Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
SALA CONSILINA - L'inverno si chiude con un'abbondante nevicata. I territori a sud di Salerno si "tingono" di bianco. Le precipitazioni nevose di sono registrate soprattutto nei comprensori del Tanagro e Vallo di Diano. I comuni dove si registrano maggiori difficoltà sono Buccino, Caggiano, Montesano sulla Marcellana, Monte San Giacomo, Sala Consilina, Sanza e Teggiano. Sin dalle prime ore del mattino sono entrati in azione i mezzi spazzaneve e spargisale per assicurare la viabilità sulle principali arterie, mentre le strade montane ed interpoderali in diversi comuni sono impraticabili. Difficoltà per la circolazione veicolare si registrano anche sulla Bussentina, strada a scorrimento veloce che collega il Vallo di Diano ed il Golfo di Policastro.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Nuovo raid nell’area di sosta di via San Leonardo: prese di mira più di dieci vetture SALERNO - Non c’è pace per le auto parcheggiate nel piazzale dell’ospedale “Ruggi” di Salerno gestito dalla delegazione di Salerno dell’Aci: a pochi giorni di distanza dal raid di alcuni ignoti che hanno preso di mira numerose vetture in sosta, danneggiate e depredate in particolare di componenti elettronici, nelle ultime ore i fatti si sono ripetuti. A subire i danni dei fanali sradicati, dei vetri mandati in frantumi per poter aprire gli sportelli e accedere all’abitacolo per rubare i display dei navigatori sono i lavoratori del presidio, l’utenza che si reca su appuntamento in ospedale e chi si presenta nel presidio per la somministrazione del vaccino anti-Covid: per loro, al ritorno dopo essersi recati nelle strutture del “Ruggi”, l’amara sorpresa. Marcella Cavaliere LA CITTA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Nella provincia nord di Napoli è in corso un’operazione della Polizia di Stato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Napoli Nord su richiesta dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord nei confronti di 5 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di rapina aggravata e ricettazione.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA BOLOGNA – E’ uscita dalla terapia intensiva la bambina di 11 anni ricoverata nelle scorse settimane all’ospedale Sant’Orsola di Bologna a causa dell’aggravarsi dei sintomi emersi dopo essere risultata positiva al Coronavirus. Questo il post con cui l’ospedale bolognese comunica la lieta notizia sulla propria pagina Facebook: Le notizie che fanno bene ❤ Le notizie che ci aiutano ad andare avanti, la bambina di 11 anni, ricoverata al Policlinico di Sant’Orsola in pericolo di vita, ha reagito alle cure ed è uscita dalla terapia intensiva 🐞🍀 ❗️Noi ci abbiamo sperato, ci abbiamo provato, ci abbiamo creduto. Abbiamo vegliato su di lei, l’abbiamo accarezzata, le abbiamo fatto ascoltare la sua musica preferita, le abbiamo parlato ❤ Il nostro lavoro è non lasciare mai soli i pazienti. Giorno ☀️ e notte 🌜, senza pausa dai dispositivi di protezione per bere, mangiare e riposare, controllando i parametri vitali, sempre pronti a intervenire 💪 Qui al Sant’Orsola continuiamo con determinazione il nostro lavoro di squadra per la cura di tutti i pazienti: 🔴 402 i posti letto dedicati al Covid allestiti al Sant’Orsola, di questi 100 di area critica, terapia intensiva e semi intensiva. Lo sforzo è pesantissimo per gli operatori e per l’organizzazione. In tutta Bologna e provincia sono 1300 i posti letto Covid, come se tutti i 32 padiglioni del Policlinico di Sant’Orsola fossero un grande Covid Hospital SULPANARO.NET
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA MIRANDOLA – In seguito all’interrogazione del consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Michele Barcaiuolo, che chiedeva se la Regione Emilia-Romagna avesse inviato una richiesta di proroga (la deroga concessa nel 2017 aveva durata biennale) per l’attività del punto nascite di Mirandola, è arrivata la risposta della Regione, nella persona di Kyriakoula Petropulacos, direttrice generale Cura della Persona, Salute e Welfare della Regione Emilia-Romagna, che ha dichiarato che “non è stata inviata alcuna richiesta di proroga da parte della Regione, nè il Ministero ha inviato alcuna comunicazione al riguardo”. La direttrice sottolinea, poi, che “l’attività del punto nascite sta procedendo regolarmente, mettendo in atto tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza nell’assistenza alla gravidanza e al parto durante questo periodo di pandemia e garantendo tutti i criteri di sicurezza dichiarati nella richiesta di proroga presentata nel 2017”. SULPANARO.NET
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nonostante la vicenda di Astrazeneca, questa settimana in Emilia Romagna hanno completato la vaccinazione 7mila persone in più rispetto alla settimana precedente ma di questo passo servirebbero 23 mesi per completare le vaccinazioni di tutti gli emiliano romagnoli.
Il generale Figliuolo ha preso in mano in maniera militare il piano vaccinale ma la questione Astrazeneca non consente di decollare con le vaccinazioni di massa e servirà una campagna di rassicurazione e sensibilizzazione per recuperare fiducia e procedere a ritmi serrati prima che il virus, che continua a fare il suo mestiere, muti in una nuova variante.
Nonostante la vicenda di Astrazeneca, questa settimana in Emilia Romagna hanno completato la vaccinazione 7mila persone in più rispetto alla settimana precedente ma di questo passo servirebbero 23 mesi per completare le vaccinazioni di tutti gli emiliano romagnoli.
A Carpi, dove erano 687 a metà marzo i cittadini residenti che avevano completato la vaccinazione, si è costituita una cabina di regia e l’Ausl ha nominato coordinatore il dottorMichele Pescetelliche sarà supportato dal dottorGiovanni Della Casa. La squadra è composta da una trentina di medici a cui si aggiungono quattro medici delle Usca e quindici medici volontari. A partire da domenica 21 marzo si vaccinerà sette giorni su sette per dieci ore consecutive.
“E’ già tutto pronto per la vaccinazione di massa ma se decidiamo di essere in guerra certe cose vanno superate. Oggi per inoculare il vaccino serve un minuto ma per compilare le carte ne servono almeno dieci. Se vogliamo raddoppiare le vaccinazioni dobbiamo cambiare marcia. Rispetto ai primi giorni abbiamo già reso più snelle e veloci le procedure” ammette il dottorGiorgio Verrini, medico in pensione in servizio come volontario.
Nel Centro vaccinale i medici sono supportati da personale amministrativo ma “c’è carenza di infermieri” e Verrini lancia un appello affinché si facciano avanti.
Resta un nervo scoperto: la collocazione del Centro Vaccinale all’interno dei locali del Centro Prelievi nel piano interrato dei Poliambulatori dove non ci sono ampi spazi e l’aerazione è poca perché i soffitti sono bassi. Le sei postazioni sono tutte attive e sono operative dal lunedì al sabato dalle 12 alle 19 e mentre alla domenica si può iniziare alle 9 per terminare alle 16.
È previsto un percorso in entrata e uno diverso in uscita ma gli accompagnatori risalgono da dove sono entrati e anche tanti anziani ripassano dal percorso previsto per l’entrata quando escono perché nel percorso di uscita non ci sono gli ascensori disponibili.
Il rischio è quello della contaminazione in ambienti che non possono reggere una maggiore pressione. “Attualmente facciamo 350, al massimo 400 vaccinazioni ogni giorno, ma se dovesse aumentare il numero si dovranno trovare spazi alternativi” afferma il dott. Verrini.
“Visto che è in previsione, ad aprile, l’arrivo di un crescente numero di vaccini, oltre a poter estendere ancora l’orario di apertura del Centro Vaccinale, con le amministrazioni comunali del nostro Distretto – spiega l’Ausl – è in corso un confronto per individuare ulteriori sedi. In linea con quanto dichiarato dal Direttore generale Ausl, infatti, l’obiettivo è portare il vaccino sempre più vicino alla popolazione, per consentire di effettuare un numero sempre maggiore di dosi giornaliere”.
di Primula Galantucci Primavera. E' questo il tempo dove i pensieri tornano fanciulli dove i vecchi ricordi riaffiorano, ritornano e si fermano alle corse nei prati con le gonne svolazzanti che scoprono le gambe nude, le calze corte, le scarpe da tennis. La mente leggera e lo sguardo che segue uno stormo di rondini che si rincorrono gioiose nel cielo venendo chissà da dove. Il ghiaccio invernale che avvolgeva i prati inizia a sciogliersi lasciando chiazze di verde smeraldo dove affiorano teneri germogli. L'aria profuma di nuovo di qualcosa che sta per arrivare di fiori chiari e voglia di rinascere in una nuova splendida giornata di sole. (Primula Galantucci)
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La denuncia dei consiglieri regionali del Pd Gigi Ponti e Raffaele Straniero. Oggi l'ennesimo disguido a Verano Brianza. Anziani convocati per essere vaccinati a 60 km da casa. La denuncia dei consiglieri regionali del Pd Gigi Ponti e Raffaele Straniero. Anziani convocati per essere vaccinati a 60 km da casa Il sistema di prenotazione di Regione Lombardia non funziona. Lo aveva già denunciato Guido Bertolaso la scorsa settimana, tanto da doversi scusare dopo il caos al centro vaccinale Niguarda di Milano. Ora analoga denuncia arriva dai consiglieri regionali dem Gigi Ponti e Raffaele Straniero. Il caos ha coinvolto ultra 80enni residenti nel territorio dell’Ats Brianza, cioè nelle Province di Monza e Lecco, ma il sistema di prenotazione è sempre quello regionale gestito da Aria. “Nell’Ats della Brianza – rimarcano in una nota i due consiglieri – non passa giorno senza che ci venga segnalato il caso di qualche anziano convocato per le vaccinazioni a 60 chilometri da casa. E’ questa l’ennesima dimostrazione che il sistema di prenotazione di Aria è nel più completo caos. Convocare un anziano a 60 chilometri da casa è a dir poco una presa in giro. Il sistema funziona come un flipper: lancia la convocazione come una pallina che non si sa dove possa arrivare”. “Non ci sono alibi di sorta” “Il fatto che l’Ats della Brianza – proseguono i due nel comunicato congiunto – raggruppi due province non può essere l’alibi per convocare persone anziani di più di 80 anni da un estremo all’altro del territorio. Quando non sbaglia destinazione il sistema di prenotazione sbaglia orari. “Oggi, per esempio, due insegnanti hanno segnalato che a Verano Brianza, all’orario indicato sull’app per l’appuntamento non c’era nessuno se non due operatori che hanno fatto notare che l’unico appuntamento che fa fede è quello inviato per sms ”. “Sappiamo – concludono i consiglieri dem – che i dirigenti delle aziende sanitarie si stanno impegnando per porre rimedio ai tanti disagi ma il loro impegno non basta a rimediare al fatto che il sistema Aria non funziona. Sono tre settimane che è stato annunciato il passaggio dal sistema di prenotazione di Aria a quello di Posteitaliane. “Chiediamo sia concluso al più presto per rimediare ai gravissimi errori commessi finora. Questo anche perché ad oggi non sono ancora stati inviati agli anziani non ancora convocati nemmeno i messaggi di notifica della presa in carico delle richieste di vaccinazione promessi mercoledì scorso in Commissione sanità”. PRIMAMONZA
DI PRIMULA GALANTUCCI Un uomo di 28 anni, di origini dominicane, è stato arrestato dai carabinieri a Brugherio (Monza), con l’accusa di maltrattamenti, lesioni e violenza sessuale ai danni della giovane compagna. A quanto emerso l’uomo, non appena iniziata la convivenza con una connazionale di poco più giovane, nel dicembre del 2020, è divenuto via via più aggressivo e possessivo, insultandola e aggredendola con ogni pretesto anche in pubblico, accusandola di averlo tradito, per altro senza alcun motivo. Se lei si ribellava, reagiva picchiandola ferocemente e in più di un’occasione abusando sessualmente di lei, fin quando la giovane ha trovato il coraggio di denunciarlo. A seguito delle indagini dei carabinieri, attivato il Codice Rosso, il gip di Monza ha emesso per il 28 enne un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. I carabinieri lo hanno prelevato a casa di un’altra donna dalla quale si era trasferito dopo la denuncia della ex compagna.
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Uno studio internazionale a cui partecipa l’Università di Tor Vergata di Roma analizza il DNA dei soggetti resistenti al virus. Novelli: «L’interferone potrebbe avere un ruolo fondamentale. Se manca o viene eliminato in fretta si rischia di più. Obiettivo è mettere a punto un farmaco efficace contro il virus» Mentre si accelera con le vaccinazioni per battere sul tempo il Covid e la maggior parte d’Italia si chiude in un nuovo lockdown, c’è chi studia gli immuni per natura, ovvero persone che nonostante il contatto diretto con il virus non si ammalano e potrebbero permettere di scoprire farmaci efficaci. Sono 250 i laboratori al mondo impegnati in questa ricerca. Tra di loro l’Università Tor Vergata di Roma con il professor Giuseppe Novelli che ai nostri microfoni spiega modalità e obiettivi dello studio. «Quando c’è una pandemia i fattori in gioco sono l’ospite e l’ambiente, ossia il contesto in cui si sviluppa l’infezione. Noi ci siamo concentrati sulla seconda, che è fondamentale. I primi mesi dell’infezione ci siamo accorti che ci sono gli asintomatici, i moderati lievi, i casi gravi. Chi si ammala di Covid ha reazioni differenti, e anche gli organi colpiti non sono sempre gli stessi. Partendo da questo dato, siamo andati a scoprire le motivazioni di queste differenze. Nel gruppo dei gravissimi, ovvero di coloro che sono in terapia intensiva, abbiamo rilevato che il 10-12% dei malati ha un difetto nella produzione della prima linea di difesa contro i virus, ovvero nell’interferone, che non viene prodotto o eliminato subito dall’individuo. Questa è stata una delle più grandi scoperte dello scorso anno». Alla luce di questo importante punto di partenza come vi siete mossi? «Una volta che abbiamo individuato i soggetti che hanno questo difetto genetico, e sono coloro che si ammalano più gravemente di Covid, abbiamo capito che ci sono anche persone che non si infettano, nonostante siano consanguinei di malati, o conviventi o persone fortemente esposte al virus. Siamo andati in quella direzione per capire come mai». In che modo? «Innanzitutto, abbiamo selezionato molto bene i soggetti all’apparenza resistenti al virus. Questi hanno dato volontariamente il loro DNA nel rispetto della privacy. I dati, una volta raccolti, sono stati inviati ad un centro unico, in cui si procede con i calcoli biostatistici e bioinformatici per trovare le differenze». Oggi a che punto siete? «Abbiamo selezionato cento soggetti che hanno queste caratteristiche, allo stesso modo hanno fatto i colleghi americani, francesi, del sud est asiatico e del Canada. Ora stiamo leggendo il loro DNA. Dove troviamo differenze le confrontiamo, facciamo analisi statistiche, le correliamo ad altri parametri e poi valuteremo se esistono uno, due o tre caratteristiche genetiche che rendono queste persone resistenti al virus. Due le ipotesi al vaglio: potrebbero avere un recettore con una forma diversa o produrre meglio l’interferone». Come si possono rintracciare le persone resistenti al virus? «I test genetici di suscettibilità sono lo strumento che possiamo utilizzare per individuare chi non si ammala di Covid». Quale sarà l’obiettivo di questa ricerca? «Vogliamo scoprire quale differenza biochimica esiste in persone resistenti al virus, in modo da poter sviluppare nuovi farmaci. Un processo analogo è stato fatto per l’AIDS dove si è visto che negli immuni manca un particolare recettore. Quindi ora stiamo sviluppando un farmaco specifico in grado di bloccare il recettore quando è presente. È importante, perciò, in biologia studiare la diversità di risposta al virus per aprire nuove strade per le terapie».