Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Coronavirus in Italia, il bollettino di martedì 9 febbraio del Ministero della Salute: i nuovi positivi registrati nelle ultime 24 ore sono 10.630 su 274.263 tamponi (ieri erano stati 7.970 su 144.270 tamponi). 422 i morti (ieri erano stati 307). Con 15.827 dimessi e guariti in più gli attualmente positivi sono 413.967, 5.637 in meno rispetto a ieri quando c'era stato un calo di 7.420 unità. Il tasso di positività è in calo al 3,9% (ieri era stato del 5,5%, quindi oggi in calo dell'1,6%). ll totale delle vittime da coronavirus nel nostro Paese dall'inizio della pandemia sale a 92.002. Dei 422 morti di oggi 65 vengono dal Veneto, 55 dalla Lombardia, 45 dall’Emilia Romagna, 41 dalla Puglia, 35 dal Piemonte, 33 dal Lazio, 27 dalla Toscana, 24 da Sicilia e Campania. La Regione più colpita è oggi la Lombardia con 1.625 nuovi positivi, unica oltre i mille casi insieme alla Campania (1.274). Appena sotto i mille l’Emilia Romagna (977) e il Lazio (847): tutte le altre Regioni vedono dunque contagi in calo rispetto agli ultimi giorni.
Covid Italia, il riepilogo della settimana
Ecco i dati di questa settimana (lunedì-martedì) e il confronto con quelli di sette giorni fa. Tra ieri e oggi inuovi positivisono 18.600 (martedì scorso erano 17.585, due settimane fa 19.154), mentre imortisono 729 (828 martedì scorso, 961 due settimane fa). Quanto ai tamponi, tra lunedì e oggi il totale è di 418.533, a fronte dei 386.848 di una settimana fa e dei 400.150 test di due settimane fa.
Iltotale dei casi di Covid-19dall'inizio della pandemia in Italia è dunque di 2.655.319, di cui 92.002 morti e 2.149.350 dimessi e guariti, 15.827 nelle ultime 24 ore. Ipazienti attualmente positivisono 413.967, ieri erano 419.604, un calo di 5.637 unità. Itamponi totali(molecolari più antigenici) effettuatisolooggisono 274.263 (ieri erano stati 144.270). I tamponi totali effettuati fino ad oggi sono 34.781.259, mentre iltotale delle persone testate è di 17.839.716.
Del totale dei positivi sono392.312 quelli in isolamento domiciliare(-5.622), 19.512 ricoverati in altri reparti(-15) mentre imalati in terapia intensiva sono 2.143 (dato invariato) di cui 363 in Lombardia (+1), 268 nel Lazio (-4), 182 in Emilia Romagna (-1), 176 in Sicilia (-5), 165 in Puglia (+1), 148 in Piemonte (dato invariato) e 147 in Veneto (-6). Gliingressi di oggi in terapia intensivasono invece 146 (+7 rispetto a ieri): il dato peggiore è della Lombardia (22), seguita da Puglia (16), Piemonte (13), Lazio (12), Sicilia e Toscana (10).
INSERITO DA MIKI PAPPACODA E' ancora scontro tra Lombardia e Governo. Al centro dell'ennesimo duello il piano-Bertolaso per i vaccini. "Trovo incredibile che il ministero della Salute abbia deciso di bloccare la valutazione, prevista per oggi da parte del Cts, del piano vaccinale di massa della Lombardia": è sbottato il governatore Attilio Fontana dopo che è saltata la presa in esame del piano messo a punto dal neo designato consulente. Il numero uno del Pirellone ha spiegato che "il piano era stato inviato ieri, da me e dalla vicepresidente Moratti, come contributo lombardo e best practice da proporre anche a livello nazionale. Il piano vaccinale, coordinato da Guido Bertolaso, si propone infatti di vaccinare 10 milioni di italiani residenti in Lombardia, un sesto della popolazione nazionale". "Riteniamo che il piano vaccinale sia una priorità per tutto il Paese e che non debba - ha concluso il governatore - sottostare a logiche di parte". Fontana ha poi aggiunto: "Noi andiamo avanti spediti. Obiettivo giugno". Oggi c'è stato anche un duro botta e risposta tra la vicepresidente e assessore al Welfare della Lombardia, Letizia Moratti e il commissario nazionale per l'emergenza Covid, Domenico Arcuri. Dopo la battaglia sull'indice Rt sbagliato costato alla Lombardia una settimana di zona rossa immeritata - e non giustificata dai numeri -, nel mirino è finito l'invio di personale per la campagna vaccinale da parte dell'esecutivo nelle varie regioni d'Italia. IL GIORNO
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Nuovo botta e risposta tra la vicepresidente e assessore al Welfare della Lombardia, Letizia Moratti e il commissario nazionale per l'emergenza Covid, Domenico Arcuri. Dopo la battaglia sull'indice Rt sbagliato costato alla Lombardia una settimana di zona rossa immeritata - e non giustificata dai numeri -, il Pirellone è tornato a scontrarsi col governo. Questa volta nel mirino l'invio di personale per la campagna vaccinale da parte dell'esecutivo nelle varie regioni d'Italia. Ad iniziare, lunedì sera, Letizia Moratti, che in una nota si è rivolta al commissario nazionale per l'emergenza covid, Domenico Arcuri. "Regione Lombardia è pronta, ma urge personale e la certezza di avere a disposizione vaccini sufficienti per avviare le somministrazioni. Tutto è pronto per organizzare la 'fase 2' della vaccinazione anti covid, sia con i canali tradizionali, sia con quelli ad hoc di somministrazione massiva, ma è necessario che il commissario Domenico Arcuri assicuri certezze su due fronti ben precisi per i quali si è impegnato", ha scritto la vicepresidente della Regione. E ancora: "Innanzitutto, l'invio promesso di un apporto di risorse umane aggiuntive. Arcuri ha previsto l'arrivo in Lombardia di personale sanitario a supporto, medici ed infermieri, ma ad oggi nessuno si è visto. Per febbraio si attendono 123 unità, fino a un massimo nei mesi estivi di 2.544 addetti al mese per giugno, luglio ed agosto. Non è possibile - il j'accuse della Moratti - fare affidamento su numeri totalmente aleatori. È già stata richiesta più volte la pianificazione relativa alla gradualità degli arrivi del personale, ma non abbiamo mai ricevuto risposta". Stavolta, però, la risposta è arrivata, firmata direttamente da Arcuri. "In riferimento alla nota diffusa dal vicepresidente e assessore al welfare della Lombardia, Letizia Moratti, che ha sottolineato come la regione attende dal commissario straordinario per l’emergenza Covid, per il mese di febbraio, 123 fra medici, infermieri e assistenti sanitari, come da programma condiviso per rafforzare la campagna di vaccinazione, gli uffici del commissario rendono noto che, in realtà, il personale aggiuntivo già selezionato e destinato alla Lombardia è di gran lunga maggiore: si tratta, infatti, di 229 fra medici, infermieri e assistenti sanitari”, ha fatto sapere il commissario. sarebbe stato destinato alla Lombardia un numero di medici e infermieri anche maggiore rispetto alle previsioni e agli accordi. Il commissario ha voluto sottolineare che la colpa dei ritardi sarebbe imputabile alla Lombardia. "Di questi – ha aggiunto Arcuri nella nota - , purtroppo, soltanto 4 hanno già potuto entrare in servizio presso l’Ats di Pavia. Tutti gli altri sono infatti in attesa, ormai da diversi giorni, delle necessarie visite mediche da parte delle Ats regionali. In particolare, 12 da parte dell’Ats Val Padana, 10 dell’Ats Pavia, 43 dell’Ats Brescia, 13 dell’Ats Brianza, 27 dell’Ats Bergamo, 28 dell’Ats Insubria e 86 dell’Ats Milano. Infine, 6 hanno effettuato le visite mediche presso l’Ats della Montagna ma sono in attesa di ricevere dalla stessa Ats l’idoneità”. “Oggi - ha concluso - alle 15 e 46, gli Uffici del commissario hanno inviato una comunicazione ai referenti regionali lombardi per sollecitare gli adempimenti a carico della regione e poter così soddisfare le richieste dell’assessore Moratti”. IL GIORNO
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Autista denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. I carabinieri del Comando Stazione, intervenuti lungo la via Anticolana, hanno accompagnato il truck driver in caserma per contestargli il reato ed il relativo provvedimento. È accaduto ieri mattina. Il conducente del tir, alla guida del suo Volvo, era rimasto in panne mentre percorreva l'autostrada Roma-Napoli. L'officina anagnina, ubicata accanto ad un noto ristorante, aveva recuperato il mezzo. Un tubo essenziale al buon funzionamento della trasmissione s'era rotto, e l'autista di origini sicule aveva sbottato. Sono seguite minacce ed ingiurie, tanto da costringere i presenti a chiamare i carabinieri. Accompagnato in caserma, l'uomo sulla cinquantina è stato denunciato a piede libero. Il nervosismo di un periodo difficile, e la sensazione di essere vittima di un triste destino, giocano brutti scherzi. CICOCIARIA OGGI.IT
DI MIKI PAPPACODA Ieri non si sono registrati nuovi casi di positività al Covid-19 nel nostro comune. I 44 tamponi effettuati questa mattina hanno dato tutti esito negativo.
Dai dati ufficiali trasmessi dalle autorità sanitarie registriamo due guariti e cinque nuovi casi positivi nel periodo dal 4 all’8 febbraio. Nelle ultime settimane si rileva un incremento dei casi positivi, in larghissima percentuale riconducibili ad una precisa catena del contagio, prontamente ricostruita e quindi sotto osservazione. I casi positivi di oggi sono emersi da tampone di controllo, in linea con i protocolli sanitari che impongono un periodo di isolamento precauzionale per i contatti stretti.
Deve emergere la determinazione di non gettare alle ortiche i sacrifici dei mesi scorsi.
Prestare massima attenzione nei contatti familiari. Limitare gli incontri tra parenti ed amici. Rispettare rigorosamente le misure di precauzione (mascherina, igiene delle mani e distanza di sicurezza).
Qui trovate i servizi attivi e le info utili per la gestione dell’emergenza in atto
Ancora una ricetta proposta dai lettori di cucina.ottopagine.it: ecco la torta bavarese al pistacchio realizzata dalla nostra Sara, lettrice di Ottopagine appassionata di cucina che oggi ci presenta un dolce realizzato per un'occasione speciale. "Ci vuole sicuramente molto tempo ed attenzione - assicura - ma il risultato è ottimo". Di seguito l'elenco degli ingredienti ed i procedimenti seguiti dalla nostra lettrice per realizzare questa fantastica torta, ma come sempre in cucina spazio alla fantasia
Ingredienti
Preparazione
Mettere in acqua la gelatina in fogli. A fiamma bassa sciogliere la crema di pistacchio nel latte finché tutto il composto non risulterà amalgamato. Sbattere i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso. Versare sulle uova il latte e pistacchio e rimettere tutto sul fuoco a fiamma bassa. Strizzare la gelatina, metterla nel liquido e farla sciogliere bene (basta un minuto circa) e lasciare raffreddare completamente. Nel frattempo preparare la base. Frullare i biscotti, fare fondere il burro ed unire ai biscotti sbriciolati.
Mescolare e versare dentro uno stampo di 26 cm di diametro. Appiattire il composto e fatelo riposare in frigo per circa 30 minuti. Quindi spalmare sopra con delicatezza la crema al pistacchio e spolverizzare sopra la granella di pistacchio in modo da ottenere una base croccante.
Quando la crema si sarà raffreddata, montare la panna e incorporare i due composti fino ad ottenere un unico composto omogeneo. Versare il composto all’interno dello stampo e mettere in frigo a rassodare per almeno 3/4 ore.
Mettere l’altra gelatina in fogli in ammollo, trascorso il tempo preparare la glassa a specchio, mescolando il cacao con lo zucchero. Mettere sul fuoco a fiamma bassa, aggiungere l’acqua e mescolare sciogliendo bene tutti i grumi. Infine aggiungere la gelatina e lasciare sul fuoco finché non si sia ben sciolta un minuto circa dopo i primi bollori. Fate intiepidire leggermente e versare sulla torta all’interno dello stampo che ormai sarà ben solida e fredda.
Decorare con la granella di pistacchio e rimettere in frigo per almeno un’altra ora prima di servire
INSERITO DA MIKI PAPPACODA «Dopo 35 anni “senza vita” al Cottolengo di Torino – scrive Vincenza Zagaria -, Roberto è stato un esempio concreto di come si possa vivere liberi». «Una volta “evaso” – aggiunge Giampiero Griffo – dall’inferno di una struttura basata sull’abbandono, sulla cancellazione sociale, sulla desolazione di un ambiente che annullava l’esistenza umana, Roberto è diventato un leader del movimento per i diritti umani delle persone con disabilità». A Zagaria e Griffo affidiamo il ricordo di Roberto Tarditi, scomparso a causa del coronavirus, un uomo con grave disabilità che ha sempre voluto vivere libero
Roberto Tarditi
«Insieme all’amico Piero – scriveVincenza Zagaria– dopo trentacinque anni “senza vita” al Cottolengo di Torino, Roberto è stato un esempio concreto di come si possa vivere liberi». «Una volta “evaso” dall’inferno vissuto per decenni – aggiungeGiampiero Griffo– in una struttura basata sull’abbandono, sulla cancellazione sociale, sulle regole imposte, sulla desolazione di un ambiente che annullava l’esistenza umana, Roberto è diventato un leader del movimento per i diritti e l’emancipazione delle persone con disabilità». A Zagaria e Griffo affidiamo il ricordo diRoberto Tarditi, scomparso nei giorni scorsi a causa del coronavirus, un uomo con grave disabilità che ha sempre voluto vivere libero.
Sono Vincenza Zagaria, prima persona con grave disabilità, entrata in “Sala Rossa” del Comune di Torino[Consiglio Comunale della città, N.d.R.], in qualità di Consigliera (se non ho perso il conto, forse ancora l’unica).
Ho conosciutoRoberto Tarditinel ’74, nel Coordinamento Auto Gestione Handicappati, successivamente costituitosi comeLega Nazionale per il Diritto al Lavoro degli Handicappati, in piena collaborazione con il CSA (Coordinamento Sanità e Assistenza tra i Movimenti di Base). Un gruppo di amici disabili e non. Roberto partecipava, quando ilCottolengolo consentiva: infatti, lui è stato rinchiuso in quell’istituto pertrentacinque annisin dalla prima infanzia.
La nostra conoscenza e amicizia è cresciuta molto ed è stato subito chiaro che Robertovoleva vivere libero! Abbiamo inizialmente filosofato sul da farsi. In itinere sono diventata la rappresentante dei bisogni sociali, di chi non disponeva di una casa, presso il Comune di Torino. A quel punto Roberto ha presentato la sua domanda e quella diPiero, anche lui istituzionalizzato nel Cottolengo perventiquattro anni, per l’assegnazione di una casa.
Non è stato facile, per me era una battaglia che non potevo perdere, sapevo quanto fosse importante, per entrambi, vivere liberi, fuori dall’istituzione. Gli ostacoli maggiori erano rappresentati dall’incapacità di pensare chedue persone con gravi disabilità, potessero vivere soli. Io portavo il mio esempio, ma vivevo in famiglia.
Oggi a distanza di quarant’anni, possiamo affermare che avevamo ragione. Roberto e Piero sono stati un esempio concreto chesi può vivere liberi. In opposizione a coloro che tendono arinchiudere le persone “diverse”dalla maggioranza degli esseri umani.
Il 5 gennaio scorso (vivo da ventisette anni in Toscana), ho chiamato Roberto per il suo compleanno, stava bene ed era sereno. Avevamo concordato di scrivere un documento per il Comune di Torino, ero in attesa del documento che non è mai arrivato! Abbiamo parlato dell’organizzazione della festa deiquarant’anni fuori dal Cottolengo! Il giorno dopo è stato colpito dal coronavirus…
Oggi la testimonianza di Roberto la dobbiamogridare forte, perché ovunque, in tutte le Regioni, sono in aumento le costruzioni di RSA e RSD[Residenze Sanitarie Assistite e Residenze Sanitarie Disabili, N.d.R.]. Di fatto istituzioni totali che rinchiudono le persone,allontanandole e separandole dai loro affetti.
Tale orientamento è drammatico per noi. Lo Stato Centrale e le Regioni investono tanti soldi (rette in media da 3.000 euro al mese), per isolare, rinchiudere i disabili, piuttosto che finanziare le famiglie e i disabili, conprogetti di vita indipendente, o con soluzioni confacenti ai bisogni, ai desideri e ai sogni di ciascuna persona.
Il Covid sta insegnando che le RSA e le RSD sono“agglomerati della morte”, sono la cancellazione di tutti i diritti sanciti dalla Costituzione, dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e dal nostro mottoNulla su di Noi senza di Noi!
Addio caro amico Roberto, mentre le lacrime diventano accecanti, ti prometto che continuerò a lottare per la libertà di ogni essere umano. Il diritto di sceglieredove vivere, come vivere e con chi vivere è sacro. Vincenza Zagaria (Enza per gli amici!)
Ho conosciuto Roberto Tarditi durante la costituzione della Lega Nazionale per il Diritto al Lavoro degli Handicappati alla fine degli Anni Settanta del secolo scorso. Lui apparteneva al gruppo di Torino, si muoveva sulla sua sedia rotelle e spesso si accompagnava aPiero, più giovane di lui, un simpatico ragazzo colpito dalla talidomide, senza gambe e senza braccia, ambedue mancanti dal ginocchio e dal gomito.
Roberto aveva un’aria sorniona, ascoltava attento e poi interveniva, sempre puntuale e preciso. Le sue riflessioni e proposte evidenziavano un’acutezza intellettuale e una conoscenza profonda dei problemi che vivevano le persone con disabilità.
Quando ho saputo che eranoambedue usciti dal Cottolengo, per vivere insieme in un appartamento sociale del Comune di Torino, ho capitol’inferno che avevano vissuto per decenni. Chi volesse conoscerlo dovrebbe leggere la loro testimonianza nel libroAnni senza vita al Cottolengo. Il racconto e le proposte di due “ex-ricoverati”, il più bel libro sugli istituti per persone con disabilità scritto in Italia, centrato sull’abbandono, sulla cancellazione sociale, sulle regole imposte che proibivano i desideri e le volontà personali, sulla desolazione di un ambiente che annullava la loro esistenza umana.
Quel libro però fa capire ladeterminazionecon la quale sono riusciti a “evadere” da quell’inferno e a recuperare una vita di relazione. Anzi per Roberto ha significato la possibilità di diventare unleader del movimento per i diritti e l’emancipazione delle persone con disabilità.
Nel 2007 fu invitato dallaProvincia di Caserta, nell’àmbito del progettoR-esistenze. La fatica di essere liberi, a partecipare ad una serie di conferenze di persone che come lui (Nunzia Coppedé,io stesso) erano uscite dagli istituti, per diventare alfieri delle battaglie per il rispetto dei diritti umani. Roberto, infatti, era diventato un punto di riferimento per il movimento torinese, piemontese e anche nazionale.
La sua battaglia di rinascita civile lo aveva reso sicuro di se stesso, delle sue risorse intellettuali e umane, che esprimeva con una serenità e tranquillità sorprendenti per una persona che aveva vissuto quegli orrori, ma comprensibile per chi percepiva finalmente di avereuna vita piena e autodeterminata.
La moria che durate la pandemia – ancora adesso – ha investito le residenze per persone anziane, spesso non autosufficienti (documentata dalle indagini dell’Istituto Superiore di Sanità), e quellaancora non indagata delle residenze per persone con disabilità, ha posto all’attenzione pubblica l’esigenza dicambiare politiche e soluzioni di welfare. Quelle stesse ingenti risorse, infatti, disponibili per la segregazione in istituzioni lontane dal garantire la qualità di vita e di relazione, la promozione dei diritti umani, l’empowerment[crescita dell’autoconsapevolezza, N.d.R.]e l’abilitazione, con una protezione che, come si è visto, non è stata affatto garantita, anzi ha portato alla creazione di focolai del coronavirus in tutta Italia, devono essere indirizzate aprogetti di vita indipendente, in cui le persone beneficiarie possano decidere per la propria vita, coltivando talenti e perseguendo obiettivi di miglioramento della propria condizione.
L’esperienza di Roberto e Piero testimonia che questo è possibile, giusto e opportuno per tutte le persone con disabilità.
Avevo sentito Roberto qualche mese fa, mi aveva cercato per discutere su quali prospettive costruire, partendo dalle criticità della pandemia, per promuovere un welfare di inclusione e partecipazione. Era insomma, a 76 anni, ancora fortemente impegnato nelle battaglie per i diritti delle persone con disabilità.
Grazie Roberto, per il contributo di esperienze e di impegno che hai dedicato ai diritti delle persone con disabilità, ti ricorderemo tra le persone che hanno contribuito a cambiare il mondo. Giampiero Griffo – presidente diDPI Italia(Disabled Peoples’ International) SUPERANDO