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sez.economia

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SEZ. ECONOMIA Saipem: ricavi 2021 giù a 6,87 miliardi, Mol in rosso Titolo sotto 1 euro in Borsa, prosegue dialogo con soci e banche

24 Febbraio 2022, 10:57am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA  Saipem: ricavi 2021 giù a 6,87 miliardi, Mol in rosso Titolo sotto 1 euro in Borsa, prosegue dialogo con soci e banche

INSERITO DA ANGELA CECERE Saipem ha chiuso il 2021 con ricavi rettificati in calo del 6,4% a 6,87 miliardi di euro, il margine operativo lordo ha segnato un rosso di 1,19 miliardi di euro e il risultato operativo negativo per 1,71 miliardi di euro, a fronte di un precedente utile di 23 milioni. Il Gruppo, che conferma un rosso di oltre un terzo del capitale sociale come annunciato lo scorso 31 gennaio, precisa che si tratta di risultati di preconsuntivo e che il Cda esaminerà il Piano 2022-25 aggiornato, la manovra finanziaria e il bilancio consolidato il prossimo 15 marzo. Pesante la reazione del titolo in Borsa, nel pieno del tracollo dovuto all'attacco russo in Ucraina. In apertura di seduta si è registrato un calo del 9,18% (più del doppio dell'indice di riferimento) a 0,91 euro, per la prima volta sotto la soglia di 1 euro per azione. "Proseguono costruttivamente" intanto secondo il Gruppo le "interlocuzioni" con gli azionisti che esercitano il controllo congiunto, Eni e Cdp Industria, e con le banche. Insieme all'advisor Rothschild Saipem sta predisponendo la manovra finanziaria di risanamento, con il nuovo direttore generale Alessandro Puliti, voluto da Eni (al 30,54% del capitale) per affiancare l'amministratore delegato Francesco Caio, e dal supervisore finanziario Paolo Calcagnini, indicato da Cdp (12,55%), a fianco del direttore finanziario Antonio Paccioretti. 

ANSA

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SEZ. ECONOMIA Prezzi, stangata sugli alimentari. «A gennaio +4,8%» Secondo l'Istat l'inflazione vola: +3,2%. I consumatori: "La spesa costerà 1.700 euro l'anno in più"

23 Febbraio 2022, 11:57am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Prezzi, stangata sugli alimentari. «A gennaio +4,8%» Secondo l'Istat l'inflazione vola: +3,2%. I consumatori: "La spesa costerà 1.700 euro l'anno in più"

INSERITO DA ANGELA CECERE L'inflazione vola, e arriva a livelli che non si vedevano da 26 anni. Il dato definitivo dell'Istat fissa l'asticella della crescita dei prezzi al consumo a gennaio al +4,8%, un tasso che non si vedeva dall'aprile 1996. L'inflazione acquisita per il 2022 è già al 3,4%, ma è difficile che l'indice possa restare a questo livello negli altri 11 mesi: considerato che la corsa delle bollette non si arresta, c'è già chi intravede il rischio che l'anno possa chiudere a +5,6%. E mentre cresce la preoccupazione per uno scenario che potrebbe compromettere anche la ripresa, con le associazioni dei consumatori che calcolano una stangata per le famiglie fino a quasi 1.800 euro l'anno, sale il pressing sul governo affinché intervenga presto e con misure strutturali. A gennaio, secondo i dati definitivi dell'Istituto di statistica, l'indice dei prezzi al consumo è cresciuto dell'1,6% su base mensile, portando il tasso annuo a salire appunto al +4,8%, dal +3,9% di dicembre. Accelerano anche i prezzi del carrello della spesa (+3,2% dal +2,4% di dicembre) e dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto (+4,3% da +4%). A trainare la fiammata sono soprattutto i beni energetici regolamentati, che registrano una crescita su base annua mai registrata (+94,6% più del doppio del +41,9% di dicembre). E così corrono anche i prezzi per spese che includono le tariffe energetiche, come abitazione, acqua, elettricità e combustibili (da +14,4% di dicembre a +22,7%). Accelerano, anche se in modo più contenuto, i prezzi della componente non regolamentata, mentre rallentano i prezzi del gasolio per i mezzi di trasporto, della benzina, degli altri carburanti e del gasolio da riscaldamento.
Corrono, sebbene in misura minore, anche i prodotti alimentari e bevande analcoliche, dei mobili e articoli per la casa, di ricreazione, spettacoli e cultura e dei servizi ricettivi e di ristorazione.

LEGGO

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SEZ. ECONOMIA Prezzi: Istat conferma, inflazione gennaio +4,8%, top dal '96 Su base mensile prezzi +1,6%. Tariffe energia trainano la fiammata, +94,6% anno

22 Febbraio 2022, 13:17pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA  Prezzi: Istat conferma, inflazione gennaio +4,8%, top dal '96 Su base mensile prezzi +1,6%. Tariffe energia trainano la fiammata, +94,6% anno

INSERITO DA ANGELA CECERE Nel mese di gennaio 2022, si stima che l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri un aumento dell'1,6% su base mensile e del 4,8% su base annua (da +3,9% del mese precedente), confermando la stima preliminare. Lo comunica l'Istat diffondendo il dato definitivo, che conferma la stima diffusa il 2 febbraio. "L'inflazione a gennaio registra una forte accelerazione, raggiungendo un livello (+4,8%) che non si registrava da aprile 1996, quando il NIC registrò la medesima variazione tendenziale", spiega l'Istituto di statistica. Accelerano a gennaio i prezzi del cosiddetto 'carrello della spesa': i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +2,4% di dicembre a +3,2%). Lo rileva l'Istat diffondendo la stima definitiva che conferma il dato preliminare. Accelerano anche i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto (da +4,0% a +4,3%). L'inflazione acquisita per il 2022 è pari a +3,4% per l'indice generale e a +1,0% per la componente di fondo. Lo rileva l'Istat diffondendo i dati definitivi sui prezzi al consumo a gennaio. L'ulteriore e marcata accelerazione dell'inflazione su base tendenziale è dovuta prevalentemente ai prezzi dei Beni energetici (la cui crescita passa da +29,1% di dicembre a +38,6%), in particolare a quelli della componente regolamentata (da +41,9% a +94,6%). Lo rileva l'Istat diffondendo il dato definitivo sui prezzi al consumo a gennaio.In misura minore è invece dovuta ai prezzi dei Beni energetici non regolamentati (da +22,0% a +22,9%), dei Beni alimentari non lavorati (da +3,6% a +5,3%) e a quelli dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,3% a +3,6%); da segnalare, invece, il rallentamento dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +3,6% a +1,5%). "I Beni energetici regolamentati trainano questa fiammata con una crescita su base annua mai registrata, ma tensioni inflazionistiche crescenti si manifestano anche in altri comparti merceologici", commenta l'Istituto di statistica, che aggiunge: "Ciononostante, la componente di fondo, al netto di energetici e alimentari freschi conferma il dato di dicembre grazie anche al rallentamento dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti, i cui andamenti tendenziali sono ancora condizionati dalle limitazioni alla mobilità dovute alla pandemia"

ANSA

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SEZ. ECONOMIA Bollette, quanto spendiamo per acqua, luce e gas? Regioni e Comuni, ecco i più “spreconi” La classifica Adnkronos: tra i virtuosi Parma, la Lombardia e il Lazio. Palermo maglia nera

21 Febbraio 2022, 12:47pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Bollette, quanto spendiamo per acqua, luce e gas? Regioni e Comuni, ecco i più “spreconi” La classifica Adnkronos: tra i virtuosi Parma, la Lombardia e il Lazio. Palermo maglia nera

INSERTO DA ANGELA CECERE Bollette luce, gas e acqua, quanto spendono le città e le Regioni italiane? Un report, realizzato per l'agenza Adnkronos dalla Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica Italiana, ha compiuto il primo studio, completo, dettagliato, sulle spese delle Regioni e delle città italiane basato su dati ufficiali della pubblica amministrazione. Il report stila una classifica dei costi sostenuti nel 2020 da Regioni e capoluoghi di Provincia per il mantenimento dei loro uffici e delle loro strutture. La prima 'puntata' di questa inchiesta, pubblicata oggi, domenica 20 febbraio, è incentrata sulla spesa degli Enti locali per energia elettrica, acqua e gas. Le spese regione per regione su acqua, luce e gas Il caro energia degli ultimi mesi minaccia infatti i sogni di ripresa dell'economia del Belpaese, costringendo le famiglie italiane a fare i conti con bollette sempre più salate. E se, da una parte, il governo prova a correre ai ripari stanziando risorse aggiuntive con un nuovo decreto, dall'altra le promesse dell'esecutivo non fermano la protesta nelle città: giovedì 10 febbraio palazzi e monumenti di tutta Italia sono rimasti al buio, per effetto di una iniziativa promossa dall'Anci in 3 mila città con l'obiettivo di sensibilizzare il governo sugli effetti del caro bollette; giovedì 17 febbraio sono stati invece agricoltori e allevatori della Coldiretti a scendere in piazza.Ma prima della recente ondata di rincari, com'è stata la gestione delle spese per i consumi da parte delle Regioni italiane? A questa domanda ha risposto la Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica Italiana (di seguito Fondazione Gari), che nell'ambito del progetto 'Pitagorà ha realizzato per l'Adnkronos un rating dettagliatissimo degli Enti pubblici in rapporto a tre voci di costo: energia elettrica, acqua e gas. Si scopre così, scorrendo la tabella elaborata dal Centro Ricerche della Fondazione, che la Regione Campania nel 2020 ha speso oltre 83 milioni di euro di elettricità per il funzionamento delle sue strutture: un incremento notevole rispetto al 2019, anno in cui la Regione amministrata da Vincenzo De Luca ha speso oltre 36 milioni di euro di energia elettrica, a fronte dei 42 milioni 403 mila euro spesi nel 2018 e dei 60 milioni 685 mila euro sborsati nel 2017. Il rating assegnato alla Campania per quanto riguarda la spesa per energia elettrica è 'C', mentre le Regioni più virtuose (e quindi 'premiatè con una tripla 'À) per la Fondazione Gari sono: Emilia Romagna - che, per esempio, ha speso 2 milioni 362 mila euro per l'elettricità - Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Toscana e Veneto. Come si è arrivati a questa classificazione? Il Centro Ricerche della Fondazione Gazzetta Amministrativa analizza tutti i dati finanziari ufficiali dell'Ente pubblico in questione e attraverso algoritmi di ricerca scientifica individua potenziali sprechi, ovvero spese critiche nei conti pubblici.Le spese dell'Ente - in questo caso le Regioni - in relazione alle singole voci (elettricità, acqua e gas) vengono confrontate con il benchmark di riferimento e, a seconda dei livelli di scostamento di spesa individuati, si parla di «performance positiva» (quando la spesa è inferiore o uguale alla media), «scostamento lieve» (quando la spesa è compresa tra la spesa media e il 30% in più), «scostamento considerevole» (quando la spesa è compresa tra lo scostamento lieve e il 100% in più), «spesa fuori controllo» (quando la spesa supera di oltre il 100% la spesa media). Il rating - che si basa esclusivamente su dati contabili oggettivi - assegna alla migliore performance la tripla 'À, mentre alla peggiore viene attribuita la lettera 'C'. Per quanto riguarda i costi per l'acqua, a finire sotto la lente di ingrandimento è il Lazio, che nel 2020 ha speso 2 milioni 335 mila euro, a fronte della spesa di 1 milione 722 mila euro del 2019. La spesa per l'acqua effettuata dal Lazio è etichettata come «fuori controllo» e per questo motivo alla Regione governata da Nicola Zingaretti viene assegnato un rating 'C': in relazione a questa voce di spesa, le Regioni più virtuose risultano essere Calabria, Lombardia e Veneto. Nel dettaglio, la cifra investita dalla Regione di Luca Zaia, per esempio, ammonta a poco più di 59 mila euro. L'ultima voce di spesa esaminata dalla Fondazione Gari è quella relativa al gas: in questo caso la 'maglia nerà va al Molise che nel 2020 ha sborsato circa 152 mila euro. Una cifra che, sebbene sia nettamente inferiore ai 422 mila euro spesi nel 2018, supera comunque la media del 'cluster' di appartenenza calcolata dall'algoritmo. Il rating finale elaborato dalla Fondazione Gari tiene conto di tutte e tre le voci di spesa in esame (elettricità, acqua e gas) e premia con una tripla 'À Calabria, Liguria, Lombardia, Marche e Veneto. Immediatamente dopo, con un rating 'AÀ si classificano Emilia Romagna, Piemonte e Sicilia, mentre alla Toscana va una sola 'À. Alla Puglia e all'Umbria viene assegnata una tripla 'B'; doppia 'B' invece per il Lazio. Chiudono la classifica con una sola 'B': Abruzzo, Basilicata, Campania e Molise. Senza voto le Regioni a statuto speciale Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Trentino Alto Adige e Valle d'Aosta perché le spese sono considerate «non comparabili»: questi Enti, infatti, presentano voci di spesa autonome e diverse da quelle delle Regioni a statuto ordinario che non consentono all'attività di ricerca una perfetta comparazione tra le singole voci. Le tabelle complete della ricerca sono pubblicate sul sito www.adnrkonos.com. Luce: dagli 83 milioni della Campania ai 2,3 dell'Emilia Romagna 83 milioni 952 mila euro. Questa la cifra spesa nel 2020 dalla Regione Campania in energia elettrica per il mantenimento delle sue strutture. Una somma 'monstre' secondo la Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica Italiana, che nell'ambito del progetto 'Pitagora' ha realizzato per l'Adnkronos un rating degli Enti pubblici in rapporto a tre voci di costo (acqua, gas e, appunto, elettricità) assegnando le 'pagellè alle Regioni, dalle più alle meno virtuose. Per quanto riguarda i costi dell'energia elettrica, la Regione amministrata da Vincenzo De Luca occupa l'ultimo posto della classifica stilata dalla Fondazione Gari con un rating 'C', il più basso: si tratta di un incremento notevole rispetto al 2019, anno in cui la Campania ha speso oltre 36 milioni di euro di energia elettrica, a fronte dei 42 milioni 403 mila euro spesi nel 2018 e dei 60 milioni 685 mila euro sborsati nel 2017. Nel caso delle diverse voci che compongono la spesa per l'energia elettrica emerge, ad esempio, che sulla medesima incide il costo che alcune Regioni sostengono in favore dei Consorzi di Bonifica per il funzionamento delle opere pubbliche a difesa dal rischio idrogeologico. La Fondazione Gari promuove con una tripla 'A' le seguenti Regioni: Emilia Romagna (2 milioni 362 mila euro spesi in bollette per l'energia elettrica); Liguria (769 mila euro); Lombardia (5 milioni 731 mila euro); Molise (109 mila euro); Piemonte (1 milione 520 mila euro); Toscana (1 milione 301 mila euro); Veneto (1 milione 250 mila euro). Meno brillanti ma pur sempre virtuose le performance delle Regioni con doppia 'A', ovvero Lazio (3 milioni 746 mila euro), Puglia (2 milioni 484 mila euro) e Sicilia (3 milioni 235 mila euro). Ad Abruzzo (1 milione e 99 mila euro), Marche (1 milione 335 mila euro) e Umbria (824 mila euro), invece, la Fondazione Gazzetta Amministrativa ha assegnato una sola 'A'. Più in basso nella classifica troviamo la Regione Calabria ('BBB') e la Basilicata ('BB'): la prima ha speso in elettricità 2 milioni 117 mila euro, la seconda 776 mila euro. Come si è arrivati a questa classificazione? Il Centro Ricerche della Fondazione analizza tutti i dati finanziari ufficiali dell'Ente pubblico in questione e attraverso algoritmi di ricerca scientifica individua potenziali sprechi, ovvero spese critiche nei conti pubblici. Le spese dell'Ente - in questo caso le Regioni - in relazione alle singole voci vengono confrontate con il benchmark di riferimento e, a seconda dei livelli di scostamento di spesa individuati, si parla di «performance positiva» (quando la spesa è inferiore o uguale alla media), «scostamento lieve» (quando la spesa è compresa tra la spesa media e il 30% in più), «scostamento considerevole» (quando la spesa è compresa tra lo scostamento lieve e il 100% in più), «spesa fuori controllo» (quando la spesa supera di oltre il 100% la spesa media). Il rating - che si basa esclusivamente su dati contabili oggettivi scevri da qualsiasi valutazione discrezionale - assegna alla migliore performance la tripla 'A', mentre alla peggiore viene attribuita la lettera 'C'. Nella classifica stilata dalla Fondazione Gari figurano senza 'votò alcune Regioni a statuto speciale, dal momento che queste presentano voci di spesa autonome, diverse da quelle delle Regioni a statuto ordinario, e quindi non comparabili. Si tratta di: Friuli Venezia Giulia, che nel 2020 ha speso 1 milione 915 mila euro in bollette per l'energia elettrica; Sardegna, con 4 milioni e 58 mila euro di spesa; Trentino Alto Adige, 507 mila euro; Valle d'Aosta, 2 milioni 61 mila euro. Acqua: nel Lazio spesa fuori controllo Spesa idrica «fuori controllo» in Regione Lazio. Nel 2020, si legge nel rapporto che analizza le voci di spesa degli Enti locali confrontandole con un benchmark di riferimento, la Regione amministrata da Nicola Zingaretti ha sborsato 2 milioni 335 mila euro in bollette dell'acqua per le sue strutture a fronte della spesa di 1 milione 722 mila euro del 2019, ottenendo il rating 'C', il più basso. Nella parte alta della classifica troviamo come Regioni più virtuose (e quindi premiate con il voto più alto, la tripla 'À): la Calabria, con 2 mila 97 euro spesi in bollette per l'acqua; la Lombardia, con una spesa di 94 mila 360 euro; il Veneto, con 59 mila 363 euro spesi nel 2020 per l'energia idrica.A seguire, contrassegnate con una doppia 'À, ci sono: Abruzzo (46 mila 167 euro); Liguria (45 mila 930 euro); Piemonte (143 mila 530 euro); Umbria (30 mila 429 euro). Una sola 'À per Emilia Romagna (172 mila 235 euro) e Toscana (200 mila 235 euro). Hanno ottenuto una tripla 'B', invece: Campania (379 mila 565 euro); Marche (90 mila 743 euro); Molise (18 mila 99 euro). Meno virtuose le performance di Basilicata (65 mila 907 euro) e Sicilia (559 mila 634 euro), alle quali è stato infatti assegnato un rating 'BB'. Sotto la lente di ingrandimento la spesa in bollette per l'acqua della Regione Puglia, che con i 753 mila 733 euro sborsati nel 2020 ottiene un rating 'B'. Compaiono come senza 'votò - dal momento che le loro voci di spesa vengono definite «non comparabili» dalla Fondazione Gari - alcune Regioni a statuto speciale, ovvero: Friuli Venezia Giulia, che nel 2020 ha speso 250 mila 509 euro per l'acqua; Sardegna, con 502 mila 178 euro spesi; Trentino Alto Adige, 15 mila 441 euro; Valle d'Aosta, 153 mila 649 euro. Gas, male Molise Abruzzo e Basilicata 152 mila 565 euro. Tanto è costata nel 2020, alla Regione Molise, la bolletta del gas per le sue strutture. È il dato che emerge dal report sulla spesa pubblica degli Enti locali realizzato dalla Fondazione Gazzetta Amministrativa per l'Adnkronos nell'ambito del progetto 'Pitagorà. Per quanto riguarda il gas, al Molise viene assegnato il punteggio più basso (il rating 'C'): secondo i calcoli effettuati dal Centro Ricerche della Fondazione Gari, infatti, questa voce di spesa nel caso del Molise supera di oltre il 100% la spesa media del benchmark di riferimento. Risalendo la classifica troviamo le Regioni con rating 'B', ovvero: Abruzzo (464 mila 598 euro la cifra spesa in bollette del gas); Basilicata (239 mila 973 euro); Umbria (181 mila 612 euro). Più virtuose, e quindi valutate con un rating 'BB', la Campania (798 mila euro) e la Toscana (513 mila 378 euro). Più in alto, con una tripla 'B', si piazzano: Emilia Romagna (398 mila euro di spesa per il gas); Piemonte (399 mila 741 euro); Puglia (385 mila 268 euro). Alla Liguria va una 'À alla luce della spesa di 92 mila 633 euro, alla Lombardia un rating 'AÀ (377 mila 172 euro la cifra spesa dalla Regione amministrata da Attilio Fontana). In cima alla classifica, nel club delle Regioni più virtuose per quanto riguarda la spesa per il gas, e dunque premiate con la tripla 'À, ci sono: Calabria (21 mila 125 euro); Lazio (32 mila 951 euro); Marche (7 mila 993 euro). Viene considerata «non comparabile» la spesa di Regioni a statuto speciale come Friuli Venezia Giulia (1 milione 173 mila 769 euro), Sardegna (il dato non è disponibile), Trentino Alto Adige (177 mila 809 euro); Valle d'Aosta (511 mila 362 euro). La spesa città per città: Parma regina Parma 'reginà tra le città capoluogo di Provincia per quanto riguarda la spesa pubblica. Lo dice l'ultimo report realizzato per l'Adnkronos dalla Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica Italiana, che ha stilato una classificazione dei costi di energia elettrica, acqua e gas sostenuti nel 2020 dai Comuni capoluogo di Provincia per il mantenimento delle loro strutture. Alle città più virtuose è stata assegnata una tripla 'À, alle meno efficienti un rating 'C'. La città amministrata da Federico Pizzarotti si è guadagnata il massimo dei voti per quanto riguarda tutte e tre le voci di spesa: 619 mila 944 euro la cifra spesa per l'energia elettrica, 156 mila 369 euro per le bollette dell'acqua, 215 mila 801 euro per il gas. Si tratta di costi valutati dall'algoritmo del Centro studi della Fondazione Gari come »inferiori o uguali« al modello 'virtualè di riferimento per quel territorio. Completano la top 10 dei capoluoghi di Provincia più virtuosi: Reggio Emilia, Rovigo, Brescia, Pesaro, Pordenone, Sassari, Catania, Pescara e Carbonia. Scorrendo la classifica (le tabelle complete sono consultabili sul sito adnkronos.com) ci si imbatte nelle spese »fuori controllo« per l'elettricità di Ragusa (6 milioni 333 mila euro) e Salerno (9 milioni 695 mila euro), città che occupano rispettivamente il 72esimo e 79esimo posto della classifica. Pesa sul rating di Bergamo - 86esimo posto - il costo del gas (4 milioni 369 mila euro): lo stesso vale per Padova (che ha speso 7 milioni 873 mila euro in gas), Gorizia (1 milione 157 mila euro) e Trieste (7 milioni 788 mila euro). Mentre è la bolletta dell'acqua a gravare sul giudizio di Aosta (1 milione 142 mila euro), Viterbo (4 milioni 754 mila euro) e Catanzaro (che per l'energia idrica ha sborsato ben 8 milioni 165 mila euro). Da segnalare altre spese fuori parametro come quella di Palermo, 95esima in classifica, per il gas (2 milioni 138 mila euro) e di Reggio Calabria per l'energia elettrica (10 milioni 233 mila euro). 67esimo posto per Roma Capitale, che nel 2020 ha speso: 28 milioni 58 mila euro per l'elettricità (rating 'AÀ); 100 milioni 553 mila euro per l'acqua (rating 'B'); 2 milioni 849 mila euro per il gas (rating 'AAÀ).

LEGGO

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SEZ. ECONOMIA Assegno unico e nuova Irpef: fino a 1.900 euro per le famiglie più povere. Tutto quello che c'è da sapere Mef: impatto massimo delle riforme per 1,1 milioni di nuclei

20 Febbraio 2022, 10:04am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sono 1,13 milioni i nuclei - secondo i calcoli del Mef - che godranno dei maggiori benefici dell'entrata in vigore dell'assegno unico e della riforma dell'Irpef. Sono quelle famiglie meno abbienti e con figli. Il Dipartimento Finanze del Mef ha calcolato il numero dei più vulnerabili economicamente, coloro cioè che rientrano nel primo decimo di reddito equivalente: a loro un beneficio pari a 1.935 euro l'anno, con un'incidenza sul reddito lordo dell'11,6%, in grandissima parte ascrivibile proprio all'assegno unico. I benefici si riducono gradualmente per i nuclei dei decimi successivi, in pratica i più ricchi, scendendo fino a circa 500 euro. Assegno unico, a chi spetta L’Assegno unico e universale per i figli a carico riguarda tutte le categorie di lavoratori dipendenti (sia pubblici che privati), lavoratori autonomi, pensionati, disoccupati, inoccupati ecc. Pur essendo graduato rispetto al reddito, spetta a tutte le famiglie con figli, dal settimo mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni di età. I requisiti Oltre ai cittadini italiani, l’assegno unico spetta anche agli stranieri con diritto di soggiorno (se cittadini Ue) o permesso di soggiorno di lunga durata o contratto di lavoro (anche studio e ricerca) di almeno sei mesi. Bisogna inoltre pagare le imposte sul reddito in Italia ed essere residenti (per almeno due anni anche non continuativi) o domiciliati in Italia. L’assegno spetta anche ai beneficiari del Reddito di cittadinanza: in questo caso sarà erogato automaticamente dall’Inps (senza necessità di domanda, quindi) e sarà calcolato sottraendo dall’importo teorico spettante la quota di Reddito di cittadinanza relativa ai figli minori che fanno parte del nucleo familiare, calcolata sulla base della scala di equivalenza. La domanda L'assegno unico non è automatico: occorre che uno dei due genitori (o il tutote) presenti domanda all'Inps (sul sito con l'identità digitale, attraverso il call center o i patronati e i Caf). Dall'inizio di gennaio è già possibile farlo. La domanda è annuale. La prima erogazione dell'assegno decorrerà comunque da marzo 2022. I documenti L'importo dell'assegno varia a seconda del reddito Isee. Quindi occorre procurarsi la certificazione. Al momento della registrazione della nascita del figlio, sarà l’ufficiale di stato civile a informare le famiglie sull’assegno. Una volta compiuti i 18 anni i ragazzi possono chiedere di ricevere direttamente la quota parte dell’assegno a loro nome. Le famiglie si stanno attrezzando: dall'inizio del mese di gennaio c'è stato un boom di dichiarazioni sostitutive uniche, necessarie per chiedere l'Isee. L'Inps ha fatto sapere che fino al 23 gennaio ne sono arrivate oltre 2,64 milioni con un aumento del 47% su gennaio 2021.

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SEZ. ECONOMIA Borgo 4.0 e guida senza pilota, il mondo guarda a Lioni Presentato il progetto di mobilità sostenibile e avanzata tecnologia in Alta Irpinia

19 Febbraio 2022, 18:39pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

borgo 4 0 e guida senza pilota il mondo guarda a lioni

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Lioni. Oltre 70 milioni di euro tra fondi pubblici e privati per il progetto Borgo 4.0. Il mondo guarda a Lioni per la mobilità sostenibile e la guida senza pilota; una sfida avveniristica lanciata dall'imprenditore Paolo Scudieri e raccolta dalla Regione Campania. “Siamo di fronte ad un progetto importante per la comunità lionese che guarda al futuro con occhi propositivi e con delle opportunità che sono uniche al mondo – le parole di Scudieri - Questa iniziativa è straordinariamente innovativa. Lioni è il primo borgo al mondo che sarà popolato da tecnologie 4.0 che correlano la mobilità e sistemi di guida autonoma e da nuove professionalizzazioni di cui questo nuovo mondo ha bisogno. Lioni guarda al mondo. La presentazione di “Borgo 4.0” a Dubai è stata un successo. Tante nazioni ci chiedono di imitare Lioni. La durata è di circa tre anni. In questo asse temporale assisteremo agli avanzamenti per arrivare a vedere gli sviluppi pratici. L'Alta Irpinia come polo di innovazione alta tecnologia anche per contrastare lo spopolamento. Per il sindaco Juri Gioino borgo 4.0 stravolgerà in positivo il volto della sua cittadina di Angelo Giuliani OTTOPAGINE

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SEZ. ECONOMIA Bollette: terminata la cabina di regia a Palazzo Chigi La riunione in vista del Consiglio dei ministri di oggi

18 Febbraio 2022, 12:07pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA  Bollette: terminata la cabina di regia a Palazzo Chigi La riunione in vista del Consiglio dei ministri di oggi

INSERITO DA ANGELA CECERE E' terminata, dopo circa un'ora e mezza, la cabina di regia a Palazzo Chigi tra Draghi e i capidelegazione della maggioranza sul nuovo decreto contro il caro bollette. Alla riunione ha partecipato anche il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani. Il decreto bollette arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri che potrebbe essere convocato nel primo pomeriggio, probabilmente alle 15. Alla riunione presieduta da Mario Draghi partecipano i ministri Elena Bonetti (Iv), Andrea Orlando (Pd), Roberto Speranza (Leu), Maria Stella Gelmini e Renato Brunetta (Fi) e Giancarlo Giorgetti (Lega), oltre al ministro dell'Economia Daniele Franco e al sottosegretario alla presidenza Roberto Garofoli. Il ministro dell'Economia, secondo quanto si apprende, in apertura della riunione ha illustrato ai colleghi un testo di una trentina di articoli, che oltre agli interventi sull'energia contiene anche le correzioni alla cessione dei crediti di imposta legati ai bonus edilizi, compreso il Superbonus. Arrivano altri 400 milioni di euro per le spese Covid delle Regioni per far fronte alla quarta ondata e per l'aumento della bolletta energetica per le strutture sanitarie. Lo si apprende da fonti di governo. L'intervento sarebbe stato fortemente sollecitato al ministro della salute Roberto Speranza. Il decreto Energia sarà oggi in Consiglio dei Ministri: "grande soddisfazione" della Lega affermano fonti del Carroccio sottolineando che "sono state accolte molte delle richieste del partito di Matteo Salvini. In particolare: aiuto alle famiglie e alle imprese per fronteggiare l'aumento delle bollette, l'incremento della produzione nazionale di gas, la semplificazione per la crescita di energie rinnovabili, l'intervento fiscale sugli enormi guadagni di poche grandi aziende da redistribuire a migliaia di piccole imprese".

 ANSA

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SEZ. ECONOMIA Auto: a gennaio -2,4% vendite Europa Gruppo Stellantis -1,24%; quota mercato scende al 19,1%

17 Febbraio 2022, 10:47am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA  Auto: a gennaio -2,4% vendite Europa Gruppo Stellantis -1,24%; quota mercato scende al 19,1%

INSERITO DA ANGELA CECERE TORINO, Nel mese di gennaio in Europa Occidentale (Ue+Efta+Regno Unito) sono state immatricolate 822.423 auto, con un calo del 2,4% sullo stesso mese del 2021. Lo rende noto l'Acea, l'associazione dei costruttori europei dell'auto. Il gruppo Stellantis ha immatricolato a gennaio in Europa Occidentale (Ue, Paesi Efta e Regno Unito) 156.673 auto, il 12,4% in meno dello stesso mese del 2021. La quota di mercato è in calo dal 21,2% al 19,1%.

ANSA

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SEZ. ECONOMIA Bollette, stangata energia: +131% elettricità e +94% gas

16 Febbraio 2022, 11:27am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Bollette, stangata energia: +131% elettricità e +94% gas

INSERITO DA ANGELA CECERE Gli interventi del governo non sono bastati, la stangata sulle bollette della luce e del gas nel primo trimestre 2022 è pesantissima. A confermarlo è la stessa Arera, l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. «Pur con gli interventi straordinari da parte del Governo, nel primo trimestre 2022 sul primo trimestre 2021 si è registrato un aumento del 131% per il cliente domestico tipo di energia elettrica (da 20,06 a 46,03 centesimi di euro/kWh, tasse incluse) e del 94% per quello del gas naturale (da 70,66 a 137,32 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse)». Gli aumenti sono stati generati dal balzo dei prezzi all'ingrosso e da quelli del petrolio. E nelle prossime ore, quasi certamente venerdì, il governo varerà un ulteriore pacchetto di misure per mitigare la stangata. Il salasso per i consumatori è su tutti i fronti, negli ultimi giorni anche i carburanti hanno fatto registrare un record. Secondo Codacons, Assoutenti e Unione Nazionale Consumatori i prezzi della benzina non sono mai stati così alti dal 2012 e i recenti rincari si tradurranno in una stangata da oltre 400 euro annui a famiglia. La benzina raggiungere la media di 1,835 euro/litro, il gasolio 1,708 euro/litro.

LEGGO

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SEZ. ECONOMIA Superbonus: norme nel dl bollette, fino a 3 cessioni crediti Cingolani firma dl per aumentare i massimali del 20% per caro materie prime e inflazione

15 Febbraio 2022, 10:47am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA  Superbonus: norme nel dl bollette, fino a 3 cessioni crediti Cingolani firma dl per aumentare i massimali del 20% per caro materie prime e inflazione

INSERITO DA ANGELA CECERE Scatteranno velocemente le novità che il governo introdurrà per far ripartire, in sicurezza, i lavori collegati al Superbonus. Le norme, secondo quanto si apprende saranno inserite nel prossimo decreto sulle Bollette che il governo porterà nel Consiglio dei Ministri che potrebbe tenersi o giovedì o venerdì prossimo. Nelle norme, oltre al codice identificativo, una sorta di bollino, che accompagnerà le operazioni di cessioni del credito, è anche previsto un limite massimo di tre cessioni del credito se queste operazioni avvengono all'interno del sistema bancario.  Il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani ha intanto firmato il decreto che fissa i tetti massimi per gli interventi del Superbonus 110%. I massimali aggiornano quelli già vigenti per l'Ecobonus, aumentandoli almeno del 20% in considerazione del maggior costo delle materie prime e dell'inflazione. "Con questo decreto - commenta il ministro - si completa l'operazione che sta portando avanti il Governo ponendo un freno all'eccessiva lievitazione dei costi e riportando il Superbonus a un esercizio ragionevole che tuteli lo Stato e i cittadini venendo incontro alle esigenze del settore e dell'efficientamento energetico".

ANSA

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