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sez.economia

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SEZ. ECONOMIA Borsa: Europa pesante su timori guerra, Milano -3,5% Vendite per banche e utility. In rialzo oro, petrolio e gas

14 Febbraio 2022, 11:30am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA  Borsa: Europa pesante su timori guerra, Milano -3,5% Vendite per banche e utility. In rialzo oro, petrolio e gas

INSERITO DA ANGELA CECERE MILANO,  Le Borse europee proseguono pesanti con i venti di guerra che arrivano dall'Est. 'Le tensioni tra Russia e Usa per l'Ucraina hanno messo sotto pressione i mercati, con il balzo dei prezzi di gas e petrolio ed il nervosismo sui titoli di Stato. Nel comparto azionario sono energia (-1%), utility (-1,8%) e banche (-3,4%) a subire il maggiore calo. In questo contesto l'euro sul dollaro si indebolisce e scende a 1,1319 a Londra. L'indice d'area stoxx 600 cede il 2,4%. Raffica di vendite a Francoforte (-3,1%), Parigi (-2,89%), Madrid (-2,47%), Londra (-1,7%). Maglia nera per Milano (-3,5%). Tra i comparti soffrono anche i tecnologici (-2,9%) e le auto (-2,6%). Seduta all'insegna della volatilità per le materie prime. I rialzo il petrolio con il Wti che sale a 93,37 dollari al barile (+0,3%) e il Brent a 94,59 dollari (+0,17%). Avanza il prezzo del gas. Ad Amsterdam le quotazioni sono in rialzo del 7,3% a 83,11 euro al Mwh, dopo aver registrato in mattinata un aumento del +12% a 88 euro. A Londra il prezzo sale del 7,4% sforando i 200 penny per Mmbtu (199,79 penny). Sale anche l'oro che raggiunge 1.856 dollari l'oncia, con un incremento dell'1,67%.

ANSA

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SEZ. ECONOMIA Covid, il Governo conferma: “Stop allo stato di emergenza dal 31 marzo, cosa accade dopo”

13 Febbraio 2022, 11:08am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Covid, il Governo conferma: "Stop allo stato di emergenza dal 31 marzo,  cosa accade dopo"

INSERITO DA REDAZIONE Il 31 marzo scade lo stato d’emergenza. I dati di ripresa sono positivi e il sottosegretario Costa tranquillizza: “non verrà rinnovato“. Il primo stato d’emergenza è stato firmato ed entrato in vigore il 31 marzo di due anni fa, nel pieno dell’emergenza. In sostanza lo stato d’emergenza, con lo scopo di risolvere e tamponare, porta nelle mani del Governo la gestione. Le scelte sono necessariamente prive della differenziazione dei governi regionali, e fanno capo tutte al Governo e alle istituzioni “speciali” create. Lo stato d’emergenza Il 31 marzo prossimo scade quindi lo stato d’emergenza ad oggi in vigore, e tutti i dati fanno pensare che non verrà prorogato. A tranquillizzare e dare speranza è il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. Costa è stato recentemente ospite al programma televisivo ‘Agorà‘, in onda su Rai3, nell’intervista ha risposto ad alcune domande dando svariati chiarimenti sullo stato d’emergenza. Come sappiamo le scelte del Governo Draghi e dei suoi ministri sono prese sempre a seguito dell’analisi dettagliata dei dati sulla pandemia. La buona notizia è che i dati sono migliorati notevolmente, a dirlo è lo stesso Costa. Le parole di Costa “I dati ogni giorno ci dicono che fortunatamente c’è un calo di contagi e dei ricoveri e di tutti gli indicatori. Le vaccinazioni stanno proseguendo, quindi è ragionevole pensare che lo stato d’emergenza non verrà rinnovato” spiega. I primi passi di ripresa iniziano da domani con l’eliminazione dell’obbligo di mascherina in tutta Italia, fatta eccezione per la Campania che manterrà l’obbligo fino a fine febbraio per, l’ormai solita, opinione controcorrente del Governatore De Luca. Inoltre riapriranno le discoteche e agli stadi sarà “concesso” un 75% di capienza. “Non verra’ rinnovata l’ordinanza che prevedeva la chiusura delle discoteche, questo significa che da domani riapriranno. Anche negli stadi c’e’ stato un incremento della capienza” dice Costa. Il sottosegretario utilizza parole di grande speranza, come quelle spese per la capienza negli stadi: “credo che si potra’ arrivare al 100%. Credo che il campionato finira’ con gli stadi pieni“. Cosa cambia senza stato d’emergenza Resta invece più complessa la gestione degli ospedali. Per quanto riguarda le regole sulla certificazione non sembrano esserci conferme di cambiamenti, sarà ancora in vigore. Costa però fa sperare: “Da marzo si puo’ prevedere un allentamento graduale del green pass, ad esempio nei luoghi all’aperto“. Ha parlato inoltre della campagna vaccinale: “Abbiamo 48 milioni di italiani che si sono vaccinati. Dobbiamo completare, se procediamo con questo ritmo di vaccinazioni, significa in un mese completare la somministrazione della terza dose“. Ma cosa cambia se lo stato non viene prorogato? Lo smart working perderebbe la sua “forza” allo stesso tempo però per alcuni lavoratori rimarrebbe l’alternanza. La campagna vaccinale tornerebbe nelle mani delle regioni, la maggior parte degli hub verrebbero smontati e medici di famiglia e ospedali faranno le iniezioni. Il vaccino anti covid verrà insomma trattato come un qualsiasi altro vaccino. Terminerebbero anche le attività del Commissario straordinario e del Comitato Tecnico Scientifico e non ci saranno più le cabine di Regia tra Governo e Regioni. Verrebbero in pratica meno i poteri straordinari del Governo, come la possibilità di operare in deroga alle leggi vigenti per motivi sanitari. Non sarebbero neanche più attive le divisioni in “colori” delle regioni. ANTONELLA TAMARRO INTERNAPOLI

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SEZ. ECONOMIA Caro bollette, rincari fino al +600%: Pmi e turismo chiedono l'intervento del Governo

12 Febbraio 2022, 10:07am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

DI MIKI PAPPACODA Le spese aumentano, la produzione rallenta. Le associazioni delle imprese chiedono interventi strutturali all'Esecutivo Gas, luce e benzina: i rincari colpiscono tutta Italia, dalle famiglie alle imprese. E rischiano di mettere in ginocchio interi settori economici. Per questo, i rappresentanti delle categorie produttive chiedono al Governo di intervenire con decisione sulla politica energetica. La stangata dei rincari L'aumento delle bollette, rispetto all'anno scorso, arriva fino al +600%, mentre in autostrada la benzina ha superato i 2 euro al litro. Ad essere più colpite sono le piccole e medie imprese e il settore turistico, specialmente quello alberghiero. Paolo Agnelli, presidente di Confimi Industria (che raccoglie 45mila imprese private e manifatturiere), spinge per l'apertura di un tavolo col Governo per ridurre la dipendenza energetica italiana dall'estero. La stangata non risparmia gli alberghi, che devono far fronte ad una minore domanda rispetto al passato e a spese decisamente maggiori. «Gli hotel sono imprese altamente energivore, aperte 24 ore su 24 sette giorni su sette, quindi il caro bollette colpisce duramente il settore dell'accoglienza. Risultato, alla minore domanda si sommano gli extra costi per l'energia e in queste condizioni non è semplice per le aziende del settore restare in piedi», spiega Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi. Come scrive Francesco Bisozzi per Il Messaggero, le stime di Confesercenti per alberghi e ristorante sono drammatiche. Un albergo che consuma 128.000 kWh annui pagava un anno fa 1.442 euro al mese per le bollette dell'energia mentre nel 2022 l'asticella è schizzata a 3.340 euro mensili. Sempre Confesercenti ha stimato che un ristorante con consumi pari a 60.000 kWh annui oggi paga per luce e gas 2.860 euro al mese contro i 1.050 euro del gennaio 2021. Tutti i settori colpiti Tra le imprese che subiscono i rincari ci sono anche quelle edilizie, coinvolte nel Superbonus 110%. Gli aumenti, in questo caso, variano tra il +40 e il +50%. Non va meglio alla filiera agroalimentare. Secondo quanto rilevato da Confagricoltura i costi delle bollette energetiche delle aziende agricole risultavano aumentati a dicembre del 120% rispetto all'inizio del 2021. Il grido d'aiuto delle imprese Le imprese chiedono al Governo di intervenire, migliorando quanto fatto finora con il Decreto Sostegni. Roberto Callieri, presidente di Federbeton, ha spiegato: «Quel decreto è un primo passo ma non è sufficiente. Riteniamo sia necessario pensare a misure più adeguate e soprattutto tempestive, come rendere disponibile alle imprese energivore a un prezzo competitivo la produzione di energia da fonti rinnovabili gestita dallo Stato». Dello stesso avviso anche Aurelio Regina, presidente del gruppo tecnico energia di Confindustria, che chiede al Governo di «riprendere in Italia lo sfruttamento dei nostri giacimenti sarebbe epocale. Parliamo di una misura strutturale che stabilizza e che vale il 15 per cento dei consumi nel Paese. La nostra proposta può confluire in un emendamento al decreto Sostegni-Ter, oppure può essere oggetto di un decreto legge a parte». Le mosse del Governo La crescita record realizzata nell'ultimo anno, seppur inflazionata per il confronto con il peggior anno pandemico, rischia di essere vanificata proprio dall'impennata dei costi dell'energia. Il Pil frena sempre di più con il passare delle settimane e Confindustria ha già rilevato un forte calo della produzione industriale a gennaio (-1,3%). Le stime del Pil, secondo Confcommercio, dovrebbero essere viste ancora al ribasso, passando dal 4 al 3,5%. Le tensioni geopolitiche, che riguardano direttamente anche le forniture di gas, continuano ad aumentare e questo rende la situazione ancora più insostenibile nel breve e nel lungo periodo. Per questo, come ha dichiarato il ministro Giorgetti, il problema va affrontato in maniera strutturale.

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SEZ. ECONOMIA Borsa:Milano (-1,5%) maglia nera in Europa,ferma Banco-Bpm Scendono auto e banche. Lo spread Btp-Bund a 166 punti

11 Febbraio 2022, 12:17pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA  Borsa:Milano (-1,5%) maglia nera in Europa,ferma Banco-Bpm Scendono auto e banche. Lo spread Btp-Bund a 166 punti

INSERITO DA ANGELA CECERE MILANO,  La Borsa di Milano (-1,5%) si appesantisce ancora e indossa la maglia nera tra i listini europei. Resta ancora al palo Banco Bpm, in attesa di entrare agli scambi dopo le voci di stampa su una possibile opa di Unicredit (-1,3%). Intanto lo spread tra Btp e Bund prosegue la seduta a 166 punti base, con il rendimento del decennale italiano all'1,92%. A Piazza Affari scivolano Mediolanum (-3,9%) e Nexi (-3%), all'indomani dei risultati. Vendite anche sulle banche con Intesa (-2,4%), Bper (-1,9%), Mps (-1,4%). Poco mossa Unipol (+0,04%), nel giorno dei conti del 2021 che battono i target del piano. Seduta in rosso per il comparto dell'auto dove rallenta Iveco (-2,5%). Male anche Stellantis (-1,8%) e Cnh (-1,2%). Rallentano le utility mentre si studiano misure per frenare il rincaro delle bollette energetiche. In calo A2a (-1,9%), Enel (-2,1%), Hera (-1,8%), Erg (-1,1%).

ANSA
   

 

 
   

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SEZ. ECONOMIA Cementir, nel 2021 ricavi al record storico per 1,36 miliardi (+11%) e margine operativo lordo in crescita del 17,9%

10 Febbraio 2022, 10:41am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

La nostra storia | Cementir Holding N.V.

DI MICHELE PAPPACODA Nel 2021 il gruppo Cementir ha conseguito un risultato operativo in aumento del 25,8% a 197,8 milioni di euro, ricavi per 1,36 miliardi di euro in crescita dell’11% rispetto al 2020 e un margine operativo lordo di 311 milioni (+17,9%). Lo rende noto la società in una nota aggiungendo che «se si escludono proventi netti non ricorrenti, il Mol è pari a 300 milioni, in crescita del 14% sul 2020». ​Cementir, nel 2021 ricavi al record storico Il cda della società ha anche definito gli obiettivi di Piano Industriale 2022-2024 che prevede ricavi a circa 1,65 miliardi, un margine operativo lordo a circa 350 milioni, una posizione finanziaria di cassa netta di oltre 300 milioni. Il piano prevede inoltre dividendi in crescita con payout ratio compreso tra il 20 e 25 per cento. IL 2021, commenta nella nota Francesco Caltagirone jr, presidente e amministratore delegato, «ha segnato per Cementir l’anno del record storico di ricavi e margine operativo lordo nonostante le incertezze legate alla crisi pandemica, il significativo incremento dei costi energetici, dei materiali e servizi e la svalutazione della lira turca». Il gruppo, aggiunge il manager, «ha conseguito risultati eccellenti, con ricavi in crescita dell’11% e Mol su base ricorrente in crescita del 14%, a dimostrazione della resilienza del proprio modello di business». E ancora: «La generazione di cassa, che ha raggiunto circa 120 milioni, ci ha consentito di ridurre l’indebitamento finanziario netto di circa 73 milioni al netto dell’impatto Ifrs 16, di distribuire 21,9 milioni di dividendi e di investire 24,8 milioni di euro per l’acquisto di azioni proprie». Il nuovo Piano continuerà a dare centralità ai temi Esg nella strategia di medio-lungo periodo, «integrandoli sempre più - prosegue la nota - nel modello di business e non limitando il nostro impegno alla sola mitigazione degli impatti sull’ambiente». Nel quarto trimestre i ricavi delle vendite e prestazioni, pari a 351,7 milioni, sono aumentati del 7,2% rispetto ai 328 milioni del quarto trimestre 2020, con un andamento positivo in tutte le aree geografiche ad eccezione della Svezia e della Malesia. Il margine operativo lordo, pari a 95,9 milioni, è aumentato del 11,9% rispetto agli 85,7 milioni del quarto trimestre 2020. Il risultato comprende proventi netti non ricorrenti pari a 11,1 milioni, al netto dei quali il risultato sarebbe stato pari ad 84,8 milioni, in crescita del 6% rispetto al comparabile del 2020 (80 milioni). Il risultato operativo ha raggiunto 64,5 milioni, in aumento del 8,4% rispetto ai 59,5 milioni nel quarto trimestre 2020.

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SEZ. ECONOMIA "Possibile ulteriore rallentamento del Pil nei prossimi mesi", lo dice l'Istat

9 Febbraio 2022, 15:01pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA "Possibile ulteriore rallentamento del Pil nei prossimi mesi", lo dice l'Istat

INSERITO DA MORENA MOTTA "Il calo di fiducia di famiglie e imprese riflette il peggioramento delle attese sulla situazione economica e i giudizi negativi degli operatori nei servizi di mercato e, in misura decisamente più contenuta, nella manifattura. Al contrario, le imprese del settore delle costruzioni hanno mantenuto un orientamento favorevole. Questi segnali potrebbero configurare un ulteriore rallentamento dell’attività nei prossimi mesi". Lo scrive l'Istat nella Nota mensile sull'andamento dell'economia relativa a gennaio.

Nel quarto trimestre 2021 - sottolinea l'Istat - il Pil italiano ha segnato un ulteriore incremento a sintesi di un aumento del valore aggiunto dell’industria e dei servizi. Dal lato della domanda, si segnala il contributo negativo della componente estera netta. La crescita acquisita per il 2022 è pari al 2,4%.

A dicembre, il mercato del lavoro ha evidenziato segnali di stabilizzazione. I tassi di occupazione e inattività sono rimasti sui valori del mese precedente, mentre si è ridotto marginalmente quello di disoccupazione. Dal lato delle imprese permangono difficoltà nel reperire lavoratori con competenze adeguate.

A gennaio, l’inflazione ha mostrato una ulteriore crescita. Il valore acquisito per l’anno corrente è +3,4%.

La produzione a -1% in dicembre, +4,4% su anno

A dicembre 2021 l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisce dell’1,0% rispetto a novembre. È quanto stima l'Istat, che sottolinea come nella media del quarto trimestre il livello della produzione cresca dello 0,5% rispetto al trimestre precedente. Corretto per gli effetti di calendario, a dicembre l’indice complessivo aumenta in termini tendenziali del 4,4% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 22, contro i 21 di dicembre 2020).

Nel dettaglio, l’indice destagionalizzato mensile cresce su base congiunturale solo per l’energia (+0,1%), mentre diminuisce per i beni intermedi (-0,5%), i beni di consumo (-1,0%) e i beni strumentali (-2,2%). Sull'anno, incrementi rilevanti caratterizzano i beni di consumo (+10,4%) e l’energia (+8,9%); più contenuta è la crescita per i beni intermedi (+2,1%) e i beni strumentali (+0,3%). 

FONTE www.agi.it

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SEZ. ECONOMIA Auto: Acea, mercato +7,9% nel 2022 ma Ue acceleri su chip Allarme ritardo infrastrutture per elettriche

8 Febbraio 2022, 10:04am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA TORINO, 08 FEB - L'Acea, Associazione europea dei costruttori di automobili, prevede che le immatricolazioni nell'Ue torneranno a crescere quest'anno, aumentando del 7,9% per raggiungere 10,5 milioni di unità, grazie anche a una stabilizzazione delle forniture di chip entro il 2022. Tuttavia, le vendite rimarrebbero comunque inferiori di quasi il 20% ai livelli pre-crisi del 2019. Alla luce dell'European Chips Act, l'Acea esorta l'Ue a ridurre la sua dipendenza dai fornitori esteri per evitare danni alle industrie europee in futuro. L'associazione inoltre lancia l'allarme per il ritardo sulle infrastrutture per le auto elettriche: "Se la situazione delle infrastrutture per l'elettrico non viene affrontata con urgenza introducendo obiettivi ambiziosi per tutti gli Stati membri dell'Ue, incontreremo molto presto un ostacolo" (ANSA).

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SEZ. ECONOMIA Spread a 162 punti, rialzo anche per titoli Grecia e Spagna Tensione su titoli sovrani paesi 'periferici'

7 Febbraio 2022, 12:17pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA  Spread a 162 punti, rialzo anche per titoli Grecia e Spagna Tensione su titoli sovrani paesi 'periferici'

INSERITO DA ANGELA CECERE Prosegue la tensione sui titoli di Stato Europei e in particolare su quella dei paesi 'periferici'. Lo spread tra Btp e Bund sale ancora e si attesta a 161 punti, con il rendimento del decennale italiano all'1,84%. In crescita anche il differenziale tra Grecia e Germania che sale a 223 punti, con il rendimento del decennale greco al 2,45% (+21,9%) tornando ai livelli della primavera 2020. Il rendimento del decennale spagnolo sale all'1,109% (+7,6%).

ANSA
   

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SEZ. ECONOMIA Sud: Confcommercio, occupazione donne crolla al 33% Stime Pil 2022 riviste al ribasso, da 4% a 3,5-3,7%

6 Febbraio 2022, 10:41am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il tasso di occupazione delle donne nella fascia 15-64 anni al Sud "è precipitato al 33%" contro un tasso di occupazione del 59,2% al Centro-Nord e del 63% nell'Ue-27, ossia 30 punti indietro al resto dell'Italia e dell'Europa. Lo rileva il Centro studi di Confcommercio in un rapporto sul Sud e il Pnrr sui dati al 2019, in cui si sottolinea che addirittura in Calabria il tasso di occupazione delle donne è sceso dal 31% del 2007 al 30,3%. La partecipazione delle donne al mercato del lavoro nel Mezzogiorno è "assurdamente bassa", afferma il centro studi. "La crisi Covid ha indebolito ulteriormente il Mezzogiorno in termini di occupazione, capitale produttivo e reddito. Con il Pnrr è possibile recuperare il terreno perduto attraverso quasi il doppio degli investimenti pubblici che, se indirizzati presto e bene, attireranno anche ingenti risorse private rafforzando la filiera turistica", ha detto il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. La Confederazione rivede poi al ribasso le proprie stime sul Pil per quest'anno: dal 4% stimato a dicembre al 3,5-3,7%. Il Governo al momento prevede per quest'anno una crescita del 4,7%. ANSA

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SEZ. ECONOMIA Confindustria: produzione in forte caduta, stima -1,3% a gennaio Caro-energia, non conviene produrre. Seri rischi per risalita del Pil

5 Febbraio 2022, 11:10am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA "La produzione industriale italiana è stimata in forte caduta a gennaio -1,3%, dopo -0,7% a dicembre". Lo calcola il centro studi di Confindustria indicando che "la contrazione è dovuta al caro-energia (elettricità +450% a gennaio 2022 su gennaio 2021) e al rincaro delle altre commodity che comprimono i margini delle imprese e, in diversi casi, stanno rendendo non più conveniente produrre. A questo si sommano le persistenti strozzature lungo le catene globali del valore. Tale dinamica - avvertono gli economisti di via dell'Astronomia - mette a serio rischio il percorso di risalita del Pil, avviato lo scorso anno". ANSA

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