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SEZ. ECONOMIA Rilancio turismo e fondi del Pnrr: City controllers contro gli abusivi La Proposta di Confesercenti Assoturismo nel corso del dibattito al San Carlo

13 Dicembre 2021, 16:38pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

rilancio turismo e fondi del pnrr city controllers contro gli abusivi

INSERITO DA MIKI PAPPACODA «Proponiamo di lavorare al “bollino di qualità” istituendo i “city controllers”, dei professionisti del turismo che possano verificare la qualità dei servizi turistici; una sorta di “mystery client” Napoli. Si è tenuto questa mattina, presso il Foyer del Teatro San Carlo, il convegno dal titolo «Gli imprenditori della filiera del turismo organizzato di Assoturismo per il rilancio del turismo in Campania». Al confronto promosso da Confesercenti/Assoturismo Campania che raggruppa 15 categorie del mondo del turismo, e moderato da Veronica Maya (nota presentatrice della RAI) sono intervenuti, tra gli altri, Vincenzo Schiavo (Presidente Confesercenti Campania e Vice Presidente Nazionale con delega al Mezzogiorno), Felice Casucci (Assessore al Turismo Regione Campania), Teresa Armato (Assessore al Turismo Comune di Napoli) e Roberto Pagnotta, Gennaro Lametta e Marco Bottiglieri (Delegati Assoturismo Campania). Ad aprire il convegno, il saluto della “padrona di casa”, direttrice generale del Teatro San Carlo, Emmanuela Spedaliere. «Confesercenti ha pensato a questo evento - ha riferito Vincenzo Schiavo - come momento fondamentale per aumentare la già ottima collaborazione tra gli imprenditori delle nostre categorie del turismo e le istituzioni, con l’intento di migliorare sempre più la qualità dell’offerta turistica di Napoli e della Campania. I privati stanno facendo la loro parte molto importante, stiamo chiedendo alla Regione, al Comune di Napoli e a tutti i comuni della Campania di essere presenti sul territorio per stare al fianco degli imprenditori che stanno facendo uno sforzo enorme per qualificare il turismo del nostro territorio. La partita da giocare ora è utilizzare al meglio i fondi Pnrr: bisogna rafforzare le politiche del Mezzogiorno per poter ospitare quanti più turisti possibili in un luogo meraviglioso come la Campania, visto che la priorità è rafforzare la cultura dell’accoglienza con varie proposte. Proponiamo, tra le altre cose, una costante formazione a tutte le categorie del mondo del turismo per studiare e comprendere come trattare al meglio i turisti italiani e stranieri». Sulle proposte specifiche è intervenuto poi Roberto Pagnotta: «Proponiamo di lavorare al “bollino di qualità” istituendo i “city controllers”, dei professionisti del turismo che possano verificare la qualità dei servizi turistici; una sorta di “mystery client” che aiuterebbero a qualificare il prodotto turistico campano. Napoli e la Campania potrebbero essere gli apripista a livello nazionale nell'introduzione di tale figura. Avrebbero il compito di verificare il possesso di determinati requisiti da parte delle strutture ricettive, dando anche una grossa mano alle Istituzioni per tutelare le aziende in regola, bloccando invece la concorrenza sleale degli abusivi. Tale ruolo potrebbe essere assolto anche dai "commerciali del turismo", che già girano per il territorio e conoscono la realtà. Del resto uno degli obiettivi fondamentali di Confesercenti/Assoturismo è da sempre la lotta all'abusivismo e all'illegalità. In tal senso c'è però da fare sempre di più, occorre un controllo specifico e mirato per tutelare le aziende in regola. Anche la polizia turistica è molto importante: qui a Napoli rappresenta un'eccellenza unica. Si tratta di sette persone che svolgono un lavoro eccezionale, anche se qualche volta devono assolvere anche a compiti di polizia municipale. Chiediamo invece che vengano concentrate nell'ambito del turismo ed anzi è una categoria che andrebbe potenziata, al fine anche di rivelare i tanti abusivi che ci sono nel turismo». Altro tema fondamentale messo in luce nel convegno è stato quello della calendarizzazione dei servizi turistici essenziali in Campania (aeroporti, via del mare, collegamenti), essenziali per garantire i flussi e per dare dignità ai territori. Il tutto passa attraverso la transizione digitale. Anche in tal senso il dialogo con le istituzioni è aperto e costruttivo, come dimostrano le parole degli assessori intervenuti. «Il turismo in Campania ha ripreso a correre - ha affermato l’assessore regionale Felice Casucci – tant’è che abbiamo il sold out almeno sulle aree a turismo prevalente, cioè quello legato ai beni culturali e destagionalizzato. E’ una grande occasione che deriva anche da una grande capacità degli operatori privati di fare il proprio lavoro nel modo giusto, nella logica della trasparenza e con un dialogo istituzionale importante. Del resto con Confesercenti c’è sempre stato un approccio leale e un dialogo costruttivo. In particolare con Vincenzo Schiavo, che è una persona di valore e un punto di riferimento per il confronto con la Regione. Anche la nostra ultima delibera sui comuni non capoluogo, finanziando gli itinerari turistici e enogastronomici, culturali e naturalistici, è volta nella logica dell'intenso partenariato pubblico-privato. Abbiamo bisogno di imprenditori privati sani, costruttivi, che su questa capacità di sintesi delle strategie regionali costruiscono un futuro che riguarda la ricchezza della Campania». L’assessore al turismo del Comune di Napoli Teresa Armato ha aggiunto: «Il turismo e le attività produttive sono l'oro di Napoli. La nostra è una città che offre arte, cultura, turismo, artigianato e commercio di qualità: bisogna puntare molto su questi asset per attrarre ancora più turisti a Napoli, che è già nelle mete preferite dei visitatori. Bisogna fare in modo di allargare il target ai giovani e programmare in modo da far tornare i turisti a Napoli. In questo senso credo molto nel dialogo con le associazioni di categoria, e sono molto felice di poter dialogare con Confesercenti e Assoturismo, credo nei tavoli di concertazione e nel lavoro condiviso». Al convegno erano presenti anche Paola Ciaramella (Delegata Innovazione Confesercenti Campania), Raffaele Esposito (Presidente Confesercenti Salerno) e Antonio Coviello (Ricercatore CNR). di Rossella Strianese OTTOPAGINE

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SEZ. ECONOMIA Landini, sciopero perché il Governo sul fisco ha chiuso la partita Il segretario della Cgil da Bari: 'La maggioranza non ha aperto una trattativa'

12 Dicembre 2021, 10:32am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. Immagine d'archivio © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA "Il governo sul fisco ci ha detto che la partita è chiusa e la maggioranza non ha aperto una trattativa con le organizzazioni sindacali. Questo è sotto gli occhi di tutti e la ragione per cui abbiamo proclamato lo sciopero è proprio perché si è chiusa la partita e la maggioranza si è presentata con noi con una proposta che non ha modificato". Lo ha detto Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, oggi a Bari per la manifestazione regionale di Cgil e Uil Puglia contro la manovra del Governo, rispondendo alla domanda su un dialogo ancora possibile con il Governo. "Per noi quella (presentata dal Governo, ndr) non è la base di una riforma fiscale degna di questo nome, perché per fare la riforma fiscale - ha spiegato Landini - bisogna aumentare le detrazioni, le decontribuzioni per i lavoratori, non una tantum ma strutturali, bisogna combattere l'evasione fiscale, bisogna che la rendita finanziaria sia tassata adeguatamente e quando un provvedimento dà 100 euro all'anno di miglioramento fiscale per chi prende fino a 20.000 euro e dà 6-7-800 euro a chi ha redditi di 3 o 4 volte superiori, questa è una riforma ingiusta, non accettabile. Dall'altra parte è necessario che si allarghi la base imponibile dell'Irpef". "Il metodo non può essere che la maggioranza si presenta con le proposte già decise e ci informa di quello che intende fare. Questo è un modo per ammazzare la rappresentanza sociale, non per coinvolgere il mondo del lavoro nelle scelte che devono essere realizzate" ha aggiunto Landini. "Il tema oggi è creare lavoro, perché finché i giovani e le persone sono precari, sono poveri pur lavorando, non avranno una pensione degna di questo nome e questo non fa altro che aumentare la sofferenza e la divisione sociale. Su questi elementi noi abbiamo bisogno che ci sia un cambiamento, non formale ma sostanziale e altri tavoli di trattativa non sono ancora cominciati". "Oggi stiamo chiedendo a tutto il Paese il 16 di scioperare, di essere in piazza perché è il momento di cambiare ed è il momento che il mondo del lavoro venga ascoltato per i problemi che ha e per lo sforzo che ha fatto in questo anno e mezzo di pandemia", ha detto Landini. "È una fase in cui non conta quello che dici, conta concretamente quello che fai e noi vogliamo che i lavoratori, le lavoratrici, i giovani, i pensionati, ci giudichino per quello che concretamente facciamo". "La Lega è a Bari, è in Italia per costruire. stiamo lavorando, impegnandoci" per ottenere risultati sulla manovra, dalle tasse alle bollette. "La Cgil invece blocca il Paese. Uno sciopero generale in un momento così delicato per l'Italia e gli italiani è davvero contro il Paese, contro i lavoratori, contro il buon senso. Noi invece siamo qui per costruire un 2022 che lascia alle spalle problemi, preoccupazioni e pandemie". Così Matteo Salvini a Bari a margine del congresso della Lega Puglia, rispondendo ad una domanda sulla manifestazione in corso nel capoluogo pugliese da parte di Cgil e Uil con Maurizio Landini. ANSA

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SEZ. ECONOMIA Napoli, Manfredi: "Qui le tasse più alte e i servizi peggiori. Sbagliata la procedura di predissesto". E su Maresca: "La legge consente il doppio ruolo"

11 Dicembre 2021, 09:17am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA "E' stata fatta una scelta assolutamente sbagliata, la procedura del predissesto danneggia gli enti locali: non fa nulla per migliorare la situazione dei conti, ma peggiora i servizi locali che vengono poi pagati dai cittadini". Così il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, intervenuto a margine di una visita nell'hub vaccinale di piazza Vittoria. Il sindaco: "Danneggia i Comuni, è una scelta sbagliata" "Abbiamo il paradosso di una città dove si pagano le tasse più alte d'Italia, ma ci sono i servizi peggiori. Dall'inizio mi sono battuto contro queste procedure - precisa Manfredi - che sono solo un problema per le città, mentre bisogna seguire dei percorsi diversi in cui si uniscono l'efficientamento, il risanamento e l'investimento. Solo così possiamo garantire una prospettiva a una città come Napoli che è la terza città d'Italia. I napoletani non meritano di avere livelli di investimento di gran lunga inferiori rispetto agli altri cittadini d'Italia". "Esistono dei principi costituzionali che vanno garantiti - insiste il sindaco -, non si può accettare che a Napoli gli investimenti in welfare, cultura, scuola, siano la metà o un quarto di quelli di altre città d'Italia. Io mi batterò sempre contro questa cosa inaccettabile, i cittadini sono tutti uguali". LA REPUBBLICA

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SEZ. ECONOMIA Industria: Istat, -0,6% produzione a ottobre, +0,6% in 3 mesi Positivo il confronto con i livelli pre-pandemia Industria: Istat, -0,6% produzione a ottobre, +0,6% in 3 mesi Positivo il confronto con i livelli pre-pandemia

10 Dicembre 2021, 11:47am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA  Industria: Istat, -0,6% produzione a ottobre, +0,6% in 3 mesi Positivo il confronto con i livelli pre-pandemia Industria: Istat, -0,6% produzione a ottobre, +0,6% in 3 mesi Positivo il confronto con i livelli pre-pandemia

INSERITO DA ANGELA CECERE A ottobre 2021 si stima che l'indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca dello 0,6% rispetto a settembre. Nella media del trimestre agosto-ottobre il livello della produzione cresce dello 0,6% rispetto al trimestre precedente. Lo comunica l'Istat. Resta comunque positivo "il confronto con il valore di febbraio 2020, mese antecedente l'inizio dell'emergenza sanitaria: il livello destagionalizzato dell'indice di ottobre è superiore dello 0,7%". "Al netto degli effetti di calendario, a ottobre 2021 la produzione aumenta su base annua del 2,0% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 21 contro i 22 di ottobre 2020). Si registrano incrementi tendenziali per i beni intermedi (+3,4%), i beni di consumo (+2,7%) e l'energia (+1,8%); diminuiscono lievemente i beni strumentali (-0,1%)". Precisa l'Istat. L'indice destagionalizzato mensile - dice ancora l'Istat - cresce su base congiunturale solo per l'energia (+2,3%), mentre diminuisce per i beni intermedi (-0,8%), i beni di consumo (-0,9%) e i beni strumentali (-1,4%). "A ottobre la produzione industriale registra una diminuzione congiunturale, ma resta positivo il confronto con il valore di febbraio 2020, mese antecedente l'inizio dell'emergenza sanitaria: il livello destagionalizzato dell'indice di ottobre è superiore dello 0,7%. Anche la dinamica congiunturale nella media degli ultimi tre mesi è in crescita. In termini tendenziali, al netto degli effetti di calendario, mostrano aumenti sia l'indice generale sia quelli settoriali, ad eccezione dei beni strumentali". E' il commento dell'Istat. I settori di attività economica che registrano gli incrementi tendenziali maggiori sono la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+20,4%), l'industria del legno, della carta e stampa e le industrie alimentari, bevande e tabacco (+5,6% per entrambi i settori) e la fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (+5,0%). Flessioni tendenziali si registrano nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-13,2%), nelle attività estrattive (-7,5%), nella fabbricazione di computer e prodotti di elettronica (-4,9%) e nelle altre industrie manifatturiere (-1,9%).

ANSA

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SEZ. ECONOMIA Agroalimentare, Giorgetti: "Nuovi fondi per incrementare produzione e occupazione nel salernitano"

9 Dicembre 2021, 15:09pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

DI REDAZIONE Il ministro dello Sviluppo ha autorizzato nuovi accordi di sviluppo industriale nel settore agroalimentare in Campania per oltre 85 milioni di euro Il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti ha autorizzato nuovi accordi di sviluppo industriale nel settore agroalimentare in Campania per oltre 85 milioni di euro, che puntano a favorire la competitività sui mercati, nazionale e internazionale, delle imprese La Regina di San Marzano, la San Giorgio, la Sorrento Sapori e Tradizioni. Gli obiettivi "Gli accordi - spiega il Mise - puntano a sostenere l'incremento della produttività e dell'occupazione degli stabilimenti presenti sul territorio della provincia di Salerno, attraverso investimenti in tecnologie innovative e ambientalmente sostenibili per realizzare prodotti di alta qualità: dalle conserve di pomodoro ai prodotti da forno sia dolce che salato". SALERNOTODAY

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SEZ. ECONOMIA Siglato accordo tra Unione Industriali, Fondazione Mezzogiorno e Campania DIH Presenti il presidente Manfellotto, D'Amato e Nicolais

7 Dicembre 2021, 17:03pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

siglato accordo tra unione industriali fondazione mezzogiorno e campania dih

INSERITO DA MICHLE PAPPACODA Napoli. "Favorire la progettazione di interventi volti a ridurre il gap di infrastrutture economiche e sociali e migliorare la sostenibilità dei territori, sviluppare ecosistemi dell’innovazione, realizzare azioni per il trasferimento tecnologico e per la costruzione di progetti di industria 4.0 a favore delle imprese e della Pubblica Amministrazione". È con questi obiettivi che Unione Industriali Napoli, Fondazione Mezzogiorno e Campania Digital Innovation Hub hanno siglato questa mattina, giovedì 25 novembre 2021, un accordo quadro per "mettere a fattor comune energie e competenze a supporto del sistema produttivo campano con particolare riferimento alle opportunità del Pnrr e delle politiche di Coesione nazionali ed europee". A sottoscrivere l’accordo il Presidente di Unione Industriali Napoli, Maurizio Manfellotto, il Presidente della Fondazione Mezzogiorno Antonio D’Amato, il Presidente di Campania Digital Innovation Hub, Luigi Nicolais. “Si tratta di un accordo cruciale per il futuro della città e della Regione – ha detto Maurizio Manfellotto, Presidente Unione Industriali di Napoli – facciamo sintesi di forze e competenze industriali e tecniche per garantire un contributo fondamentale a supporto della capacità progettuale necessaria nel quadro delle opportunità aperte dal Pnrr. Diamo un segno concreto di unione, serve questo spirito a tutti i livelli associativi e istituzionali, a cominciare dai partenariati pubblico-privati”. “Deve essere chiaro – ha sottolineato il Cavaliere del Lavoro Antonio D’Amato, Presidente della Fondazione Mezzogiorno – che siamo di fronte a una vera e propria emergenza nazionale e che siamo chiamati, come imprenditori e come classe dirigente, a un salto di qualità per affrontare questa sfida. Si tratta di mettere in campo interventi di disruption per fare del Sud la locomotiva dell’Italia in modo da garantire la sostenibilità dell’intero sistema Paese e l’equilibrio della stessa Unione Europea. Il significato dell’accordo di oggi è unire tre realtà come Unione Industriali Napoli, Fondazione Mezzogiorno e Digital Innovation Hub per costruire il miglior contesto finalizzato ad attrarre investimenti in grado di moltiplicare il valore delle risorse e rilanciare la componente industriale e manifatturiera del territorio. L’obiettivo è far crescere il tasso di occupazione della popolazione attiva del Mezzogiorno di almeno di 15 punti nei prossimi 10 anni e di avere una crescita in altrettanta misura del Pil nel Sud”. A ribadire l'importanza della sfida del Pnrr Luigi Nicolais, Presidente del Campania Digital Innovation Hub che ha parlato di "una opportunità di cambiamento epocale del nostro Paese. Viviamo la quarta rivoluzione industriale, siamo vicini alle Pmi per supportarle in questo cambiamento, per accompagnare le trasformazioni. Oggi mostriamo, che ancora prima dell’uscita dei bandi, siamo in grado di fare massa critica per fornire le progettualità necessarie ad intercettare le risorse e realizzare i progetti nei tempi necessari” OTTOPAGINE

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SEZ. ECONOMIA Manovra, i redditi alti non si toccano: salta il contributo che doveva congelare le bollette

5 Dicembre 2021, 09:24am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

DI MICHELE PAPPACODA Un contributo di solidarietà di un anno, ottenuto congelando il taglio delle tasse sui redditi oltre i 75mila euro, per abbassare le bollette alle famiglie più in difficoltà. È la proposta che Mario Draghi mette sul tavolo del governo, per dare risposta alle preoccupazioni dei sindacati e agire sul fronte ora più caldo, quello dei rincari di luce e gas. Cerca l'intesa finale su un intervento in manovra sulle tasse il più condiviso possibile. Propone di tagliare il cuneo fiscale sotto i 35mila euro nel 2022: tutti d'accordo. Aggiunge l'idea di 'toccarè i redditi più alti. E la maggioranza si spacca. La misura salta. FI, Lega, Iv e parte del M5s si mettono di traverso: «sa di patrimoniale», il refrain. Pd, Leu e altri pentastellati la difendono. Ma dopo ore di braccio di ferro e contatti con i sindacati, Draghi toglie l'idea dal tavolo: 300 milioni in più per tagliare le bollette arriveranno da avanzi di bilancio. Il premier punta a una soluzione condivisa da tutti, per garantire un intervento fiscale equilibrato. «Nella ripartenza», dice ricordando Guido Carli a un convegno, bisogna «collaborare» tutti per «l'opportunità straordinaria» data anche dal Pnrr «per ridurre le diseguaglianze», evitare conflitti sociali come quelli degli anni '70. Scontro anche sulla manovra, sindacati e Confindustria delusi Draghi insegue la via del dialogo con le parti sociali fino all'ultimo anche sulla manovra. E continuerà a coltivarla facendo partire tra due settimane a Palazzo Chigi il tavolo sulle pensioni e approvando entro fine anno (la proposta è del ministro Pd Andrea Orlando) la norma sulle delocalizzazioni finora bloccata dai veti in maggioranza. L'intesa sulla manovra, però, non c'è. Cgil e Uil sono sul piede di guerra, ipotizzano scioperi, perché denunciano un taglio delle tasse squilibrato in favore dei più ricchi, la Cisl è più dialogante. Anche Confindustria attacca le scelte del governo. Draghi spiega loro che non si può rimettere in discussione l'accordo raggiunto a fatica al Mef tra i partiti di maggioranza, per destinare 8 miliardi al taglio strutturale di 7 miliardi di Irpef e 1 miliardo di Irap. Ma aggiunge che si possono sfruttare i 2 miliardi di «tesoretto» ancora disponibili per il 2022 per dare risposta alle preoccupazioni e agire sui redditi più bassi.E così in manovra 1,5 miliardi saranno destinati a una decontribuzione dello 0,7% per i redditi fino a 35mila euro (che si sommerà - rimarca il governo - al taglio Irpef). Altri 800 milioni (500 già disponibili, 300 milioni spuntati all'ultimo) si aggiungeranno ai 2 miliardi già stanziare per fronteggiare l'impennata dei prezzi di luce e gas. In cabina di regia di primo mattino, però, il premier e il ministro Daniele Franco dicono che fare di più si potrebbe: sospendere per un anno il taglio Irpef per chi guadagna più di 75mila euro, che vale circa 250 euro, vorrebbe dire poter destinare altri 270 milioni al caro bollette. Ma il giro di tavolo tra i rappresentanti dei partiti chiarisce subito che la misura spaccherebbe come mai prima la maggioranza. La cabina di regia si chiude in un'atmosfera tesa. Intanto Draghi sente Maurizio Landini (Cgil), Pierpaolo Bombardieri (Uil), Luigi Sbarra (Cisl), gli prospetta le soluzioni possibili. Nei partiti ci si consulta. Il M5s si spacca: Stefano Patuanelli aveva detto di sì alla proposta, ma dai gruppi parlamentari cresce la pressione di chi è contrario («Sarebbe il suicidio definitivo del M5s», dice un deputato), anche tra i ministri c'è chi come Fabiana Dadone si mostra scettico: Giuseppe Conte, raccontano, vira su una linea più prudente. In Consiglio dei ministri è Franco a incaricarsi di illustrare la proposta di taglio delle tasse e l'idea del contributo di solidarietà. Alcuni ministri insorgono. «Non è il momento per immaginare alcun intervento che possa somigliare ad una patrimoniale», dichiara Mariastella Gelmini ponendo Fi alla testa dei contrari. Sarebbe un errore da matita blu, dice un ministro, per chi come Draghi si è sempre opposto a soluzioni una tantum. Sono contrari anche i leghisti Giancarlo Giorgetti e Massimo Garavaglia e da Iv Elena Bonetti. Intervengono a favore i Dem. Draghi sospende la riunione, risente i sindacati. Poi riapre il Cdm per dire che il taglio di Irpef e Irap resta come deciso, il contributo di solidarietà salta. Matteo Salvini esulta, ma secondo i leghisti serviranno più soldi per le bollette. Non era mai successo prima che una idea del premier venisse bocciata: «Dem e Leu, al contrario degli altri», hanno mostrato di sostenere Draghi fino all'ultimo, dicono da sinistra senza nascondere l'irritazione. Nessuna bocciatura - sostengono da Iv - la proposta non era del premier. E la spaccatura in Cdm viene subito traslata sulla prossima partita del Quirinale. Dal Pd Antonio Misiani afferma che lo «stop a Draghi allontana Iv dal campo riformista». Saranno questi due, è la convinzione, gli schieramenti in campo a gennaio.

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SEZ. ECONOMIA Edilizia e caro materiali, l'Ance al fianco delle imprese Confindustria. Servizio per presentazione istanze di compensazione dopo rincaro delle materie prime

2 Dicembre 2021, 12:30pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Edilizia e caro materiali, l'Ance al fianco delle imprese Confindustria. Servizio per presentazione istanze di compensazione dopo rincaro delle materie prime

INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Ance Benevento ha attivato un servizio di affiancamento alle imprese associate per la presentazione delle istanze di compensazione resesi necessarie a seguito del rincaro eccezionale di alcune materie prime. I materiali per i quali è possibile effettuare la richiesta e le modalità operative sono definite nel decreto del Ministero delle Infrastrutture dello scorso 11 novembre e nelle successive circolari esplicative, che chiariscono le variazioni percentuali dei prezzi del primo semestre 2021. La disposizione normativa è frutto di una intensa azione dell’ANCE che, fin dalla fine dell’anno scorso, ha lanciato l’allarme sulla drammatica situazione in atto invocando un intervento da parte del Governo al fine di ricondurre ad equità i contratti in corso e scongiurare il rischio di un blocco generalizzato degli appalti.  L’incremento dei prezzi è collegato a tre principali questioni che non sembrano risolversi velocemente e rischiano di esacerbare ulteriormente la dinamica rialzista delle materie prime dei materiali di base per l'edilizia: le problematiche nella filiera a causa del COVID-19; la richiesta di Usa e Cina, che hanno attivato vasti programmi di opere pubbliche; il rimbalzo delle attività a seguito della ripresa post-pandemia. Per Mario Ferraro Presidente Ance Benevento: “Molte le difficoltà registrate dalle aziende del settore edile a causa del rincaro delle materie. Dura e incisiva la battaglia che abbiamo condotto con il sistema ANCE nazionale per rispondere alle esigenze del mondo produttivo e grazie alla quale siamo finalmente riusciti ad ottenere un intervento legislativo volto a sopperire alle criticità rilevate in questa direzione. Proprio con questo obiettivo ANCE Benevento ha strutturato un format di richiesta della compensazione ed un servizio specialistico di consulenza e affiancamento alle imprese attraverso il quale favorire la compensazione. La nostra struttura è disponibile a fornire tutte le indicazioni necessarie e a supportare le aziende in questo processo di adeguamento”. Sono 36 i materiali censiti dal primo decreto del Ministero delle Infrastrutture contenete le rilevazioni delle variazioni percentuali, in aumento ed in diminuzione superiori all’8%, dei singoli prezzi dei materiali di costruzione censiti. Al fine di evitare di incorrere in difficoltà irrecuperabili, è necessario rilevare e monitorare la variazione dei prezzi, oltre che aggiornare il paniere dei materiali sui quali concentrare le rilevazioni, per ottenere in maniera permanente una “fotografia” degli incrementi realmente aderente all’effettivo andamento del mercato oltre che a censire i materiali più significativi del settore delle costruzioni.

OTTO PAGINE

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SEZ. ECONOMIA Borse in profondo rosso, Omicron fa paura

30 Novembre 2021, 13:58pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Borse in profondo rosso, Omicron fa paura

INSERITO DA MORENA MOTTA Future di Wall Street negativi sui timori legati agli effetti che potrebbe avere la nuova variante del coronavirus sulla ripresa dell'economia globale, anche alla luce dei dubbi sull'efficacia dei vaccini per contrastare la diffusione di Omicron, come ha detto lo stesso ceo di Moderna, Stephane Bancel, al Financial Times.

Sta di fatto che i future sul Dow Jones perdono l'1,27%, quelli sul Nasdaq arretrano dello 0,55%, mentre quelli sull'S&P 500 registrano una flessione dello 0,96%.

La Borsa di Tokyo ha chiuso in calo con il Nikkei a -1,63% e 27.821 punti nonostante il dato positivo relativo alla produzione industriale del Giappone che e' aumentata dell'1,1% a ottobre rispetto al mese precedente.

I prezzi del petrolio stanno crollando di più del 2% dopo l'intervista al Financial Times, dell'ad di Moderna. I futures sul greggio Brent sono scesi del 2,5%, a 71,62 dollari al barile, quelli sul WTI del 2,4% a 68,27 dollari al barile. Intanto crescono le aspettative secondo cui l'Opec+ rinvierà l'aumento della produzione di greggio nella riunione della prossima settimana: queste indiscrezioni avevano dato fiato ai prezzi dell'oro nero, ma la notizia di stamattina ha depresso l'umore degli investitori. 

Le parole dell'ad di Moderna sull'efficacia dei vaccini contro Omicron

L'amministratore delegato di Moderna Stephane Bancel ritiene che i vaccini esistenti siano molto meno efficaci contro Omicron e a suo giudizio ci vorranno mesi prima che le aziende farmaceutiche possano produrre nuovi vaccini specifici per la nuova variante. Lo ha detto in un'intervista al Financial Times. 

Bancel ha spiegato che l'elevato numero di mutazioni di Omicron sulla proteina spike, che il virus utilizza per infettare le cellule umane, e la rapida diffusione della variante in Sudafrica, suggeriscono che i vaccini attuali potrebbero essere modificati il prossimo anno.

"L'efficacia non può essere allo stesso livello avuto con la variante Delta". È a detta dell'ad il parere di molti scienziati con i quali si è consultato, in attesa di dati più certi.

Secondo l'ex commissario della Fda, Scott Gottlieb, ora nel consiglio di amministrazione di Pfizer c'è invece "un ragionevole grado di fiducia nella protezione che l'attuale ciclo di vaccini può garantire con tre dosi", mentre per il presidente Usa, Joe Biden, Omicron è "un motivo di preoccupazione ma non di panico".

Biden ha assicurato inoltre che i consulenti medici del governo "credono che i vaccini continueranno a fornire un grado di protezione contro la forma grave della malattia".

Tuttavia, Bancel ha spiegato che la preoccupazione degli scienziati deriva dal fatto che 32 delle 50 mutazioni della nuova variante sono sulla proteina spike, su cui si concentrano gli attuali vaccini per rafforzare il sistema immunitario. Finora gran parte degli esperti, ha aggiunto Bancel, pensava che una variante cosi' altamente mutata non sarebbe emersa per altri uno o due anni. 

FONTE www.agi.it

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SEZ.ECONOMIA Consorzio Destra Sele, nel 2022 non aumenteranno i contributi di bonifica Approvata la variazione al bilancio di esercizio 2021

27 Novembre 2021, 09:04am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

consorzio destra sele nel 2022 non aumenteranno i contributi di bonifica

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Eboli. Nel 2022 non aumenteranno i contributi di bonifica dell’utenza del Consorzio di Bonifica in Destra del fiume Sele, nonostante un notevole incremento dei costi a causa del caro energia. È quanto emerge dalla riunione del Consiglio dei Delegati dell’ente tenutasi a Eboli e che ha approvato la variazione al bilancio di esercizio 2021 e variazione al bilancio di previsione per il 2022. Non facile l’esercizio per trovare la quadra nella variazione del bilancio di esercizio 2021: il valore della contribuenza consortile si è attestato a 4 milioni e 369mila euro, mentre l’utile di esercizio resta invariato come nelle previsioni a 1600,00 euro. In mezzo a queste due cifre c’è l’incremento dei costi energetici di ben 850mila euro, che ha portato l’esborso complessivo per questa voce a ben 3 milioni e 140 mila euro e, di conseguenza, solo parzialmente coperto dal contributo di Regione Campania rispetto alle previsioni. Si è così coperto il maggior costo con economie di gestione su altre voci di bilancio. Il bilancio di previsione per il 2022 ricalca largamente quello di esercizio 2021: «Non sono state aumentate le entrate per la contribuenza consortile - afferma Vito Busillo, presidente del Consorzio di Bonifica in destra del fiume Sele - che resteranno ferme a 4 milioni e 369mila euro, abbiamo previsto un costo per l’energia elettrica paria a 3 milioni e 300mila euro, superiore a quello del bilancio del 2021, mantenendo un utile di esercizio previsto in 1.300 euro, con un ingente sforzo sulle economie di gestione». Infine il presidente Busillo ricorda che tali operazioni sui bilanci del Consorzio Destra Sele sono state operate «in attesa che Regione Campania aumenti il contributo alla bolletta elettrica operativa dei consorzi in proporzione adeguata agli aumenti intervenuti negli ultimi mesi, un costo energetico necessario e che garantisce il funzionamento delle idrovore e l’attivazione di stazioni di pompaggio per l’irrigazione». OTTOPAGINE

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