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sez.economia

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SEZ. ECONOMIA Prezzo rc auto 405 euro, minimo da 2012 Ivass, in secondo trimestre ancora un calo dell'1,5%

17 Settembre 2019, 09:42am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

 © ANSA

- Continua e si rafforza l'andamento decrescente dei prezzi delle assicurazioni auto. Gli ultimi dati del Bollettino Ivass relativi al secondo trimestre 2019 indicano un calo su base annua dell'1,5% (dal -0,9% del primo trimestre), con un premio medio rc auto su base nazionale di 405 euro. Si tratta, rilevano all'Istituto, del prezzo più basso dal 2012, da quando cioè è iniziata la rilevazione statistica. Il calo è più intenso al Sud e nelle isole: a Enna, Caltanissetta, Catanzaro e Vibo Valentia le riduzioni sono state superiori al 4,5% (fino al 5,7%). A Roma i prezzi sono diminuiti del 4%. L'Ivass calcola inoltre che su circa una vettura su 5 è montata la scatola nera, il dispositivo che registra lo stile di guida e permette uno sconto sul prezzo. La diffusione è maggiore al Sud. (ANSA)

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SEZ. ECONOMIA Pagamenti e banche on line, da oggi cambia tutto: ecco le nuove regole

15 Settembre 2019, 08:09am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Addio al vecchio token, bonifici con lo smartphone, nuovi sistemi rafforzati di autenticazione e open banking, ovvero la condivisione dei dati degli utenti con società del fintech e altri soggetti terzi. Sabato 14 settembre scocca l'ora X della rivoluzione dei pagamenti online, con l'entrata in vigore dell'ultima parte della direttiva europea dedicata ai servizi di pagamento digitali, la c.d. PSD2. Le nuove regole hanno creato un effetto spiazzamento nei correntisti ma anche negli addetti ai lavori, considerata l'inevitabile diversità con cui ogni istituto finanziario ha ottemperato alle disposizioni di Bruxelles, modificando i propri sistemi di accesso e uso dell'home banking.

Vista la complessità della materia, inoltre, la Banca d'Italia ha concesso una proroga ai 'ritardatari', con la conseguenza di un panorama dei conti online che, sulle regole di sicurezza, rischia di funzionare temporaneamente a doppia velocità. Ma quali sono le vere novità per gli utenti? «La necessità di un doppio fattore indipendente di autenticazione (pin più codice usa e getta) e la possibilità di compiere una sola operazione per password generata sono i principali cambiamenti destinati a incidere sulla vita quotidiana dei cittadini», spiega all'Adnkronos Maurizio Pimpinella, presidente dell'APSP, Associazione Prestatori di Servizi di Pagamento.

«È questo il cuore della cosiddetta 'Strong Customer Authentication' o 'Autenticazione Forte del Cliente', il nuovo meccanismo di sicurezza che prestatori di pagamento e intermediari dovranno utilizzare ogniqualvolta sia necessario accedere a un conto di pagamento online o effettuare un'operazione elettronica tramite il proprio home banking», prosegue Pimpinella. «Questa procedura impone alle banche di verificare l'identità dell'utente e l'autenticità delle operazioni di pagamento attraverso l'utilizzo di due o più fattori tra loro indipendenti che facciano riferimento alle categorie della 'conoscenza' (qualcosa che solo l'utente conosce, ad esempio il pin), del 'possesso' (qualcosa che solo l'utente possiede, ad esempio l'OTP, one time password, generata dal proprio cellulare) e dell'inerenzà (qualcosa che solo l'utente è, ad esempio l'impronta digitale). In sostanza all'utente viene richiesto un doppio fattore di autenticazione per accedere al proprio conto ed effettuare i pagamenti
».

Infine l'open banking. «Con la PSD2, per la prima volta, soggetti terzi possono essere autorizzati dai singoli utenti ad accedere al proprio conto al fine di offrire nuovi strumenti e servizi volti ad agevolare l'esperienza di home banking. In pratica le banche europee devono aprire le proprie API, Application Program Interface, a società fintech e ad altri soggetti che forniscono servizi di pagamento. Attenzione, però, al trattamento dei propri dati bancari - avvisa il presidente dell'APSP - che, difatti, verranno condivisi, seppur previo consenso, con tutte le realtà che si interfacceranno con il conto di pagamento online. Compresi i cosiddetti Gafa - Google, Apple, Facebook, Amazon - che recentemente hanno implementato nella loro offerta anche servizi di pagamento e finanziamento».

IL MATTINO

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SEZ. ECONOMIA Disoccupazione in calo al 9,9%, record dal 2011. Catalfo: «Merito delle misure M5S»

12 Settembre 2019, 12:55pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Disoccupazione in calo al 9,9%, record dal 2011. Catalfo: «Merito delle misure M5S»

Cala la disoccupazione nel secondo trimestre dell'anno: il tasso registrato dall'Istat è del 9,9% (-0,4 punti). A livello trimestrale è il dato più basso dopo il quarto trimestre del 2011 (9,2%). Nel secondo trimestre il numero degli occupati cresce di 130 mila unità (+0,6%) rispetto al trimestre precedente, con l'aumento dei dipendenti permanenti (+97 mila, +0,7%) e quello «meno intenso» dei dipendenti a termine (+16 mila, +0,5%) e degli indipendenti (+17 mila, +0,3%). L'Istat segnala che prosegue ma «a ritmi meno sostenuti» anche la crescita rispetto allo stesso trimestre dell'anno scorso, con +78 mila occupati (+0,3%), dovuta ai dipendenti permanenti (+112 mila, +0,7%) a fronte del calo di quelli a termine (-15 mila, -0,5%) e indipendenti (-19 mila, -0,4%).

Il centro per l'impiego assume: 35mila domande per meno di 400 posti

Nel secondo trimestre del 2019, dunque, «si registra un aumento dell'occupazione rispetto al trimestre precedente (+0,6%), in un contesto di calo della disoccupazione e dell'inattività. Con riferimento all'input di lavoro, nello stesso periodo, per le ore lavorate si osserva una lieve diminuzione su base congiunturale (-0,1%) e un rallentamento della crescita in termini tendenziali (+0,4%). Queste dinamiche del mercato del lavoro - afferma l' Istat - si inseriscono in una fase di sostanziale ristagno dell'attività economica confermata, nell'ultimo trimestre, da una variazione congiunturale nulla del Pil».

Disoccupazione in calo, M5S esulta. I dati sul mercato del lavoro diffusi dall'Istat «sono l'ennesima testimonianza della bontà delle misure che come Movimento 5 Stelle abbiamo messo in campo nei primi quattordici mesi alla guida del Paese». Lo afferma la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, sottolineando il calo del tasso di disoccupazione nel secondo trimestre al 9,9% e l'aumento degli occupati, in particolare dei dipendenti a tempo indeterminato. «Da ministro - scrive in un post su Facebook - intendo portare avanti il percorso iniziato creando un mercato del lavoro sempre più inclusivo, con al centro il rispetto della dignità e dei diritti dei lavoratori. Salario minimo, fase 2 del Reddito di cittadinanza e parità di genere nelle retribuzioni - rimarca - sono i prossimi obiettivi che voglio realizzare per il bene dei cittadini».

Disoccupazione, gli altri dati. Tornando ai dati, il tasso di occupazione sale al 59,1% (+0,3 punti), mentre il tasso di inattività rimane stabile al 34,3% in tre mesi. Gli occupati stimati dalla rilevazione sulle forze di lavoro dell' Istat risultano pari a 23 milioni 390 mila persone. Nel confronto rispetto al trimestre precedente, la crescita risulta più accentuata nel Mezzogiorno (+1,1%) rispetto al Nord e al Centro (+0,4% e +0,3%, rispettivamente). Per quanto riguarda invece i disoccupati, la stima scende a 2 milioni 545 mila persone.

Nel secondo trimestre dell'anno, il costo del lavoro cresce dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e del 2,4% rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente: è il risultato di un aumento delle retribuzioni pari a +0,1% su base congiunturale e +1,6% su base annua e degli oneri sociali, che crescono di più, pari a +0,3% su base congiunturale e +4,5% su base annua. 

Nella ricerca di lavoro, seppure in lieve diminuzione, continua a prevalere l'uso del canale informale: rivolgersi a parenti, amici e conoscenti rimane la pratica più diffusa (82,7%, -0,7 punti); seguono l'invio di curriculum (65,4%, -0,5 punti) e la ricerca tramite internet (55,6%, -2,0 punti). È quanto emerge dalla rilevazione Istat relativa al mercato del lavoro nel secondo trimestre dell'anno. Aumenta tuttavia sia la quota di disoccupati che ha contattato il Centro pubblico per l'impiego (22,3%, +1,1 punti) sia quella di quanti si sono rivolti alle agenzie di somministrazione (12,2%, 1,6 punti).

IL MATTINO

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SEZ. ECONOMIA Reddito di cittadinanza, guerra ai furbetti: nel mirino della Finanza i lavoratori in nero

9 Settembre 2019, 09:03am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Reddito di cittadinanza, guerra ai furbetti: nel mirino della Finanza i lavoratori in nero

Reddito di cittadinanza, stretta anti furbetti. La strategia per il contrasto a tutto campo contro gli abusi è stata messa a punto dal Comando generale della Guardia di finanza in una circolare operativa ai reparti che punta a individuare - nel magma dell'economia invisibile e illecita - chi ha provato a approfittare indebitamente del beneficio. Dai lavoratori in nero o pagati con somme fuori busta ai venditori abusivi, da chi affitta le case in evasione d'imposta a chi ha ottenuto il reddito di cittadinanza ma non rinuncia a giocare cifre importanti, di cui non sia nota la fonte, magari anche in punti clandestini di raccolta scommesse. E ancora, dagli immigrati che trasferiscono nel Paese di origine somme non compatibili con i redditi dichiarati a chi viene trovato con auto incompatibili con la misura di sostegno. È vasta la casistica presa in esame dal documento della Gdf, di cui il Sole 24 ha anticipato oggi alcuni contenuti. E comprende anche le conseguenze cui si espongono coloro che forniscono informazioni anagrafiche false, simulando la più conveniente composizione del nucleo familiare, per massimizzare, indebitamente, un vantaggio altrimenti non spettante. Le Fiamme Gialle ricordano di aver svolto nei primi sei mesi del 2019, in materia di prestazioni sociali agevolate e ticket sanitari, 23.259 interventi. Di questi, 12.426, pari al 53% del totale, si sono rivelati irregolari, per un ammontare complessivo della frode accertata pari a circa 8,6 milioni di euro, con un totale di 11.779 persone segnalate, a vario titolo, alle autorità competenti. Il contrasto a chi percepisce indebitamente il reddito di cittadinanza, rileva il Comando generale, impone un'azione di servizio multidisciplinare, volta a valorizzare le capacità operative delle varie componenti d'intervento del Corpo, non soltanto nell'ambito del comparto della tutela delle uscite, ma anche in quello della tutela delle entrate e nel contesto dell'azione di controllo economico del territorio. Per questo sono stati messi a sistema tutti gli elementi raccolti nel corso degli interventi svolti nelle attività di contrasto al sommerso da lavoro o d'azienda, di controllo delle merci e delle persone, nell'attuazione dei dispositivi permanenti di contrasto ai traffici illeciti, alla contraffazione e all'abusivismo commerciale organizzato, nonché quelli acquisiti dai Reparti della componente aeronavale. Lo scopo, indica ancora la Gdf, è «tutelare la fiducia che i cittadini onesti devono poter nutrire nella corretta destinazione delle ingenti risorse che il Paese, non senza sacrifici, destina agli aiuti economici e ai servizi sociali riservati a chi si trovi in una reale condizione economica e sociale di svantaggio». IL MATTINO

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Sez. Economia Fca: Le Maire, priorità Renault è Nissan Ministro francese frena su possibile matrimonio tra i due gruppi

8 Settembre 2019, 09:08am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

 © EPA

- "L'aspetto chiave è rafforzare l'alleanza tra Renault e Nissan e sono stato molto chiaro: Renault e Nissan devono proporre una visione strategica chiara del loro futuro e secondo me è sempre meglio procedere per gradi e non fare tutto insieme". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Bruno Le Maire in conferenza stampa a Cernobbio, interpellato sulla possibilità di un rilancio del piano di fusione tra Fca e Renault alla luce della nascita del nuovo governo italiano. La priorità per Renault e Nissan ora è definire una comune strategia per il futuro del gruppo industriale. Sapete che l'industria dell'automotive ha ricche sfide, come l'auto elettrica o l'auto autonoma, io voglio sapere qual è la strategia industriale di Renault-Nissan", ha aggiunto Le Maire. "Definire una strategia richiede tempo e quando viene definita una strategia non è il momento per aprire nuovi dossier", ribadendo come al momento la priorità sia ridefinire i rapporti tra Renault e Nissan. (ANSA)

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SEZ. ECONOMIA Istat, Pil: segnali di peggioramento. La stagnazione si riflette sul lavoro

7 Settembre 2019, 07:28am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Istat, stop alla crescita. Pil in stagnazione e decrescita dei consumi

Fase di stagnazione per l'economia italiana. Da quanto emerge dalla nota mensile di agosto dell'Istat, l'andamento economico del nostro Paese continua ad arretrare. «Il recente peggioramento e l'elevata instabilità del quadro congiunturale si sono riflessi sull'andamento dell'indicatore anticipatore che ha segnato un'ampia flessione suggerendo il proseguimento della fase di debolezza dei livelli di attività economica». I colpevoli di questa stagnazione sarebbero, a livello internazionale, le turbolenze geopolitiche dovute sia all'evoluzione incerta degli accordi commerciali internazionali, vedi Cina e Stati Uniti, e all'aumento del rischio di concretizzazione di un'ipotesi di hard brexit hanno penalizzato ulteriormente la congiuntura economica mondiale. Sul piano nazionale, l'incertezza degli ultimi mesi sulla tenuta o meno del Governo sarebbe stato un altro fattore di destabilizzazione.  Andando nello specifico, nel secondo trimestre dell'anno il Pil si è mantenuto sugli stesi livelli dei tre mesi precedenti, senza crescere nè diminuire, così l'indice di fiducia di consumatori e imprese ha subito un peggioramento. In particolare sono le imprese manufatturiere che hanno evidenziato un deterioramento delle attese e dei giudizi sulle scorte, nonostante un lieve miglioramento sugli ordini. Cala poi la spesa della PA assieme a una crescita nulla della spesa delle famiglie, soprattutto con una marcata riduzione degli acquisti di beni semidurevoli e durevoli. La stagnazione del Pil si è anche riflessa in negativo sull'input del lav, interrompendo la fase di crescita positiva che aveva invece caratterizzato il periodo precedente, dando qualche speranza agli italiani. Sono diminuite le ore lavorate dello 0,1 %, mentre le unità di lavoro si sono tendenzialmente mantenute stabili. I segnali di rallentamento del mercato del lavoro si sono estesi anche a luglio, con il numero di occupati in lieve calo e un modesto aumento della disoccupazione. La crescita tendenziale dei redditi da lavoro dipendente pro-capite ha mostrato la stessa intensità di quella del deflatore implicito dei consumi delle famiglie (+0,8%).

OL MATTINO

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SEZ. ECONOMIA Rispunta l'Alfa a Pomigliano: Fca produrrà il nuovo suv

5 Settembre 2019, 10:47am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Il marchio Alfa Romeo torna a Pomigliano, dove mancava dal 2011. Il nuovo piano aziendale, ufficializzato al ministero del Lavoro a Roma, prevede infatti che nello stabilimento «Giambattista Vico» dal 2020 saranno prodotti due modelli di auto e, alla Panda nella nuova versione Ibrida, si affiancherà il Tonale che è un'altra versione Suv dell'Alfa Romeo.
di Gigi Di Fiore IL MATTINO

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SEZ. ECONOMIA Milano corre dopo ok a nuovo governo, spread in picchiata

4 Settembre 2019, 09:11am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. ECONOMIA Milano corre dopo ok a nuovo governo, spread in picchiata

Le Borse europee aprono in territorio positivo con Milano che corre dopo l'ok al nuovo governo targato M5S-Pd. A Piazza Affari l'indice Ftse Mib segna in apertura +1,24% a 21.665 punti con lo spread tra Btp e Bund che si attesta a 151 punti base con un rendimento dello 0,82%. In progresso Parigi +0,78% e Londra +0,33% alle prese con una nuova crisi politica legata alla Brexit. A Piazza Affari svettano i titoli bancari con in testa Unicredit +2,25%, Banco Bpm +1,93% e Intesa Sanpaolo +1,90%. Maglia rosa per Moncler +3,62%, acquisti sostenuti su Atlantia +2,47% e sulla galassia Agnelli. Unico titolo in rosso del listino principale è quello della Juventus che cede quasi un punto percentuale.

FONTE ADNKRONOS

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SEZ.ECONOMIA Riscatto della laurea con lo sconto, boom di domande: in quattro mesi superate le richieste di tutto il 2018

29 Agosto 2019, 11:10am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Riscatto della laurea con lo sconto, boom di domande: in quattro mesi superate le richieste di tutto il 2018

I

l riscatto della laurea con lo sconto piace. Il nuovo sistema agevolato entrato in vigore quest’anno ha fatto impennare le domande per utilizzare gli anni di università per la pensione. In soli 4 mesi, da marzo a luglio, secondo i dati più aggiornati dell’Inps, le richieste sono state oltre 32mila, contro le circa 29mila totalizzate nell’intero 2018. La maggior parte arrivano dai lavoratori del privato (27.348), mentre quelle del settore pubblico si fermano a 5.149. L’incremento è stato forte soprattutto nei primi mesi di applicazione della misura: si passa infatti da 5.920 istanze a marzo, il mese in cui sono entrate a regime le nuove norme, a 7.020 in aprile fino alle 8.060 di maggio. A giugno si riscende a 6.267 e a luglio a 5.230.

I REQUISITI
Per accedere al nuovo sistema a costo ridotto, introdotto quest’anno dal governo gialloverde con lo stesso provvedimento con cui sono stati varati quota 100 e reddito di cittadinanza, non ci sono limiti di età ma è necessario non aver versato contributi prima del 1996. Bisogna inoltre non avere già una pensione ed essere iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (dipendenti, autonomi o gestione separata). Sono escluse le casse per i liberi professionisti e gli ordinamenti previdenziali stranieri. Si possono riscattare fino a 5 anni e i periodi da recuperare per la pensione dovranno comunque essere precedenti al 29 gennaio 2019. L’anzianità contributiva acquisita con le nuove regole sarà utile ai fini del conseguimento del diritto alla pensione ma anche per determinare il valore dell’assegno. 

IL COSTO
La quota agevolata da pagare per il riscatto è stabilita sul minimale di reddito per il calcolo dei contributi previdenziali di artigiani e commercianti. «Per le domande presentate nel corso del 2019 - spiega l’Inps - il costo per riscattare un anno di corso è pari a 5.239,74 euro». Una cifra che si riduce poi ulteriormente per effetto delle detrazioni. Per avere un termine di paragone va considerato che con il sistema ordinario con un reddito annuo lordo di 32mila euro per recuperare 12 mesi di studio per la pensione si spendono circa circa 10.600 euro, esclusa la detrazione. 

Il versamento può essere fatto in unica soluzione o in un massimo di 60 rate mensili, ciascuna di importo non inferiore a 30 euro, senza interessi per la rateizzazione. Nel settore privato, la domanda può essere presentata anche dal datore di lavoro. In questo caso è possibile destinare al riscatto anche i premi di produzione.

IL CALCOLO
Il riscatto scontato dunque attira molti ex studenti. Lo confermano anche i dati sull’utilizzo del simulatore messo a punto dall’Inps sul suo sito internet per calcolare l’ammontare della somma da versare al fondo pensionistico e valutare così se vale la pena procedere. A marzo c’è stato infatti un picco di accessi. Poi nei mesi successivi l’utilizzo del simulatore è tornato a diminuire ma il numero di persone alla ricerca di informazioni è rimasto nettamente più alto del periodo precedente. 

Resta da vedere se riscattare la laurea sia conveniente o meno. Le nuove regole hanno ridotto di molto il prezzo dell’operazione, soprattutto per chi guadagna di più. Con stipendi netti mensili sopra i 2.500 euro si può arrivare a risparmiare quasi il 70%. Ma se il riscatto non serve per andare a godersi la pensione con qualche anno di anticipo - e questo è possibile solo per chi ha iniziato a lavorare molto presto, verso i 24 anni - c’è da chiedersi se valga la pena spendere quei soldi per recuperare gli anni di università. O se invece magari non possa essere più conveniente investire lo stesso tesoretto in modo più redditizio.
 

IL MESSAGGERO

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SEZ. ECONOMIA Pensioni, in agosto scattano le uscite degli statali con quota 100: via in 11 mila

24 Agosto 2019, 07:56am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Quota 100, in agosto scattano le uscite degli statali: via in 11 mila

Sarebbero circa 11 mila le uscite di dipendenti pubblici che hanno fatto ricorso a Quota 100 con decorrenza da agosto, primo mese utile per andare via dalla Pubblica amministrazione attraverso il nuovo meccanismo di pensione anticipata, che somma età (almeno 62 anni) e contributi.

Gli assegni già liquidati grazie a Quota 100 sono circa 9 mila a cui se ne aggiungerebbero nel mese altri

 

2000 circa. Queste le stime che, a quanto si apprende da fonti, emergono dai dati in possesso dell'Inps. I dati che iniziano a circolare sulle uscite di dipendenti pubblici grazie a Quota 100 «mostrano che inizia l'ondata di pensionamenti, che si vedrà ancora più chiaramente nel prossimo mese, quando avremo decine di migliaia di uscite nella scuola, dove i pensionamenti scattano hanno a settembre», sottolinea Guglielmo Loy, presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) dell'Inps e segretario confederale Uil. Quota 100 per i dipendenti pubblici, che a fine luglio aveva registrato 165 mila richieste, fa sentire i suoi effetti in ritardo, rispetto al settore privato «visto il vincolo di sei mesi» previsto dalla normativa.

«Il problema nella PA - aggiunge Loy - è anche un altro, ovvero quello di un turn over difficile, visto che un qualsiasi concorso richiede almeno un anno per giungere a conclusione. Insomma, Quota 100 scarica un doppio costo sullo stato, visto che a quello del pensionamento va aggiunto quello di una eventuale nuova assunzione» e «non ha la programmazione pluriennale che avrebbe dovuto avere» per limitare i disagi nella pubblica amministrazione.

LEGGO.IT

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