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DILLO A VETTICA DI AMALFI ONLINESan Mango Piemonte, a breve l’attivazione di un punto tamponi

10 Febbraio 2021, 11:18am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA A San Mango Piemonte sarà attivato nei prossimi giorni un “Punto tamponi covid-19” presso il quale saranno effettuati gratuitamente tamponi rapidi antigenici a cittadini di San Cipriano Picentino, San Mango Piemonte e Castiglione del Genovesi. Il servizio, che sarà attivato martedì 16 febbraio, è frutto di un accordo tra i sindaci dei tre comuni e con i medici di medicina generale. Il comune di San Mango Piemonte ha messo a disposizione il centro parrocchiale in piazza Sannazaro come sede per effettuare i tamponi antigenici, mentre medici ed infermieri del territorio hanno espresso immediatamente la volontà di voler collaborare. La prenotazione sarà gestita direttamente dal proprio medico di base. Il tampone verrà eseguito da operatore sanitario alla presenza del proprio medico di base, esclusivamente su prenotazione, il martedì dalle 9 alle 11, e il venerdì dalle 16 alle 19. ANNAVELIA SALERNO RADIO ALFA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Beruschi: «A 80 anni faccio il nonno e porto in giro un sorriso. Ma quanta nostalgia del Derby»

10 Febbraio 2021, 11:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI  Beruschi: «A 80 anni faccio il nonno e porto in giro un sorriso. Ma quanta nostalgia del Derby»

INSERITO DA ANGELA CECERE «È la faccia che mi frega». Ma lui sa bene che è proprio il contrario. Enrico Beruschi è un comico della vecchia scuola, quella che ti faceva cominciare a ridere dall’aspetto, o comunque dall’uso che ne facevi. La “narrazione”, come si dice oggi, partiva da lì, anche per lui. Un viso paffuto, la barba da orsacchiotto, la mascella che sembrava dotata di vita propria, pronta a prendere la tangente per motivi astrusi. Dai fratelli Marx a Marty Feldman, da Alberto Sordi a Totò, la faccia ce la dovevi mettere tutta. Oggi ci sono i comici che vogliono farti ridere restando cool, fighi. Oltreoceano, così come a casa nostra. Enrico Beruschi è un comico, un attore, una memoria vivente del cabaret lombardo e – a causa della pandemia – è fermo ai box, come tutti. Come se la passa a casa? «Non è il massimo, ma cerco di tenermi allegro. Il prossimo 5 settembre faccio ottant’anni tondi, dunque posso sfruttare come passatempo una fantastica nipotina. È lei che diverte me, non io lei. I famigliari, poi, mi proteggono, sono rigorosi sulle norme anti-Covid». Ha immaginato nuovi spettacoli per la ripresa? «Guardi, difficile immaginarsi qualcosa. Meglio aspettare armati di speranza. In questi mesi mi sono dedicato a fare ricerche sull’albero genealogico di famiglia». Radici illustri? «Diciamo che una mia bisnonna scendeva dagli appennini modenesi, in tempi che erano più duri di questi, e forse da lì ho preso un po’ di bagaglio ottimista».  È vero che ha anche una grande passione per la lirica? «La lirica è una passione ereditata in famiglia, la prima volta come spettatore alla Scala avevo sedici anni. Poi ho recitato e cantato, come basso. E nel 2006 ho lavorato anche alla regia di un Barbiere di Siviglia al Donizetti di Bergamo, in forma scenica essenziale». Da quanto tempo non fa ridere un pubblico in platea? «Il 23 febbraio scorso interrompemmo Manzoni Anema e Core, al Teatro Villoresi di Monza: una sorta di Promessi Sposi in poesia napoletana, su versi di Raffaele Pisani. È un divertente viaggio tra Napoli e la Lombardia, con tanta musica napoletana. Quando capimmo che l’ultima sera non si poteva andare in scena, andai comunque in teatro a chiacchierare con gli spettatori, ringraziandoli e restituendo i soldi». Ci perdoni la sviolinata, ma questo è esattamente lo “stile Beruschi”. «Senza il pubblico e le sue risate io non sarei qui. Appena finito il lockdown mi sono fatto delle grandi passeggiate, anche solo per incontrare la gente e vederla sorridere. Mi vedono e ridono, complice la mia faccia stramba. E questo lo vivo come un privilegio. Se incontro qualcuno malinconico gli dico: su, alégher!». Le manca il palcoscenico? «Certo. Soprattutto quello dello Spirit de Milan, un posto che è riuscito a recuperare il vecchio spirito delle osterie milanesi, e dove si può fare il cabaret com’era, quello vero. Alla loro radio in streaming SpiritoPhono conduco anche un programma, C’era una volta il cabaret, ma c’è ancora, dove si parla di questa bellissima forma di spettacolo». Perché, oggi com’è? «Non è certo quello che si vede in tv. Questi giovani vanno a memoria, battono chiodo per una manciata di minuti e dunque non possono interagire col pubblico. Ai tempi del Derby era tutta un’altra cosa. C’era un pubblico attento, che non si accontentava». Lei vive ad Arese da tempo, ma se le si dice Milano, cosa risponde? «Via Tibaldi e, attenzione, non Viale Tibaldi, come lo chiamano adesso. Una zona che è nel mio cuore perché ci ho vissuto».

LEGGO

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CILENTO NEWS Piaggine, tutti negativi i 117 tamponi esaminati ieri

10 Febbraio 2021, 11:11am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA A Piaggine ieri si è svolta la prima delle due giornate di screening disposte dal comune per accertare eventuali casi di positività al coronavirus, e soprattutto garantire una serena permanenza a scuola. Lo screening di ieri era rivolto a studenti e personale scolastico, e nessuno dei tamponi rapidi processati è risultato positivo. Sono stati 117 i tamponi esaminati. Domani a partire dalle 15, sempre in Corso Sayalonga, sarà organizzata la seconda giornata di indagini per individuare eventuali casi asintomatici tra i residenti. Allo screening, svolto dal personale del Centro Analisi Biochimica di Padula, danno il proprio supporto i volontari del Soccorso Sociale Piaggine. ANNAVELIA SALERNO RADIOALFA

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SEZ. VARIE NEWS Google dedica un doodle a Boris Pasternak Nel 131/mo anniversario della nascita dello scrittore e russo

10 Febbraio 2021, 11:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. VARIE NEWS Google dedica un doodle a Boris Pasternak Nel 131/mo anniversario della nascita dello scrittore e russo

INSERITO DA ANGELA CECERE Omaggio del motore di ricerca Google a Boris Pasternak, poeta e scrittore russo, al quale ha dedicato il doodle di oggi.  L'autore de 'Il dottor Zivago' è nato a Mosca il 10 febbraio del 1860. Il romanzo gli valse il premio Nobel per la letteratura nel 1958, che Pasternak fu costretto a rifiutare per motivi politici e per le forti pressioni da parte del governo sovietico.

ANSA

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SEZ. ECONOMIA Heineken: 2020 in rosso, taglia 8.000 posti di lavoro Vendite a picco con bar e locali chiusi per la pandemia

10 Febbraio 2021, 10:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Heineken: 2020 in rosso, taglia 8.000 posti di lavoro Vendite a picco con bar e locali chiusi per la pandemia

INSERITO DA ANGELA CECERE Il gigante della birra olandese Heineken, numero due al mondo, taglierà circa 8.000 posti di lavoro in tutto il mondo. Lo ha annunciato il gruppo comunicando i conti annuali, chiusi con una perdita netta di 204 milioni di euro, pari ad un crollo del 109% rispetto all'anno precedente.E' stato "un anno di interruzioni e transizioni senza precedenti", ha dichiarato l'amministratore delegato, Dolf van den Brink. Le misure restrittive imposte per la pandemia Covid-19, con bar e caffetterie chiusi in molti Paesi, hanno causato un calo delle vendite del 17% a 23 miliardi di euro. Heineken aveva annunciato in ottobre che era necessaria una ristrutturazione per ridurre i costi del personale, ma all'epoca non aveva fornito alcuna cifra per i licenziamenti. Fondato nel XIX secolo ad Amsterdam, il gruppo vende oggi più di 300 marchi e dà lavoro a 85.000 persone in tutto il mondo. 

ANSA

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Fish sul Piano Vaccini: “tre quarti delle persone con disabilità rischiano di essere escluse”

10 Febbraio 2021, 10:49am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Fish sul Piano Vaccini: “tre quarti delle persone con disabilità rischiano di essere escluse”

INSERITO DA MORENA MOTTA Nei giorni scorsi è stato aggiornato il piano vaccinale nazionale con la programazione delle prossime somministrazioni di vaccino anti coronavirus alla popolazione italiana.
La principale novità è che verrà fatta partire la Fase 3 (con l’immunizzazione di …… ai quali viene somministrato il vaccino Astra Zeneca), parallelamente alla conclusione della Fase 1 che è tuttora in corso, e vede, dopo la vaccinazione a ospiti e operatori di rsa e operatori sanitari, la vaccinazione degli anziani over 80.
La seconda novità rigurada la Fase 2, per la quale sono state indicate anche alcune patologie e condizioni che, rappresentando un potenziale aumento di rischio di decesso per Covid, individuano le persone vulnerabili, quindi tra coloro che riceveranno il vaccino nella fase 2.

In merito a questa nuova calendarizziazione, vediamo che ancora una volta non vengono citate esplicitamente le persone con disabilità. Su questo lancia l’allarme la FISH che in una nota denuncia: “molte delle persone con disabilità rischiano di rimanere fuori dalle previsioni contenute nel piano vaccinale aggiornato (…), ossia, la buona parte di coloro che non sono ricoverati nelle residenze sanitarie assistenziali (Rsa) o nelle residenze sanitarie per disabili (Rsd) rischiano di rimanere senza vaccino; e ciò nonostante si tratta di persone che a prescindere dalla loro condizione di salute sono tra le più a rischio di essere contagiate e al tempo stesso di contagiarne altre; data l’impossibilità, appunto, di assicurare il distanziamento fisico.

Dichiara il presidente della Fish, Vincenzo Falabella: “Non ci può certo andare bene, come Fish, che la soluzione resa nota dalle istituzioni sia quella di categorizzare o dividere per patologie la disabilità. Questa poteva sembrare una ipotesi più o meno adatta all’inizio, fino alla maggiore disponibilità dei vaccini, ma allo stato attuale, mentre il percorso vaccinale prosegue, non possiamo accettare che la modalità di somministrazione sia quella di fare figli e figliastri tra persone con diversi tipi di disabilità”. 

La Federazione Italiana Superamento Handicap, FISH, torna quindi a chiedere chiarimenti alle istituzioni sulla possibilità che le persone con disabilità possano avere la priorità tra quelle da vaccinare con urgenza  a prescindere dalla gravita della loro condizione, appellandosi stavolta al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, perché la Sua responsabilità istituzionale, quale supremo garante dei principi della Costituzione e dei Trattati internazionali, rappresenta la prima tutela per diritti umani e di cittadinanza di tutti i cittadini e le cittadine con disabilità.

Non è il primo appello lanciato dal mondo della disabilità alle istituzioni, e non è nemmeno il primo della FISH, che solo qualche settimana fa aveva inviato una lettera al Commissario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, e al Ministro della Salute, Roberto Speranza, chiedendo chiarimenti anche per poter “dare concrete indicazioni e risposte alle migliaia di richieste di informazioni che stanno giungendo in questi giorni», aveva scritto FISH nella missiva tuttora rimasta senza risposta.

E poi, la Federazione aveva chiesto lumi alle istituzioni, inoltre su come si potranno vaccinare le persone con disabilità, con quale iter procedurale, presentando quale documentazione. Domande anche queste che erano rimaste senza alcuna risposta. Il riferimento era anche alle dichiarazioni del Commissario Domenico Arcuri che aveva riferito: “il Piano vaccinale predisposto dal Ministero della Salute prevede la vaccinazione per le persone con disabilità, assistenti personali, familiari e loro caregiver a partire dal mese di febbraio 2021, insieme alla seconda categoria degli over 80”.Ora si scopre, però, che circa il 70% delle Persone con disabilità rischiano di essere tagliate dalla vaccinazione in mancanza di uno specifico riferimento”, commenta la FISH. A questa situazione di sostanziale impasse, si aggiunge il fatto che le Regioni, dal canto loro, senza uno specifico richiamo alla vaccinazione nel piano nazionale, non assumono decisioni e responsabilità.

Per questo, dopo aver registrato una completa assenza di risposte sia da parte del Commissario Arcuri, sia dal Ministero della Salute, la FISH ha chiesto l’intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, quale garante dei principi costituzionali. Non soltanto. La Federazione si appella al Quirinale, inoltre, chiedendo che possa proseguire il lavoro di confronto portato avanti sulla disabilità da parte del precedente Governo guidato da Giuseppe Conte. Nelle ore in cui l’esecutivo di Mario Draghi si appresta a formare la nuova squadra, quindi, l’auspicio è che vengano ascoltate anche le due Federazioni maggiormente rappresentative del mondo della disabilità, insieme alle parti sociali, come del resto è già avvenuto nel recente passato.

FONTE DISABILI.COM

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SEZ. POLITICA Mario Draghi, l'ultimo giorno di consultazioni. Oggi gli incontri con le parti sociali. La Diretta

10 Febbraio 2021, 10:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Mario Draghi, l'ultimo giorno di consultazioni. Oggi gli incontri con le parti sociali. La Diretta

INSERITO DA ANGELA CECERE Ultimo giorno di consultazioni per il premier incaricato Mario Draghi. L'ex Governatore della Banca d'Italia incontra oggi, dalle 10,30 a Montecitorio, enti locali e forze sociali per capire da chi è sul campo le emergenze del paese piegato da un anno di pandemia. Un giro di consultazioni che dovrebbe aiutare Draghi a completare il quadro programmatico. Ma con il rinvio del voto su Rousseau, deciso ieri da Beppe Grillo e diventato ufficiale oggi, è si va verso un governo a maggioranza larghissima. Un vero e proprio governo di "unità nazionale" che nasce dopo l'appello del Presidente della Repubblica Mattarella.  E la conferma che il voto su Rousseau è rinviato arriva stamattina da Vito Crimi con un post sul Blog delle Stelle nel quale afferma che «il voto è temporaneamente sospeso» e che i nuovi orari di inizio e termine votazione saranno resi noti più avanti. Intanto impazza il Totoministri: secondo gli ultimi rumors Mario Draghi potrebbe affidarsi ad una squadra di governo composta interamente da tecnici, mentre per i politici verrebbero riservati i posti da sottosegretari. 

Draghi le consultazioni di oggi 10 febbraio

10.30-11 Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome,  Anci Upi

11-11.20 Abi

11.20-11.35 Ania

11.40-12.10 Confindustria

12.10-12.25 Confapi

12.30-13.15 Cgil,  Cisl, Uil

13.15-13.30 Ugl

14.45-15 Unioncamere

15.05-15.35 Coldiretti Agrinsieme

15.35-15.50 Confcommercio

16-16.15 Confesercenti

16.20-16.50 Confartigianato,  Cna Casartigiani

16.55-17.25 Alleanza delle cooperative italiane,  Ue.Coop

17.30-18 Wwf Italia,  Greenpeace Italia, Legambiente

LEGGO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Continui il dialogo sui nuovi Piani Educativi Individualizzati

10 Febbraio 2021, 10:45am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Aula di scuola con bambini con e senza disabilitàAnche per aiutare i Lettori a decidere la propria eventuale adesione alla mobilitazione guidata in questi giorni dal CoorDown (Coordinamento Nazionale delle Associazioni delle Persone con Sindrome di Down), insieme a numerose Associazioni, gruppi di studenti e genitori, insegnanti di sostegno ed educatori, nei confronti dei nuovi modelli di PEI (Piani Educativi Individualizzati) fissati dal Ministero dell’Istruzione [di tale mobilitazione si legga anche nel box in calce, N.d.R.], quale socio di organizzazioni aderenti alla FISH (Federazione Italiana Per il Superamento dell’Handicap), vorrei fornire un ulteriore contributo di chiarezza sulla materia in questione, per continuare in tal modo, a titolo personale, a mantenere il dialogo con quanti stanno giustamente animando il dibattito quotidiano in tale àmbito.
Per questo motivo partecipo e ho partecipato a numerosi webinar con le diverse realtà, culturali, politiche, sindacali e associative, manifestando in ogni occasione le mie impressioni favorevoli alle importanti novità introdotte nella normativa, come il riferimento alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e all’autodeterminazione degli studenti con disabilità, così come l’“accomodamento ragionevole” per la realizzazione dei loro diritti e l’affermazione che i nuovi PEI si formuleranno «sulla base dell’ICF» [Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute fissata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, N.d.R.], nonché la novità assoluta della generalizzazione del formato elettronico per la loro scrittura e la consultazione selettiva.
Ho anche però evidenziato, in più di un documento emerso durante la discussione delle bozze sui nuovi PEI, che dopo la loro pubblicazione ufficiale, il mio dissenso o le mie perplessità e richieste di modifica, come ad esempio sulla natura e la composizione del GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione), sull’incompletezza della normativa riguardante i “PEI differenziati”, sulla terminologia usata a proposito dell’esonero dalle lezioni e sulla riduzione di orario, oltreché sull’insufficiente chiarezza – e forse contraddizione – a proposito del collegamento tra le Linee Guida e taluni modelli o circa le tabelle C e C1.
Qui vorrei dunque ulteriormente esplicitare queste mie posizioni, per fugare l’impressione che chi scrive non voglia ulteriormente partecipare al dialogo o, peggio, lasciare intendere che sia totalmente consenziente con i testi normativi pubblicati. Ciò anche perché – nell’eventualità di un nuovo Ministro dell’Istruzione, con il quale fin da subito sarà necessario da parte delle Associazioni riaprire un dialogo schietto e fruttuoso come quello realizzato con la Ministra Azzolina – non si debba ricominciare daccapo a ridiscutere dei sommi princìpi, ma si possa pervenire prestissimo a soluzioni operative rapide e urgentemente richieste dal mondo  della nostra scuola inclusiva.
Ma veniamo brevemente ai punti  ritenuti critici da più parti e, in certo senso, pure da me.

1. La composizione del GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione), che formula il PEI: di esso si dice nell’articolo 3, comma 1 del Decreto Interministeriale 182/20, che è «composto dal team dei docenti contitolari», mentre al comma 2 che «vi partecipano i genitori». È pur vero che queste espressioni sono state copiate dal Decreto Legislativo 66/17, come integrato dal successivo Decreto Legislativo 96/19, e tuttavia, nel Decreto Interministeriale 182/20 e nelle Linee Guida di esso, la diversità dei termini usati e dei due diversi commi, ha dato l’impressione a molti, tra i quali anche me, che questa differenziazione fosse inutile e fuorviante, e ad alcuni addirittura che si trattasse di un’esclusione dei genitori dal GLO o comunque di un loro ruolo in seno ad esso decisamente subordinato ai docenti.
Pertanto, onde evitare queste interpretazioni, che potrebbero anche essere fatte proprie da qualche organo giurisdizionale in caso di eventuali controversie, ci associamo a quanti chiedono che risulti chiaro e in modo inequivocabile che i genitori sono “membri a pieno titolo” del GLO.
Quanto al problema del voto in seno al GLO, anche qui da più parti si lamenta che, ove fosse previsto formalmente, esso porrebbe sicuramente la famiglia in posizione subalterna alla scuola che ha ben più di due votanti in tale organismo, presupponendosi, evidentemente, che vi sia una contrapposizione istituzionale tra scuola e famiglia, cosa, a mio avviso, non pensabile. Comunque è prevalsa l’opinione che basti appellarsi all’“accomodamento ragionevole”, previsto dalla Convenzione ONU, perché i problemi eventualmente insorti possano risolversi.
A questo punto mi permetto semplicemente di osservare che, qualora con la massima volontà di “accomodamento ragionevole” non si raggiunga l’accordo unanime, l’alunno non può rimanere privo di PEI; pertanto propongo che in questi casi limite sia prevista una “commissione di conciliazione”, composta dalla famiglia, da un rappresentante della scuola e presieduta da un dirigente tecnico. Dal canto suo, la FISH aveva già avanzato un’idea simile, in occasione della Proposta di Legge n. 2444, presentata durante la precedente Legislatura, nel corso del dibattito per l’approvazione della Legge 107/15. In mancanza del voto e di questa ipotesi, ritengo che oggettivamente non ci sia altro che un interminabile contenzioso.

2. Confermo che il termine “esonero” dallo studio di talune discipline è stato da sempre praticato nelle scuole superiori per la formulazione dei “PEI differenziati”. È invece da me impensabile che tale termine possa applicarsi anche alle scuole del primo ciclo, poiché il Ministero sa bene da sempre che l’articolo 16, comma 1 della Legge 104/92 stabilisce che il PEI possa prevedere «la riduzione o la sostituzione parziale di talune discipline» e che il Decreto Legislativo 62/17 ribadisce la norma istituzionale di sistema secondo cui se un alunno non svolge l’esame di Stato su tutte le discipline, sia pur con prove “differenti”, non può conseguire il diploma, ma solo un attestato. Quindi questo timore di estensione interpretativa anche alla scuola del primo ciclo mi sembra inaccettabile.
E va anche aggiunto che la norma dell’articolo 11, comma 13 contenuta nello stesso Decreto 62/17, concernente il rilascio del diploma di scuola media agli alunni con DSA (disturbi specifici di apprendimento), «esonerati dall’insegnamento della lingua straniera», è stata da sempre ritenuta illegittima e inopportuna, sia da chi scrive, sia dall’AID (Associazione Italiana Dislessia).
Pertanto ribadisco la proposta che il termine “esonero”, contenuto genericamente nelle Linee Guida e specificamente a proposito dei “PEI differenziati” nelle scuole superiori, venga sostituito con la terminologia “sostituzione con altre attività”, proprio allo scopo di eliminare stucchevoli e inutili discussioni astratte.
Anche il termine “riduzione di orario, che ha suscitato in alcuni il timore che si voglia legittimare l’uscita dalla classe di alunni con disabilità o comunque la loro riduzione di frequenza, dovrebbe essere eliminato e sostituito pure con “svolgimento di altre attività” in classe o fuori, previste dal PEI e per brevi e determinati periodi o solo su eccezionali motivi addotti dai genitori. Solamente in questo modo si potrà evitare qualunque interpretazione eccessiva o fantasiosa circa l’esclusione degli alunni dalle classi comuni e la ricostituzione delle classi “differenziali”.

3. A proposito di quanto detto al punto precedente, andrebbe pure precisato – cosa non ancora osservata, ci pare, da nessuno – che dove si parla in tutti i documenti di “laboratori”, sarebbe opportuno scrivere “con la presenza di alunni con e senza disabilità” o “da realizzare in situazione di reale inclusione”, come recita tutta la normativa emergenziale sulla didattica in presenza degli alunni con disabilità, mentre i compagni svolgono didattica a distanza. Questo chiarimento dovrebbe sicuramente evitare in modo definitivo la prassi, ancora presente e denunciata da tempo da esperti del settore quali Andrea Canevaro, Dario Ianes e altri, di crescenti uscite dalla classe di alunni con disabilità, specie intellettive e del neurosviluppo, a mano a mano che si sale nei gradi di scuola.

4. Quanto ai “PEI differenziati”, occorre far presente che, a causa dell’abrogazione dell’Ordinanza Ministeriale 90/01 non sono state riprese due norme fondamentali ivi contenute e cioè quella che prevedeva come, in caso di passaggio dal “PEI differenziato” a quello “semplificato”, non servissero le prove integrative se su tale passaggio erano d’accordo i docenti della classe. Questo vuoto potrebbe privare gli alunni con disabilità di un diritto esplicitato; occorre quindi reintrodurlo ufficialmente.
Non è stato neppure ripreso un passaggio di chiarezza normativa secondo il quale, in calce alle  pagelle degli alunni con “PEI differenziato”, si dovesse scrivere la frase secondo la quale le valutazioni, spesso ottime, erano riferite al diritto allo studio sancito dalla sentenza della Corte Costituzionale 215/87 e non ai programmi ministeriali. Ciò sempre per chiarezza amministrativa, onde evitare eventuale contenzioso.

5. Per quanto poi riguarda le tabelle C e C1 del nuovo provvedimento, mentre sono sufficientemente esplicitati gli àmbiti nei quali va precisato il livello del “debito di funzionamento”, non risulta invece chiaro quali siano le “barriere presenti nel contesto” che incidono sulla situazione di gravità in cui si trova l’alunno: ad esempio una scuola con classe numerosa; con docente per il sostegno non specializzato; con docenti curricolari privi di formazione sulle didattiche inclusive; mancante di ausili tecnologici; con poche ore di sostegno didattico o di assistenza per l’autonomia e la comunicazione rispetto ai bisogni dell’alunno o dell’alunna; con collaboratori scolastici non formati per l’assistenza igienica agli stessi o che si rifiutino di prestarla e così via. Anche questi aspetti dovrebbero essere precisati pena perenne contenzioso.

6. E ancora, sarebbe opportuno precisare, nel Decreto 182/20, che i nuovi modelli di PEI «sono adottati per il corrente anno scolastico 2020-21 relativamente ai PEI provvisori ed ai casi di nuove certificazioni di disabilità pervenute per la prima volta dopo la scadenza dei termini di iscrizione». È vero che la Nota Ministeriale n. 40 del 13 gennaio scorso lo ha precisato, ma siccome in genere si guardano i testi normativi principali, trascurando le Circolari di trasmissione, questo può facilmente determinare interpretazioni ad esempio circa l’immediata applicazione dei nuovi modelli di PEI già da quelli che devono essere approvati obbligatoriamente entro il prossimo mese di ottobre, i quali invece, con una serena interpretazione, sono esclusi dall’applicazione di queste nuove norme.

7. Un altro punto delle Linee Guida allegate al Decreto 182/20 che merita una rivisitazione è laddove si consente che alle riunioni del GLO possa partecipare, autorizzato dal Dirigente Scolastico, un esperto segnalato dalla famiglia, purché non sia da essa retribuito.
Ora è singolare che l’Amministrazione voglia entrare nella privacy delle famiglie, le quali sono libere di far partecipare esperti, retribuiti o meno, che seguono i propri figli con disabilità. Quale pregiudizio può arrecare la presenza di un esperto della famiglia, eventualmente retribuito, essendo egli partecipante «non a pieno titolo»? Invero da sempre molte Associazioni fanno partecipare ai GLO degli esperti loro dipendenti come prestazione di favore o prevista all’atto dell’iscrizione. Allora bisognerebbe vietare anche questo, ma nessuno lo ha mai preteso e dunque sarebbe più semplice eliminare questa previsione dal testo normativo, con soddisfazione delle famiglie e degli stessi Dirigenti coordinatori dei GLO.

8. E dulcis in fundo o, se si preferisce, in cauda venenum – dato che si tratta dell’ultima pagina e dell’ultimo periodo delle Linee Guida -, che dire della minacciosa disposizione con la quale si fa presente che tutti i membri del GLO sono responsabili per eventuali danni erariali, qualora facciano approvare nel PEI un numero di ore di risorse umane superiori al necessario?
Questa disposizione – forse prevedibile nell’Ottocento, ai tempi di Quintino Sella – sembra  decisamente eccessiva, oggi che si parla di collaborazione tra scuola e famiglia, principio espressamente sancito in tanti atti normativi della e sulla scuola. Quanti Dirigenti Scolastici e docenti saranno a dir poco preoccupati di sottoscrivere dei PEI con il timore di assumersi delle responsabilità contabili, sia pure sulla base di diagnosi funzionali o, in futuro, di profili dinamici funzionali certificanti situazioni di estrema gravità? Se volessimo essere fiscali, allora bisognerebbe inserire nelle Linee Guida un’analoga espressione contenuta nella Sentenza del Consiglio di Stato 2023/17, la quale ha stabilito che il Dirigente Scolastico – qualora l’Ufficio Scolastico Regionale riduca il numero di ore di sostegno assegnate nel PEI – debba replicare allo stesso, inviandone copia alla Sezione Regionale della Corte dei Conti che, in caso di vertenza promossa dalla famiglia, a causa del taglio operato, e di perdita della stessa da parte dell’Amministrazione, egli non si sente «responsabile degli eventuali danni erariali», avendo prospettato all’organo superiore il rischio che l’Amministrazione corre col taglio del numero di ore.
Se questa clausola è sembrata eccessiva, tant’è vero che non compare nelle Linee Guida, parimenti sarebbe opportuno che scomparisse quella relativa ai membri del GLO, proprio ai fini del dialogo che da sempre caratterizza i sereni rapporti tra scuola e famiglie. È invece condivisibile la previsione di eventuali controlli, tramite l’INPS, di certificazioni di dubbia validità.

Ci sarebbero altre piccole osservazioni da fare, ma lasciamo che la sperimentazione e la formazione obbligatoria in servizio, che dovrà essere operata entro quest’anno e per la quale la Legge di Bilancio attuale ha stanziato notevoli fondi, li evidenzino entro la fine delle lezioni, in modo che per settembre si possa avere un testo possibilmente esente da dubbi interpretativi, con la sua pubblicazione prevista dall’articolo 21 dello stesso Decreto 182/20.
Per questi motivi si ribadisce la richiesta che questi e altri aspetti, fondati su dati concreti, sollevati già dalla Federazione FISH e da altri, vengano tenuti presenti dal nuovo Ministro dell’Istruzione, in vista delle modifiche che il citato articolo 21 del Decreto 182/20 prevede vengano apportate alla nuova normativa già entro la fine dell’anno scolastico 2020-2021, e quindi anche prima di settembre, possibilmente prima della stesura dei PEI “provvisori” che dovranno essere formulati entro il prossimo mese di giugno, basandosi sulla nuova normativa in quanto applicabile.

E a tal proposito, dal momento che il Presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi sta proponendo in questi giorni che le scuole concludano le lezioni a fine giugno, date le interruzioni dovute alla pandemia, mi permetto di sottoporre alla FISH e all’altra Federazione FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) richiesta analoga a quella che la CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) aveva avanzato pochi giorni fa al Ministro dell’Università Manfredi, di spostare a fine agosto il termine dei corsi di specializzazione per il sostegno, proprio a causa dei ritardi e delle interruzioni dovute al coronavirus, una richiesta che l’improvvisa crisi di Governo ha impedito fosse tempestivamente accolta.
Come pure, visto che il Presidente incaricato Draghi vuole garantire anche la corretta apertura del prossimo anno scolastico e di quelli successivi, con la presenza a settembre di tutti i docenti, compresi quelli per il sostegno, purtroppo quasi mai gli stessi, rinnovo la richiesta già avanzata dalla FISH di un’anticipazione della tempistica di tutto gli adempimenti amministrativi concernenti l’anno scolastico, a partire dalla data delle iscrizioni, che dovrebbero  essere anticipate a novembre, pure anticipando a cascata tutti i conseguenti adempimenti.
Ma su questo torneremo senz’altro, data l’importanza di tali questioni per la qualità dell’inclusione scolastica.

Iniziative di protesta contro i nuovi modelli di PEI
Come accennato all’inizio del presente contributo, una petizione nel web, un flash mob virtuale per il 13 febbraio e una campagna social, per protestare contro i nuovi modelli di PEI e chiederne una serie di modifiche, sono stati promossi dal CoorDown (Coordinamento Nazionale delle Associazioni delle Persone con Sindrome di Down), insieme a numerose Associazioni, gruppi di studenti e genitori, insegnanti di sostegno ed educatori.
«Il CoorDown e le sigle aderenti a queste iniziative – si legge in una nota (disponibile integralmente a questo link) – ritengono che il provvedimento emanato presenti troppi punti critici, lesivi del diritto all’istruzione degli alunni con disabilità, che legittimano cattive prassi, da sempre stigmatizzate, e che segnano un cambio di rotta rispetto al percorso inclusivo in atto».
I punti contestati sono segnatamente quelli riguardanti l‘esonero da alcune discipline di studio, la riduzione dell’orario di frequenza,  l’approvazione del PEI e il ruolo marginale della famiglia nel GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione).
I promotori di queste iniziative «chiedono quindi, con la massima urgenza, la convocazione di un tavolo di confronto con le Istituzioni competenti e con il mondo associativo, per poter rappresentare le criticità e le necessarie proposte di modifica».

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Ufficio Stampa CoorDown (Paola Amicucci), ufficiostampa@coordown.it.

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Coppa Italia: 0-0 con l'Inter, la Juve in finale

10 Febbraio 2021, 10:41am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SPORT NEWS E SPORT LOCALE Coppa Italia: 0-0 con l'Inter, la Juve in finale

INSERITO DA MORENA MOTTA La Juventus è la prima finalista di coppa Italia: lo 0-0 dello Stadium premia i bianconeri, che una settimana fa avevano espugnato San Siro. Pirlo centra un altro obiettivo, per Conte è la seconda eliminazione stagionale dopo l'ultimo posto nei gironi di Champions.

A fine partita esultano i bianconeri, anche il presidente Andrea Agnelli particolarmente caloroso verso le panchine. Regge il muro bianconero, con Demiral e De Ligt coppia insuperabile, e ora gli occhi saranno fissi su Bergamo: domani la Juve conoscerà l'avversaria della finalissima di Roma a maggio prossimo, si giocano l'accesso Atalanta e Napoli. 

Arthur si aggiunge agli indisponibili con Dybala e Ramsey, Morata ce la fa per la panchina: Pirlo schiera il tandem offensivo Kulusevski-Ronaldo, fa riposare Bonucci e Chiellini proponendo la coppia Demiral-De Ligt e per la fascia mancina preferisce Bernardeschi a Chiesa, con Cuadrado sull'out opposto e Danilo esterno basso. Conte, al secondo ritorno da avversario allo Stadium senza tifosi come a marzo scorso, si affida ai titolarissimi, con Lukaku, al rientro dopo la squalifica scontata all'andata, e Lautaro davanti ed Eriksen in cabina di regia. Per i primi minuti i nerazzurri lasciano il pallino del gioco agli avversari, poi comincia lo show del grande ex: protesta per la caduta in area di Lautaro e per l'ammonizione a Darmian, battibecca a distanza con Bonucci seduto sulla panchina bianconera. Il doppio episodio scuote l'Inter, che comincia ad attaccare a testa bassa ma sbatte contro il muro della Juve davanti alla porta di Buffon. I nerazzurri sfondano spesso dal lato di Alex Sandro (ammonito, salterà la finalissima) con le combinazioni Lukaku-Hakimi, di occasioni clamorose da gol però non riescono a crearle. E, nel finale, viene fuori Ronaldo: tre conclusioni a botta sicura nel giro di pochi minuti vengono respinte da De Vrij, Handanovic e Bastoni. La gara non si sblocca e la sua Inter dovrebbe segnare due reti, così Conte opta per una mossa offensiva prima dell'ora di gioco, togliendo Darmian e inserendo Perisic, mentre Pirlo risponde con McKennie per Bernardeschi. E proprio il bianconero, appena entrato, è subito in partita: i nerazzurri sbagliano un disimpegno, l'americano serve Ronaldo e il portoghese fallisce l'occasione migliore, colpendo in pieno Handanovic. Il duello prosegue pochi minuti dopo, il portiere sloveno è ancora bravo a respingere il tiro di CR7. Le palle gol più nitide capitano proprio sui piedi del portoghese, dall'altra parte l'Inter non riesce mai a sfondare e, nonostante l'assedio, non impegna Buffon. Lo 0-0 sorride a Pirlo, la Juve è in piena corsa su tutti e tre i fronti. L'Inter e Conte, invece, possono puntare solo lo scudetto.

FONTE ANSA

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Giugliano, cittadinanza onoraria per la senatrice a vita Liliana Segre. La proposta del sindaco Pirozzi Decide domani il consiglio comunale. 21 i punti all’ordine del giorno, attesa per le linee programmatiche

10 Febbraio 2021, 10:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Giugliano, cittadinanza onoraria per la senatrice a vita Liliana Segre. La proposta del sindaco Pirozzi Decide domani il consiglio comunale. 21 i punti all’ordine del giorno, attesa per le linee programmatiche

INSERITO DA ANGELA CECERE GIUGLIANO – La senatrice a vita Liliana Segre sarà cittadina onoraria di Giugliano, domani sarà il consiglio comunale a ratificare la proposta del sindaco Nicola Pirozzi. Classe 1930, la Segre è stata testimone diretta dell’orrore nazista con la deportazione al campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia, nel gennaio del ’44 con tutta la famiglia. L’istanza di Pirozzi è motivata dalla “riconoscenza per la instancabile testimonianza contro il razzismo e la discriminazione” e per l’aver contribuito “con il proprio esempio di vita e con la propria attività a infondere la consapevolezza della necessità di perseguire i valori della tolleranza, della libertà e del rispetto della dignità altrui”. Sarà dunque il consiglio comunale nella seduta di domani a ratificare la proposta, successivamente si valuteranno le modalità per la cerimonia che dovranno giocoforza tenere conto delle condizioni di salute della senatrice a vita – nominata dal Presidente Mattarella il 19 gennaio 2018 – e dell’evoluzione della pandemia da covid-19. Quello sulla cittadinanza onoraria per la senatrice Segre è uno dei 21 punti all’ordine del giorno per la seduta che comincerà alle ore 10 a porte chiuse, con diretta sulla nostra pagina Facebook. Tra questi, grande attesa per le linee programmatiche con cui il sindaco illustrerà l’idea di città che lui e la sua amministrazione intendono proporre nei prossimi anni.

IL MERIDIANO  NEWS

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