Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Fratelli d'Italia cresce e aumenta il vantaggio sul Pd, che cala e viene avvicinato dal Movimento 5 Stelle. E' il quadro delineato dal sondaggio Swg che fotografa le intenzioni di voto per il Tg La7 oggi, 18 dicembre 2023. Il partito del presidente del Consiglio Giorgia Meloni guadagna lo 0,3% e sale al 28,5%. Fratelli d'Italia aumenta il vantaggio sul Pd di Elly Schlein che cede lo 0,2% e si attesta al 19,4%. In ascesa il M5S di Giuseppe Conte, che passa dal 16,4 al 16,8%. Passo indietro della Lega, che scivola dal 9,4% al 9,1% mentre Forza Italia rimane stabile al 7,2%. Azione guadagna lo 0,1% e ora vale il 3,7%. Stesso passo avanti per Verdi e Sinistra, accreditati del 3,4% come Italia Viva, che guadagna lo 0,2%. Seguono +Europa al 2,6%, Per l'Italia con Paragone all'1,7%, Unione Popolare all'1,4% e Noi Moderati all'1,3%.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Si è svolto lo scorso sabato 16 dicembre, presso la Casa del Popolo di Ponticelli, a Napoli, il terzo Congresso regionale di Sinistra Italiana della Campania. Nel corso del dibattito sono intervenuti esponenti delle forze politiche progressiste e di centro sinistra, espressioni dell'associazionismo e della società campana, delegati e delegate. E' stata riaffermata la volontà, già manifestata con il Congresso nazionale, di procedere alla riorganizzazione del Partito e di contribuire alla ricostruzione di un campo politico alternativo alla destra, partendo dai temi dei diritti sociali, dell'ecologia, della pace, della redistribuzione delle ricchezze. Al termine del Congresso l'assemblea ha riconfermato Tonino Scala come coordinatore regionale di Sinistra Italiana e Raffaele Aurisicchio come Presidente dell'Assemblea regionale del Partito.
INSERITO DA ANGELA CECERE La sedia lasciata vuota da Viktor Orban mentre gli altri 26 leader del Consiglio europeo votano il via libera ai negoziati per l'adesione di Ucraina e Moldavia alla Ue è l'istantanea della prima, lunga giornata del summit di Bruxelles. Alla fine il primo ministro ungherese, che aveva agitato lo spauracchio del veto, decide di alzarsi dal tavolo e di non partecipare a una votazione che i vertici della Ue definiscono "storica" ma che per il capo del governo di Budapest è semplicemente "pessima". Giorgia Meloni, dal canto suo, esprime apprezzamento per l'esito del voto e rivendica il ruolo negoziale svolto dall'Italia. Ieri mattina, infatti, a margine dei lavori del Consiglio, la premier ha avuto un faccia a faccia con Orban, il quale prima aveva incontrato i presidenti del Consiglio e della Commissione Ue, Charles Michel e Ursula von der Leyen, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Il pressing dei big della Ue ha così scongiurato il veto dell'Ungheria, che ha potuto 'consolarsi' con gli oltre 10 miliardi di euro di fondi di coesione sbloccati dalla Commissione. Ucraina, la soddisfazione di Palazzo Chigi In serata da Palazzo Chigi filtra "grande soddisfazione" per i "concreti passi avanti" nel processo di allargamento raggiunti al Consiglio europeo per Ucraina, Moldova, Georgia e Bosnia Erzegovina. Secondo Meloni si tratta di un risultato "di rilevante valore per l'Unione Europea e per l'Italia", che arriva alla fine di un "negoziato complesso" in cui Roma ha giocato "un ruolo di primo piano" nel sostenere attivamente sia paesi del Trio orientale sia la Bosnia Erzegovina (la cui causa è stata perorata con grande forza dal governo italiano) e i Paesi dei Balcani occidentali. "Fare politica estera vuol dire parlare con tutti", sottolineano fonti di governo, ripercorrendo la girandola di incontri avuti da Meloni a Bruxelles sinora. Il più significativo quello della notte tra mercoledì e giovedì nel sala bar dell'Hotel Amigo, dove la leader di Fratelli d'Italia ha avuto un lungo scambio di vedute con Macron, davanti a un calice di vino rosso. Un incontro informale al quale si è aggiunto in un secondo momento anche Scholz. La discussione a Bruxelles sull'allargamento ella Ue "è stata lunga, ha mostrato piena consapevolezza del significato storico della decisione odierna con molti riferimenti al passato e al futuro", evidenziano fonti diplomatiche, spiegando che le conclusioni sull'allargamento sono state approvate con l'aggiunta di alcune modifiche fra cui "un significativo passaggio" sulla Bosnia Erzegovina che esprime la volontà dell'Ue di aprire i negoziati di adesione con una chiara prospettiva temporale e precise indicazioni procedurali. Patto di stabilità, partita aperta Chiuso il capitolo dell'allargamento, il capo dell'Eliseo e quello del Bundeskanzleramt saranno per Meloni gli interlocutori in un'altra, difficile partita che al momento resta ancora aperta, quella della riforma del Patto di stabilità. Il dossier dovrebbe essere chiuso la settimana prossima, in assenza di sorprese. Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, che ha la presidenza di turno del Consiglio Ue, ha detto che ritiene "possibile" chiudere la riforma entro fine anno. Mercoledì 20 dicembre è convocato un Ecofin straordinario in videoconferenza: dovrebbe trattarsi dell'ultima riunione sulla materia, "in linea di principio", riferisce una fonte Ue. Quindi, ci si attende che sia risolutiva. Sulla riforma del patto di stabilità "credo che si debba trovare un compromesso equo, che non penalizzi l'Italia e neanche la Francia, che ha una visione molto simile alla nostra. Dobbiamo avere degli obiettivi realizzabili", altrimenti "significa prendersi gioco dei cittadini e dell'Europa", ha sottolineato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, anche lui ieri a Bruxelles per il pre-vertice del Partito popolare europeo.
'INSERITO DA MIKI PAPPACODA Opposizioni potevano ratificarlo'. Schlein: 'Gioco delle 3 carte'. La premier alla presentazione del libro fotografico dell'Agenzia Un anno di grandi tragedie, segnato da guerre, disastri ambientali, fatti di cronaca che hanno sconvolto l'Italia. Un anno dominato dalla paura del futuro, che però non è riuscito ad annientare la speranza, la voglia di vita, di gioire, di stare insieme, nello sport come nei grandi avvenimenti dello spettacolo. È il 2023 immortalato in Photoansa, il libro fotografico della prima agenzia italiana presentato al Maxxi di Roma. Alla presentazione è intervenuta la premier Giorgia Meloni.
Giorgia Meloni resta in trincea sul Mes. "Non è un totem ideologico", dice ingaggiando una sfida dialettica con Elly Schlein. La premier accusa di "strumentali" obiezioni la segretaria del Pd, che a sua volta ribatte imputando al governo di fare un "gioco delle tre carte", al termine del quale "si rimangerà la promessa elettorale" di non ratificare le modifiche al Meccanismo europeo di stabilità. Il momento della verità, su un atto che non vede tutta la maggioranza perfettamente allineata, è destinato nuovamente a slittare, almeno all'inizio del 2024. Prima, a Palazzo Chigi attendono l'esito del negoziato sul Patto di stabilità, e la presidente del Consiglio vede "spiragli per una soluzione seria", in una trattativa che definisce "aperta e molto serrata".
Di più preferisce non aggiungere Meloni,intervenendo alla presentazione di Photoansa 2023, all'inizio di una settimana che la porterà a Bruxelles per un Consiglio europeo inevitabilmente focalizzato (anche se non è formalmente all'ordine del giorno) sulle nuove regole della governance finanziaria dell'Ue. La posizione italiana, spiega la premier, "è chiara, viene compresa e rispettata": punta a ottenere l'esclusione degli investimenti per la transizione verde e digitale, e per la Difesa, dal calcolo del debito. "Non si può punire chi investe", è la sintesi della leader di FdI, "e non ci si può chiedere di dire sì a un Patto di stabilità che non questo governo, ma nessun governo italiano potrebbe rispettare".
Nella "logica a pacchetto" su cui Roma ha impostato la sua strategia, la ratifica del Mes da parte dell'Italia (l'unica che manca fra i Paesi dell'Eurozona) è diventata una leva negoziale. Nella Lega resta una certa rigidità e si attende un'indicazione di Meloni. "Come Forza Italia siamo favorevoli all'approvazione del Mes ma non c'è una grande fretta", puntualizza il vicepremier Antonio Tajani. Così slitterà ancora la discussione in Aula alla Camera: è prevista per giovedì ma come quarto punto all'ordine del giorno di lavori che saranno con ogni probabilità dedicati allo scontato voto di fiducia sul decreto anticipi.
Prima di Natale è attesa a Montecitorio la manovra (ma anche i suoi tempi sono incerti), e quindi del cosiddetto fondo salva-Stati si riparlerà solo nel 2024. "Non è possibile per ragioni ideologiche bloccare tutto il resto d'Europa sulla ratifica di un trattato", la frase di Schlein che "fa sorridere" Meloni. "Forse non sa che il Mes esiste, chi lo vuole attivare lo può tranquillamente attivare" osserva la premier, chiedendo alle opposizioni perché non lo abbiano ratificato mentre erano da "4 anni al governo". "Forse - aggiunge - bisogna interrogarsi sul perché, in un momento in cui tutti facciamo i salti mortali per reperire risorse, nessuno vuole attivarlo: questo sarebbe il dibattito da aprire. Quando saprò quale è il contesto nel quale mi muovo saprò anche che cosa secondo me bisogna fare del Mes".
"Rimane solo l'Italia, perché la destra è prigioniera della sua propaganda ideologica", la controreplica della segretaria dem: "Siamo comunque convinti che anche questa pantomima finirà e Meloni si rimangerà anche questa promessa elettorale, come è finita per le accise sulla benzina, sui tagli alle pensioni e alla sanità". Senza la ratifica da parte dell'Italia, non entra in vigore la nuova funzione del Mes come backstop, ossia di rete di sicurezza finanziaria al Fondo di risoluzione unico nel sistema di gestione delle crisi bancarie. "È stupefacente come la premier non abbia ancora capito che cos'è il Mes - afferma Luigi Marattin (Iv) -. Continua a credere che sia una sorta di scrigno a disposizione di chi lo desidera, presumibilmente perché annoiato e non ha altro da fare. La presidente ancora non ha capito che il Mes è uno strumento di assoluta emergenza". Le prossime puntate dello scontro premier-opposizioni sono attese alla Camera e mercoledì al Senato, dove si dibatterà sulle comunicazioni di Meloni prima del Consiglio Ue.
"E' giusto continuare a sostenere l'Ucraina - ha detto poi la presidente del Consiglio intervenendo alla presentazione di Photoansa 2023 -, banalmente perché se consentiamo che saltino le regole del diritto internazionale gli scenari di crisi si moltiplicheranno". "Sento parlare di risultati nell'avanzata ucraina inferiori a quanto immaginato ma credo che si debba tenere in considerazione che Kiev ha liberato gran parte del suo territorio e che oggi è inimmaginabile un'ipotesi di invasione totale dell'Ucraina. Doveva essere una guerra lampo e questa stoica resistenza degli ucraini, avvenuta grazie anche ai paesi occidentali, ha allontanato la guerra da noi perché se quella invasione lampo fosse riuscita ci saremmo trovati una guerra più vicina a casa, perché la Russia non si sarebbe fermata".
"Penso che dobbiamo essere riconoscenti al popolo ucraino e dobbiamo essere fieri del lavoro fatto, ma anche consapevoli della stanchezza che c'è nelle nostre opinioni pubbliche e che nessuno ha mai negato. E questa è la ragione per cui mentre sosteniamo l'Ucraina, dobbiamo essere efficaci nella capacità di dare risposte alle nostre società sulle conseguenze del conflitto". ANSA
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. In relazione al mancato invito alla riunione del Partito democratico con l'onorevole De Luca e i candidati al Consiglio Provinciale, il presidente della Provincia, Rizieri Buonopane, dichiara quanto segue; “Mi trovo costretto a smentire con forza quanto sostenuto dalla segreteria provinciale del Partito Democratico, in relazione al mancato invito alla riunione con i candidati al Consiglio Provinciale e l’onorevole Piero De Luca. Incontro, che si è tenuto nei giorni scorsi, a cui hanno preso parte vari esponenti del partito, fatta eccezione per il sottoscritto. Nonostante sia il presidente della Provincia, espressione del Partito Democratico, la segreteria provinciale ha ritenuto di non dovermi invitare. Eppure, si parlava di Provincia, di elezioni provinciali, insieme ai candidati della lista del Pd con alcuni dei quali – gli eletti, ma spero anche con chi non riuscirà ad agguantare uno scranno – dal 18 dicembre prossimo avrò il piacere e l’onore di collaborare. La segreteria provinciale ha provato a giustificarsi, affermando una clamorosa falsità, sostenendo di averlo fatto per rispettare la mia volontà di essere al di sopra delle parti. Una bugia pura. La pezza è stata peggiore del buco". "Mi spiego - continua Buonopane - quando ho detto a più riprese di volere essere super partes (e questo è noto a tutti nella grande famiglia del Pd) era riferito alla scelta dei candidati. Credo che sia sotto gli occhi di tutti l’inopportunità di indicare qualche candidato da presidente della Provincia e, peraltro, con consiglieri uscenti che si ripropongono all’elettorato e con i quali ho collaborato. Insomma, qualcuno nella segreteria provinciale non ha voluto invitarmi, forse dietro suggerimento, cercando di difendersi con una assurda falsità. Siamo al ridicolo. Non riusciranno a mettermi alla porta. Qualcuno lo spera e ci sta provando con tutte le sue forze. Sono e resterò convintamente del Partito Democratico. Sono contro l’azione di questa segreteria provinciale che lavora ad escludere e non ad includere. Assurdo. E’ questa l’occasione anche per ribadire che non sono contro il governo della Regione Campania. Qualcuno sta tentando di far valere una narrazione diversa a Salerno e a Napoli, sostenendo la mia ostilità all’amministrazione De Luca. Falso anche questo. Mi dispiace per loro: con la Regione c’è una stretta collaborazione istituzionale, fatta di azioni concrete, di condivisione di progetti. Eventuali critiche da parte del sottoscritto sono dettate, esclusivamente, dalla determinazione di tutelare il territorio e le comunità irpine. Così come è avvenuto sul dimensionamento scolastico”.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA «Il governo non sta sbagliando un colpo», parola di Arianna Meloni, sorella del premier Giorgia Meloni e responsabile nazionale per il tesseramento di Fratelli d'Italia. «Il governo sta andando bene, non sbaglia un colpo - ha detto Arianna Meloni nel suo intervento al congresso provinciale del partito a Salerno -. Va bene Giorgia è un fenomeno ma siamo bravi anche noi. Anche se provano ad attaccarci in ogni modo, anche sul terreno personale e se ogni giorno la salita sembra più dura. Il Governo sta lavorando senza sbagliare un colpo, sicuramente abbiamo smesso di buttare i soldi dalla finestra, ci siamo messi al lavoro aiutando le imprese, le famiglie, quello che rimangono indietro». LEGGO.IT
INSERITO DA MORENA MOTTA Passa da tre a un solo anno il periodo di decontribuzione per le donne lavoratrici con figli. La segretaria del Pd: "Meloni colpisce le donne, non le aiuta". Mef: la norma originaria era per un anno Passa da 3 a 1 anno il periodo di decontribuzione per le mamme lavoratrici con 2 figli previsto nella Manovra. Una errata corrige inviata venerdì dal governo in Senato cambia, infatti, il comma 2 dell'articolo 37 della legge di bilancio, prevedendo che lo sgravio contributivo (al 100% fino a 3mila euro e fino al decimo anno di età del figlio più piccolo) per le mamme con due figli sia solo fino al 31 dicembre 2024 e non fino al 2026. Resta invece triennale quello previsto per le mamme dipendenti a tempo indeterminato con tre figli fino al 18esimo anno di età del figlio. La segretaria Pd Elly Schlein: "Il governo sta tradendo tutte le promesse". Schlein: "Meloni colpisce le donne, non le aiuta" Sulle misure predisposte da questa Manovra per le donne va all'attacco la segretaria del Pd Elly Schlein che, intervistata da Corrado Formigli all'evento "Elle active!" all'Università Cattolica di Milano, dice: "Critico spesso questo governo perché volta le spalle alle donne nelle scelte che fa. Cosa fa il governo guidato per la prima volta da una premier donna? Colpisce le donne sulle pensioni e tradisce le promesse sui nidi". "Il premier non si batte per le altre donne" E aggiunge: "C'è una bella differenza tra la leadership femminile e femminista. Sono diverse, e penso che la leadership femminile non basti e forse quello che stiamo vedendo al governo ne è la dimostrazione, perché non ce ne facciamo niente di una premier donna se non si batte tutti i giorni per portare con sè le altre donne, per migliorare la condizione di vita e di lavoro di tutte le altre donne del Paese". "Il governo sta tradendo tutte le promesse" Inoltre, il segretario Pd attacca Palazzo Chigi a tutto campo sul tema Manovra e spiega: "Penso che stiano tradendo una per una tutte le promesse. Giorgia Meloni è impegnata a presentare il suo pasticcio di riforma costituzionale come la madre di tutte le riforme mentre volta le spalle alle madri e ai padri nel momento in cui aumenta le tasse sui pannolini, sui prodotti per l'infanzia, sugli assorbenti. Volta le spalle alle nonne e ai nonni perché fanno cassa sulle pensioni, perché non mettono risorse sulla non autosufficienza, perché tagliano sulla sanità". E ancora: "Quindi noi come Pd continueremo a insistere sulla difesa della sanità pubblica, sulla scuola pubblica perché voltano le spalle anche alle figlie e ai figli. Perché il diritto allo studio manca completamente in questa Manovra". Mef: la norma originaria era per un anno In merito alla modifica della misura, il ministero dell'Economia ha diffuso una nota per specificare i motivi del cambiamento: "La lettera al presidente La Russa con la richiesta di correzione della norma sulla decontribuzione per le madri con due figli ha lo scopo di rendere coerente il testo trasmesso al Senato con la relazione tecnica e (soprattutto) con il testo approvato in Cdm il 16 ottobre, come comunicato con nota del Mef. La norma originaria approvata ha sempre previsto un anno di copertura di decontribuzione per le madri lavoratrici con due figli e tre anni in via sperimentale per le donne con tre figli (o più)". TGCOM24
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA La doccia gelata da Schlein sul terzo mandato: "Non è previsto dalla legge. Vincenzo De Luca ricordo che è stato eletto per la prima volta nel 1993, quando io avevo 8 anni"Vincenzo De Luca, ospite di Dritto e Rovescio su Retequattro, ha ribadito la volontà di ricandidarsi, nonostante il divieto vigente del terzo mandato, alla presidenza della Regione Campania: "Intendiamo completare il programma che stiamo sviluppando. Abbiamo 15 ospedali nuovi da completare, il sistema dei trasporti, il piano per l'autonomia idrica", il programma del governatore, che non teme neppure i possibili rivali alla presidenza. "Noi siamo buoni samaritani, accogliamo a braccia aperte tutti quelli che si vogliono candidare". La doccia gelata da Schlein "Il terzo mandato in questo momento non è previsto dalla legge. So che Vincenzo De Luca ha scritto un libro, ricordo che è stato eletto per la prima volta nel 1993, quando io avevo 8 anni. Il titolo giusto del libro dovrebbe essere "grazie Pd". Il Pd è una grande comunità non è la sua segretaria, e sarebbe giusto ringraziarlo", è la riposta della segretaria del Pd Elly Schlein a Che Tempo che fa. "L'annuncite" difetto del governo Meloni "Gran parte degli attuali dirigenti del Pd- è la risposta di De Luca - ha interesse ad avere mezze pippe al fianco perchè, come diceva Gramsci, occorre fare il deserto per emergere e distinguersi. E questo è il risultato". Riguardo al governo Meloni, secondo De Luca "ha maturato il vizio di quelli precedenti: l'annuncite, si annunciano cose che poi scompaiono. Gli extra profitti delle banche da tassare, gli asili nido gratuiti, la flat tax, il tempo di lavoro ridotto... tutto scomparso. C'è solo una misura importante: la riduzione del cuneo fiscale, che però vale solo per un anno e dunque non produrrà benefici e i 15miliardi per tagliarlo sono altri debiti che lasciamo a quelli che verranno dopo. Ma era proprio necessario inondare l'Italia di promesse che non si potevano mantenere?".NAPOLITODAY
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Come sta Marta Fascina? L'ex compagna di Silvio Berlusconi parla dell'amore per il Cavaliere e il suo futuro nella politica. Parole arrivate a seguito dell'intervista a cura di Bruno Vespa. Un incontro tra i due per l'uscita del nuovo libro, a novembre, del giornalista «Il rancore e la speranza». In primis, Marta Fascina resta in Parlamento. L'ultima compagna di Silvio Berlusconi non ha alcuna intenzione di lasciare la politica. «Sono un deputato alla seconda legislatura. Come ho sempre detto, seguo e faccio politica fin da adolescente. Continuerò a svolgere il mandato che mi hanno conferito i cittadini. La mia assenza è stata motivata da una sofferenza indescrivibile». LEGGO.IT
INSERITO DA ANGELA CECERE Il campo largo, anzi in questo caso 'larghissimo', funziona con le elezioni a Foggia dove la civica Maria Aida Episcopo - sostenuta da una coalizione composta da Pd, Italia Viva, Azione e M5S - è in vantaggio a scrutinio ancora in corso. Non basta invece il fronte ampio a sostegno di Marco Cappato a strappare il seggio simbolo di Monza-Brianza, lo 'storico' di Silvio Berlusconi, al centrodestra che elegge senatore l'azzurro Adriano Galliani. La campagna nel seggio brianzolo era stata animata da un dura polemica del Pd locale che non aveva condiviso la scelta di Elly Schlein di privilegiare l'unità della coalizione con Azione, Avs e M5S su Cappato a fronte della possibilità di candidare un esponente dem del territorio. Tanto che il sindaco Pd, Paolo Pilotto, vincitore alle amministrative a Monza appena un anno fa, nei giorni scorsi aveva fatto sapere che non avrebbe votato alle suppletive. E viene stigmatizzata anche la mancata presenza dei leader per la campagna elettorale: Calenda, Conte e Schlein non si sono fatti vedere. "Sapevamo sarebbe stata una sfida molto difficile, della quale mi sono assunto pienamente la responsabilità, quindi anche della sconfitta", dice a caldo Cappato. Luci e ombre nelle prove di coalizione Insomma, luci e ombre nelle prove di coalizione alternativa al centrodestra, obiettivo dichiarato e ribadito di Elly Schlein. Se i risultati finali confermeranno la vittoria a Foggia potrebbe essere un buon viatico per stringere accordi anche in vista delle amministrative 2024 quando saranno quasi 4000 i comuni al voto. Resta sempre sullo sfondo il dato pesante dell'astensionismo: nella suppletiva di Monza il crollo è stato verticale, ma anche a Foggia c'è un arretramento nonostante, rispetto alla passata tornata, si sia votato in due giorni anziché in uno soltanto. Trento e Bolzano, Marcucci avverte Italia Viva: "Lista unica o irrilevanza" Quanto alla tornata elettorale nelle province di Trento e Bolzano, il riflesso in chiave nazionale - ed in vista delle elezioni europee- arriva sulle vicende del 'fu' Terzo Polo come lo definisce Andrea Marcucci. "Il risultato elettorale del fu Terzo polo in Trentino Alto Adige, è disastroso, sia per Azione che per Italia Viva. Se hanno scelto di diventare irrilevanti, la strada intrapresa è quella giusta. Lista unica o irrilevanza. Pensateci, può essere l'ultima chiamata", scrive su twitter. Condivide Sandro Gozi: "Unità o irrilevanza. Scegliete. Noi abbiamo scelto da tempo: Renew Europe vuol dire unità". Replica Ivan Scalfarotto di Iv: "All’amico Andrea Marcucci dico che le sue considerazioni sul Terzo Polo sono condivisibili. Noi di Italia Viva, pur avendo ottenuto un risultato migliore di Azione a Trento, lo abbiamo sempre pensato e per questo abbiamo dato a Carlo la nostra disponibilità per correre insieme alle europee: il problema è la volontà di Calenda, non di Italia Viva". Domani ci sarà un nuovo capitolo del tumultuoso rapporto tra Azione Iv. Dopo il divorzio al Senato la scorsa settimana con il cambio del nome al gruppo - voluto da Renzi e contestato da Calenda - il presidente Ignazio La Russa vedrà il renziano Enrico Borghi e Mariastella Gelmini di Azione per "un componimento amichevole prima di dover operare per quanto di sua competenza", spiegava nei giorni scorsi il portavoce di La Russa, Emiliano Arrigo. Ma a sentire Iv di 'amichevole' non c'è molto: "Per noi -dicono i renziani - si tratta di un passaggio formale ma la decisione è presa. Azione non ha modo di ribaltare quanto deciso dal gruppo a maggioranza. L'unico strumento che ha Calenda è il ricorso al Tar, non ha altri appigli". Schlein: "Uniti si vince" “Grande gioia per la vittoria di Maria Aida Episcopo e della nostra coalizione, Foggia rialza la testa dopo sette anni di malgoverno e lo scioglimento per mafia. È a dimostrazione che uniti si vince, l’alternativa alla destra c’è. Il partito democratico ci ha creduto dall’inizio e lavorerà ancora più convintamente in questa direzione. Da oggi Foggia può scrivere una pagina di futura diversa”. Lo afferma la segretaria del Pd Elly Schlein che ha sentito la nuova sindaca di Foggia al telefono. Conte: "Si può alzare la testa" "Foggia si è data 'una mossa'! La vittoria di Maria Aida Episcopo mi riempie di orgoglio. Il nostro trionfo di oggi è un sonoro schiaffo dei cittadini alle infiltrazioni mafiose che hanno portato allo scioglimento del Comune, prima amministrato dal centrodestra. Maria Aida è una persona competente e appassionata, pronta a difendere la città con le unghie e con i denti. Con lei Foggia è dalla parte giusta: quella che il M5S non ha mai abbandonato in questi anni. Perché mentre altri si piegavano alla criminalità e alla corruzione, i miei governi e il M5S portavano a Foggia i presidi dello Stato, a partire dalla direzione investigativa antimafia". Lo scrive il leader del M5S, Giuseppe Conte sui suoi social. "Ora con i foggiani lanciamo un forte messaggio che travalica i confini della Puglia, i confini della terra dove sono nato e cresciuto. Si può alzare la testa, si possono cambiare le cose: Foggia è qui a dimostrarcelo", conclude Conte.