Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Mentre perplessità per il "metodo Fitto" sulla gestione del Pnrr arrivano proprio dai governatori leghisti del nord, Zaia e Fedriga davanti a tutti ad esprimere preoccupazioni per la revisione della terza rata, la Lega di Benevento assicura che non ci sono problemi e che i motivi delle preoccupazioni sono nulli "Ancora una volta il PD tende a confondere le acque in piena applicazione del motto borbonico Facite ammuina. Ora scomoda anche il Centro Studi del Parlamento per tentare di giustificare le mistificazioni costruite ad arte per cercare di denigrare il Governo Meloni sull’impiego dei fondi del PNRR. Invero l’organismo parlamentare ha osservato che nel rapporto governativo sul Piano si individuano misure da definanziare per 15,9 miliardi e che non sono specificate chiaramente le modalità attraverso cui sarà mutata la fonte di finanziamento. Il PD, insomma, non intende rassegnarsi al fatto che è in corso una corretta riprogrammazione dei parametri utili a finanziare i progetti tant’è che grazie al lavoro certosino delle donne e degli uomini del centro destra, per detta della stessa Commissione Ue, essa si completerà entro il 2023 consentendo di avere, entro l'anno, i 35 miliardi della terza e della quarta rata del PNRR. Quindi non è previsto alcun definanziamento e non sarà tolto un solo euro a tutti i progetti proposti. Quanto al reddito di cittadinanza, le critiche sono veramente assurde oltre che da irresponsabili, atteso che il PD è stato tra i più strenui oppositori del beneficio sostenendo che il sussidio confondeva le politiche attive per il lavoro con la lotta alla povertà. Infatti, è storia, che il PD ha sempre votato contro in Parlamento all’introduzione del reddito di cittadinanza, criticando in più occasioni il provvedimento. La loro proposta era quella di potenziare il reddito di inclusione e di non mischiare la lotta contro la povertà con le politiche attive per il lavoro. Poi quasi folgorato sulla via di Damasco, sentendo odore di sconfitta, nel’ambito della campagna elettorale delle ultime politiche, come more suo, il PD ha sostenuto invece quanto osteggiato in precedenza. Ed oggi, stizziti per l’indubbia capacità realizzativa da parte della maggioranza, soffiano sul disagio sociale nel banale tentativo di lucrare qualche punto percentuale da prefisso telefonico. La Lega e tutti i partiti della coalizione di centro destra, viceversa, abituati a realizzare ciò che propongono, hanno da subito dichiarato che il reddito di cittadinanza così come applicato non era uno strumento di ausilio alla stabilizzazione dei lavoratori e che una volta alla guida del Paese lo avrebbero sostituito con misure sostenibili e coerenti con le finalità originarie. Anche sulla scorta di tale chiara presa di posizione il centro destra ha stravinto la competizione elettorale grazie all’ampio consenso tributato dagli elettori e nel piano rispetto del programma di mandato sta realizzando tutto quanto pianificato e questo, per i gufi di mestiere, non è un bel vedere. In ogni caso nessuno sarà lasciato indietro e ci sarà il massimo sforzo per aiutare le fasce veramente disagiate e l’inserimento nel mondo del lavoro degli occupabili per ridare dignità agli italiani non prebende indiscriminate. Il PD se ne faccia una ragione, la campagna elettorale è finita da tempo ma se questi sono gli argomenti che pensa di utilizzare da qui fino alla fine della legislatura è destinato a restare dove è ora relegato, all’opposizione. PS: a differenza di altri non abbiamo necessità di testimoniare l’esistenza in vita attraverso comunicati stampa e a Roma ci rechiamo per tutt’al più per questioni lavorative e le soglie dei Palazzi governativi non le abbiamo mai varcate, da sempre: autorizziamo chiunque a richiedere se tra i “visitatori” risultiamo essere stati registrati, dalla nascita all’attualità. Per noi la politica è quella della passione, non delle poltrone"
INSERITO DA ANGELA CECERE "Questa è una nazione che tende a dimenticare il suo potenziale. Questa è una nazione che non si ricorda abbastanza spesso cosa è stata e cosa ha rappresentato nella storia e che ancora oggi rappresenta fuori dai confini nazionali: la nazione delle grandi imprese, la nazione che ha meravigliato il mondo con le sue opere, la nazione della creatività. Gli altri lo sanno, non c'è più di tanto bisogno di ricordarlo al di fuori dei confini nazionali. È a noi stessi che lo dobbiamo ricordare, perché questa è una nazione in cui molti tendono a farsi sopraffare da una sorta di sindrome di Calimero per cui non siamo mai abbastanza, non lo sappiamo fare, non lo possiamo fare". Così la premier Giorgia Meloni in un passaggio del suo intervendo alla presentazione delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 ai presidenti e ad delle aziende qualificate italiane, a villa Doria Pamphili. "Voi invece lo sapete che ce la possiamo fare - ha proseguito - perché c'è un'altra parte della nazione che ogni giorno dimostra, nonostante le difficoltà, quello che vale. Ed è esattamente quella parte che ha bisogno oggi di guidare il resto di questa nazione. Credere in noi stessi, credere nella nostra capacità di sognare ancora in grande, di pensare in grande, di essere grandi, io credo sia la più potente riforma economica che possiamo fare". "E allora bisogna che cominci a crederci la classe dirigente di questa nazione, chi ha la possibilità di guidare questo popolo e di portarlo a vincere un'altra grande battaglia che non può che confermare quello che tutto il resto del mondo sa di noi e che noi troppo spesso dimentichiamo. Il governo ha dimostrato di crederci, di credere in un'Italia capace di pensare in grande. Ospiteremo il prossimo anno il G7, nel 2025 il Giubileo, nel 2026 le Olimpiadi, e abbiamo candidato Roma all'Expo del 2030. Noi vogliamo che questa nazione torni a pensare in grande ma non ce la possiamo fare da soli, ce la possiamo fare se le persone che sanno come me che questa nazione può farcela ci credono insieme a me, insieme a noi”.
INSERITO DA ANGELA CECERE Fratelli d'Italia, Pd, M5S e Lega in crescita. E' il quadro del sondaggio Swg per il Tg La7 che fotografa gli orientamenti di voto al 31 luglio 2023. Fratelli d'Italia si conferma nettamente primo partito. La formazione del presidente del Consiglio Giorgia Meloni guadagna lo 0,2% e arriva al 29,4%. Il Pd di Elly Schlein sale dello 0,4% e raggiunge il 20%. Passo avanti del M5S di Giuseppe Conte, che passa dal 16% al 16,3%. La Lega di Matteo Salvini guadagna lo 0,1% e ora vale il 9,7%. Forza Italia è stabile al 7,2%, seguita da Azione (3,4%), Verdi e Sinistra (3%), Italia Viva (2,5%), +Europa (24%), Per l'Italia con Paragone (2,2%) e Unione Popolare (1,7%).
INSERITO DA ANGELA CECERE "Mi hanno dipinta come un mostro, non lo sono. Rispondo con i risultati". Lo ha detto la la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Fox News. "Cresciamo più di altri nei dati economici, abbiamo raggiunto il livello più alto di sempre nell'occupazione, nell'occupazione stabile, nell'occupazione femminile", ha sottolineato. UCRAINA Rispetto alla guerra in Ucraina "l'Italia ha fatto tanto, nell'Ue siamo coloro che stanno pagando di più per questo conflitto: inflazione, prezzi dell'energia, crisi delle materie prime". Lo ha detto il premier Giorgia Meloni, intervistata da Fox News. "Nella mia prima legge di bilancio ho dovuto impiegare 30 miliardi sul fronte delle bollette. Siamo davvero colpiti dalle conseguenze della guerra. E di questo bisogna tenere conto". MIGRANTI "La maggior parte dei migranti che arrivano in Europa arrivano dalla rotta della Tunisia e della Libia, arrivano da situazioni difficili. Noi stiamo cercando di fermare i trafficanti che fanno in modo che arrivino da noi tramite canali illegali. Questi trafficanti stanno diventando sempre più potenti e usano questi soldi e questo potere contro gli Stati e noi non possiamo consentire alla mafia di decidere chi viene nei nostri Paesi". AFRICA "Secondo me, nel prossimo G7, ci dobbiamo concentrare sull'Africa, i nostri vicini. L'Africa non è un continente povero, è un continente che ha molte molte risorse. L'Africa oggi è vittima dei sistemi che la rendono instabile. Io non sono molto d'accordo con l'approccio che si utilizza con questi Paesi, la mia idea è che non si deve solo aiutare, ma si devono fare investimenti in questo continente" dice la premier. VIA DELLA SETA "Non abbiamo ancora deciso sul rinnovo" dell'accordo "sulla via della seta. Dobbiamo discuterne in Parlamento e prenderemo una decisione entro dicembre". Con il presidente americano Joe Biden, aggiunge, "abbiamo avuto un incontro molto aperto, lungo. Abbiamo discusso in un momento in cui le cose intorno a noi sembrano cambiare. Ci sono stati temi bilaterali, ma si è parlato anche di crisi globali che dobbiamo fronteggiare. La discussione è stata molto buona, sono contenta".
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Le adesioni a Forza Italia di due esponenti politici del Sannio saranno annunciate, venerdì 28 luglio, nel corso di una conferenza stampa. L’appuntamento con i giornalisti e’ alle ore 16,00 presso la sede provinciale del partito di Benevento in viale Mellusi n.36“ Mettiamo a segno due adesioni molto importanti. Prima della pausa estiva ne seguiranno altre, tutte di rilievo. Siamo aperti ad interloquire con coloro che delusi da un certo modo di far politica, intendono partecipare da protagonista ad una nuova stagione politica. Forza Italia e’ spalanca le porte a chi ha a cuore gli interessi della collettività ”, così in una nota , il deputato di Forza Italia, Francesco Maria Rubano.
INSERITO DA ANGELA CECERE La premier Giorgia Meloni è atterrata a Washington per una 'due giorni' ricca di impegni. In agenda il bilaterale con il Presidente statunitense Joe Biden che vedrà nel primo pomeriggio, quando in Italia saranno le 21 di sera. Prima dell'incontro alla Casa Bianca, la premier raggiungerà Capitol Hill per incontrare i leader di gruppi politici del Senato e della Camera dei Rappresentanti. Cina, Ucraina, Africa, atlantismo, migrazioni, crisi dell'Indo-pacifico, accordo del grano, presidenza italiana del G7. Sono solo alcuni dei temi al centro dell'incontro che vedrà oggi, per la prima volta, la premier Meloni varcare la soglia dello studio ovale della Casa Bianca, dove ad attenderla troverà il presidente Usa Biden, che "non vede l'ora di parlarle", ha assicurato il portavoce del Consiglio nazionale di Sicurezza statunitense John Kirby alla vigilia dell'incontro. E' la prima volta alla White House per l''underdog' Meloni, ma anche la prima di una donna italiana nelle vesti di presidente del Consiglio. Che con Biden ha saputo instaurare un'intesa piena sin dal primo incontro a Bali, in Indonesia per il G20, intesa puntellata dalla posizione granitica che Meloni ha impresso al suo governo, sin dal primo giorno, sul sostegno senza se e senza ma all'Ucraina, sull'invio di armi a Kiev e sulla condanna netta dell'aggressione voluta da Vladimir Putin. Senza tentennamenti e in piena continuità con il governo Draghi, in barba ad alcuni distinguo registrati nella sua stessa maggioranza, guadagnando così la fama di un'alleata affidabile ed equilibrata agli occhi dell'amministrazione statunitense. La visita rappresenta un'occasione importante per riaffermare il forte partenariato fra Italia e Stati Uniti, per ribadire i profondi legami fra Roma e Usa, la solidità dell’alleanza transatlantica e discutere dei comuni interessi strategici, incluso l'impegno condiviso nel continuare a sostenere pienamente l'Ucraina di fronte all'aggressione della Russia, proseguendo nel lavoro "per una pace giusta e duratura", rimarcano fonti diplomatiche italiane alla vigilia dell'atteso incontro e ad appena una settimana dalla missione di pace del cardinale Matteo Zuppi con tappa negli States, inviato da Papa Bergoglio a Washington. L’incontro tra Meloni e Biden - che si colloca subito dopo la Conferenza di Roma sulla migrazione e lo sviluppo, il Vertice Fao e l’accordo Ue-Tunisia - permetterà di porre l'accento anche sull’attuale strategia italiana verso il Mediterraneo e l’Africa, sull’intreccio di sfide e opportunità securitarie, migratorie ed energetiche al centro dell’attenzione italiana e dell’Unione europea. Il tema dell'Africa, assicurano le stesse fonti ricordando la centralità del cosiddetto Piano Mattei per la premier, sarà "il filo rosso della missione" statunitense di Meloni, ma è innegabile che gli occhi siano puntati soprattutto sulla Cina e sui prossimi passi che il governo italiano dovrà compiere sulla cosiddetta 'Via della Seta'. All'indomani delle 'pressioni' di Pechino su Roma -con l'invito, recapitato sulle pagine del 'Global Times', ad evitare condizionamenti statunitensi sul futuro del Memorandum siglato dal primo governo Conte - fonti diplomatiche italiane rimarcano come la Cina, sul piano geopolitico, sia "diventata un interlocutore imprescindibile nelle relazioni internazionali" e come l’Italia intenda perseguire con Pechino "un rapporto equilibrato e di dialogo responsabile". Entro l'autunno il bivio, è infatti attesa la decisione dell'Italia sulla Belt and Road Initiative (Bri): Roma dovrà sciogliere la riserva, ovvero decidere se 'proseguire o lasciare' un patto che, se non verrà disconosciuto, si rinnoverà automaticamente. Una strada impervia per Meloni, seppur la rotta sembri ormai tracciata e la scelta di 'sganciarsi' da un accordo visto con fumo agli occhi anche dal suo predecessore, Mario Draghi, appaia quasi inevitabile. Nel briefing quotidiano con i giornalisti alla Casa Bianca, Kirby ha ribadito come la scelta sul rinnovo spetti esclusivamente Paese che ha firmato il Memorandum, "ma sempre più Stati nel mondo - ha aggiunto - vedono i rischi e, francamente, la mancanza di vantaggi in queste partnership economiche con la Cina". Ma le pedine sullo scacchiere vanno mosse con cura, evitando falli di reazione di Pechino che, da un'eventuale uscita dell'Italia dalla Bri, rischia soprattutto un danno di immagine, perdendo nella lista degli aderenti al Memorandum l'unico paese del G7 ad averlo sottoscritto e firmato, con il pericolo di un effetto domino su tutti gli altri paesi che hanno sposato il progetto della Nuova via della Seta. Dal 2018 - anno in cui il Memorandum venne sottoscritto dall'Italia terremotando la già fragile maggioranza gialloverde su cui reggeva il primo governo Conte - di acqua sotto i ponti ne è passata, gli equilibri geopolitici mondiali sono stati travolti, complici la pandemia prima e la guerra in Ucraina poi. La Cina è, per forza di cose, un interlocutore "imprescindibile", i rapporti commerciali -per l'Italia trainati soprattutto dal comparto farmaceutico- devono proseguire, ma evitando di 'imbrigliare' Roma in un accordo che, per certi versi, appare come una 'scatola vuota'. Seppur Meloni sia tornata di recente ad assicurare -come già durante il G7 ad Hiroshima- che Biden non avrebbe mai fatto pressioni sull'Italia affinché si sfili dalla Bri, è chiaro che quello della Cina e dei rapporti con Pechino sarà un tassello centrale nel puzzle dei tanti dossier al centro dell'incontro. Un tête-à-tête durante il quale Meloni intende chiedere anche un impegno maggiore degli States sullo scacchiere del Mediterraneo, in particolare per i paesi del Nord Africa. La missione americana di Meloni si svolge in una fase di ulteriore sviluppo della strategia dell’amministrazione Biden tesa a riaffermare la leadership internazionale degli Usa nell’affrontare le sfide globali del XXI secolo. E mentre l'Europa fatica a mettere insieme i pezzi di una risposta che sia davvero all'altezza dell'imponente Inflation Reduction Act voluto da 'Potus' per contrastare la corsa dei prezzi investendo innanzitutto sulle energie pulite e sulla lotta al cambiamento climatico. Nel colloquio con l'inquilino della Casa Bianca, incontrato da Meloni l'ultima volta una manciata di giorni fa durante il vertice Nato a Vilnius, faranno dunque capolino le principali questioni internazionali, "con la connessione ormai evidente tra le sfide poste nei diversi teatri globali, in particolare l'Euro-Atlantico, dove l’Italia è profondamente impegnata a fronteggiare l'aggressione all'Ucraina e le ripercussioni globali della guerra - rimarcano le stesse fonti diplomatiche -; l'Indo-Pacifico, ovvero l'area verso cui Roma è sempre più proiettata; e, naturalmente, il Sud globale, dove l’Italia intende garantire una forte attenzione all'Africa". Dall’amministrazione Biden, riferiscono le stesse fonti, sono del resto giunti segnali di apprezzamento per il ruolo dell'Italia su Africa e Medio Oriente. È un tema che, non a caso, Roma ha posto anche al vertice della Nato perché -viene rimarcato- rientra in un unico grande disegno: la centralità mediterranea, l’attenzione sull'Africa, la questione delle risorse allo sviluppo e dell'attenzione anche alla stabilità come elemento di sicurezza, "devono essere priorità che riguardano tutti gli alleati e i partner e che devono essere affrontate in tutte le sedi internazionali".Il prossimo anno l’Italia avrà la presidenza del G7 e le questioni del Mediterraneo, dell'Africa, delle migrazioni, dello sviluppo saranno fra i temi portanti. Meloni e Biden, nel bilaterale di oggi, ribadiranno i profondi e duraturi legami tra le rispettive Nazioni e il forte interesse a rafforzare ulteriormente il partenariato nei numerosi settori di interesse reciproco; il G7 2024 – con i Grandi del mondo che arriveranno in Puglia, meta scelta da Meloni per ospitare il summit - sarà uno dei principali dossier sul tavolo dell’incontro. Ma l'agenda della premier non prevede solo il bilaterale alla Casa Bianca, senz'altro la portata più ghiotta del menu. In mattinata, prima dell'incontro con Biden, Meloni sarà in visita al Congresso, per incontri bipartisan con i leader della House e del Senato; attese dichiarazioni congiunte con lo speaker Kevin McCarthy. Venerdì, a chiusura della missione, per ora figurano nel programma la visita al cimitero di Arlington e l'omaggio alla tomba del Milite Ignoto.
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. L’assessore alle Finanze, Maria Carmela Serluca, rende noto che, a seguito dell’approvazione da parte del Consiglio comunale lo scorso 18 luglio del Regolamento per la definizione agevolata delle ingiunzioni fiscali e degli accertamenti esecutivi ai sensi dell’art. 17-bis del D.L. 34/2023 convertito dalla Legge n. 56/2023, tutti coloro che hanno ricevuto un avviso di accertamento divenuto esecutivo al 30 giugno 2022, un atto di ingiunzione di pagamento emesso entro il 30 giugno 2022, un sollecito di avviso di accertamento esecutivo o un atto di pignoramento, possono presentare apposita istanza entro il 15 ottobre 2023 all’Ente che ha emesso l’ultimo atto.
INSERITO DA ANGELA CECERE Una lieve crescita di Fratelli d'Italia rispetto al 17 luglio scorso e un lieve calo per il Partito democratico nelle intenzioni di voto degli italiani. Questa la fotografia dell'ultimo sondaggio politico Swg per il Tg La7. Più in dettaglio Fdi si attesta al 29,2% (+0,5%), secondo a distanza il Pd al 19,6% (-0,4%), M5S al 16% (+0,1%). Quindi la Lega al 9,6% (-0,2%), Forza Italia al 7,2% (-0,3%), Azione al 3,6% (+0,2%) e Verdi e Sinistra Italiana al 3,2% (+0,1%). E ancora: Italia Viva al 2,7% (-0,2%), +Europa al 2,5% (-0,1%), Per l'Italia con Paragone al 2,1% (-0,1%), quindi Unione Popolare stabile all'1,8%).
INSERITO DA ANGELA CECERE "Spero che questa iniziativa possa essere la prima di molte altre iniziative, per affrontare le grandi sfide è fondamentale essere capaci di lavorare assieme" "E' un grande onore accogliervi a Roma, per questa conferenza dedicata a sviluppo e emigrazioni, ringrazio il ministro Tajani, la delegazione del governo italiano, c'è anche il vicepremier Matteo Salvini, il ministro dell'Interno, ma ringrazio voi a uno a uno per aver accettato questo invito del governo italiano". Così la premier Giorgia Meloni, intervenendo alla Conferenza internazionale su Sviluppo e Migrazioni, in corso alla Farnesina. "Io - ha aggiunto - spero che questa iniziativa possa essere la prima di molte altre iniziative, la presenza qui dei massimi rappresentanti di oltre venti Stati dimostra la consapevolezza che per affrontare le grandi sfide è fondamentale essere capaci di lavorare assieme"Da oggi - ha sottolineato Meloni - inizia quello che mi piace chiamare il processo di Roma, che deve rafforzare il dialogo tra noi ma essere aperto. Ci tengo a essere chiara: inauguriamo oggi un dialogo tra pari, basato sul reciproco rispetto".. "Noi abbiamo spesso approcciato la questione delle migrazioni e più specificamente dell'immigrazione non governata, dell'immigrazione illegale come una cosa che contrapponeva i Paesi di partenza e di transito da una parte e i Paesi di approdo dall'altro", ha detto Meloni, in un passaggio del suo intervento alla Farnesina. "E invece non è così, perché l'immigrazione illegale di massa danneggia tutti, danneggia ciascuno di noi, nessuno ne trae vantaggio se non le organizzazioni criminali che si arricchiscono sulla pelle dei più deboli, dei più fragili e che poi utilizzano la loro forza anche contro gli stati, mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini, l'economia, la stabilità politica, l'equilibrio democratico". "E prima ancora degli stati tutto questo riguarda le persone, perché al centro dei flussi migratori ci sono soprattutto loro le persone, vite, speranze, paure, sofferenza, usati, sfruttati da organizzazioni criminali che seguono solamente la logica del profitto". Ognuno di noi ha negli occhi e nei propri ricordi la morte di chi non è riuscito a superare viaggi della speranza, la disperazione dei sopravvissuti che hanno perso le persone care. E allora è nostro dovere occuparci ovviamente dei nostri Stati ma è nostro dovere anche occuparci del destino di queste persone", ha affermato la premier. Per far fronte al tema dell'immigrazione, ha sottolineato, "la cosa più importante di tutte, perché altrimenti tutto quello che facciamo sarà insufficiente, è una cooperazione ad ampio raggio per sostenere lo sviluppo in Africa e più in generale nei Paesi di provenienza delle rotte dei migranti, affrontando alle radici le cause profonde delle grandi migrazioni". Inoltre, "sul tema del contrasto all'immigrazione illegale io penso che la nostra priorità dovrebbe essere quella di rafforzare la collaborazione tra le nostre forze di Polizia, le autorità giudiziarie dei differenti stati, l'impegno a perseguire i trafficanti di esseri umani, di aggiornare le legislazioni, quando fossero carenti, così che il lavoro fatto da una nazione non venga poi reso vano". "Da questo punto di vista credo e propongo - ha aggiunto - che sarebbe utile un coordinamento tra le nostre strutture di intelligence perché noi parliamo sempre degli scafisti, ma lo scafista è l'ultimo anello di una catena sempre più lunga in queste organizzazioni". Meloni ha sottolineato che "combattere l'immigrazione illegale, combattere le reti di trafficanti, ci consente soprattutto di offrire nuove opportunità di migrazione legale, noi infatti dobbiamo interrogarci su come possiamo cogliere i i frutti positivi delle migrazioni e questo è possibile soltanto con una gestione fondata sulla cooperazione tra di noi". "L'Italia e l'Europa hanno bisogno di immigrazione, per questo noi non possiamo continuare a dare il segnale che verrà premiato chi entra illegalmente a discapito di chi vorrebbe farlo legalmente. Come non possiamo dare il segnale che da una parte siamo aperti a fare entrare molte persone, ma dall'altra non ci occupiamo del destino che quelle persone avranno quando si ritroveranno nelle nostre nazioni". "Il governo che presiedo - ha aggiunto - ha già dato un forte segnale, noi abbiamo programmato un decreto flussi per la prima volta triennale, aumentando le quote rispetto al passato di ingressi legali, immaginando quote privilegiate per gli stati che collaborano per fermare la rete di partenze illegali e con ingressi fuori quota aggiuntivi per i lavoratori che seguono percorsi di formazione prima di partire". "È il modello che cerchiamo di promuovere anche in Europa, è un modello sul quale ovviamente è fondamentale la collaborazione anche vostra", ha detto rivolta ai partecipanti al meeting. Meloni ha incontrato il presidente tunisino Kais Saied, al quale, secondo quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, la premier ha illustrato gli obiettivi della Conferenza sulle migrazioni in corso alla Farnesina. “Questo è l’inizio di un percorso”, ha detto Meloni, mentre Saied, che ha espresso il suo apprezzamento per l'iniziativa, ha affermato che "Tunisia e Italia hanno un futuro in comune". IL POST DELLA MELONI "Avviare un percorso condiviso in grado di attuare misure concrete per la crescita e lo sviluppo del Mediterraneo allargato e l’Africa, per affrontare le cause profonde dei flussi irregolari e per sconfiggere l’attività criminale dei trafficanti di esseri umani. Animati da questo spirito, siamo onorati di ospitare oggi a Roma la Conferenza internazionale su sviluppo e migrazione" scrive il premier Giorgia Meloni sul suo profilo Facebook, postando la foto di gruppo dei partecipanti alla conferenza sui migranti della Farnesina, a Roma.
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. A seguito di un incontro e di un approfondito colloquio con il segretario nazionale di Noi di Centro Clemente Mastella, l'ex sindaco di Telese Terme e attuale consigliere comunale Pasquale Carofano ha aderito a Noi Di Centro. "Accolgo quest'ingresso con un caloroso benvenuto. L'esperienza politico-amministrativa di Pasquale Carofano sarà assai preziosa e potenzia il radicamento di Noi Di Centro in un'area cruciale come la Valle Telesina. È stato sindaco di Telese Terme per ben due mandati e ha ricoperto la carica di consigliere provinciale e di componente dell’esecutivo di Anci Campania: si tratta dunque di un'adesione di prestigio che sapremo valorizzare al meglio, conferendogli incarichi di punta nell'organigramma" afferma Mastella. Noi Di Centro si conferma intanto la forza politica più radicata e attrattiva in provincia di Benevento" conclude Mastella.