Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
MILANO, Borse europee positive in sintonia con i futures Usa, sulla scia dell'entusiasmo in Asia per la vittoria dei democratici alle elezioni di Hong Kong, dopo il rialzo in linea con le stime degli indici Ifo sulla fiducia delle imprese in Germania e in attesa dell'intervento a Francoforte di Yves Mersch, membro dell'esecutivo della Bce, previsto per le 19 di oggi. Londra (+0,85%) è la migliore davanti a Milano (Ftse Mib +0,8%), Madrid (+0,6%), Francoforte (+0,45%) e Parigi (+0,35%). In arrivo dagli Usa gli indici Fed di Chicago (attività economica nazionale) e di Dallas (attività manifatturiera), mentre per domani è previsto il discorso del presidente della Fed Jerome Powell a Rhode Island e tra due giorni il Beige Book sull'economia nazionale. L'acquisizione dell'americana Tiffany spinge Lvmh (+1,75%) a Parigi, ma salgono anche Cie (+1,5%), Burberry (+2,75%) e Persimmon (+1,4%).
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA "La politica monetaria potrebbe raggiungere il suo obiettivo più rapidamente e con meno effetti collaterali se altre politiche sostenessero la crescita al suo fianco". Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, ad un convegno a Francoforte, sottolineando che un "elemento chiave è la politica fiscale dell'area dell'euro" e che "gli investimenti sono una parte particolarmente importante della risposta alle sfide odierne".Siamo di fronte a un ambiente globale caratterizzato da incertezza. Ma credo che, se affrontiamo questa sfida nel modo giusto, può anche essere un momento di opportunità, ha detto la presidente della Bce spiegando che questo "richiede pensare diversamente l'Europa".
"non sarà facile.
Ma come disse una volta San Francesco d'Assisi, 'Inizia facendo ciò che è necessario; quindi fai ciò che è possibile; e all'improvviso stai facendo l'impossibile".
Lungo vertice sul futuro del gruppo siderurgico, presente l'ad. Il premier affiancato dai ministri Gualtieri e Patuanelli ribadisce che l'Italia non può accettare un disimpegno. "Obiettivo massima occupazione. La negoziazione sarà faticosa e complicata"
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Per consentire che questo processo possa partorire un piano ecologico e dobbiamo assicurare un rinvio dell'udienza e chiederemo ai commissari una breve dilazione dei termini processuali, per un rilancio dell'udienza lasciando in pregiudicato qualsiasi diritto di difesa". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in sala stampa a Palazzo Chigi, dopo l'incontro con i vertici ArcelorMittal. "Siamo disponibili a concedere questo differimento a condizione che ArcelorMittal garantisca la continuità produttiva", ha aggiunto, specificando che l'obiettivo è la "massima occupazione" e che la negoziazione "sarà faticosa e complicata".
"Non abbiamo discusso di scudo penale ma di come risolvere il problema di un polo industriale che ha rilievo per l'intera manifattura nazionale", ha poi detto Conte. "A me come decisore politico preoccupa molto di più l'obiettivo di ottenere un piano industriale sostenibile, e su questo sono concentrato. Vorremo fare di Taranto un polo siderurgico all'avanguardia nel mondo. Prendiamo atto della grande apertura, della mutata disponibilità" di Mittal. "Ma non abbiamo incassato ancora nulla. Si avvierà una negoziazione, una trattativa. In tutto questo - dice conte ai giornalisti- se volete parlare di scudo lo fate da soli".
Nel corso del vertice con Mittal sulla vicenda della trattativa sull'ex Ilva, il governo si è detto "disponibile a sostenere questo processo anche con misure sociali, ove mai necessarie, in accordo con le associazioni sindacali". Si legge nella nota della presidenza del Consiglio al termine dell'incontro.
"Torneremo presto a Taranto con un pacchetto di rilancio" - ha detto il presidente del Consiglio al termine dell'incontro con i vertici di ArcelorMittal sul futuro degli stabilimenti dell'ex gruppo Ilva. "Cercheremo di realizzare un progetto di continuità aziendale con il massimo di risanamento ambientale possibile. E già ieri in Cdm abbiamo lavorato intensamente su alcuni significativi progetti per Taranto città", ha ricordato. " Taranto non è solo l'ex Ilva ma una comunità di cittadini che da anni soffrono e attendono segnali e su questo la politica deve dare risposte: stiamo lavorando ma non può essere un singolo governo a fornirle, dobbiamo farlo tutti insieme. Per questo posso già ringraziare molti dei nostri campioni nazionali che hanno già portato progetti", conclude.
"E' stata valutata anche la possibilità di un coinvolgimento pubblico nel nuovo progetto. Abbiamo messo subito sul tavolo il pieno coinvolgimento del sistema Italia. Abbiamo assicurato in questa prospettiva la disponibilità anche di un coinvolgimento pubblico". ha detto il premier in conferenza stampa a Palazzo Chigi.
L'incontro. Un confronto teso, per capire se il futuro dell'acciaieria di Taranto sarà targato Arcelor Mittal. I proprietari del colosso siderurgico, Lakshimi Mittal e il figlio Aditya, hanno trattato a lungo venerdì sera con il premier Giuseppe Conte, affiancato dai ministri dell'Economia Roberto Gualtieri e allo Sviluppo economico Stefano Patuanelli. Prima dell'incontro, Conte ha sottolineato di non poter accettareun disimpegno da parte di Mittalsulla gestione del sito pugliese. "Non abbiamo promosso noi la battaglia giudiziaria che, l'ho sempre detto, è una sconfitta per tutti", ha sottolineato Conte, a margine dell'inaugurazione dell'anno accademico della Scuola superiore di polizia, prima dell'incontro. Per poi aggiungere, da avvocato, che nei tribunali la reazione sarà durissima, chiedendo un risarcimento esorbitante.
Conte e la sua squadra hanno tentato di capire le reali intenzioni dei Mittal: è possibile bloccare la loro richiesta di recedere dal contratto? Reintroducendo lo scudo penale, si potrebbe tornare trattare? Il nodo successivo, ancor più importante, è sull'occupazione: i 5mila esuberi di cui si è parlato possono essere evitati? L'esecutivo avrebbe già pronta una bozza di 'decreto Taranto', con cui si potrebbe reintrodurre l'immunità penale ed eventualmente arginare l'emergenza occupazionale con un massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali. Mentre la politica cerca di dipanare questi nodi, nelle aule giudiziarie lo scontro viene aperto su diversi fronti. "Ci venga detto chiaramente rispetto agli impegni presi qual è la posizione di Mittal, da lì partiremo", ha detto Conte prima di iniziare la maratona negoziale.Intanto, a Taranto, carabinieri del Noe, del Nucleo sulla sicurezza sul lavoro di Roma e del Comando provinciale locale hanno compiuto una ispezione nello stabilimento ex Ilva. Le indagini della procura tarantina puntano sulle ipotesi di reato di distruzione di mezzi di produzione e appropriazione indebita. A Milano, invece, gli inquirenti ipotizzano i reati di distrazione di beni dal fallimento e aggiotaggio informativo. La procura meneghina, in particolare, sostiene che il venir meno dello scudo sarebbe stato usato come pretesto per chiedere la cessazione delle attività. Arcelor Mittal, insomma, avrebbe già pianificato la chiusura dell'impianto, bloccando l'approvvigionamento di materie prima.
Taranto, in viaggio nel quartiere invaso dalle polveri dell'ex Ilva
Da Castelvetrano, in Sicilia, il capo politico M5S Luigi Di Maio ha usato le notizie arrivate dei pm milanesi per sostenere che "ArcelorMittal vuole andare via e ha sbagliato piano industriale: questa cosa dello scudo era evidentemente una balla", anche perché "ArcelorMittal sta andando via anche dalla Polonia e dal Sud Africa e lì lo scudo non c'era".
Mercoledì della settimana prossima il tribunale di Milano terrà un'udienza sul ricorso alla richiesta di recesso avanzata dal colosso franco-indiano. Arcelor Mittal punta il dito contro il provvedimento legislativo che ha rimosso lo scudo penale, sostenendo che il contratto firmato nei scorsi mesi prevede esplicitamente che un cambio delle leggi può costituire elemento per disimpegnarsi. E' possibile che il confronto con Mittal possa continuare nei prossimi giorni, parallelamente agli sviluppi giudiziari. Se veramente si dovesse concretizzare l'addio di Arcelor Mittal, il Governo potrebbe mettere in atto una nazionalizzazione temporanea, con l'obiettivo di mantenere la continuità produttiva.
Una riscrittura del calendario fiscale, con la scadenza del 730 che passa dal 23 luglio al 30 settembre. Tax credit per gli alberghi, ecobonus rivisto per venire incontro ai piccoli fornitori. Sono alcune delle proposte contenute nella bozza del pacchetto di emendamenti dei relatori al decreto fiscale, che sarà oggetto di una riunione di maggioranza nella mattinata di domani, per decidere quali depositare in commissione Finanze alla Camera. Si prevede anche che le strutture ricettive siano responsabili del pagamento della tassa di soggiorno. L'emendamento dei relatori sul fisco prevede anche un ampliamento della platea che può utilizzare il 730: oltre ai lavoratori dipendenti e ai pensionati viene estesa ai titolari di redditi assimilati a quello di lavoro dipendente senza limitazioni e ai titolari di redditi di lavoro autonomo con la sola esclusione di quelli derivanti dall'esercizio di arti e professioni e di impresa non occasionali (ad esempio, redditi fondiari o redditi da lavoro autonomo occasionale). Quanto alle scadenze, si introduce anche un "termine mobile" per i conguagli che arriveranno con la prima retribuzione utile e, comunque, con quella di competenza del mese successivo a quello in cui il sostituto ha ricevuto il risultato contabile. Con il riordino dei termini dell'assistenza fiscale, in sostanza, le operazioni di conguaglio oggi concentrate nei mesi di luglio e agosto - come spiega la relazione che accompagna l'emendamento - potranno essere distribuite nei mesi da giugno a ottobre Viene anche spostato dal 7 al 16 marzo il termine di trasmissione delle certificazioni uniche da parte dei sostituti d'imposta e dei dati relativi a oneri e spese sostenuti dai contribuenti. Il termine di consegna delle certificazioni uniche da parte del sostituto d'imposta ai contribuenti è fissato al 16 marzo, mentre è spostato dal 15 aprile al 30 aprile il termine per la messa a disposizione ai contribuenti della dichiarazione precompilata. Si sposta infine al 15 dicembre il termine per la trasmissione delle scelte dei contribuenti sul 2 per mille dall'Agenzia delle Entrate al Mef. L'erogazione ai partiti avverrà poi entro il 31 dicembre in una unica soluzione.
Fca respinge l'attacco di General Motors di aver inquinato le trattative sul contratto di lavoro pagando tangenti ai sindacati e annuncia che "si difenderà con tutte le forze dalla causa promossa ieri" dal concorrente americano. L'azienda guidata da John Elkann definisce le accuse "un tentativo senza basi di distogliere l'attenzione dalle sfide proprie di quella società" parlando di "sconcertante manovra" che "viene in un momento in cui Fca sta dimostrando di essere un concorrente sempre più forte" con il piano di fondersi con Psa. Lo scontro pesa però sul titolo. L'avvio di seduta a Milano è stato pesante: il gruppo del Lingotto cede il 3,9% a 13,42 euro.
MILANO, Piazza Affari si conferma in calo (Ftse Mib -0,38%) frenata dallo spread tra Btp e Bund tedeschi a 158 punti, che influisce sui bancari Banco Bpm (-1,68%) e Unicredit (-1,29%). In calo Cnh (-1,4%) ed Fca (-0,81%) insieme a Unipol (-0,9%) e UnipolSai (-0,8%), con prese di beneficio per Bper (-0,8%) dopo la corsa della vigilia. Sugli scudi Nexi (+3,37%), su ipotesi di alleanza con Intesa Sanpaolo (-0,66%), disposta a scambiare la propria divisione carte di credito con una quota nell'operatore specializzato in pagamenti digitali. In difficoltà Eni (-0,8%) e Saipem (-0,7%), frenate dal calo del greggio (Wti -0,62%). In controtendenza Amplifon (+1,62%), Ferrari (+0,7%), Azimut (+0,57%), Campari (+0,48%) e Diasorin (+0,7%). Prese di beneficio su Tim (-0,4%), debole Mediaset (-1,17%). Tra i titoli a minor capitalizzazione sprint di Poligrafici (+8,22%) e della Roma (+5,74%), segno meno invece per Aedes (-2,5%) e Sogefi (-2%).
INSERITO DA REDAZIONE Se Arcelor Mittal non rivede la decisione di lasciare Taranto, per l'ex Ilva scatterà "l'amministrazione straordinaria, con un prestito ponte" da parte dello Stato in modo da riportare l'azienda sul mercato entro un paio d'anni. Così il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia ha parlato del possibile 'piano B' del governo per l'ex Ilva. Solo una volta decisa l'amministrazione straordinaria "si deciderà se ci sono altre aziende dello Stato che possono entrare nella cordata. Io - ha aggiunto Boccia - penso che abbia assolutamente fondamento la possibilità che entrino altre aziende, tra cui Cdp, ma è un tema che si porranno i commissari".
Stasera intanto i leader di Cgil, Cisl e Uil saranno ricevuti al Quirinale per discutere con il capo dello Stato, Sergio Mattarella, del caso Ilva e delle crisi industriali. (ANSA) -
PECHINO, La Borsa di Hong Hong apre la seduta positiva con i nuovi record raggiunti da Wall Street e malgrado le violenti proteste pro-democrazia del weekend nell'ex colonia: l'Hang Seng sale dello 0,47%, a 26.451,64 punti. In frazionale calo, invece, Shanghai e Shenzhen, i cui indici Composite cedono, rispettivamente, lo 0,06% (a 2.889,55 punti) e lo 0,15%, a quota 1.603,32.
Indetto dall’Associazione Sindacale Feder.ATA Federazione del Personale Amministrativo Tecnico Ausiliario.
INSERITO DA MORENA MOTTA Sciopero personale Ata della Scuola mercoledì 27 novembre 2019 proclamato dall’Associazione Sindacale Feder.ATA – Federazione del Personale Amministrativo Tecnico Ausiliario.
Sciopero personale Ata della Scuola
La Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica comunica che l’Associazione Sindacale Feder.ATA – Federazione del Personale Amministrativo Tecnico Ausiliario, con nota del 7 ottobre 2019, ha proclamato lo sciopero nazionale del personale A.T.A. della Scuola per il giorno 27 novembre 2019.
La nota del Ministero
Al fine di contemperare l’esercizio del diritto di sciopero con il godimento dei diritti della persona costituzionalmente tutelati ai sensi dell’art.1 della legge 12 giugno 1990, n.146, nel corso dello sciopero saranno assicurati, dalle Amministrazioni pubbliche interessate, adeguati livelli di funzionamento dei servizi pubblici essenziali di cui all’articolo 2 della legge 12 giugno 1990, n. 146 e successive modificazioni ed integrazioni, mediante l’erogazione delle prestazioni indispensabili individuate dai contratti collettivi di lavoro, così come interpretati dalla Commissione di Garanzia ai sensi dell’art. 13 della citata legge n. 146/1990 e successive modificazioni ed integrazioni.
L'azienda via il 4 dicembre con l'allarme emissioni a Taranto
Lucia Morselli è lapidaria, gela i sindacati nel primo confronto formale, al ministero dello Sviluppo con il ministro Stefano Patuanelli: l'Ad di ArcelorMittal Italia sottolinea la "coerenza" del percorso prima annunciato e così portato avanti per rescindere il contratto e 'restituire' l'ex Ilva dal prossimo 4 dicembre. Lo fa puntando tutto su un argomento netto: dopo lo stop allo scudo penale portare avanti il il piano di risanamento ambientale per l'acciaieria di Taranto "ora è un crimine".
E, mentre i sindacati arrivano a non escludere "un'insubordinazione dei lavoratori" per non spegnere gli altiforni, come dice il leader della Uilm, è ancora scontro con il Governo. Il premier Giuseppe Conte attacca: pagheranno i danni. La Procura di Milano, in contemporanea, accende un faro aprendo un fascicolo esplorativo e scendendo in campo a difesa degli interessi pubblici anche nel giudizio civile (che dovrà decidere sul ricorso di ArcelorMittal per il recesso e sul controricorso presentato oggi dagli amministratori straordinari dell'ex Ilva). "Ben venga anche l'iniziativa della Procura", commenta Conte, che alza i toni con l'azienda: "Il Governo non lascerà che si possa deliberatamente perseguire lo spegnimento degli altiforni"; "Arcelor Mittal si sta assumendo una grandissima responsabilità", lasciare l'ex Ilva "prefigura una chiara violazione degli impegni contrattuali e un grave danno all'economia nazionale. Di questo ne risponderà in sede giudiziaria", anche in termini di "risarcimento danni", avverte il premier.
ArcelorMittal la pensa diversamente. Levando l'immunità "non sono stati rispettati i termini del contratto" - dice Morselli - come è anche per le prescrizioni della magistratura sull'altoforno Afo2: "Non era stato fatto niente" di quanto detto al momento dell'accordo. La sintesi è che se al momento del contratto erano state create le condizioni per una missione impossibile, da "bacchetta magica", oggi per l'azienda quelle condizioni non ci sono più. Lasciando il tavolo Stefano Patuanelli sottolinea come Lucia Morselli abbia puntato tutto sul nodo dell'immunità penale, politicamente il meno gestibile tra le diverse anime del Governo, lasciando invece in secondo piano il tema del rallentamento del mercato (e quindi di frenare la produzione e gestire esuberi) su cui "fin da settembre c'era una disponibilità del Governo" ad accompagnare un percorso. I toni del dibattito politico restano accesi. "Non c'entra nulla lo scudo, c'entra il fatto che qui qualcuno vuole fare il furbo", dice il leader del M5s, Luigi Di Maio.
Per Matteo Renzi l'ex Ilva va tenuta aperta "a ogni costo": garantisce il sostegno di Italia Viva alle iniziative del Governo per non far spegnere gli altiforni: "Sarebbe un disastro per Taranto, una follia". Dal Pd il ministro Francesco Boccia dice che "la proprietà non deve assolutamente permettersi di spegnere la fabbrica. Non ne ha il diritto". Ci vorrebbero 6 mesi per ripartire. E da Forza Italia Anna Maria Bernini replica al premier: "E' un cortocircuito politico-giudiziario. Questo governo si sta dimostrando drammaticamente incapace". I sindacati mantengono la linea. Sostengono che ArcelorMittal non può esercitare un diritto di recesso, che il contratto va rispettato, ma che anche il Governo deve rispettare i patti alla base di quell'accordo: "Per nulla soddisfatti" di un confronto "non andato bene" i leader della Cgil Maurizio Landini, della Cisl Annamaria Furlan, e della Uil Carmelo Barbagallo, lasciano il ministero chiedendo "l'avvio di un tavolo con la proprietà per trovare soluzioni" ma anche al Governo di uscire dall'impasse: deve "ripristinare lo scudo penale per togliere l'alibi ad ArcelorMittal". E avvertono: "La mobilitazione prosegue, i lavoratori non si renderanno complici dello spegnimento dell'acciaieria".
IL POST DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
"Non permetteremo lo stop degli impianti", ha detto il ministro Pd al Sud,Peppe Provenzano. "Lo Stato non permetterà che l'azienda fermi tutto col rischio di compromettere gli impianti. Mittal torni al tavolo, per salvare produzione, lavoro e ambiente", ha affermato il ministro.
I commissari dell'ex #Ilva hanno appena depositato il ricorso cautelare e d'urgenza contro il recesso di #ArcelorMittal. Lo #Stato non permetterà che l’azienda fermi tutto col rischio di compromettere gli impianti. Mittal torni al tavolo, per salvare produzione, lavoro e ambiente