Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. In relazione al mancato invito alla riunione del Partito democratico con l'onorevole De Luca e i candidati al Consiglio Provinciale, il presidente della Provincia, Rizieri Buonopane, dichiara quanto segue; “Mi trovo costretto a smentire con forza quanto sostenuto dalla segreteria provinciale del Partito Democratico, in relazione al mancato invito alla riunione con i candidati al Consiglio Provinciale e l’onorevole Piero De Luca. Incontro, che si è tenuto nei giorni scorsi, a cui hanno preso parte vari esponenti del partito, fatta eccezione per il sottoscritto. Nonostante sia il presidente della Provincia, espressione del Partito Democratico, la segreteria provinciale ha ritenuto di non dovermi invitare. Eppure, si parlava di Provincia, di elezioni provinciali, insieme ai candidati della lista del Pd con alcuni dei quali – gli eletti, ma spero anche con chi non riuscirà ad agguantare uno scranno – dal 18 dicembre prossimo avrò il piacere e l’onore di collaborare. La segreteria provinciale ha provato a giustificarsi, affermando una clamorosa falsità, sostenendo di averlo fatto per rispettare la mia volontà di essere al di sopra delle parti. Una bugia pura. La pezza è stata peggiore del buco". "Mi spiego - continua Buonopane - quando ho detto a più riprese di volere essere super partes (e questo è noto a tutti nella grande famiglia del Pd) era riferito alla scelta dei candidati. Credo che sia sotto gli occhi di tutti l’inopportunità di indicare qualche candidato da presidente della Provincia e, peraltro, con consiglieri uscenti che si ripropongono all’elettorato e con i quali ho collaborato. Insomma, qualcuno nella segreteria provinciale non ha voluto invitarmi, forse dietro suggerimento, cercando di difendersi con una assurda falsità. Siamo al ridicolo. Non riusciranno a mettermi alla porta. Qualcuno lo spera e ci sta provando con tutte le sue forze. Sono e resterò convintamente del Partito Democratico. Sono contro l’azione di questa segreteria provinciale che lavora ad escludere e non ad includere. Assurdo. E’ questa l’occasione anche per ribadire che non sono contro il governo della Regione Campania. Qualcuno sta tentando di far valere una narrazione diversa a Salerno e a Napoli, sostenendo la mia ostilità all’amministrazione De Luca. Falso anche questo. Mi dispiace per loro: con la Regione c’è una stretta collaborazione istituzionale, fatta di azioni concrete, di condivisione di progetti. Eventuali critiche da parte del sottoscritto sono dettate, esclusivamente, dalla determinazione di tutelare il territorio e le comunità irpine. Così come è avvenuto sul dimensionamento scolastico”.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA «Il governo non sta sbagliando un colpo», parola di Arianna Meloni, sorella del premier Giorgia Meloni e responsabile nazionale per il tesseramento di Fratelli d'Italia. «Il governo sta andando bene, non sbaglia un colpo - ha detto Arianna Meloni nel suo intervento al congresso provinciale del partito a Salerno -. Va bene Giorgia è un fenomeno ma siamo bravi anche noi. Anche se provano ad attaccarci in ogni modo, anche sul terreno personale e se ogni giorno la salita sembra più dura. Il Governo sta lavorando senza sbagliare un colpo, sicuramente abbiamo smesso di buttare i soldi dalla finestra, ci siamo messi al lavoro aiutando le imprese, le famiglie, quello che rimangono indietro». LEGGO.IT
INSERITO DA MORENA MOTTA Passa da tre a un solo anno il periodo di decontribuzione per le donne lavoratrici con figli. La segretaria del Pd: "Meloni colpisce le donne, non le aiuta". Mef: la norma originaria era per un anno Passa da 3 a 1 anno il periodo di decontribuzione per le mamme lavoratrici con 2 figli previsto nella Manovra. Una errata corrige inviata venerdì dal governo in Senato cambia, infatti, il comma 2 dell'articolo 37 della legge di bilancio, prevedendo che lo sgravio contributivo (al 100% fino a 3mila euro e fino al decimo anno di età del figlio più piccolo) per le mamme con due figli sia solo fino al 31 dicembre 2024 e non fino al 2026. Resta invece triennale quello previsto per le mamme dipendenti a tempo indeterminato con tre figli fino al 18esimo anno di età del figlio. La segretaria Pd Elly Schlein: "Il governo sta tradendo tutte le promesse". Schlein: "Meloni colpisce le donne, non le aiuta" Sulle misure predisposte da questa Manovra per le donne va all'attacco la segretaria del Pd Elly Schlein che, intervistata da Corrado Formigli all'evento "Elle active!" all'Università Cattolica di Milano, dice: "Critico spesso questo governo perché volta le spalle alle donne nelle scelte che fa. Cosa fa il governo guidato per la prima volta da una premier donna? Colpisce le donne sulle pensioni e tradisce le promesse sui nidi". "Il premier non si batte per le altre donne" E aggiunge: "C'è una bella differenza tra la leadership femminile e femminista. Sono diverse, e penso che la leadership femminile non basti e forse quello che stiamo vedendo al governo ne è la dimostrazione, perché non ce ne facciamo niente di una premier donna se non si batte tutti i giorni per portare con sè le altre donne, per migliorare la condizione di vita e di lavoro di tutte le altre donne del Paese". "Il governo sta tradendo tutte le promesse" Inoltre, il segretario Pd attacca Palazzo Chigi a tutto campo sul tema Manovra e spiega: "Penso che stiano tradendo una per una tutte le promesse. Giorgia Meloni è impegnata a presentare il suo pasticcio di riforma costituzionale come la madre di tutte le riforme mentre volta le spalle alle madri e ai padri nel momento in cui aumenta le tasse sui pannolini, sui prodotti per l'infanzia, sugli assorbenti. Volta le spalle alle nonne e ai nonni perché fanno cassa sulle pensioni, perché non mettono risorse sulla non autosufficienza, perché tagliano sulla sanità". E ancora: "Quindi noi come Pd continueremo a insistere sulla difesa della sanità pubblica, sulla scuola pubblica perché voltano le spalle anche alle figlie e ai figli. Perché il diritto allo studio manca completamente in questa Manovra". Mef: la norma originaria era per un anno In merito alla modifica della misura, il ministero dell'Economia ha diffuso una nota per specificare i motivi del cambiamento: "La lettera al presidente La Russa con la richiesta di correzione della norma sulla decontribuzione per le madri con due figli ha lo scopo di rendere coerente il testo trasmesso al Senato con la relazione tecnica e (soprattutto) con il testo approvato in Cdm il 16 ottobre, come comunicato con nota del Mef. La norma originaria approvata ha sempre previsto un anno di copertura di decontribuzione per le madri lavoratrici con due figli e tre anni in via sperimentale per le donne con tre figli (o più)". TGCOM24
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA La doccia gelata da Schlein sul terzo mandato: "Non è previsto dalla legge. Vincenzo De Luca ricordo che è stato eletto per la prima volta nel 1993, quando io avevo 8 anni"Vincenzo De Luca, ospite di Dritto e Rovescio su Retequattro, ha ribadito la volontà di ricandidarsi, nonostante il divieto vigente del terzo mandato, alla presidenza della Regione Campania: "Intendiamo completare il programma che stiamo sviluppando. Abbiamo 15 ospedali nuovi da completare, il sistema dei trasporti, il piano per l'autonomia idrica", il programma del governatore, che non teme neppure i possibili rivali alla presidenza. "Noi siamo buoni samaritani, accogliamo a braccia aperte tutti quelli che si vogliono candidare". La doccia gelata da Schlein "Il terzo mandato in questo momento non è previsto dalla legge. So che Vincenzo De Luca ha scritto un libro, ricordo che è stato eletto per la prima volta nel 1993, quando io avevo 8 anni. Il titolo giusto del libro dovrebbe essere "grazie Pd". Il Pd è una grande comunità non è la sua segretaria, e sarebbe giusto ringraziarlo", è la riposta della segretaria del Pd Elly Schlein a Che Tempo che fa. "L'annuncite" difetto del governo Meloni "Gran parte degli attuali dirigenti del Pd- è la risposta di De Luca - ha interesse ad avere mezze pippe al fianco perchè, come diceva Gramsci, occorre fare il deserto per emergere e distinguersi. E questo è il risultato". Riguardo al governo Meloni, secondo De Luca "ha maturato il vizio di quelli precedenti: l'annuncite, si annunciano cose che poi scompaiono. Gli extra profitti delle banche da tassare, gli asili nido gratuiti, la flat tax, il tempo di lavoro ridotto... tutto scomparso. C'è solo una misura importante: la riduzione del cuneo fiscale, che però vale solo per un anno e dunque non produrrà benefici e i 15miliardi per tagliarlo sono altri debiti che lasciamo a quelli che verranno dopo. Ma era proprio necessario inondare l'Italia di promesse che non si potevano mantenere?".NAPOLITODAY
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Come sta Marta Fascina? L'ex compagna di Silvio Berlusconi parla dell'amore per il Cavaliere e il suo futuro nella politica. Parole arrivate a seguito dell'intervista a cura di Bruno Vespa. Un incontro tra i due per l'uscita del nuovo libro, a novembre, del giornalista «Il rancore e la speranza». In primis, Marta Fascina resta in Parlamento. L'ultima compagna di Silvio Berlusconi non ha alcuna intenzione di lasciare la politica. «Sono un deputato alla seconda legislatura. Come ho sempre detto, seguo e faccio politica fin da adolescente. Continuerò a svolgere il mandato che mi hanno conferito i cittadini. La mia assenza è stata motivata da una sofferenza indescrivibile». LEGGO.IT
INSERITO DA ANGELA CECERE Il campo largo, anzi in questo caso 'larghissimo', funziona con le elezioni a Foggia dove la civica Maria Aida Episcopo - sostenuta da una coalizione composta da Pd, Italia Viva, Azione e M5S - è in vantaggio a scrutinio ancora in corso. Non basta invece il fronte ampio a sostegno di Marco Cappato a strappare il seggio simbolo di Monza-Brianza, lo 'storico' di Silvio Berlusconi, al centrodestra che elegge senatore l'azzurro Adriano Galliani. La campagna nel seggio brianzolo era stata animata da un dura polemica del Pd locale che non aveva condiviso la scelta di Elly Schlein di privilegiare l'unità della coalizione con Azione, Avs e M5S su Cappato a fronte della possibilità di candidare un esponente dem del territorio. Tanto che il sindaco Pd, Paolo Pilotto, vincitore alle amministrative a Monza appena un anno fa, nei giorni scorsi aveva fatto sapere che non avrebbe votato alle suppletive. E viene stigmatizzata anche la mancata presenza dei leader per la campagna elettorale: Calenda, Conte e Schlein non si sono fatti vedere. "Sapevamo sarebbe stata una sfida molto difficile, della quale mi sono assunto pienamente la responsabilità, quindi anche della sconfitta", dice a caldo Cappato. Luci e ombre nelle prove di coalizione Insomma, luci e ombre nelle prove di coalizione alternativa al centrodestra, obiettivo dichiarato e ribadito di Elly Schlein. Se i risultati finali confermeranno la vittoria a Foggia potrebbe essere un buon viatico per stringere accordi anche in vista delle amministrative 2024 quando saranno quasi 4000 i comuni al voto. Resta sempre sullo sfondo il dato pesante dell'astensionismo: nella suppletiva di Monza il crollo è stato verticale, ma anche a Foggia c'è un arretramento nonostante, rispetto alla passata tornata, si sia votato in due giorni anziché in uno soltanto. Trento e Bolzano, Marcucci avverte Italia Viva: "Lista unica o irrilevanza" Quanto alla tornata elettorale nelle province di Trento e Bolzano, il riflesso in chiave nazionale - ed in vista delle elezioni europee- arriva sulle vicende del 'fu' Terzo Polo come lo definisce Andrea Marcucci. "Il risultato elettorale del fu Terzo polo in Trentino Alto Adige, è disastroso, sia per Azione che per Italia Viva. Se hanno scelto di diventare irrilevanti, la strada intrapresa è quella giusta. Lista unica o irrilevanza. Pensateci, può essere l'ultima chiamata", scrive su twitter. Condivide Sandro Gozi: "Unità o irrilevanza. Scegliete. Noi abbiamo scelto da tempo: Renew Europe vuol dire unità". Replica Ivan Scalfarotto di Iv: "All’amico Andrea Marcucci dico che le sue considerazioni sul Terzo Polo sono condivisibili. Noi di Italia Viva, pur avendo ottenuto un risultato migliore di Azione a Trento, lo abbiamo sempre pensato e per questo abbiamo dato a Carlo la nostra disponibilità per correre insieme alle europee: il problema è la volontà di Calenda, non di Italia Viva". Domani ci sarà un nuovo capitolo del tumultuoso rapporto tra Azione Iv. Dopo il divorzio al Senato la scorsa settimana con il cambio del nome al gruppo - voluto da Renzi e contestato da Calenda - il presidente Ignazio La Russa vedrà il renziano Enrico Borghi e Mariastella Gelmini di Azione per "un componimento amichevole prima di dover operare per quanto di sua competenza", spiegava nei giorni scorsi il portavoce di La Russa, Emiliano Arrigo. Ma a sentire Iv di 'amichevole' non c'è molto: "Per noi -dicono i renziani - si tratta di un passaggio formale ma la decisione è presa. Azione non ha modo di ribaltare quanto deciso dal gruppo a maggioranza. L'unico strumento che ha Calenda è il ricorso al Tar, non ha altri appigli". Schlein: "Uniti si vince" “Grande gioia per la vittoria di Maria Aida Episcopo e della nostra coalizione, Foggia rialza la testa dopo sette anni di malgoverno e lo scioglimento per mafia. È a dimostrazione che uniti si vince, l’alternativa alla destra c’è. Il partito democratico ci ha creduto dall’inizio e lavorerà ancora più convintamente in questa direzione. Da oggi Foggia può scrivere una pagina di futura diversa”. Lo afferma la segretaria del Pd Elly Schlein che ha sentito la nuova sindaca di Foggia al telefono. Conte: "Si può alzare la testa" "Foggia si è data 'una mossa'! La vittoria di Maria Aida Episcopo mi riempie di orgoglio. Il nostro trionfo di oggi è un sonoro schiaffo dei cittadini alle infiltrazioni mafiose che hanno portato allo scioglimento del Comune, prima amministrato dal centrodestra. Maria Aida è una persona competente e appassionata, pronta a difendere la città con le unghie e con i denti. Con lei Foggia è dalla parte giusta: quella che il M5S non ha mai abbandonato in questi anni. Perché mentre altri si piegavano alla criminalità e alla corruzione, i miei governi e il M5S portavano a Foggia i presidi dello Stato, a partire dalla direzione investigativa antimafia". Lo scrive il leader del M5S, Giuseppe Conte sui suoi social. "Ora con i foggiani lanciamo un forte messaggio che travalica i confini della Puglia, i confini della terra dove sono nato e cresciuto. Si può alzare la testa, si possono cambiare le cose: Foggia è qui a dimostrarcelo", conclude Conte.
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA «Presidente, come sta?». Il riferimento è superfluo. Giorgia Meloni è volata in Egitto il giorno dopo l'esplosione del caso Giambruno, per partecipare al summit per la pace organizzato dal presidente Al Sisi. La domanda dei cronisti sull'argomento era inevitabile. «Sto bene», dice. Poi, a chi insiste sull'argomento, risponde dura: «Non voglio più parlarne». Prova a lasciarsi tutto alla spalle, ma la sua vicenda personale la rincorre anche al Cairo. «È incaz... nera», dicono nello staff della presidente del Consiglio, riporta il Corriere della Sera. Nonostante ciò, prova a restare composta e lucida, nel suo ruolo oggi più che mai delicato. Nel frattempo, l'ormai ex compagno viene paparazzato a Bergamo insieme alla figlia Ginevra, in un centro commerciale.
Oggi Giorgia Meloni sarà in collegamento diretto dal teatro Brancaccio di Roma previsto per le 10:30, ad un anno esatto dall'insediamento del governo. Fratelli d'Italia celebra i risultati raggiunti e racconta progetti e obiettivi con «L'Italia vincente - Un anno di risultati - Come il governo Meloni sta facendo ripartire la Nazione», l'iniziativa organizzata dai gruppi parlamentari di Fratelli d'Italia. Almeno in questo caso, le domande su Giambruno saranno evitate. LEGGO.IT
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Un dirigente scolastico smarrisce il cellulare mentre è in visita alla scuola primaria, sospetta lo abbiano preso gli alunni e autorizza una perquisizione degli zaini. Sarebbe la dinamica che ha portato indignazione tra i genitori e la comunità della Valle Telesina e che ha portato Rubano, parlamentare sannita di Forza Italia a presentare un'interrogazione al Ministro dell'Istruzione. Questo il testo: "Al Ministro dell'Istruzione e del merito - Per sapere - premesso che: Il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “A. De Blasio” di Guardia Sanframondi, in provincia di Benevento, in visita presso la scuola primaria di San Lorenzo Maggiore, accortosi di non avere con sé il cellulare ha dubitato della scolaresca sannita ed ha autorizzato che venissero controllati gli zaini dei bambini, in presenza degli stessi, chiedendo che fossero controllati prima quelli dei maschietti – avendo ritenuto di averlo dimenticato nel bagno dei maschi - poi anche delle bambine; appare evidente che tale azione di verifica si è fondata sul sospetto che i bambini avessero trafugato il cellulare mettendo in atto, in tal modo, un comportamento che di fatto li ha fatti sentire umiliati, ha indignato le famiglie e ha lasciato costernata una comunità intera; in tal senso si è espresso anche il sindaco di San Lorenzo Maggiore che ha espresso l’opinione che prima di agire muovendo una così grave accusa nei confronti di minori, il dirigente scolastico avrebbe dovuto operare dei controlli in altra direzione; tale comportamento non ha certo rappresentato per le bambine e i bambini un esempio educativo e formativo di qualità e, al contrario, ha rappresentato una modalità astiosa e acrimoniosa di agire nei confronti di una comunità costituita non solo dalla scolaresca ma anche da docenti, famiglie e intero paese; si aggiunge a ciò che il dirigente scolastico non ha ritenuto di doversi scusare per il disdicevole gesto perpetrato ai danni dei bambini, per aver mortificato la morale ed i principi della comunità tutta; quali iniziative intenda assumere il Ministro interrogato al fine di verificare i fatti e, se confermati, quali misure anche di natura disciplinare intenda adottare nei confronti del dirigente scolastico".
INSERITO DA ANGELA CECERE "La corte di appello di Bruxelles ha avviato un procedimento per verificare la legittimità delle investigazioni poste in essere nel Qatargate. Sin dall’inizio abbiamo denunciato la violazione delle guarentigie parlamentari da parte dei servizi segreti stranieri, finanche non europei, che hanno intercettato deputati nell’esercizio delle loro funzioni ed esaminato le opinioni espresse e i voti dati in aula, prima che al Parlamento fosse richiesto di revocare l’immunità ai parlamentari coinvolti". Così, in una nota, gli avvocati di Andrea Cozzolino Federico Conte, Dimitri De Beco e Dezio Ferraro. Per i legali si è trattato di "un vero e proprio attacco al cuore della democrazia europea. Un contesto allarmante, reso ancora più inquietante dai dubbi sollevati sulla imparzialità del giudice Claise. A fronte di tale situazione, l’onorevole Andrea Cozzolino, sin dall’inizio, ha negato ogni addebito e ha dimostrato la sua estraneità ai fatti", come sottolineato dai legali dell'esponente politico campano
INSERITO DA ANGELA CECERE La presidente del Consiglio ha aperto l'assemblea nazionale del partito, tra i temi clou le europee, ma anche la difesa a spada tratta della sorella Arianna e gli attacchi contro di lei Le europee, la riorganizzazione del partito, la difesa a spada tratta della sorella, delle nomine fatte e di se stessa, perché Giorgia Meloni si sente costantemente sotto attacco, assieme alla sua famiglia e al suo partito, con una 'macchina' del fango sempre pronta a colpire. Unendo i puntini, sono questi i temi clou dell'intervento con cui la presidente del Consiglio ha aperto l'assemblea nazionale di Fratelli di Italia, la prima dopo la febbrile ascesa a Palazzo Chigi. Una mattinata in cui cronisti e cameramen hanno cercato di guadagnare spazio a colpi di spintoni nella stradina stretta di via Alibert, a due passi da Piazza di Spagna. IL NERVOSISMO DI LA RUSSA Tra i primi ad arrivare il presidente del Senato Ignazio La Russa: visibilmente nervoso - tanto da strigliare una giovane cronista prima di lasciarsi le porte scorrevoli del Centro congressi alle spalle - ha spiegato che no, non avrebbe presieduto l'assemblea. Ma è evidente che la rinuncia costa fatica, tanto da cercare telecamere e giornalisti per togliersi il sassolino dalla scarpa: "Noto che c’è un’attenzione esagerata su di me. Invito tutti ad eliminare questa morbosa attenzione ed evitare bugie”, ha detto, dopo aver ricordato che molti altri presidenti di ambo le Camere, prima di lui, si sono resi protagonisti di ben altre forzature. Al termine dell'assemblea pranzerà poi a Palazzo Chigi con la premier, incurante di chi sostiene si tratti dell'ennesima 'sbavatura' istituzionale. Per Meloni, del resto, la scelta di "Ignazio è stata una grande lezione di stile, il suo gesto" di non presiedere "non era necessario". ARIANNA MELONI, LA DIFESA A SPADA TRATTA DELLA PREMIER Arianna Meloni, altra protagonista suo malgrado dell'appuntamento, è arrivata in motorino e andata via allo stesso modo, sulle due ruote. Non è intervenuta alla riunione, e a differenza di La Russa non ha risposto ai cronisti che la incalzavano. Ci penserà la sorella Giorgia a mettere i puntini sulle i, respingendo attacchi e sospetti. Arianna è "militante da quando aveva 17 anni, sempre penalizzata dal fatto di essere mia sorella. Hanno volutamente e strumentalmente confuso un ruolo organizzativo come quello di segreteria politica con quello di segretario di Fratelli d’Italia. Solo che da noi il segretario è una figura che non esiste...", ha messo in chiaro la leader di Fdi, che ha provato a 'blindare' l'attuale responsabile del tesseramento del partito. C'è un presidente del partito e "si chiama Giorgia Meloni": "Fin quando non deciderete di sostituirmi io eserciterò quel ruolo", ha detto la premier ai 400 delegati presenti che l'hanno interrotta più volte per tributarle applausi. MELONI RESPINGE GLI ATTACCHI La leader di via della Scrofa ha quindi rifiutato gli attacchi, soprattutto quelli che la vogliono e vedono a capo di un "partito chiuso, familistico, asserragliato". La nomina del fedelissimo Giovanbattista Fazzolari per oliare la comunicazione tra partito e Palazzo Chigi? "Perché, chi dovevo mettere, Formigli?", si è fatta gioco delle critiche ricorrendo alla consueta ironia. Del resto "decide lei perché è la migliore di tutti noi, se siamo qui è solo grazie a lei”, ha rimarcato il ministro Luca Ciriani. Fabio Rampelli si è quindi visto costretto a mettere in chiaro - prima con i cronisti e poi intervenendo in assemblea - di non guidare nessuna corrente: "Ribadisco che non esiste alcuna opposizione interna e che tantomeno possa fare riferimento a me che questo partito l’ho fondato. Quindi siamo proprio sulla luna, anzi siete sulla luna”, ha gelato i giornalisti al suo arrivo. E così Meloni e il partito serrano i ranghi, consapevoli dei tempi duri che arriveranno. "FANGO SU DI ME", LA RABBIA DELLA PREMIER "In questi mesi si è visto di tutto. Le continue campagne finto scandalistiche, i dossieraggi, le continue richieste di dimissioni di questo o quell’altro. Ogni singolo dirigente è stato passato in rassegna, spesso perfino i semplici simpatizzanti, alla ricerca del niente". Con "fango gratuito perfino sui familiari, con inchieste durate mesi su amici e parenti". La premier non ha celato la rabbia, ma sa che quel che ha assaporato in questo primo anno di governo è solo l'antipasto di quel che l'attende da qui in avanti. "Se qualcuno dovesse pensare che l’anno passato sia stato difficile, signori, temo che non abbiate visto niente - ha messo in guardai i suoi -. Il dibattito politico sarà ancora più feroce, gli attacchi si moltiplicheranno, le trappole e i tentativi di disarcionarci anche". Tra le ragioni, che ha messo in fila, anche le elezioni europee ormai alle porte. E rispetto alle quali, ha lasciato intendere, non sarà ammesso fuoco amico per meri ritorni di consenso. Parole, le sue, che suonano come uno schietto avvertimento agli alleati. "Dobbiamo essere consapevoli di un vincolo di coalizione che richiede grande senso di responsabilità - ha rimarcato -. Noi siamo al governo della Nazione e per noi fare gli interessi dell’Italia è prioritario. E sono certa che anche i nostri preziosi alleati di governo siano consapevoli del fatto che il peso che tutti insieme abbiamo sulle spalle è talmente grave da non consentirci di sprecare energie in eventuali atteggiamenti egoistici di qualsiasi genere" OPPOSIZIONI NEL MIRINO Dunque "guai a chi non avesse chiaro che la priorità deve essere soltanto il bene della Nazione. Perché costi quel che costi, Fratelli d’Italia e il governo che presiedo saranno all’altezza delle attese degli italiani". Che governeranno "per 5 anni", si è detta convinta, guardando in cagnesco l'opposizione, 'rea', a suo dire, di attaccare sempre e comunque, a rischio di remare contro agli interessi della nazione. "Mi fa abbastanza arrabbiare - ha detto dopo aver difeso a spada tratta diverse misure finite nel mirino dell'opposizione - vederli esultare a ogni minima difficoltà dell’Italia. Nell’ultimo trimestre il nostro Pil ha avuto una leggera contrazione e loro hanno esultato come per un gol alla finale dei Mondiali. Gente che tifa contro l'Italia, che stappa le bottiglie esultando dai balconi se c’è una flessione del Pil”. Seppur, a suo dire, siano artefici dei guai in cui versa il Paese: "Abbiamo di fronte la legge di bilancio, con poche risorse da spendere grazie ai nostri predecessori che hanno gettato dalla finestra miliardi per tentare di comprare il consenso dei cittadini". Consenso che, nel caso di Fdi, potrebbe risentire dei risultati, magri, messi a segno nella lotta all'immigrazione clandestina, cavallo di battaglia della campagna elettorale e tra i temi più gettonati di sempre. FDI METEORA? MELONI CITA BATTISTI: "NON SARA' UN'AVVENTURA" "So che molti di quelli che ci hanno votato speravano in risultati immediati - ha riconosciuto infatti Meloni -. Non mi spaventa pagare uno scotto nel breve periodo, perché a me non interessano soluzioni effimere o risposte propagandiste che funzionano sul piano della comunicazione ma durano due mesi per poi tornare al punto di partenza. Voglio risolvere il problema in modo strutturale". Un "lavoro immane", che richiederà del tempo, ma che "alla fine ci vedrà avere la meglio", ha assicurato. Perché Fdi - la convinzione ma anche la speranza di Meloni e dei vertici del partito - non dovrà trasformarsi in una bolla, uno dei tanti partiti 'meteora' destinati a crescite esponenziali a cadute rovinose. Non a caso la premier ha chiuso la sua relazione citando Lucio Battisti: "Non sarà un'avventura. Non è un fuoco che col vento può morire...".