Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Come tutte le mattine riportiamo un report riguardo i casi di Covid-19 registrati in Costiera Amalfitana durante questa “seconda ondata” del virus.
Nella giornata di ieri si registra un nuovo caso di positività a Tramonti.
Fortunatamente si contano anche 13 guariti: 2 ad Amalfi, 3 a Positano, 3 a Praiano e 5 a Vietri sul Mare
Covid Costiera Amalfitana: 146 gli attualmente positivi. I dati del 1° maggio
In Costiera Amalfitana, quindi, si contano in totale 2.531casi di cui 146attualmente positivi, 2.360 guariti e 25 decessi.Di seguito il riepilogo comune per comune.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Inizialmente era prevista per oggi, venerdì 30 aprile, la conclusione dei lavori di manutenzione stradale sul viadotto di Atrani. Ma si è a metà dell'opera e ci vorranno almeno altre due settimane per terminare l'intervento di risanamento di intradosso, di impermeabilizzazione e di sistemazione idraulica dell'intera carreggiata. L'Anas ha infatti prorogato al 15 maggio l'ordinanza che limita la circolazione stradale al chilometro 30,650 della Statale Amalfitana, con il traffico veicolare regolato da impianto semaforico, interdetto ai mezzi pensanti che non potranno ancora circolare. TRATTO DA IL VESCOVADO DI RAVELLO
È assai probabile che proprio in Egitto, nonostante la mancanza di alberi d’alto fusto, siano apparse durante il III millennio a.C. le prime imbarcazioni in legno della storia. E per via dello spirito conservatore umano le prime barche egiziane di legno ebbero la forma delle zattere di papiro. I legni d’acacia e del fico sicomoro, gli unici rari alberi di una certa altezza che crescevano spontanei nelle regione, vennero così impiegati nella costruzione delle barche, anche se da essi non si potevano ricavare che tavole di piccole dimensioni. Erodoto racconta che gli egiziani utilizzavano dei battelli da carico fatti di legno di acacia che “essi tagliano in tavole lunghe due cubiti che uniscono come dei mattoni”. Si trattava di un vero e proprio collagè di piccole tavole di legno incastrate e tenute insieme da lunghi cavicchi molto ravvicinati tra loro.I maestri d’ascia egiziani si rivelarono però assai carenti allorquando si misero a progettare navi non più per il trasporto fluviale ma per quello marittimo, dal momento che essi si limitarono a costruire barche come quelle per il Nilo, anche se di stazza superiore, comunque completamente inadatte ad affrontare gli ostacoli opposti dalle forze del moto ondoso marino. Mancavano di esperienza. Sul Nilo, infatti, non c’erano tempeste, venti ed onde forti o rapide correnti nei confronti dei quali esercitarsi. Imbarcazioni costruite senza chiglia, senza corsi di fasciame continui ed ordinate non si rivelarono pertanto adeguate. Lo scafo era debole, anche se una certa rigidità veniva ottenuta con l’uso di numerosi bagli passanti attraverso il fasciame da un lato all’altro dello scafo.
Queste imbarcazioni, che ancora presentano le linee esterne delle zattere di papiro a profilo lunato e con le estremità fortemente rialzate, sono molto larghe, con fondo piatto e di poco pescaggio. Mancano di una chiglia vera e propria che venne in parte anticipata, ma non prima della metà del II millennio a.C., da una lunga trave interna che correva da poppa a prua e alla quale si collegava il fasciame. Nei tempi precedenti, però, per evitare l’inarcamento dello scafo e conferire una maggiore robustezza longitudinale, la prora e la poppa dell’imbarcazione erano tenute insieme mediante un robusto cavo sostenuto da una serie di forcelle e tenuto in tensione da un tenditore, cioè un bastone infilato e girato tra i legnuoli del cavo.
A cavallo del cavo stava l’albero bipode, lo stesso che abbiamo visto sulle zattere di papiro, abbattibile e trattenuto da stragli. La vela, costruita in un tessuto leggero assai fragile, inferita ad un solo pennone, era di forma rettangolare, alta e stretta. Per spiegarla occorreva prima alzare l’albero bipode – che una volta issato risultava comunque pendente in avanti sopra la prua – quindi alzare a mezzo di una drizza il pennone cui era collegata la vela stessa. Lungo la sua base essa aveva un boma fisso, diverso da quelli che conosciamo, dal momento che, essendo fissato attraverso lo scafo, non si poteva presumibilmente alzare o orientare inducendoci quindi a ritenere che queste imbarcazioni non fossero in grado di bordeggiare e potessero navigare a vela solo con vento di poppa.
In assenza di vento l’albero veniva abbassato ed entravano in funzione gli uomini con le pagaie. Solo in seguito, quando i remi vennero fissati alle fiancate a mezzo di attacchi su falchette, troveremo i primi veri e propri rematori. Fu con la solo apparentemente semplice invenzione del remo che si poté dare l’avvio alla costruzione di imbarcazioni molto più grandi che non avrebbero mai potuto essere sospinte da pagaie.
Per governare la nave gli egizi si servivano di due grossi remi posti sui due lati della poppa, inizialmente liberi, cioè non fissati allo scafo, poi fissati in vari modi alle fiancate. Ma questo metodo non doveva essere granché efficace, come dimostra il fatto che le navi egiziane più grandi avevano due, tre e talvolta fino a cinque timoni laterali per ogni fianco della poppa.
Gli egizi comunque iniziarono presto ad importare legname dai paesi della costa orientale del Mediterraneo. Ce lo testimonia la prima fonte scritta della storia che parli di navigazione commerciale marittima: “…far arrivare quaranta navi cariche di tronchi di cedro” scrisse un antico scriba egiziano elencando le opere del faraone Senefru, che governò l’Egitto intorno al 2650 a.C.. Dalle sue parole sappiamo che la spedizione era composta da 40 navi, ognuna della lunghezza di circa 56 metri, e che esse navigarono dalle coste dell’Egitto verso la famosa foresta di cedri della costa fenicia, l’attuale Libano, per importare tronchi a fusto lungo che non crescevano nella valle del Nilo.
Col tempo, in epoca dinastica, la documentazione che riguarda le imbarcazioni egizie diventa assai più precisa e ci ha tramandato innumerevoli rilievi, dipinti, modelli di navi in miniatura o, come nel caso delle navi sepolte sotto la piramide di Cheope, in dimensioni reali. La nave di Cheope, una fonte di valore inestimabile, è dunque la più antica nave mediterranea che ci sia pervenuta, tra l’altro in perfette condizioni. Si tratta di una grande imbarcazione nilotica che fu ‘sepoltà verso il 2528 a.C. nei pressi della famosa piramide come parte del corredo funebre del faraone Cheope.
Di particolare importanza è che troviamo per la prima volta la cosiddetta costruzione a ‘gusciò dello scafo, che prevede prima l’assemblaggio del fasciame e poi l’inserimento di strutture interne di sostegno, che nel caso delle barche egiziane si riducono a pochissime coste. Le corte tavole del fasciame risultano unite, o meglio ‘cucitè tra loro, da un filo che passava attraverso dei fori praticati nelle tavole stesse.
Il Riesame ha annullato la disposizione dei domiciliari: ora il processo per omicidio stradale e lesioni stradali aggravate
INSERITO DA MIKI PAPPACODA QUALIANO– A poco più di due settimane dal terribile incidente che costò la vita al giovanissimi Genny Nappa, torna libero Domenico Fragalà. Era alla guida dell’Audi che, probabilmente a causa dell’alta velocità, sbandò più volte per poi ribaltarsi in via Campana.
Dopo il Riesame, accolta l’istanza dei legali del giovane Fragalà che quindi si è visto annullare la sentenza di custodia cautelare ai domiciliari ed è tornato in libertà. Il giovane dovrà tuttavia affrontare il processo per difendersi dalle accuse di omicidio stradale e lesioni stradali aggravate. Aveva ammesso le sue responsabilità già nel primo interrogatorio, durante il quale si era detto molto dispiaciuto per l’accaduto che aveva portato alla morte del giovane amico.
Quella notte l’intera comunità di Qualiano venne sconvolta dalla terribile notizia della morte di Genny a seguito dell’incidente. I soccorsi contattati dai residenti, allertati dal forte rumore in strada, furono immediati così come il trasporto d’urgenza all’ospedale Cardarelli di Napoli. Nonostante le cure, però, il giovane sarebbe morto poco dopo.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Villa Rufolo ha riaperto ieri le proprie porte ai turisti ma meno di 24 ore dalla scadenza del commissariamento ancora non c’è il nome del nuovo presidente della Fondazione. E’ proprio quest’ultimo ente a gestire, tra le altre cose, il complesso monumentale che ogni anno accoglie migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo. La guida della Fondazione Ravello degli ultimi due anni è stata quantomeno travagliata.
Nel mese di gennaio del 2019 la Regione Campania, dopo aver verificato una condizione di criticità, nomina quale commissario dell’ente in sostituzione degli organi di governo Mauro Felicori, rimasto nella Città della Musica fino al 18 febbraio del 2020 dopo la proroga della gestione commissariale arrivata il 1° agosto del 2019. Al suo posto poco più di un’anno fa è stata arrivata Almerina Bove, che sarebbe dovuta rimanere al vertice di Fondazione Ravello per un periodo non superiore a due mesi.
Con l’arrivo del Covid pare sia diventato praticamente impossibile trovare una guida per l’ente della Città della Musica. Sono arrivate ulteriori quattro proroghe della gestione commissariale, portando il periodo complessivo di commissariamento a 28 mesi, ma quando mancano poche ore alla scadenza dell’ennesima proroga, fissata proprio per oggi, non è stato ancora trovato il nuovo presidente. Ad onor del vero solo qualche settimana fa un profilo di assoluto rilievo quale quello di Francesco Maria Perrotta era stato individuato come ideale per la guida della Fondazione Ravello, ma con un carpiato degno del miglior Klaus Dibiasi, la Regione ha stoppato tutto, decisamente fuori tempo massimo visto che era stato inviato anche il comunicato stampa di presentazione.
“Non sono ancora stato chiamato dal governatore, suppongo quindi che non ci sia ancora il nome del nuovo presidente, perchè è questo che prevede la procedura – sottolinea il sindaco Salvatore Di Martino – Il commissariamento potrebbe anche continuare. La situazione pandemica è la stessa che lo scorso anno ha portato alla proroga del commissariamento ma come si è visto siamo riusciti comunque a mettere in piedi il Festival della Musica”. La scelta del nuovo presidente di Fondazione Ravello, infatti, deve essere condivisa dal presidente De Luca e dal sindaco della Città della Musica. Al momento, quindi, non sono possono dirsi completamente tramontate le candidatura di Perrotta e Antonio Scurati che sarebbero ancora in corsa per il ruolo di presidente.
L’altra ipotesi, probabilmente la più accreditata visti i tempi ristretti, è quella di una proroga del commissariamento. Nel caso in cui fosse questa l’ipotesi che prenderà corpo è ipotizzabile che la nomina del nuovo presidente possa essere procrastinata dopo le elezioni comunali di ottobre, visto che in caso di sconfitta di Di Martino la nuova amministrazione potrebbe cambiare le carte in tavola. Il primo cittadino di Ravello si dice tranquillo e anche nel caso in cui la situazione di governance attuale della Fondazione Ravello, che ricordiamo perdura da oltre due anni, dovesse continuare “non sarebbe un dramma”.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Anche questa’anno, nonostante l’emergenza Covid, la FEE (Foundation for Environmental Education) ha conferito leBandiere Blu, il riconoscimento relativo a parametri delle acque di balneazione e al servizio offerto.
Sono ben 385 le spiagge “Bandiera Blu” in Italia di cui, la maggior parte, si trovano in Liguria (30), Toscana (19) e nella nostra splendida Campania con ben 18 spiagge bandiera blu.
In particolare in provincia di Salerno sono state insignite dell’importante riconoscimento ben 14 delle 18 spiagge di tutta la regione. La maggior parte delle bandiere blu è andata al Cilento che si riconferma un luogo di elevata qualità delle acque marine e numerose offerte per i bagnanti.
In Costiera Amalfitana ha ricevuto la Bandiera BluPositanocon la Spiaggia Grande, Spiaggia Arienzo e Spiaggia Fornillo.
Le spiagge campane premiate:
Napoli e provincia:
Anacapri:Punta Carena, Gradola/Grotta Azzurra Massa Lubrense:Baia delle Sirene, Marina del Cantone, Marina di Puolo, Recommone Piano di Sorrento:Marina di Cassano Sorrento:Marina Grande, San Francesco
Salerno e provincia :
Agropoli:Porto, Lungomare San Marco, Torre San Marco, Trentova Ascea:Piana di Velia, Torre dei Telegrafo, Marina di Ascea Capaccio:Licinella/Torre di Paestum, Foce Acqua dei Ranci Casal Velino:Dominella, Lungomare Castellabate:Lago, Marina Piccola, Cala Pozzillo, Punta dell’Inferno, Ogliastro Marina Centola:Palinuro Porto, Marinella Ispani:Capitello Montecorice:Baia Arena, Capitello, Agnone, San Nicola Pisciotta:Torraca, Fosso della Marina Pollica:Acciaroli, Pioppi Positano:Spiaggia Grande, Arienzo, Fornillo San Mauro Cilento:Mezzatorre Sapri:San Giorgio, Cammarelle Vibonati:Villammare, Santa Maria Le Piane, Oliveto
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Come tutte le mattine riportiamo un report riguardo i casi di Covid-19 registrati in Costiera Amalfitana durante questa “seconda ondata” del virus.
Nella giornata di ieri si sono registrati stati 15 nuovi positivi: 4 ad Agerola, 3 a Minori e 8 a Vietri sul Mare
Fortunatamente si contano anche 4 guariti: 1 ad Agerola e 3 a Vietri sul Mare.
Covid Costiera Amalfitana: 158 gli attualmente positivi. I dati del 30 aprile
In Costiera Amalfitana, quindi, si contano in totale 2.530casi di cui 158attualmente positivi, 2.347 guariti e 25 decessi.Di seguito il riepilogo comune per comune.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA PONTECAGNANO FAIANO - «Mamma si ubriaca e il marito ci tocca». È il narrato choc che hanno fatto due ragazzine di 11 e 9 anni agli inquirenti. Dal racconto del vissuto all’interno di un’abitazione della periferia cittadina è partita l’inchiesta della procura di Salerno, diretta dal procuratore Giuseppe Borrelli. Il delicato fascicolo è stato affidato al sostituto procuratore Mafalda Daria Cioncada che, nelle scorse settimane, ha chiesto al gip del tribunale di Salerno l’incidente probatorio per accertare la corrispondenza tra il narrato delle ragazzine, figlie della sola donna, e quanto realmente accaduto tra le mura domestiche. (re. pro.) LA CITTA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Vincenzo De Luca, nel corso di una visita a Mondragone, ha parlato della situazione epidemiologica dellaCampania.
Il governatore si è espresso così sulla possibilità che la regione possa essere spostata immediatamente in zona arancione.
“Stamattina mi sono intossicato sentendo che la Campania rischia la zona arancione. Noi abbiamo un dato alto sui positivi che troviamo, ancora ieri erano 1800 positivi. Ma c’è da capire bene come vengono valutati i positivi, anche perché i positivi sono per il 99% asintomatici o paucisintomatici. Ho la sensazione che in altre parti d’Italia non adottano, diciamo, lo stesso rigore della Campania per valutare i positivi“.
De Lucaribadisce la linea del rigore. Unica strada possibile per uscire quanto prima da questa situazione di emergenza.
“Noi siamo per il massimo rigore per non giocarci la stagione estiva. Già oggi qualche positivo che troviamo è il risultato di Pasqua e Pasquetta, c’è stata qualche allegria di troppo. La mascherina va indossata anche quando dormono in Campania. La Campania è oggi prima rispetto ai due dati che misurano l’occupazione delle terapie intensive e il numero dei morti covid. Tutti gli altri numeri possono essere plasmati“.