GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTNO«Situazione scandalosa da età della pietra che limita fortemente chi è in carrozzina»

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Intervengono le presidenti dei Diritti del malato e Consumatori attivi La barista della stazione: «Ogni giorno qualcuno si lamenta con noi» UDINE. «La situazione è scandalosa: della problematica si parla da prima della pandemia e ancora nessuno è stato in grado di risolverla». Anna Agrizzi, presidente dell'associazione Diritti del malato, da tempo sta seguendo l'evoluzione del cantiere per gli ascensori in stazione, e lo scorso mese di luglio ha anche promosso un presidio sotto palazzo D'Aronco per chiedere l'abbattimento delle barriere architettoniche in stazione. «Non è possibile che Udine non abbia una stazione dei treni a misura di disabile - aggiunge Agrizzi -. Ormai siamo una delle ultime regioni che non dispongono di questo servizio. È un fatto grave, che limita fortemente chi si sposta in carrozzina». Non lesina critiche a Rfi nemmeno Barbara Puschiasis, presidente di Consumatori Attivi: «Abbiamo una stazione rimasta all'età della pietra, è allucinante - sbotta -. È impensabile avere barriere architettoniche in una stazione ferroviaria tali da precludere la corretta fruizione di un servizio pubblico. E il disagio non è solo delle persone disabili, ma anche di chi ha un problema alle braccia o alle gambe. Tempo fa mi sono trovata anch'io a dover patire il disservizio della nostra stazione - prosegue Puschiasis -. Mi sono rotta il polso e per poter portare la valigia ho dovuto chiedere l'aiuto di un familiare. Senza ascensore attivo non avevo alternative». Le proteste per l'assenza degli ascensori sono continue, come conferma l'addetta al banco del bar della stazione: «Ogni giorno c'è qualcuno che viene qui a lamentarsi e a chiedere informazioni. Noi ne sappiamo poco e quindi non possiamo essere d'aiuto. Si rivolgono a noi sono mamme con il passeggino, anziani o persone con bagagli particolarmente pesanti. Ormai sono anni che questa situazione va avanti e non si è ancora riusciti a porvi rimedio. Non è un bel biglietto da visita per la stazione e per la città». Da parte sua, il vicesindaco con delega alla Mobilità, Loris Michelini, assicura di aver parlato più volte con i vertici di Rfi: «Ci siamo interessati in più occasioni con la società sollecitando il collaudo e l'entrata in funzione degli ascensori. Un servizio che consideriamo prioritario per dare modo a disabili e anziani di spostarsi in autonomia, senza bisogno di aiuto da parte di altre persone». Nel merito l'amministrazione non può intervenire direttamente, come ribadisce il vicesindaco: «Da parte nostra, ci siamo impegnati ad abbattere le barriere architettoniche nel piazzale davanti alla stazione, rendendolo più sicuro e fruibile». (A.C.) Messaggero Veneto
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