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SEZ. POLITICA Migranti, "Salvini presente a tutti gli incontri in cabina regia, come sempre" Lo apprende l'Adnkronos da fonti vicine al vicepremier e segretario della Lega: "Nessun malumore per scelta Meloni di portare a Palazzo Chigi il dossier"

31 Agosto 2023, 10:27am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Migranti, "Salvini presente a tutti gli incontri in cabina regia, come sempre" Lo apprende l'Adnkronos da fonti vicine al vicepremier e segretario della Lega: "Nessun malumore per scelta Meloni di portare a Palazzo Chigi il dossier"

INSERITO DA ANGELA CECERE Nessun dietrofront di Matteo Salvini, leader della Lega, vicepremier e ministro per le Infrastrutture dalla cabina di regia dei migranti, convocata dalla premier Giorgia Meloni, a Palazzo Chigi con cadenza settimanale. A quanto apprende l'Adnkronos da fonti vicine al vicepremier e segretario della Lega "Salvini è invitato permanentemente e a ogni riunione sarà presente, come sempre successo". Le stesse fonti poi ricordano come "gli uffici del Mit non si occupano di immigrazione come è normale e come è sempre stato". In queste ore indiscrezioni di stampa, hanno parlato di fastidi da parte del leader della Lega per la scelta di Meloni di portare a Palazzo Chigi il dossier migranti. Tensioni e malumori smentiti dal leader della Lega.

ADNKRONOS

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SEZ. POLITICA Manovra 2024, Meloni riunisce maggioranza: sul tavolo nodo risorse Coperta corta, difficile mettere d'accordo tutti

25 Agosto 2023, 10:27am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Manovra 2024, Meloni riunisce maggioranza: sul tavolo nodo risorse Coperta corta, difficile mettere d'accordo tutti

INSERITO DA ANGELA CECERE Si erano visti prima della pausa estiva -lo scorso 3 agosto- e torneranno a incontrarsi alla ripresa dei lavori, ovvero lunedì 4 settembre. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dato appuntamento ai capigruppo di maggioranza -ci saranno anche i due vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani- per fare il punto sui principali dossier sul tavolo, a partire dalla manovra finanziaria, 'piatto forte' del confronto. Legge di bilancio e non solo. La premier con i presidenti dei gruppi di Camera e Senato affronterà i principali dossier sul tavolo, tornando a rimarcare l'esigenza di un maggiore coordinamento tra governo e Parlamento, come fatto prima delle vacanze estive, ma anche del blitz -che ha fatto storcere il naso a molti- sulla tassa destinata a colpire gli extraprofitti delle banche, di cui si è attribuita piena paternità. Affinché la tabella di marcia del governo proceda spedita è necessario che la maggioranza marci come un sol uomo, impresa difficile davanti a una manovra che si profila come una coperta corta -25-30 miliardi di 'budget', di cui circa 9 miliardi destinati alla proroga del taglio al cuneo fiscale- e sulla quale grava anche l'incognita del 'restyling' del Patto di stabilità o del ritorno ai vecchi paletti pre-Covid. Impossibile accogliere tutte le richieste avanzate da ministeri e partiti. Il piatto piange e si temono contraccolpi, tanto più in un clima destinato a scaldarsi con le elezioni europee che incombono. La premier dovrà lavorare di fino, a stretto contatto col Mef capitanato da Giancarlo Giorgetti. A fine settembre il primo giro di boa, con il disco verde al Documento di economia e finanza dove verranno messe nero su bianco le poste della legge di bilancio. Già la settimana prossima, quando a Palazzo Chigi tornerà a riunirsi il Consiglio dei ministri, si cercherà di trovare la quadra sui 'desiderata' che troveranno spazio in manovra, spegnendo i malumori sulle richieste destinate a restare inevase. Impresa non semplice, tanto più con un'opposizione già sul piede di guerra. Sui dossier economici e non solo. Tra gli altri temi caldissimi -che potrebbero trovare spazio nella riunione di maggioranza fissata ai primi di settembre- l'emergenza migranti, il Pnrr, e il capitolo delle riforme, da quella della giustizia alle riforme costituzionali, con un occhio attento all'autonomia, battaglia cara alla Lega ma invisa a diverse frange della maggioranza. Compresa Fdi, a cui tuttavia -rispetto alla linea dell'esecutivo- non sono concesse 'sbavature' o tentennamenti. Anche per questo la premier avrebbe affidato al fedelissimo sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, il compito di 'oliare' la comunicazione tra Palazzo Chigi e via della Scrofa. Marciare come un solo uomo, giustappunto.

ADNKRONOS

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SEZ. POLITICA Giorgia Meloni, niente isole pontine o Elba: in Puglia fino a rientro a Roma Il presidente del Consiglio al lavoro a Palazzo Chigi già da lunedì, poi subito in missione all'estero, per una rapida visita ad Atene

23 Agosto 2023, 11:37am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Giorgia Meloni, niente isole pontine o Elba: in Puglia fino a rientro a Roma Il presidente del Consiglio al lavoro a Palazzo Chigi già da lunedì, poi subito in missione all'estero, per una rapida visita ad Atene

INSERITO DA ANGELA CECERE Niente Isola d'Elba o Pontine per il presidente del Consilio Giorgia Meloni, nella manciata di giorni che restano prima della fine delle vacanze estive, trascorse con il compagno Andrea Giambruno e la figlia Ginevra. La premier resterà in Puglia - attualmente è in un resort in Valle d'Itria - per poi far rientro direttamente nella Capitale, al lavoro a Palazzo Chigi già da lunedì, poi subito in missione all'estero, per una rapida visita ad Atene. In realtà, Meloni potrebbe rientrare a Roma ancor prima del fine settimana -non escludono dal suo entourage- trascorrendo l'ultimo weekend di agosto a 'casa'. Già al lavoro? "In realtà, non ha mai staccato...", assicurano gli uomini a lei più vicini.

ADNKRONOS

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SEZ. POLITICA Mattarella: 'È un dovere ricordare il massacro di Sant'Anna di Stazzema

13 Agosto 2023, 09:51am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Mattarella: è un dovere ricordare massacro di S.Anna di Stazzema - RIPRODUZIONE RISERVATA

INSERITO DA MORENA MOTTA "Sant'Anna di Stazzema è uno dei luoghi simbolo della tragedia della Seconda Guerra Mondiale in cui affondano le radici più profonde dei valori della Costituzione repubblicana.

 

 

Un luogo di memoria, di dolore immenso, insensato e ingiustificabile, divenuto emblema di riscatto civile, di ribellione alla violenza più feroce e disumana, di solidarietà, di ricostruzione morale e sociale". E' quanto afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio.

"È un dovere per la nostra comunità ricordare quanto avvenne settantanove anni or sono a Sant'Anna e nelle altre frazioni di Stazzema, quando militari nazisti delle SS, sostenuti da fascisti locali, misero in atto una delle stragi più efferate del conflitto. Fu un massacro di vite innocenti. Donne, anziani, bambini - ben oltre cinquecento - vennero uccisi senza pietà. Tanti i corpi bruciati e resi irriconoscibili", aggiunge. "L'Europa - osserva Mattarella - toccò il fondo dell'abisso. Neppure l'infamia della rappresaglia poteva giustificare lo sterminio, la strategia dell'annientamento. Da quegli abissi sono ripartiti il cammino del popolo italiano e del Continente europeo e spetta a ciascuno custodire e consegnare il testimone della memoria alle generazioni più giovani perché possano essere consapevoli protagoniste di un futuro responsabile in cui non siano più messi a rischio i valori della persona umana".

"Settantanove anni fa l'eccidio nazifascista di Sant'Anna di Stazzema. 560 innocenti, oltre 100 bambini. Non vogliamo, non possiamo, non dobbiamo dimenticare. L'Italia democratica e antifascista è nata dal sacrificio e dalla lotta di chi ha scelto di fare la Resistenza". E' quanto scrive su Twitter la segretaria del Pd Elly Schlein. "Ricorre oggi il 79° anniversario dell'eccidio di S. Anna di Stazzema, una delle stragi più sanguinose della Seconda guerra mondiale - così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, in una nota -. Una pagina vergognosa della nostra storia che tutti gli italiani ricordano con lo stesso dolore e la stessa esecrazione. Onorare la memoria di quei bambini, di quelle donne e di quelli uomini è un nostro dovere affinché tali tragedie non si ripetano in futuro".   Nella strage nazista furono uccise circa 560 persone, in maggioranza donne e bambini. L'intervento di Bonaccini "La democrazia non è scontata. E' una conquista che dobbiamo difendere giorno per giorno da chi non ne riconosce il valore, da chi trae profitto nel destabilizzarla, dalle voglie di nazionalismo e sovranismo presenti in Europa e nel Paese, fino all'indulgenza verso un passato terribile cui non vogliamo mai più tornare, oltre a rigurgiti di fascismo che sempre più spesso vediamo riaffiorare in maniera che a qualcuno potrà suonare grottesca ma non per questo meno pericolosa". Così il presidente dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, nell'orazione solenne della cerimonia a Sant'Anna di Stazzema. "Difendere la democrazia è una laboriosa opera quotidiana. Luoghi come Sant'Anna di Stazzema danno alla democrazia ispirazione e linfa vitale. Qui si è consumato uno degli eccidi più feroci e crudeli della Seconda Guerra mondiale. Anziani, donne, uomini, bambini, neonati trucidati, vigliaccamente e a tradimento. L'orrore assoluto, il totale spregio della vita umana, dei diritti delle persone. Come a Marzabotto, come a Monchio, come in decine di luoghi del nostro Paese e in particolare delle nostre due regioni. Emilia-Romagna e Toscana hanno pagato il prezzo più alto alla follia del conflitto, i nostri territori sono disseminati di croci, cippi, monumenti che ricordano il sacrificio di persone innocenti". Bonaccini ha evidenziato che "la nostra storia è comune. Sant'Anna di Stazzema come Marzabotto hanno saputo reagire a quell'orrore riempiendo i propri occhi di speranza e di futuro, hanno trasformato quelle immagini di morte in percorsi di pace. Senza dimenticarle, come sarebbe stato anche possibile di fronte a un dolore troppo sproporzionato per essere compreso dall'animo umano, ma rendendo, invece, la memoria una messaggera di cultura, di solidarietà e di bellezza". Come a Monte Sole, ha aggiunto Bonaccini, "anche qui avete creato un bellissimo parco dedicato alla pace. Nei luoghi dell'eccidio, oggi studiano, si incontrano, giocano, parlano, ridono, si commuovono centinaia di ragazzi da tutta Italia e dall'estero. Io credo che questa sia la vittoria più importante. I nostri territori, così martoriati, da tempo lavorano insieme, in maniera continua e formalizzata da precisi accordi per promuovere percorsi di pace e azioni concrete destinate in particolare alle nuove generazioni". L'intervento del sindaco di Stazzema "Contro la cultura dell'odio e del revisionismo servono le leggi nuove, perché la propaganda fascista è un reato. Ma serve anche una cultura della memoria". Lo ha detto Maurizio Verona, sindaco di Stazzema e presidente del Parco nazionale della pace. "Tre anni fa - ha aggiunto - da qui partì la sfida per presentare una legge di iniziativa popolare contro la vendita di oggetti con simboli fascisti e nazisti e contro la propaganda fascista e nazista con particolare riferimento alla rete. L'obiettivo era quello di combattere questa onda nera di nostalgici e nuovi fascisti. Perché la normativa attuale è inadeguata, pensata prima dell'avvento dei social". In piena pandemia abbiamo raccolto la cifra straordinaria di 250 mila firme, consegnate alla Camera il 29 aprile del 2021. La legge è stata incardinata senza essere discussa nella scorsa legislatura e riproposta nella attuale legislatura con il n. 4, mantenendo la sua piena attualità. "Gli anni di distanza ci avrebbero dovuto permettere di raggiungere una memoria comune, perché fondata sui valori della nostra Carta Costituzionale, cosa a cui invece non siamo mai addivenuti per una precisa volontà politica, di equiparare le vittime, di fare un unico conto del dolore, inquinare la memoria con lo scopo di travisare la storia, manipolarla - ha aggiunto Verona - Sono 80 anni che accade ed oggi accade ancora, e sempre più spesso, e raggiunge picchi di un vero e proprio bombardamento mediatico, che non risparmia nemmeno le più alte cariche dello Stato". "In questo contesto a mio parere - ha aggiunto il sindaco - va letta anche l'inaccettabile uscita di Marcello de Angelis, responsabile della comunicazione istituzionale della Regione Lazio, che sulla strage di Bologna del 2 agosto 1980 ha sostenuto di sapere per certo che "con la strage di Bologna non c'entrano nulla Fioravanti, Mambro e Ciavardini. Non è un'opinione", nel momento in cui il presidente Mattarella ha riconosciuto la matrice sovversiva e fascista. Siamo in un Paese in cui con il principio della libertà di opinione, che esiste ed è tutelata perché i fascisti furono sconfitti 80 anni fa. Ma ciò - continua - non giustifica accuse infamanti verso giornalisti, magistrati e "cariche istituzionali", accusati di sapere e di coprire delle verità, paragonandosi, in modo quasi comico se non fosse tragico, ai martiri cristiani che non abiurarono alla loro fede per salvarsi dai leoni o a Giordano Bruno che difese le sue idee fino al rogo". Per Verona "queste manipolazioni non possono essere considerate semplici boutade di qualche estremista, non sono innocenti uscite fuori luogo", ma "sono irriguardose del dolore delle vittime e dei loro familiari. Ma non lo sono soprattutto perché si inseriscono in un contesto di crescita preoccupante di movimenti neofascisti e lo rafforzano". FONTE ANSA

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SEZ. POLITICA Pnrr, Zaia e Fedriga preoccupati, ma la Lega sannita rassicura: "Terza rata ok" La segreteria provinciale attacca il PD: "Non è previsto alcun definanziament

3 Agosto 2023, 11:17am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Pnrr, Zaia e Fedriga preoccupati, ma la Lega sannita rassicura: "Terza rata ok" La segreteria provinciale attacca il PD: "Non è previsto alcun definanziament

INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Mentre perplessità per il "metodo Fitto" sulla gestione del Pnrr arrivano proprio dai governatori leghisti del nord, Zaia e Fedriga davanti a tutti ad esprimere preoccupazioni per la revisione della terza rata, la Lega di Benevento assicura che non ci sono problemi e che i motivi delle preoccupazioni sono nulli "Ancora una volta il PD tende a confondere le acque in piena applicazione del motto borbonico Facite ammuina. Ora scomoda anche il Centro Studi del Parlamento per tentare di giustificare le mistificazioni costruite ad arte per cercare di denigrare il Governo Meloni sull’impiego dei fondi del PNRR. Invero l’organismo parlamentare ha osservato che nel rapporto governativo sul Piano si individuano misure da definanziare per 15,9 miliardi e che non sono specificate chiaramente le modalità attraverso cui sarà mutata la fonte di finanziamento. Il PD, insomma, non intende rassegnarsi al fatto che è in corso una corretta riprogrammazione dei parametri utili a finanziare i progetti tant’è che grazie al lavoro certosino delle donne e degli uomini del centro destra, per detta della stessa Commissione Ue, essa si completerà entro il 2023 consentendo di avere, entro l'anno, i 35 miliardi della terza e della quarta rata del PNRR. Quindi non è previsto alcun definanziamento e non sarà tolto un solo euro a tutti i progetti proposti. Quanto al reddito di cittadinanza, le critiche sono veramente assurde oltre che da irresponsabili, atteso che il PD è stato tra i più strenui oppositori del beneficio sostenendo che il sussidio confondeva le politiche attive per il lavoro con la lotta alla povertà. Infatti, è storia, che il PD ha sempre votato contro in Parlamento all’introduzione del reddito di cittadinanza, criticando in più occasioni il provvedimento. La loro proposta era quella di potenziare il reddito di inclusione e di non mischiare la lotta contro la povertà con le politiche attive per il lavoro. Poi quasi folgorato sulla via di Damasco, sentendo odore di sconfitta, nel’ambito della campagna elettorale delle ultime politiche, come more suo, il PD ha sostenuto invece quanto osteggiato in precedenza. Ed oggi, stizziti per l’indubbia capacità realizzativa da parte della maggioranza, soffiano sul disagio sociale nel banale tentativo di lucrare qualche punto percentuale da prefisso telefonico. La Lega e tutti i partiti della coalizione di centro destra, viceversa, abituati a realizzare ciò che propongono, hanno da subito dichiarato che il reddito di cittadinanza così come applicato non era uno strumento di ausilio alla stabilizzazione dei lavoratori e che una volta alla guida del Paese lo avrebbero sostituito con misure sostenibili e coerenti con le finalità originarie. Anche sulla scorta di tale chiara presa di posizione il centro destra ha stravinto la competizione elettorale grazie all’ampio consenso tributato dagli elettori e nel piano rispetto del programma di mandato sta realizzando tutto quanto pianificato e questo, per i gufi di mestiere, non è un bel vedere. In ogni caso nessuno sarà lasciato indietro e ci sarà il massimo sforzo per aiutare le fasce veramente disagiate e l’inserimento nel mondo del lavoro degli occupabili per ridare dignità agli italiani non prebende indiscriminate. Il PD se ne faccia una ragione, la campagna elettorale è finita da tempo ma se questi sono gli argomenti che pensa di utilizzare da qui fino alla fine della legislatura è destinato a restare dove è ora relegato, all’opposizione. PS: a differenza di altri non abbiamo necessità di testimoniare l’esistenza in vita attraverso comunicati stampa e a Roma ci rechiamo per tutt’al più per questioni lavorative e le soglie dei Palazzi governativi non le abbiamo mai varcate, da sempre: autorizziamo chiunque a richiedere se tra i “visitatori” risultiamo essere stati registrati, dalla nascita all’attualità. Per noi la politica è quella della passione, non delle poltrone"

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SEZ. POLITICA Giorgia Meloni: "Stop sindrome Calimero, Italia ce la può fare" L'intervento della presidente del Consiglio alla presentazione delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali Milano-Cortina 2026

2 Agosto 2023, 09:57am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Giorgia Meloni: "Stop sindrome Calimero, Italia ce la può fare" L'intervento della presidente del Consiglio alla presentazione delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali Milano-Cortina 2026

INSERITO DA ANGELA CECERE "Questa è una nazione che tende a dimenticare il suo potenziale. Questa è una nazione che non si ricorda abbastanza spesso cosa è stata e cosa ha rappresentato nella storia e che ancora oggi rappresenta fuori dai confini nazionali: la nazione delle grandi imprese, la nazione che ha meravigliato il mondo con le sue opere, la nazione della creatività. Gli altri lo sanno, non c'è più di tanto bisogno di ricordarlo al di fuori dei confini nazionali. È a noi stessi che lo dobbiamo ricordare, perché questa è una nazione in cui molti tendono a farsi sopraffare da una sorta di sindrome di Calimero per cui non siamo mai abbastanza, non lo sappiamo fare, non lo possiamo fare". Così la premier Giorgia Meloni in un passaggio del suo intervendo alla presentazione delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 ai presidenti e ad delle aziende qualificate italiane, a villa Doria Pamphili. "Voi invece lo sapete che ce la possiamo fare - ha proseguito - perché c'è un'altra parte della nazione che ogni giorno dimostra, nonostante le difficoltà, quello che vale. Ed è esattamente quella parte che ha bisogno oggi di guidare il resto di questa nazione. Credere in noi stessi, credere nella nostra capacità di sognare ancora in grande, di pensare in grande, di essere grandi, io credo sia la più potente riforma economica che possiamo fare". "E allora bisogna che cominci a crederci la classe dirigente di questa nazione, chi ha la possibilità di guidare questo popolo e di portarlo a vincere un'altra grande battaglia che non può che confermare quello che tutto il resto del mondo sa di noi e che noi troppo spesso dimentichiamo. Il governo ha dimostrato di crederci, di credere in un'Italia capace di pensare in grande. Ospiteremo il prossimo anno il G7, nel 2025 il Giubileo, nel 2026 le Olimpiadi, e abbiamo candidato Roma all'Expo del 2030. Noi vogliamo che questa nazione torni a pensare in grande ma non ce la possiamo fare da soli, ce la possiamo fare se le persone che sanno come me che questa nazione può farcela ci credono insieme a me, insieme a noi”.

ADNKRONOS

 

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SEZ. POLITICA Sondaggi politici: Fratelli d'Italia e Pd salgono Con i partiti di Meloni e Schlein crescono anche M5S e Lega

1 Agosto 2023, 11:07am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Sondaggi politici: Fratelli d'Italia e Pd salgono Con i partiti di Meloni e Schlein crescono anche M5S e Lega

INSERITO DA ANGELA CECERE Fratelli d'Italia, Pd, M5S e Lega in crescita. E' il quadro del sondaggio Swg per il Tg La7 che fotografa gli orientamenti di voto al 31 luglio 2023. Fratelli d'Italia si conferma nettamente primo partito. La formazione del presidente del Consiglio Giorgia Meloni guadagna lo 0,2% e arriva al 29,4%. Il Pd di Elly Schlein sale dello 0,4% e raggiunge il 20%. Passo avanti del M5S di Giuseppe Conte, che passa dal 16% al 16,3%. La Lega di Matteo Salvini guadagna lo 0,1% e ora vale il 9,7%. Forza Italia è stabile al 7,2%, seguita da Azione (3,4%), Verdi e Sinistra (3%), Italia Viva (2,5%), +Europa (24%), Per l'Italia con Paragone (2,2%) e Unione Popolare (1,7%).

ADNKRONOS

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SEZ. POLITICA Governo, Meloni: "A chi mi dipinge come un mostro rispondo con i risultati" Per l'Africa non solo aiuti ma investimenti"

31 Luglio 2023, 10:47am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Governo, Meloni: "A chi mi dipinge come un mostro rispondo con i risultati" Per l'Africa non solo aiuti ma investimenti"

INSERITO DA ANGELA CECERE "Mi hanno dipinta come un mostro, non lo sono. Rispondo con i risultati". Lo ha detto la la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Fox News. "Cresciamo più di altri nei dati economici, abbiamo raggiunto il livello più alto di sempre nell'occupazione, nell'occupazione stabile, nell'occupazione femminile", ha sottolineato. UCRAINA Rispetto alla guerra in Ucraina "l'Italia ha fatto tanto, nell'Ue siamo coloro che stanno pagando di più per questo conflitto: inflazione, prezzi dell'energia, crisi delle materie prime". Lo ha detto il premier Giorgia Meloni, intervistata da Fox News. "Nella mia prima legge di bilancio ho dovuto impiegare 30 miliardi sul fronte delle bollette. Siamo davvero colpiti dalle conseguenze della guerra. E di questo bisogna tenere conto". MIGRANTI "La maggior parte dei migranti che arrivano in Europa arrivano dalla rotta della Tunisia e della Libia, arrivano da situazioni difficili. Noi stiamo cercando di fermare i trafficanti che fanno in modo che arrivino da noi tramite canali illegali. Questi trafficanti stanno diventando sempre più potenti e usano questi soldi e questo potere contro gli Stati e noi non possiamo consentire alla mafia di decidere chi viene nei nostri Paesi". AFRICA "Secondo me, nel prossimo G7, ci dobbiamo concentrare sull'Africa, i nostri vicini. L'Africa non è un continente povero, è un continente che ha molte molte risorse. L'Africa oggi è vittima dei sistemi che la rendono instabile. Io non sono molto d'accordo con l'approccio che si utilizza con questi Paesi, la mia idea è che non si deve solo aiutare, ma si devono fare investimenti in questo continente" dice la premier. VIA DELLA SETA "Non abbiamo ancora deciso sul rinnovo" dell'accordo "sulla via della seta. Dobbiamo discuterne in Parlamento e prenderemo una decisione entro dicembre". Con il presidente americano Joe Biden, aggiunge, "abbiamo avuto un incontro molto aperto, lungo. Abbiamo discusso in un momento in cui le cose intorno a noi sembrano cambiare. Ci sono stati temi bilaterali, ma si è parlato anche di crisi globali che dobbiamo fronteggiare. La discussione è stata molto buona, sono contenta".

ADNKRONOS

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SEZ. POLITICA Forza Italia presenta due nuove adesioni nel Sannio Rubano: "Due esponenti molto importanti: seguiranno altri ingressi nel partito"

28 Luglio 2023, 10:47am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Forza Italia presenta due nuove adesioni nel Sannio Rubano: "Due esponenti molto importanti: seguiranno altri ingressi nel partito"

INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento.  Le adesioni a Forza Italia di due esponenti politici del Sannio saranno annunciate, venerdì 28 luglio, nel corso di una conferenza stampa. L’appuntamento con i giornalisti e’ alle ore 16,00 presso la sede provinciale del partito di Benevento in viale Mellusi n.36“ Mettiamo a segno due adesioni molto importanti. Prima della pausa estiva ne seguiranno altre, tutte di rilievo. Siamo aperti ad interloquire con coloro che delusi da un certo modo di far politica, intendono partecipare da protagonista ad una nuova stagione politica. Forza Italia e’ spalanca le porte a chi ha a cuore gli interessi della collettività ”, così in una nota , il deputato di Forza Italia, Francesco Maria Rubano.

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SEZ. PPOLITICA Italia-Usa, Meloni alla Casa Bianca da Biden La premier è atterrata a Washington. Dalla via della Seta al nodo dell'Africa, tanti i temi sul tavolo dell'incontro con il presidente Usa

27 Luglio 2023, 10:47am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

 SEZ. PPOLITICA Italia-Usa, Meloni alla Casa Bianca da Biden La premier è atterrata a Washington. Dalla via della Seta al nodo dell'Africa, tanti i temi sul tavolo dell'incontro con il presidente Usa

INSERITO DA ANGELA CECERE La premier Giorgia Meloni è atterrata a Washington per una 'due giorni' ricca di impegni. In agenda il bilaterale con il Presidente statunitense Joe Biden che vedrà nel primo pomeriggio, quando in Italia saranno le 21 di sera. Prima dell'incontro alla Casa Bianca, la premier raggiungerà Capitol Hill per incontrare i leader di gruppi politici del Senato e della Camera dei Rappresentanti. Cina, Ucraina, Africa, atlantismo, migrazioni, crisi dell'Indo-pacifico, accordo del grano, presidenza italiana del G7. Sono solo alcuni dei temi al centro dell'incontro che vedrà oggi, per la prima volta, la premier Meloni varcare la soglia dello studio ovale della Casa Bianca, dove ad attenderla troverà il presidente Usa Biden, che "non vede l'ora di parlarle", ha assicurato il portavoce del Consiglio nazionale di Sicurezza statunitense John Kirby alla vigilia dell'incontro. E' la prima volta alla White House per l''underdog' Meloni, ma anche la prima di una donna italiana nelle vesti di presidente del Consiglio. Che con Biden ha saputo instaurare un'intesa piena sin dal primo incontro a Bali, in Indonesia per il G20, intesa puntellata dalla posizione granitica che Meloni ha impresso al suo governo, sin dal primo giorno, sul sostegno senza se e senza ma all'Ucraina, sull'invio di armi a Kiev e sulla condanna netta dell'aggressione voluta da Vladimir Putin. Senza tentennamenti e in piena continuità con il governo Draghi, in barba ad alcuni distinguo registrati nella sua stessa maggioranza, guadagnando così la fama di un'alleata affidabile ed equilibrata agli occhi dell'amministrazione statunitense. La visita rappresenta un'occasione importante per riaffermare il forte partenariato fra Italia e Stati Uniti, per ribadire i profondi legami fra Roma e Usa, la solidità dell’alleanza transatlantica e discutere dei comuni interessi strategici, incluso l'impegno condiviso nel continuare a sostenere pienamente l'Ucraina di fronte all'aggressione della Russia, proseguendo nel lavoro "per una pace giusta e duratura", rimarcano fonti diplomatiche italiane alla vigilia dell'atteso incontro e ad appena una settimana dalla missione di pace del cardinale Matteo Zuppi con tappa negli States, inviato da Papa Bergoglio a Washington. L’incontro tra Meloni e Biden - che si colloca subito dopo la Conferenza di Roma sulla migrazione e lo sviluppo, il Vertice Fao e l’accordo Ue-Tunisia - permetterà di porre l'accento anche sull’attuale strategia italiana verso il Mediterraneo e l’Africa, sull’intreccio di sfide e opportunità securitarie, migratorie ed energetiche al centro dell’attenzione italiana e dell’Unione europea. Il tema dell'Africa, assicurano le stesse fonti ricordando la centralità del cosiddetto Piano Mattei per la premier, sarà "il filo rosso della missione" statunitense di Meloni, ma è innegabile che gli occhi siano puntati soprattutto sulla Cina e sui prossimi passi che il governo italiano dovrà compiere sulla cosiddetta 'Via della Seta'. All'indomani delle 'pressioni' di Pechino su Roma -con l'invito, recapitato sulle pagine del 'Global Times', ad evitare condizionamenti statunitensi sul futuro del Memorandum siglato dal primo governo Conte - fonti diplomatiche italiane rimarcano come la Cina, sul piano geopolitico, sia "diventata un interlocutore imprescindibile nelle relazioni internazionali" e come l’Italia intenda perseguire con Pechino "un rapporto equilibrato e di dialogo responsabile". Entro l'autunno il bivio, è infatti attesa la decisione dell'Italia sulla Belt and Road Initiative (Bri): Roma dovrà sciogliere la riserva, ovvero decidere se 'proseguire o lasciare' un patto che, se non verrà disconosciuto, si rinnoverà automaticamente. Una strada impervia per Meloni, seppur la rotta sembri ormai tracciata e la scelta di 'sganciarsi' da un accordo visto con fumo agli occhi anche dal suo predecessore, Mario Draghi, appaia quasi inevitabile. Nel briefing quotidiano con i giornalisti alla Casa Bianca, Kirby ha ribadito come la scelta sul rinnovo spetti esclusivamente Paese che ha firmato il Memorandum, "ma sempre più Stati nel mondo - ha aggiunto - vedono i rischi e, francamente, la mancanza di vantaggi in queste partnership economiche con la Cina". Ma le pedine sullo scacchiere vanno mosse con cura, evitando falli di reazione di Pechino che, da un'eventuale uscita dell'Italia dalla Bri, rischia soprattutto un danno di immagine, perdendo nella lista degli aderenti al Memorandum l'unico paese del G7 ad averlo sottoscritto e firmato, con il pericolo di un effetto domino su tutti gli altri paesi che hanno sposato il progetto della Nuova via della Seta. Dal 2018 - anno in cui il Memorandum venne sottoscritto dall'Italia terremotando la già fragile maggioranza gialloverde su cui reggeva il primo governo Conte - di acqua sotto i ponti ne è passata, gli equilibri geopolitici mondiali sono stati travolti, complici la pandemia prima e la guerra in Ucraina poi. La Cina è, per forza di cose, un interlocutore "imprescindibile", i rapporti commerciali -per l'Italia trainati soprattutto dal comparto farmaceutico- devono proseguire, ma evitando di 'imbrigliare' Roma in un accordo che, per certi versi, appare come una 'scatola vuota'. Seppur Meloni sia tornata di recente ad assicurare -come già durante il G7 ad Hiroshima- che Biden non avrebbe mai fatto pressioni sull'Italia affinché si sfili dalla Bri, è chiaro che quello della Cina e dei rapporti con Pechino sarà un tassello centrale nel puzzle dei tanti dossier al centro dell'incontro. Un tête-à-tête durante il quale Meloni intende chiedere anche un impegno maggiore degli States sullo scacchiere del Mediterraneo, in particolare per i paesi del Nord Africa. La missione americana di Meloni si svolge in una fase di ulteriore sviluppo della strategia dell’amministrazione Biden tesa a riaffermare la leadership internazionale degli Usa nell’affrontare le sfide globali del XXI secolo. E mentre l'Europa fatica a mettere insieme i pezzi di una risposta che sia davvero all'altezza dell'imponente Inflation Reduction Act voluto da 'Potus' per contrastare la corsa dei prezzi investendo innanzitutto sulle energie pulite e sulla lotta al cambiamento climatico. Nel colloquio con l'inquilino della Casa Bianca, incontrato da Meloni l'ultima volta una manciata di giorni fa durante il vertice Nato a Vilnius, faranno dunque capolino le principali questioni internazionali, "con la connessione ormai evidente tra le sfide poste nei diversi teatri globali, in particolare l'Euro-Atlantico, dove l’Italia è profondamente impegnata a fronteggiare l'aggressione all'Ucraina e le ripercussioni globali della guerra - rimarcano le stesse fonti diplomatiche -; l'Indo-Pacifico, ovvero l'area verso cui Roma è sempre più proiettata; e, naturalmente, il Sud globale, dove l’Italia intende garantire una forte attenzione all'Africa". Dall’amministrazione Biden, riferiscono le stesse fonti, sono del resto giunti segnali di apprezzamento per il ruolo dell'Italia su Africa e Medio Oriente. È un tema che, non a caso, Roma ha posto anche al vertice della Nato perché -viene rimarcato- rientra in un unico grande disegno: la centralità mediterranea, l’attenzione sull'Africa, la questione delle risorse allo sviluppo e dell'attenzione anche alla stabilità come elemento di sicurezza, "devono essere priorità che riguardano tutti gli alleati e i partner e che devono essere affrontate in tutte le sedi internazionali".Il prossimo anno l’Italia avrà la presidenza del G7 e le questioni del Mediterraneo, dell'Africa, delle migrazioni, dello sviluppo saranno fra i temi portanti. Meloni e Biden, nel bilaterale di oggi, ribadiranno i profondi e duraturi legami tra le rispettive Nazioni e il forte interesse a rafforzare ulteriormente il partenariato nei numerosi settori di interesse reciproco; il G7 2024 – con i Grandi del mondo che arriveranno in Puglia, meta scelta da Meloni per ospitare il summit - sarà uno dei principali dossier sul tavolo dell’incontro. Ma l'agenda della premier non prevede solo il bilaterale alla Casa Bianca, senz'altro la portata più ghiotta del menu. In mattinata, prima dell'incontro con Biden, Meloni sarà in visita al Congresso, per incontri bipartisan con i leader della House e del Senato; attese dichiarazioni congiunte con lo speaker Kevin McCarthy. Venerdì, a chiusura della missione, per ora figurano nel programma la visita al cimitero di Arlington e l'omaggio alla tomba del Milite Ignoto.

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