Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Caserta. Tregua sul fronte decessi dopo il lungo elenco di vittime delle ultime settimane ma contagi costantemente in aumento nel casertano, come del resto in altre città in Campania. 1336 gli ultimi positivi ufficializzato dal consueto bollettino dell'Asl. I tamponi analizzati sono stati 7.238. Tasso di positività attestato al 18,46%. Ci sono poi i nuovi guariti, 763 in totale. 13.371 gli attuali positivi in tutta la provincia di Caserta. Nuovo appello da parte dei sindaci alla prudenza e a non abbandonare la mascherina. Maggiore senso di responsabilità anche durante l'imminente festività di San Giuseppe e del papà. Comportamenti irresponsabili potrebbero aggravare una situazione già precaria.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ma ad allarmare è soprattutto l'occupazione dei reparti in area medica, dopo il monitoraggio di Agenas. Contagi ancora alti in Calabria. Dopo il martedi nero, i casi positivi nelle ultime 24 ore sono poco più di 3400 e il tasso di positività oltre il 24 per cento. Ma ad allarmare è soprattutto l'occupazione dei reparti in area medica, dopo il monitoraggio di Agenas. di Mara Martelli TGRCALABRIA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Madre, sorella e nipoti di Yuliya, sposata con Antonello a Bari, sono fuggiti da Kiev assieme a un'amica e ai suoi figli e hanno trovato una casa che li ha accolti: "Sono tanti gli italiani pronti a farlo" Qualche sorriso, poi il panico nel momento del ricordo o davanti alle immagini dei giornali. Li si scorge nei volti di una tavolata divenuta enorme. Quella di casa Ladisa, al quinto piano di un palazzo nel centro di Bari. Un’abitazione allargata con l’appartamento accanto, quello della mamma di Antonello, imprenditore e padrone di casa, che vive da sola, per far posto a otto, tra donne e bambini, fuggiti dalla guerra in Ucraina, col cane Max. Sono la mamma, la sorella e un’amica, queste ultime con i loro figli, di Yuliya, sua moglie ucraina, conosciuta a Praga durante una vacanza, con la quale ha tre figli, Daria di 13 anni, Michele di 12 e Valeria cinque. Sono loro ad accompagnare il piccolo Artioma, di quattro anni, Ludmilla di 15, e i cugini Paolo e Maria, di 16 e 10 anni, in un percorso nuovo e difficile, che li ha portati lontani dai pericoli, dai padri, fratelli e nonni, costretti a rimanere al di là del confine ucraino perché precettati, e dentro ambienti sconosciuti, come quelli della scuola italiana. I ragazzi continuano a seguire le lezioni a distanza con i loro insegnanti rimasti in Ucraina o fuggiti in altri Paesi europei, ma allo stesso tempo Artioma e Ludmilla frequentano gli istituti di Bari che li hanno accolti. Il bimbo è in classe nella scuola dell’infanzia Garibaldi con Valeria, Ludmilla invece, grazie alla disponibilità degli insegnanti e della dirigente scolastica della scuola media Carducci, inizia un programma nel quale racconta la sua scuola, il suo Paese e le sue tradizioni, a ragazzini e bambini poco più piccoli di lei. “La cosa più straziante – racconta Antonello Ladisa - è veder loro soffrire per i papà, i fratelli e i figli rimasti in Ucraina perché precettati. Famiglie divise. Compresa mia suocera che ha dovuto salutare il marito, il padre di Yuliya, perché ancora arruolabile. Elena, poi, l’amica di Yuliya, ha saputo che il figlio di 18 anni, come gli altri del resto, è stato chiamato alle armi”. Ladisa, che ha più imprese di telefonia e comunicazione, racconta dello sforzo di dare una parvenza di normalità ai ragazzi che hanno visto l’orrore e hanno compiuto un viaggio di 18 ore solo per raggiungere il confine dell’Ucraina. Ma racconta anche della macchina della solidarietà che si è messa in moto, di altri amici che ospitano nelle loro case le persone fuggite, di chi si è adoperato per fornire indumenti, cibo e medicine. Di chi come i volontari Giorgio e Tommaso continuano a viaggiare scaricando viveri e medicine al confine e tornando con persone appena fuggite. E ancora del Comune di Bari che, attraverso l’assessorato ai Servizi sociali e l’assessora Francesca Bottalico, sta organizzando l’accoglienza e la sistemazione di queste persone. “Ci sono i gestori di un bar – racconta ancora-, il Krirò caffè di Poggiofranco, che si sono detti disponibili ad assumere almeno un ragazzo nel loro esercizio. Così una scuola di danza e i gestori dello Stadio del Nuoto hanno messo a disposizione corsi gratuiti. Sono persone che in realtà potrebbero non avere affatto problemi economici, gente del ceto medio e imprenditoriale che aveva una vita agiata ed è arrivata con in valigia molti euro in contanti. Persone che, dopo aver lasciato tutto, non vedono l’ora di poter tornare nel loro Paese e nelle loro case. Noi continuiamo ad aiutare loro e altri, con Yuliya disponibile a fare da traduttrice e la speranza che questo incubo finisca al più presto per tutti”. GINO MARTINA BARITODAY
INSERITO DA AANGELA CECERE Benevento. “Se si desse alle famiglie, che hanno una volontà di dare accoglienza, una discreta somma mensile, si otterrebbero due risultati: i profughi troverebbero un’atmosfera di calore umano, che agevola l’integrazione e si verrebbe, altresì, incontro a tante famiglie italiane che potrebbero integrare il proprio reddito, messo in discussione dai vertiginosi e drammatici incrementi energetici ed alimentari”. La proposta arriva dal sindaco di Benevento, Clemente Mastella che rimarca l'importanza di accogliere in maniera umana i profughi della guerra in Ucraina. “Credo che la massima espressione di solidarietà nei confronti dei cittadini in fuga dall’Ucraina, mamme e bambini, sia data dal calore di una famiglia che possa ospitarli”. .Ed è per questo motivo che il primo cittadino propone innanzitutto di snellire le procedure per l'accoglienza e, attraverso criteri di rigore morale e non solo, affidare ai sindaci e alle Prefetture il controllo: “Anziché utilizzare, in larga misura, modalità tradizionali di accoglienza, che a volte non hanno fornito risultati soddisfacenti, credo che questa formula (i ristori alle famiglie ndr) possa essere la più adatta, creando una integrazione amorevole e generosa”. Di qui l'appello: “Il Governo dia queste indicazioni, agevolando il percorso senza troppi affannosi elementi burocratici, che assai spesso allontanano da gesti di cui il popolo italiano si dimostra sempre esemplare”.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA L’uomo è accusato di truffa: deve restituire 189mila eur.o Era riuscito a ingannare la commissione medica dell’Ats SASSARI. Ufficialmente era un cieco totale, con tanto di attestazione dell’Ats e una pensione mensile d’invalidità da parte dell’Inps. Un’entrata garantita di circa 1300 euro che consentiva a un 65enne di un paesino della provincia di Sassari di non lavorare e andarsene a spasso tutti i giorni. Un assegno che lui stesso andava a incassare personalmente ogni mese nell’ufficio postale del paese e poi rientrava a casa dopo una passeggiava in centro e svolto le sue commissioni quotidiane, sempre da solo. La presunta truffa è andata avanti per tredici anni, fino a quando una serie di controlli incrociati della guardia di finanza ha fatto crollare il castello e l’uomo, che in realtà non era cieco, è finito nei guai. Nei giorni scorsi l’ex allevatore, difeso dall’avvocato Dario Masala, ha ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari e a breve dovrà presentarsi in tribunale per difendersi dall’accusa di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, reato punito con la reclusione da uno a sei anni. Intanto la Procura della Repubblica di Sassari gli ha già presentato il conto. Il titolare dell’inchiesta, il sostituto procuratore Giovanni Porcheddu, gli contesta un danno nei confronti delle casse dell’Inps di poco più di 189mila euro. Denaro incassato (secondo le accuse ingiustamente) dal 2007 al 2020 che l’uomo dovrà dunque restituire all’istituto di previdenza sociale. Per un paio d’anni gli investigatori delle Fiamme Gialle lo hanno pedinato e raccolto prove schiaccianti a suo carico, fino a giungere alla conclusione che quella pensione d’invalidità percepita per tredici anni proprio non gli spettava. L’uomo non aveva un cane guida, né il classico bastone bianco utilizzato dai non vedenti e per strada - hanno accertato e documentato i finanzieri - si muoveva con disinvoltura. Prima di attraversare la strada guardava a destra e a sinistra e quando rientrava a casa, ignaro che gli uomini delle Fiamme Gialle lo tenevano sotto controllo, tirava fuori le chiavi e apriva senza alcuna difficoltà la porta d’ingresso. Operazioni che a un cieco totale sarebbero state impossibili da compiere. L’indagine era scattata un paio d’anni fa dopo alcuni controlli accurati effettuati dal Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie della guardia di finanza di Roma. Sono stati poi gli uomini del comando provinciale della guardia di finanza di Sassari, guidati dal tenente colonnello Davide Battaglini, a tenere d’occhio l’uomo - considerato un “soggetto a rischio” - per circa due anni. Gli accertamenti e gli appostamenti degli investigatori hanno portato alla conclusione che il 65enne era riuscito in qualche modo a ingannare gli oculisti e i medici della commissione Ats per l’accertamento dell’invalidità civile e deputati alla valutazione del suo grado. L’uomo aveva realmente dei problemi di vista, ma nel 2007 aveva dichiarato un improvviso peggioramento delle sue condizioni. Un peggioramento che però in realtà non c’era stato. Riuscendo a ottenere un’attestazione di cecità assoluta, aveva così portato l’Inps ad assegnargli la pensione l’indennità di accompagnamento. Ora dovrà restituire i soldi incassati ingiustamente.LUCA FIORI LA NUOVA SARDEGNA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Prima il Covid, poi la guerra in Ucraina e infine i rincari energetici che non dipendono solo dal conflitto e che costeranno almeno 2.200 euro in più a famiglia. Mentre sul tutto aleggia il doppio spettro recessione-inflazione. E' il quadro a tinte fosche dipinto dall'Irpet, l'istituto di programmazione economica della Regione, che ha calcolato quanto il sistema produttivo toscano sia esposto rispetto alle domande di beni e servizi dalla Russia, quanto dipenda dai prodotti russi per le sue produzioni e quanto la guerra potrà influire sui prezzi e sui bilanci delle famiglie. Una prima risposta a quest'ultima domanda l'ha già data l'incidenza di elettricità, riscaldamento e carburante sui bilanci domestici, schizzata al 14%. LUCE E GAS, L'IMPATTO SUI BILANCI FAMILIARI Nel 2021, calcola l'Irpet, l'8% del bilancio di una famiglia è stato destinato alle spese di energia elettrica, gas e carburante per l'auto. A gennaio 2022, in conseguenza dell'aumento dei costi energetici registrati già prima del conflitto in Ucraina, l'incidenza delle tre voci ha raggiunto il 13%. La guerra, stima l'Irpet, rischia di portarla ora al 14% (di cui il 4,6% per l'energia elettrica). Sono 464 euro l'anno in più rispetto a quanto avremmo già pagato nel 2022 senza il conflitto ucraino. Il salasso compelssivo, per l'Irpet, si attesterà ad almeno 2.200 euro di spesa media aggiuntiva a famiglia in un anno. GUERRA MILITARE ED ENERGETICA, L'IMPATTO SULLE IMPRESE Export. Se la Russia si isolasse e smettesse di fare acquisti, il Pil toscano si ridurrebbe di 0,6 punti percentuali. Le imprese toscane che vi esportano sono circa 1.800, perlopiù manifatturiere. La più esposta è l'industria dei macchinari (dove le esportazioni in Russia pesano per quasi il 9% del valore aggiunto di tutto il settore), poi quella estrattiva, quindi la meccanica di precisione e l'industria chimico-farmaceutica. La moda dipende dalla domanda russa per l'1,1%: non è poco perchè il comparto vale oltre un quarto dell'intera produzione industriale regionale. FIRENZETODAY
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Covid hospital del Moscati pieno, torna l’emergenza in Irpinia. 5 i posti occupati in terapia intensiva, 26 quelli tra degenza ordinaria e subintensiva e presso il nosocomio irpino, si ritorna a programmare la riconversione di alcune aree dei reparti ordinari, per l’assistenza dei malati covid. Una scelta da prendere nel giro di poche ore, complice anche il numero inquietante in netto rialzo dei contagi, tra tutti i comuni. Nell’ospedale Frangipane di Ariano sono 23 i malati covid assistititi. Intanto solo ad Avellino sono 265 i casi accertati in due giorni. Quasi duemila in 48 ore sono stati scovati in tutta la provincia. Numeri che fanno ripiombare la provincia intera nell’incubo covid. Una allerta rapidissima che torna ad essere scandita da numeri da emergenza pandemica dei peggiori periodi. Scorrendo i dati su 3.875 tamponi somministrati in provincia di Avellino, sia antigenici che molecolari, sono risultate positive al Covid 820 persone. Situazione da allerta rossa nel capoluogo dove il virus corre rapido tra le famiglie e sono 125 i casi accertati nelle ultime ore. 10 i casi accertati ad Aiello del Sabato, 13 ad Altavilla Irpina, 4 ad Andretta, 32 ad Ariano Irpino, 35 ad Atripalda, 12 ad Avella, 125 ad Avellino, 3 a Bagnoli, 8 a Baiano, 5 a Bisaccia, 7 a Bonito, 2 a Calabritto, 3 a Calitri;, 7 a Candida, 8 a Caposele, 10 a Capriglia Irpina, 1 a Casalbore, 6 a Castelfranci, 1 a Castelvetere, 8 a Cervinara 8 a Cesinali, 1 a Chianche, 4 a Chiusano di San Domenico, 9 a Contrada, 1 a Conza della Campania, 8 a Flumeri, 2 a Fontanarosa, 12 a Forino, 5 a Frigento, 3 a Gesualdo, 3 a Greci, 10 a Grottaminarda, 2 a Grottolella, 3 a Guardia Lombardi, 3 a Lacedonia, 1 a Lapio, 14 a Lioni, 2 a Luogosano, 12 a Manocalzati, 4 a Marzano di Nola, 5 a Melito Irpino, 38 a Mercogliano, 10 a Mirabella Eclano, 6 a Montecalvo Irpino, 11 a Montefalcione, 28 a Monteforte Irpino, 7 a Montefredane, 4 a Montefusco, 6 a Montella, 5 a Montemarano, 3 a Montemiletto, 40 a Montoro, 7 a Morra De Sanctis, 8 a Nusco, 4 a Ospedaletto d'Alpinolo, 1 a Pago del Vallo di Lauro, 1 a Parolise; 10 a Paternopoli;1 a Petruro Irpino, 5 a Pietradefusi, 4 a Pietrastornina, 5 a Prata PU, 10 a Pratola Serra, 1 a Quadrelle, 2 a Quindici, 2 a Rocca San Felice, 6 a Roccabascerana, 3 a Rotondi, 4 a Salza Irpina, 1 a San Mango sul Calore, 13 a San Martino Valle Caudina, 4 a San Michele di Serino, 5 a San Nicola Baronia, 6 a San Sossio Baronia, 5 a Santa Lucia di Serino, 2 a Santa Paolina, 2 a Sant’Angelo A Scala, 1 a Sant’Angelo all’Esca, 5 a Sant'Angelo dei Lombardi, 5 a Santo Stefano del Sole, 2 a Savignano Irpino, 2 a Scampitella, 1 a Senerchia;, 13 a Serino, 3 a Sirignano, 35 a Solofra, 2 a Sperone, 2 a Sturno, 3 a Summonte, 9 a Taurasi, 9 a Torella dei Lombardi, 7 a Torre Le Nocelle, 2 a Torrioni, 1 a Trevico, 2 a Tufo, 7 a Vallata; 6 a Vallesaccarda, 5 a Venticano, 1 a Villamaina, 2 a Villanova del Battista, 13 a Volturara Irpina. L'Azienda Sanitaria Locale ha avviato indagine epidemiologica sui contatti dei casi positivi.«L’Irpinia e` tra le venti province italiane con il maggiore aumento percentuale dell’incidenza di casi negli ultimi sette giorni rispetto alla settimana precedente, 58%, assieme all’incidenza negli ultimi sette giorni per 100.000 abitanti». Lo dice il matematico del Cnr, Giovanni Sebastiani. Il tasso di positivita` sale ancora e arriva al 21,2%, contro il 20,5% delle 24 ore precedenti
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il passaggio a Pavia atteso tra le 10.42 e le 10.45, poi si prosegue verso l’Oltrepo. Per la prima volta la corsa partirà dallo storico velodromo Vigorelli di Milano PAVIA. Sabato è tempo di Milano-Sanremo. Per la prima volta, la corsa, giunta alla sua 113ª edizione, prende il via dal velodromo Maspes-Vigorelli, che in passato ha ospitato Giro d’Italia, Giro di Lombardia, diverse Sei giorni su pista, ma mai la Classicissima di primavera. FRANCO SCABROSETTI LA PROVINCIA PAVESE
INSERITO DA ANGELA CECERE Sono 7.595 i nuovi casi di Coronavirus in Campania a fronte dei 42.581 tamponi analizzati: questi sono i dati contenuti nel bollettino odierno diramato come di consueto dall'Unità di Crisi. Si registra 1 decesso nelle ultime 48 ore.
Positivi del giorno: 7.595 (*)
di cui:
Positivi all'antigenico: 6.208
Positivi al molecolare: 1.387
(*) I dati tengono conto dell'Aggiornamento sulle misure di quarantena e isolamento del Ministero della Salute.
Test: 42.581
di cui:
Antigenici: 29.768
Molecolari: 12.813
Deceduti: 1 (*)
(*) Nelle ultime 48 ore; 3 deceduti in precedenza ma registrati ieri.
Report posti letto su base regionale:
Posti letto di terapia intensiva disponibili: 631
Posti letto di terapia intensiva occupati: 38
Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (*)
Posti letto di degenza occupati: 574
(*) Posti letto Covid e Offerta privata.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il padre della piccola preoccupato, si era precipitato a cercarla, per salire ha sfondato un vetro e poi ha schiaffeggiato l’autista. Il comune e la coop adotteranno misure disciplinari CURA CARPIGNANO. Si dimentica una bimba sullo scuolabus e va a pranzo. Un autista, dipendente di una cooperativa che lavora per l’amministrazione comunale di Cura, è stato poi aggredito e pestato dal padre della bimba di dieci anni. L’autista è stato trasportato in ospedale da un’ambulanza del 118: guarirà in pochi giorni. ADRIANO AGATTI LA PROVINCIA PAVESE