Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it
Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
sez.economia
SEZ. ECONOMIA Asili nido gratis da gennaio. Gualtieri: "Interessata la maggioranza delle famiglie"

inserito da Alessia Chianese Asili nido gratis dal primo gennaio. Il rafforzamento del bonus per gli asili nido consentirà «la sostanziale gratuità degli asili nido per la grande maggioranza delle famiglie italiane, importante anche dal punto di vista del sostegno all'occupazione femminile. Si parlava della misura da settembre» ma scatterà «già dal primo gennaio». Così il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri in audizione sulla manovra, ricordando che si prevede anche l'aumento dei posti al nido «oggi insufficienti in particolare nel Mezzogiorno». In tutto nel triennio, ricorda si stanziano 2,8 miliardi in più per la famiglia.
MANOVRA
La discussione politica si è concentrata «sul 5% della manovra», cioè su provvedimenti come quelli sulle auto aziendali o sulla plastic tax, «quindi questo significa che il 95% è positivo». Lo ha detto il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, in commissione, parlando di «strabismo comunicativo da correggere». «Anche sul 5% siamo al lavoro per migliorare i provvedimenti - ha aggiunto - per far superare una fase difficile per il Paese e incamminarci sulla strada della crescita».
PIL
Le previsioni a breve per il quadro macroeconomico italiano, malgrado lo scenario internazionale, «hanno di recente mostrato alcuni segnali incoraggianti» e «indicano un incremento anche nel quarto trimestre, che potrebbe non solo migliorare rispetto allo 0,1% previsto nella Nadef, ma dovrebbe dar luogo a un trascinamento positivo sulla crescita del 2020». Lo ha detto il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, aggiungendo che «lo 0,6% di crescita appare ampiamente raggiungibile, anche prudente»
AUTO AZIENDALI
Quella sulle auto aziendali è una misura che «va migliorata per evitare che si traduca in un aumento sella pressione fiscale sui lavoratori dipendenti». Lo ha detto il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, in commissione bilancio. «Siamo al lavoro per un miglioramento della norma, che salvaguardi l'obiettivo di incentivare il rinnovamento del parco, ma modulando tempi e forme», in modo anche da «garantire che modalità e tempi siano coerenti con i piani produttivi del settore automobili».
EVASIONE FISCALE
«È opportuno che il governo abbia deciso di fare seriamente» la lotta all'evasione fiscale «e di farne una priorità della manovra. È certificato che azioni in questo ambito possono dare risultati importanti anche nel breve periodo, come ha dimostrato il successo della fatturazione elettronica».
IMU E TASI
Tra le misure a favore degli enti locali c'è la «razionalizzazione della tassazione a partire dall'unificazione Imu-Tasi in un unico tributo» costruita in modo da «assicurare l'invarianza di gettito, quindi non si tradurrà in un aggravio per i contribuenti».
PROGRESSIVITÀ IMPOSTE
«Confermo la volontà del governo di affrontare una riforma fiscale complessiva che ci consenta di dedicare il 2020 a una discussione approfondita per una riforma organica», che consenta anche di «preservare il principio della progressività delle imposte, opposto alla flat tax, e quindi più equo». Lo ha detto il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, in commissione bilancio. Il principio della progressività, ha aggiunto, è «in grado di garantire la crescita e la prosperità del Paese» e la riforma complessiva servirà anche a «favorire una riduzione del carico fiscale su lavoro e imprese». Riguardo lo strumento, il ministro ha detto di avere una «personale simpatia per la legge delega».
ILVA
Il tema all'ordine del giorno per l'Ilva non è la nazionalizzazione, ma «il rispetto degli accordi e l'individuazione di una soluzione sostenibile di mercato e di rilancio, anche per il conseguimento degli obiettivi di bonifica». Lo ha detto il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, in commissione bilancio. «Piano industriale e ambientale sono strettamente collegati, si deve puntare al ripristino degli approvigionamenti e che l'Ilva continui a produrre. Il governo è impegnato collettivamente e collegialmente a questo obiettivo».
SEZ ECONOMIA Borsa, Hong Kong prova il rimbalzo In rialzo Shanghai (+0,10%), mentre Shenzhen cede lo 0,34%

PECHINO, La Borsa di Hong Kong prova il rimbalzo all'indomani delle pesanti perdite (-2,62%) legate agli scontri tra manifestanti pro-democrazia e polizia: l'Hang Seng segna un rialzo dello 0,51%, a 27.064,26 punti. In rialzo anche Shanghai, il cui indice Composite sale dello 0,10% a 2.913,00 punti, mentre Shenzhen cede lo 0,34%, a quota 1.611,11.
ANSA
SEZ. ECONOMIA Borsa: Milano debole (-0,5%), pesa Ubi Spread in rialzo a 147 punti, asta prolungata per Bper

MILANO, Parte male la settimana in Piazza Affari (Ftse Mib -0,53%), con lo spread in rialzo a 147,1 punti ed in attesa della produzione industriale italiana in settembre, prevista in calo del 2,1%. Pesa Ubi (-3%), sull'onda lunga della trimestrale di venerdì scorso, diffusa anche da Bper (-1,07%), che ha avuto problemi a fare prezzo per un prolungamento dell'asta di pre-apertura. In calo anche Banco Bpm (-2%) e Unicredit (-1,17%), più cauta invece Intesa (-0,7%). Segno meno per Saipem (-1,13%), che ha siglato un accordo strategico per gli impianti a terra di Gnl con Daewoo. Sul comparto, Eni compresa (-0,42%), pesa il calo del greggio (Wti -1,28%). Vendite anche su Tim (-1,1%), Moncler (-0,98%) e Tenaris (-0,5%), mentre salgono UnipolSai (+0,69%), Amplifon (+0,67%) e Campari (+0,54%). Bene Astaldi (+1,16%) e la Roma (+1,21%), vittoriosa sul Parma, congelata anche al rialzo poco dopo l'apertura. Sprint di Falck Renewables (+4,48%) e Mondadori (+3,7%), pesanti Bialetti (-3,2%) e Landi renzo (-2,46%).
ANSA
SEZ. ECONOMIA Ex Ilva, colloquio Conte-Mattarella. Il premier incontra i sindacati e gli enti locali. Fico: “Stato sia unito, duri con ArcelorMittal”.
In mattinata premier al Quirinale per riferire gli sviluppi della situazione. Dal Colle preoccupazione per l'acciaieria e le altre crisi. Nel pomeriggio faccia a faccia tra il premier e le tute blu di Cgil, Cisl e Uil, che hanno annunciato uno sciopero di 24 ore per domani, venerdì 8 novembre. Il tutto mentre nella città jonica, come appreso da Ilfattoquotidiano.it, c'è stato un faccia a faccia tra la procura e l'ad Lucia Morselli. In serata, poi, l'ex Ilva in amministrazione straordinaria ha diffidato ArcelorMIttal: "Azione improvvida e improvvisa in palese contrasto con le dichiarazioni di intenti collaborativi e le azioni comunicateci qualche giorno addietro"


INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Le prime 24 ore dei due giorni indicati dal premier Conte per trovare una soluzione alla crisi dell’Ilva che rischia di lasciare senza lavoro 5mila persone sono state all’insegna degli incontri, politici, sindacali e istituzionali. La Regione Puglia, gli enti locali, i sindacati: nel giorno in cui il ministro Stefano Patuanelli ha detto in Aula che ArcelorMittal vinse la gara grazie all’offerta economica, il premier Giuseppe Conte ha prima avuto un colloquio con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e poi chiamato a raccolta tutti per cercare una via d’uscita da quello che ha definito un “allarme rosso” dopo i diktat della famiglia Mittal per evitare l’addio. Pretese che non si fermano allo scudo penale, ma arrivano al licenziamento della metà dei 10.777 assunti da quando ha messo piede nell’acciaieria di Taranto e negli altri 11 siti del gruppo che fu della famiglia Riva. Il governo continua ad avere il richiamo dell’azienda alla responsabilità come priorità, ma inizia a ragionare anche su un piano B: “Nazionalizzare? Stiamo già valutando tutte le possibili alternative”, ha spiegato il premier aggiungendo che una causa contro l’azienda sarebbe la “battaglia giudiziaria del secolo dalla quale usciremmo tutti sconfitti”. Appello all’unità anche dal presidente della Camera Roberto Fico, che in serata, dopo aver auspicato che “lo Stato deve essere compatto per far valere ragioni e diritti”, ha aggiunto che “non si può pensare che una multinazionale stracci un contratto in questo modo così semplicistico. Lo Stato deve andare giù duro” nei confronti dell’azienda. In una giornata così complicata, ha trovato spazio anche la polemica politica, con le accuse a distanza tra Salvini e Di Maio: “I sovranisti stanno col Paese o sono i camerieri delle multinazionali?” ha chiesto provocatoriamente il ministro degli Esteri.
Al netto delle prese di posizione, il giro di incontri del presidente del Consiglio per cercare una soluzione all’impasse del siderurgico di Taranto è iniziato in mattinata dal Quirinale. Come apprende Ilfattoquotidiano.it, Conte è salito appositamente al Colle per riferire a Mattarella gli sviluppi della crisi dell’Ilva. Il presidente della Repubblica ha espresso preoccupazione per la situazione dell’acciaieria, ma anche per le altre crisi aziendali. Nel corso del colloquio, ha chiesto al governo di adoperarsi per risolvere rapidamente la crisi visto che l’occupazione è un problema importante per il Paese. In attesa di rivedere l’azienda prima del week end, il premier ha incontrato il governatore Michele Emiliano, il sindaco di Taranto e degli altri comuni più vicini al siderurgico, oltre ai delegati delle tute blu di Cgil, Cisl e Uil, pronti a scioperare venerdì in maniera unitaria dopo l’ordine sparso con cui stavano conducendo la battaglia contro ArcelorMittal da quando la situazione ha iniziato a precipitare. Emiliano ritiene “la decarbonizzazione l’unica strada possibile, che peraltro aprirebbe possibilità di lavoro e di ricerca per tutti i soggetti che si misurano con la modernità” e specifica che “questa fabbrica deve avere la possibilità di avviare la sua decarbonizzazione senza licenziare nessuno”. La leader Cisl Annamaria Furlan scongiura la via legale (“troppo lunga ed alla fine ci ritroveremmo la fabbrica chiusa”) e insiste sulla necessità delle reintroduzione dello scudo penale. Gli operai del gruppo si fermeranno per 24 ore a partire dalle ore 7 di venerdì in tutti i siti d’Italia, estendendo lo sciopero già programmato a Taranto. Intanto anche i lavoratori dell’indotto si sono detti pronti al blocco delle attività e dal colosso dell’acciaio è arrivato un altro passo sulla strada del disimpegno.
ArcelorMittal ha infatti presentato i conti del trimestre nel quale ha fatto segnare un calo della produzione di acciaio da 22,8 a 20,2 milioni di tonnellate e un rosso di circa mezzo miliardo di euro. “Continuiamo ad affrontare condizioni di mercato difficili, con prezzi dell’acciaio in ribasso e costi elevati della materia prima grezza”, ha detto il presidente e amministratore delegato Lakshmi Nivas Mittal, commentando i risultati che fanno segnare anche un peggioramento degli incidenti sul lavoro, a causa dei dati nello stabilimento di Taranto. “In questi mercati – ha proseguito – rimaniamo concentrati sulle nostre iniziative per migliorare il nostro rendimento e la nostra priorità è ridurre i costi, adeguare la produzione e assicurare una cassa positiva”.
In questo contesto si inserisce il ridimensionamento in Italia dove gli indiani puntano a liberarsi di 5mila operai e ad avere garanzie sulle tutele legali, non solo legate allo scudo dai processi ma anche sull’altoforno 2 che, a causa di prescrizioni non rispettate, rischia di essere spento il 13 dicembre su ordine della magistratura. Intanto, a quanto apprende Ilfattoquotidiano.it, giovedì mattina si è tenuto un incontro a Taranto tra il procuratore capo Carlo Maria Capristo e l’ad Lucia Morselli. Una semplice “visita di cortesia”: una formalità dopo la nomina di venti giorni fa. Nell’incontro con la Procura, l’amministratore delegato non ha sondato nemmeno il terreno sulla questione dell’altoforno. Della questione ex Ilva, secondo quanto trapelato, si è solo “chiacchierato a grandi linee” e Morselli avrebbe sottolineato ancora una volta l’incertezza del momento. In serata, infine, L’Ilva spa in amministrazione straordinaria ha risposto con durezza alla comunicazione di ArcelorMittal sulla retrocessione dei rami di azienda e il trasferimento dei dipendenti, comunicata ai rappresentanti sindacali e all’azienda stessa: “Vi diffidiamo – si legge nella lettera del siderurgico – dal voler desistere e, comunque, cessare i comportamenti sino ad oggi posti in essere e quelli pronunciati e, in particolare, dall’adottare qualsivoglia ulteriore azione in pregiudizio della tutela occupazionale e reddituale dei dipendenti e dello stato degli impianti“. Non solo. L’Ilva spa in amministrazione straordinaria ha criticato aspramente la decisione di ArcelorMittal, parlando di iniziativa “improvvida e improvvisa in palese contrasto con le dichiarazioni di intenti collaborativi e le azioni comunicateci qualche giorno addietro”.
Ha collaborato Francesco Casula
IL FATTO QUOTIDIANO
SEZ. ECONOMIA Borsa: Europa tira il fiato Perdite sopra lo 0,2% a Londra e Francoforte, Parigi -0,34%

MILANO, Le Borse europee tirano il fiato dopo i recenti rialzi mentre sui mercati resta l'attesa per un accordo temporaneo fra Usa e Cina sui dazi. Visto l'andamento cauto dei listini asiatici e guardando ai futures Usa in marginale calo Londra lascia così sul terreno lo 0,25%, Parigi lo 0,34% e Francoforte lo 0,27%. Le vendite colpiscono più di altri settori i minerari e le banche.
ANSA
SEZ. ECONOMIA Reddito e pensione di cittadinanza, oltre un milione di domande: in testa la Campania e la Sicilia


DI MICHELE PAPPACODA Al 31 ottobre 2019 sono state accolte 900.283 domande di Reddito di cittadinanza e 120.327 domande di Pensione di cittadinanza, per un totale di 1.020.610 nuclei familiari. Lo fa sapere l'Inps, indicando che in totale sono invece 1.555.588 le domande presentate. Tra le regioni, in testa la Campania, con 177.194 domande di Reddito e 17.731 di Pensione accolte (in totale 194.925 su 270.901 presentate) e la Sicilia con 158.675 domande di Reddito e 17.997 di Pensione accolte (in totale 176.672 su 239.936 presentate).
SEZ. ECONOMIA Borsa: Europa in rialzo, Milano +0,1% Anche fiducia manager batte stime, futures Usa positivi

MILANO, Borse europee positive, dopo un avvio poco mosso, spinte dalla ripresa migliore delle stime degli ordini di fabbrica in Germania a settembre, che secondo un economista di Bloomberg, indicano che per l'economia tedesca "il peggio potrebbe ormai essere passato". Meglio delle stime anche la fiducia dei manager acquisti in Italia, Germania e nell'Ue. Positivi i futures Usa. A parte Londra (+0,02%), che appare immobile, salgono Francoforte e Parigi (+0,23% entrambe) insieme a Milano e Madrid, tutte e due in rialzo dello 0,15%. In crescita lo spread tra Btp e Bund a 134,4 punti, mentre scende il greggio Wti (-0,6%). In calo a 1,1 l'euro sul dollaro, che si rafforza anche verso la sterlina (1,28). Tra i titoli in evidenza i bancari sulla scia dei conti trimestrali di SocGen (+4,56%). Bene anche Bnp (+2,75%) e Unicredit (+2,9%), che ha cartolarizzato mutui deteriorati per oltre 6 miliardi.
ANSA
SEZ. ECONOMIA Sciopero benzinai il 6 e 7 novembre

Confermato lo sciopero dei benzinai per il 6 e 7 novembre, con chiusura degli impianti stradali e autostradali su tutto il territorio nazionale. Alta adesione prevista a Roma e nel Lazio. «Di fronte al silenzio assordante del Governo e all'indifferenza del Mise - hanno dichiarato i sindacati Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio - le Organizzazioni dei gestori non hanno potuto fare altro che ricorrere alla mobilitazione generale, che culminerà con lo sciopero che avrà inizio alle ore 06.00 del giorno 6 e terminerà alle ore 06.00 del giorno 8 novembre». Lo stop è stato annunciato dalle associazioni di categoria contro il Governo e un carico fiscale eccessivo. «Il Ministero ha dimostrato disinteresse e superficialità verso un settore che garantisce la mobilità dei cittadini, il servizio agli automobilisti, dalla grande viabilità sino alle aree interne del paese - hanno proseguito i sindacati - Con questa politica il Governo sceglie di marginalizzare la nostra categoria».
LEGGO
SEZ. ECONOMIA McDonald's, licenziato il Ceo Steve Easterbrook: aveva una relazione con una dipendente

Gli è stata fatale la sua relazione con una dipendente, contraria al codice di condotta del gruppo. Così il Ceo di McDonald's Steve Easterbrook è stato costretto a lasciare l'incarico, a dare le dimissioni nonostante i suoi sforzi per rilanciare il colosso degli hamburger sempre più in crisi. La decisione del board della società di dare il ben servito a Easterbrook, 52 anni, è arrivata al termine di un'indagine interna il cui esito non ha lasciato scampo al manager: nonostante la relazione fosse consensuale (il nome della donna non è stato reso noto) l'amministratore delegato ha violato la policy e le severe norme etiche a cui deve attenersi tutto il personale e il top management dell'azienda. È lo stesso Easterbrook ad ammetterlo in una nota: «È stato un errore, sono d'accordo con il consiglio di amministrazione sul fatto che è l'ora di farmi da parte». Eastarbrook sarà immediatamente sostituito da Chris Kempczinski, 51 anni, fino ad oggi presidente di McDonald's Usa. Ricopriva l'incarico di Ceo dal marzo 2015, quando fu chiamato per tentare di dare una svolta al gigante una volta incontrastato del mondo dei fast food e sempre più in crisi per un calo delle vendite e dei clienti. Al suo arrivo sulla poltrona di amministratore delegato l'azienda aveva appena messo a segno una delle peggiori performance finanziarie della sua storia e la crisi era al culmine. In quattro anni Easterbrook è riuscito quasi a raddoppiare il valore del titolo di McDonald's, grazie a una ristrutturazione che ha puntato soprattutto sull'innovazione tecnologica e sul nuovo mercato delle consegne a domicilio, firmando importanti accordi con aziende leader del settore come Uber Eats e DooDash. L'obiettivo è quello di dare al consumatore un prodotto di migliore qualità, per non soccombere nella sfida con i fast food di nuova generazione che propongono menù più salutari e che vanno incontro di più ai gusti di una clientela che sta cambiando rapidamente. Nonostante questo però l'affluenza nei punti vendita di McDonald's continua a stagnare, negli Usa e all'estero. Il colosso californiano con sede a San Bernardino conta attualmente oltre 69 milioni di clienti giornalieri in oltre 100 Paesi dove sono presenti quasi 38 mila ristoranti col suo marchio. Easterbrook di recente ha anche portato a termine alcune acquisizioni di alcune piccole società specializzate nella produzione di apprendimento automatico e intelligenza artificiale.
LEGGO
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