Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il quarto fine settimana di esodo estivo è segnato dalle partenze per il lungo ponte di Ferragosto. Sulla rete Anas per il terzo weekend del mese è atteso traffico in costante aumento per gli spostamenti dei viaggiatori che sono rimasti nelle grandi città, ma che si concedono qualche giorno di riposo per celebrare il 15 agosto in località più vicine. Non mancheranno anche gli ultimi vacanzieri che partiranno verso mete più lontane, mentre a partire dalle giornate di sabato 17 e domenica 18 sono previsti i primi rientri a casa. Viabilità Italia ha annunciato bollino rosso a partire dal pomeriggio di oggi, mercoledì 14 agosto e nella mattinata di domani, giovedì 15 agosto: spostamenti in netta crescita dai grandi centri urbani verso le località di villeggiatura, di mare al sud e di montagna a nord e verso i confini di Stato. Viceversa, nelle giornate di sabato 17 agosto e di domenica 18 agosto è atteso traffico intenso verso i grandi centri urbani. Per consentire la fluidità del traffico – si ricorda – Anas (Gruppo FS Italiane) ha potenziato l’impegno del personale su tutto il territorio nazionale e ha limitato la presenza dei cantieri fino al 3 settembre: sospesi 906 cantieri, il 70% di quelli attivi (1278). Traffico rallentato questa mattina sull’a2 del mediterraneo in uscita a Battipaglia ed Eboli , svincoli che assicurano i percorsi verso le località di mare del Cilento. Anche sull’a30 Caserta Salerno code ai caselli di Mercato san Severino in direzione sud cos’ come sul raccordo Sa Avellino. Un consistente flusso di traffico si è registrato anche sull’A3 Napoli Salerno , all’uscita in pieno centro per quanti erano diretti verso le località della costiera Amalfitana. TVOGGISALERNO
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Elicotteri e il canadair in supporto alle squadre dei vigili del fuoco, protezione civile, operatori della comunità di terra. Si lavora per fermare l’avanzata delle fiamme. Ancora focolai attivi oggi sul Monte Tubenna e Montevetrano dove c’è stato un continuo via vai anche questa mattina di mezzi aerei a gettare acqua dall’alto per tener testa agli incendi che in queste ore stanno mandando in fumo ettari di bosco nel salernitano. Stamani il fronte del fuoco, che ieri pomeriggio aveva invaso con tanto fumo le gallerie all’altezza di San Mango Piemonte dell’as2, spingendo gli automobilisti a lasciare le auto per fuggire a piedi, con la conseguente chiusura dell’autostrada, si è unito ad un altro focolaio attivo su san Cipriano e Castiglione del Genovesi Gli elicotteri dei vigili del fuoco, i carabinieri forestale e gli uomini della Comunità Montana Monti Picentini sono impegnati a domare le fiamme per evitare che raggiungono le abitazioni rurali. L’incendio ed la densa colonna di fumo era ben visibile stamani anche da diversi punti della città di Salerno ed in modo particolare dalla tangenziale. In fumo decine di ettari di demanio e terreni privati ridotti in cenere. Si indaga per cercare di scoprire i piromani Tanti, troppi e concentrati nelle stesse ore gli incendi che ormai è chiaro si sviluppano in diversi punti della provincia per mano di qualcuno . Proprio per questo, i carabinieri forestali stanno pattugliando le aree boschive del Salernitano. E Proprio durante i controlli, ad Atena Lucana, i militari dell’Arma hanno sorpreso un 26enne che aveva appena appiccato un incendio: arrestando l’uomo in flagranza di reato con l’accusa di incendio doloso. TVOGGISALERNO
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Garantire maggiore sicurezza in particolari momenti della giornata ai cittadini, alle zone piu’ sensibili e nelle aree della movida serale e notturna, dove sono concentrati gli esercizi commerciali di maggiore richiamo ed i giovani. Massima attenzione alle truffe e all’assistenza alle fasce deboli, in particolare gli anziani, che in questo periodo vacanziero quando tendono a rimanere più soli; ai reati predatori e ai furti in appartamento, fenomeno agevolato dal fatto che la città si svuota per le ferie della maggior parte dei cittadini.
Si rafforzano i controlli sul fronte della sicurezza a ferragosto. I Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno agli ordini del Colonnello Filippo Melchiorrehanno messo in campo una massiccia operazione di sicurezza per assicurare una serena permanenza a turisti e residenti rimasti in città.
I servizi c vedranno in campo i militari dell’arma dei diversi reparti come ha spiegato questa mattina ai nostri microfoni il maggioreAntonio Corvinoal comando della compagnia dei carabinieri di Salerno in occasione stamani di una serie di posti di controllo effettuati in pieno centro e nella zona orientale della città che non sono passati inosservati a cittadini e conducenti.
Il comando provinciale di Salerno dei carabinieri potrà contare durante questi giorni di ferragosto anche sull’impiego in strada del laboratorio mobile per l’accertamento con le tecnologie e strumenti in uso alla specialità di etilometri per verificare la guida sotto l’influenza di alcol e di sostanze stupefacenti direttamente su strada.
Saranno effettuati controlli oltre al pattugliamento stradale con auto e moto, anche con pattuglie a piedi che i carabinieri svolgeranno soprattutto a favore degli anziani, in particolare per il contrasto alle truffe. L’invito ai cittadini è sempre quello di segnalare immediatamente al 112 persone o rumori sospetti. https://www.youtube.com/embed/CpFe81_DMvM?si=Ro3R34haNsvgOcHJ" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen>TVOGGI SALERNO
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il cadavere di un uomo è stato trovato nel bagagliaio di un'auto abbandonata da un ladro, poi risultato destinatario di un mandato di arresto europeo, nei pressi dello svincolo autostradale a Pomigliano d'Arco (Napoli). La scoperta è stata fatta dai vigili urbani al comando del tenente colonnello Emiliano Nacar, intervenuti in via Passariello dopo essere stati allertati da alcuni residenti per un tentativo di furto in una vicina abitazione. L'autore del crimine, uno straniero destinatario di mandato di arresto europeo, è stato immediatamente fermato e tratto in arresto dagli agenti. Durante la perquisizione, l'uomo è stato trovato in possesso di 561 euro, la cui provenienza è risultata subito sospetta. Il denaro è stato quindi sequestrato, mentre l'arresto è stato prontamente comunicato al Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Napoli. Alcune ore dopo è stato scoperto che l'arrestato aveva abbandonato un veicolo sospetto sul cavalcavia dell'autostrada Napoli, nei pressi del casello autostradale di Pomigliano, nel cui bagagliaio la Polizia ha trovato il cadavere di una persona non ancora identificata. L'arrestato è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza mentre abbandonava il veicolo sul cavalcavia, confermando il suo legame con il macabro ritrovamento. Sul posto sono immediatamente intervenuti la Squadra Mobile di Napoli e il Reparto di Polizia Scientifica, che hanno avviato le indagini per ricostruire la dinamica dei fatti e cercare di identificare la vittima. ANSA
DI MIKI PAPPACODA La Juventus ha salutato Szczesny. La notizia era nell'aria ormai da qualche giorno, ma ora è anche ufficiale: l'estremo difensore polacco ha rescisso il contratto con il club bianconero. Ecco la nota della Vecchia Signora:
Szczesny lascia la Juventus: il comunicato del club bianconero
"Risoluzione consensuale del contratto: Wojciech Szczesny e la Juventus si salutano dopo sette stagioni trascorse insieme.
Era il luglio del 2017 quando Tek, così abbiamo tutti imparato a chiamarlo, faceva la sua prima conoscenza con l’ambiente juventino, dopo la parentesi di due stagioni in prestito alla Roma, con la quale si è affacciato per la prima volta al calcio italiano, approdando a Torino da Londra, sponda Arsenal.
Da quel giorno il feeling fra Tek e il mondo bianconero è scoccato all’istante: sorrisi, passione reciproca ma soprattutto, passando al rettangolo verde, una vera e propria certezza tra i pali.
252 presenze in gare ufficiali con la maglia (23 per una stagione, poi numero 1) della Juventus, 200 delle quali in Serie A: quest’ultimo traguardo gli ha permesso di diventare il 7° calciatore straniero a raggiungere quota 200 apparizioni (dalla stagione 1994/95) con i nostri colori. 100 clean sheets (103 se si contano anche le gare in cui non è rimasto in campo integralmente), 9 rigori parati fra Serie A (8 su 31 fronteggiati) e Champions League e una percentuale di parate del 73% che lo piazza al primo posto in Serie A dal suo arrivo a Torino in questa speciale classifica.
E poi i trofei, 8 in totale in questi suoi 7 anni di militanza in bianconero: 3 campionati italiani, 3 coppe Italia e 2 supercoppe italiane. In un attimo Tek ha conquistato gli juventini del mondo e siamo certi che tutti noi porteremo sempre nel cuore l’uomo e il professionista che ha indossato con orgoglio e impegno la nostra maglia. Grazie di tutto Tek e in bocca al lupo per il futuro!".
DI MIKI PAPPACODA È stato fissato per venerdì l'ultimo saluto a Pamela Di Lorenzo, la donna di 42 anni uccisa dal fulmine caduto il 3 agosto sulla spiaggia di Alba Adriatica. La cerimonia funebre si terrà alle ore 17 nella chiesa di Santa Maria di Villa Fiore. Attesa una folla immensa stretta al marito, al figlio minorenne, ai genitori, a tutti i cari e gli amici. La sindaca Antonietta Casciotti ha proclamato il lutto cittadino, «interpretando i sentimenti di angoscia dell'intera comunità e di vicinanza alla famiglia colpita da una così drammatica perdita». Sarà esposta la bandiera a mezz'asta nelle sedi comunali.
Un'agonia lunga nove giorni
La 42enne, andata in arresto cardiaco a seguito della scarica del fulmine e rianimata sul posto dopo decine di minuti, ha lottato per nove giorni tra la vita e la morte in un letto della Terapia intensiva dell'ospedale di Teramo.
Pamela Di Lorenzo uccisa dal fulmine, venerdì lutto cittadino: «Attesa una folla immensa». L'esito dell'autopsia di Redazione web È stato fissato per venerdì l'ultimo saluto a Pamela Di Lorenzo, la donna di 42 anni uccisa dal fulmine caduto il 3 agosto sulla spiaggia di Alba Adriatica. La cerimonia funebre si terrà alle ore 17 nella chiesa di Santa Maria di Villa Fiore. Attesa una folla immensa stretta al marito, al figlio minorenne, ai genitori, a tutti i cari e gli amici. La sindaca Antonietta Casciotti ha proclamato il lutto cittadino, «interpretando i sentimenti di angoscia dell'intera comunità e di vicinanza alla famiglia colpita da una così drammatica perdita». Sarà esposta la bandiera a mezz'asta nelle sedi comunali. Pamela Di Lorenzo morta per un fulmine in spiaggia, donati gli organi. Il cuore fermo, la ripresa, l'agonia: cosa è successo Un'agonia lunga nove giorni La 42enne, andata in arresto cardiaco a seguito della scarica del fulmine e rianimata sul posto dopo decine di minuti, ha lottato per nove giorni tra la vita e la morte in un letto della Terapia intensiva dell'ospedale di Teramo. Lunedì l'accertamento della morte cerebrale, poi la dichiarazione del decesso. Ieri sera il prelievo di cuore, fegato, polmoni e cornee per la donazione: serviranno ad aiutare sette persone in attesa di trapianto in tutta Italia. Questa mattina, invece, è stata eseguita l'autopsia. La Procura di Teramo ha infatti aperto un fascicolo di inchiesta contro ignoti, dopo l'esposto presentato dalla famiglia. L'obiettivo è vederci chiaro sui drammatici momenti che hanno seguito la scarica del fulmine, in particolare sulla tempestività dei soccorsi e dell'arrivo del primo defibrillatore.
di Miki Pappacoda Nicole Lorefice, una giovane di 19 anni originaria di Vittoria, in provincia di Ragusa, ha perso la vita in un tragico incidente stradale avvenuto ieri sull'isola greca di Rodi. Nicole si trovava in vacanza con il fidanzato e alcuni amici, quando la moto su cui viaggiava si è scontrata contro un autobus. Ferito anche il fidanzato Nonostante il tempestivo soccorso e il trasferimento in ospedale, le gravi lesioni riportate, tra cui un’emorragia cerebrale, si sono rivelate fatali. La giovane è deceduta poco dopo un intervento chirurgico. Il fidanzato di Nicole, anch’egli coinvolto nell’incidente, ha riportato diversi traumi e fratture, ma le sue condizioni non destano preoccupazione. A informare le famiglie dei due ragazzi sono stati gli amici che stavano viaggiando con loro. Chi era Nicole Lorefice Nicole, che lavorava come estetista in un centro professionale, aveva intrapreso questa carriera subito dopo aver frequentato un corso di formazione professionale, con una passione che la caratterizzava già da tempo. Il gruppo di amici era partito per Rodi il 12 agosto per una vacanza estiva, e matedì stavano partecipando a un’escursione in moto quando è avvenuto il tragico scontro. Il rimpatrio I familiari della giovane, appena ricevuta la notizia, sono partiti immediatamente per la Grecia. Le autorità locali hanno disposto l’autopsia, ma non è ancora chiaro quando il corpo di Nicole potrà rientrare in Italia. Anche i funerali, dunque, restano ancora da fissare in attesa delle procedure burocratiche necessarie per il rimpatrio della salma.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Michelle Causo e il mistero dei presunti messaggi inviati da Treviso, dove è detenuto il ragazzo oggi maggiorenne accusato dell'omicidio della ragazza romana trovata morta in un carrello della spesa a Primavalle. Da una parte c'é un padre, Gianluca Causo, che un anno e due mesi dopo l'omicidio della figlia Michelle non dorme più la notte. Che all'Adnkronos racconta di messaggi provocatori ricevuti da profili falsi sui social con indirizzo Ip sempre Treviso, la stessa città dove si trova recluso il ragazzo. «Dal carcere si collega in rete e si prende gioco di noi», accusa. Dall'altra c'è il direttore di un Istituto Penale per Minori che scoppia, con venti detenuti, erano venticinque fino a pochi giorni fa, su una capienza regolamentare di dodici. «Da padre di cinque figli capisco il papà di Michelle - dice all'Adnkronos - ma smentisco categoricamente l'uso indiscriminato di internet dal carcere».Il papà della vittima e il direttore dell'istituto Sono entrambi due padri, a uno hanno ammazzato la figlia due giorni dopo il suo 17esimo compleanno. L'altro lotta a mani nude contro un istituto penitenziario che, tra caldo, sovraffollamento e casi di scabbia tenta di insegnare qualcosa a dei ragazzini senza futuro. Gianluca Causo è convinto che chi le ha ammazzato la figlia abbia avuto accesso a internet durante l'ora di informatica: «Lo ha riferito un poliziotto penitenziario, seppur in forma anonima - ribadisce all'Adnkronos - Che interesse avrebbe a dire una cosa del genere e perché non fanno le opportune verifiche?». «Smentisco nel modo più assoluto - risponde all'Adnkronos Girolamo Monaco, direttore dell'Ipm di Treviso - Bottega Grafica è un corso di grafica pubblicitaria; il professore è stato da me autorizzato ad accedere a YouTube per far vedere alcuni video legati alla materia». «Prima hanno negato qualsiasi collegamento alla Rete durante la lezione di informatica, ora lo ammettono, ma con questa nuova precisazione - ribatte all'Adnkronos il papà di Michelle - A me intanto continuano ad arrivare messaggi da Treviso. Pretendo che Nordio mi dia spiegazioni, che il poliziotto che ha raccontato dei collegamenti a internet venga ascoltato». «Non deve fare di tutta l'erba un fascio» «Ho molto rispetto del padre, perché il dolore che prova è grandissimo. Ma lui probabilmente confonde quello che succede in altri istituti con quello che accade qui a Treviso, facendo probabilmente di tutta l'erba un fascio, riferendosi magari a quanto sarebbe accaduto in altri penitenziari», continua il direttore dell'Ipm veneto. «Escludo che il detenuto possa essersi collegato a internet, e se c'è qualcuno che ha prova di questo, può anche adire la magistratura. È impossibile che il professore abbia dato modo ai detenuti di collegarsi autonomamente, la prima denuncia l'avrei fatta io. A parte che ci sono le telecamere ovunque. Ma poi è sempre seguito da un agente. Non è che c'è un rapporto uno a uno». «Questo ragazzo - continua il direttore, riferendosi al giovane cingalese accusato del delitto - è un detenuto come tutti gli altri, che soffre la sua detenzione come tutti gli altri. Non è l'unico omicida che io ho qui. Non è l'unico imputato per violenza. Lui è il figlio di questa cultura, partecipa alle attività con gli altri, nella normalità. Non emerge per leadership. Anche perché lui conosce bene l'esperienza di Roma dove è stato e dove non è potuto restare perché lì veniva vessato, insultato. Quindi qui ha un profilo molto basso, assolutamente non crea problemi. Perché, non potendo rimanere a Roma, è venuto qui? Perché tra tutti gli istituti dove avrebbero potuto mandarlo, hanno individuato Treviso? Perché poi noi riusciamo a impugnare e a gestire le situazioni, non le nascondiamo. Lui sta facendo il suo percorso anche di responsabilità rispetto al reato». «Il nostro problema è il sovraffollamento» «Il mio problema qui non è né la fuga, né la rissa o la rivolta. Il mio problema in questo momento è la scabbia che affligge diversi detenuti. Il mio problema è il caldo nelle celle. Il mio problema è il sovraffollamento - insiste Monaco - Io sento veramente da cittadino, da padre, tutta la sofferenza del papà di Michelle e sento anche la sua solitudine, perché in un percorso di giustizia riparativa anche lui doveva essere seguito e sostenuto. E invece di fatto è abbandonato. Lui qui nella sua rabbia ha chiamato più volte, lamentandosi, ma questo non è un albergo, questo è un carcere della Repubblica Italiana sottoposto alle leggi dello Stato italiano. E su questo garantisco io». «Sento veramente il bisogno di abbassare il livello mediatico su questa storia. Uno stato virtuoso deve avere cura deve avere cura sia del reo che della vittima. La vittima stessa è stata buttata in pasto ai media. Mamma mia che pena - continua - Questo processo così pubblicizzato, così forte. Qui tutti sono vittime. È vittima la madre del reo. È vittima la famiglia di Michelle. E la vera sconfitta è la società, in questo mondo di like, di questa cultura malata. Mi sento di dire, però, che il Ministero è intervenuto quando abbiamo avuto sovraffollamento, mi ha aiutato ad alleggerire la pressione, ma soprattutto mi ha dato undici agenti in più dal mese di luglio. E ha significativamente migliorato la qualità. I detenuti hanno il loro programma di trattamento individualizzato, che funziona. Tra cui questa Bottega Grafica, un corso storico che produce brochure, volantini per il privato sociale, un progetto che negli anni scorsi ha fatto impiegare anche alcuni operai, perché è un corso professionalizzante»
INSERITO DE MIKI PAPPACODA Appena 15 mesi dopo la fine dell'emergenza che lo aveva visto protagonista, il vaiolo delle scimmie - ormai ribattezzato Mpox - torna a fare paura. L'emergere di un nuovo ceppo più pericoloso di quello diffusosi tra il 2022 e il 2023 e l'esplosione dei casi in Africa ha fatto alzare nuovamente il livello di allarme. Dall'inizio dell'anno il virus ha fatto registrare nella Repubblica Democratica del Congo oltre 14mila casi e 511 decessi. Il virus che causa lesione in tutto il corpo si è diffuso anche in altri paesi, tra cui Burundi, Repubblica Centrafricana, Kenya e Ruanda. Ieri la decisione da parte dell'Africa Centres for Disease Control and Prevention (Africa Cdc) di dichiarare l'emergenza sanitaria pubblica per il continente. Jean Kaseya, che guida l'Afrca Cdc, ha affermato che «la malattia potrebbe andare fuori controllo se non verranno presi provvedimenti immediati per contenerla». L'emergenza globale Oggi si aspetta la decisione dell'Oms: si riunisce infatti il Comitato di emergenza che potrebbe decidere per l'emergenza sanitaria globale e mettere in allerta le organizzazioni sanitarie di tutto il mondo. A spaventare è il fatto che l'attuale epidemia in Africa del Mpox è legata ad un nuovo ceppo del virus e non quello meno aggressivo conosciuto anche in Europa (e anche Italia) nel 2022 e che si era diffuso principalmente attraverso i rapporti sessuali nella fascia di popolazione degli uomini che fanno sesso con altri uomini. Il nuovo ceppo ha una mortalità più alta ed ha anche una capacità maggiore di diffondersi non solo con i rapporti sessuali. In Africa ha colpito soprattutto i bambini e le donne in gravidanza. Cos'è il vaiolo delle scimmie? Il Mpox è un'infezione virale zoonotica causata dal monkeypox virus, appartenente alla famiglia Poxviridae, la stessa del virus responsabile del vaiolo umano. Sebbene sia stato identificato per la prima volta nelle scimmie nel 1958, il primo caso umano risale al 1970 nella Repubblica Democratica del Congo. Da allora, il vaiolo delle scimmie è diventato endemico in diverse regioni dell'Africa centrale e occidentale, in particolare nelle aree di foresta pluviale tropicale. Il virus è rimasto confinato principalmente all'Africa fino al 2003, quando sono stati registrati i primi casi negli Stati Uniti, collegati all'importazione di mammiferi infetti. Tuttavia, il 2022 ha segnato un punto di svolta: per la prima volta, molti focolai sono stati identificati in Paesi non endemici, inclusi Stati membri dell'Unione Europea, senza alcun legame diretto con viaggi o importazione di animali infetti. Cura e vaccino Attualmente, i sintomi del vaiolo delle scimmie tendono a risolversi spontaneamente entro 2-4 settimane. Tuttavia, in alcuni casi, soprattutto nei neonati, nei bambini e nelle persone con un sistema immunitario compromesso, l'infezione può portare a complicazioni gravi che richiedono il ricovero ospedaliero. Per prevenire l'infezione, è fondamentale l'isolamento dei pazienti infetti e l'uso di mascherine chirurgiche in presenza di altre persone. Il contatto con gli animali domestici, soprattutto mammiferi, deve essere evitato. Esiste anche un vaccino, MVA-BN, che offre protezione sia contro il vaiolo umano che contro il vaiolo delle scimmie. Al momento, la vaccinazione è raccomandata solo per categorie ad alto rischio, come il personale di laboratorio e alcune persone nella comunità LGBTQ+, in particolare uomini che hanno rapporti sessuali con uomini. Bassetti: Italia rischia casi di importazione «Questo è un vaiolo diverso rispetto a quello delle scimmie che aveva riguardato nel 2022 per la maggior parte uomini che fanno sesso con altri uomini, quindi una malattia trasmissibile non solo con i rapporti sessuali - che si era contenuta con lo sforzo delle vaccinazioni e con comportamenti corretti in quella fascia - oggi in Africa sta colpendo i bambini e le donne in gravidanza. In Italia abbiamo una parte della popolazione vaccinata contro il vaiolo e una parte che non è immunizzata. Io credo che oggi l'Oms farebbe bene a rimettere nell'agenda futura - anche per quanto riguarda i bambini e l'Africa - le vaccinazioni contro il Mpox. Rischi per l'Italia? Potrebbero esserci per i casi d'importazione legati ai viaggi, nel 2024 questa è una malattia che travalica le categorie a rischio e diventa più difficile per la sanità pubblica il suo contenimento». Lo sottolinea all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova. Il Mpox che sta spaventando l'Africa, «ci pone dei problemi di salute pubblica per quel continente perché è uscito dalla Repubblica democratica del Congo. Sono paesi che hanno scambi commerciali con l'Europa e l'Italia, questo ceppo nuovo di Mpox potrebbe diventare un problema anche da noi», conclude. Oggi si attende la decisione dell'Oms sulla possibilità o meno di dichiarare l'Mpox emergenza sanitaria globale. LEGGO.IT
INSERITO DA MIKI PAPPACODA boschivi, denunciato responsabile rogo in Costiera Amalfitana IncendiLe indagini del Gruppo Carabinieri Forestale di Salerno hanno consentito di individuare i responsabili di cinque incendi boschivi in diversi areali della provincia: Costiera Amalfitana, Valle dell’Irno, Monti Picentini, Vallo di Diano, Cava de’ Tirreni. Gli autori individuati sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per il reato di incendio boschivo previsto dall’art.423 bis del codice penale