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VELASCA VIMERCATE NEWS Asst Brianza, le indicazioni per over 80 senza appuntamento: «Preferibile usare il sistema Accoda per Vimercate, Carate e PalaBancodesio»

7 Aprile 2021, 08:06am

Pubblicato da Miki Pappacoda

VELASCA VIMERCATE NEWS Asst Brianza, le indicazioni per over 80 senza appuntamento: «Preferibile usare il sistema Accoda per Vimercate, Carate e PalaBancodesio»

INSERITO DA MORENA MOTTA Gli over 80 brianzoli si vaccinano negli ospedali e ancora anche al PalaBancoDesio. L’Asst Brianza è pronta ad accogliere i cittadini ultraottantenni del territorio che non hanno ancora ricevuto la convocazione per il vaccino anti Covid.

Presso i centri vaccinali ovvero gli ospedali di Carate e Vimercate e al PalaBancoDesio sono state predisposte linee vaccinali dedicate, cui è possibile accedere preferibilmente mediante il consueto sistema di prenotazione dell’Asst Brianza, “Accoda”, disponibile dalle ore 20 di martedì 6 aprile sull’home page del sito internet aziendale all’indirizzo www.asst-brianza.it.

«Consigliamo a tutti tale modalità di accesso regolamentata, al fine di limitare le attese e soprattutto scongiurare ogni assembramento – ha fatto sapere l’azienda sociosanitaria territoriale - La registrazione sul portale consentirà alla persona di conoscere la data e l’ora di vaccinazione presso una delle 3 strutture. Tutti i cittadini ultraottantenni residenti sul territorio di ASST Brianza ancora in attesa riceveranno un appuntamento nelle giornate del 7-8-9-10-11 aprile. Le linee vaccinali aggiuntive saranno operative nelle seguenti fasce orarie: Ospedale di Carate: dalle 10.30 alle 19.00 (solo nelle giornate del 7-8-9 aprile), PalaBanco di Desio: dalle 10 alle 18.30 e Ospedale di Vimercate: dalle 10.30 alle 21».

Fino al 2 aprile gli over 80 vaccinati erano circa 20.200 su circa 52mila immunizzati con almeno una dose di siero.

FONTE www.ilcittadinomb.it di Michele Boni

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CAMPANIA NEWS Autostrada bloccata dai mercatali con furgoni, code sulla A1

6 Aprile 2021, 10:02am

Pubblicato da Miki Pappacoda

CAMPANIA NEWS Autostrada bloccata dai mercatali con furgoni, code sulla A1

INSERITO DA MORENA MOTTA Una protesta degli operatori delle aree mercatali aderenti alla sigla Ana-Ugl è in corso sull'autostrada A1 Roma-Napoli, in territorio casertano. Un ampio tratto è stato interdetto alla circolazione dalla Polizia Stradale che invita gli automobilisti a uscire a Caserta Sud per chi viaggia verso Napoli, mentre per chi marcia in direzione Roma l'uscita obbligatoria è sull'asse mediano Acerra-Afragola.

Notevoli i disagi tra gli automobilisti, con code di chilometri e rallentamenti su tutta la rete. Gli operatori hanno occupato la sede autostradale con i furgoni. "La nostra intenzione - dice Peppe Magliocca presidente dell'Ana-Ugl di Caserta - è arrivare a Roma per protestare contro una situazione assurda, con tanti operatori sul lastrico, che si sentono abbandonati". Della protesta - come riferito dal sindaco di Santa Maria Capua Vetere Antonio Mirra - ha fatto le spese anche il Governatore della Campania Vincenzo De Luca atteso a Santa Maria Capua Vetere per una conferenza stampa sui lavori alla condotta idrica del carcere e rimasto anche lui bloccato in autostrada.

FONTE ANSA

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SEZ. RICETTE Torta salata di zucca

6 Aprile 2021, 09:54am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. RICETTE Torta salata di zucca

A CURA DI MORENA MOTTA

Ingredienti

  • 1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare
  • 400 gr di zucca pulita
  • 100 gr di gorgonzola
  • 150 gr di prosciutto cotto
  • 1 uovo
  • 1 rametto di rosmarino
  • 2 foglie di salvia
  • olio extravergine d'oliva qb
  • sale qb
  • pepe qb

Tempo Preparazione: 15 Minuti

Tempo Cottura: 45 Minuti

Dosi: 4 Persone

Difficoltà: Facile

  • Pulite la zucca dalla buccia e dai semi interni, quindi fatela a dadini.

  • Scaldate in una padella qualche cucchiaio d’olio assieme ad un rametto di rosmarino e alle foglie di salvia.

  • Unite la zucca fatta a dadini, coprite con un coperchio e lasciate cuocere la zucca fino a quando non sarà diventata tenera. Salate e pepate.

  • Ricavate dal rotolo di pasta sfoglia 4 rettangoli uguali. Per ogni saccottino ve ne serviranno due. Disponeteli come in foto a croce e tagliate ogni rettangolo come mostrato nelle foto incidendo con un coltellino delle strisce laterali. Disponete al centro di ogni rettangolo delle fette di prosciutto cotto e metteteci sopra la zucca cotta.
    Terminate con dei fiocchetti di gorgonzola.
    Richiudete, piegando i lembi di pasta sfoglia verso il centro come da foto. Se optate per la versione più facile a torta, vi basterà stendere la pasta sfoglia su una teglia circolare e procedere con gli strati di ripieno nello stesso ordine.

  • Riponete i fagottini di zucca su una teglia e spennellateli sulla superficie con l’uovo sbattuto.

  • Scaldate il forno a 180°C. Infornate e cuocete per 20 minuti fino a quando non si saranno dorati in superficie.

  • Una volta cotti, estraete questi tortini di zucca dal forno e fateli intiepidire prima di consumarli.

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE L'obiettivo di Domenicali: "Portare a termine la stagione con 23 GP"

6 Aprile 2021, 09:43am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SPORT NEWS E SPORT LOCALE L'obiettivo di Domenicali: "Portare a termine la stagione con 23 GP"

INSERITO DA MORENA MOTTA Stefano Domenicali, presidente e amministratore delegato Formula 1, ai microfoni di Radio anch'io Sport su Radiouno ha confermato l'obiettivo della compagnia, quello di portare a termine una stagione non semplice da gestire sotto molti punti di vista.

“È un anno ancora più complesso rispetto a quello scorso vista la diversità di situazioni che dobbiamo affrontare. L'obiettivo è quello di portare a termine la stagione più lunga e più complessa nella storia moderna della Formula 1. Dobbiamo essere pronti in ogni momento a cambiare le cose, ovviamente abbiamo dei piani alternativi nel caso non ci fossero le garanzie. La complessità mondiale ci porta a una grandissima cautela, ma l'obiettivo è quello di portare a termine il Mondiale a 23 gare”. E in ottica 2022 afferma: “25 GP per la prossima stagione? Non è l'obiettivo a breve termine. Una gara in Sudafrica? Vuole tornare, stiamo discutendo non per il 2022 ma per il 2023. Anche altri paesi stanno proponendo la propria candidatura”, ha spiegato Domenicali.

L'ad della Formula 1 ha poi commentato così quanto visto in pista sino ad ora: “La Ferrari? Credo di averla vista molto più competitiva rispetto allo scorso anno, può combattere per posizioni di vertice. Mercedes e Red Bull sono un pochino sopra rispetto a tutti gli altri, ma i ranghi sono molto più compatti rispetto allo scorso anno. Il successo del primo GP in Bahrain ha dimostrato una grande dinamicità in pista. Mi auguro che già a Imola si possa vedere una gara straordinaria”. E poi parla della gara di qualifica: “L'esperimento della gara sprint al sabato? Stiamo definendo gli ultimi dettagli, l'obiettivo è quello di chiudere per il Gran Premio di Imola. Vorremmo un weekend molto più intenso con un'ora di libere il venerdì e poi le qualifiche con la gara sprint per definire l'ordine di partenza della gara vera di domenica. Speriamo - ha concluso Domenicali - di definire tutti i dettagli per partire con la sperimentazione che se avrà successo vedremo come definire il prossimo anno. Confermo che sarà a Silverstone”.

FONTE www.gazzetta.it

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Scuola, domani in classe due studenti su 3

6 Aprile 2021, 09:38am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Scuola, domani in classe due studenti su 3

INSERITO DA MORENA MOTTA Tornano in presenza quasi 5,6 milioni di alunni. Le regioni con più rientri Lombardia, Lazio, Veneto, Campania ed Emilia Romagna.

Da domani mercoledì 7 aprile saranno quasi 5,6 milioni (2 su 3, il 66%) gli studenti che torneranno in presenza a scuola, mentre quasi 3 milioni dovranno continuare a seguire le lezioni in DAD.

Si ripopolano dunque le aule, grazie al Decreto Legge n. 44 che consente il rientro a scuola anche nelle zone rosse dei bambini della scuola dell’infanzia, degli alunni di primaria e di quelli del primo anno di secondaria di I grado. Ma è anche il risultato del bilanciamento tra le regioni passate in zona rossa prima di Pasqua (Toscana, Calabria e Val d’Aosta) e quelle ritornate in zona arancione (Veneto, Marche e provincia di Trento). Secondo quanto ricostruito da Tuttoscuola, non capitava che ci fossero tanti alunni nelle classi dal febbraio scorso, quando in presenza si erano sfiorati i 7 milioni in classe. A partire dal 2 marzo invece il numero degli studenti a scuola ha oscillato tra 800mila e 1,6 milioni, con una isolata punta di 2,8 milioni (il 6 marzo).

Il quadro resta comunque non omogeneo sul territorio: gli alunni in presenza non superano il 56% nelle regioni del Sud, il 57% nel Nord-ovest, mentre raggiungono il 70% nel Nord-est, il 74% al Centro e arrivano all’83% nelle Isole. Le province autonome di Bolzano e Trento avranno complessivamente la più alta percentuale di alunni in presenza (87,3%).

Dei circa 5,6 milioni di alunni che tornano a scuola, 2,7 milioni sono i più piccoli della scuola dell’infanzia e del primo ciclo, ammessi a scuola dal DL 44, anche se si trovano in regioni classificate in zona rossa. Per le stesse ragioni in quelle regioni in zona rossa potranno accedere ai servizi per la prima infanzia (asili nido, 0-3 anni) anche 212 mila bambini.

Le regioni più interessate dalla riapertura in presenza con quantità notevoli di ragazzi a scuola sono la Lombardia con 785.910 (e 615.903 in DAD), il Lazio con 687.592 (e 133.737 in DAD), il Veneto con 573.694 (e 106.402 in DAD), la Campania con 484.731 (e 460.262 in DAD) e l’Emilia Romagna con 335.580 alunni (e 284.843 in DAD). Con la quasi totalità degli alunni in presenza (82-83%) le Isole: la Sicilia con 614.891 e la Sardegna con 170.004.

Con riferimento ai diversi settori scolastici, seguiranno le attività didattiche a scuola complessivamente 1.393.010 bambini delle scuole dell’infanzia (il 100%), 2.605.865 alunni della primaria (il 100%), 1.019.904 alunni della scuola secondaria di I grado (il 59,5%) e parzialmente in alternanza al 50% 549.929 studenti delle superiori (il 19,7%).

FONTE www.adnkronos.com

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Ci si può dichiarare disabili con autocertificazione per godere delle facilitazioni di legge?

6 Aprile 2021, 09:26am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Ci si può dichiarare disabili con autocertificazione per godere delle facilitazioni di legge?

INSERITO DA MORENA MOTTA Per poter ottenere i benefici che la legge riconosce ai portatori di handicap è sempre necessario che la disabilità sia certificata dalla ASL competente. A volte però capita di chiedersi se ci si può dichiarare disabili con autocertificazione per godere delle facilitazioni di legge. Per esempio, se l’ASL ha riconosciuto la disabilità di un nostro parente, e vogliamo chiedere che venga realizzato un posto auto riservato davanti al suo portone, è necessario portare tutta la certificazione medica al Comune? Oppure si può autocertificare che la ASL ha riconosciuto l’handicap per ottenere così quanto richiesto senza produrre innumerevoli documenti?

I diritti per il disabile spaziano in vari ambiti, dall’esempio appena fatto fino ai permessi retribuiti sul lavoro. L’autocertificazione solleverebbe il disabile dall’onere di presentare una voluminosa documentazione in vari uffici ed in varie occasioni.

Per fortuna la legge tiene conto anche di questa esigenza per il portatore di handicap.

È per questo che ci si può dichiarare disabili con autocertificazione per godere delle facilitazioni di legge.

In quali settori serve la autocertificazione

Con la autocertificazione il disabile potrà ottenere le facilitazioni che gli spettano. Si può quindi ricorrere alla autocertificazione per chiedere i permessi retribuiti di cui alla Legge 104, oppure per acquistare un veicolo usufruendo delle agevolazioni sull’IVA. L’autocertificazione è idonea anche per chiedere in Comune il contrassegno per la sosta.

L’autocertificazione è valida in generale

La legge stabilisce in generale che i cittadini non debbano essere costretti a presentare alla pubblica amministrazione la documentazione di cui l’amministrazione stessa è già in possesso. In questo caso specifico la pubblica amministrazione dovrebbe già essere a conoscenza che quel soggetto è disabile. Infatti la disabilità deve essere sempre dichiarata e certificata dalla ASL. Una volta che la ASL abbia certificato il possesso di quella particolare condizione il cittadino disabile può semplicemente autocertificare alle varie amministrazioni la sua condizione per ottenere i vantaggi che gli spettano.

FONTE /www.proiezionidiborsa.it di Alessandra Calcagno

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ANIMALI Le farfalle

6 Aprile 2021, 09:13am

Pubblicato da Miki Pappacoda

ANIMALI Le farfalle

INSERITO DA MORENA MOTTA Le farfalle sono probabilmente gli insetti più belli grazie all’infinita varietà di disegni e colori che caratterizzano le ali, la parte più appariscente del loro corpo. Il volo è il loro modo “abituale” di spostarsi: alcune hanno un volo veloce e scattante, altre sono lente e pesanti. Le zampe vengono poco usate per la locomozione e servono essenzialmente per aggrapparsi al substrato quando si posano per riposare o per nutrirsi.

L’apparato boccale è costituito da una sorta di proboscide (spirotromba) con cui succhiano le sostanze liquide che costituiscono il loro cibo. Quando non viene usata, la proboscide è arrotolata a spirale sotto il capo; in molte specie raggiunge un notevole sviluppo, tale da consentire l’esplorazione delle corolle più profonde.

Posandosi sui fiori, le farfalle svolgono un ruolo molto importante nell’impollinazione; preferiscono posarsi sui fiori o tra i vegetali di cui si nutrono i bruchi, ma possono essere osservate anche sui tronchi e sui rami degli alberi, tra le pietre, nelle aie e nei cortili delle case.

Si parla comunemente di farfalle diurne e di farfalle notturne in quanto numerose specie sono attive nelle ore centrali della giornata, altre hanno abitudini crepuscolari, alcune si muovono solo al mattino, altre preferiscono l’oscurità totale. Dal punto di vista scientifico, però, questa divisione è poco precisa; infatti ci sono specie “notturne” che volano anche di giorno (come le Zigene) e specie “diurne” che si muovono anche di notte. Una differenza tra specie “diurne” e specie “notturne” è data dal modo in cui tengono le ali quando riposano: le farfalle “diurne” le ripiegano l’una contro l’altra perpendicolarmente al corpo, le “notturne” le dispongono a tetto lungo l’addome.

Depongono uova da cui nascono le larve, comunemente dette bruchi. Questi sono dotati di potenti mandibole con le quali si nutrono dei vegetali su cui vivono. Alcuni rosicchiano tutta la foglia, altri vi fanno dei buchi. Alcuni bruchi vivono nel legno, dove scavano lunghe gallerie. Dopo un certo periodo di tempo (variabile da specie a specie), i bruchi si trasformano in crisalide e poi (sempre dopo un tempo che varia da specie a specie) in farfalla vera e propria. Nel mondo sono conosciute circa 140.000 specie di farfalle: le più variopinte e anche le più grandi (l’apertura alare maggiore raggiunge i 32 cm) vivono nei paesi tropicali e subtropicali. In Europa si conoscono 6000 specie di farfalle, di cui solo 380 sono classificate come “diurne”.

La farfalla più grande del nostro continente è la Saturnia pyri (Saturnia del pero o Pavonia maggiore), una farfalla notturna che può raggiungere i 14 cm di apertura alare.

FONTE www.parcodolomitifriulane.it

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FAVOLE E RACCONTI L'acciarino

6 Aprile 2021, 08:45am

Pubblicato da Miki Pappacoda

FAVOLE E RACCONTI L'acciarino

INSERITO DA MORENA MOTTA Ùn-due, ùn-due! Un soldato veniva avanti marciando per la strada principale. Con lo zaino sulle spalle e la sciabola al fianco, perché era stato alla guerra, e adesso tornava a casa. Sulla strada s'imbatté in una vecchia strega: era davvero orribile, col labbro che le scendeva fino al petto! "Buonasera, bel soldatino!" disse, "che bella sciabola che hai, che grande zaino! Sei davvero un bel soldatino! Ora sì che potrai avere tutti i soldi che vuoi."
"Grazie tante, vecchia strega!" rispose il soldato.
"Vedi lì quel grosso albero?" la vecchia gliene indicò uno che si ergeva di fianco a loro. "Dentro è tutto cavo. Se ti arrampichi fin sulla cima troverai un buco; nel quale puoi farti scivolare fino in fondo; io ti legherò una corda intorno alla vita per poterti tirare su, quando mi richiamerai."
"Ma cosa devo fare dentro quell'albero?" chiese il soldato.

"Prendere il denaro!" rispose lei. "Quando arriverai in fondo all'albero cavo, sappi che ti troverai in un gran corridoio illuminato da più di cento lampade. Vedrai tre porte, e le potrai aprire, perché le chiavi sono nella toppa. Se entri nella prima stanza vedrai in mezzo al pavimento una grande cassa. Sopra c'è seduto un cane: i suoi occhi sono grandi come tazze da tè, ma non farci caso. Ti darò il mio grembiule a quadretti bianchi e celesti da stendere sopra il pavimento. Tu va verso il cane, acchiappalo, mettilo sul grembiule steso, apri la cassa e prendi tutti i soldi che vuoi. Sono tutti di rame, ma se li vuoi d'argento non hai che d'andare nella seconda stanza. Lì c'è un cane dagli occhi grandi come macine da mulino, ma non farci caso, mettilo sul mio grembiule steso, e prendi tutto quello che vuoi! Se invece preferisci dell'oro, nella terza stanza puoi prendere tutto quello che riesci a portare. Il cane che sta accovacciato sulla cassa delle monete d'oro ha due occhi grandi come la Grande Torre di Copenaghen: quello sì che è un cane, credi a me! Ma non farci troppo caso: mettilo sul mio grembiule e non ti farà niente, e prendi pure dalla cassa tutto l'oro che vuoi."
"Mica male," disse il soldato, "ma io che dovrei darti, vecchia strega? Perché pure qualcosa per te, non è vero?"
"Non voglio niente," rispose la strega, "neanche un soldo! La sola cosa che devi prendere per me è un vecchio acciarino che mia nonna ha lasciato la sotto l'ultima volta che è scesa."
"Va bene," disse il soldato, "allora legami con la corda."
"Eccola qui," disse la vecchia. "Ed ecco il mio grembiule a quadretti bianchi e turchini."
 

Il soldato allora si arrampicò sull'albero e si lasciò cadere nel tronco cavo: proprio come la strega aveva detto, li sotto c'era un grande corridoio, illuminato da centinaia e centinaia di lampade.
Quando aprì la prima porta, mamma mia! C'era proprio un cane con gli occhi grandi come tazze di tè, che lo fissava severo.
"Sei proprio un bel tipo!" gli disse il soldato. Lo mise nel grembiule della strega e afferrò tutti i soldi di rame che poteva mettere in tasca; poi chiuse la cassa, ci rimise su il cane, ed entrò nella seconda stanza. Accidenti! Là c'era un cane con gli occhi grandi come macine di un mulino.
"Non guardarmi tanto, che ti si rovina la vista," gli disse il soldato. Mise il cane sul grembiule della strega, e quando vide tutti quei soldi d'argento, buttò via tutti quelli di rame che aveva e si riempì le tasche e lo zaino solo di argento. Poi arrivò alla terza stanza. Che orrore! Il terzo cane aveva davvero due occhi grandi come la Grande Torre di Copenaghen, e li faceva girare come due ruote!
"Buona sera," disse il soldato, e si levò il berretto, dato che in tutta la sua vita non aveva mai visto un cane del genere; ma dopo un po' pensò che poteva bastare, lo mise sul pavimento, aprì la cassa e... Dio mio, quanto oro! Poteva comprarci tutta Copenaghen, tutti i maialini di zucchero delle venditrici di dolciumi ambulanti, tutti i soldatini di piombo, tutti i cavalli a dondolo del mondo! Lì sì che ce n'erano di quattrini! Gettò tutto l'argento che aveva nelle tasche e nello zaino, e al suo posto prese l'oro, e se ne riempì le tasche, lo zaino, il berretto e gli stivali, tanto che riusciva appena a camminare. Ora sì che era ricco! Rimesso il cane sul cassone, rinchiuse la porta e gridò, attraverso il tronco cavo: "Tirami su, vecchia strega!"
"E l'acciarino, ce l'hai?" chiese quella.
"Già, è vero, me l'ero totalmente dimenticato!" e andò a prenderlo. Allora la strega lo tirò su, e lui si trovò di nuovo sulla strada principale, con tasche, stivali, zaino e berretto pieni di denari.
"Cosa te ne fai dell'acciarino?" chiese il soldato.
"Sono fatti miei," rispose la strega, "tu hai avuto l'oro! Io voglio soltanto l'acciarino!"
"Poche storie," disse il soldato, dimmi subito cosa ci vuoi fare, o con la mia sciabola ti taglio la testa!"
"No!" gridò la strega.
E allora il soldato le tagliò la testa: zac! Poi raccolse tutti i soldi nel suo grembiule, se lo mise alle spalle come fagotto, si mise in tasca l'acciarino, e se ne andò direttamente in città.

Era una città molto bella, ed egli si recò nella locanda più lussuosa; chiese la camera migliore e ordinò i suoi piatti preferiti, perché era ricco e poteva permettersi tutto quello che voleva.
Il servitore, mentre li puliva, trovò che i suoi stivali sembravano vecchi e veramente ridicoli per un signore così ricco, ma era solamente perché ancora non ne aveva comperati di nuovi. Il giorno dopo acquistò degli stivali adeguati, e altri bei vestiti. Ora era diventato un distinto signore, e si fece raccontare tutte le meraviglie della città, tra cui il re, e la sua figlia, che era una principessa molto graziosa.
"Dove si può vederla?"
"Non si può vederla," dicevano tutti. "Vive in un grande castello di rame, con tanti muri e tante torri tutto intorno! Nessuno può andare a trovarla, eccetto il re, perché una profezia dice che sposerà un soldato semplice, e questo al re non va!"
"Vorrei proprio vederla," pensava il soldato, ma non gli fu possibile.

Ora se la spassava davvero: andava a teatro, attraversava il parco reale in carrozza, e faceva la carità ai poveri: un bel gesto da parte sua, ma lui sapeva cosa vuol dire trovarsi senza il becco di un quattrino! Adesso che era ricco e ben vestito, aveva anche tanti amici, e tutti lo trovavano un cavaliere simpatico e nobile, e di questo lui era molto contento. Ma a furia di spendere ogni giorno del denaro senza intascarne mai, alla fine gli rimasero soltanto due soldi, e dovette lasciare la bella camera dove aveva abitato per andare a stare in una minuscola mansarda, dovette lucidarsi da solo gli stivali e rattopparseli con un grosso ago: nessuno dei suoi amici veniva più a trovarlo, perché c'erano troppi scalini da salire.

Una sera molto scura il soldato, che non poteva più nemmeno comprarsi una candela, si ricordò si un moccoletto appiccicato all'acciarino che aveva preso sotto l'albero cavo, quando la strega gli aveva chiesto di scendere. Allora tirò fuori il moccoletto e l'acciarino, lo batté per accendere il fuoco, e proprio mentre le scintille sprizzavano dalla pietra focaia, si spalancò la porta e gli si parò davanti il cane con gli occhi grandi come tazze di te che aveva già incontrato sotto l'albero. "In cosa posso servire il mio padrone?" domandò il cane.
"Ma tu guarda," esclamò il soldato, "gran cosa quest'acciarino! Quindi posso avere tutto quello che desidero!," e, rivolto al cane, gli domandò di procurargli del denaro. Il tempo di contare fino a tre, e quello non c'era più; il tempo di contare di nuovo fino a tre, ed eccolo di nuovo, con in bocca un sacco pieno di soldi.

Adesso sì che il soldato aveva capito cosa c'era di tanto interessante in quell'acciarino! Se lo batteva una volta arrivava il cane che stava sulla cassa del rame, se lo batteva due volte arrivava il cane sulla cassa dell'argento; se lo batteva tre volte veniva quello dell'oro. Così il soldato ritornò nella sua bella camera al primo piano, indossò di nuovo dei bei vestiti, e tutti i suoi vecchi amici lo riconobbero subito, e tutti gli volevano bene.

Un giorno pensò: "Peccato che non si possa vedere la principessa! Tutti dicono che dev'essere molto bella! Ma a che le serve, se deve per forza rimanere rinchiusa nel grande castello di rame, circondato da tante torri? Davvero non riuscirò mai a vederla? Ma dov'è il mio acciarino?" Lo batté, ed eccogli davanti il cane con gli occhi grandi come tazze da tè.
"È tarda notte, lo so," disse il soldato, "ma brucio dal desiderio di vedere la principessa, anche per un solo istante!"
Il cane si lanciò fuori dalla porta, e prima che il soldato se ne accorgesse, di ritorno con la principessa addormentata in groppa. Era così graziosa che chiunque poteva accorgersi subito che si trattava di una vera principessa. Il soldato non poté resistere al suo desiderio, e la baciò: era pur sempre un soldato!
Il cane poi tornò indietro con la principessa, ma la mattina dopo, mentre il re e la regina prendevano il tè, la fanciulla raccontò che durante la notte aveva fatto un sogno molto strano, con un cane e un soldato; aveva cavalcato in groppa al cane, e il soldato le aveva dato un bacio.
"Proprio un bell'affare!" disse la regina.

La notte dopo una delle vecchie dame di compagnia dovette vegliare presso il letto della principessa per vedere se si trattava davvero di un sogno.
Il soldato si tormentava dal desiderio di rivedere la splendida principessa, e così la notte il cane la venne a riprendere, e ripartì il più veloce possibile; ma la vecchia dama si mise i suoi stivaloni e lo inseguì altrettanto velocemente. Quando li vide sparire in una grande casa pensò: "Ecco dov'è andata," e fece una gran croce col gesso sulla porta. Poi tornò a casa e si mise a letto. Quando il cane uscì per riportare a casa la principessa, vide che era stata tracciata una croce sulla porta del soldato: allora con un pezza di gesso tracciò delle croci su tutte le porte della città. Fu un'ottima idea: adesso la dama di corte non poteva trovare la casa giusta, perché c'erano croci dappertutto.

La mattina dopo, molto presto, il re, la regina e la vecchia dama di corte andarono a vedere dov'era stata la principessa.
"Eccola qui!" gridò il re appena scorse la prima porta segnata con una croce.
"Ma no, caro marito, è quella là," disse la regina, vedendo una croce su un'altra porta.
"Qui ce n'è un'altra! E anche qui," gridarono tutti, man mano che vedevano le croci sulle porte. Finché non capirono che così era inutile continuare a cercare.
Ma la regina era una donna molto furba, che non era capace soltanto di andare in carrozza, ma anche di tante altre cose. Con le sue grandi forbici d'oro, tagliò un grosso pezzo di seta e lo ricucì assieme, in modo sa formare un grazioso fagotto; lo riempì poi di granturco tritato, lo legò alla schiena della figlia, e quando ebbe finito fece un buchetto in fondo al fagotto, in modo che il granturco cadendo si spargesse sulla strada percorsa dalla principessa.

Quella notte il cane tornò a prendersi la fanciulla sulla groppa, per portarla dal soldato, che le voleva tanto bene, e che avrebbe desiderato essere un principe, per poterla sposare.
Il cane non si accorse del granturco sparso dal palazzo fin sotto la finestra del soldato, e si arrampicò su per il muro insieme alla principessa. La mattina dopo il re e la regina videro così dov'era stata la loro figlia: allora presero il soldato e lo misero in prigione.
Com'era buio e noioso, nella prigione! Poi gli dissero: "Domani t'impiccheremo!" e queste non sono cose che si sentano dire volentieri." In più, aveva dimenticato l'acciarino alla locanda. La mattina dopo, attraverso le sbarre di ferro della piccola finestra, poté vedere la gente che correva fuori dalla città per andare a vedere la sua impiccagione. Sentiva i tamburi suonare, e vedeva i soldati marciare. Correvano fuori della città proprio tutti; c'era tra gli altri anche un apprendista calzolaio, in grembiule di cuoio e pantofole, e correva così forte che una ciabatta gli sfuggì, e andò a sbattere proprio contro il muro dove il soldato stava affacciato contro le sbarre di ferro.
"Ehilà, ragazzo, che bisogno c'è di tanta furia?" gli gridò il soldato. "Tanto prima che arrivi io non succederà niente: se piuttosto vuoi fare una corsa dove abitavo prima e portarmi il mio vecchio acciarino, ti darò quattro soldi. Ma devi sbrigarti!" I quattro soldi non dispiacevano al ragazzo, che corse a prendere l'acciarino, lo allungò al soldato e... state un po' a sentire quello che accadde ora.

Fuori dalla porta della città avevano drizzato una grande forca; intorno c'erano soldati, e centinaia di migliaia di persone. Il re e la regina sedevano su un magnifico trono, proprio di fronte al giudice e a tutto il Consiglio.
Il soldato era già in cima alla scaletta, e stavano per mettergli la corda al collo, quando egli disse che era tradizione esaudire l'ultimo desiderio del condannato, prima dell'esecuzione. A lui sarebbe piaciuto tanto tirare un'ultima boccata dalla sua pipa: l'ultima prima di andare all'altro mondo.
Questo il re non poteva proprio negarglielo: e allora il soldato prese il suo acciarino, lo sbatté per accendere il fuoco, una, due, tre volte! Ed ecco che tutti e tre i grossi cani saltarono fuori: quello con gli occhi grandi come due tazze di tè, quello con occhi grandi come macine da mulino, e quello con gli occhi grandi come la Grande Torre di Copenhagen!
"Aiutatemi adesso, fate in modo che non mi impicchino!" chiese il soldato, e allora i cani si gettarono sui giudici e su tutto il Consiglio, presero l'uno per le gambe, l'altro per il naso, e li gettarono in aria così in alto che ricadendo si ruppero in tantissimi pezzi.

"Io no!" gridò il re, ma il cane più grosso di tutti afferrò anche lui e la regina, e li gettò dietro a tutti gli altri. Allora i soldati si spaventarono, e tutta la gente si mise a urlare: "Caro soldatino, sii tu il nostro re, e ti daremo in sposa la nostra bella principessa!"
 

Misero il soldato nella carrozza reale, e tutti e tre i cani lo precedettero danzando e gridando evviva; i ragazzi fischiavano con le dita nella bocca, e i soldati facevano il presentat'arm. La principessa uscì dal castello di rame e divenne regina, cosa che le fece molto piacere. Le nozze durarono otto giorni, e i cani sedettero a tavola con gli altri, spalancando tanto d'occhi.

di Hans Christian Andersen

FONTE www.andersenstories.com

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LA STORIA DELL’EGITTO La mummificazione

6 Aprile 2021, 08:38am

Pubblicato da Miki Pappacoda

LA STORIA DELL’EGITTO La mummificazione

DI MORENA MOTTA Gli antichi Egizi erano convinti che occorresse conservare il corpo intatto per ottenere la sopravvivenza nell' Aldilà; ecco perché avveniva la mummificazione.

All'inizio della loro storia, gli egizi seppellivano i loro morti direttamente nella sabbia, dove, per azione dell'arsura, i liquidi responsabili del deterioramento del corpo si essiccavano, conservando naturalmente i tessuti molli, i capelli e le unghie.

Quando la tradizione funeraria egiziana diventò più elaborata, la semplice fossa scavata nella sabbia fu sostituita da una camera funeraria coperta di mattoni crudi in una sovrastruttura in muratura a forma di panchina: il mastaba. Poiché il corpo vi era collocato in un sarcofago di legno, alla mummificazione naturale dovettero subentrare nuove tecniche di conservazione artificiali.

C'erano tre classi o specie di mummie e venivano preparate secondo il prezzo che gli eredi erano disposti a pagare.

La prima classe, che era la più costosa, comprendeva le mummie che dopo essere state svuotate del cervello, mediante estrazione della materia cerebrale attraverso le narici, e di cuore, polmoni, fegato ed intestini, mediante un'incisione addominale, venivano immerse per settanta giorni in un bagno di sale alcalino. Dopo di ciò, venivano lavate accuratamente, profumate con essenze di cedro e di canfora ed avvolte in finissime bende di tela di lino, previa coloritura della pelle con terra d'ocra e delle labbra con “betel” rosso.

Per la seconda classe il procedimento era più semplice: si riempiva il corpo del defunto, attraverso l'orifizio anale, di olio di cedro asiatico, quindi lo si immergeva per quaranta giorni in un bagno salato. Trascorso tale periodo, mediante compressione dell'addome, si estraevano i visceri, liquefatti per reazione chimica, attraverso il foro anale quindi, dopo un lavaggio, lo si avvolgeva nelle bende e si riconsegnava ai parenti.

La terza classe, che era la più economica e popolare dell'Antico Egitto, limitava la mummificazione alla immersione del corpo in un bagno bollente di acqua e “natron” (soda naturale) quindi, dopo essiccazione con aria calda ventilata, avveniva l'avvolgimento in stuoie di juta.

FONTE www.egittopercaso.net

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Indicatore Mirandolese - speciale Concordia

6 Aprile 2021, 08:33am

Pubblicato da Miki Pappacoda

CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Indicatore Mirandolese - speciale Concordia

INSERITO DA MORENA MOTTA È uscito L'Indicatore Mirandolese di Marzo 2021 contenente uno speciale dedicato a Concordia.

In questo numero:

  • Intervista al sindaco Luca Prandini su Covid e ricostruzione
  • Misure a sostegno di attività commerciali, artigiani e famiglie
  • Progetto "Mettiamo radici per il futuro"
  • "Res publica": progetto di cittadinanza attiva per la scuola secondaria
  • Fototrappole per contrastare l'abbandono di rifiuto 
  • Piedibus per il percorso casa-scuola dei bambini frequentanti la scuola primaria
  • Volontari di Protezione Civile presso il punto vaccinale

FONTE COMUNE DI CONCORDIA SULLA SECCHIA

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