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SEZ. POLITICA Tessere Pd, i circoli si ribellano: "Cara Schlein, il partito non è solo tuo" Dopo il diktat giunto da Roma la rivolta dei circoli napoletani, la base chiede rispetto

23 Gennaio 2024, 11:27am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Tessere Pd, i circoli si ribellano: "Cara Schlein, il partito non è solo tuo" Dopo il diktat giunto da Roma la rivolta dei circoli napoletani, la base chiede rispetto

INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Il tesseramento si farà soltanto online. La Campania è l’unica regione italiana in cui il Pd non potrà accettare iscrizioni con tessere cartacee nei circoli. La nuova linea dettata dalla segreteria di Elly Schlein  ha sollevato una vera e propria rivolta nel Pd campano, a cominciare dai circoli di Napoli che sono pronti a fare rimostranze. Il blocco del tesseramento cartaceo solo in Campania viene visto come un'ingiustificata discriminazione nei confronti della regione, unico caso in Italia.  Da qui la lettera inviata in queste ore al Nazareno e sottoscritta dai segretari di circolo di tutta l'area napoletana.  "Cara Segretaria Nazionale, il 21 dicembre scorso, il Responsabile Organizzativo nazionale, Igor Taruffi, comunicava alle federazioni regionali e provinciali la proroga del tesseramento 2023 al 31/01/2024, specificando che lo stesso poteva essere effettuato solo e soltanto in presenza, presso i circoli territoriali, in conseguenza della circostanza che la piattaforma utilizzata per il tesseramento online avrebbe smesso di funzionare dall’01/01/2024. Pertanto, i Circoli di Napoli e Provincia, nel rispetto di quanto disposto dal PD Nazionale e dalla Federazione Metropolitana, si attivano e organizzano il tesseramento presso le sedi territoriali, comunicando la composizione dell’ufficio adesioni e le dat e nelle quali sarà possibile tesserarsi. I Segretari di Circolo organizzano, altresì, i calendari comunicando ai cittadini le date nelle quali sarà possibile tesserarsi al Partito Democratico e in alcuni casi sostengono anche costi per affissione manifesti. Il giorno 18/01/2024, in mancanza di una vera motivazione, il Responsabile Nazionale Organizzazione, comunica un provvedimento al Commissario Regionale del PD Campania, Sen. Antonio Misiani, e ai Segretari delle 5 Federazioni provinciali con cui si stabili sce ad horas , solo e soltanto per la nostra Regione, che il tesseramento dovrà essere effettuato esclusivamente in modalità online. Una discriminazione incomprensibile! Infatti, dopo la sospensione delle giornate di tesseramento in presenza già calendarizzate, in virtù della nuova disposizione nazionale, alcuni militanti hanno provato a tesserarsi online, ma senza esito dato che la piattaforma risultava essere inutilizzabile. Purtroppo, a causa di tale scelta, incomprensibile e immotivata, il PD Napoletano e Campano si ritroveranno sui media non per comunicare iniziative positive, ma per parlare nuovamente di tesseramento, seppur privo di anomalie. A quanto pare, qualcuno piace farci e farsi del male! La nota del 21/12/2023 del Responsabile Nazionale Organizzazione di proroga, ci aveva fatto ben sperareche i vertici nazionali si fossero finalmente resi conto che la modalità di iscrizione online ha impedito a molti militanti di poter aderire al Partito Democratico, in special modo a coloro che hanno un’età avanzata e sono poco avvezzi all’utilizzo di piattaforme informatiche. Nel corso del tesseramento 2023, molteplici sono state le difficoltà riscontrate per aiutare coloro che manifestavano la volontà di iscriversi al nostro Partito, soprattutto a causa del funzionamento non ottimale della piattaforma. A tal proposito, corre l’obbligo di ricordare che anche durante il tesseramento nel 2022, a circa 10 giorni dalla chiusura dello stesso, l’allora Commissario Regionale, On. Francesco Boccia, fece autorizzare il tesseramento in presenza, seppur con delle li mitazioni, nonostante fossimo alla vigilia della celebrazione della fase congressuale a tutti i livelli. Oggi, bisogna constatare le critiche sollevate da molti militanti che, sui territori, ci accusano di essere diventati un partito liquido. A cosa servono i circoli territoriali se la vocazione sembra essere divenuta quella delle Piattaforme? Se dobbiamo scimmiottare i movimenti, che senso ha chiamarci ancora Partito? I Circoli si accollano innumerevoli sacrifici economici per sopravvivere e per mantenere aperta una sede, considerato che abbiamo seguito il M5S sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, oltre che sulla considerato che abbiamo seguito il M5S sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, oltre che sulla riduzione del numero dei parlamentari, criduzione del numero dei parlamentari, con conseguenze importanti sulla tenuta del partito, non tenendo in debita on conseguenze importanti sulla tenuta del partito, non tenendo in debita considerazione il fatto che le democrazie più sono strette e più fanno male .considerazione il fatto che le democrazie più sono strette e più fanno male. Ma, ahinoi, in questi anni ai vertici del nostro partito è mancato il coraggio di scelte importanti, prestando il fianco a scelte populiste, che non hanno fatto altro che allontanarci sempre più dalle persone e dalle loro reali esigenze.a scelte populiste, che non hanno fatto altro che allontanarci sempre più dalle persone e dalle loro reali esigenze. A ciò si aggiunga che solo una minima parte dei proventi del tesseramento spetta ai territori. Dunque, i circoli territoriali hanno ancora senso di esistere se non hanno l’agibilità di poter gestire, in trasparenza e nel massimo rispetto delle regole, come d’altronde è sempre accaduto, il tesseramento nei rispettivi Comuni? e nel massimo rispetto delle regole, come d’altronde è sempre accaduto, il tesseramento nei rispettivi Comuni? La base del Partito, vera anima della nostra organizzazione, merita rispetto e considerazione o deve essere utilizzata come comitato elettorale per le varie elezioni sovracomunali? come comitato elettorale per le varie elezioni sovracomunali? Perché una Federazione, come quella napoletana, ovvero la terza più grande dell’intero Paese, che solo un anno fa ha eletto il proprio segretario all’unanimità deve subire una discriminazione tanto umiliante, quanto immotivata? Il Partito Regionale deve essere dotato di organismi eletti democraticamente! Diciamo basta al commissariamento! commissariamento! Può il più grande partito del centrosinistra italiano, come il PD, alla vigilia di un importantissimo appuntamento elettorale come quello delle elezioni europee, non avere un proprio organismo eletto democraticamente? Crediamo sia doveroso avere delle risposte alle nostre domande, dal Commissario Regionale ed anche dalla nostra Segretaria Nazionale. Nel rispetto dei nostri iscritti, dei militanti, dei simpatizzanti e dei tanti che ancora, nonostante tutto, si riconoscono nei valori e nel simbolo del PARTITO DEMOCRATICO che, è bene ricordare, è patrimonio di tutti, soprattutto nei valori e nel simbolo del PARTITO DEMOCRATICO che, è bene ricordare, è patrimonio di tutti, soprattutto della base,  e non una proprietà esclusiva solo di qualcuno.". 

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SEZ. POLITICA Elezioni regionali 2024: Pd, M5S e il puzzle delle alleanze In Basilicata primarie in stand-by, martedì ultima chiamata per il Piemonte

22 Gennaio 2024, 12:07pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Elezioni regionali 2024: Pd, M5S e il puzzle delle alleanze In Basilicata primarie in stand-by, martedì ultima chiamata per il Piemonte

INSERITO DA ANGELA CECERE Qualcosa si muove. Del resto, i tempi si fanno sempre più stretti per alleanze e candidature in vista di amministrative e regionali. E dal Piemonte potrebbe arrivare un'indicazione in grado di determinare un effetto a cascata nei rapporti tra Pd e M5S in vista del voto. Martedì ci sarà un nuovo tavolo tra i potenziali alleati. Il quarto in pochi giorni. La strada resta tutta in salita, anche per gli annosi cattivi rapporti tra i dem e i pentastellati locali. Ma la nuova convocazione parla di un filo che non si è spezzato. Sembra anche a seguito di interventi diretti, non confermati ufficialmente, di Elly Schlein e Giuseppe Conte.  Una trattativa quella piemontese che potrebbe inserirsi nel più ampio quadro dei tanti casi - dalle regionali in Basilicata ai comuni, da Firenze e Cagliari - in cui la partita resta aperta. "La discussione che facciamo qui -diceva ieri il segretario regionale dem del Piemonte, Domenico Rossi - non è isolata, ma si inserisce in un contesto sia di livello superiore, sia di livello territoriale, nel senso che non si risolve tutto attorno alla questione regionale". I lavori sono in corso. A tutto campo. A Firenze, cruciale roccaforte da confermare per il Pd, sarebbero in corso interlocuzioni per allargare l'alleanza a Italia Viva.  Mentre nei giorni scorsi Conte avrebbe sentito il penalista Michele Laforgia, tra i nomi in pista per il dopo Decaro a Bari. In Umbria, in vista delle regionali che si terranno in autunno, oggi c'è stato il primo appuntamento a Perugia della coalizione 'Un Patto Avanti' con Marco Sarracino del Pd, Roberto Fico dei 5 Stelle, Elisabetta Piccolotti di Avs, il socialista Enzo Maraio, oltre a civici e Demos. Abruzzo Al momento l'unica situazione chiusa resta quella delle regionali in Abruzzo dove si vota il 10 marzo. Qui il centrosinistra ha dato il via alla sfida con una partenza sprint, indicando subito un candidato unitario: l'ex rettore dell'università di Teramo Luciano D'Amico, capace di mettere insieme un campo 'larghissimo' con Pd, M5s, Iv, Azione e liste civiche. Sabato scorso Schlein ha fatto una prima tappa della campagna elettorale nelle regione. Basilicata Anche in Basilicata, al voto in primavera, il Pd era partito con decisione, indicando come candidato il 'civico' Angelo Chiorazzo, alla guida della coalizione Basilicata Casa Comune cui, però, non ha aderito il M5s. Nei giorni scorsi, dopo un incontro tra Pd e M5s, i dem lucani hanno però aperto all'ipotesi primarie per "una leadership condivisa nel centrosinistra", come ha spiegato il segretario regionale Giovanni Lettieri, "fermo restando" la candidatura Chiorazzo. Sardegna Il caso Sardegna poi (si vota il 25 febbraio) è da tempo finito agli onori delle cronache nazionali. Con tanto di rottura personale nella famiglia Soru. Sull'isola Pd e M5s hanno trovato l'intesa sul nome di Alessandra Todde, vice presidente 5 Stelle. Ma Renato Soru ha annunciato lo 'strappo' con i dem, lanciando la sua candidatura (appoggiata, tra l'altro, da Azione) e provocando anche la frattura familiare con la figlia Camilla, consigliera regionale Pd. Con Todde anche i Progressisti di Massimo Zedda, che in un primo momento erano orientati su Soru.

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SEZ. POLITICA Superbonus, proposta bipartisan per una proroga di 2 mesi col 70% dei lavori

20 Gennaio 2024, 09:25am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Una proroga di almeno due mesi per beneficiare della detrazione al 110% sulle spese per i condomini che al 31 dicembre hanno effettuato lavori per almeno il 70%. Lo prevedono tre emendamenti identici al decreto superbonus presentati da Pd, FdI e Misto. La norma riguarda i condomini che hanno iniziato i lavori nel 2022 e che nel 2023 hanno potuto beneficiare dell'agevolazione piena: per chi "al 31 dicembre 2023 ha effettuato "lavori per almeno il 70% dell'intervento complessivo", il 110% è esteso "alle spese sostenute fino al sessantesimo giorno successivo a quello di entrata in vigore della legge di conversione" del decreto. Altri tre emendamenti identici bipartisan, presentati sempre da Pd, FdI e Misto, chiedono poi di alzare da 15mila a 25mila il tetto di reddito per poter beneficiare del contributo per i "redditi bassi" previsto dal decreto per le spese sostenute tra gennaio e ottobre 2024 (l'altra condizione è che al 31 dicembre 2023 lo stato di avanzamento dei lavori sia di almeno il 60%). Milleproroghe: 1.300 emendamenti, quasi 600 di maggioranza Sono circa 1300, secondo quanto viene riferito da fonti parlamentari di maggioranza, gli emendamenti depositati al decreto Milleproroghe in discussione nelle commissioni congiunte Bilancio e Affari Costituzionali a Montecitorio, e quasi 600 sarebbero di maggioranza. Tra le proposte di modifica si contano: circa 230 di FdI, 190 della Lega e 170 di Forza Italia. Circa 220 del Pd, 170 di M5S e 70 di AVS. ANSA

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SEZ. POLITICA Elezioni europee, staff al lavoro per duello tv Meloni-Schlein. Segretaria Pd si candida? Dem oggi in 'conclave' a Gubbio, ma la riserva potrebbe essere sciolta sabato 27 gennaio

19 Gennaio 2024, 11:57am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Elezioni europee, staff al lavoro per duello tv Meloni-Schlein. Segretaria Pd si candida? Dem oggi in 'conclave' a Gubbio, ma la riserva potrebbe essere sciolta sabato 27 gennaio

INSERITO DA ANGELA CECERE Il confronto tv tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein si farà. La notizia dell’avvio della trattativa per le regole d’ingaggio del duello arriva mentre i deputati Pd sono appena arrivati a Gubbio per il seminario sull’Europa. E al 'conclave' dem la lettura di molti è quella di un passo verso la candidatura della segreteria alle europee. “Diciamo che se non si sbriga a decidersi, faremo fatica a fare le liste. Però la lettura è questa”, commenta un deputato di lungo corso. Mentre c’è chi non lega le due cose: “Penso siano due partite separate”, l’opinione di Matteo Orfini e anche per Laura Boldrini “il confronto tv fa parte della dialettica politica tra la presidente del Consiglio e la leader dell’opposizione”. E invita a stare sui temi più che sulle candidature: “Uscirei da questa gabbia delle candidature, è troppo riduttivo. Parliamo delle posta in gioco, delle due diverse visioni di Europa del futuro. Poi arriva tutto il resto, candidature incluse”. Tranchant un parlamentare della minoranza: “Ma che non so… Non dice niente”. Schlein oggi sarà a Gubbio per chiudere i lavori del seminario. E non dovrebbe essere questa la sede in cui scioglierà la riserva. Almeno secondo quanto dicevano i suoi nelle ultime ore. Una data possibile potrebbe essere quella di sabato prossimo 27 gennaio, Giorno della Memoria. La segretaria sarà a Cassino - in una data e un luogo simbolici - per una prima tappa di avvio della campagna elettorale verso le europee. Dirigenti dem in pressing, gli inviti a non scendere in campo, il seminario a Gubbio Attorno alla eventuale candidatura, il tema dei tempi si fa sempre più incalzante con il pressing di dirigenti, amministratori e aspiranti candidati che invitano la segretaria a stringere sulla decisione. In un senso o nell’altro. Da Romano Prodi alle donne dem e alla minoranza, diversi gli inviti a non scendere in campo. “Le pluricandidature sono un vulnus per la democrazia”, ha detto il Professore. In controtendenza Chiara Gribaudo e Matteo Ricci che caldeggiano entrambi la candidatura di Schlein. Magari oggi a Gubbio, i deputati proveranno a sondare le intenzioni della segretaria. Intanto ieri la riunione somigliava un po’ di più a una gita che a un pensoso conclave. E pure l’off limits che era previsto in un primo momento con i cronisti fuori dai cancelli, è poi virato su una riunione a porte chiuse ma con uno spazio allestito per la stampa. Alcuni deputati sono arrivati alla spicciolata in macchina, il grosso in pullman. “Abbiamo cantato sempre”, dice Arturo Scotto. Playlist tutta italiana selezionata dal parlamentare campano Toni Ricciardi. “Abbiamo chiuso con ‘Perdere l’amore’”, scherza Gianni Cuperlo. All’appello mancano una decina di deputati. “Alcuni avevano un impegno già fissato” come Enrico Letta che è all’estero, “altri un imprevisto all’ultimo”, dicono dalla staff della capogruppo Braga che ha organizzato il seminario. Sul park hotel ai Cappuccini, lussuoso ex convento con tanto di Spa (che dicono però sia chiusa) e centro Messegue già scelto in altre occasioni da Silvio Berlusconi, si sono fatte molte ironie. “È un modo per confrontarsi, mi meraviglia che altri non lo facciano”, dice Laura Boldrini. E Anna Ascani: “È un momento in cui si fa squadra e si discute dell'Europa che sarà e dell'Europa che faremo”. Spiega l’organizzatrice Braga: “Abbiamo voluto questo appuntamento in questo contesto più tranquillo, meno schiacciato sulla contingenza parlamentare sia per fare squadra ma anche per confrontarci. Servono idee, servono voci stimolanti che possano aiutarci a fare l'opposizione e anche a prepararci a tornare a governare. Se lo facesse anche il Governo, di confrontarsi con queste voci, forse farebbe meno fesserie….”. Tre le sessioni in cui sono organizzati i lavori. La prima con il titolo 'Dove va il mondo. tra guerre e pace, l'Europa di Ventotene', la seconda ‘La destra al potere: tra propaganda e sogni di egemonia' è l’ultima 'Un patto tra generi e generazioni, un'altra idea di futuro' a cui partecipa anche Nicolas Schmit, possibile spitzenkandidate.

ADNKRONOS

 

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SEZ. POLITICA Europee, Tridico: "Conte mi ha chiesto di candidarmi con M5S, ci sto pensando"L'ex presidente Inps: "Presto scioglierò la riserva. Governo Meloni fa guerra ai poveri, lo dicono i dati"

18 Gennaio 2024, 11:57am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Europee, Tridico: "Conte mi ha chiesto di candidarmi con M5S, ci sto pensando"L'ex presidente Inps: "Presto scioglierò la riserva. Governo Meloni fa guerra ai poveri, lo dicono i dati"

INSERITO DA ANGELA CECERE La lunga partita delle elezioni europee entra nel vivo e i partiti sono a caccia di big da candidare nelle circoscrizioni. Non fa eccezione il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, che ha da tempo avviato un 'casting' per mettere su delle liste competitive in vista del voto di giugno. Poche le certezze per ora. Una di queste, però, sembra essere la presenza dell'ex presidente dell'Inps Pasquale Tridico come capolista nella circoscrizione Sud. Contattato dall'Adnkronos, il padre del reddito di cittadinanza grillino conferma il 'corteggiamento' di Conte - che a dicembre aveva aperto alla possibilità di candidarlo - ma spiega di non aver ancora preso una decisione: "E' vero, Giuseppe Conte mi ha chiesto di candidarmi, a oggi però non sono candidato. C'è una valutazione in corso da parte mia, sto prendendo in considerazione questa possibilità ma per ora c'è nulla di ufficiale". Per avere una risposta toccherà aspettare ancora un po': "Mi sono preso qualche settimana di tempo, poi scioglierò la riserva". Quando gli viene chiesto quali battaglie porterebbe in Europa in caso di candidatura nelle file del M5S, Tridico si schermisce: "Non chiedetemi il programma elettorale...". Ma indica come faro politico-economico le misure adottate dal governo Conte durante il Covid: "La gestione di quella emergenza è stata un vero e proprio miracolo, peraltro in un momento tragico della storia del paese. Una fase in cui lo Stato ha fatto sentire la sua presenza". "Io giro l'Europa - prosegue l'ex presidente dell'Inps - e tanti mi dicono che per la prima volta l'Italia è stata un 'benchmark' nelle politiche sociali, nel trovare un compromesso tra sicurezza sociale, quella economica e tutela delle libertà individuali. Le restrizioni ci sono state, ma erano necessarie. Abbiamo avuto una grande crescita economica, frutto delle politiche messe in campo durante il 2020: politiche espansive, accompagnate dal blocco dei licenziamenti e misure di contrasto alla povertà. Questi provvedimenti hanno avuto un impatto molto positivo sulla ripresa. Basti pensare che nel 2018 non avevamo ancora recuperato i livelli di Pil 'ceduti' con la crisi finanziaria del 2009". Conte accusa il governo Meloni di aver smantellato le politiche sociali varate dal suo esecutivo: "Questo sono i dati a dirlo. Abbiamo visto che la riforma del reddito di cittadinanza ha dimezzato la platea dei beneficiari del vecchio reddito: siamo a circa 500mila famiglie mentre prima eravamo a 1,2 milioni di famiglie. In pandemia siamo arrivati a 1,9 milioni di famiglie percettrici. Ma prima e dopo la pandemia il numero ordinario dei beneficiari era pari a 1,2 milioni di famiglie", dice ancora all'Adnkronos Tridico, che nel 2018 fu presentato dall'allora capo politico M5S Luigi Di Maio come uno dei possibili ministri del futuro governo 5 Stelle (in squadra c'era anche Conte, inizialmente indicato per il ministero della Pubblica amministrazione). Per il Movimento 5 Stelle l'esecutivo di Giorgia Meloni sta conducendo una guerra contro i poveri: è d'accordo? "Ribadisco, sono i dati a parlare. L'Istat stima circa 2 milioni di famiglie in povertà e invece di aumentare gli sforzi per aiutare queste persone, li hanno ridotti. Non è una guerra alla povertà - chiosa Tridico - è una guerra ai poveri". (di Antonio Atte)

ADNKRONOS

 

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SEZ. POLITICA Pnrr, Meloni: "Al via nuovo anno di impegno straordinario, alimentare crescita Italia" "Concreta messa a terra del piano, ci attende un anno di grande lavoro"

17 Gennaio 2024, 11:27am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Pnrr, Meloni: "Al via nuovo anno di impegno straordinario, alimentare crescita Italia" "Concreta messa a terra del piano, ci attende un anno di grande lavoro"

INSERITO DA ANGELA CECERE “La cabina di regia di oggi apre un nuovo anno di impegno straordinario del governo per la concreta messa a terra del Pnrr, all’indomani del pagamento della quarta rata, della richiesta per il versamento della quinta e, soprattutto, dell’entrata in vigore del nuovo Piano italiano, che, tra le nuove misure, prevede uno stanziamento di oltre 12 miliardi per sostenere la produttività delle imprese e per rilanciare l’economia attraverso la tecnologia verde, per l’implementazione dei contratti di filiera e per la transizione ecologica e digitale dell’intera Nazione”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nel corso della cabina di regia sul Pnrr, oggi a Palazzo Chigi. “Ci attende un anno di grande lavoro che vedrà la cabina di regia Pnrr al centro dell’azione del governo per proseguire ad alimentare la crescita economica strutturale dell’Italia”, ha aggiunto Meloni. La premier ne ha parlato anche in un post su X. "Oggi, a Palazzo Chigi - ha scritto - la prima cabina di regia sul Pnrr del 2024. Un’occasione per fare il punto sugli importanti obiettivi raggiunti finora e su quelli futuri. Il lavoro di squadra che siamo riusciti a costruire in questi mesi ci ha consentito di chiudere il 2023 con un bilancio estremamente positivo". "Nel corso dell’ultimo anno - ha aggiunto la presidente del Consiglio - abbiamo ottenuto quattro grandi risultati. Primo: il completamento e la verifica degli obiettivi per il pagamento della terza rata. Secondo: la verifica e la rendicontazione degli obiettivi per chiedere la quarta rata, versata dalla Commissione europea. Terzo: il completamento della revisione del Pnrr con l’implementazione del Capitolo REPowerEU e l’approvazione del nuovo Piano da parte del Consiglio UE. Quarto: il raggiungimento degli obiettivi per la quinta rata e la presentazione della nuova richiesta di pagamento". "Abbiamo toccato così un doppio primato - ha rivendicato -: essere la prima Nazione in Europa non solo a presentare la richiesta e a ricevere dalla Commissione europea la quarta rata, ma anche a presentare entro il 2023 la richiesta per la quinta rata. Dobbiamo essere molto orgogliosi di questo traguardo, che non era affatto scontato. È un obiettivo che ha richiesto tanto impegno, ma il risultato finale è molto gratificante e ringrazio tutti, ad ogni livello, per il contributo che hanno dato. Il 2024 è un anno decisivo ed è necessario assicurare il massimo presidio dell’attuazione di tutte le misure concordate per il raggiungimento degli obiettivi previsti, anche in vista della presentazione della sesta e della settima richiesta di pagamento", ha concluso Meloni.

ADNKRONOS

 

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SEZ. POLITICA Ventura sbatte la porta, ma lo "show" non piace a Fratelli d'Italia Monaco: atteggiamenti irriguardosi nei confronti del partito

16 Gennaio 2024, 11:27am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Ventura sbatte la porta, ma lo "show" non piace a Fratelli d'Italia Monaco: atteggiamenti irriguardosi nei confronti del partito

INSERITO DA ANGELA CECERE Salerno. "In qualità di candidato al consiglio comunale di Salerno per Fratelli d’Italia alle ultime elezioni amministrative non posso non esprimere il mio disappunto per alcune immagini irriguardose, veicolate a mezzo social, nei confronti del partito Fratelli d’Italia immagini cui abbiamo assistito in queste ore. Un consigliere comunale, sedicente ex di FdI, e che apprendiamo avere costituito il gruppo Misto si è prodotto in una squallida scenetta durante la quale a favore di videocamera svitava una targhetta di Fratelli d’Italia sostituendola con una “gruppo misto”, non c’è che dire effettivamente una azione dalla grande incisività politica, condendo “l’azione politica” (unica di cui si ha memoria in questa consiliatura da parte del consigliere) con frasi ingenerose da parte di chi fino a ieri ha fatto parte di Fdi". Comincia così la nota a firma di Amedeo Monaco, candidato alle ultime elezioni amministrative di Salerno per Fratelli d'Italia. Nel mirino, l'addio del consigliere Ventura che ieri aveva annunciato l'adesione al Gruppo misto. "Il nostro ex consigliere forse non sa che comunità politiche come quella di FdI, precedute da quelle del dal MSI-DN e An poi, hanno storie che sono andate sempre oltre le piccolezze degli uomini compreso lo svitamento di qualche targhetta. Al consigliere in questione dico che egli è certamente consigliere comunale per suo merito e grazie al suo consenso, nessuno lo può mettere in discussione, ma lo è anche grazie alle altre decine di candidati che pur prendendo meno voti hanno fatto sì che lui rivestisse la carica di consigliere comunale in rappresentanza di Fratelli d’Italia tutta. Questo pur avendo aderito a Fratelli d’Italia a poche ore dalla presentazione delle liste e provenendo da esperienza politica diametralmente opposta a quella di FdI è evidentemente che il consigliere non ha avuto il tempo di capire cosa volesse significare aderire ad un partito come FdI dove le logiche non sono sempre perfettamente aderenti a quelle del “mercato delle vacche” del tipo “io do una cosa a te e tu dai una cosa me”, la pretesa di sempre maggiori spazi e gratificazioni politiche non hanno cittadinanza in FdI se non a seguito di comprovate doti di militanza e meritocrazia. Bene avrebbe fatto il consigliere ad essere orgoglioso di rappresentare FdI in seno al consiglio comunale pur avendo aderito al partito solo al momento della firma della candidatura, ricordo a me stesso essendo io ormai oltre gli “anta” una stagione in cui per candidarsi al consiglio comunale, anche di un piccolo paese, e rappresentare il MSI – DN prima ed AN poi bisognava che la propria candidatura passasse al vaglio di rigide valutazioni fatte da classi dirigenti che si premuravano di valutare, al di là del consenso, la compatibilità dei profili con i valori che il partito custodiva, risulta quindi evidente, in questa ottica, che “il consigliere svitatore” non era compatibile sin dall’inizio con un partito come FdI dove dovrebbero vigere e farla da padrone concetti come meritocrazia, lealtà e coerenza". conclude la lettera aperta di Monaco.

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SEZ. POLITICA In Forza Italia entrano Nanni Russo e Fragassi. Rubano: "Cresceremo ancora" Il deputato lancia le nuove sfide: "Prima le Europee poi la Regione. E nel Sannio Rocca e Città"

15 Gennaio 2024, 11:27am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA In Forza Italia entrano Nanni Russo e Fragassi. Rubano: "Cresceremo ancora" Il deputato lancia le nuove sfide: "Prima le Europee poi la Regione. E nel Sannio Rocca e Città"

INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Forza Italia rispolvera i vecchi fasti sanniti, e dopo l'elezione di due consiglieri provinciali Iachetta e Fuschini (assente per esigenze personali) festeggia in città con gli iscritti, che in totale toccano quota 2400 come spiega il deputato Francesco Maria Rubano e i nuovi ingressi, dal generale Dino Fragassi al ritorno di Nanni Russo. Tasselli importanti che tengono alte le ambizioni azzurre in provincia. “Avremo tanto – spiega Rubano – governeremo in Regione Campania, alla Rocca dei Rettori e nella città di Benevento, e ovviamente in tanti comuni del nostro Sannio. Ma lo faremo col merito e con la qualità: se decidessi io le candidature, ad esempio, mi farei sette o otto amici e settantasette scontenti... si deciderà con le primarie, ovviamente senza abbandonare chi poi arriva secondo. Se facessi promesse che non posso mantenere non andrei lontano: non sarà così. La nostra è una presenza che cresce: coltiviamo il rapporto con cittadini ed elettori quotidianamente e non gli voltiamo le spalle, infatti siamo qui e continueremo ad esserci”. Mentre è lanciata anche la sfida a De Luca, dopo gli attacchi di ieri al ministro Fitto: “I cittadini campani sono stanchi di un governo che bada soltanto agli interessi del caminetto e ai bisogni di Salerno o di Napoli e di un governatore che ormai è uno showman. Noi cambieremo rotta”.

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SEZ. POLITICA Elezioni regionali, tensione Lega-FdI: sulla Sardegna è muro contro muro Il Carroccio insiste su Solinas, ma il partito di Giorgia Meloni tira dritto su Truzzu e sabato ufficializzerà la candidatura

11 Gennaio 2024, 10:37am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Elezioni regionali, tensione Lega-FdI: sulla Sardegna è muro contro muro Il Carroccio insiste su Solinas, ma il partito di Giorgia Meloni tira dritto su Truzzu e sabato ufficializzerà la candidatura

INSERITO DA ANGELA CECERE Continua il muro contro muro tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni sulle elezioni regionali in Sardegna. La Lega, infatti, insiste per la conferma di Christian Solinas alla presidenza della Regione mentre Fratelli d'Italia punta su un altro cavallo, Paolo Truzzu, la cui candidatura sarà ufficializzata nel week end. ''Solinas? Per noi Truzzu è il candidato migliore'', taglia corto in Transatlantico, a Montecitorio, il deputato sardo e presidente della commissione Trasporti della Camera, Salvatore Deidda, che annuncia: ''Sabato a Quartu Sant'Elena, si terrà un convegno di Fdi, dove verrà presentata la candidatura di Truzzu come governatore e sono stati invitai anche gli alleati Fi e Lega''. Rampelli: "Solinas? Due anni fa in Sicilia FdI ha ceduto su Musumeci" Fabio Rampelli, spiega perché via della Scrofa tifa Truzzu: ''Ricordo che due anni fa in Sicilia ci sono state le regionali, c'era come governatore Nello Musumeci e gli alleati hanno ritenuto che non fosse idoneo per il secondo mandato. Alla fine Fdi, apprezzate le circostanze, ha dovuto cedere la posizione. Non solo ha ceduto, ma neanche ha potuto esprimere un candidato suo. Non capisco perché ci si stupisca, dopo aver colpito un governatore in carica due anni fa, del fatto che si vuole ragionare su soluzioni migliori per queste elezioni regionali...". Dalle parti della Lega ribadiscono che ''non si cerca di alzare il prezzo per ottenere compensazioni ma si resta su Solinas perché ha fatto bene sul territorio e squadra che vince non si cambia''. Allo stato, dunque, la Sardegna sembra diventata una partita a due, tra Lega e Fdi. Antonio Tajani, segretario nazionale di Fi, professa ottimismo: ''Sulle candidature alle regionali troveremo una soluzione, come sempre. E' dal 1994 che andiamo uniti, non c'è problema''. Salvini: "Giusto ricandidare amministratori uscenti, si spieghi no a Solinas" 'Per me i governatori della Lega che, secondo i dati, sono i più amati d'Italia sono un valore aggiunto, così come i sindaci della Lega. Ho incontrato Solinas per parlare di porti e aeroporti sardi. Gli italiani un anno e rotto fa hanno scelto il centrodestra unito per governare l'Italia e lo stanno apprezzando e sostenendo. Per me è sempre l'unità del centrodestra il valore più importante. E per me se un sindaco e un governatore hanno lavorato bene al primo mandato è giusto e naturale ricandidarli. Detto questo, non scelgo da solo, scegliamo tutti insieme. La cosa più semplice sarebbe ricandidare gli uscenti in tutte le Regioni dove ora si andrà a votare, visto che tutti hanno ben lavorato. Se qualcuno dice che non vuole candidare Tizio o Caio, mi deve spiegare perché e dove ha sbagliato", le parole di Matteo Salvini, ieri sera, a 'Cinque minuti' di Bruno Vespa. "Non mi interessano le compensazioni..." ha poi precisato alla domanda di Vespa su un piano B in caso di mancata candidatura di Solinas.

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SEZ. POLITICA Draghi, il candidato di tutti che non vuole farsi candidare L'ex presidente della Bce lavora per l'Europa ma senza entrare nelle dinamiche politiche

10 Gennaio 2024, 11:30am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Draghi, il candidato di tutti che non vuole farsi candidare L'ex presidente della Bce lavora per l'Europa ma senza entrare nelle dinamiche politiche

INSERITO DA ANGELA CECERE La presidenza del Consiglio Ue, dopo quella della Commissione. L'ipotesi di una candidatura per Mario Draghi questa volta viene rilanciata dal Financial Times, come opportunità offerta dal passo indietro di Charles Michel, dopo la scelta di candidarsi alle elezioni europee. Che il nome di Draghi circoli, e anche con una certa insistenza, ogni volta che si pensi a una scelta 'di peso' per un ruolo chiave in Europa è fisiologico, per autorevolezza, competenza e storia. E' l'uomo che più di tutti è stato capace di incidere sulla storia recente del Continente, difendendo e salvando l'Euro dalla più violenta crisi finanziaria che abbia mai dovuto affrontare. L'ha fatto da Presidente della Bce, con una interpretazione molto politica di un ruolo tecnico. Da Presidente del Consiglio, in Italia, è stato chiamato a tirare fuori il Paese da un'altra crisi, tutta politica, dopo l'implosione della maggioranza che sosteneva il secondo governo guidato da Giuseppe Conte. Si sarebbe poi volentieri spostato al Colle, da Presidente della Repubblica, prima che l'impasse in Parlamento non si risolvesse con un plebiscito per il secondo mandato di Sergio Mattarella. Nel percorso di Draghi c'è una linea di coerenza che ne ha sempre ispirato il comportamento: non fa politica e non si fa candidare dalla politica, o almeno non lavora per farsi candidare dalla politica. E' la colpa, peraltro, che gli attribuisce chi sostiene che abbia giocato male le sue carte proprio nella corsa al Quirinale. Ha ritenuto possibile, sbagliando valutazione, che intorno al lui si coagulasse il consenso necessario per essere eletto ma ha fatto poco, o nulla, perché questo avvenisse. Nell'ultimo anno la postura è stata la stessa. Con una formula che ricorre anche nelle ricostruzioni di parte, quelle che la stampa attribuisce a fonti a lui vicine: non è interessato ad assumere posizioni di vertice in Europa e, comunque, non sta in nessun modo favorendo o stimolando soluzioni del genere. Draghi ha le idee chiare rispetto a quello che l'Europa dovrebbe e potrebbe essere e quando ne ha l'opportunità lo dice con sufficiente chiarezza: "il modello di crescita europeo si è sostanzialmente dissolto, occorre inventarsi un modo diverso per crescere e per farlo l'Europa deve farsi Stato". Le parole utilizzate durante la presentazione del libro di Aldo Cazzullo 'Quando eravamo padroni del mondo' sono un programma ambizioso, che esprime insieme tutta la preoccupazione e l'interesse di Draghi per la sorte dell'Europa. Non solo. L'ex Presidente della Bce sta anche lavorando, nel quadro dell'incarico ricevuto dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per il Rapporto sulla competività, proprio per indicare la strada per fare passi avanti nella direzione indicata, come dimostra l'incontro in programma mercoledì a Milano con le aziende dell’European round table (Ert) for Industry. Arriveranno, nei prossimi mesi, nuove indiscrezioni e nuove potenziali candidature per Draghi ma la sua posizione resterà la stessa, quella di un candidato 'naturale' che non vuole farsi candidare. Altra cosa potrebbe essere valutare una 'investitura' a valle di un percorso che la politica dovrebbe fare in autonomia. Difficile che ci si arrivi, considerando gli interessi in gioco e l'incrocio delle legittime aspirazioni delle famiglie politiche europee e dei partiti nazionali.

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