Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Con le quotazioni dei prodotti petroliferi in Mediterraneo "che hanno chiuso ieri in saliscendi (in discesa la benzina, in salita il diesel), oggi si segnalano nuovi interventi al ribasso da parte delle compagnie sui prezzi raccomandati dei carburanti". In particolare, Eni scende (per il terzo giorno di seguito) di 3 centesimi su benzina e gasolio, IP taglia di 8 cent sia sul gasolio che sulla verde, mentre Q8 e Tamoil calano di 5 cent. Lo comunica Quotidiano energia. Facile.it intanto calcola che se il Governo ridurrà effettivamente il peso delle accise di 15 centesimi di euro a litro il risparmio medio per un mese per automobilista sarebbe di circa 11 euro.
INSERITO DA ANGELA CECERE MILANO, La Borsa di Milano conferma il buon passo dell'avvio (Ftse Mib +2,54% a 24.074 punti) con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che parla di colloqui con la Russia ora più realistici. A cui fa eco il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, che dice che i colloqui sono difficili ma è possibile un compromesso. Svettano i bancari con Bper (+3,85%), Intesa Sanpaolo (+4%) e Unicredit (+4,11%), che sta valutando l'uscita dalla Russia. Nella moda gli acquisti premiano Moncler (+5%). Tra gli industriali sale St (+5,1%). Bene poi Generali (+2,7%) dopo i conti e la presentazione delle liste per il rinnovo del board. Stabile lo spread tra Btp e Bund a 154 punti base con il rendimento del decennale italiano all'1,9 per cento.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Con le quotazioni dei prodotti petroliferi nel Mediterraneo che hanno chiuso ieri in discesa, oggi arriva un segnale di ribasso anche sulla rete carburanti: Eni taglia infatti di 5 centesimi i prezzi raccomandati di Benzina e diesel. Secondo le rilevazioni di Quotidiano energia, i prezzi praticati sul territorio dei due carburanti, in attesa di recepire l'intervento, continuano pero' a salire leggermente a valle dei rialzi della scorsa settimana, con picchi al servito negli impianti a marchio tra 2,248 e 2,404 euro al litro. OTTOPAGINE
INSERITO DA MORENA MOTTA Continuano gli aumenti sulla rete carburanti secondo le rilevazioni di Quotidiano Energia nelle quali "la media nazionale" del gasolio "supera di poco la benzina, posizionandosi sopra i 2,3 euro/l in modalità servito e oltre i 2,2 euro nel self.
Salgono anche Gpl e metano auto".
Il prezzo medio nazionale praticato della benzina in modalità self - si legge - sale a 2,217 euro/litro. Il prezzo medio praticato del diesel self cresce a 2,220 euro/litro (venerdì 2,173). Quanto al servito, per la benzina il prezzo medio praticato schizza a 2,323 euro/litro e il gasolio servito vola a 2,333 euro/litro".
Senza ulteriori interventi c'è il rischio di rincari per il terziario di oltre il 160% e per il caro carburanti 21 miliardi di extra costi per il solo autotrasporto. E' quanto emerge da un'audizione di Confcommercio sul dl bollette alla Camera. "Il decreto legge approvato dal Governo per contrastare gli aumenti delle bollette di elettricità e gas si muove nella giusta direzione in quanto punta a mitigare, per i prossimi mesi, una parte degli annunciati rincari dei prezzi per imprese e consumatori. Ma occorre fare davvero di più", ha dichiarato il responsabile per la transizione ecologica, Giovanni Acampora.
"In settimana la Lega si aspetta che il governo, come hanno fatto altri in Europa, blocchi per un periodo di tempo le accise e l'Iva su benzina, luce e gas, perché ormai i costi per le famiglie, laboratori e imprese sono insostenibili". Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini: "Lo strumento lo indichi il governo: scostamento di bilancio, decreto urgente, qualcuno dice che bisogna aspettare il 31 marzo per il Documento di economia e finanza per avere l'ok di Bruxelles. L'unica cosa che mi rifiuto di aspettare è l'ok di Bruxelles. In un momento di tragedia economica l'ultima cosa che possiamo aspettare è l'ok di Bruxelles".
DI MICHELE PAPPACODA Il paventato stop dell'autotrasporto italiano, proclamato a da lunedì prossimo, 14 marzo, dalle aziende di autotrasporto a livello nazionale «per causa di forza maggiore», non ci sarà: è infatti stato bocciato dalla Commissione di garanzia per lo sciopero. Con una comunicazione il commissario delegato della Commissione Alessandro Bellavista, frena sulla possibilità di avviare la mobilitazione. L'informativa inviata a Trasportounito-Fiap, e ministeri delle Infrastrutture e Interno rileva il «mancato rispetto del termine di preavviso di 25 giorni» e richiama «l'obbligo di predeterminazione della durata dell'astensione».
INSERITO DA MORENA MOTTA Secondo Consorzi Agrari d'Italia, le quotazioni di grano tenero e mais, che segnano rispettivamente +17% e +23% Le quotazioni di grano tenero e mais, che segnano rispettivamente +17% e +23% rispetto alla scorsa settimana, sfondano per la prima volta nella storia in Italia quota 400 euro a tonnellata. Lo comunica CAI - Consorzi Agrari d'Italia, in base alla rilevazione settimanale della Borsa Merci di Bologna, punto di riferimento in Italia per le contrattazioni fisiche dei prodotti agricoli. Il grano tenero sale in una settimana di 60 euro a tonnellata fermandosi tra 402 e 411 euro a tonnellata, con punte di 435 euro per il frumento più proteico. Il mais, invece, tocca quota 405 euro a tonnellata con un rialzo di 75 euro rispetto all'ultima quotazione della scorsa settimana.Il grano duro, non toccato dalla guerra in corso, resta invece fermo tra 510 e 515 euro a tonnellata, stabile ormai da qualche settimana, l'orzo registra +25% toccando 384 euro a tonnellata di quotazione, mentre il sorgo (+23%) passa da 308 a 378 euro a tonnellata. Leggero rialzo per la soia (+4,5%) a quota 688 euro a tonnellata. Rispetto alle rilevazioni del 17 febbraio, ultima settimana prima dell'inizio della guerra, il grano tenero ha subito una impennata del 31,4%, il mais del 41%, sorgo e orzo del 38%, la soia del 9,5%. L'Italia importa il 64% del grano tenero per il pane e i biscotti, il 44% di grano duro necessario per la pasta, il 47% di mais e il 73% della soia, questi ultimi due prodotti sono fondamentali soprattutto per l'alimentazione animale. CAI - Consorzi Agrari d'Italia sottolinea che il costo dei prodotti agricoli incide sul 10% del prezzo del prodotto finale al consumatore, eventuali aumenti nel breve periodo di prodotti derivanti dal grano tenero, quali pane, farine e biscotti, sarebbero dovuti principalmente al caro energia e ai rincari di trasporti, imballaggi, carburante. A livello di scorte, conclude il CAI citando le proiezioni del Dipartimento per l'Agricoltura degli Stati Uniti, se l'Unione Europea si dimostrera' unita, senza dannosi slanci protezionistici dei singoli Paesi, non ci saranno problemi di approvvigionamento di prodotti agricoli per l'Italia fino all'inizio della prossima campagna. AGI
INSERITO DA ANGELA CECERE A gennaio i prezzi alla produzione dell'industria aumentano del 9,7% su base mensile e del 32,9% su base annua. Lo comunica l'Istat. L' aumento congiunturale di eccezionale entità, sia "spinto dai forti rialzi sul mercato interno dei prezzi di energia elettrica e gas. Anche la decisa accelerazione annua (+32,9%, da +22,8% di dicembre) è soprattutto dovuta alla componente energetica; al netto di questa, la crescita dei prezzi è nettamente più contenuta: (+1,8% su base mensile; +10,6% su base annua (era +9,3% a dicembre). Accelerazioni dei prezzi in quasi tutti i settori manifatturieri, su tutti e tre i mercati di riferimento". Sul mercato interno - sottolinea l'Istat - i prezzi aumentano del 12,4% rispetto a dicembre 2021 e del 41,8% su base annua. Al netto del comparto energetico, la crescita dei prezzi è nettamente più contenuta e pari all'1,8% in termini congiunturali e all'11,0% in termini tendenziali. Molto più contenuto, evidenzia l'Istat, è l'aumento dei prezzi sul mercato estero. Qui i prezzi crescono su base mensile dell'1,6% (+1,6% area euro, +1,7% area non euro) e registrano un incremento su base annua del 10,5% (+11,3% area euro, +10,0% area non euro). Nel trimestre novembre 2021-gennaio 2022, rispetto ai tre mesi precedenti, i prezzi alla produzione dell'industria crescono del 10,6%, con una dinamica decisamente più sostenuta sul mercato interno (+13,7%) rispetto a quello estero (+2,6%). A gennaio 2022 si rilevano ampi aumenti tendenziali diffusi a quasi tutti i settori manifatturieri; i più marcati riguardano coke e prodotti petroliferi raffinati (+35,7% mercato interno, +15,2% area euro, +48,6% area non euro), metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+23,3% mercato interno, +33,8% area euro, +25,4% area non euro), prodotti chimici (+19,7% mercato interno, +20,5% area euro, +18,3% area non euro) e industria del legno, della carta e stampa (+14,9% mercato interno, +16,1% area euro, +12,5% area non euro). L'unica flessione riguarda computer, prodotti di elettronica e ottica (-0,8% area euro). A gennaio 2022 i prezzi alla produzione delle costruzioni per "Edifici residenziali e non residenziali" crescono del 2,5% su base mensile e del 6,4% su base annua. I prezzi di "Strade e Ferrovie" aumentano del 2,1% in termini congiunturali e del 5,4% in termini tendenziali. "Per le costruzioni - commenta l'Istat - i prezzi alla produzione segnano rialzi su base mensile determinati in larga misura dagli aumenti dei costi dei materiali; su base tendenziale, la loro crescita accelera". Nel quarto trimestre 2021 i prezzi alla produzione dei servizi aumentano dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e dell'1,8% su base annua. Gli incrementi tendenziali più elevati si registrano per i servizi di trasporto marittimo (+38,3%) e di trasporto aereo (+14,9%); l'unica flessione riguarda i servizi di telecomunicazione (-4,8%). "Per i servizi, l'incremento congiunturale dei prezzi nell'ultimo trimestre 2021 è sintesi di aumenti diffusi; i più ampi interessano i servizi di trasporto marittimo e di trasporto aereo" spiegano dall'Istat
INSERITO DA ANGELA CECERE ROMA, Ancora aumenti per i carburanti. Secondo i dati raccolti da Quotidiano Energia la media del diesel servito viaggia verso i 2,1 euro al litro, mentre si avvicina ai 2 euro nella modalità self (già raggiunti in alcuni distributori). "La verde continua a salire ed è ormai stabile sopra i 2,1 euro nel rifornimento con servizio" si legge. Corposi rincari si registrano anche per i prezzi praticati del metano auto.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA “Una bella notizia che premia il lavoro che stiamo svolgendo come Amministrazione comunale”. Con queste parole il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli ha commentato l’inclusione del Comune di Salerno tra i soggetti inseriti nel Piano degli interventi ammessi al finanziamento per la riqualificazione della edilizia residenziale pubblica (Misura 11 del Fondo Complementare al PNRR – Programma Sicuro, verde e sociale: riqualificazione edilizia residenziale pubblica). “Le nostre proposte sono state dichiarate ammissibili e così il territorio potrà beneficiare di dieci milioni di euro da dedicare al centro storico e ad altri progetti che avevamo inserito nel bando”. In un’intervista il primo cittadino di Salerno ha anche chiarito che i dettagli saranno resi noti nei prossimi giorni. TVOGGISALERNO
INSERITO DA ANGELA CECERE Tutta l'Europa in profondo rosso. Gas ai massimi storici in avvio. Petrolio vola su ipotesi stop import Russia. Brent verso i 130 dollari. Chiusura in profondo rosso per le Borse asiatiche Piazza Affari si scongela dopo una prima parte di seduta in forte sofferenza, azzerando i titoli congelati per eccesso di volatilità nel paniere principale, ma resta pesante (Ftse Mib -3,654% a 21.648 punti). Crollano i bancari a partire da Unicredit (-8,29%), la più esposta in Russia. La precedono Bper (-7,84%), Banco Bpm (-7,16%) e Intesa (-5,66%). Sotto pressione anche Stellantis (-8,7%), Iveco (-7,5%) e Pirelli (-6,93%), che in Russia conta due stabilimenti. Giù pure Stm (-4,25%) e Generali (-4,07%), mentre si conferma in forte rialzo Tenaris (+10,95%), su ipotesi di nuove commesse petrolifere per azzerare la dipendenza energetica dalla Russia. Si unisce al Gruppo rialzista anche Tim (+1,36%), prima congelata al ribasso, mentre riducono la corsa Leonardo (+1,24%), con il riarmo dell'Ucraina deciso dall'Ue e dal Governo Italiano, e Saipem (+0,2%). In lieve rialzo anche Snam (+0,29%) Il gas ha avviato le quotazioni con un balzo che lo porta ai massimi storici, con gli effetti della guerra in Ucraina e le sanzioni alla Russia. Ad Amsterdam in avvio di seduta il prezzo è schizzato a 225 euro al Mmbtu, con un incremento del 17%, per poi ritracciare a 216 euro (+12,2%). Volano le quotazioni del petrolio sull'ipotesi di uno stop dell'import dalla Russia: il greggio del Texas guadagna l'8,62% a 125,76 dollari al barile; il Brent vola verso i 130 dollari a 129,48 dollari (+9,63%). La guerra in Ucraina e le sanzioni alla Russia continuano a incidere sui prezzi dell' oro e delle materie prime. Il lingotto con consegna immediata dopo aver toccato i 2.000 dollari l'oncia segna 1.980 dollari l'oncia con un rialzo dello 0,5%. Il rialzo maggiore è però del Nichel che ha visto un balzo del 16%. In tensione anche l'alluminio (+2%) e il rame (+3%). Corre il palladio che sale del 5,2 percentuali attorno ai 3.137 dollari all'oncia. Le Borse asiatiche chiudono in profondo rosso la prima seduta della settimana. Sui mercati pesano gli effetti sull'economia della guerra in Ucraina e le sanzioni imposte alla Russia. Nuovo balzo delle materie prime, tra cui petrolio e gas, mentre si discute su nuove sanzioni tra cui il divieto di importare il petrolio da Mosca. Tokyo in calo del 2,94%, con l'indice ai minimi in 16 mesi. Sul mercato valutario lo yen si indebolisce a 114,90 sul dollaro, mentre si apprezza poco sopra a 125 sull'euro. A contrattazioni ancora in corso Hong Kong cede il 3,4%, Shanghai (-2,2%), Shenzhen (-2,9%), Seul (-2,3%) e Mumbai (-2,2%).