Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MORENA MOTTA - AIMAG ha fornito all’Amministrazione comunale due videocamere di sorveglianza, le cosiddette fototrappole, per contrastare l’abbandono dei rifiuti. nLe fototrappole funzionano h24 e si attivano nel momento in cui registrano un movimento, fornendo agli operatori sia immagini fotografiche sia video di quello che avviene nel campo coperto dall’occhio elettronico.
Le fototrappole saranno installate a cura della Polizia Locale nei luoghi in cui si registrano abbandoni di materiali che devono essere smaltiti e inviati a recupero o dove i cittadini segnalano all’Amministrazione comportamenti scorretti nella gestione dei rifiuti domestici.
L’abbandono di rifiuti è una pratica incivile che degrada il territorio e il cui costo di recupero ricade sulla collettività. Con le fototrappole vogliamo perseguire il duplice obiettivo di individuare e sanzionare i colpevoli e fungere da deterrente riducendo gli abbandoni.
AIMAG mette a disposizione dei cittadini una serie di servizi e strumenti che garantiscono il corretto conferimento di ogni tipo di rifiuto, da quelli domestici, a quelli ingombranti fino a quelli speciali, e Concordia è fra i comuni più ‘ricicloni’ della Regione.
Per questo motivo intendiamo contrastare con forza chi porta degrado lungo le strade abbandonando indiscriminatamente i rifiuti. L’estrema inciviltà di pochi, infatti, reca danno all’intera comunità e all’ambiente.
INSERITO DA MORENA MOTTA Oltre 4 imprenditori carpigiani su 10 hanno dichiarato una contrazione rilevante dei loro ricavi con soglie arrivate al 50% in molti casi. A soffrire maggiormente sono stati i settori del commercio e dell’industria. Per il 2020, inoltre, Demoskopika ha stimato una perdita di fatturato pari a circa 350 milioni di euro rispetto all’anno precedente. Una crisi, quindi, che ha generato non poche difficoltà per il sistema economico locale tra cui l’erogazione dei servizi o della produzione (48,2%), il rispetto delle scadenze nel pagamento dei fitti, delle bollette, etc. (46,3%) e degli oneri fiscali (44,6%) e il pagamento alle banche (42,2%).
Dall’indagine emerge, inoltre, un sentiment parzialmente positivo rispetto all’efficacia e alla celerità delle misure messe in campo dalle istituzioni: 34,9%, infatti, è il valore medio rilevato. A catalizzare la maggiore fiducia degli imprenditori, nel confronto con le altre istituzioni, sono prioritariamente Regione e Comune.
E per l’immediato futuro? La business community carpigiana non nasconde la sua rilevante preoccupazione per ciò che potrebbe accadere. E, così, la quasi totalità degli imprenditori interpellati, ben 9 su 10, teme una terza ondata della pandemia. Non mancano, però, gli atteggiamenti resilienti, la determinazione di reagire alla crisi innescata dalla pandemia: quasi l’80% dei “capi d’azienda” ha deciso, infatti, di mettere in campo efficaci anticorpi per portare avanti l’attività economica.
È questo lo scenario che emerge dal focus economico realizzato dall’Istituto Demoskopika per conto del Comune di Carpi che, coinvolgendo un campione di 300 imprenditori, ha concentrato l’osservazione analitica sull’emergenza sanitaria del Covid-19 e sulle sue possibili ripercussioni nel sistema economico locale.
“L’indagine che Demoskopika ha svolto per la nostra amministrazione è importantissima – afferma il vicesindaco Stefania Gasparini– una parte fondamentale di un quadro più ampio di analisi che abbiamo voluto fare per il nostro Distretto economico. L’ascolto e i suggerimenti degli imprenditori, capire il loro sentiment in questi mesi così difficili è risultato per noi fondamentale al fine di calibrare, in chiave più incisiva, azioni e interventi di ripresa per il nostro sistema economico locale. La crisi si è abbattuta pesantemente anche sull’economia carpigiana e l’umore di chi fa impresa non è certamente dei migliori, ma l’indagine ci restituisce fortunatamente anche la ferma volontà di non arrendersi. All’amministrazione comunalespetta ora il compito di non deludere le aspettative e il significativo livello di fiducia che gli imprenditori hanno dimostrato nei nostri confronti”.
PREOCCUPAZIONI – Terza ondata Covid-19 incubo per 9 imprenditori su 10. La maggior parte degli imprenditori carpigiani interpellati non ha dubbi: il 92,7% teme una terza ondata della pandemia a fronte di un meno significativo 7,3% che, al contrario, si presenta più fiducioso, manifestando un basso livello di preoccupazione. L’elevato livello di preoccupazione, inoltre, risulta assolutamente trasversale tra tutti i settori economici osservati.
In questo contesto, anche il barometro della preoccupazione per i prossimi mesi tra gli operatori economici, rilevato dall’indagine congiunturale di Demoskopika, risulta così elevato da spingere addirittura il 7,3% di essi a dichiarare la chiusura “certa o molto probabile” della propria azienda nel caso del persistere delle attuali criticità innescate dalla pandemia. Una condizione, questa, particolarmente presente nel settore dell’industria con l’8,6% di imprese a elevato rischio default immediatamente seguita dal comparto dei servizi (8%).
Sul versante opposto, la maggior parte del campione intervistato, pari al 69,1%, dichiara che, nonostante le criticità innescate dal Covid-19, non chiuderà sicuramente o molto probabilmente i battenti. Tra le due modalità, si colloca una terza che raggruppa i cosiddetti “attendisti”: il 23,6% degli intervistati, infatti, ha dichiarato incertezza e di attendere l’evolversi degli eventi prima di assumere una decisione più consapevole.
SCELTE – Prevale la resilienza per quasi l’80% degli imprenditori. Non mancano gli atteggiamenti resilienti, la determinazione di reagire alla crisi innescata dalla pandemia tanto che ben il 78,4% di esse ha deciso di adottare sforzi e azioni per portare avanti l’attività nonostante le tante difficoltà. In particolare, ben il 40,5% degli interpellati, pur avendo dichiarato di avere abbastanza difficoltà nell’osservare provvedimenti e obblighi per il post Covid-19, non ha rinunciato a proseguire con la propria attività aziendale; per il 21,3%, inoltre, l’impatto delle misure di distanziamento e di sanificazione ha generato poche difficoltà alimentando la speranza di voler rientrare a regime in tempi brevi, mentre per il 16,6%, la fase di riapertura non ha prodotto alcuna difficoltà nella programmazione dell’attività imprenditoriale. Di orientamento diametralmente opposto il 19% del campione che paga lo scotto degli obblighi imposti, dichiarando, in alcuni casi, di essere stato costretto, considerate le rilevanti difficoltà a continuare l’attività imprenditoriale, a ridurre il personale (12%) e, in altri casi, di dover versare “lacrime e sangue” pur non avendo dipendenti (7%).
Soltanto un poco significativo 2,7%, infine, ha confermato la temporanea chiusura della sua attività non trovando alcuna convenienza principalmente per mancanza di copertura dei costi.
IL CONTO SALATO DELLA PANDEMIA – Calo dei ricavi tra il 30% e il 50% per 1 imprenditore su 3.Come hanno vissuto il blocco delle attività economiche gli imprenditori? La maggior parte delle attività economiche hanno continuato ad operare: il 57,5% della business community carpigiana, infatti, ha continuato a svolgere completamente l’attività imprenditoriale senza alcuna limitazione a seguito delle disposizioni governative. Sul versante opposto, soltanto il 7,3% degli imprenditori ha fermato completamente l’azienda. Poco più di un titolare d’azienda su 3 (35,3%), infine, ha deciso di operare in regime limitato di personale e di mezzi.
Blocco dell’attività, quindi, che non poteva passare indolore ma che anzi si è avvertito nel livello di contrazione delle entrate denunciato dagli imprenditori. Dalle risposte ricevute, infatti, Demoskopika ha stimato una perdita di fatturato pari a circa 350 milioni di euro nel 2020 rispetto all’anno precedente. In termini percentuali, inoltre, le modalità che hanno totalizzato il maggior numero di casi rilevano una flessione delle entrate tra il 10% e il 30%, forchetta scelta dal 33,0% del campione e tra il 30% e il 50%, quest’ultima indicata dal 30,6% degli interpellati. Più che significativa, inoltre, anche la percentuale, pari al 13,9%, di coloro che ha lamentato una contrazione tra il 50% e il 70% dei ricavi nel 2020 rispetto all’anno precedente.
PROVVEDIMENTI ANTI COVID – Bene per il 34,9% degli imprenditori. Regione e Comune in testa. Dall’indagine emergere un sentiment parzialmente positivo della businnes community locale rispetto a efficacia e celerità delle misure messe in campo dalle istituzioni: 34,9%, infatti, è il valore medio rilevato. A catalizzare la maggiore fiducia degli imprenditori, nel confronto con le altre istituzioni, sono prioritariamente Regione e Comune. In particolare, per il 42,2% e per il 42% dei titolari d’azienda intervistati, le misure adottate rispettivamente dal governo regionale e dall’amministrazione comunale appaiono efficaci a fronte di un 31% del Governo centrale e, infine, di un 24,4% dell’Unione Europea.
AGENDA POLITICA – Maggioranza chiede rinvio o sospensione di imposte e contributi. Rilevando l’efficacia dei provvedimenti assunti per contrastare gli effetti sul sistema economico dell’emergenza sanitaria, si ricava l’agenda delle priorità da confermare e migliorare. Analizzando le risposte degli imprenditori, non si ha dubbio alcuno: rinvio e sospensione del pagamento di imposte e contributi si collocano in cima alla classifica dell’efficacia per ben il 43,9% del campione. Seguono a debita distanza, con percentuali comunque ragguardevoli, i contributi a fondo perduto per le piccole e medie imprese (38,2%), la cancellazione delle rate per le imposte (IMU, IRAP e tasse sull’occupazione del suolo pubblico, etc.; 34,9%), la cassa integrazione con relativa proroga del provvedimento (27,6%) e il sostegno una tantum ai lavoratori autonomi e alle partite IVA (17,9%). E, ancora, tra le modalità meno significative si collocano l’accesso agevolato al credito tramite i fondi di garanzia gratuiti (6,6%), il sostegno agli investimenti a fondo perduto per la sicurezza anti Covid sui luoghi di lavoro (5,3%), il credito d’imposta sui canoni di locazione (5%), la moratoria, sospensione e rinegoziazione delle obbligazioni e dei finanziamenti bancari (4,3%), l’aumento dei giorni di congedo per i lavoratori (1%) e, infine, lo smobilizzo immediato deicrediti con la pubblica amministrazione (0,7%)
CLIMA DI FIDUCIA – gli “ottimisti” sono appena il 10,4 per cento. Per quanto riguarda le aspettative delle imprese carpigiane per l’anno 2021, la maggioranza degli imprenditori manifesta un orientamento prospettico negativo. La quota degli operatori economici, infatti, che prevede una recessione dell’economia è pari al 52,4%: “negativo” per il 36,4% del campione e “molto negativo” per il rimanente 16%. In questa direzione, non è un caso che il 68,1% del campione intervistato ritiene che l’emergenza sanitaria legata al Covid-19 avrà un impatto negativo sull’andamento economico della propria azienda tanto da spingere addirittura il 7,3% di essi a dichiararne la chiusura “certa o molto probabile”.
Sul versante opposto, infine, chi ha dichiarato di avere una maggiore fiducia per l’andamento complessivo del sistema economico e sociale per il prossimo anno è rappresentato da appena il 10,4% dei titolari d’azienda interpellati. Per quasi quattro imprenditori su dieci (37,2%), infine, la situazione rimarrà stabile. Spostando l’analisi sul livello settoriale, i più ottimisti appaiono gli imprenditori del comparto delle costruzioni (15,1%), i più pessimisti gli operatori del commercio (58%) mentre i più equilibristi risultano gli industriali (40,4%).
A CURA DI ANGELA CECERE Pressione in aumento, ma flussi umidi meridionali portano un cielo molto nuvoloso o anche coperto al Nord, in Toscana e sull'Umbria, ma con scarse precipitazioni e comunque di debole intensità. Decisamente più soleggiato sul resto delle regioni. Venti dai quadranti meridionali, Mar Ligure e Tirreno mossi, quasi calmi gli altri mari.
NORD
Cielo spesso coperto su gran parte delle regioni; occasionali foschie o nebbie mattutine sulla pianura Padana, in dissolvimento nel corso delle ore centrali. Sulla Liguria e sul basso Piemonte, isolati deboli piovaschi, occasionali anche sulle coste friulane.
Temperature
Valori massimi attesi tra i 6 di Bolzano e i 14 di Bologna.
CENTRO e SARDEGNA
Nuvolosità più compatta sulla Toscana e sull'Umbria, ma senza precipitazioni degne di nota; sul resto dei settori peninsulari e sulla Sardegna la giornata trascorrerà all'insegna di un tempo stabile e prevalentemente soleggiato.
Temperature
Valori massimi compresi tra i 12 di Perugia e i 15 di Cagliari
SUD e SICILIA
Ampio soleggiamento su tutte le regioni grazie alla costante presenza dell'alta pressione; clima quasi primaverile. Possibile cielo con nubi sparse sulla Sicilia occidentale, ma senza precipitazioni.
Temperature
Valori massimi attesi tra gli 11 di Potenza e i 16 di Palermo
INSERITO DA MORENA MOTTA Gianluca Tornese è uno dei pupi ella nuova edizione de “la Pupa e il Secchione e Viceversa”, in onda su Italia1 con la quarta stagione.
Chi è Gianluca Tornese la Pupa e il Secchione: età, curiosità e vita privata. Gianluca Tornese è nato a Quarto, a Napoli, l’11 marzo 1992 ed ha 28 anni. E’ molto legato alla madre Antonella ed ha due cani Max e Sophie. Ama molto viaggiare e parla lo spagnolo.
Non è la prima volta che il ragazzo appare in tv: è infatti già stato protagonista di “Uomini e Donne”, il programma di Maria De Filippi, per ben due volta.
La prima volta ha partecipato corteggiando Valentina Dallari che preferì Andrea Melchiorre mentre la seconda volta ha corteggiato Nilufar Addati che invece lo ha eliminato soltanto dopo qualche puntata.
Di Gianluca poi sappiamo che è molto seguito sui social ed il suo profilo Instagram vanta 87mila followers. Nonostante ciò si ritiene molto riservato.
Proprio stasera lo vedremo per la prima volta nelle vesti di Pupo, nella trasmissione condotta per la prima volta da Andrea Pucci con Francesca Cipriani.
INSERITO DA MORENA MOTTA Corrado Confalonieri nacque a Piacenza nel 1290. Era un francescano e pellegrino, nella sua vita visse da anacoreta, da eremita e da pellegrino. Viene venerato come santo dalla pietà popolare, è patrono della città e della diocesi di Noto, in Sicilia. Beato della Chiesa cattolica, la sua memoria di celebra il 19 febbraio.
Originariamente era un nobile piacentino. Da giovane seguì la via delle armi. Mentre si trovava in una battuta di caccia con l’intenzione di stanare la selvaggina diede ordine ai suoi servi di appiccare il fuoco ai cespugli. L’incendio purtroppo si estese enormemente distruggendo piante e boschi della zona e provocò anche la distruzione di un abitato.
Corrado d’impulso fuggì con i suoi compagni. Le guardie del governatore accusarono ed arrestarono un poveruomo che si trovava nelle vicinanze decidendo poi di condannarlo a morte. A questo punto Corrado, preso dal rimorso si presentò alle guardie denunciando l’accaduto. Con la sua ammissione di colpa si rese disponibile a risarcire tutti i danni provocati da quel gesto. Questo episodio della sua vita lo gettò in miseria. Qualche anno dopo la moglie Eufrosina decise di entrare nel monastero delle Clarisse di Piacenza. Corrado entrò nell’ordine dei terziari francescani a Calendasco. Successivamente intraprese un periodo di solitudine pellegrinando prima a Roma poi in Terrasanta, dove vi rimase per qualche anno.
Nel viaggio di ritorno verso l’Italia si fermò a Malta poi fece tappa a Noto in Sicilia. Proprio nella terra sicula abitò dapprima nella chiesa del Crocifisso. Riceveva numerose visite della gente del paese che veniva a chiedergli consigli. Di seguito alla violenza di alcuni malviventi che frequentemente lo picchiavano a sangue ricevendone però un generoso perdono decise di ritirarsi nella grotta dei Pizzoni. La grotta venne poi chiamata dal popolo con il suo nome.
La grotta diventò il suo luogo preferito. Si spostava solo per andare a trovare un altro amico francescano Guglielmo Buccheri, trasferito da poco a Scicli. La storia racconta che Corrado disse al suo confessore, un sacerdote di Noto, il 17 febbraio del 1351: «Tra due giorni, alle Grotte, avrò bisogno di te».
MARTIROLOGIO ROMANO. A Noto in Sicilia, beato Corrado Confalonieri da Piacenza, eremita del Terz’Ordine di San Francesco, che, messi da parte gli svaghi mondani, praticò per circa quarant’anni un severissimo tenore di vita nell’orazione continua e nella penitenza.
PREGHIERA.O San Corrado Confalonieri, devoto a Dio Padre, amante di Gesù crocifisso e obbediente allo Spirito Santo, oggi contempliamo la tua vita meravigliosa, ricca di grazia e di santità, e ci raccomandiamo alla tua potente preghiera. Tu sei per noi un modello di penitenza e di contemplazione. Con la tua intercessione incoraggia i tuoi devoti e tutti i cristiani a fare la tua esperienza in un autentico cammino di fede. Affidiamo alle tue preghiere la nostra santificazione, il nostro rapporto con Dio, la continua conversione del cuore e la perseveranza finale. Ottienici da Dio il possesso di tutte le virtù, affinché viviamo sempre nella fedeltà e nella carità fraterna.
INSERITO DA MORENA MOTTA Conosciamo Giuseppe Storti , Autore di questo bellissimo Libro edito dalla importante Casa Editrice Guida Editori che nell’anno 2020 ha compiuto i suoi 100 anni di storia. Storti svolge un ruolo dirigenziale presso il Consiglio Regionale della Campania. Giurista di professione, giornalista per passione è iscritto all’Albo dei giornalisti, elenco pubblicisti della Campania dal 1982. Ha iniziato l'attività con il quotidiano “Il Mattino" di Napoli, per il quale è stato collaboratore per decenni. Direttore del settimanale “Casoria due” per otto anni, nonché di tanti altri periodici locali e regionali. Fondatore del “Giornale di Casoria” nel 2010, Giuseppe Storti è appassionato e cultore di storia locale, cura una pagina social ed un blog dedicato alla storia di Casoria, suo paese di nascita. Inoltre ama la lettura: “Chi è analfabeta a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni. C’era quando Abele uccise Caino, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito.... perché la lettura è un’immortalità all’indietro” questa la celebre frase di Umberto Eco che il “nostro” ha preso come sua impostazione di vita personale e professionale. La vita è come un libro. Ogni giorno c’è una nuova pagina da scrivere, il libro è sempre ricco di avvenimenti da raccontare e di bei momenti da ricordare. Tanti iniziano a scrivere a seguito un'idea ma poi, senza un lavoro di preparazione, non portano a termine il lavoro presi dalla vita quotidiana. Occorre dedicare alla scrittura il tempo necessario e programmato per evitare che la passione si disperda. E necessario continuare con costanza a scrivere, specialmente se si vuole scrivere un romanzo, per non perdere il filo logico che lega le varie storie, contestualmente non bisogna scrivere senza lo stimolo solo perché avevamo messo in programma di dedicare una serata al "mestiere di scrivere" perché è proprio questo il rischio che si corre, magari spinti dall'editore che vuole avere il manoscritto per inserirlo nelle strenne.
Giuseppe (o meglio Peppe come lo chiamiamo noi amici) Storti è noto per essere una persona pragmatica e precisa che si pone degli obiettivi, magari sfidanti, che ha sempre portato in porto. Occorre sempre interessare il lettore, come nel caso di questo libro che si legge tutto d'un fiato. Il libro descrive che in un giorno qualunque di una vita sospesa, accade qualcosa di nuovo. Eppure la strada percorsa è sempre la stessa. Carlo è un abitudinario cronico. Nelle sue orecchie ronzano le parole della mamma: non cambiare mai la strada vecchia con la nuova. Sua madre è per lui un’ombra interna che lo guida sempre. Eppure in un giorno qualunque di una vita sospesa in un tempo fermo, ecco l’incedere improvviso del destino posarsi su di lui. Assorto nei suoi cupi pensieri, sente una voce. Alza gli occhi, gira la testa e vede lei. E allora un uragano di emozioni gli attraversa l’animo. E tutto cambia! E' una bellissima storia d’amore che nasce su di un treno e si sviluppa all’interno del Centro Direzionale di Napoli. Il protagonista è Carlo, un cinquantenne immerso nel suo “tempo fermo”, ovverosia la sua alienante vita quotidiana, che va avanti senza scosse, se non i ricordi dei suoi anni giovanili, dei suoi studi classici, che fanno da contraltare alle sue giornate. Ha un alter ego, quasi un altro se stesso, che dà corda alle sue manie, ed ai fantasmi che animano le sue ore. Un eterno ritorno del sempre uguale, che poi gli serve per giustificare ciò che gli appare un fallimento della sua vita. Poi: d’improvviso la svolta, con l’incontro sul treno con Sandra: la protagonista femminile del libro. Molti sono i riferimenti contenuti nel libro della Madre. Il legame tra madre e figlio non si interrompa mai. Ed è spiegato bene nel libro. Quel cordone ombelicale che il medico recide dopo la nascita di un bambino, non si recide mai davvero, resta per sempre. Anche dopo la morte di una madre. E’ una sorta di Filo D’Arianna della mitologia greca, che ci indica il cammino quando siamo in difficoltà, dandoci la forza ed il coraggio di andare avanti. Nel libro Storti esterna il suo pensiero sull'amore: « L’amore è la leva che muove il mondo. E’ l’Alfa e L’Omega di tutto. Però occorre anche il coraggio nell’amare. Ed il protagonista del libro, difetta proprio in questo. Carlo, crede di essere sfortunato nei rapporti amorosi. Pensa che le sue delusioni siano le stesse dei poeti che ha studiato al Liceo. Poi, quando arriva il grande ed improvviso amore - scrive Storti - , che trasforma il suo tempo fermo in un vortice di frenesia sentimentale mai provata prima, non ha il coraggio di rinunciare alla sua vita, che pure gli sembrava inutile e paranoica. Ma probabilmente ciò era un alibi che si era costruito. Infatti il finale a sorpresa ci fa capire molto di più». Commenta Giuseppe Storti a chi gli chiede se prevede un seguito del romanzo oppure se ha intenzione di scrivere un nuovo libro: « I progetti futuri, non li ho ancora immaginati. Ora sono concentrato a promuovere il libro, sentendo sempre forte il dovere ed il piacere di ringraziare il Direttore Diego Guida per l’opportunità che mi ha concesso ».
FONTE VICOEQUENSEONLINE.BLOGSPOT.COM di Harry di Prisco
INSERITO DA MORENA MOTTA L'aula della Camera ha approvato la mozione della maggioranza che esprime la fiducia al presidente del Consiglio, Mario Draghi, con 535 voti favorevoli e 56 contrari (e 5 gli astenuti). I presenti in Aula erano 596. Si è così concluso, dopo il via libera di ieri da parte del Senato, l'iter parlamentare della fiducia al nuovo governo.
L’appello allo «spirito repubblicano» e all’unità come «un dovere», l’impronta «convintamente europeista», l’impegno per «la lotta alla Pandemia e la ricostruzione del Paese», erano già agli atti. Lì, messi nero su bianco nel discorso depositato alle nove del mattino nell’aula di Montecitorio. Così, nella replica che ha preceduto il maxi-voto di fiducia (535 Sì, 56 no, 5 astenuti), Mario Draghi ha introdotto tre nuovi capitoli: la guerra senza quartiere a mafie e corruttori da tenere lontani dal Recovery Plan, il giusto processo, gli aiuti alle piccole e medie imprese. Con una promessa, nel giorno in cui il suo governo è diventato pienamente operativo: «Il mio sguardo sarà costantemente rivolto al futuro, ispirando lo sforzo comune verso il superamento dell’emergenza sanitaria e della crisi economica».
Nella replica forse più breve di sempre (13 minuti) - con tutti i deputati alla fine in piedi ad applaudire con la sola eccezione di FdI e di una ventina di grillini prossimi alla scissione - Draghi ha cominciato aprendo, con il tono del professore, il dossier dedicato alle piccole e medie imprese (Pmi). «Ci sono tre aspetti da affrontare: il primo è l’emergenza, il secondo la preparazione delle Pmi per la ripartenza quando la pandemia comincerà ad attenuarsi, il terzo è la tutela. Per l’emergenza si è fatto ciò che è stato fatto in altri Paesi europei. Per la ripartenza dobbiamo sostenere il processo di internazionalizzazione e favorire l’accesso al capitale e agli investimenti allo scopo di rafforzare la nostra manifattura e renderla più competitiva». Da qui, l’impegno a «potenziare il credito d’imposta per investimenti, ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno e le spese di consulenza per la quotazione delle Pmi», oltre a rendere «più fruibile il piano nazionale 4.0», in modo «da favorire e accompagnare le imprese nel processo di transizione tecnologica e di sostenibilità ambientale».
Strettamente legata allo sviluppo, secondo Draghi, è «la lotta alla corruzione». «Un Paese capace di attrarre investitori anche internazionali, deve difendersi dai fenomeni corruttivi che rappresentano un veicolo di ingerenza criminale anche da parte delle mafie e un fattore disincentivante sul piano economico per gli effetti depressivi sulla competitività e la libera concorrenza», ha scandito il premier tra gli applausi. E ha aggiunto: «Ieri a proposito dello sviluppo del Mezzogiorno ho detto che sì, c’è il credito d’imposta, ma la prima cosa è assicurare legalità e sicurezza», perché «se manca quella base...». Applausi.
Nella lotta alla corruzione, nel settore degli appalti pubblici, a giudizio di Draghi è «centrale il ruolo dell’Anac», ma «molto resta da fare» sul fronte della «prevenzione, oggi perseguita attraverso strumenti e meccanismi ancora troppo formali, che tolgono tempo a funzionari e cittadini e rendono meno efficace l’azione amministrativa, finendo così per alimentare più che prevenire i fenomeni di illegalità». Perciò «la semplificazione» ha «una funzione anticorruttiva». Ancora più chiaro: «Sono proprio la farraginosità degli iter e la moltiplicazione dei passaggi burocratici la causa di inaccettabili ritardi, ma anche il terreno fertile in cui si annidano e prosperano i fenomeni illeciti».
Per il premier, dunque, la «semplificazione» della burocrazia e la «trasparenza» sono i «cardini», di «una efficace politica di prevenzione» contro la corruzione e le infiltrazioni mafiose. In più «la trasparenza è il presupposto logico: i cittadini devono poter far sentire la loro voce e valutare i processi decisionali pubblici». Draghi infine ha affrontato il capitolo-giustizia. Un tema divisivo che fino a quel momento aveva solo sfiorato: «Non c’è dubbio che occorre migliorare l’efficienza della giustizia civile e penale», per introdurre «tutte le garanzie e i principi costituzionali per un processo giusto e di durata ragionevole». Boato dell’aula. E’ seguito un impegno caro a Emma Bonino: «In tempi di pandemia non va trascurata la condizione di chi lavora e vive nelle carceri, spesso sovraffollate, esposti al rischio e alla paura del contagio».
La Lega non è stata a guardare, con il capogruppo Riccardo Molinari è corsa a chiedere di modificare la norma sulla prescrizione voluta dai 5Stelle: «E’ una questione di civiltà». La pensano così anche Pd, Forza Italia, Iv e Leu.
DI MORENA MOTTA Nella serata di ieri l'ATS ha deciso, con un provvedimento immediato, di chiudere la scuola primaria del plesso di via Battisti dell’istituto comprensivo Bontempi di Agrate Brianza a causa di troppi positivi al covid-19. Il provvedimento ha validità da oggi fino a giovedì 25 compreso. La notizia è stata comunicata dallo stesso sindaco, Simone Sironi, questa mattina. “Sono momenti non facili – conclude il primo cittadino – cerchiamo di aiutarci mantenendo un atteggiamento responsabile e collaborativo”.
Le classi in quarantena sono 8 e, successivamente, gli alunni di 14 classi saranno sottoposti a tamponi. La dirigente scolastica Maria Giordano sta avvisando tutte le famiglie degli studenti. Le lezioni proseguiranno con la didattica a distanza, in attesa di nuove comunicazioni da parte della'ATS.
Anche in paese continuano a crescere i positivi; l'ultimo dato ufficiale erano 105.
DI MORENA MOTTA Un uomo di 57 anni di Monza, ha minacciato con un coltello il titolare di un locale sito in via Bergamo, sempre a Monza, allontanandosi successivamente per le vie del centro città. È stata la stessa vittima a chiamare i Carabinieri, descrivendo lo sconosciuto. Gli uomini dell'Arma sono così riusciti a rintracciarlo e denunciarlo. L'arma è stata sequestrata.
INSERITO DA MORENA MOTTA I Carabinieri della Compagnia di Amalfi nella giornata di ieri hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, nei confronti di un soggetto di Maiori che aveva realizzato in una sua proprietà, posta nei pressi del lungomare, un parcheggio per autovetture di ben mille metri quadrati, modificando la destinazione d’uso di un terreno vegetale ed in assenza delle previste autorizzazioni in materia di edilizia e tutela del paesaggio.
L’attività è frutto di una mirata indagine svolta dai militari della Stazione di Maiori iniziata nel mese di dicembre 2020 i quali hanno voluto verificare, nell’ambito dei numerosi controlli volti a contrastare il fenomeno dell’abusivismo edilizio nel territorio della Divina, la regolarità dei lavori eseguiti presso la summenzionata area. Una volta entrati in possesso di tutta la documentazione relativa all’esecuzione dei lavori, nonché dopo aver effettuato un sopralluogo del fondo, dove le opere erano già terminate, è emerso che il proprietario del parcheggio risultava sprovvisto di qualsivoglia permesso o autorizzazione necessari per effettuare questo tipo di interventi in un’area da sempre condizionata da stringenti vincoli paesaggistici.
Nello specifico, la terra era stata ricoperta con calcestruzzo e asfalto, con l’apposizione inoltre dei cordoli a delimitare le aree parcheggio nonché le relative strisce di delimitazione. Per quanto accertato, oltre al sequestro, è scattata anche la denuncia in stato di libertà per l’uomo. Una volta apposti i sigilli all’interno sito, sono stati redatti gli atti di rito già trasmessi all’Autorità Giudiziari titolare del procedimento penale.