Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MORENA MOTTA Sono arrivati prima dell'ambulanza e hanno subito capito che non c'era un attimo da perdere. Sono stati gli agenti della Questura di Monza mercoledì pomeriggio a soccorrere un uomo di 57 anni sorpreso in strada da un malore.
Erano le 17.30 quando l'uomo, che era uscito a spasso con il suo cagnolino al seguito, si è improvvisamente sentito male accasciandosi al suolo mentre l'animale abbaiava quasi a richiamare l'attenzione di qualcuno, spaventato per quanto stava accadendo. E proprio in quel momento in via Villa stava transitando una pattuglia della polizia di Stato che ha notato una donna chiedere aiuto. Il 57enne era privo di coscienza, a terra, in arresto cardiocircolatorio.
I poliziotti in attesa che arrivasse l'ambulanza hanno messo in atto le tecniche di primo soccorso (che ormai da anni sono insegnate in sede di aggiornamento professionale) e praticato il massaggio cardiaco fino all'arrivo dell'ambulanza. L'uomo è stato poi affidato ai sanitari accorsi insieme alla polizia locale e trasferito in codice rosso all'ospedale San Gerardo di Monza.
Il cagnolino è stato tranquillizzato dagli agenti che dopo averlo preso in custodia lo hanno poi affidato alla figlia dell'uomo. Le sue condizioni - fanno sapere dagli uffici della Questura - al momento risultano gravi.
inserito da Miki Pappacoda Pantera neraè il nome comune con cui vengono indicati gli esemplari neri (variantimelaniche) di alcune specie difelidi. Zoologicamente parlando, il terminepanterasi riferisce ad animali differenti.
IlgenerePantheraè untaxon, o unità tassonomica, che comprende tutte le specie di un particolare gruppo di felidi. InNordamericail terminepanteraviene usato comunemente per indicare ilpuma, mentre inAmerica Latinaviene più spesso usato per ilgiaguaro. Altrove nel mondo viene riferito alleopardo(originariamente gli esemplari asiatici venivano ritenuti pantere e quelli africani leopardi, è un comune malinteso che il termine pantera indichi necessariamente un individuo melanico).
Il melanismo è più comune nei giaguari (Panthera onca) - nei quali è dovuto alla mutazione di ungene dominante- e nei leopardi (Panthera pardus), nei quali è dovuto alla mutazione di ungene recessivo. L'esame ravvicinato di uno di questi felidi neri mostra ancora la presenza delle tipiche macchie, semplicemente nascoste dal soprannumero del pigmento nero melanina. Felidi melanici possono nascere in una cucciolata insieme ad altri piccoli che non lo sono. Nei felidi che cacciano specialmente di notte la condizione non è dannosa. Esistono anche pantere bianche, le quali sono individui albini oleucisticidelle tre stesse specie sopracitate.
Leopardo melanico
Leopardo nero
Questa è la forma più comune di pantera nera in cattività ed è stata allevata selettivamente per decenni come attrazione o come animale domestico esotico (ma questi incroci fatti per conservarne l'aspetto ne hanno condizionato il temperamento). Sono più piccole e di costituzione più leggera dei leopardi. Nei leopardi neri le macchie sono ancora visibili, specialmente in certe zone dove formano un effettosetadipinta. Il colore della pelle è un misto blu-nero-grigio e viola con rosette. Una pantera nera è abile nel cacciare e uccidere animali anche più pesanti di lei di 600 kg, anche se questo avviene raramente, a causa della competizione con tigri e leoni.
Leopardi neri sono stati avvistati nelle aree più densamente forestate diCinasudoccidentale,Birmania,AssameNepal; intorno a Travancore e in altre regioni dell'Indiameridionale e si dice che siano comuni sull'isola diGiavae nella parte meridionale della penisola malese, dove sono più numerosi dei leopardi maculati. Sono meno comuni nell'Africatropicale, ma sono stati avvistati inEtiopia, nelle foreste delMonte Kenyae sugliAberdare. Un esemplare è stato visto da Peter Turnbull-Kemp nella foresta equatoriale delCamerun.
Come sostenuto nell'Enciclopedia della Natura di Funk e Wagnalls, i leopardi neri sono meno fertili dei leopardi normali, avendo cucciolate medie di 1,8 piccoli, rispetto ai 2,1 degli altri. Questo dovrebbe essere causato dalla loro natura nervosa.
Nei primi anni '80 lo zoo diGlasgow, inScozia, acquistò una vecchia femmina di leopardo nero di 5 anni dallo zoo diDublino, inIrlanda. Venne esposta per alcuni anni prima di essere trasferita allo zoo diMadrid, inSpagna. Questo leopardo aveva un mantello nero uniforme abbondantemente cosparso di peli bianchi come se fosse ricoperto di ragnatele. Le venne dato perciò il soprannome di Pantera Ragnatela. La causa di ciò sembrò essere la vitiligine e invecchiando i peli divennero molto più bianchi. Da allora sono state ritrovate e fotografate negli zoo altre Pantere Ragnatela.
Nei giaguari la mutazione è dominante e pertanto giaguari neri possono nascere anche se è nero uno solo dei genitori. Nei leopardi la mutazione è recessiva e alcuni leopardi maculati possono procreare cuccioli neri (se entrambi i genitori portano il gene in forma nascosta), mentre i leopardi neri se si accoppiano insieme producono solamente cuccioli neri. Negli esemplari imbalsamati i leopardi neri assumono spesso un colore rugginoso mentre i giaguari neri tendono al bruno cioccolata. Il giaguaro nero viene considerato una specie separata dai popoli indigeni.
Nella Storia Naturale di Harmsworth (1910) W. H. Hudson scrisse:
Il giaguaro è una creatura bellissima, dal colore di fondo di un brillante rosso dorato, segnato abbondantemente da anelli neri, racchiusi all'interno da una a due piccole macchie. Questa è la colorazione tipica, che varia di poco nelle regioni temperate; nelle regioni calde gli Indiani riconoscono tre varietà molto diverse tra loro, considerate specie diverse - quella che abbiamo descritto; il giaguaro minore, meno acquatico nelle abitudini e ricoperto di macchie, non di anelli; e, infine, la varietà nera. Non sanno che la loro terribile «tigre nera» sia una semplice variante melanica, come il leopardo nero del Vecchio Mondo e il coniglio selvatico nero. La considerano una specie vera e propria e affermano che è più grande e molto più pericolosa del giaguaro maculato; la riconoscono dal ruggito; credono che abiti più sulla terraferma che non nei luoghi acquatici; ma, soprattutto, affermano che si accoppia solamente con i suoi simili e che i cuccioli partoriti siano tutti neri. Tuttavia i naturalisti sono stati obbligati a considerarla ugualmente comeFelis onca, il familiare giaguaro maculato, dal momento che se a un esemplare melanico viene tolta la pelle non troviamo alcuna minima differenza con la loro controparte maculata.
Il gene non è completamente dominante. Gli esemplari con due copie del gene sono più scuri (lo sfondo nero è più denso) degli esemplari che ne hanno solamente una copia, il cui colore di fondo appare più carbone scuro che nero.
Un giaguaro nero di nome Diablo si è accoppiato accidentalmente con una leonessa di nome Lola al Bear Creek Sanctuary di Barrie, inCanada, che ha poi partorito una femmina di «giagleone nero» color carbone e un maschio di giagleone maculato color marrone chiaro[1]. Non possiamo dire, perciò, che il gene melanico sia dominante sulla colorazione del leone.
Non esistono casi veramente autentici di puma melanici. Puma neri sono stati avvistati nelKentucky, uno dei quali aveva il ventre di colore più pallido. Siamo a conoscenza anche di puma di color nero-lucido avvistati nelKansase nelNebraskaorientale. Questi esemplari sono conosciuti come North American Black Panther (NABP; Pantere Nere Nordamericane). Nessuna di loro è mai stata fotografata o uccisa in natura, e neanche tenuta in cattività. C'è un consenso generale tra gli allevatori e i biologi che quest'animale non esista e che si tratti di uncriptide. Gli avvistamenti vengono attribuiti normalmente ad altre specie, non riconosciute come tali dai non esperti di felini, di cui sono state esagerate le dimensioni.
Nella sua «Histoire Naturelle» (1749)Georges-Louis Leclerc, Conte di Buffonparla del «coguaro nero»: «M. de la Borde, professore di fisica in Cayenna, mi disse che nel Continente esistono tre specie di animali predatori; il primo è il giaguaro, che viene chiamato tigre; il secondo è il coguaro, chiamato tigre rossa, a causa della pelliccia uniformemente rossastra; il giaguaro ha le dimensioni di un grosso bull-dog e pesa circa 90 kg; il coguaro è più piccolo, meno pericoloso e non così frequente nelle vicinanze della Cayenna come il giaguaro; entrambi gli animali raggiungono il pieno sviluppo all'età di sei anni. Aggiunse poi che è presente in questi Paesi anche una terza specie, chiamata tigre nera, di cui mi ha fornito un'illustrazione sotto l'appellativo di coguaro nero».
«La testa», disse M. de la Borde, «è abbastanza simile a quella del coguaro comune; ma l'animale ha un lungo pelame nero, una lunga coda e forti vibrisse. Pesa non molto più di 18 kg. La femmina partorisce quattro piccoli nelle cavità dei vecchi alberi». Questo coguaro nero è più simile a un margay o a un ocelot, i quali non superano i 18 kg di peso, vivono sugli alberi e presentano una fase melanica.
Un'altra descrizione di un coguaro nero è stata fatta da Mr. Pennant: «La tigre nera, o gatto nero, ha la testa nera, i fianchi, le zampe e la coda ricoperte da un pelame lucido di color bigio, a volte chiazzato di nero, ma generalmente uniforme; il labbro superiore è bianco; all'angolo della bocca ha una macchia nera; ha lunghe sopracciglia su entrambi gli occhi e lunghe vibrisse sul labbro superiore; il labbro inferiore, la gola, il ventre e l'interno delle zampe sono biancastri o di un color cenere molto pallido; le palme sono bianche; le orecchie sono appuntite; cresce fino alle dimensioni di una vitella di un anno; ha una forza immensa nelle sue zampe. - Abita il Brasile e la Guiana; è una bestia crudele e feroce, molto temuta dagli Indiani, ma, fortunatamente, è una specie rara» (Pennant's Synops. of quad., p. 180). Come affermato dal suo traduttore Smellie (1781) la descrizione si riferisce a due coguari neri esibiti a Londra alcuni anni prima.
In Florida vivono alcunibobcatmelanici. Sono stati catturati, dal momento che erano stati scambiati per pantere. Ulmer (1941) mostra le fotografie e le descrizioni di due animali catturati a Martin County nel 1939 e nel 1940. Nelle fotografie appaiono neri e uno dei cacciatori raccontò poi che un esemplare lo era veramente. Comunque,
l'esemplare portato all'Università ed esaminato da vicino non era nero. Le regioni più densamente pigmentate sono la testa e l'area dorsale. Alla luce queste aree sembrano nere, ma sotto certe angolature la striscia dorsale ha decisamente una tinta color mogano. La colorazione mogano si fa più chiara e luminosa sui fianchi. Le regioni inferiori sono più chiare e di colore quasi ferruginoso. Il petto, la gola e le guance sono color cioccolata scuro, ma le strisce facciali possono essere viste chiaramente. Le zampe sono mogano scuro. Sotto una certa angolatura si possono vedere sui fianchi, sulle regioni inferiori e sulle zampe le tipiche macchie dei bobcat della Florida. L'animale portato al Parco del Bronx sembra più scuro e le macchie non sono visibili, sebbene sia stato osservato nella gabbia di quarantena, dove le condizioni luminose non sono poi così buone.
I bobcat maschi adulti sono lunghi 65–110 cm (con una corta coda mozza) e sono alti alla spalla 45–60 cm (Le femmine sono leggermente più piccole.) I puma della Florida sono alti alla spalla 58–81 cm e sono lunghi 1,1–2 m coda inclusa. I bobcat pesano 7–13 kg mentre i puma della Florida ne pesano 22-69.
Un altro candidato agli avvistamenti di puma neri è ilyaguarondi, un felino molto simile geneticamente al puma, che raggiunge i 65 cm di lunghezza e ha una coda di 45 cm. Il suo mantello varia da una fase bruno-rossastra a una fase grigio scura. Sebbene il suo areale naturale giunga solamente fino al Texas meridionale, una piccola popolazione da allevamento venne introdotta in Florida negli anni '40 e la gente sparse la voce che essi venivano allevati come animali domestici - in America Centrale sono veramente tenuti in cattività e sono animali relativamente docili, molto diversi dagli esemplari selvatici. Il territorio di caccia di uno giaguarundi maschio raggiunge una larghezza di 100 km ed è quindi possibile che popolazioni molto piccole si siano avventurate al di fuori delle folte foreste dove vivono e siano responsabili di molti o di tutti gli avvistamenti. Sebbene siano molto più piccoli di un puma, abbiano una colorazione differente e appaiano molto più bassi sul terreno (ricordando una donnola), un piccolo vuoto di memoria unito alla loro natura segreta possono spiegare molti degli avvistamenti negli USA sudorientali.
Altri candidati sono i giaguari neri, che in tempi storici vivevano nel Nordamerica. I giaguari melanici non sono comuni in natura e, cosa più importante, vennero quasi portati all'estinzione negli anni '60. Comunque, sebbene non ricordino un puma nell'aspetto, hanno dimensioni simili ed è possibile che, per esempio, sia sopravvissuta una popolazione riproduttrice nascosta nei bayou della Louisiana. La presenza del giaguaro è anche stata confermata da alcune fotografie e da alcuni avvistamenti non confermati in Arizona, New Mexico e nel Texas sudoccidentale, ma non al di fuori di quella regione.
A CURA DI MIKI PAPPACODA Oggi è il 13 maggio
Si ricorda Beata Maria Vergine di Fatima
Il nome Maria è la forma latina del greco Μαρία (María), a sua volta mutuato dall'ebraico Miryam. Numerose le ipotesi sul suo significato. La teoria più accreditata propone "amata" o "amore". Dice il proverbio… Aria, moto e sobrietà tengon l’uomo in sanità. Sono nati oggi Stevie Wonder – 1950, Luciano Benetton – 1935, Robert Pattinson - 1986 Il 13 maggio 1909 Parte da piazzale Loreto a Milano il primo Giro d'Italia. Vincerà Luigi Ganna. Il 13 maggio 1917 Tre piccoli contadini di Fatima hanno la visione di una donna vestita di bianco con in mano un rosario, che identificarono con la Madonna. Le visioni si ripeteranno il 13 di ogni ogni mese fino all'ottobre di quell'anno. Infine il 13 maggio 1981 Papa Giovanni Paolo II rimane vittima di un attentato in Piazza San Pietro. Il criminale, Ali Ağca un ventitreenne turco, viene catturato immediatamente. Hans Christian Andersen ha detto Limitarsi a vivere non è abbastanza. C'è bisogno anche del sole, della libertà e di un piccolo fiore.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Si è tenuta ieri la visita istituzionale ad Agerola del Prefetto di Napoli Marco Valentini. Ad accoglierlo il sindaco Luca Mascolo, gli assessori e una delegazione di dipendenti comunali, il Capitano della Compagnia dei Carabinieri di Castellammare di Stabia Carlo Venturini ed il Maresciallo Capo della locale stazione Gerardo Varone. Un benvenuto all’insegna della cordialità iniziata con la visita al museo civico “Casa della Corte” l’antico edificio che ha ospitato il Municipio di Agerola dal 1862 al 1982 e che oggi è sede del Museo Etnoantropologico della Sala Consiliare “Pasquale Gentile”, della sezione storica della Biblioteca Comunale, con annessa aula studio, e di sale espositive destinate a mostre di arte visiva e proseguita con il saluto alle stazioni dei Carabinieri e dei Carabinieri Forestali. La visita si è conclusa nella splendida struttura della Colonia Montana, oggi sede del Campus Principe di Napoli, l’Università e Centro di Alta formazione Gastronomica. «È stata una giornata molto bella ed intensa» ha dichiarato il Prefetto Marco Valentini. «È la prima volta che ho visitato Agerola e devo dire che si tratta di una realtà molto interessante in particolare dal punto di vista turistico. Sto provando in questi mesi a conoscere da vicino i comuni dell’area metropolitana di Napoli per sviluppare insieme ai sindaci una forte sinergia per creare un dialogo costante e facilitare la risoluzione dei problemi. Ho trovato un’amministrazione molto motivata, e ne ho molto apprezzato l’impegno sulla cultura che ho potuto constatare visitando il museo di “Casa della Corte”, un’attrazione anche per i turisti che trovano così anche spunti di natura culturale oltre all’ambiente naturale splendido che va tutelato con il rispetto delle regole. Di questo ho parlato con il sindaco e con le forze dell’ordine che operano sul territorio. La tutela dell’ambiente e la lotta ad ogni forma di abusivismo sono le nostre priorità». Soddisfatto il sindaco Luca Mascolo: «La visita del Prefetto Marco Valentini è un orgoglio per questa comunità. Sentire la vicinanza delle istituzioni, soprattutto in un momento delicato come questo, è fondamentale per chi ha responsabilità di governo sul territorio. Con il Prefetto c’è stato un incontro molto cordiale durante il quale abbiamo parlato delle nostre tradizioni, del nostro paniere gastronomico e delle potenzialità turistiche di questo territorio per poi affrontare il tema della fase post covid, della ripartenza, della rinascita e dell’attenzione per le categorie produttive del nostro territorio. Il contrasto ai fenomeni di piccolo abusivismo che ancora sussistono, agli sversamenti che avvengono ancora nei nostri valloni sono le criticità da contrastare con decisione per garantire un futuro migliore ad Agerola ed agli agerolesi». AMALFINOTIZIE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La delibera del Consiglio Superiore della Magistratura che delibera per il trasferimento d’ufficio del giudice Eugenio Polcari dalla Sezione Distaccata di Ischia del Tribunale di Napoli “con ogni funzione giudiziaria nel circondario di Napoli” è l’affondo, più duro, al mondo della giustizia sull’isola. Stando alle parole della Presidente Garzo e dell’ex Raffone “tutto il personale era andato via, quindi adesso a Ischia invece che 11 impiegati ci sono 2 impiegati che sono aiutati con un turno mensile di un impiegato che va a turno a Napoli; 1 o 2 con molte difficoltà, perché appena sentono che devono andare ad Ischia si mettono malati eccetera e lo stesso vale anche per i giudici. Quindi Ischia in queste condizioni è un presidio a rischio per la legalità … la maledizione di tutto il Tribunale di Napoli e forse di tutta l’Italia”. E, ancora, “venendo quindi al contesto del Foro ischitano, così come sottolineato dalla dott.ssa Garzo esso risulta pervaso da una “grossa conflittualità”, che si è manifestata persino in un incontro svoltosi con l’allora Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, nel corso del quale il ceto forense locale aveva perorato la necessità “che la sezione continui a lavorare”. In questo quadro, il Consiglio Superiore della Magistratura, non ha dubbi: «vanno restituite piena serietà, piena trasparenza e piena credibilità all’esercizio della funzione giurisdizionale nell’isola d’Ischia; tale ricostituzione di serietà, trasparenza e credibilità impone il trasferimento del dott. Eugenio Polcari.» Uno scenario cupo che, però, non è assolutamente veritiero e sovrapponibile alla realtà. Nessuno dice che non ci sono problemi al Tribunale di Ischia, nessuno afferma che sia tutto liscio e tutto limpido, ma da qui a dire che siamo la “la maledizione di tutto il Tribunale di Napoli e forse di tutta l’Italia” ce ne passa. Con Gianpaolo Buono, presidente dell’Associazione Forense dell’Isola d’Ischia, facciamo il punto della situazione. Presidente, l’avvocatura ischitana viene passata al vaglio del Consiglio Superiore della Magistratura per una vicenda singola e non ne esce bene. C’è davvero tanto da preoccuparci? C’è davvero tutto questo marcio tanto da farci diventare una “maledizione d’Italia?” “Ho letto con attenzione la proposta di delibera del Consiglio Superiore della Magistratura e non ho riscontrato alcun serio ed obiettivo giudizio, ma solo “luoghi comuni”, che ledono l’onorabilità ed il prestigio della Categoria, costituita da tanti professionisti per bene, che con spirito di abnegazione e sacrificio svolgono la propria attività. Sono curioso di leggere le relazioni a firma dei due Presidenti del Tribunale e capire il senso di alcuni giudizi espressi, compreso quello che Ischia sarebbe la “maledizione d’Italia”. Sono sicuro che, contestualizzando quelle espressioni, il senso potrebbe essere diverso”. Abbiamo dimenticato i tempi del giudice Carbone? O dei famosi Pretori di Ischia? E’ questo un segno chiaro del declino dei tempi? “Per ovvie ragioni mi esimo dal rispondere alla tua maliziosa domanda. Certo è che se il Tribunale di Ischia continua ad essere considerato un territorio di “confino”, senza alcuna considerazione della sua condizione peculiare, non ci si può lamentare e rendere dichiarazioni ad effetto come quelle rinvenibili nella delibera del Consiglio Superiore della Magistratura” Leggendo quanto scritto dal Consiglio Superiore della Magistratura sembra di trovarci davanti ad un vaso di pandora. Ma è davvero così? “lo sono garantista per formazione e non cambio il mio atteggiamento a seconda delle situazioni. Attendo l’evoluzione dei procedimenti in itinere, prima di esprimermi. Mi limito a sottolineare che non vi sono vasi di Pandora da scoprire, se per questi intendi il rischio che possano esservi situazioni ignote, preoccupanti o compromettenti. Per quanto mi risulti si è solo in presenza di un ufficio giudiziario abbandonato dalle istituzioni, dimostratesi sorde ed insensibili alle pressanti richieste di intervento della Avvocatura e della Politica locale”. Chi tace acconsente. Quali saranno le reazioni dell’avvocatura ischitana, non tanto nella questione Polcari bensì nella dimensione dell’orgoglio e della professionalità di tanti avvocati, giovani e meno giovani, che credono nei valori della giustizia e si impegnano per essere all’altezza delle sfide che sono chiamati ad affrontare “L’Avvocatura ha sempre avuto un atteggiamento responsabile e continuerà ad averlo anche in questo caso. Denuncerà puntualmente tutte le gravissime omissioni di chi avrebbe dovuto intervenire e non l’ha fatto e dimostrerà la gratuità di certi giudizi espressi sul contesto isolano, ma anche la slealtà di chi avrebbe dovuto assumere comportamenti molto più responsabili. Questo, in nome di valori quali la probità e l’onestà e lo spirito di servizio. Le iniziative saranno concertate con gli Associati, con gli Organi rappresentativi della categoria nazionali e distrettuali e con i Politici locali e nazionali che hanno a cuore le sorti dell’Isola d’Ischia. La risposta dovrà essere netta e decisa, proporzionata al vulnus inferto alla intera comunità ischitana”. Non voglio farla esporre, ma sui comportamenti del giudice Polcari qualche dubbio lo avevamo. Dalla moto alle compagnie è possibile, però, vivere due vite separate? “lo personalmente potrei, al limite, riferire relativamente al suo ruolo di Giudice e Coordinatore. Per rispetto nei suoi confronti e per le indagini in corso eviterò di rispondere alla tua domanda, ma ricordo che i giudizi si esprimono su fatti obiettivi”. Ma davvero Lei e l’avvocato Giuseppe Di Meglio siete gli unici due avvocati del foro di Ischia in competizione? “Lascio a te la risposta. Mi limito a denunciare il contenuto artificioso di certe dichiarazioni ed anche lesive della immagine di tanti Colleghi, onesti e preparati, che costituiscono punti di riferimento professionale ad Ischia ed in terraferma. Personalmente, poi, non sono in competizione né con l’avv. Di Meglio, né con alcun altro Collega, limitandomi a svolgere la mia attività con umiltà e spirito di servizio, come tanti altri”. In questa vicenda credo che un ruolo delicato lo abbiamo sia la presidente Garzo, sia l’ex presidente Raffone. Non trova troppo serie e gravi le loro parole? “Ho già detto che attendo di leggere le relazioni di entrambi prima di esprimere un mio personale giudizio, anche perché hanno sempre sostenuto la causa della stabilizzazione della Sezione di Ischia, con ardore e convinzione.” Del caso Palamara, del caso Loggia Ungheria, cosa ne pensa? Non sono queste le vere maledizioni d’Italia che i rapporti sociali del giudice Polcari? “La domanda richiede una risposta troppo complessa, che involge le distorsioni che, da tempo, caratterizzano l’azione della Magistratura in Italia. lo dico che tutte le indagini sono salutari, se intendono a garantire la trasparenza, il rigore e l’obiettività nell’esercizio della Giurisdizione, ma soprattutto se sono tempestive. Leggendo la proposta di delibera del Consiglio Superiore della Magistratura, rilevo che l’esposto che ha originato il procedimento risalirebbe a giugno 2019 e che, a distanza di due anni, non è stato definito, né lo è stato quello pendente in sede penale. L’interrogativo che pongo è se questi ritardi non contribuiscano a generare ulteriore discredito sulle istituzioni tutte e a depotenziare l’attività della Magistratura. Ci sarebbe tanto altro da dire!”Gaetano Di Meglio | IL DISPARI
INSERITO DA MARIA PAPPACODA „A denunciare l'accaduto è il gruppo La Fratellanza che attacca: "Si può lasciare una città di 50.000 abitanti senza un presidio sanitario idoneo? La magistratura accerti eventuali responsabilità"“ INSERITO DA MIKI PAPPACODA Tragedia, questa mattina, a Cava de’ Tirreni, dove un uomo di 59 anni della frazione Santa Lucia è morto a causa di un malore. Il giovane, mentre faceva jogging in via Giuseppe Vitale, si è accasciato a terra ed è stato soccorso da alcuni passanti, i quali hanno immediatamente chiesto l’intervento del 118. Purtroppo non c’è stato nulla da fare, il suo cuore non ha più ripreso a battere.“ „ La polemica A raccontare il dramma il gruppo “La Fratellanza” che denuncia: “L'ambulanza, partita dalla città di Angri, è arrivata sul luogo dopo circa 33 minuti dalla chiamata. Una storia drammatica, una morte improvvisa, per l'uomo. E adesso, dopo la tragedia, la città di Cava si chiede il motivo per cui il soccorso non è stato gestito dall''Ospedale SS. Maria dell'Olmo. Qualcuno ha ipotizzato che, forse, presso l'ospedale cavese, non vi era in quel preciso momento neanche un'ambulanza idonea e disponibile per il pronto intervento. Se tutto ciò fosse vero, sarebbe di una gravità inaudita”. Di qui la domanda inevitabile: “Ma è mai possibile che a Cava de’ Tirreni si possa morire così? Si può lasciare una città di 50.000 abitanti senza un presidio sanitario idoneo? Ci fermiamo qui e non andiamo oltre, per una forma di rispetto per il dolore della famiglia del giovane, a cui esprimiamo tutta la nostra vicinanza e porgiamo le nostre più sentite condoglianze. Sarà la magistratura ad accertare se vi sono responsabilità”. “ FONTE: https://www.salernotoday.it
DI MARIA PAPPACODA Da comunicazioni ufficiali odierne ricevute dalle autorità sanitarie si rilevano 3 cittadini guariti e 1 nuovo caso positivo, riconducibile ad una precisa catena di contagio. Auguriamo una pronta guarigione.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La funivia del Faito è pronta a ripartire. Dopo aver effettuato delle corse di prova, il servizio sarà nuovamente attivo e aperto ai visitatori da venerdì prossimo, 14 maggio 2021. È quanto reso noto dal sito ufficiale dell’Eav – Ente Autonomo Volturno. “Attesa la conseguente limitazione della capienza, in osservanza del Dpcm del 17 maggio 2020, saranno effettuate corse continue in caso di fila al momento della partenza della corsa, sia da Castellammare di Stabia sia dal Faito – si legge nella nota -. Le vetture saranno sanificate con cadenza giornaliera e, ad ogni sosta, è prevista la disinfezione delle superfici di contatto, maniglie e mancorrenti. È obbligatorio l’uso della mascherina per i viaggiatori». Orari e tariffe sul sito ufficiale. Solo nel weekend sarà possibile usufruire della tariffa aziendale sperimentata integrata Bus+Funivia. È possibile acquistare i biglietti direttamente dallo smartphone con l’app GoEav, senza entrare in contatto con il personale e senza maneggiare monete e banconote, possibile veicolo di contagio. Info su http://www.eavsrl.it/web/goeav. L’Eav, date le misure restrittive anti Covid, sottolinea che “dovranno essere rispettate le vigenti disposizioni di legge in materia di emergenza sanitaria, pertanto saranno osservate le seguenti prescrizioni: sanificazione giornaliera delle vetture; ad ogni sosta delle cabine: disinfezione delle superfici di contatto, maniglie, supporti mancorrenti, finestrini aperti e/o semiaperti compatibilmente con le condizioni atmosferiche; obbligo di mascherina per i viaggiatori; nelle stazioni: delimitazione percorsi di ingresso ed uscita in modo da garantire il distanziamento di un metro; installazione dispenser igienizzante per le mani”.MAX SORRENTOPRESS
INSERITO DA MIKI PAPPACODA È voluta andare dal suo Salvatore. La morte di Silvana, una mamma ed una nonna straordinaria, ha destato enorme dolore a Sorrento ed in tutta la penisola sorrentina. La tragedia improvvisa si è consumata nel pomeriggio di oggi nel cuore di Sorrento, gettando nello sconforto tutta la famiglia Di Leva. A Paola, Roberta, Lara, Claudia ed a tutti i nipoti le nostre più sentite condoglianze. MAX SORRENTOPRESS
INSERITO DA MIKI PAPPACODA I Carabinieri della Compagnia di Amalfi, coordinati dal Capitano Umberto D’Angelantonio, con l’ausilio di personale della società Enel-Distribuzione, hanno denunciato due persone a Minori per furto di energia elettrica. L’attività, effettuata nella giornata dell’11 maggio, è frutto di una segnalazione pervenuta alla Stazione di Maiori proprio da parte della ditta leader nel settore dell’energia, che ha rappresentato di aver notato consumo anomali presso alcuni locali del paese del gusto senza riscontrarne l’effettivo consumo sui contatori: a questo punto i militari hanno voluto vederci chiaro e dopo aver avuto accesso agli immobili interessati, lo studio di un commercialista della zona, già noto alle forze dell’ordine, ed il garage di un cittadino minorese, si sono subito accorti, grazie all’attento sopralluogo del personale Enel, che era stato realizzato un allaccio abusivo che conduceva la corrente elettrica dalla rete nazionale a quella privata, bypassando completamente il contatore. A questo punto, fatta una stima del danno e distaccato l’impianto “fai da te”, per i due soggetti è scattato il deferimento in stato di libertà alla Procura di Salerno, che ora valuterà le carte per gli adempimenti di competenza. AMALFI NOTIZIE