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FAVOLE E RACCONTI Tutto su Doraemon

29 Marzo 2021, 11:16am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Doraemon e gli altri personaggi del manga

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Nel 1969, in Giappone, nessuno avrebbe mai immaginato che di lì a poco sarebbe nato uno dei manga più importanti della storia e che il suo protagonista, un gattone blu proveniente dal futuro, sarebbe stato un giorno osannato in terra natia. Il suo nome è Doraemon e per decenni ha fatto sognare bambini (e non) di tutto il mondo.

Il fumetto scritto e disegnato da Fujiko F. Fujio, pseudonimo adottato dalla coppia di artisti Hiroshi Fujimoto e Motoo Abiko, è stato pubblicato anche in Italia grazie a Star Comics e ha ricevuto tre adattamenti a serie anime, ben 38 lungometraggi e diversi videogiochi.

Purtroppo però uno dei due creatori, Fujimoto, è passato a miglior vita prima di poter dare un finale alla serie. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1996, è terminata infatti la pubblicazione del manga: da quel momento, l'opera ha portato alla creazione di numerose leggende urbane sull'epilogo di Doraemon.

La casa editrice Shogakukan ha comunque provveduto a diffondere una fine ufficiale, ma soltanto per la versione animata. Abbiamo dunque voluto dedicare una guida definitiva ai possibili finali di Doraemon, con un approfondimento generale sulla trama e ai messaggi che i mangaka hanno voluto lanciare con la loro opera. https://nospoiler.it/2018/10/09/tutto-su-doraemon-significato-del-manga-fan-theory-e-curiosita-sui-finali/

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LA STORIA DELL'EGITTO Lista dei faraoni

29 Marzo 2021, 11:09am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Attorno al 3000 a.C. nella valle del Nilo si sviluppò la civiltà Egizia, che sopravvisse 3000 anni. Le origini del popolo Egiziano non sono ben definite, si pensa che i suoi abitanti furono i influenzati dai popoli del vicino oriente. Un antico storico greco, Erodoto (v. immagine a sinistra), definì la civiltà Egizia un dono del Nilo. L’Egitto sorge in una vasta zona desertica, mentre la valle del Nilo è fertilissima grazie ad un fango chiamato limo, ricco di sostanze fertilizzanti. Lungo il corso del Nilo, fino al delta sul Mediterraneo avvenivano i principali scambi degli Egizi con gli altri popoli che si affacciavano su questo mare. Durante il periodo predinastico la gente della valle del Nilo attraversò un periodo di splendore grazie al limo che aveva reso fertile il terreno e facilitato l’agricoltura.piramidi.jpg (14865 byte) Verso il 3.500 a.C. la grande differenza fra il delta e la valle del Nilo costrinse alla divisione dell’Egitto in due parti: L’Alto e il Basso Egitto.Gli Egizi erano molto abili nel costruire piramidi e templi in pietra. Le piramidi erano le tombe dei faraoni. All’interno c’era persino una cappella dove si pensava che il faraone pregasse da morto; c’erano delle stanze decorate con pitture e sculture policrome.

Quando una persona moriva sulla sua tomba si posava un libro chiamato "libro dei morti" (v. immagine in basso). Questo libro era diviso in colonne, su cui era scritto tutto quello di cui il morto aveva bisogno nella seconda vita. Per rendere l’anima del morto immortale, bisognava proteggere il corpo dalla decomposizione affidandone la conservazione alla sabbia del deserto, libro_dei_morti.jpg (27951 byte)oppure, con l’avvento del nuovo regno, tramite la mummificazione. Durante il regno antico gli egiziani riservavano un particolare cerimoniale al faraone. La salma del morto veniva messa per un certo periodo sotto sale e poi essiccata. Al defunto, ancora prima, venivano tolte le viscere, il cervello ed il cuore, che veniva sostituito da uno scarabeo in pietra. Nei sarcofagi veniva deposto un foglio di papiro su cui erano scritte le formule magiche che consentivano al morto la sopravvivenza nell’aldilà.

L'Egitto ebbe la più lunga storia unitaria, politica e culturale, fra tutte le civiltà mediterranee, svoltasi senza interruzioni dal 3000 a.C. al IV secolo d.C. La natura del paese, attraversato e reso fertile per tutta la sua estensione dal Nilo, e il relativo isolamento rispetto alle influenze culturali esterne, diedero vita a uno stile artistico uniforme che subì pochi mutamenti nel corso di tanti secoli.

Il corpus di credenze costituenti la religione dell'antico Egitto, influì particolarmente sull'evoluzione della cultura, pur non avendo gli egizi mai concepito la religione come un sistema teologico coerente.

Originariamente esisteva solo l'oceano; ma Ra, il Sole, nato da un uovo apparso sulle acque, generò quattro figli. Due di essi, Gheb e Nut, generarono due figli, Seth e Osiride, e le figlie Iside e Nefti. Osiride privò Ra del dominio sul cosmo, ma venne ucciso e fatto a pezzi da Seth; Iside, sua sposa e sorella, ne ricompose il corpo e lo imbalsamò, aiutata dal dio Anubi, e gli restituì la vita con potenti incantesimi; Osiride divenne così re dei morti e Horus, figlio di Osiride e Iside, sconfisse Seth in battaglia e divenne re della Terra.

L’Egitto raggiunge la sua massima espansione territoriale sotto il regno di THUTMOSI III. (1480-1448 a.C,).

Con l’invasione dei popoli del mare ha inizio la lenta decadenza del regno che, subisce numerose altre invasioni: Hyksos (1670 a.C.), popoli del mare (1200 a.C.), Assiri (670 a.C.), Persiani (525 a.C.), Macedoni (332 a.C.), Romani (30 a.C.).
Fin da prima che il re Manes unificasse l’Egitto, gli Egizi conoscevano la scrittura.
Non tutti gli Egizi conoscevano la scrittura, ma sicuramente la conoscevano gli scribi e i sacerdoti. Per scrivere essi utilizzavano grandi fogli ricavati dalla lavorazione degli steli del papiro, pianta acquatica che cresce lungo fiumi e paludi. Gli steli venivano tagliati in sottilissime strisce longitudinali, che erano poi disposte su un piano e unite l’una all’altra, in modo da ottenere uno strato continuo. Su questo strato ne veniva collocato perpendicolarmente un secondo. Il reticolo così ottenuto veniva bagnato e infine lasciato seccare al sole: la carta era pronta. La scrittura consisteva in un sistema di segni tracciati con un piccolo pennello e corrispondenti ad un oggetto, un animale o una persona. Inizialmente il lavoro degli scribi consisteva nel registrare le uscite e le entrate dei prodotti agricoli che i contadini erano tenuti a versare nei magazzini del re. Con il tempo questo modo di scrivere per disegni si perfezionò, fino a permettere di fissare sulla carta anche le idee, i ragionamenti ed i sentimenti. La scrittura assunse per gli egizi un valore quasi sacro: con essa erano ricoperti tutti i loro monumenti, le pareti dei templi, le statue, i sarcofagi e le bende con le quali era avvolta la mummia.

Nelle più antiche civiltà, in quella Egizia e in quella Mesopotamica, non esistevano libertà né diritti. Il faraone era il padrone di tutto e di tutti: delle terre, degli animali, delle case e di tutto ciò che veniva prodotto nel suo regno. Tuttavia era ritenuto onnipotente perché figlio degli Dei e non doveva essere tiranno, capriccioso e violento, come alcuni dei. In conclusione il faraone delle più antiche civiltà era un sovrano che decideva cosa fosse più giusto per il suo popolo. Invece oggi lo stato democratico moderno fa sì che ciascun cittadino, protetto dalle leggi della giustizia, possa obbedire ad esse liberamente; tuttavia il cittadino è sempre limitato nella sua azione dalle stesse leggi: per questo lo stato è detto stato di diritto.

FONTE http://www.scuolabelli.it/belli/lavori/3e/margherita/gli%20egizi.html

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ANIMALI L'ELEFANTE

29 Marzo 2021, 11:02am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Elephantidae (Gray, 1821) è una famiglia di mammiferi proboscidati[3] che comprende tre specie viventi, comunemente note come elefanti: l'elefante asiatico (Elephas maximus), l'elefante africano di savana (Loxodonta africana) e l'elefante africano di foresta (Loxodonta cyclotis), precedentemente considerata una sottospecie di L. africana. Vivono normalmente fino a 70 anni, ma l'elefante più longevo di cui si ha notizia ha raggiunto gli 82 anni.[4]

Caratteristiche

Sono animali di grandi dimensioni, con occhi relativamente piccoli e grandi orecchie mobili. Sono dotati di due zanne prominenti in avorio e di una proboscide, derivata dalla fusione di naso e labbro superiore: un organo molto versatile, prensile, dotato di numerose terminazioni nervose.

Gli elefanti hanno un udito e un olfatto molto sviluppati, che compensano una vista piuttosto debole.

La gestazione dura circa 21 mesi; viene partorito un piccolo che alla nascita pesa circa 120 kg. I parti gemellari sono molto rari e interessano meno del 2% delle nascite.

Gli elefanti sono erbivori e si nutrono principalmente di fogliame degli alberi. Necessitano di grandi quantità di cibo, e il loro passaggio ha un effetto devastante sulla vegetazione; di conseguenza, tendono a spostarsi in continuazione. Prima dell'avvento dell'uomo, che ne ha limitato fortemente la circolazione sul territorio, erano certamente una specie meno stanziale di quanto non appaia oggi.

A partire dalla maturità superiore, gli elefanti rivelano un carattere irrequieto, che non raramente può portare a episodi di aggressività, anche nei confronti dell'uomo. La fase di massima eccitazione dei maschi, in cui sono più pericolosi, viene chiamata musth (o must), ed è ben nota ai gestori di circhi o zoo. Essi non sono monogami: di solito, il maschio vive con la femmina per un periodo piuttosto lungo, anche anni, per poi cambiare compagna. La struttura sociale è complessa, organizzata in gruppi di femmine imparentate tra loro e facenti capo a una matriarca. A margine del gruppo principale vi sono gruppi più piccoli di maschi che, nel periodo del "musth", combattono tra loro per scegliere la gerarchia di accoppiamento.

Gli elefanti sono dotati di una proverbiale memoria. Individui addomesticati hanno mostrato di poter riconoscere una persona anche a distanza di anni.

Anatomia

 
Elefante africano di savana (a sinistra) ed Elefante asiatico (a destra)

Oltre alle zanne, l'elefante ha altri 4 enormi denti (molari). L'intestino è eccezionalmente lungo (nelle specie africane misura mediamente 37 metri) e predisposto alla digestione di qualsiasi tipo di vegetale. Il cervello dell'elefante è quattro volte più grosso di quello di un uomo (in proporzione però è più piccolo, perché un elefante pesa circa 100 volte più di un essere umano).

Nonostante la somiglianza esteriore, gli elefanti africani e asiatici presentano alcune importanti differenze sul piano anatomico. Lo scheletro dell'elefante africano ha 21 paia di costole e 26 vertebre caudali, mentre l'elefante asiatico ne ha rispettivamente 19 e 33. Nel primo il cranio è appiattito sulla fronte, nel secondo molto incurvato. Nell'elefante asiatico le zanne, presenti solamente nei maschi, sono più corte di quelle dell'elefante africano. Altra visibile differenza tra l'elefante africano e l'elefante asiatico è la dimensione delle orecchie: il primo ha i padiglioni auricolari molto più grandi (183 cm lunghezza e 114 cm di larghezza) rispetto a quelli del secondo (60 cm di lunghezza e 30 cm di larghezza).

Altre specie

 
La salina di Dzanga Sangha, in Repubblica Centrafricana, è uno dei posti dove è facile vedere i piccoli elefanti africani di foresta

Una quarta specie di elefante, l'elefante nordafricano (Loxodonta pharaoensis), si è estinta in tempi recenti (I o II secolo); a questa specie alcuni dicono appartenessero gli elefanti da guerra di Annibale anche se i più propendono per una loro provenienza asiatica (come quelli usati dai persiani e dai re dell'Epiro)[senza fonte]. Una quinta specie estinta, l'elefante pigmeo (Loxodonta pumilio), di cui si è ipotizzata l'esistenza sulla base di ritrovamenti di ossa nel bacino del Congo, è controversa: secondo alcuni paleontologi potrebbe infatti trattarsi di elefanti africani delle foreste le cui dimensioni ridotte sarebbero da attribuirsi a condizioni ambientali[senza fonte].

Evoluzione

La storia evolutiva della famiglia è quanto mai complessa ed intricata, come tutto l'ordine Proboscidea del resto, e soggetta a totale rimescolamento e riformulazione ogni volta che viene scoperta una nuova specie fossile. Lo schema iniziale elaborato agli inizi del secolo scorso vedeva semplicemente gli elefanti come derivati dai Mammuth i quali, a loro volta, erano derivati dai Mastodonti. Con il procedere dei ritrovamenti fossili vennero poi interpretati come antenati degli elefanti gli Stegodonti asiatici. Quando ci si accorse che le due specie erano contemporanee e non potevano quindi essere l'una l'antenata dell'altra si lasciò la questione in sospeso ipotizzando per la famiglia Elephantidae una evoluzione indipendente separata dal resto dell'ordine dei Proboscidati, con forme tutte ancora da scoprire, e risalente addirittura al Moeritherium, vissuto 40 milioni di anni prima nell'Oligocene dell'Egitto.

Gli Stegodonti

Nella seconda metà del secolo scorso compaiono finalmente fossili di animali dalle caratteristiche intermedie fra gli elefanti ed i Gonfoteri (famiglia Gomphotheriidae) che fino ad allora erano visti solo come un ramo specializzato di Mastodonti. I resti di Stegolophodon, vissuto in Africa nel Miocene, evidenziavano rispetto alle forme precedenti (in particolare Tetralophodon) un numero superiore ed un allungamento dei molari con creste trasversali (dette lamelle) composte da piccole cupsidi o piccoli coni. A partire da questa specie possiamo far risalire sia gli Stegodonti asiatici (genere Stegodon con numerose specie) sia le prime forme chiaramente riconducibili agli elefanti veri e propri come Stegotetrabelodon e Stegodibelodon. I due generi, vissuti in Africa e composti da limitati resti frammentati, presentano una struttura della corona dei molari con le "spaziature" (o depressioni) tra le creste a forma di V (tipiche degli elefanti attuali mentre negli Stegodonti sono a forma di Y) e la presenza di incisivi sulle mandibole. Vissuti alla fine del Miocene e all'inizio del Pliocene in un ambiente misto di foreste e savana, le due forme devono il loro nome, nello specifico il prefisso Stego-, alla scorretta interpretazione dei primi studiosi che li ritenevano parte del gruppo degli Stegodonti. Lo stadio successivo dell'evoluzione degli elefanti moderni è rappresentato dal genere Primelephas, vissuto in Africa alla fine del Miocene e caratterizzato da due paia di zanne dirette in avanti (anche se le inferiori erano di dimensioni nettamente inferiori rispetto alle superiori), un tronco più lungo ed un maggior numero di creste nei molari. Attualmente Primelephas è considerato l'antenato comune diretto dei Mammuth e degli elefanti moderni e la loro differenziazione è stata calcolata a circa 5,5 milioni di anni fa.

La saga del Mammuth

Enorme diventa a questo punto la confusione generata per classificare i vari generi: fino alla fine degli anni ottanta persisteva la teoria che voleva un genere ancestrale denominato Archidiskodon progenitore di mammuth europei ed asiatici progenitori, a loro volta, del genere Elephas. Archidiskodon era visto anche come antenato degli elefanti africani passando però prima da un successivo genere Palaeoloxodon che anticipava l'attuale Loxodonta. Nuove scoperte fossili e nuove classificazioni hanno portato a far scomparire quasi totalmente l'esistenza del genere Archidiskodon e a datare a 4,8 milioni di anni fa l'inizio della linea evolutiva del mammuth documentata dal ritrovamento in vari siti del Nordafrica di resti della specie Mammuthus africanavus. A circa 4 milioni di anni fa sono datati i resti della specie Mammuthus subplanifrons ritrovata in Sudafrica e Kenya e che in molti vedono come semplice sottospecie della precedente. È a partire da questo periodo che i Mammuth iniziano a migrare e a raggiungere l'Asia e l'Europa. La prima comparsa in Italia di rappresentanti del genere Mammuthus è datata a 2,6 milioni di anni fa nel medio Villafranchiano (inizio del Pleistocene) con una specie, ancora poco conosciuta e studiata, denominata (momentaneamente) Archidiskodon gromovi. Altrove fa la comparsa 1,7 milioni di anni fa la specie Mammuthus meridionalis che si diffonde rapidamente in tutto il continente euroasiatico e raggiunge il Nordamerica attraversando l'allora esposto stretto di Bering.

 
Ricostruzione di Mammuthus trogontherii

Questa specie presentava delle zanne molto caratteristiche: presso la base divergevano e si dirigevano verso il basso poi, con una curvatura ad S, si rivolgevano all'interno. Il dorso aveva un andamento quasi orizzontale e rettilineo, il cranio era più corto delle specie precedenti. 700.000 anni fa il clima subì un forte raffreddamento e le fertili savane del Mammuthus meridionalis si trasformarono in steppe congelate causandone l'estinzione. Emerge allora la nuova specie Mammuthus trogontherii (chiamato anche "Mammuth delle steppe") adattato ad una dieta a base di erbe coriacee e ad un clima tipici della steppa. In questa specie le zanne assumono una ricurvatura ancora più marcata ed il cranio si accorcia ancora rispetto alla specie precedente. Questa è la base che porta alla comparsa del Mammuthus primigenius dapprima nella sottospecie fraasi e poi nella variante che tutti conosciamo come "Mammuth lanoso", l'animale tipico della megafauna dell'Era glaciale, famoso anche per gli eccezionali ritrovamenti di individui completi congelati in Siberia, oggetto soprattutto oggi di numerosi dibattiti sulle sua estinzione. Dai rappresentanti nordamericani del Mammuthus meridionalis si evolve il gigantesco Mammuthus imperator, dalle zanne lunghe 4,2 metri e con una forma quasi circolare, ed altre specie affini quali Mammuthus columbi e Mammuthus jeffersoni estinte tutte alla fine del Pleistocene così come la variante insulare rimpicciolita detta Mammuthus exilis.

Elephas e Loxodonta

Contemporaneo alle prime specie di Mammuth era anche la specie Elephas ekorensis, arcaica iniziatrice del ramo che porta ai moderni elefanti asiatici e datata a 4,5 milioni di anni fa. Palaeoloxodon recki, vissuto un milione di anni dopo, raggiunse la dimensione record di 4,5 metri di altezza, misura che non lo avrebbe fatto sfigurare se messo al fianco del famoso Deinotherium giganteum. L'animale prosperò indisturbato in Africa per 2,5 milioni di anni fino a quando non subì la concorrenza del più efficiente esponente del genere Loxodonta. Il suo posto fu preso dal nuovo genere Elephas planifrons che si diffuse in Europa ed India durante il Pliocene inferiore.

 
Scheletro dell'elefante nano Palaeoloxodon mnaidriensis esposto al MUSE di Trento

Le successive forme di Elephas, derivate dalla planifrons furono inizialmente classificate come esponenti di un nuovo genere denominato Palaeoloxodon, successivamente ridotto al rango di sottogenere, e di recente nuovamente elevato al rango di genere a sé stante[5]. A questa linea evolutiva appartiene Palaeoloxodon antiquus, comunemente chiamato "elefante dalle zanne dritte", la sua variante asiatica Palaeoloxodon namadicus e le versioni nane Palaeoloxodon mnaidriensis e Palaeoloxodon falconeri, emblematici casi di nanismo insulare.

A partire da Elephas planifrons è possibile far risalire anche una linea di elefanti asiatici che, partendo con Elephas hysudricus del Pliocene inferiore del nord dell'India e passando da altre numerose specie e sottospecie, si va a distribuire in numerose zone dell'Asia orientale quali Birmania, Giava, Borneo, Cina e Giappone. Tutte queste forme asiatiche sono caratterizzate da depressioni delle corone dei denti molari, con creste più o meno completamente intervallate di ampie valli tra loro e il cui numero per ogni dente è sempre molto inferiore rispetto a quello degli elefanti attuali.

Alla fine degli anni ottanta cadde anche la teoria che voleva il genere Loxodonta, di cui non si trovavano forme fossili, discendente recente del già citato Palaeoloxodon: in Uganda nel 1995 vennero alla luce resti fossili di un animale classificato come Loxodonta adaurora e datato a 6-5,5 milioni di anni fa. Tale datazione porta il genere Loxodonta ad essere visto come il primo dei tre membri della famiglia Elephantidae ad essersi differenziato dal genere ancestrale Primelephas.

 
Un elefante nella savana

Sia gli stegodonti che gli elefanti propriamente detti vissero anche a ridosso della linea Wallace, che separa le faune del vecchio mondo da quelle dell'Oceania. Buoni nuotatori in realtà sono stati capaci di incursioni anche appena oltre questa linea approfittando anche della riduzione generale dei mari durante le varie glaciazioni ed in particolare durante i picchi glaciali (anche 130–150 m). Si specula anche di intrusioni più consistenti di quelle a Flores, Timor e Celbes, oltre la linea Wallace-Weber e persino oltre la linea Lyddeker. Nel 1844 il paleontologo britannico Owen attribuì ad un mastodonte alcuni molari trovati in Nuovo Galles del Sud (Australia), e nel 1882 creò il genere Notoelephas per una zanna proveniente dal Queensland, altri paleontologi hanno contestato questi risultati da allora, lasciando intendere che potesse trattarsi di burle e di sub-fossili asiatici. Da allora non è stata fatta alcuna scoperta di proboscidati in Oceania, anche se non è da escludersi in maniera assoluta che durante l'ultimo picco glaciale, contemporaneamente all'espansione umana oltre la linea Wallace, un po' di proboscidati raggiungessero Australia e Nuova Guinea, dove poi la caccia umana li avrebbe portati all'estinzione in breve tempo, lasciando rarissime tracce fossili.

FONTE WIKIPEDIA

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POSITANO E PRAIANO NEWS PRAIANO IL SINDACO SCRIVE AI PRAIANESI RIGUARDO AL COVID

29 Marzo 2021, 10:58am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "២២ក Comune di PRAIANO ORDINANZA ATTIVAZIONE COC- COVID-19 DATIELABORATI DAL CENTRO COMUNALECOC DEL COMUNE |PRAIANO CENTRO OPERATIVO COMUNALE UNITÀ COVID-19 27/03/2021 BOLLETTINO DEL POSITIVI TOTALI 26 OGGI 3 NUOVI GUARITI TOTALI 52 OGGI INDOSSA LA MASCHERINA O MANTIENI LA DISTANZA LAVA SPESSO LE MANI ←"

DI MIKI PAPPACODA Cari Concittadini, ancora una volta ci troviamo a fare i conti con numeri a due cifre. Che ci dicono solo una cosa. Il Covid-19 è il nostro nemico e noi dobbiamo combatterlo. È un nemico che muta e si fa sempre più forte. Le ultime varianti sono molto contagiose e anche molto più resistenti. Parliamo di positivi che prima di negativizzarsi devono attendere 30/40 giorni. E questa guerra possiamo combatterla, e vincerla, solo col rispetto delle regole. E con la campagna vaccinale che, come sapete , ha i suoi tempi. Per il momento, ci siamo Noi . E uso la maiuscola perché maiuscola deve essere la nostra collaborazione. Nell'interesse di tutti. Per nostra fortuna, ancora una volta, il focolaio è circoscritto e ben localizzato. Questo ci consente di evitarne la diffusione. Ma non solo. La maiuscola sta anche a sottolineare che nessuno può chiamarsi fuori dal senso di responsabilità che è l'arma vincente su tutto. Non c'è controllo, non c'è forza dell'ordine, non c'è coercizione che tenga. Siamo Noi.Noi ad avere rispetto delle regole, Noi a collaborare nella identificazione dei focolai, Noi a non essere omertosi, Noi a non farci prendere dal panico, Noi a trasmettere fiducia ai nostri figli che stanno pagando il prezzo più caro. Io e tutta l'Amministrazione stiamo facendo l'impossibile per garantire supporto, vicinanza, corretta comunicazione. È un lavoro immane, credetemi. Ed ogni positivo in più è una fitta al cuore, ed ogni guarigione è una gioia immensa. Vi chiedo, ancora una volta, e con il cuore in mano, di darci una mano. Che questa sia una Pasqua di Resurrezione per tutti. Che riusciamo a superare ancora una volta, insieme, questo difficile momento. Non voglio fare retorica, non è mia abitudine, ma noi Praianesi abbiamo sempre dato il meglio nelle difficoltà. Sono sicura che vinceremo anche questa battaglia. Cominciamo da domani. La Domenica delle Palme sia occasione per dimostrare che un rito religioso così sentito può essere officiato nella massima sicurezza. E che la fiducia che l'amministrazione ha risposto nella comunità non venga disattesa. Ci saranno i dovuti controlli che vedranno impegnati Polizia Municipale, Millenium e Volontari della Croce Rossa Italiana. Ma sono sicura che saranno solo di supporto. Le Praianesi e i Praianesi daranno ulteriore prova di responsabilità e senso civico. Ad majora, sempre. La Sindaca F. F. Anna Maria Caso

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RAVELLO E SCALA NEWS Scala ritrovate queste chiavi a Santa Caterina, nei pressi dell' ex Caseificio

29 Marzo 2021, 10:53am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Nessuna descrizione della foto disponibile.di Miki Pappacoda Sono state ritrovate queste chiavi a Santa Caterina, nei pressi dell' ex Caseificio. Sono state consegnate ai Vigili Urbani chiunque le abbia persi può rivolgersi li

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CAMPANIA NEWS De Luca: Possibile riapertura delle scuole dopo Pasqua

29 Marzo 2021, 10:50am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Covid: assessore Sanità, Governo chiuda scuole in Sardegna - Sardegna -  ANSA.it

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Dopo Pasqua, In Campania, si potrebbe ripartire con le lezioni in presenza, riaprendo le scuole per la fascia dalle primarie e fino alla prima media. Ovviamente la decisione sarà presa tenendo conto dell’andamento della curva dei contagi e del monitoraggio continuo dei dati sull’epidemia Covid in corso. L’annuncio del possibile ritorno in classe per una parte degli studenti è del presidente della Campania, Vincenzo De Luca. Nella nostra Regione le scuole erano state chiuse prima che venisse dichiarata zona rossa. “Abbiamo già vaccinato il 95% del personale scolastico – ha spiegato De Luca, a margine della visita a Camposano, in uno dei punti vaccinali per i dializzati dell’Asl Napoli 3 Sud – quindi abbiamo creato una condizione di base di maggiore sicurezza. Non c’è dubbio che questa è una priorità, però la linea della Campania è quella di sempre: noi dobbiamo aprire tutto, ma per sempre, non aprire due giorni e chiudere due mesi, perché questo sta portando l’Italia all’esaurimento nervoso”. SORRENTOPRESS

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Un’altra vittima del Covid ieri a Vico Equense

29 Marzo 2021, 10:45am

Pubblicato da Miki Pappacoda

COVID-19, la malattia da nuovo coronavirus (SARS-CoV-2) - Dr. Damiano  Galimberti

INSERITO DA MIKI PAPPACODA “Nonostante un lieve calo nella curva dei contagi, si chiude una settimana tremenda per la nostra città e stasera sono costretto a comunicarvi un nuovo decesso”. L’annuncio della nuova morte provocata dal Covid-19 è arrivato nella tarda serata di ieri da parte del sindaco di Vico Equense, Andrea Buonocore. “La città piange un nostro concittadino che non è riuscito a sconfiggere il nemico invisibile – continua Buonocore -. Una famiglia, già travolta dal lutto e dal dolore, che si vede strappare un figlio, un papà, un marito, un fratello. Di lui mi hanno detto “era una persona meravigliosa e bravissima”, termini che sintetizzano tutto senza dover aggiungere null’altro. Ci stringiamo attorno alla sua famiglia, con affetto, ed in silenzio. Con quest’ultimo decesso siamo a 54 vittime legate alla pandemia durante la seconda fase in penisola sorrentina. Nel dettaglio, da ottobre 2020 ad oggi, si piangono diciassette persone a Vico Equense, quattordici a Piano di Sorrento, dieci a Massa Lubrense, sette a Sorrento, tre a Sant’Agnello e tre anche a Meta. MAX SORRENTOPRESS

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Covid Costiera Amalfitana: cresce il numero degli attualmente positivi. I dati del 29 marzo

29 Marzo 2021, 10:35am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Coronavirus (COVID-19) - Open

INSERITO DA MIKI PAPPACODA

In Costiera Amalfitana, quindi, si contano in totale 2.247 casi di cui 290 attualmente positivi, 1.934 guariti e 23 decessi. Di seguito il riepilogo comune per comune.

  CASI TOTALI GUARITI ATTUALMENTE POSITIVI
AGEROLA 488 358 (4 decessi) 125
AMALFI 167 156 (4 decesso) 7
ATRANI 15 14 1
CETARA 161 153 (2 decesso) 7
CONCA 21 16 5
FURORE 46 37 9
MAIORI 262 237 (4 decessi) 21
MINORI 118 100 18
POSITANO 116 101 15
PRAIANO 105 79 26
RAVELLO 177 159 (2 decessi) 16
SCALA 84 83 (1 decesso) 0
TRAMONTI 174 159 (4 decessi) 11
VIETRI SUL MARE 312 281 (2 decesso) 29
  TOT TOT TOT
  2.247 1.934 e 23 decessi 290

AMALFINOTIZIE

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MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE NEWS 🔴 AGGIORNAMENTO COVID-19 🔴 📌 BOLLETTINO DEL 28 MARZO 2021

29 Marzo 2021, 10:21am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "COMUNE DI PIMONTE R Città Metropolitana di Napoli EMERGENZA COVID-19 BOLLETTINO DEL 28-03-2021 POSITIVI ATTUALI 50 +4 nuovi casi guariti DA INIZIO PANDEMIA: GUARITI 401 ToT. CONTAGI 467 RICOVERATI DECEDUTI 1 16 *7residenti in ltro altro comune INDOSSA LA MASCHERINA MANTIENI LA DISTANZA IGIENIZZA LE MANI IG II SINDACO Michele Palummo"
INSERITO DA MIKI PAPPACODA BOLLETTINO DEL 28 MARZO 2021📌
▶️ ATTUALI POSITIVI: 50
▶️ +4 NUOVI CASI
➡️ +3 GUARITI
➡️ RICOVERATI: 1
➡️ DECEDUTI: 16 (di cui 7 residenti in altro comune)
⭕ NELLA STRUTTURA RESIDENZIALE PER ANZIANI
(GIÀ INSERITI NEL CONTEGGIO TOTALE)
➡️ ATTUALI POSITIVI: 0
➡️ DECEDUTI: 8
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VELASCA VIMERCATE NEWS In piazza al grido di “Giù e mani dalla scuola”: la protesta dei genitori vimercatesi contro la dad

29 Marzo 2021, 10:09am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Almeno 150 i genitori e i bambini che ieri, domenica, sono scesi in piazza chiedere a gran voce la fine della Didattica a distanza. Sono scesi in piazza al grido di «Riaprite la scuola» e «Giù le mani dalla scuola». Erano almeno 150 i genitori e i bambini che, ieri, domenica 28 marzo hanno occupato parte di piazza Unità d’Italia, davanti al Municipio di Vimercate, per chiedere a gran voce la fine della Didattica a distanza e la riapertura delle scuole, di ogni ordine e grado. 

La protesta dei genitori vimercatesi

Una manifestazione che segue quella di un paio di settimane fa quando le recinzioni di diversi istituti della città, e non solo, erano state tappezzate di cartelli con slogan eloquenti. Cartelli che sono stati portati in piazza anche domenica dai bambini.
A guidare la manifestazione un gruppo di genitori «Nodad» di Vimercate, in prima linea nel chiedere la riapertura. Presenti anche delegazioni di altri Comuni e il sindaco Francesco Sartini.

“La scuola è un luogo sicuro”

«La scuola è un luogo sicuro – ha detto una mamma aprendo la manifestazione – I bimbi hanno seguito le regole sorvegliati dalle maestre. Si sono adattati a tutte le disposizioni e ai protocolli più faticosi. Ora il loro impegno non può essere cancellato con l’ennesima privazione del diritto all’istruzione in presenza».
In sostanza i genitori contestano il fatto che ad un anno dall’esplosione della pandemia non siano state ancora definite e messe in atto procedure che consentano agli studenti, di ogni età, di rientrare a scuola in sicurezza.

Anche il sindaco in piazza

A supportare la protesta, come detto, è sceso in piazza anche il primo cittadino di Vimercate, Francesco Sartini. Sartini ha annunciato di aver steso, in collaborazione con il collega di Concorezzo Mauro Capitanio, la bozza di una lettera che in questi giorni verrà proposta alla firma degli altri sindaci del territorio. Una missiva dal inviare al Ministero dell’Istruzione per chiedere con forza l’immediata ripresa delle lezioni in presenza per ogni ordine e grado. 

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