Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

SPORT NEWS E SPORT LOCALE Juventus-Inter 4-3, le pagelle dei bianconeri: Yildiz colpo da campione (7), Adzic sorprende (6,5). Kalulu? Bloccato (5,5) Alla Juve il primo derby d'Italia

14 Settembre 2025, 09:14am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Allo Stadium finisce 3-3 il Derby d'Italia tra Juventus e Inter. Avanti con Kelly al 14', i bianconeri si fanno raggiungere da Calhanoglu al 38', prima del sorpasso firmato Yildiz al 38'. Ma al 65' è ancora Calhanoglu a ristabilire la parità. Poi la sfida dei Thuram: al 76' il gol di testa di Marcus, all'83 la risposta, sempre di testa, di Khephren. E al 91' la sorpresa Adzic per il 4-3.

LE PAGELLE DELLA JUVENTUS

DI GREGORIO 6
Incolpevole sul gol di Calhanoglu, visto quanti giocatori ha davanti, per il resto sempre molto attento e sul pezzo.

GATTI 6
Lotta, sgomita, quando percepisce dei pericoli non si vergogna a spazzare lontano, come ai vecchi tempi. Serviva proprio uno come lui in una partita del genere. (Dal 33' st DAVID 5,5: non ha mai l'occasione per riuscire a metterci il suo zampino)

BREMER 7
Dietro impeccabile come sempre, ma stavolta è anche davanti che fa la differenza con due assist impeccabili. Sempre più imprescindibile per questa Juve.

KELLY 6,5
Parte col botto con un gol di giustezza, per il resto rimane sempre in secondo piano ma il suo lavoro è comunque importante.

KALULU 5,5
Tatticamente disciplinato, forse anche troppo, perché rimane molto bloccato dietro e non riesce ad essere particolarmente efficace.

Si perde Thuram in occasione del 3-2.

 

LOCATELLI 6,5
Quando ha la palla, prova ad accelerare i ritmi dei suoi, ma non è facile. Qualche buona opportunità davanti, senza grande fortuna però. ​(Dal 28' st CABAL 6: un buon rientro, per cominciare a mettere minuti nelle gambe)

K.THURAM 6
Ci mette la sua fisicità, ma non basta perché serve anche un po' più di qualità e fa fatica a trovare i tempi giusti. Però che personalità nel finale, quando trova il gol del pareggio.

McKENNIE 6
Ottima prima frazione, poi fatica un po' di più nel momento in cui ha a che fare con Dimarco. Attento e senza picchi. (Dal 33' st JOAO MARIO 6: più nel vivo dell'azione, non trema in un finale comunque ad alta tensione)

KOOPMEINERS 5
Agisce largo sulla sinistra, ha pochi spazi ma anche lui non è che cerchi così tanto uno spazio. Un giallo poi lo limita anche di più. Ancora, purtroppo, una delusione. ​(Dal 28' st ADZIC 6,5: entra concentrato e nel finale un vero colpo d'autore. Decisivo.)

YILDIZ 7
Cerca spesso di prendere palla e ripartire, la difesa nerazzurra lo controlla bene ma poi quando ha un pallone buono lo trasforma in oro. Come devono fare i campioni.

VLAHOVIC 5,5
A sorpresa dal 1', lotta e sgomita contro Acerbi, ma con alterne fortune. In realtà però davanti in pratica non ha mai un pallone giocabile. (Dal 28' st OPENDA 6: prova a mettersi nel vivo del gioco, murato in un paio di occasioni)

ALL.TUDOR 7
Fa muro nella prima parte, ma i suoi quando possono fanno male. E nella ripresa la vince anche con i cambi. E' una Juve diversa e si vede quest'anno, merito soprattutto suo.

di Daniele Petroselli LEGGO.I

Leggi i commenti

SEZ. VARIE NEWS Arianna Meloni snobba Stefano De Martino: «Se l'ho raccomandato? Non sapevo manco chi fosse, poi l'ho collegato a Belen...»

14 Settembre 2025, 09:09am

Pubblicato da Miki Pappacoda

DI MICHELE PAPPACODA «Stefano De Martino? Io non sapevo neppure chi fosse». Arianna Meloni, ospite del 'Tempo delle donne', la maratona di eventi del Corriere della Sera in corso alla Triennale di Milano, ha parlato tra le altre cose anche le voci sull'amicizia con il conduttore di 'Affari Tuoi', Stefano De Martino. «Poi ho collegato che era l'ex marito di Belen - ha aggiunto la sorella del premier Giorgia Meloni con una battuta - Ragazzi, mi taccio.... sono consapevole dei miei limiti». E sui rumors al centro dei quali si trova spesso coinvolta, Meloni ha aggiunto: «Ogni giorno ce n'è una, ma ho imparato già tanti anni fa a farmi scivolare le cose addosso». Lollobrigida estromesso? Meloni risponde così Sulle voci per cui Francesco Lollobrigida, suo ex compagno, sarebbe estato estromesso dopo la rottura della loro storia, dice: «Fa politica da prima di me, ha fatto tutte le gare dove si prendono preferenze, è un eccellente ministro ed è stato sempre bravissimo. Ha un ottimo rapporto con Giorgia ed è completamente autorevole dentro FdI. Al netto dell'ipocrisia, credo che questo lo sappiano tutti», ha aggiunto.

Leggi i commenti

SEZ. ECONOMIA Giorgio Armani in vendita, chi comprerà la casa di moda? Da Lvmh a L'Oreal e Luxottica, le prime ipotesi. Ma c'è anche un piano B

14 Settembre 2025, 08:55am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Moda, è morto il Re. Addio a Giorgio Armani - Ore12

INSERITO DA MIKI PAPPACODA  Il testamento di Giorgio Armani ha scoperchiato il vaso di Pandora: entro 18 mesi l'azienda dovrà essere venduta, ma chi è che può comprarla? Lo stesso Armani, nel suo lascito, ha già indicato i nomi di alcuni gruppi compe potenziali acquirenti della sua maison di moda, ma non si escludono altre società, purché operanti nel mondo della moda e del lusso e di pari standing dei tre soggetti indicati. I primi nomi sono quelli di Lvmh, L’Oreal o Essilorluxottica, ma non è da escludere anche un piano B, con l’eventuale quotazione in Borsa della società. La Fondazione Armani, in ogni caso, vigilerà sull’azienda, forte di una partecipazione che rimarrà attorno al 30%. Lo stilista, nel proprio testamento, ha infatti indicato che dovranno essere rispettati i principi fondanti dell’azienda, oltre che lo stile, l’etica e la gestione che punta sul reinvestimento degli utili e un’attenta attenzione alle finanza, puntando ad avere debiti zero. 

Chi acquisterà la Giorgio Armani?

Ma chi sono i gruppi che probabilmente acquisteranno la Giorgio Armani, società che proprio quest’anno compie 50 anni di storia e registra un fatturato superiore a 2 miliardi di euro (ha chiuso il 2024 con ricavi per 2,3 miliardi e un utile ante imposte di 74,5 milioni e vantava disponibilità liquide per 569,7 milioni)? Partiamo da Lvmh, la società più grande al mondo del settore del lusso, creata da Bernard Arnault e quotata alla Borsa di Parigi. Ha un fatturato di oltre 80 miliardi di euro (84,7 miliardi nel 2024). Poi c'è il leader francese della cosmesi L’Oreal (43,48 miliardi nel 2024 di ricavi), quotata anch’essa a Parigi, e ancora il gruppo italo-francese di occhialeria Essilor-Luxottica (26,5 miliardi di giro d’affari l’anno scorso), sempre quotato nella capitale francese. Con L’Oreal e Essilux in particolare Armani ha stretto partnership solide e di lungo corso. 

I rapporti con L'Oreal

Con L’Oreal la relazione va avanti dal lontano 1988, quando la società iniziò a produrre i profumi della casa di moda e successivamente i prodotti di cosmesi, tutti diventati item di successo. Tanto per citare un esempio il profumo 'Acqua di Giò' è uno dei più venduti al mondo. Nel 2018, inoltre, il gigante della cosmesi e Giorgio Armani annunciarono di aver siglato un accordo per il rinnovo della licenza fino al 2050, con l’obiettivo di sviluppare e commercializzare le linee di profumi, creme e make up alto di gamma della maison. Numeri alla mano, l’anno precedente, nel 2017 i prodotti L’Oréal legati alla licenza Armani generarono più di un miliardo di euro di giro d’affari, su un totale di 26 miliardi di euro di fatturato del gruppo. 

I rapporti con Luxottica

Anche con Essilorluxottica il rapporto è di lunga data, sebbene non sia stato lineare. La prima collaborazione tra Armani e Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica, iniziò nel 1988, quando Armani siglò il primo contratto di licenza per l’occhialeria della casa. All’inizio il sodalizio fu così forte che Armani acquisto il 5% della stessa Luxottica. Nel 2002, però, fu annunciata la rottura: Armani decise infatti di risolvere la partnership per affidarsi alla Safilo di Vittorio Tabacchi per la realizzazione dei propri occhiali. 

Armani-Luxottica ancora insieme

Nel 2011, però, Armani annunciò che alla scadenza dell'accordo nel 2012 sarebbe tornato ad affidare i propri occhiali al vecchio alleato Luxottica. Il sodalizio, per altro, è ancora in essere con la licenza che è stata rinnovata nel settembre 2022, pochi mesi dopo la morte del fondatore del gruppo di Agordo, Leonardo Del Vecchio. Tre anni fa, peraltro, Armani ci tenne a sottolineare che «il rapporto con EssilorLuxottica è stato un punto cardine del mio percorso, nato dalla stima personale e professionale, che ha condotto a scelte di grande audacia imprenditoriale. Questo rinnovo, coì importante, è la conferma di una reciproca fedeltà che mi rende orgoglioso e che porterà a ulteriori, importanti innovazioni». All’epoca anche l’ad di Essilux, Francesco Milleri, commentò: «Siamo estremamente orgogliosi del percorso condiviso con il gruppo Armani e della profonda intesa che ci unisce. Leonardo Del Vecchio ha trovato in Giorgio Armani un imprenditore con la stessa passione per la qualità e l’innovazione e siamo felici di continuare il viaggio che i due fondatori hanno iniziato insieme». Armani, tra l'altro, appoggiò anche l'aggregazione tra Luxottica ed Essilor nel 2018, apportando le proprie azioni di Luxottica, che all'epoca erano circa il 4,6% del capitale della società di Agordo. La quota si trasformò nella partecipazione di poco superiore al 2%, del valore di 2,5 miliardi circa, di sui nel testamento è stato disposto il passaggio agli eredi. LEGGO.IT

Leggi i commenti

SEZ. POLITICA Meloni: «Noi accusati di odio da chi festeggia omicidio Kirk, violenza politica è tornata». Schlein: «Clima incandescente, irresponsabile fomentarlo»

14 Settembre 2025, 08:35am

Pubblicato da Miki Pappacoda

 

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è ospite della festa nazionale dell'Udc, in corso in questo fine settimana in un hotel di Roma. La premier è stata accolta dal segretario del partito, Antonio De Poli. «Noi accusati di odio da chi festeggia omicidio Kirk» «Vengo da una comunità politica che spesso è tata accusata di diffondere odio, guarda un po' dagli stessi che festeggiano e giustificano l'omicidio intenzionale di un ragazzo che aveva la colpa di difendere con coraggio le sue idee», ha detto la premier facendo riferimento all'assassinio di Charlie Kirk. «Vogliamo dimostrare cioè che la politica può essere autorevole, che può essere credibile, che è capace di dedizione, che è capace di sacrificio, che può essere fatta con amore, per quello in cui si crede, per la propria nazione, per la propria gente. Guardate, lo voglio dire nel tempo in cui l'odio e la violenza politica stanno tornando drammaticamente una realtà, facendo venire molti nodi al pettine». «Siamo l'ancora di stabilità in Europa» «Siamo di fatto l'ancora di stabilità in Europa, ne siamo orgogliosi, questi risultati non sono il frutto del caso ma delle scelte che abbiamo fatto», ha dichiarato Meloni. «Avanti sul premierato, basta governi tecnici» «Vogliamo archiviare la stagione ei governi tecnici, arcobaleno, che passano sulla testa dei cittadini. I cittadini chiedono governi politici, stabili, e vogliamo rispondere a questa richiesta con la riforma del premierato, necessaria per rafforzare la democrazia e l'economia. Stiamo vedendo come la stabilità faccia la differenza, solo un governo stabile può avere visione». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, intervenendo alla festa nazionale dell'Udc, a Roma: «Quindi andremo avanti con la riforma del premierato». «Avanti sulla giustizia, correnti umiliano magistratura» «Andremo avanti sulla separazione delle carriere, sulla riforma del Csm, perché vogliamo spezzare il sistema correntizio che ha umiliato la magistratura e rendere la giustizia più giusta per i cittadini». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, intervenendo alla festa nazionale dell'Udc, a Roma. «Manovra, ci concentriamo sul ceto medio» «Noi abbiamo smesso di gettare i soldi dei cittadini dalla finestra, nonostante i debiti da pagare che ci hanno lasciato i nostri predecessori non abbiamo aumentato le tasse ma le abbiamo abbassate. E vogliamo proseguire in questa direzione come sapete ora concentrandoci con la prossima legge di bilancio sul ceto medio». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, intervenendo alla festa nazionale dell'Udc, a Roma. Pd: Meloni vuole incendiare clima politico «Osserviamo, abbastanza sgomenti, il tentativo della destra, e oggi anche di Giorgia Meloni, di incendiare il clima politico con accuse insensate e pericolose all'opposizione. Come Pd, a partire dalla segretaria Elly Schlein, abbiamo espresso sempre parole di dura condanna per ogni tipo di violenza politica. Chiediamo conto noi alla destra, soprattutto in Usa, di mettere al bando le armi che, in mano a estremisti, pazzi e delinquenti uccidono donne, uomini e spesso nelle scuole ragazzi e ragazzi. Meloni oggi straparla. Accusarci di chissà quali nefandezze serve solo alla destra per coprire il nulla cosmico dell'azione di questo governo». Così i capigruppo del Pd al Senato e alla Camera Francesco Boccia e Chiara Braga e il capo delegazione Pd a Bruxelles Nicola Zingaretti. Schlein: «Clima incandescente, irresponsabile fomentarlo» «Oggi ci ha messo il carico la premier, che addossa alla sinistra la responsabilità di ciò che è accaduto. E' irresponsabile aumentare e fomentare questo clima incandescente, quando tutte le forze politiche avrebbero dovuto condannare insieme quella violenza politica. Noi lo abbiamo fatto subito, mentre altri hanno cominciato a sparare nel mucchio, un atteggiamento gravemente irresponsabile». Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein alla festa de Il Fatto Quotidiano, in corso a Roma, parlando delle polemiche sull'omicidio Kirk. «Quando la notte mi arriva un messaggio con un saluto fascista e il saluto a noi io non penso» a Meloni: «La violenza non è accettabile da qualsiasi parte provenga e chiunque vada a colpire». LEGGO.IT

Leggi i commenti

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Luciana Littizzetto a Verissimo: «Ho perso tanti chili dopo la pancreatite. I miei figli portano il mio cognome dopo 19 anni» La comica torna con una nuova edizione di Tu si que vales

14 Settembre 2025, 08:24am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Luciana Littizzetto senza freni a Verissimo. Da Silvia Toffanin la comica racconta la sua estate, partita non nel migliore dei modi dopo la pancreatite: «La pancreatite ti dimagrisce. È stata molto impegnativa, c’è voluto un po’ di tempo. Ho perso 6 chili, ma su di me che sono un ragno si vedono di più. L’estate è andata bene, ma la menopausa non mi fa dormire». Pamela Petrarolo a Verissimo, ritrovato il fratello Manuel scomparso da due anni: «Arrestato per furto, aspettiamo il processo. Si sente in colpa, ma noi siamo arrabbiati» Simpatia, dolcezza e anche un po' di commozione quando ha parlato dei figli, Luciana si è aperta con Silvia Toffanin. di Dajana Mrruku

Leggi i commenti

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Il Nido, sequestrata la casa maternità di Roma dove è morta la neonata: i 15 minuti di vita e l'arresto cardiaco, cosa sappiamo L'allarme è scattato venerdì pomeriggio, intorno alle 15.40

14 Settembre 2025, 08:19am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Quindici minuti di vita, poi un arresto cardiaco fatale che non ha lasciato scampo alla neonata morta a Roma. La Procura indaga sul dramma che si è consumato nella casa maternità "Il Nido", che si trova a Testaccio. L'allarme è scattato venerdì pomeriggio, intorno alle 15.40. È stato il papà della piccola a chiamare i soccorsi. Quando i sanitari del 118 sono arrivati non c'era più niente da fare. La piccola, secondo i primi riscontri, sarebbe morta per arresto cardiocircolatorio. Per la vicenda sono indagate le due ostetriche che si sono occupate del parto. La struttura è stata messa sotto sequestro. Secondo i primi risultati, non sarebbero state riscontrate anomalie o irregolarità ma sono stati richiesti test ad hoc i cui risultati sono attesi domani, riporta Il Messaggero. I punti da chiarire Gli investigatori devono ricostruire i passaggi che hanno portato al dramma, cercando di stabilire eventuali responsabilità. La polizia dovrà accertare che siano state garantite assistenza e cure sia alla piccola che al genitore durante il travaglio, nelle fasi del parto e in quelle subito successive. Inoltre, si dovrà stabilire l’efficienza della catena dei soccorsi quando la piccola ha mostrato i primi segni di sofferenza. La casa maternità il Nido Sul sito della struttura si legge che «L'Associazione il Nido è nata nel 1989 per opera di un gruppo di ostetriche professioniste con lo scopo di accompagnare madri e bambini nell'evento della nascita, operando sul territorio anche attraverso la partecipazione e la promozione di attività e di iniziative». Sul posto i poliziotti del Distretto Trevi che hanno avviato indagini. Gli agenti, come da prassi, hanno acquisito la cartella clinica, mentre la salma della piccola è stata messa a disposizione dell'autorità giudiziaria. Da chiarire la dinamica dell'accaduto. Dalle prime informazioni pare che la neonata sia deceduta poco dopo il parto. Sul sito della struttura si legge che «L'Associazione il Nido è nata nel 1989 per opera di un gruppo di ostetriche professioniste con lo scopo di accompagnare madri e bambini nell'evento della nascita, operando sul territorio anche attraverso la partecipazione e la promozione di attività e di iniziative». I RILIEVI Le indagini della polizia venerdì poco dopo le 15 sono partite da qui per far luce sul parto avvenuto nella struttura extra ospedaliera e terminato con la morte della neonata. Una squadra della polizia Scientifica ha eseguito verifiche ed esami scientifici nell’appartamento di via Marmorata per accertare che tutte le procedure previste nei parti assistiti (e in ambiente domestico) siano state rispettate. Nello specifico sono stati eseguiti rilievi nelle stanze parto e nella vasca per il parto in acqua. Quindi sono stati analizzati gli strumenti medici e quelli specifici per il travaglio. Secondo i primi risultati, non sarebbero state riscontrate anomalie o irregolarità ma sono stati richiesti test ad hoc i cui risultati sono attesi domani. Allo stesso tempo, sono in corso approfondimenti sulla struttura e sull’associazione - attiva dal 1989 - e che riproduce, appunto, l’ambiente domestico per accompagnare le donne e le coppie durante la gravidanza e il parto, adottando un approccio non medicalizzato. Bambina di 11 anni muore a Palermo, portata in ospedale con vestiti intrisi di benzina e segni sul collo I SOCCORSI «Durante il parto non ci sono stati problemi. La piccola però è nata e pochi minuti dopo, ci siamo accorti che qualcosa non andava e che non rispondeva più agli stimoli» ha riferito agli agenti ancora sconvolto il papà. Gli agenti al termine dei rilievi scientifici hanno sequestrato la struttura (l’appartamento) di via Marmorata dove nelle prossime ore potrebbero essere eseguiti ulteriori accertamenti. Mentre la salma della neonata è stata trasferita al policlinico Umberto I dove nelle prossime ore il medico legale procederà con l’autopsia. I test clinici saranno determinanti per accertare l’arresto cardiocircolatorio e le cause delle complicazioni che hanno poi portato al decesso della piccola. Restano infatti ancora molti i punti da chiarire sulla drammatica vicenda. Ecco perché gli investigatori si stanno concentrando sulla ricostruzione di quanto avvenuto nella casa della maternità di via Marmorata. Nelle prossime verrà ascoltata l’ostetrica scelta dalla neomamma per essere seguita per la nascita imminente della bimba. Le indagini della polizia viaggiano ora su un doppio binario: da una parte, accertare che siano state garantite assistenza e cure sia alla piccola che al genitore durante il travaglio, nelle fasi del parto e in quelle subito successive. Dall’altra invece, stabilire l’efficienza della catena dei soccorsi quando la piccola ha mostrato i primi segni di sofferenza. Sono già in corso le verifiche sulla casa della maternità e sull’equipe medica messa a disposizione della famiglia travolta dal dramma. Si tratta infatti di una struttura extra ospedaliera privata in cui devono essere comunque assicurate norme di sicurezza e standard igienico-sanitari. Gli investigatori stanno inoltre verificando anche i tempi di intervento. In sostanza, se siano state rispettate tutte le procedure previste dal personale presente durante il parto in caso di emergenza. La testimonianza dei neogenitori e dell’ostetrica sarà quindi determinante per la ricostruzione di quei drammatici minuti.

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO Tyler Robinson viveva con una coinquilina transgender. Il ruolo di Lance Twiggs: «Ha aiutato l'Fbi a incastrare il killer di Charlie Kirk»

14 Settembre 2025, 08:11am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Tyler Robinson, il presunto killer di Charlie Kirk, viveva con una persona transgender in fase di transizione da uomo a donna. Il suo nome sarebbe Lance Twiggs, 22 anni, che condivideva l'appartamento di Sant George, nello Utah, con l'uomo arrestato per l'omicidio del conservatore con posizioni anti transgender e con altre tre persone. A riferirlo sono stati alti funzionari dell'Fbi a Fox News Digital. Secondo fonti federali, il ruolo di Twiggs sarebbe stato determinante nella cattura di Robinson: si sarebbe dimostrata «estrememente collaborativa» e sarebbe stata all'oscuro dei piani del killer del fondatore di Turning Point Usa. La giovane, infatti, non è indagata né accusata di alcuna attività criminale in relazione all'attentato. Secondo fonti federali, il ruolo di Twiggs sarebbe stato determinante nella cattura di Robinson: si sarebbe dimostrata «estrememente collaborativa» e sarebbe stata all'oscuro dei piani del killer del fondatore di Turning Point Usa. La giovane, infatti, non è indagata né accusata di alcuna attività criminale in relazione all'attentato. 

I messaggi

Secondo fonti vicine all’inchiesta, gli agenti federali sono entrati in possesso di messaggi su come nascondere l'arma e altre comunicazioni tra Robinson e Twiggs che si sono rivelati cruciali per localizzare e fermare il sospettato. Dall’appartamento condiviso a St. George, gli investigatori hanno inoltre sequestrato computer e altro materiale elettronico, ora al vaglio del centro di analisi di Quantico. 

Dall’appartamento condiviso a St. George, gli investigatori hanno inoltre sequestrato computer e altro materiale elettronico, ora al vaglio del centro di analisi di Quantico. 

Chi è Lance Twiggs

Le fonti governative definiscono Twiggs, una aspirante gamer, "partner" di Robinson, ma la circostanza che tra i due ci fosse una relazione sentimentale non è stata confermata da un parente della transgender sentito dal Washington Post, che si è limitato a parlare del loro rapporto da coinquilini. 

L'ultima domanda

Pochi istanti prima che un proiettile colpisse mortalmente Kirk, un membro del pubblico nel campus dell'università dello Utah gli aveva chiesto se sapesse «quanti americani transgender sono stati autori di stragi negli ultimi 10 anni e lui aveva risposto «troppi». «Sa quanti stragisti ci sono stati in America negli ultimi 10 anni?, aveva incalzato l'interlocutore. «Contando o non la violenza delle gang?", aveva replicato Kirk, prima di venire colpito a morte Leggo.it

Leggi i commenti

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA BUON ANNIVERSARIO DI MATRIMONIO DI BARBARA E ANTONIO I VIDEO

14 Settembre 2025, 08:03am

Pubblicato da Miki Pappacoda

di Michele Pappacoda Quindici anni fa si riunivano in matrimonio mia sorella Barbara Pappacoda e mio cognato Antonio Molino . Quindici anni ricchi d'amore reciproco e del volersi bene veramente Auguriamo a questa coppia di sposi tantissime cose belle le cose più belle che loro desiderano e noi cosa possiamo aggiungere augurissimi felici per questo quindicesimo anniversario di matrimonio.

AUGURISSIMI DAL DIRETTORE MICHELE PAPPACODA DALLA VICEDIRETTRICE MORENA MOTTA E DA  TUTTA LA REDAZIONE 

Leggi i commenti

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA «Mi avevano dato 10 giorni di vita, oggi sono una modella e convivo con la stomia. Da TikTok al Parlamento europeo, parlo per chi non ha voce»

14 Settembre 2025, 07:59am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Quando aveva undici anni nessuno sembrava credere ai suoi dolori. Mal di pancia continui, non riusciva a trattenere nemmeno un sorso d’acqua, tanto da arrivare a pesare 23 chili. Per i medici era anoressia nervosa, un disturbo sviluppato dopo la separazione dei suoi genitori. Ma Gaya Cuppone, 24 anni di Novara, sapeva che non era così. «Quando finalmente mi dissero che era il Morbo di Crohn tirai quasi un sospiro di sollievo - racconta a Leggo - avevo finalmente un nome per descrivere il mio dolore». Oggi è una modella e mostra con fierezza la stomia: un’apertura creata chirurgicamente sull’addome che le ha salvato la vita dopo anni di operazioni all’apparato digerente. È diventato il suo simbolo di forza perché «noi pazienti con la stomia non abbiamo qualcosa in meno, anzi forse qualcosa in più». La diagnosi e le operazioni Dalla diagnosi la vita di Gaya è stata un susseguirsi di ospedali, interventi e terapie che non davano risultati duraturi: «All’inizio i medici contarono 267 ulcere, poi smisero. L’apparato digerente era devastato». A 16 anni ha subito il primo intervento, un’operazione delicatissima svolta al Policlinico Sant’Orsola di Bologna. «Nessun chirurgo pediatrico in Italia voleva prendersi la responsabilità di questo intervento - spiega - per tre anni ho tenuto un setone, che permetteva di far uscire fuori ciò che c’era nell’accesso creato dalla malattia». Ma dopo due anni si sono verificate nuove complicazioni, costringendo i medici a metterle una stomia: un’apertura che serve a far uscire feci o urina dall’organismo. «Non chiesi quanto sarebbe stato difficile, ma solo quando sarei potuta tornare a lavorare - ricorda - volevo solo indietro la mia vita». Una nuova normalità Cuppone non ha vissuto la stomia come una condanna: «È come avere un bambino di cui prenderti cura, ma allo stesso tempo mi ha dato libertà. Niente più ore chiusa in bagno, niente più paura di uscire. Mi ci sono affezionata, oggi non mi vedrei senza». Ogni giorno Gaya cambia i cerotti che permettono alla sacca di rimanere aderente sulla pelle e porta sempre dei cambi in borsa. «Ormai fa parte di me - racconta la giovane - sono riuscita a sviluppare una certa sensibilità con la pancia che, di notte, quando sento che la stomia è piena, mi sveglio». La moda: una passione nata per caso Mentre continuava a seguire le terapie, ha iniziato a farsi strada la passione per la moda.All’età di 14 anni, un fotografo di Novara le ha chiesto di poter posare per alcuni scatti: «Era un mondo che mi affascinava, ma non pensavo sarebbe stato adatto a me perché mi sono sempre considerata un maschiaccio. All’inizio mi sentivo in soggezione». Da allora gli ingaggi sono aumentati e, mentre la sua carriera iniziava a crescere a piccoli passi, il corpo continuava a lottare contro il Morbo di Crohn. All’età di 21 anni Gaya ha avuto un’altra ricaduta, questa volta più grave: «I medici mi avevano dato solo dieci giorni di vita». Ha subito tre operazioni in poche settimane, una persino con la febbre a 40: «Mi ero stancata di vivere in ospedale. Così, per passare il tempo, sotto consiglio di un’amica ho aperto un profilo su TikTok. In tre giorni ho raggiunto settemila follower». Da quel momento la sua storia è diventata pubblica: la giovane ha iniziato a viaggiare per interviste e shooting fotografici, fino ad arrivare a posare per Vogue. Poi l’incontro con Coloplast, colosso mondiale della stomia. Oggi Gaya ne è il volto ufficiale e non solo, perché rappresenta anche i pazienti stomizzati al Parlamento europeo: «È una responsabilità grande. Ma so di parlare anche per chi non ha voce». «Il sistema sanitario? Potrebbe fare molto di più» Il suo messaggio non è rivolto soltanto a chi vive la sua stessa battaglia, ma anche al sistema sanitario nazionale. «La pensione di invalidità è ridicola, 300 euro che non bastano a nulla e viene data solo in specifiche condizioni economiche - commenta Gaya Cuppone con rabbia - alcuni esami del sangue sono coperti, altri no. E persino i cerotti per fissare la sacca cambiano da regione a regione: in Lombardia, ad esempio, li passa l’Asl, in Piemonte invece quattro scatole, che corrispondono all’utilizzo di un mese, bisogna pagarle 150 euro. È assurdo che la salute dipenda dalla residenza». Il suo sogno, oltre al desiderio di poter vedere un giorno più diritti riconosciuti ai pazienti che hanno una stomia, è quello di riuscire a dare una forma concreta al suo impegno. «Vorrei aiutare gli altri e imparare da loro, magari creando progetti legati alla body positivity e al sostegno delle persone con stomia - conclude Gaya - so di non essere perfetta, ma vado fiera di me stessa. È quello che vorrei dire a chi soffre della mia stessa patologia: bisogna avere pazienza e non avere paura di rimanere indietro, perché nella vita non bisogna mai porsi dei limiti». DI REBECCA RIITANO

Leggi i commenti

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA «Mi avevano dato 10 giorni di vita, oggi sono una modella e convivo con la stomia. Da TikTok al Parlamento europeo, parlo per chi non ha voce»

14 Settembre 2025, 07:50am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Quando aveva undici anni nessuno sembrava credere ai suoi dolori. Mal di pancia continui, non riusciva a trattenere nemmeno un sorso d’acqua, tanto da arrivare a pesare 23 chili. Per i medici era anoressia nervosa, un disturbo sviluppato dopo la separazione dei suoi genitori. Ma Gaya Cuppone, 24 anni di Novara, sapeva che non era così. «Quando finalmente mi dissero che era il Morbo di Crohn tirai quasi un sospiro di sollievo - racconta a Leggo - avevo finalmente un nome per descrivere il mio dolore». Oggi è una modella e mostra con fierezza la stomia: un’apertura creata chirurgicamente sull’addome che le ha salvato la vita dopo anni di operazioni all’apparato digerente. È diventato il suo simbolo di forza perché «noi pazienti con la stomia non abbiamo qualcosa in meno, anzi forse qualcosa in più». La diagnosi e le operazioni Dalla diagnosi la vita di Gaya è stata un susseguirsi di ospedali, interventi e terapie che non davano risultati duraturi: «All’inizio i medici contarono 267 ulcere, poi smisero. L’apparato digerente era devastato». A 16 anni ha subito il primo intervento, un’operazione delicatissima svolta al Policlinico Sant’Orsola di Bologna. «Nessun chirurgo pediatrico in Italia voleva prendersi la responsabilità di questo intervento - spiega - per tre anni ho tenuto un setone, che permetteva di far uscire fuori ciò che c’era nell’accesso creato dalla malattia». Ma dopo due anni si sono verificate nuove complicazioni, costringendo i medici a metterle una stomia: un’apertura che serve a far uscire feci o urina dall’organismo. «Non chiesi quanto sarebbe stato difficile, ma solo quando sarei potuta tornare a lavorare - ricorda - volevo solo indietro la mia vita». Una nuova normalità Cuppone non ha vissuto la stomia come una condanna: «È come avere un bambino di cui prenderti cura, ma allo stesso tempo mi ha dato libertà. Niente più ore chiusa in bagno, niente più paura di uscire. Mi ci sono affezionata, oggi non mi vedrei senza». Ogni giorno Gaya cambia i cerotti che permettono alla sacca di rimanere aderente sulla pelle e porta sempre dei cambi in borsa. «Ormai fa parte di me - racconta la giovane - sono riuscita a sviluppare una certa sensibilità con la pancia che, di notte, quando sento che la stomia è piena, mi sveglio». La moda: una passione nata per caso Mentre continuava a seguire le terapie, ha iniziato a farsi strada la passione per la moda.All’età di 14 anni, un fotografo di Novara le ha chiesto di poter posare per alcuni scatti: «Era un mondo che mi affascinava, ma non pensavo sarebbe stato adatto a me perché mi sono sempre considerata un maschiaccio. All’inizio mi sentivo in soggezione». Da allora gli ingaggi sono aumentati e, mentre la sua carriera iniziava a crescere a piccoli passi, il corpo continuava a lottare contro il Morbo di Crohn. All’età di 21 anni Gaya ha avuto un’altra ricaduta, questa volta più grave: «I medici mi avevano dato solo dieci giorni di vita». Ha subito tre operazioni in poche settimane, una persino con la febbre a 40: «Mi ero stancata di vivere in ospedale. Così, per passare il tempo, sotto consiglio di un’amica ho aperto un profilo su TikTok. In tre giorni ho raggiunto settemila follower». Da quel momento la sua storia è diventata pubblica: la giovane ha iniziato a viaggiare per interviste e shooting fotografici, fino ad arrivare a posare per Vogue. Poi l’incontro con Coloplast, colosso mondiale della stomia. Oggi Gaya ne è il volto ufficiale e non solo, perché rappresenta anche i pazienti stomizzati al Parlamento europeo: «È una responsabilità grande. Ma so di parlare anche per chi non ha voce». «Il sistema sanitario? Potrebbe fare molto di più» Il suo messaggio non è rivolto soltanto a chi vive la sua stessa battaglia, ma anche al sistema sanitario nazionale. «La pensione di invalidità è ridicola, 300 euro che non bastano a nulla e viene data solo in specifiche condizioni economiche - commenta Gaya Cuppone con rabbia - alcuni esami del sangue sono coperti, altri no. E persino i cerotti per fissare la sacca cambiano da regione a regione: in Lombardia, ad esempio, li passa l’Asl, in Piemonte invece quattro scatole, che corrispondono all’utilizzo di un mese, bisogna pagarle 150 euro. È assurdo che la salute dipenda dalla residenza». Il suo sogno, oltre al desiderio di poter vedere un giorno più diritti riconosciuti ai pazienti che hanno una stomia, è quello di riuscire a dare una forma concreta al suo impegno. «Vorrei aiutare gli altri e imparare da loro, magari creando progetti legati alla body positivity e al sostegno delle persone con stomia - conclude Gaya - so di non essere perfetta, ma vado fiera di me stessa. È quello che vorrei dire a chi soffre della mia stessa patologia: bisogna avere pazienza e non avere paura di rimanere indietro, perché nella vita non bisogna mai porsi dei limiti». DI REBECCA RIITANO

Leggi i commenti