Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MORENA MOTTA Via libera del Parlamento al Piano di ripresa e resilienza. La Camera ha approvato con 442 voti favorevoli la risoluzione a sostegno del governo, il Senato ha detto sì con 224 voti a favore, 16 contrari e 21 astenuti. Fratelli d'Italia, che ha criticato il metodo utilizzato dal governo ha scelto la via dell'astensione.
RIVOLUZIONE VERDE. Investimenti in economia circolare e agricoltura sostenibile (obiettivo è il 65% di riciclo dei rifiuti plastici e il 100% di recupero nel settore tessile). Risorse per il rinnovo del trasporto pubblico locale con l'acquisto di bus a bassa emissione, e per il rinnovo di parte dei treni regionali. Si punta sull'idrogeno, sulla riduzione delle perdite nelle reti idriche. Incentivi fiscali per incrementare l'efficienza energetica.
INFRASTRUTTURE. Previsti investimenti nell'alta velocità, soprattutto nel centro-sud. Fra le tratte coinvolte la Napoli-Bari, Roma-Pescara, Palermo-Catania.
ISTRUZIONE. Creazione di 152.000 posti nei nidi e 76.000 nelle scuole materne. E poi risanamento strutturale degli edifici scolastici e riforma dei programmi universitari.
SALUTE. Gli investimenti andranno a sostenere ricerca e l'innovazione, assistenza sanitaria territoriale e telemedicina. Prevista la nascita di 1.288 Case di comunità e 381 Ospedali di comunità; con l'assistenza domiciliare si punta a raggiungere il 10% della popolazione over 65. Acquisto di attrezzature e rinnovamento dell'edilizia ospedaliera.
INCLUSIONE. Sviluppo dei centri per l'impiego e sostegno all'imprenditorialità femminile, con la creazione di un nuovo Fondo Impresa Donna. Più servizi sociali per la disabilità.
TURISMO E CULTURA. Interventi di valorizzazione dei siti storici e di miglioramento delle strutture turistico-ricettive anche nei borghi.
DIGITALE. Il piano punta a portare la fornitura di banda ultra-larga e connessioni veloci in tutto il Paese. Incentivi al settore privato per l'adozione di tecnologie innovative e digitali.
RIFORME. Il Piano prevede una serie di riforme che dovrebbero sconfiggere l'atavica lentezza dei processi attuativi e snellire la burocrazia. In particolare riforma della PA e della giustizia e poi digitalizzazione, semplificazione nei contratti pubblici e in materia di edilizia e urbanistica, promozione della concorrenza.
A CURA DI MORENA MOTTA Nord: Condizioni di spiccata variabilità. Annuvolamenti più consistenti sulle aree montuose, ivi con locali acquazzoni. Temperature in aumento, massime tra 15 e 19. Centro: Insistono nubi, piogge e rovesci su gran parte dei settori, specie in Appennino, in generale esaurimento dalla sera, salvo residue pioviggini in Toscana. Temperature in aumento, massime comprese tra 18 e 23. Sud: Tempo ben soleggiato, salvo locali annuvolamenti pomeridiani su Molise e Appennino. Temperature in ulteriore lieve aumento, massime comprese tra 21 e 26.
A CURA DI MORENA MOTTA Santi del giorno: Santa Valeria (Martire), San Vitale (Martire)
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 12,44-50.
Gesù allora gridò a gran voce: «Chi crede in me, non crede in me, ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io come luce sono venuto nel mondo, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi respinge e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho annunziato lo condannerà nell'ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me, ma il Padre che mi ha mandato, egli stesso mi ha ordinato che cosa devo dire e annunziare. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico come il Padre le ha dette a me».
Santa Valeria (Martire)
San Vitale (Martire)
Beati Lucchese (Lucesio, Lucio o Lucchesio) e Buonadonna (Sposi, terziari francescani)
San Pietro Chanel (Sacerdote e Martire)
San Panfilo di Sulmona
San Primiano (Martire di Larino)
San Prudenzio di Tarazona (Vescovo)
Sant'Afrodisio di Beziers (Vescovo)
Sant'Ursicino (Martire)
Santa Gianna Beretta Molla (Madre di famiglia)
Accadde Oggi
1937 - Inaugurati gli studi di Cinecittà: Da strumento di propaganda e di "distrazione di massa" nato negli anni bui del regime, Cinecittà diventa in poco tempo la grande fabbrica di sogni made in Italy.
1975 - Nasce il Fondo per l'Ambiente Italiano: Storia, arte e natura da salvare e restituire ai cittadini italiani, rinverdendo in questi ultimi la consapevolezza e l'orgoglio di avere a pochi passi da casa un patrimonio inestimabile.
Nati in questo giorno
1961 - Laura Boldrini: Terza donna a ricoprire lo scranno più alto di Montecitorio, è un esponente di primo piano della politica italiana e una strenua paladina dei diritti delle donne e dei rifugiati.
1908 - Oskar Schindler: «Chiunque salva una vita salva il mondo intero.» è scritto nel Talmud babilonese, testo sacro dell'Ebraismo.
1960 - Walter Zenga: Nato a Milano, è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano. Portiere di fama mondiale, è eletto per tre volte consecutive, dal 1989 al 1991, miglior portiere del mondo...
Scomparsi oggi
1945 - Benito Mussolin: I libri di storia lo ricordano come Duce e personaggio storico tra i più influenti della prima metà del Novecento.
2003 - Ciccio Ingrassia (16 anni fa): Palermitano doc, come il suo collega e compagno di lavoro Franco Franchi. Assieme diedero vita al celebre duo comico Franco e Ciccio, tra i più prolifici del cinema italiano.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un’ampia voragine si è aperta su via M.R. Florio a Campora poco dopo la Chiesa della Madonna delle Grazie in direzione Pianillo. Le probabili cause del crollo sono attribuibili all’erosione del sottosuolodovuta a mancati controlli ed interventi di manutenzione di qualche perdita d’acqua.
Voragine a Campora via M. R. Florio
I manutentori comunali sono al lavoro nel tentativo di rimediare al grave inconveniente determinato alla circolazione stradale e ai relativi disagi per gli automobilisti.
La speranza è che il campanello d’allarme odierno spinga chi di dovere ad una più efficace azione di monitoraggio complessivo di tutta la rete idrica del territorio. In particolare per quelle che sono le problematiche delle perdite idriche del sottosuolo e delle condutture.
di Primula Galantucci Carissimi amici, mi hanno selezionato per partecipare a questo bellissimo evento: un talent letterario e sono emozionata perché è una novità assoluta. Cliccando sul link (segnato in blu) e andando nella sezione "discussione" di questa foto si apriranno i video che mostrano la prima prova dei partecipanti che sono stati scelti e scorrendo troverete anche il mio.
Come in tutti i talent, continuerà chi riceverà più "Mi piace" da parte del pubblico e allora vi chiedo:
Il 10 aprile, le autorità sanitarie toscane sequenziano a Firenze una mutazione del Coronavirus: è la cosiddetta variante indiana, alla quale viene imputato l’exploit di contagi nel Paese asiatico. Due settimane dopo, il ministro della Salute Roberto Speranza firma l’ordinanza che blocca l’ingresso in Italia per chi è transitato in India negli ultimi 14 giorni. Un intervento che, però, non sembrerebbe sufficiente ad arginare la diffusione della variante nel nostro Paese: sia in Veneto, dove l’istituto Zooprofilattico delle Venezie è all’avanguardia con il sequenziamento del Sars-CoV-2, sia a Latina, dove è scoppiato un focolaio nella comunità sikh, la mutazione del virus pare aver preso piede. Due casi accertati in Veneto, altri due sospetti Due cittadini indiani residenti a Bassano, in provincia di Venezia, sono rientrati dal Paese asiatico verso metà aprile. Sengalato all’Aulss Pedementana il loro viaggio, si sono messi subiti in isolamento domiciliare preventivo, seguendo le normative italiane. Hanno eseguito il tampone, sequenziato poi dallo Zooprofilattico con sede a Legnaro, nel Padovano. Ed è arrivata la conferma che i due avevano contratto la variante indiana. Al momento, i due pazienti sono in quarantena, in casa, con il resto del nucleo familiare. e presentano sintomi lievi. Ma non sono gli unici casi di mutazioni qualificanti, la L425R e la E484K, a preoccupare in Veneto. Sotto valutazione la mutazione del virus presente in altre due persone residenti nel Veneziano. Occorrerà sequenziare tutto il genoma per capire se si tratta della variante indiana o di un’altra. In questo caso, lo studio epidemiologico sembrerebbe collegare l’infezione a un contatto con il Bangladesh. Intanto, i sanitari tessono le lodi per il comportamento dei due cittadini indiani di Bassano: «Va riconosciuto ai due di avere seguito in modo molto scrupoloso le regole – sottolinea il direttore generale dell’Ulss 7, Carlo Bramezza – e questo sicuramente ha consentito di ridurre la possibilità di un’ulteriore diffusione del virus in questa variante, ancora piuttosto rara in Italia». Il focolaio di Latina Nella provincia laziale, dilaga il contagio all’interno della comunità sikh, composta in buona parte da braccianti. Sono 262 i cittadini indiani e 36 i minori risultati positivi al Sars-CoV-2. Al momento, non si sa se le infezioni sono ascrivibili al virus mutato, ma il numero crescente di contagi preoccupa. «Ci sono stati diversi casi nella comunità che stiamo seguendo – ha dichiarato la direttrice dell’Asl Silvia Cavalli -. Abbiamo promosso diversi test nelle aziende agricole. La popolazione sikh ha aspetti peculiari di sovraffollamento abitativo che acutizzano la diffusione del virus». C’è l’ipotesi di individuare un albergo Covid per far svolgere quarantene controllate. Inoltre, non tutte le persone della comunità lavorano nei campi: alcuni di loro svolgono lavori domestici e di giardinaggio presso abitazioni private. Il rischio che i focolai superino le barriere della comunità sikh è elevato. INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il ministro Speranza ha firmato un’ordinanza per il blocco del traffico aereo con il Paese indiano, ma il focolaio in Lazio e i casi sospetti individuati in Veneto fanno temere che la mutazione sia già in circolo nel Paese Galli: «Una delle due mutazioni della variante indiana è più fastidiosa» «È probabile che le varianti brasiliana, sudafricana e nigeriana siano meno responsive agli anticorpi evocati dai vaccini disponibili e che sfuggano alla maggioranza degli anticorpi monoclonali disponibili in commercio. Non sappiamo ancora però, quanto la variante indiana, la E484Q, sia più diffusiva, virulenta e cattiva, anche perché ragioniamo in base alla situazione dell’India – ha detto Massimo Galli in un’intervista a iNews24 -. Un Paese che conta 1,366 miliardi di persone, tra cui tantissime in situazioni di indigenza, in un contesto di grande popolosità. Tutte connotazioni queste, che rendono difficile confrontare la diffusione e la letalità dell’India con l’Europa». Il direttore delle Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano ha spiegato quali sono le prime evidenze riguardo alle varianti in circolazione, compresa quella indiana: «Nella variante inglese ci sono una quantità di mutazioni. Quella più importante è la N501Y, ed è quella attualmente dominante da noi. Fino a poco tempo fa abbiamo sostenuto che non fosse più cattiva della precedente, ma solo più diffusiva. Adesso invece, uno studio recente ha dimostrato un alto eccesso di mortalità. Ha una capacità di trasmissione dal 30 al 50% in più, coinvolge anche i bambini e i ragazzi. È più grave e mortale, soprattutto sugli anziani. La variante indiana appena scoperta ha due mutazioni qualificanti: la L425R e la E484Q. Nella seconda cambia l’amminoacido della E484K, che caratterizza la variante brasiliana, sudafricana e nigeriana, che provocano una serie di fastidi in più». https://www.open.online/2021/04/27/covid-19-variante-indiana-circola-italia-massimo-galli/
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Le zebre sono mammiferi perissodattili erbivori, appartenenti, come il cavallo, alla famiglia degli Equidi. Distribuite nelle regioni orientali e meridionali dell'Africa, le zebre si distinguono marcatamente dagli altri membri della famiglia per le striature verticali, nere o brune-rossastre, alternate a bande chiare, bianche o giallastre, sui quarti anteriori, che spesso tendono all'orizzontale sui quarti posteriori dell'animale. Molti zoologi ritengono che le strisce fungano da meccanismo di mimetizzazione, anche se alcuni credono che giochino un ruolo nelle loro interazioni sociali, agendo come mezzo di distinzione di un individuo in mezzo agli altri, a causa di lievi variazioni nelle strisce. Secondo alcune teorie, le striature aiuterebbero le zebre restando unite in branco, a confondere i predatori, come i leoni e le iene, i quali, specie di giorno, hanno una vista limitata dato che non possiedono la capacità a distinguere tutti i colori della savana. La durata della vita non supera in media i 28 anni mentre le antilopi, con una colorazione del manto meno vistosa, vivono in media dai 32 ai 34 anni. Nonostante l'opinione comune è stato provato che le zebre non sono nere a strisce bianche bensì bianche a strisce nere.[senza fonte] Infine, una ricerca dell'Università di Bristol è riuscita a dimostrare come la funzione di queste striature sia quella di proteggere le zebre da quegli insetti (soprattutto i tafani) che succhiano il sangue e che sono portatori di malattie mortali, come la peste equina: le strisce, infatti, pare che tendano a infastidire il sistema visivo degli insetti durante gli ultimi momenti di avvicinamento.[1] Nel 2019 è stato avvistato un primo esemplare di zebra a pois, nato in una riserva naturale in Kenya[2], con manto scuro e macchie bianche, ma alcuni studiosi temono che si possa trattare di un allarmante segno di una mutazione genetica rischiosa per la specie[3]. Lo stato tassonomico di alcune sottospecie è controverso. Una recente revisione ne riconosce quattro specie e sei sottospecie[4]: Equus quagga (zebra delle steppe). Equus quagga boehmi (Matschie, 1892) - zebra di Grant Equus quagga borensis (Lönnberg, 1921) - zebra del Selous Equus quagga burchellii (Gray, 1824) - zebra di Burchell Equus quagga chapmani (Layard, 1865) - zebra di Chapman Equus quagga crawshayi (De Winton, 1896) - zebra di Crawshay Equus quagga quagga †; (Boddaert, 1785) - quagga Equus zebra (zebra delle montagne del Capo) Equus hartmannae (zebra delle montagne di Hartmann) Equus grevyi (zebra di Grevy) La zebra delle steppe (Equus quagga, già Equus burchelli) è la più comune e conta in tutto sei sottospecie: una è oramai estinta (Equus quagga quagga), le altre cinque sono distribuite ampiamente in Africa orientale e meridionale. La zebra delle montagne (Equus zebra), diffusa in Africa del Sud, tende ad avere un mantello lucido, con ventre bianco e strisce più sottili rispetto alla Zebra delle steppe. È una specie in pericolo di estinzione. La zebra di Grevy (Equus grevyi) è la più grande delle zebre viventi. La si riconosce dalle orecchie arrotondate e dalle striature nere più sottili e fitte. Con una criniera eretta e una testa lunga e stretta che la rende simile a un mulo. Vive nelle zone semiaride di Etiopia, Somalia e Kenya settentrionale. Anch'essa è in pericolo d'estinzione. Addomesticamento Sono stati fatti tentativi di allenare zebre per l'equitazione, in quanto hanno una resistenza migliore rispetto ai cavalli alle malattie africane. La maggior parte di questi tentativi non è riuscita, però, a causa della natura più imprevedibile della zebra e della tendenza al panico sotto lo stress. Per questo motivo si preferiscono zebra-muli o zebroidi (incroci tra qualsiasi specie di zebra e cavallo, pony, asino o mulo) rispetto a zebre pure. Conservazione L'uomo moderno ha avuto un grande impatto sulla popolazione delle zebre. Le zebre erano e sono ancora cacciate per le loro pelli e per la carne. Sono anche in concorrenza con il bestiame per il foraggio. La zebra della montagna del Capo è stata cacciata fin quasi all'estinzione. Nel 1930, meno di 100 individui erano sopravvissuti. Da allora la popolazione è aumentata a circa 700 grazie agli sforzi di conservazione. Ambedue le sottospecie della zebra di montagna sono attualmente protette nei parchi nazionali, ma sono ancora in pericolo. Anche la zebra di Grévy è in pericolo. La caccia e la concorrenza con il bestiame ne hanno notevolmente ridotto la popolazione. A causa delle piccole dimensioni della popolazione, le avversità ambientali, come per esempio la siccità, sono in grado di mettere a rischio l'intera specie. Le zebre di pianura sono molto più numerose e hanno una popolazione sana. Tuttavia, anch'esse sono state ridotte di numero dalla caccia e dalla riduzione di habitat a favore dell'agricoltura. Una sottospecie, il quagga, è ora estinta.https://it.wikipedia.org/wiki/Zebra
inserito da Miki Pappacoda Oggi il Giornale Vettica di Amalfi Online continua il suo tuor con il direttore Michele Pappacoda e il suo braccio destro Luca Guariglia ci siamo recati alla Stazione di Vietri sul Mare.
La stazione di Vietri sul Mare – Amalfi fu attivata nel 1860. In passato è stata una stazione dal valore strategico vista la sua posizione alle porte della Costiera Amalfitana. Dal suo scalo merci, ormai chiuso, sono transitati moltissimi treni carichi di prodotti agricoli provenienti dalle zone Cilentane e Costiere verso tutta Italia. Con l’avvento del trasporto su gomma, lo scalo merci perse la sua importanza fino a che negli anni ’80 fu soppresso, rimanendo attivo solo il servizio pubblico per viaggiatori. Con l’apertura del percorso ferroviario sotterraneo tra Nocera Inferiore via Bivio Santa Lucia nel 1977, i treni di alta velocità non passarono più per la stazione di Vietri sul Mare – Amalfi e di Cava de’ Tirreni. Il numero di binari attivi passò da 3 ai 2 odierni ed attiva solo per servizi locali. Nel 1991 fu set del film Fatalità di Nino D'Angelo. Nel 2002 diventa fermata della linea ferroviaria metropolitana di Salerno. La stazione presenta due binari ferroviari serviti dai treni locali e regionali gestiti da TrenItalia diretti a Napoli Centrale, Salerno, Nocera Inferiore, Cava de’ Tirreni, Torre Annunciata, Torre del Greco, Scafati. L’edificio della stazione non presenta molti servizi per i passeggeri. Infatti non è presente la biglietteria, sala d’attesa, servizi igienici, di ristorazione e di assistenza a persona con mobilità ridotte. Nel piazzale antistante è presente un parcheggio gratuito per le auto. La stazione ferroviaria è servita dalla linea di autobus con una fermata a pochi minuti di distanza dall'ingresso e dal centro di Vietri sul Mare. La stazione ferroviaria di Vietri sul Mare - Amalfi si trova in Campania, al servizio delle omonime località, in provincia di Salerno, ed è posta lungo la linea ferroviaria che da Napoli giunge fino a Salerno. La sua attivazione è avvenuta nel 1860. Lo scalo ferroviario di Vietri sul Mare - Amalfi è costituito da due binari su cui transitano i treni Regionali, diretti a Napoli Centrale, Salerno, Nocera Inferiore, Cava dei Tirreni, Torre Annunziata, Torre del Greco, Scafati. Il servizio è svolto interamente da Trenitalia con un passaggio ogni venti minuti circa. La palazzina della stazione di Vietri sul Mare - Amalfi non è dotata di biglietteria, di sala d’attesa, di bar, dei servizi di assistenza rivolti alle persone a mobilità ridotta né dei servizi igienici. Al suo esterno è presente un parcheggio per le auto. La sosta nella stazione di Vietri sul Mare - Amalfi offre la possibilità di poter conoscere la costiera Amalfitana, il Duomo di Amalfi, il Museo della Carta e il Museo del Corallo.
Ammollate i ceci in acqua per una notte, poi lessateli in acqua salata con metà dela cipolla tritata, la patata a dadini e un rametto di rosmarino.
Disponete il polpo in una casseruola, unite io resto della cipolla tritata, il peperone a dadini e coprite con il vino bianco. Portate ad ebollizione e far sobbollire coperto per 35 minuti. Lasciate raffreddare coperto.
Ricavate dal pane delle losanghee tostatele in forno a 200 gradi.
Frullate bene i ceci, eliminando il rosmarino e unendo 2 cucchiai di olio, fino ad ottenere una crema. Fitratela e tenetela da parte.
Togliete il polpo dal liquido emesso in cottura, passatelo sotto l’acqua fredda e tagliatelo a pezzetti.
Prelevate con una schiumarola la cipolla e il peperone dal liquido di cottura, unite 2 cucchiai di olio e frullare bene. Filtrate, date carattere con il peperoncino e tenere da parte.
Unite al polpo i datterini a spicchi, senza semi, pezzetti di limone e alcune foglioline di timo limoncino. condite con poco olio e sale.
Impiattate stendendo la crema calda di ceci a specchio e disporvi al centro il polpo. Rifinite la preparazione con le fettine di pane, la salsa di cipolla e peperone, rametti di timo limoncino e gocce di aceto balsamico.