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SEZ. POLITICA Europee, Tridico: "Conte mi ha chiesto di candidarmi con M5S, ci sto pensando"L'ex presidente Inps: "Presto scioglierò la riserva. Governo Meloni fa guerra ai poveri, lo dicono i dati"

18 Gennaio 2024, 11:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Europee, Tridico: "Conte mi ha chiesto di candidarmi con M5S, ci sto pensando"L'ex presidente Inps: "Presto scioglierò la riserva. Governo Meloni fa guerra ai poveri, lo dicono i dati"

INSERITO DA ANGELA CECERE La lunga partita delle elezioni europee entra nel vivo e i partiti sono a caccia di big da candidare nelle circoscrizioni. Non fa eccezione il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, che ha da tempo avviato un 'casting' per mettere su delle liste competitive in vista del voto di giugno. Poche le certezze per ora. Una di queste, però, sembra essere la presenza dell'ex presidente dell'Inps Pasquale Tridico come capolista nella circoscrizione Sud. Contattato dall'Adnkronos, il padre del reddito di cittadinanza grillino conferma il 'corteggiamento' di Conte - che a dicembre aveva aperto alla possibilità di candidarlo - ma spiega di non aver ancora preso una decisione: "E' vero, Giuseppe Conte mi ha chiesto di candidarmi, a oggi però non sono candidato. C'è una valutazione in corso da parte mia, sto prendendo in considerazione questa possibilità ma per ora c'è nulla di ufficiale". Per avere una risposta toccherà aspettare ancora un po': "Mi sono preso qualche settimana di tempo, poi scioglierò la riserva". Quando gli viene chiesto quali battaglie porterebbe in Europa in caso di candidatura nelle file del M5S, Tridico si schermisce: "Non chiedetemi il programma elettorale...". Ma indica come faro politico-economico le misure adottate dal governo Conte durante il Covid: "La gestione di quella emergenza è stata un vero e proprio miracolo, peraltro in un momento tragico della storia del paese. Una fase in cui lo Stato ha fatto sentire la sua presenza". "Io giro l'Europa - prosegue l'ex presidente dell'Inps - e tanti mi dicono che per la prima volta l'Italia è stata un 'benchmark' nelle politiche sociali, nel trovare un compromesso tra sicurezza sociale, quella economica e tutela delle libertà individuali. Le restrizioni ci sono state, ma erano necessarie. Abbiamo avuto una grande crescita economica, frutto delle politiche messe in campo durante il 2020: politiche espansive, accompagnate dal blocco dei licenziamenti e misure di contrasto alla povertà. Questi provvedimenti hanno avuto un impatto molto positivo sulla ripresa. Basti pensare che nel 2018 non avevamo ancora recuperato i livelli di Pil 'ceduti' con la crisi finanziaria del 2009". Conte accusa il governo Meloni di aver smantellato le politiche sociali varate dal suo esecutivo: "Questo sono i dati a dirlo. Abbiamo visto che la riforma del reddito di cittadinanza ha dimezzato la platea dei beneficiari del vecchio reddito: siamo a circa 500mila famiglie mentre prima eravamo a 1,2 milioni di famiglie. In pandemia siamo arrivati a 1,9 milioni di famiglie percettrici. Ma prima e dopo la pandemia il numero ordinario dei beneficiari era pari a 1,2 milioni di famiglie", dice ancora all'Adnkronos Tridico, che nel 2018 fu presentato dall'allora capo politico M5S Luigi Di Maio come uno dei possibili ministri del futuro governo 5 Stelle (in squadra c'era anche Conte, inizialmente indicato per il ministero della Pubblica amministrazione). Per il Movimento 5 Stelle l'esecutivo di Giorgia Meloni sta conducendo una guerra contro i poveri: è d'accordo? "Ribadisco, sono i dati a parlare. L'Istat stima circa 2 milioni di famiglie in povertà e invece di aumentare gli sforzi per aiutare queste persone, li hanno ridotti. Non è una guerra alla povertà - chiosa Tridico - è una guerra ai poveri". (di Antonio Atte)

ADNKRONOS

 

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SEZ. POLITICA Pnrr, Meloni: "Al via nuovo anno di impegno straordinario, alimentare crescita Italia" "Concreta messa a terra del piano, ci attende un anno di grande lavoro"

17 Gennaio 2024, 11:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Pnrr, Meloni: "Al via nuovo anno di impegno straordinario, alimentare crescita Italia" "Concreta messa a terra del piano, ci attende un anno di grande lavoro"

INSERITO DA ANGELA CECERE “La cabina di regia di oggi apre un nuovo anno di impegno straordinario del governo per la concreta messa a terra del Pnrr, all’indomani del pagamento della quarta rata, della richiesta per il versamento della quinta e, soprattutto, dell’entrata in vigore del nuovo Piano italiano, che, tra le nuove misure, prevede uno stanziamento di oltre 12 miliardi per sostenere la produttività delle imprese e per rilanciare l’economia attraverso la tecnologia verde, per l’implementazione dei contratti di filiera e per la transizione ecologica e digitale dell’intera Nazione”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nel corso della cabina di regia sul Pnrr, oggi a Palazzo Chigi. “Ci attende un anno di grande lavoro che vedrà la cabina di regia Pnrr al centro dell’azione del governo per proseguire ad alimentare la crescita economica strutturale dell’Italia”, ha aggiunto Meloni. La premier ne ha parlato anche in un post su X. "Oggi, a Palazzo Chigi - ha scritto - la prima cabina di regia sul Pnrr del 2024. Un’occasione per fare il punto sugli importanti obiettivi raggiunti finora e su quelli futuri. Il lavoro di squadra che siamo riusciti a costruire in questi mesi ci ha consentito di chiudere il 2023 con un bilancio estremamente positivo". "Nel corso dell’ultimo anno - ha aggiunto la presidente del Consiglio - abbiamo ottenuto quattro grandi risultati. Primo: il completamento e la verifica degli obiettivi per il pagamento della terza rata. Secondo: la verifica e la rendicontazione degli obiettivi per chiedere la quarta rata, versata dalla Commissione europea. Terzo: il completamento della revisione del Pnrr con l’implementazione del Capitolo REPowerEU e l’approvazione del nuovo Piano da parte del Consiglio UE. Quarto: il raggiungimento degli obiettivi per la quinta rata e la presentazione della nuova richiesta di pagamento". "Abbiamo toccato così un doppio primato - ha rivendicato -: essere la prima Nazione in Europa non solo a presentare la richiesta e a ricevere dalla Commissione europea la quarta rata, ma anche a presentare entro il 2023 la richiesta per la quinta rata. Dobbiamo essere molto orgogliosi di questo traguardo, che non era affatto scontato. È un obiettivo che ha richiesto tanto impegno, ma il risultato finale è molto gratificante e ringrazio tutti, ad ogni livello, per il contributo che hanno dato. Il 2024 è un anno decisivo ed è necessario assicurare il massimo presidio dell’attuazione di tutte le misure concordate per il raggiungimento degli obiettivi previsti, anche in vista della presentazione della sesta e della settima richiesta di pagamento", ha concluso Meloni.

ADNKRONOS

 

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SEZ. POLITICA Ventura sbatte la porta, ma lo "show" non piace a Fratelli d'Italia Monaco: atteggiamenti irriguardosi nei confronti del partito

16 Gennaio 2024, 11:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Ventura sbatte la porta, ma lo "show" non piace a Fratelli d'Italia Monaco: atteggiamenti irriguardosi nei confronti del partito

INSERITO DA ANGELA CECERE Salerno. "In qualità di candidato al consiglio comunale di Salerno per Fratelli d’Italia alle ultime elezioni amministrative non posso non esprimere il mio disappunto per alcune immagini irriguardose, veicolate a mezzo social, nei confronti del partito Fratelli d’Italia immagini cui abbiamo assistito in queste ore. Un consigliere comunale, sedicente ex di FdI, e che apprendiamo avere costituito il gruppo Misto si è prodotto in una squallida scenetta durante la quale a favore di videocamera svitava una targhetta di Fratelli d’Italia sostituendola con una “gruppo misto”, non c’è che dire effettivamente una azione dalla grande incisività politica, condendo “l’azione politica” (unica di cui si ha memoria in questa consiliatura da parte del consigliere) con frasi ingenerose da parte di chi fino a ieri ha fatto parte di Fdi". Comincia così la nota a firma di Amedeo Monaco, candidato alle ultime elezioni amministrative di Salerno per Fratelli d'Italia. Nel mirino, l'addio del consigliere Ventura che ieri aveva annunciato l'adesione al Gruppo misto. "Il nostro ex consigliere forse non sa che comunità politiche come quella di FdI, precedute da quelle del dal MSI-DN e An poi, hanno storie che sono andate sempre oltre le piccolezze degli uomini compreso lo svitamento di qualche targhetta. Al consigliere in questione dico che egli è certamente consigliere comunale per suo merito e grazie al suo consenso, nessuno lo può mettere in discussione, ma lo è anche grazie alle altre decine di candidati che pur prendendo meno voti hanno fatto sì che lui rivestisse la carica di consigliere comunale in rappresentanza di Fratelli d’Italia tutta. Questo pur avendo aderito a Fratelli d’Italia a poche ore dalla presentazione delle liste e provenendo da esperienza politica diametralmente opposta a quella di FdI è evidentemente che il consigliere non ha avuto il tempo di capire cosa volesse significare aderire ad un partito come FdI dove le logiche non sono sempre perfettamente aderenti a quelle del “mercato delle vacche” del tipo “io do una cosa a te e tu dai una cosa me”, la pretesa di sempre maggiori spazi e gratificazioni politiche non hanno cittadinanza in FdI se non a seguito di comprovate doti di militanza e meritocrazia. Bene avrebbe fatto il consigliere ad essere orgoglioso di rappresentare FdI in seno al consiglio comunale pur avendo aderito al partito solo al momento della firma della candidatura, ricordo a me stesso essendo io ormai oltre gli “anta” una stagione in cui per candidarsi al consiglio comunale, anche di un piccolo paese, e rappresentare il MSI – DN prima ed AN poi bisognava che la propria candidatura passasse al vaglio di rigide valutazioni fatte da classi dirigenti che si premuravano di valutare, al di là del consenso, la compatibilità dei profili con i valori che il partito custodiva, risulta quindi evidente, in questa ottica, che “il consigliere svitatore” non era compatibile sin dall’inizio con un partito come FdI dove dovrebbero vigere e farla da padrone concetti come meritocrazia, lealtà e coerenza". conclude la lettera aperta di Monaco.

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SEZ. POLITICA In Forza Italia entrano Nanni Russo e Fragassi. Rubano: "Cresceremo ancora" Il deputato lancia le nuove sfide: "Prima le Europee poi la Regione. E nel Sannio Rocca e Città"

15 Gennaio 2024, 11:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA In Forza Italia entrano Nanni Russo e Fragassi. Rubano: "Cresceremo ancora" Il deputato lancia le nuove sfide: "Prima le Europee poi la Regione. E nel Sannio Rocca e Città"

INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Forza Italia rispolvera i vecchi fasti sanniti, e dopo l'elezione di due consiglieri provinciali Iachetta e Fuschini (assente per esigenze personali) festeggia in città con gli iscritti, che in totale toccano quota 2400 come spiega il deputato Francesco Maria Rubano e i nuovi ingressi, dal generale Dino Fragassi al ritorno di Nanni Russo. Tasselli importanti che tengono alte le ambizioni azzurre in provincia. “Avremo tanto – spiega Rubano – governeremo in Regione Campania, alla Rocca dei Rettori e nella città di Benevento, e ovviamente in tanti comuni del nostro Sannio. Ma lo faremo col merito e con la qualità: se decidessi io le candidature, ad esempio, mi farei sette o otto amici e settantasette scontenti... si deciderà con le primarie, ovviamente senza abbandonare chi poi arriva secondo. Se facessi promesse che non posso mantenere non andrei lontano: non sarà così. La nostra è una presenza che cresce: coltiviamo il rapporto con cittadini ed elettori quotidianamente e non gli voltiamo le spalle, infatti siamo qui e continueremo ad esserci”. Mentre è lanciata anche la sfida a De Luca, dopo gli attacchi di ieri al ministro Fitto: “I cittadini campani sono stanchi di un governo che bada soltanto agli interessi del caminetto e ai bisogni di Salerno o di Napoli e di un governatore che ormai è uno showman. Noi cambieremo rotta”.

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SEZ. POLITICA Elezioni regionali, tensione Lega-FdI: sulla Sardegna è muro contro muro Il Carroccio insiste su Solinas, ma il partito di Giorgia Meloni tira dritto su Truzzu e sabato ufficializzerà la candidatura

11 Gennaio 2024, 10:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Elezioni regionali, tensione Lega-FdI: sulla Sardegna è muro contro muro Il Carroccio insiste su Solinas, ma il partito di Giorgia Meloni tira dritto su Truzzu e sabato ufficializzerà la candidatura

INSERITO DA ANGELA CECERE Continua il muro contro muro tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni sulle elezioni regionali in Sardegna. La Lega, infatti, insiste per la conferma di Christian Solinas alla presidenza della Regione mentre Fratelli d'Italia punta su un altro cavallo, Paolo Truzzu, la cui candidatura sarà ufficializzata nel week end. ''Solinas? Per noi Truzzu è il candidato migliore'', taglia corto in Transatlantico, a Montecitorio, il deputato sardo e presidente della commissione Trasporti della Camera, Salvatore Deidda, che annuncia: ''Sabato a Quartu Sant'Elena, si terrà un convegno di Fdi, dove verrà presentata la candidatura di Truzzu come governatore e sono stati invitai anche gli alleati Fi e Lega''. Rampelli: "Solinas? Due anni fa in Sicilia FdI ha ceduto su Musumeci" Fabio Rampelli, spiega perché via della Scrofa tifa Truzzu: ''Ricordo che due anni fa in Sicilia ci sono state le regionali, c'era come governatore Nello Musumeci e gli alleati hanno ritenuto che non fosse idoneo per il secondo mandato. Alla fine Fdi, apprezzate le circostanze, ha dovuto cedere la posizione. Non solo ha ceduto, ma neanche ha potuto esprimere un candidato suo. Non capisco perché ci si stupisca, dopo aver colpito un governatore in carica due anni fa, del fatto che si vuole ragionare su soluzioni migliori per queste elezioni regionali...". Dalle parti della Lega ribadiscono che ''non si cerca di alzare il prezzo per ottenere compensazioni ma si resta su Solinas perché ha fatto bene sul territorio e squadra che vince non si cambia''. Allo stato, dunque, la Sardegna sembra diventata una partita a due, tra Lega e Fdi. Antonio Tajani, segretario nazionale di Fi, professa ottimismo: ''Sulle candidature alle regionali troveremo una soluzione, come sempre. E' dal 1994 che andiamo uniti, non c'è problema''. Salvini: "Giusto ricandidare amministratori uscenti, si spieghi no a Solinas" 'Per me i governatori della Lega che, secondo i dati, sono i più amati d'Italia sono un valore aggiunto, così come i sindaci della Lega. Ho incontrato Solinas per parlare di porti e aeroporti sardi. Gli italiani un anno e rotto fa hanno scelto il centrodestra unito per governare l'Italia e lo stanno apprezzando e sostenendo. Per me è sempre l'unità del centrodestra il valore più importante. E per me se un sindaco e un governatore hanno lavorato bene al primo mandato è giusto e naturale ricandidarli. Detto questo, non scelgo da solo, scegliamo tutti insieme. La cosa più semplice sarebbe ricandidare gli uscenti in tutte le Regioni dove ora si andrà a votare, visto che tutti hanno ben lavorato. Se qualcuno dice che non vuole candidare Tizio o Caio, mi deve spiegare perché e dove ha sbagliato", le parole di Matteo Salvini, ieri sera, a 'Cinque minuti' di Bruno Vespa. "Non mi interessano le compensazioni..." ha poi precisato alla domanda di Vespa su un piano B in caso di mancata candidatura di Solinas.

 ADNKRONOS

 

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SEZ. POLITICA Draghi, il candidato di tutti che non vuole farsi candidare L'ex presidente della Bce lavora per l'Europa ma senza entrare nelle dinamiche politiche

10 Gennaio 2024, 11:30am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Draghi, il candidato di tutti che non vuole farsi candidare L'ex presidente della Bce lavora per l'Europa ma senza entrare nelle dinamiche politiche

INSERITO DA ANGELA CECERE La presidenza del Consiglio Ue, dopo quella della Commissione. L'ipotesi di una candidatura per Mario Draghi questa volta viene rilanciata dal Financial Times, come opportunità offerta dal passo indietro di Charles Michel, dopo la scelta di candidarsi alle elezioni europee. Che il nome di Draghi circoli, e anche con una certa insistenza, ogni volta che si pensi a una scelta 'di peso' per un ruolo chiave in Europa è fisiologico, per autorevolezza, competenza e storia. E' l'uomo che più di tutti è stato capace di incidere sulla storia recente del Continente, difendendo e salvando l'Euro dalla più violenta crisi finanziaria che abbia mai dovuto affrontare. L'ha fatto da Presidente della Bce, con una interpretazione molto politica di un ruolo tecnico. Da Presidente del Consiglio, in Italia, è stato chiamato a tirare fuori il Paese da un'altra crisi, tutta politica, dopo l'implosione della maggioranza che sosteneva il secondo governo guidato da Giuseppe Conte. Si sarebbe poi volentieri spostato al Colle, da Presidente della Repubblica, prima che l'impasse in Parlamento non si risolvesse con un plebiscito per il secondo mandato di Sergio Mattarella. Nel percorso di Draghi c'è una linea di coerenza che ne ha sempre ispirato il comportamento: non fa politica e non si fa candidare dalla politica, o almeno non lavora per farsi candidare dalla politica. E' la colpa, peraltro, che gli attribuisce chi sostiene che abbia giocato male le sue carte proprio nella corsa al Quirinale. Ha ritenuto possibile, sbagliando valutazione, che intorno al lui si coagulasse il consenso necessario per essere eletto ma ha fatto poco, o nulla, perché questo avvenisse. Nell'ultimo anno la postura è stata la stessa. Con una formula che ricorre anche nelle ricostruzioni di parte, quelle che la stampa attribuisce a fonti a lui vicine: non è interessato ad assumere posizioni di vertice in Europa e, comunque, non sta in nessun modo favorendo o stimolando soluzioni del genere. Draghi ha le idee chiare rispetto a quello che l'Europa dovrebbe e potrebbe essere e quando ne ha l'opportunità lo dice con sufficiente chiarezza: "il modello di crescita europeo si è sostanzialmente dissolto, occorre inventarsi un modo diverso per crescere e per farlo l'Europa deve farsi Stato". Le parole utilizzate durante la presentazione del libro di Aldo Cazzullo 'Quando eravamo padroni del mondo' sono un programma ambizioso, che esprime insieme tutta la preoccupazione e l'interesse di Draghi per la sorte dell'Europa. Non solo. L'ex Presidente della Bce sta anche lavorando, nel quadro dell'incarico ricevuto dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per il Rapporto sulla competività, proprio per indicare la strada per fare passi avanti nella direzione indicata, come dimostra l'incontro in programma mercoledì a Milano con le aziende dell’European round table (Ert) for Industry. Arriveranno, nei prossimi mesi, nuove indiscrezioni e nuove potenziali candidature per Draghi ma la sua posizione resterà la stessa, quella di un candidato 'naturale' che non vuole farsi candidare. Altra cosa potrebbe essere valutare una 'investitura' a valle di un percorso che la politica dovrebbe fare in autonomia. Difficile che ci si arrivi, considerando gli interessi in gioco e l'incrocio delle legittime aspirazioni delle famiglie politiche europee e dei partiti nazionali.

ADNKRONOS

 

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SEZ. POLITICA Salvini: "Tommaso Verdini? Ragazzo in gambissima, non ho dubbi" Il ministro e vicepremier: "Ho avuto amici carissimi sputtanati sui giornali per settimane, Morisi, Savoini, poi è finito in niente, archiviato"

9 Gennaio 2024, 11:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Salvini: "Tommaso Verdini? Ragazzo in gambissima, non ho dubbi" Il ministro e vicepremier: "Ho avuto amici carissimi sputtanati sui giornali per settimane, Morisi, Savoini, poi è finito in niente, archiviato"

INSERITO DA ANGELA CECERE Tommaso Verdini ai domiciliari per il caso commesse Anas? "Non mi piace quando attaccano figli e mogli per motivi politici. Io non ho mai fatto mezzo favore a nessuno, gli appalti vanno ai più bravi, non sono mai stato sfiorato da nessuna indagine. Finire sui giornali per dichiarazioni di altri che millantano mi ha dato fastidio, non tanto per me. Conosco il fratello di Francesca ed è un ragazzo in gambissima, non ho nessun dubbio. Ho avuto amici carissimi sputtanati sui giornali per settimane, Morisi, Savoini, poi è finito in niente, archiviato". Così il ministro e vicepremier Matteo Salvini, interpellato da Rtl 102,5 dopo l'arresto di Verdini. Perché Tommaso Verdini è ai domiciliari Tommaso Verdini, figlio dell’ex parlamentare Denis Verdini, è agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Roma su commesse Anas. La stessa misura cautelare è stata disposta dal gip nei confronti di altre quattro persone mentre per altre due è scattata la misura interdittiva della sospensione per un anno dal servizio. Corruzione e turbativa d’asta in concorso sono le accuse contestate dalla Procura di Roma. Denis Verdini risulta indagato. Per altri due indagati è stata disposta una misura interdittiva di un anno. Nel luglio dello scorso anno Tommaso Verdini era già stato indagato dai pm capitolini che avevano disposto perquisizioni in varie parti di Italia per ricostruire il sistema di consulenze e appalti pubblici banditi dalla società di Stato che gestisce le arterie stradali del Paese e i cui vertici sono del tutto estranei alle indagini. L'inchiesta Commissioni di gara per l’affidamento di lavori per il risanamento strutturale di gallerie, per un importo complessivo di 180 milioni di euro. E' questo l'appalto finito sotto la lente degli inquirenti. In una nota la Procura capitolina spiega che "è stata data esecuzione a un'ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Roma, applicativa degli arresti domiciliari nei confronti di 3 imprenditori e 2 responsabili di una società di consulenza per i reati di corruzione e turbata libertà degli incanti. Per gli stessi reati è stata disposta, inoltre, la misura interdittiva della sospensione dallo svolgimento del pubblico ufficio nei confronti di un dirigente e un funzionario di Anas Spa., i quali avrebbero messo a disposizione di privati le proprie funzioni pubbliche - fornendo informazioni e documenti riservati ovvero avvicinando indebitamente membri delle commissioni di gara - al fine di garantire alle imprese rappresentate dagli odierni arrestati l'affidamento di lavori per il risanamento strutturale di gallerie, per un importo complessivo di 180 milioni di euro’".

 ADNKRONOS

 

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SEZ. POLITICA Schlein: "Competizione con Conte? Avversario del Pd è il governo" La leader dem a In Onda: "Nel centrodestra bravi a nascondere i problemi, ma da noi si discute perché non è un partito personale"

8 Gennaio 2024, 11:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Schlein: "Competizione con Conte? Avversario del Pd è il governo" La leader dem a In Onda: "Nel centrodestra bravi a nascondere i problemi, ma da noi si discute perché non è un partito personale"

INSERITO DA ANGELA CECERE Nel centrodestra "i problemi sono tanti" vedi il fatto che Fratelli d'Italia abbia candidato il sindaco di Cagliari con una scelta di Giorgia Meloni" vedi "la crisi con la Lega. Anche la destra ha molte divisioni, sono sicuramente più bravi di noi a nascondere, ma la polvere non resta sotto il tappeto a lungo e sta venendo fuori tutta insieme". Così la segreteria del Pd, Elly Schlein, ospite di 'In onda', su La 7. "Penso che sia positivo che nel nostro partito si discuta, gli altri sono partiti personali dove non c'è dibattito, c'è un capo che decide", spiega quindi la numero uno dem. Siamo la prima forza di opposizione, sentiamo questa responsabilità, sappiamo di non essere autosufficienti, ma sul salario minimo siamo stati in grado di unire le opposizioni", ha detto ancora, rispondendo che "il nostro avversario è il governo in carica" alla domanda su una eventuale competizione con Conte. "Noi sappiamo anche un'altra cosa - aggiunge con riferimento al tema dell'unità tra le opposizioni - cioè che non si può costruire un'alternativa a queste destre prescindendo dalla comunità democratica e dal Partito democratico, quindi insomma capiamo che stiamo andando verso le europee, dove si vota con il proporzionale, quindi ogni forza politica è portata anche a far emergere le proprie differenze che ci sono rispetto agli altri, non dimentichiamo però che abbiamo delle sfide amministrative regionali, dove sarebbe importante frenare l'ascesa di questa destra e far capire che questa destra è battibile e io ne sono convinta, lo abbiamo visto a Foggia, dove abbiamo fatto esattamente l'identico sforzo e non è che nel dibattito politico mancassero anche lì delle differenze tra noi". "Il nostro avversario è un governo che è pienamente in carica e con le sue scelte di questo anno e pochi mesi sta già facendo male al paese perché sta rallentando l'attuazione del Pnrr, sappiamo che i sindaci ci chiamano che sono in difficoltà perché avevano detto che avrebbero ricevuto le risorse del Pnrr con altre e non sanno ancora nulla, quindi abbiamo dei progetti già avviati, su cui c'è un'incertezza totale", ha detto la dem. Sul fronte Rai, continua la dem, "abbiamo visto una prova di occupazione, in ogni posizione all'interno del servizio pubblico e in particolare della pubblica informazione da parte di Fratelli d'Italia, da parte di questo governo da quando si è insediato". "Io continuo a pensare che serva una riforma e una riforma che renda davvero libero il servizio pubblico dal condizionamento dei partiti della Rai e dai partiti della politica perché credo davvero che la Rai meriti questo per aumentare anche l'efficienza e la qualità del servizio pubblico e penso che Meloni debba essere l'ultima premier che proceda alla lottizzazione della Rai, so che era un male antico, non do tutta la responsabilità a questo governo, ma questo governo ne ha fatto un uso massiccio", aggiunge la leader dem. Per quanto riguarda la situazione a Gaza, "ho ho sempre ritenuto che la brutalità che Hamas ha dimostrato gli attacchi terroristici di ottobre non giustifichi l'altra brutalità sui civili palestinesi, perché Hamas non è la popolazione palestinese, ma quando arrivi a decine di migliaia di morti civili vuol dire che si è andato ben oltre ciò che è il diritto di difesa, rispetto agli attacchi terroristici di Hamas", ha detto Schlein, rispondendo a una domanda sul conflitto in Medio Oriente. "Su questo la comunità internazionale non può stare a guardare e deve intervenire per chiedere un cessato di fuoco e per permettere al tavolo degli interlocutori di creare un percorso di pace e che faccia finire questo conflitto che rischia di allargarsi anche ad altri paesi della regione", sottolinea

 ADNKRONOS

 

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SEZ. POLITICA Ddl Concorrenza, Piero De Luca contro il Governo dopo i rilievi di Mattarella Il deputato Pd: criticità simili alle concessioni demaniali marittime, basta demagogia

3 Gennaio 2024, 11:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Ddl Concorrenza, Piero De Luca contro il Governo dopo i rilievi di Mattarella Il deputato Pd: criticità simili alle concessioni demaniali marittime, basta demagogia

INSERITO DA ANGELA CECERE Salerno. "Ennesimo pasticcio del governo nella legge annuale per il mercato e la concorrenza 2022. In sede di promulgazione, il presidente Mattarella ha formulato rilievi molto netti sull’articolo 11 della legge, in materia di concessioni per il commercio su aree pubbliche. L'ennesima proroga automatica delle stesse è chiaramente incompatibile con i princìpi europei e costituzionali di concorrenza". Ad affermarlo, il deputato del Partito democratico Piero De Luca. "Le criticità sono simili a quelle delle concessioni demaniali marittime, su cui pure la destra, dopo anni di demagogia e false promesse, non ha fatto nulla finora, prendendo in giro tutti e penalizzando proprio gli operatori del settore. Il nostro Paese ha bisogno di un governo serio, che si assuma le proprie responsabilità per dare certezze a tutti i soggetti interessati, senza aprire ogni giorno nuovi fronti di tensione e conflitto con l'Europa. Questo atteggiamento infantile non fa altro che danneggiare gravemente anche i concessionari uscenti e scaricare in modo pericoloso le criticità sugli amministratori locali. La misura è colma", il monito del capogruppo Pd in commissione Politiche Ue della Camera.

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SEZ. POLITICA Capodanno Biella, Delmastro: "Non ho visto nulla, vorrò sentire la ricostruzione di Pozzolo""Che abbia sparato o no la pistola appartiene a lui"

2 Gennaio 2024, 11:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Capodanno Biella, Delmastro: "Non ho visto nulla, vorrò sentire la ricostruzione di Pozzolo""Che abbia sparato o no la pistola appartiene a lui"

INSERITO DA ANGELA CECERE "Non mi sono accorto di nulla. Era l’una passata, la festa era finita. Quando sono rientrato ho sentito la moglie del mio agente urlare. Poi mi hanno raccontato che era partito un colpo di pistola. Ho scoperto dopo che la pistola era di Pozzolo. Alla festa c’erano dei bambini, potevano farsi male". Così, al Corriere della Sera, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, deputato di Fratelli d’Italia, presente alla festa di Capodanno organizzata alla pro loco di Rosazza, a Valle Cervo nel biellese, dalla sorella Francesca, sindaca del paese. A festa finita, è la ricostruzione di Delmastro, "eravamo pronti per tornare a casa. Io sono uscito per caricare la macchina, ero a 300 metri di distanza, nel piazzale. Quando sono tornato ho trovato il ragazzo ferito e la moglie in preda al panico". Che il deputato vercellese di FdI, Emanuele Pozzolo, avesse con sé un'arma, "non ne ero a conoscenza" e "sulla dinamica, non essendo presente, non ho nulla da dire. Certo, che abbia sparato o no, la pistola appartiene a Pozzolo e quindi non posso che confermare quanto accaduto". "Vorrò sentire cosa sia successo anche dalla sua ricostruzione - aggiunge riferendosi a Pozzolo - chi era presente mi ha raccontato che aveva tirato fuori l'arma, una pistola grande quanto un accendino, per mostrarla. Poi è partito il colpo accidentalmente", e "ora aspettiamo le indagini della procura". In un'intervista a La Repubblica Delmastro si dice "basito. Gli ho detto di venire, ma mai avrei immaginato che portasse una pistola. E poi poteva andare in ventimila posti e invece è venuto proprio lì... Se l’avessi immaginato gli avrei detto di non venire". Alla festa di Capodanno Pozzolo non era inizialmente invitato. "È passato davanti alla Pro Loco, ha riconosciuto le macchine della mia scorta e l’auto di mia moglie, e ha intuito che potevamo essere lì... Mi ha chiesto se più tardi poteva passare per un brindisi e io ovviamente gli ho detto di sì". Nessun Capodanno insieme dunque. "Per niente. Lui ha solo chiesto se poteva venire dopo, e infatti è arrivato verso mezzanotte e mezza, forse un quarto all’una, quando Capodanno era già passato, non ha fatto il brindisi con noi. E su Facebook ci sono le foto di lui che festeggia con la sua famiglia", sottolinea Delmastro che alla domanda 'Lei gira armato?' risponde: "Ma sta scherzando? Nessuno della mia famiglia ha mai avuto un’arma perché io ho il terrore delle armi".

ADNKRONOS

 

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