 euro avranno la possibilità di accedere con una retta di 110 euro mensili, ma per una famiglia con un reddito così basso, in realtà, anche 1100 euro all’anno possono comportare comunque un problema, che non può considerarsi un successo reale. “Inoltre, le famiglie che rientrano in una fascia di reddito medio, che dovessero rimanere escluse dal servizio pubblico – continua Maria Federica Ubaldi - trovando poi rifugio nelle scuole paritarie, si troveranno a pagare una tariffa più alta della tariffa massima comunale, continuando di fatto a non poter usufruire di alcun tipo di agevolazione e rimanendo le più penalizzate”. Andando oltre, rimangono aperte altre questioni e contraddizioni: per esempio, il servizio 0-3 anni (nidi) che ha un impatto economico superiore al resto, al momento è escluso da questa convenzione. “Siamo sempre più perplessi in merito all’agire di questa Amministrazione; la misura messa in atto per i servizi educativi ci pare decisamente fuori fuoco – ricorda Alessandro Milioli, parte del Consiglio Direttivo di Civiltà Parmigiana -, perché sembra non essere pensata per favorire aspetti e progressi che tanto si auspicano, come l’aumento della natalità e il reintegro nel mondo del lavoro delle neomamme, quando, sempre a parole, dovrebbero essere tra i principali punti di interesse di una Giunta di Centrosinistra”. “E ora, ciliegina sulla torta, ci viene detto che aumenteranno gli scaglioni delle tariffe di un servizio fondamentale per le famiglie come è l’Happy Bus – aggiunge Giusy Rubano, referente del Gruppo -, che per anni è stato un servizio prezioso, ecologico e sicuro a cui affidarsi, mentre soffre anche di ritardi e di una diminuzione della qualità”.PARMA TODAY

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