Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MORENA MOTTA Un incendio divampato su un balcone di un appartamento in via Risorgimento a Vimercate è stato domato grazie al pronto intervento dei vigili del fuoco. Nessuno è rimasto ferito.
Incendio in un appartamento a Vimercate. Nella mattinata di sabato 12 febbraio le fiamme sono scaturite all’interno di una casa al primo piano di uno dei recenti complessi immobiliari in via Risorgimento, nel quartiere ex Bassetti. In particolare, le fiamme hanno riguardato il balcone dell’abitazione. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco con due autopompe e una camionetta e gli agenti della polizia locale.
Le operazioni di soccorso
I pompieri hanno rapidamente riportato sotto controllo la situazione, tanto che l’ambulanza, giunta per precauzione in posto, non è stata utilizzata. Le conseguenze delle fiamme, che hanno avuto origine da del materiale tessile presente sul balcone, hanno causato solo spavento e l’annerimento dei muri esterni.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA “Anche senza il Frecciargento è destino che Quattroville sia una stazione imbuto, dove i treni si fermano e si bloccano per motivi a noi umani ignoti…”. La segnalazione di Gianluca. Il treno regionale n. 22456 Modena/Mantova che parte da Modena la mattina alle 6:30 e si ferma a Quattro Ville alle 6:40 per la coincidenza col passaggio del treno Frecciargento 9301 diretto a Roma, da circa un paio di settimane arriva puntuale a Carpi alle 6:49 per il fatto che il Frecciargento è stato cancellato da almeno due settimane. Sabato 12 febbraio però, il treno è rimasto fermo a Quattroville dalle 6:40 alle 6:55 senza motivo: nemmeno il Capotreno e il macchinista sapevano qual era il problema! Forse da Modena si erano dimenticati di trasmettere il segnale libero aspettando che passasse il Frecciargento? Si erano dimenticati che era stato cancellato? In effetti, per non comunicare ai passeggeri nemmeno il ritardo, evidentemente, dev’esserci stato lo zampino dell’errore umano. E’ però concepibile che i passeggeri debbano rimanere su un treno per quasi 15 minuti all’oscuro di tutto, senza nemmeno venire avvisati del motivo. Ma la cosa assurda è che anche senza il Frecciargento è destino che Quattroville sia una stazione “imbuto”, dove i treni si fermano e si bloccano per motivi a noi umani ignoti… forse soprannaturali! Possiamo comprendere la difficoltà del Capotreno a gestire una situazione di questo tipo, ma un minimo di iniziativa ci vorrebbe: cosa stava aspettando a sollecitare spiegazioni da Modena, invece di mettersi a controllare i biglietti nell’attesa? Evidentemente spaesato, il Capotreno avrà pensato bene di giustificare l’ingiustificato blocco del treno svolgendo il suo lavoro di controllore…e se qualcuno non avesse avuto il biglietto, allora è il caso di dire che avrebbe avuto tutti i motivi per rivendicare di non farlo, visti i trattamenti che Trenitalia riserva ai passeggeri abbonati e paganti della linea Modena Carpi Mantova! Gianluca TEMPOCARPI
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Primo giorno di riapertura delle discoteche, per la gioia di un settore tra i più penalizzati dalla pandemia, ma anche prime grane per l'ordne pubblico. Questa mattina alle ore 5, infatti, la Volante è dovuta intervenire all'esterno del noto club di Baggiovara a seguito di un litigio dai risvolti violenti scaturito fra giovani, apparentemente per futili motivi. Riportata in breve la situazione alla calma, gli agenti hanno identificato sette persone, la cui posizione è al vaglio della Polizia Giudiziaria Si dovrà infatti ricostruire la dinamica dell'accaduto, sentendo testimoni e visionando le immagini degli impianti di videosorveglianza, per capire gli estremi di eventuali denunce penali. FONTE MODENATODAY
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Eboli. «Sessanta giorni per portare a termine la riperimetrazione della zona Zes ed includervi Eboli». E’ questa la rassicurazione ottenuta dal commissario straordinario della Zes Campania in visita ad Eboli, su invito dell’onorevole Federico Conte, il commissario straordinario di governo della Zes Campania Giosy Romano. L’avvocato è stato ricevuto dal parlamentare ebolitano, dal sindaco Mario Conte e dal vicesindaco e assessore alle attività produttive Vincenzo Consalvo per una riunione ristretta. Argomento della discussione, cui ha fatto seguito una visita in zona industriale, l’allargamento ad Eboli della zona Zes. Nel piano strategico della Regione la zona ebolitana, pur essendo strettamente connessa a quella di Battipaglia, con cui in realtà costituisce un unicum, era stata “dimenticata”. Un errore, come ha ammesso lo stesso commissario e su cui concordano tutti i maggiori attori dell’economia campana, cui va posto rimedio. «Una zona Zes allargata che offra alla provincia di Salerno e alla Campania una postazione strategica, da mettere in rete con le altre regioni meridionali, per trasformare il Mezzogiorno in un hub strategico sul Mediterraneo, un ponte naturale per intercettare gli scambi commerciali che vi si svolgono, da e verso l’Africa e l’Asia, che oggi ci bypassano a favore del nord Europa - ha sottolineato l’onorevole Conte -. Le Zes sono l’intercapedine nodale tra la rete dei porti meridionali, su cui orientare gli investimenti del Pnrr, e la rete interlocale della autostrade e dell’Av/Ac. La Campania ed il Meridione non possono e non devono perdere questa occasione». «Il confine tra la zona industriale di Battipaglia e quella di Eboli - ha sottolineato il sindaco Mario Conte - è puramente immaginario. Ciò che deve rappresentare la Zes è la possibilità occupazionale per i nostri giovani che non devono essere costretti a lasciare la loro terra per trovare lavoro». «Se è vero che abbiamo soprattutto una vocazione agricola - ha aggiunto l’assessore Consalvo - oggi anche le produzioni di questo genere hanno necessità di sbocchi logistici importanti. E la Zes è uno strumento fondamentale per il territorio della Piana del Sele». Tutte argomentazioni che il commissario ha ritenuto pienamente condivisibili. «Una zona Zes è occasione di sviluppo e non deve avere logica divisiva. Non si può favorire un comune piuttosto che un altro. Anzi - ha affermato Giosy Romano - la Zes andrebbe ancorata all’intera regione. Il disegno strategico regionale va aggiornato e adeguato alla nuova visione. Il compito del commissario è proprio quello di renderlo attuale e attuabile. Per questo voglio conoscere i territori. E aggiungo che la Zes non è solo una premialità per le aziende future, ma un vantaggio enorme anche per quelle esistenti. Abbiamo già indirizzato la programmazione regionale verso opere ritenute strategiche per infrastrutturale le Zes. E siamo in anticipo di un anno e mezzo sul primo bando rispetto ai tempi previsti dal Pnrr. In questa logica agiremo coinvolgendo anche la Regione ed il Ministero per il Sud. In sessanta giorni conto di portare a termine l’iter e inserire anche Eboli». OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Bisaccia. La squadra dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Bisaccia, intorno alla mezzanotte di ieri è intervenuta sulla strada Statale 7 bis, denominata Ofantina, per un incidente stradale che ha visto coinvolte due autovetture, di cui una nel violento impatto si ribaltava. In una delle due auto vi erano cinque ragazzi, tutti rimasti feriti e trasportati dai sanitari del 118 intervenuti presso l'ospedale di Sant'Angelo dei Lombardi per le cure del caso. A bordo dell'altra autovettura altre due persone, le quali venivano medicate sul posto. I veicoli incidentati sono stati messi in sicurezza unitamente all'area interessata. Gli occupanti le due auto erano rispettivamente di Torella dei Lombardi, Nusco, Sant'Angelo dei LOmbardi e Montemarano. di Angelo Giuliani INTERNAPOLI
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Benevento. Eppure, nessuno meglio di loro sa che le cose vanno così. Perchè, quando si fa parte della corte dei beneficiati dalla politica pro tempore, quella che distribuisce nomine, incarichi e trasferimenti, si è consapevoli che in molti casi non potrà essere per sempre. Lo prevede la regola non scritta dell'alternanza della lottizzazione: un giorno a te, un giorno all'altro. Questione di equilibri e di casacche indossate al momento giusto, di scelte che, a seconda dei tempi, vengono indirizzate talvolta in un senso, talvolta in quello opposto. E allora, perchè abbandonare la sportività quando si viene invitati a scendere dalla giostra sulla quale si è saliti con le identiche modalità?. Certo che esistono graduatorie, selezioni e criteri, ma anche il possesso dell'iscrizione come socio benemerito ad una bocciofila – non ce ne vogliano gli appassionati – può spesso essere determinante nell'attribuzione di un ruolo. Le cronache sono da sempre zeppe di inchieste su un modus operandi tutto italiano, quello che disprezza il merito e la competenza, prediligendo, ovviamente, l'appartenenza. Se si è nell'elenco di coloro che hanno già avuto, si deve restare in silenzio e attendere il prossimo giro, senza lamentarsi contro il destino cinico e baro che all'improvviso ti riserva un'altra soluzione perchè, nel frattempo, a muovere la ruota panoramica sono arrivate persone diverse da quelle a cui si è fatto riferimento. Nuovo giro, nuova corsa: venghino signori, venghino. E senza mettere il broncio, perchè scorre così la vita di quanti decidono di infilarsi, per trarne vantaggi, nel cono di luce dei potenti di turno. L'alternativa esiste, eccome: nessuno è obbligato a piegarsi per raggiungere posizioni che sembrano importanti perchè significano potere. E' complicato lasciarlo, è vero, dopo essersi abituati a praticarlo, ma i giostrai di turno non concedono sconti: devono accontentare un po' tutti, ripagare in qualche modo l'impegno che hanno ricevuto in termini di supporto nella ricerca del consenso. Non è giusto? E' vero, ma lasciate che a gridarlo siano i tantissimi che si tengono a distanza di sicurezza da un certo mondo. Il resto, se permettete, è solo noia che ha però un merito: scatena una fragorosa risata. di Enzo Spiezia OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Indagini in corso San Felice a Cancello. E' in prognosi riservata all'ospedale di Marcianise l'operaio siciliano di 36 anni precipitato al suolo da un ponteggio, nel cantiere dell'alta capacità Napoli-Bari. L'incidente è avvenuto a San Felice a Cancello, dove si sta realizzando il collegamento con Frasso Telesino. Sono stati gli stessi colleghi di lavoro che erano con li, ad allertare immediatamente il 118. Sul posto è giunta un'ambulanza che ha provveduto a trasportare il giovane operaio in ospedale dove si trova attualmente ricoverato, sotto osservazione a causa delle fratture multiple riportate. Indagini sono in corso da parte delle forze dell'ordine e ispettorato del lavoro. OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA C’è fermento in casa Napoli per la sfida della 18 contro l’Inter al Maradona. In caso di vittoria, gli azzurri raggiungerebbero il primo posto in solitaria. Luciano Spalletti può sorridere per il ritorno di Koulibaly e Anguissa e, dopo la lunga emergenza, per la sfida all’Inter dovrà fare a meno solo di Lozano e Tuanzebe. In mediana conservatissimo Lobotka al fianco Fabian Ruiz, mentre sulla trequarti Politano-Zielinski-Insigne agiranno alle spalle del centravanti che sarà Osimhen. QUESTO L’11 UFFICIALE DEL NAPOLI: Ospina; Di Lorenzo, Koulibaly, Rrahmani, Mario Rui; Lobotka, Fabian Ruiz; Politano, Zielinski, Insigne; Osimhen. LA FORMAZIONE UFFICIALE DELL’INTER: Handanovic; Skriniar, De Vrij, Dimarco; Dumfries, Barella, Brozovic, Calhanoglu, Perisic; Dzeko, Lautaro. ALBERTO RAUCCI INTERNAPOLI
INSERITO DA REDAZIONE Il 31 marzo scade lo stato d’emergenza. I dati di ripresa sono positivi e il sottosegretario Costa tranquillizza: “non verrà rinnovato“. Il primo stato d’emergenza è stato firmato ed entrato in vigore il 31 marzo di due anni fa, nel pieno dell’emergenza. In sostanza lo stato d’emergenza, con lo scopo di risolvere e tamponare, porta nelle mani del Governo la gestione. Le scelte sono necessariamente prive della differenziazione dei governi regionali, e fanno capo tutte al Governo e alle istituzioni “speciali” create. Lo stato d’emergenza Il 31 marzo prossimo scade quindi lo stato d’emergenza ad oggi in vigore, e tutti i dati fanno pensare che non verrà prorogato. A tranquillizzare e dare speranza è il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. Costa è stato recentemente ospite al programma televisivo ‘Agorà‘, in onda su Rai3, nell’intervista ha risposto ad alcune domande dando svariati chiarimenti sullo stato d’emergenza. Come sappiamo le scelte del Governo Draghi e dei suoi ministri sono prese sempre a seguito dell’analisi dettagliata dei dati sulla pandemia. La buona notizia è che i dati sono migliorati notevolmente, a dirlo è lo stesso Costa. Le parole di Costa “I dati ogni giorno ci dicono che fortunatamente c’è un calo di contagi e dei ricoveri e di tutti gli indicatori. Le vaccinazioni stanno proseguendo, quindi è ragionevole pensare che lo stato d’emergenza non verrà rinnovato” spiega. I primi passi di ripresa iniziano da domani con l’eliminazione dell’obbligo di mascherina in tutta Italia, fatta eccezione per la Campania che manterrà l’obbligo fino a fine febbraio per, l’ormai solita, opinione controcorrente del Governatore De Luca. Inoltre riapriranno le discoteche e agli stadi sarà “concesso” un 75% di capienza. “Non verra’ rinnovata l’ordinanza che prevedeva la chiusura delle discoteche, questo significa che da domani riapriranno. Anche negli stadi c’e’ stato un incremento della capienza” dice Costa. Il sottosegretario utilizza parole di grande speranza, come quelle spese per la capienza negli stadi: “credo che si potra’ arrivare al 100%. Credo che il campionato finira’ con gli stadi pieni“. Cosa cambia senza stato d’emergenza Resta invece più complessa la gestione degli ospedali. Per quanto riguarda le regole sulla certificazione non sembrano esserci conferme di cambiamenti, sarà ancora in vigore. Costa però fa sperare: “Da marzo si puo’ prevedere un allentamento graduale del green pass, ad esempio nei luoghi all’aperto“. Ha parlato inoltre della campagna vaccinale: “Abbiamo 48 milioni di italiani che si sono vaccinati. Dobbiamo completare, se procediamo con questo ritmo di vaccinazioni, significa in un mese completare la somministrazione della terza dose“. Ma cosa cambia se lo stato non viene prorogato? Lo smart working perderebbe la sua “forza” allo stesso tempo però per alcuni lavoratori rimarrebbe l’alternanza. La campagna vaccinale tornerebbe nelle mani delle regioni, la maggior parte degli hub verrebbero smontati e medici di famiglia e ospedali faranno le iniezioni. Il vaccino anti covid verrà insomma trattato come un qualsiasi altro vaccino. Terminerebbero anche le attività del Commissario straordinario e del Comitato Tecnico Scientifico e non ci saranno più le cabine di Regia tra Governo e Regioni. Verrebbero in pratica meno i poteri straordinari del Governo, come la possibilità di operare in deroga alle leggi vigenti per motivi sanitari. Non sarebbero neanche più attive le divisioni in “colori” delle regioni. ANTONELLA TAMARRO INTERNAPOLI
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Corsa contro il tempo per non perdere il finanziamento da 40 mln di euro per l’adeguamento dello Stir di Giugliano. Il confronto è aperto all’interno dell’Amministrazione, da due giorni sono infatti in corso riunioni fiume per sbrogliare la matassa che vede la maggioranza divisa sulla questione. Lunedì, infatti, scadrà il bando per l’accesso ai finanziamenti previsti nell’ambito del Recovery Plan, per gli impianti di Giugliano, Caivano e Tufino. Circa la metà sono destinati allo Stir di Giugliano, un impianto obsoleto che urge un ammodernamento. Con il revamping della struttura di Giugliano i materiali ‘nobili’ (ovvero di quelli che possono essere riciclati o reimpiegati in ambito civile o industriale) verrebbero recuperati attraverso un innovativo processo automatizzato che prevede anche l’ausilio della robotica, generando ricavi importanti oltre che una notevole riduzione dei quantitativi da smaltire e conseguentemente dei costi. In termini di flussi, l’intervento consentirà l’eliminazione dei conferimenti fuori regione e la riduzione dei conferimenti al termovalorizzatore di Acerra dalle attuali 300mila tonnellate annue medie a circa 186mila (se non si procederà anche alla produzione di Combustibile Solido Secondario) o addirittura a meno di 120mila (in caso di produzione di CSS per i cementifici). Un progetto, questo, ben conosciuto dall’assessore al Comune di Giugliano Giuseppe Cozzolino, che in qualità di ex direttore della Città Metropolitana ha contribuito alla sua stesura. Nel programma sono previste nuove linee per il trattamento di carta, cartone e plastica. E fin qui nessun problema in maggioranza. Il problema è sorto su un’autorizzazione, rilasciata da Regione e Città Metropolitana alla Sapna pochi giorni prima dell’insediamento dell’Amministrazione Pirozzi, riguardo il trattamento dell’umido. E’ prevista la lavorazione non solo della frazione umida tritovagliata (Fut) ma anche della frazione organica stabilizzata (Fos). L’obiettivo è quello di ridurre il più possibile l’indifferenziato ed arrivare anche ad un abbassamento della tassa sui rifiuti. I dubbi sul progetto Una parte della maggioranza, composta da M5S, Polis e Repubblicani, ha però paura che arrivi a Giugliano un carico eccessivo di umido dall’esterno nell’impianto Stir di Giugliano, città già vessata da tanti impianti, come la Castaldo che tratta lo stesso tipo di umido. Per questo i grillini, anche attraverso il vicesindaco ed assessore di riferimento, Anna Savarese, hanno chiesto garanzie per il territorio ed evitare un altro carico ambientale per una zona già troppo vessata, anche alla luce dell’emendamento fatto approvare in Parlamento dalla senatrice Castellone. L’assessore Savarese, favorevole alll’impiantistica, ha illustrato nel dettaglio il progetto ai consiglieri di riferimento, ma al momento restano perplessità, condivise anche da altri esponenti della maggioranza, soprattutto riguardo il tipo di impianto anaerobico. Domani è prevista una nuova riunione in seno alla maggioranza per bloccare la matassa. Il tempo stringe e la possibilità di perdere questo finanziamento per il revamping dello Stir di Giugliano è sempre più concreta. ANTONIO MANGIONE INTERNAPOLI