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CAMPANIA NEWS Ladro con maschera di Gigi D'Alessio per ingannare telecamere Nel Napoletano pugile aveva anche dedica del cantante

20 Settembre 2025, 09:29am

Pubblicato da Miki Pappacoda

- RIPRODUZIONE RISERVATA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Per mettere a segno i suoi furti ed ingannare le telecamere indossava una maschera raffigurante il volto di Gigi D'Alessio. Un trucco che, però, è stato scoperto dai carabinieri che, a Castellammare di Stabia (Napoli), hanno arrestato Andrea Izzo, pugile stabiese di 26 anni. A tradirlo, questa volta, non la maschera ma un passamontagna che Izzo indossa mentre è a bordo della sua auto, la scorsa notte, in via Motta Casa dei Viri. I militari lo notano, parte l'inseguimento. L'auto è rubata, la targa è stata alterata. La corsa termina in via Cupa Varano. Izzo, tenta la fuga a piedi ma quando viene raggiunto colpisce i carabinieri sfruttando le sue doti da pugile professionista. I militari incassano i colpi ma riescono a neutralizzare il giovane. Nella sacca che porta nella Jeep rubata poco prima, arnesi per lo scasso e tre maschere di Gigi D'Alessio, utilizzate verosimilmente durante i furti per ingannare le telecamere. Sul retro delle maschere anche la dedica del cantante che ringrazia il fan per aver partecipato ad uno dei suoi concerti. Izzo dovrà rispondere di riciclaggio, ricettazione, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. E' ora in camera di sicurezza, in attesa di giudizio. L'auto è stata restituita al legittimo proprietario. ANSA

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Andrea Dallavalle, chi è l'azzurro argento nel salto triplo: la famiglia di atleti, la passione per la moto, il tifo per il Milan

20 Settembre 2025, 09:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Splendida impresa per Andrea Dallavalle, che ai Mondiali di atletica a Tokyo strappa un argento che sa di oro nel salto triplo, con la misura di 17,64 metri: a batterlo solo il portoghese Pedro Pichardo, che all'ultimo salto gli ha negato la gioia dell'oro volando a 17,91. Dallavalle ha fatto la sua miglior misura all'ultimo salto, andando in testa alla classifica provvisoria. Dopo di lui, hanno saltato il cubano Lazaro Martinez e Pablo Pichardo. Il primo non ha scalzato l'azzurro, conquistando comunque il bronzo, mentre il portoghese ha piazzato la misura vincente e ha vinto la medaglia d'oro. 

«Non ho mai mollato, questa è la prova»

«È qualcosa di inimmaginabile, è stato un salto che conteneva tutto il lavoro e tutte le batoste che ho preso negli ultimi anni. Non sono un tipo che molla di fronte alle difficoltà e questa è la prova, finalmente ho potuto dimostrarlo. Da oggi anche gli altri sanno chi sono e dovranno preoccuparsi di me in pedana», le parole di Andrea Dallavalle dopo la medaglia d'argento. A fare i complimenti all'azzurro anche Matteo Berrettini, presente in tribuna: «Me lo sono trovato in tribuna che faceva il tifo e sono andato a stringergli la mano: bello ricevere i complimenti da un campione così». 

Chi è Andrea Dallavalle

Dallavalle, 26 anni a ottobre, è nato a Piacenza nel 1999 e la sua è la prima medaglia in una grande manifestazione seniores: nel 2021 aveva vinto l'oro agli Europei U23, poi l'argento europeo un anno dopo, mentre al Mondiale 2022 era finito a un passo dal podio, solo quarto a 6 cm dal bronzo. Andrea è il primo italiano a vincere una medaglia ai Mondiali nel salto triplo: un'impresa quasi come quella di Mattia Furlani, che pochi giorni fa è stato il primo azzurro a vincere l'oro nel salto in lungo (tra gli uomini, dato che tra le donne ci aveva già pensato Fiona May un paio di decenni fa). 

La famiglia, le moto, il Milan

Diplomato al liceo scientifico e studente universitario (studia economia aziendale), Andrea Dallavalle è appassionato di calcio, grande tifoso del Milan, e anche di motociclismo: viene da una famiglia di atleti, dato che sua madre Maria Cristina Bobbi era una lunghista, il papà Fabrizio uno sprinter, mentre il fratello maggiore Lorenzo è un triplista come lui. Dopo aver avuto risultati ottimi in adolescenza, i suoi progressi furono fermato nel 2015 da un infortunio al menisco: dopo essersi ristabilito, i suoi progressi sono stati continui, dal 16,95 del 2019 ai 17,35 del 2021, fino al suo record personale di oggi, quando con 17,64 ha letteralmente sfiorato una medaglia d'oro che lo avrebbe fatto entrare nella storia. Ma nella storia ci è finito lo stesso, e dalla porta principale. 

Diaz sesto: «Andrea mi ha detto 'non ci credo'»

L'altro azzurro in gara, Andy Diaz, cubano naturalizzato italiano ha chiuso al sesto posto, con 17.19. «È stato un anno difficile che volevo chiudere in bellezza, invece ho sbagliato. Avevo dolore, ma non è una scusante. Ora mi prendo una pausa per riposare». Diaz al termine della gara ha avuto uno scambio di opinioni con il vincitore, il portoghese Pedro Pichardo, anche lui nato a Cuba. «Nulla di grave, é la competitività, l'adrenalina della gara. La sfida l'ha vinta lui». Su Dallavalle: «Andrea mi ha detto 'non ci credo', invece deve crederci sono molto contento per la sua medaglia». LEGGO.IT

 

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SEZ. VARIE NEWS Diplomi della maturità per 6mila euro, chiusa la "fabbrica" degli attestati: il giro d'affari tra le Marche e la Campania

20 Settembre 2025, 09:12am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Fine dei giochi per i furbetti dell'istruzione. Per fare un esame di maturità facile e veloce bastava pagare 6mila euro, e passava la paura. La Guardia di Finanza ha sequestrato un centro studi, 'Forma Mentis', gestore dell'Istituto Marconi di Bologna, specializzato nel recupero degli anni scolastici e nella preparazione della maturità. Come riporta l'Ansa, l'indagine riguarda una presunta organizzazione criminale composta da dieci persone: grazie alla compiacenza di istituti paritari, ritenuti «diplomifici», tra le Marche e la Campania, il centro avrebbe assicurato ai propri studenti il superamento dell'esame di maturità, dietro pagamento. Il sequestro del gip riguarda, oltre al centro bolognese (con un'unità locale a Firenze), anche una società sempre di Bologna, la Eduservizi srl, una di Fermo, la Mia srl, gestore del Polo scolastico Giovanni Paolo II di Fermo e il Centro scolastico srl di Nola, che gestisce l'Istituto Santa Rita di Saviano. Inoltre, è scattato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di 90mila euro a carico di tre indagati e delle società che gestivano gli istituti.

L'inchiesta e l'indagine parallela

All'origine di questa inchiesta c'è un'altra indagine che lo scorso anno aveva portato alla luce un meccanismo simile a quello scoperto ora e che aveva al centro un altro istituto bolognese, la 'Leonardo Da Vinci School'.

«Sulla scorta degli accertamenti - scrive il gip Andrea Romito - è lecito ipotizzare che all'interno della struttura bolognese (Istituto Marconi, ndr) e degli istituti scolastici paritari 'Polo scolastico paritario Giovanni Paolo II, di Fermo, e 'Santa Rita', di Saviano, un gruppo determinato di persone, abbia sistematicamente operato e continui ad agire attraverso un efficiente meccanismo criminoso che consente agli studenti di conseguire indebitamente, dietro un corrispettivo di denaro, diplomi scolastici».

I reati

I reati contestati, a vario titolo, sono associazione a delinquere, corruzione, falso ideologico. L'indagine, coordinata dal pm Stefano Dambruoso e condotta dal nucleo di polizia economica e finanziaria, si è concentrata in questo caso sull'anno scolastico 2023-2024. Secondo gli investigatori, il gruppo si avvaleva di «broker» che promuovevano le scuole paritarie verso cui indirizzare gli studenti bolognesi per ottenere senza sforzi il diploma di maturità. Venivano poi prodotte false attestazioni di percorsi per competenze trasversali e orientamento, ai fini dell'ammissione agli esami e false auto-dichiarazioni di domicili in comuni della Campania, per dimostrare una regolare frequenza in scuole della regione. Infine, venivano anche redatti i compiti scritti da parte degli studenti, con l'obbligo di non indicare la data e predisposte le pagelle con le false attestazioni dei dirigenti scolastici coinvolti. LEGGO.IT

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SEZ. ECONOMIA Ferrero premia i dipendenti con un maxi bonus: «2.400 euro in più nelle buste paga»

20 Settembre 2025, 09:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Buone notizie per i lavoratori Ferrero: l’azienda ha annunciato un premio di risultato da 2.400 euro che finirà nelle buste paga di oltre seimila dipendenti in tutta Italia. L’incentivo, legato agli obiettivi di produttività e redditività dell’esercizio 2024/2025, sarà erogato a ottobre e rappresenta un segnale concreto di attenzione verso chi contribuisce al successo del gruppo dolciario. La cifra, comunicata durante l’incontro tra direzione e sindacati di categoria, riferisce La Stampa, riguarda gli stabilimenti di Alba (Cuneo), Balvano (Potenza), Pozzuolo Martesana (Milano) e Sant’Angelo dei Lombardi (Avellino). Per i 6.000 lavoratori l’importo sarà di 2.415,40 euro lordi, soggetto a tassazione agevolata al 10%. In cosa consiste Il premio deriva da due parametri: il risultato economico dell’intera azienda (30%) e quello gestionale di ciascuno stabilimento (70%). Una parte della somma potrà inoltre essere convertita in servizi di welfare aziendale tramite la piattaforma “Ferrero Care”, che offre soluzioni per famiglia, assistenza sanitaria, previdenza, trasporti, tempo libero e cultura In questo caso l’azienda aggiungerà un ulteriore contributo del 20%. In una nota congiunta, azienda e sindacati hanno espresso soddisfazione per i risultati raggiunti, sottolineando la qualità delle relazioni industriali, gli investimenti in sicurezza e il percorso di digitalizzazione che punta a migliorare trasparenza, partecipazione ed efficienza. Nel frattempo, ad Alba si lavora a pieno ritmo per le scorte autunnali e natalizie: oltre ai dipendenti fissi, la Ferrero ha già inserito circa 1.400 stagionali con contratti da tre a sei mesi, in linea con gli anni precedenti. LEGGO.IT

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SEZ. POLITICA Salvini e Tajani, la scorta rafforzata dopo l'omicidio Charlie Kirk: «Almeno 30 uomini al giorno». Perché quella di Meloni resta invariata

20 Settembre 2025, 08:56am

Pubblicato da Miki Pappacoda

 

ICharlie Kirk, rafforzata la protezione per Tajani e Salvini dopo l'omicidio  dell'attivista. Inalterata la scorta di Meloni: «Già ai massimi livelli» -  Open

NSERITO DA MIKI PAPPACODA Il livello di protezione per Matteo Salvini e Antonio Tajani è stato innalzato. La decisione è arrivata a seguito di una riunione in prefettura a Roma, durante la quale le autorità hanno valutato la necessità di aumentare le misure di vigilanza per diverse figure istituzionali. Una scelta dettata dal clima di tensione che si respira nel dibattito politico e internazionale alla luce dell'omicidio negli Stati Uniti di Charlie Kirk. La scorta di Giorgia Meloni Per la premier Giorgia Meloni, invece, non sono previsti cambiamenti. La presidente del Consiglio continua a disporre dello stesso dispositivo di sicurezza già in essere, che resta il più elevato tra quelli previsti per i rappresentanti delle istituzioni. L’attenzione resta massima, con controlli rigorosi durante le uscite pubbliche e private, ma senza ulteriori incrementi rispetto alle misure già operative. Tajani: «Il clima non è dei migliori» Il ministro degli Esteri ha confermato l’aumento della propria scorta, sottolineando il contesto difficile: «vuol dire che il clima non è dei migliori», ha commentato. Secondo Tajani, la politica deve abbassare i toni per evitare di esasperare gli animi, un richiamo arrivato proprio nei giorni successivi all’omicidio di Charlie Kirk. Piantedosi: «Scelta di massima precauzione» Il titolare del Viminale, Matteo Piantedosi, ha chiarito che il rafforzamento è stato deciso «in una logica di massima precauzione». Le tensioni internazionali, dal conflitto in Ucraina all’escalation in Medio Oriente, unite a un linguaggio politico sempre più acceso, hanno spinto il ministero a rivedere le misure di protezione. «Non bisogna sottovalutare il rischio che la violenza verbale possa ispirare emulazioni», ha avvertito Piantedosi. Eventi pubblici sotto osservazione Il potenziamento della vigilanza riguarda soprattutto gli appuntamenti pubblici: comizi, incontri elettorali e cerimonie ufficiali, dove la folla rende più complesso garantire la sicurezza. Da oggi, Salvini e Tajani disporranno della stessa protezione riservata alla premier, con scorta di primo livello: tre auto blindate, tre agenti a bordo di ciascun mezzo e almeno 30 uomini impegnati a rotazione nelle 24 ore. LEGGO.IT

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Gianluca Grignani pronto a citare in giudizio Laura Pausini per la versione di "La mia storia tra le dita": «Stravolto il senso del brano»

20 Settembre 2025, 08:49am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La polemica esplosa a metà agosto tra Gianluca Grignani e Laura Pausini per il remake de "La mia storia tra le dita" finisce in tribunale. O almeno è quello che si prospetta a seguito di un passo a sorpresa compiuto da Grignani. Dopo settimane di botta e risposta sui social il cantautore ha deciso di passare alle vie legali per contestare la versione del brano fatta da Pausini per «lo stravolgimento operato sul testo originale e il conseguente capovolgimento di senso». Lo riferisce una nota ufficiale diffusa dall'Ansa. 

Lo scontro tra Grignani e Pausini

La polemica tra i due artisti era esplosa al momento dell'annuncio dell'uscita della nuova versione de "La mia storia tra le dita" fatta da Laura Pausini. Quest'ultima aveva dimenticato di fare riferimento a Grignani nel promuovere l'uscita della cover sui social e Gianluca si era affrettato a precisare che si trattava di un rifacimento di un suo brano cult. Tra i due c'era stato un botta e risposta a mezzo Instagram e poco dopo Grignani aveva annunciato l'uscita di un'altra cover, realizzata in coppia con Matteo Bocelli. La vicenda sembrava essere finita con le spiegazioni social, ma in realtà tra i due cantanti la situazione è rimasta tesa. Secondo i bene informati Grignani si sarebbe opposto alla versione francese del pezzo rifatto da Laura Pausini e il malumore del cantautore sarebbe sfociato nell'epilogo delle ultime ore.

L'azione legale

Grignani ha dato mandato ai suoi legali di «tutelare l'integrità della loro opera». L'agenzia di stampa Ansa ha pubblicato una nota firmata dagli autori della canzone "La mia storia tra le dita" - Gianluca Grignani e Massimo Luca: «Viste le reazioni del pubblico manifestate attraverso i social all'uscita della cover "La mia storia tra le dita" di Laura Pausini lo scorso 12 settembre, gli autori Gianluca Grignani e Massimo Luca, preso atto dello stravolgimento operato sul testo originale della canzone e del conseguente capovolgimento di senso, hanno dato mandato all'avvocato Giorgio Tramacere di tutelare in ogni sede l'integrità della loro opera». Al momento Laura Pausini non ha commentato l'azione di Grignani. La vicenda si sposta dunque in tribunale. LEGGO.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO «Paralizzato da quando avevo 11 mesi, muovo la sedia a rotelle con il mento. Fine vita? Una libera scelta, ma io voglio che lo Stato mi aiuti a vivere bene a casa mia»

20 Settembre 2025, 08:39am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA «Se non ce la fai da solo, vai in una Rsa. Sarebbe questa la risposta delle Istituzioni». Il peggior incubo, per Alessandro Crescenzi, 68enne di Frosinone residente a Roma, costretto da sempre su una sedia a rotelle. «A 11 mesi mi sono ritrovato paralizzato dopo il vaccino anti-polio che mi fece fare mia madre. Non era obbligatorio, glielo avevano consigliato e lei, che non sapeva né leggere né scrivere, si fidò. La mia sorte era segnata: disabile grave con famiglia povera? Ingresso certo in istituto. Nel mio caso dalle suore al Quarto Miglio», racconta nel suo alloggio popolare di Borgata Finocchio, mentre nei palazzi del potere è in corso l’iter parlamentare del ddl sul Fine vita. «Ognuno deve poter compiere una libera scelta. Non è una cosa che mi riguarda il fatto di morire, per me vale la vita e combattere fino alla fine per una esistenza dignitosa e in buone condizioni che lo Stato deve garantire a tutti, aiutandoci a sopportare il dolore, che in alcune situazioni è molto forte».  

I ricordi traumatici e la rinuncia, per mancanza di soldi, all’assistenza h 24 
Alessandro Crescenzi su un autobus

«Io voglio che lo Stato mi aiuti a vivere bene e dignitosamente a casa mia», ribadisce Alessandro. «In una Rsa gli costerei molto di più e la mia vita sarebbe decisamente peggiore. Troppe volte sentiamo ai tg che gli anziani indifesi in quelle strutture sono maltrattati». Le mura domestiche, invece, sono consolatorie, per lui figlio disabile di un’Italia povera che ne è stato privato, visto che i genitori non ricevevano aiuti governativi per poterlo tenere con loro. «Le poche volte che mamma mi portava a casa, le dicevo di accendere la luce. Non volevo ricordare quando una suora, per non aver fatto il segno della croce, mi aveva trascinato a terra e rinchiuso in una stanza buia», spiega Alessandro che, in istituto, ha fatto le scuole differenziali a insegnamento ridotto insieme a disabili mentali, bocciato 5 volte in prima elementare.

«Quando hanno chiuso le strutture come la ex Villa Fulvia dove stavo, sono entrato in una casa famiglia a Giardinetti. A 20 anni, al lavoro, mi dicevano che ero pericoloso per me e per gli altri. Così, ho fatto causa all’azienda, un’industria aeronautica, l’ho vinta e sono stato assunto. Ma se avessi ricevuto un’istruzione migliore, avrei svolto un impiego più remunerativo», ragiona l’uomo. Colui che, dotato di arte oratoria, poi a Frosinone è stato consigliere e assessore provinciale negli anni ‘90 con i Verdi. Le entrate mensili di Alessandro, tra pensione, accompagno e invalidità, non superano i 1833 euro. Cifra che gli impedisce di pagare due persone per l’assistenza h 24 di cui avrebbe bisogno, nella casa popolare ottenuta dopo aver trascorso un mese in tenda davanti al Parlamento nel 2003: «Passò Prodi, mi notò e il giorno dopo mi chiamarono per farmi scegliere tra 14 alloggi, ma tutti con barriere architettoniche.

Questa casa al piano terra era la soluzione migliore, ma ho speso i miei soldi per sistemarla. Serviva una stanza per chi mi doveva assistere e per installare Alexa. L’impianto di domotica che mi avevano realizzato non funzionava».

 

I supporti necessari alla vita

Alessandro Crescenzi sale su un autobus con la sua pedana Per parlare con Yorany, la donna colombiana che lo aiuta senza conoscere l’italiano, Alessandro usa un’app di traduzione e un auricolare innovativo che comanda muovendo la testa e che funziona come un mouse a distanza. Supporto necessario anche per usare il pc o il cellulare, costato alla Asl 9.000 euro. Come il joystick da mento per guidare la carrozzina da quando, da gennaio scorso, la paralisi è totale. «Prima col braccio buono giravo molto anche sui mezzi pubblici, portando con me la pedana. Ma per entrare in metro occorre avvisare, perché il convoglio deve partire un po’ dopo. A Tokyo c’è l’addetto alla pedana. E quanto mi manca viaggiare in aereo. Ho chiesto un incontro all’Enac perché serve il posto per salire a bordo con la carrozzina». Delle esperienze in Colombia, Perù e Cile vissute grazie alla generosità di alcuni amici, sono care le memorie. Come pure i cappelli riportati a casa, esposti vicino a un materasso bariatrico che evita le piaghe da decubito - e le conseguenti infezioni anche fatali - e dà sollievo ai dolori: «Ho la rotocifoscoliosi, per una frattura al femore trascurata operata dopo 4 anni. Mi hanno rovinato e con la crescita la malformazione è peggiorata. A 18 anni durante un primo intervento alla colonna vertebrale per impiantarmi due ferri, si sono dimenticati un uncino dietro alla spalla. Lo hanno lasciato. Rifarmi l’anestesia era pericoloso», spiega Alessandro che, per raggiungere l’ospedale di Pisa, viaggiava su treni merci tra galletti amburghesi «con bolla da accompagno come un pacco». La lunga causa per il risarcimento In questi giorni ci si mette pure la preoccupazione per l’appello, fissato a marzo 2026, di una causa che Alessandro sta affrontando, dopo la sua domanda di risarcimento al Ministero della Salute. «Era il 2006. Mi hanno risposto dopo 7 anni e mezzo. Quando accadde il fatto, la certificazione vaccinale non era obbligatoria, quindi non esiste e chi c’era, dal medico a mia madre che aveva dichiarato la causa effetto tra vaccino e paralisi, è morto. In primo grado, senza prove, ho perso. Ma sono nato sano e dopo due giorni dall’iniezione mi sono ritrovato paralizzato e ricoverato d’urgenza al Bambino Gesù. Un polmone di acciaio mi ha permesso di restare in vita e per lei intendo lottare, insieme a quei cari amici che mi sono accanto e con cui condivido la voglia di vivere».di Sabrina Quartieri LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Scontro tra una bici e un'auto, Nicola Casucci muore a soli 18 anni: «Era un rider, stava lavorando»

20 Settembre 2025, 08:32am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un rider di 18 anni è morto mentre era al lavoro in un incidente stradale avvenuto in viale Virgilio all'angolo tra via Ospedaletto e viale Orazio, nel centro di Andria. La vittima, Nicola Casucci, andriese, pedalava in sella alla sua bici quando, intorno alle 23.30 di venerdì 19 settembre 2025, si è scontrato con un'auto guidata da una 28enne. Per lui sono stati immediati i soccorsi del 118, ma la corsa in ospedale e i tentativi di rianimarlo sono stati inutili. Indagano i carabinieri che vagliano la posizione della conducente dell'auto, risultata negativa ai test sull'assunzione di droghe e alcol. La bici e l'auto sono stati sequestrati. LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Si tuffa nel lago e annega, Eleonora Franceschini muore a 48 anni: inutili i tentativi di salvarle la vita A notare il suo corpo sono stati i bagnanti

20 Settembre 2025, 08:15am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Tragedia in Trentino: una donna si tuffa nel lago di Garda e annega. Eleonora Franceschini, 48 anni, ha perso la vita venerdì pomeriggio 19 settembre 2025 nel tratto di acque antistante la spiaggia Purfina. Era scesa a Riva del Garda da Besenello. Voleva fare il bagno, come aveva fatto tante altre volte. Il tuffo, però, questa volta le è stato fatale. A notare il suo corpo sono stati i bagnanti, che hanno immediatamente allertato i soccorsi. I rianimatori di «Trentino Emergenza», giunti sul posto, hanno provato, senza successo, a rianimarla. LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Cognato di un boss della mafia turca ucciso con 30 coltellate e bruciato, tre fermi per l'omicidio di Hayati Aroyo: «C'era astio»

20 Settembre 2025, 08:05am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Trenta coltellate per il cognato del boss della mala turca: così è morto Hayati  Aroyo a Sesto - la Repubblica

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La polizia, coordinata dalla Procura di Monza, ha fermato tre persone accusate di omicidio aggravato, rapina aggravata, incendio e distruzione di cadavere per l'omicidio di Hayati Aroyo, italiano di origine turca, trovato carbonizzato il 23 luglio 2025 in un appartamento a Sesto San Giovanni. Il gruppo è composto da un italiano, un albanese e da una donna italiana. 

Secondo gli accertamenti svolti dalla Sezione Omicidi della Squadra mobile della Questura di Milano, l'uomo era stato colpito da circa trenta fendenti, poi i suoi aggressori avevano tentato di distruggere le prove dando fuoco al cadavere e all'appartamento.

Le indagini e i tre arresti

Gli investigatori hanno ricostruito la storia della vittima e la sua rete di amicizie e hanno individuato le tre persone che, per varie ragioni, avevano maturato un profondo astio nei confronti dell'uomo, fino a decidere di ucciderlo.

Con l'analisi delle telecamere, dei tabulati telefoni e le attività di intercettazione, è stato poi possibile ricostruire gli spostamenti dei tre, individuando i vari ruoli nella notte dell'omicidio. Gli uomini sono stati portati nella Casa Circondariale di Busto Arsizio e la donna nella Casa Circondariale di Milano in attesa che il provvedimento di Fermo venga convalidato dal gip. 

 


Chi era la vittima

La vittima era Hayati Aroyo, 62 anni, il cognato del boss della mafia turca Huseyin Sarai, ucciso a Crotone il 31 gennaio 2005. L'italo turco si trovava in un appartamento che gli era stato prestato da uno studente ventenne che per due mesi era andato in vacanza. LEGGO.IT

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