Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
di Morena Motta Oggi sono iniziati i lavori di somma urgenza in Via Maestra dei Villagi zona Cieco ad Amalfi dove giorni fa vennero giù dal costone roccioso dei dei massi e il consigliere di opposizione Gianluca Laudano scriveva sul suo profilo facebook: Buongiorno a tutti Da qualche giorno via Maestra dei Villaggi è chiusa al transito pedonale in prossimità del cieco.Invito la maggioranza a mettere in campo tutte le forze affinché si pulisca il costone sovrastante in modo da velocizzare la riapertura molto utile agli abitanti della zona.Piu tempo passa per la pulizia e più il rischio aumenta, purtroppo non ci sono alternative serie per attraversare la zona. Saluti Gianluca
INSERITO DA MORENA MOTTA L'evento, destinato alle allieve e agli allievi degli istituti secondari di secondo grado della Brianza, è stato promosso, insieme alle organizzazioni sindacali e dal Comitato per le Pietre d'Inciampo, da Aned, Anpi e Associazione Senza Confini “Siamo qui per ricordare gli operai delle fabbriche del Nord che, incrociando le braccia nel 1943, per primi si ribellarono al regime, in quel processo di Liberazione che ci permette, qui oggi, di godere di diritti in uno Stato democratico. Ringrazio la Provincia per l’ospitalità e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil del territorio che da anni portano avanti progetti per la memoria”. A 80 anni dagli scioperi del '43 le organizzazioni sindacali incontrano gli studenti Con queste parole Fabio Lopez Nunes, presidente del Comitato Pietre d’Inciampo di Monza e Brianza, ha introdotto l’iniziativa pubblica nella sala Ghezzi della Provincia di Monza, “Pace, pane, lavoro. Per primi si ribellarono: 80 anni fa i primi scioperi nelle fabbriche”. Un evento principalmente destinato alle allieve e agli allievi degli istituti secondari di secondo grado della Brianza e promosso, insieme alle organizzazioni sindacali e dal Comitato, da Aned, Anpi e Associazione Senza Confini. Nel corso dell'incontro è intervenuto anche Carlo Ghezzi, vicepresidente nazionale di Anpi, assieme a Milena Bracesco con il ricordo del padre Enrico, operaio e partigiano monzese arrestato per gli scioperi del '43 e deportato e ucciso dai nazisti. Necessità e moti d'impulso “Pane, pace, lavoro. Tre necessità vitali, tre moti d’impulso che animarono le lavoratrici e i lavoratori delle fabbriche milanesi e briantee, nella primavera del 1943, in una città bombardata dal cielo e vessata da terra con le angherie del fascismo. Gli operai incrociarono le braccia, nonostante il regime vietasse loro il diritto di sciopero. Furono moti di resistenza repressi duramente, con arresti e violenze di ogni genere. Pochi mesi dopo Mussolini sarebbe stato deposto, per poi risorgere in autunno, a capo della famigerata Repubblica Sociale, governo fantoccio servo del nazismo. E vennero gli anni peggiori di guerra profonda e deportazioni nei lager, fino alla Liberazione nazionale del 25 aprile 1945”, è quanto sinteticamente riportato nel documentato proiettato in sala “Quei ragazzi del 43-44”, prodotto dalla Cgil e dallo Spi di Monza e Brianza con il patrocinio del Comune di Monza e completato con le testimonianze degli studenti dei licei che sono appena tornati dal viaggio memoriale a Mauthausen. Il lavoro fondamentale nel processo di Liberazione Nella primavera del 1943, lo ricordiamo, si scioperò in Brianza alla Singer, alla CGS, alla Hensemberger, alla Bianchi e anche in altre fabbriche. Matteo Casiraghi, componente Cgil, Cisl e Uil nel Comitato Pietre d’Inciampo, è intervenuto sottolineando l’importanza del lavoro nel processo di Liberazione e in quello costituente immediatamente dopo la guerra: “Siamo qui per ricordare gli operai delle fabbriche del Nord che, incrociando le braccia nel 1943, per primi si ribellarono al regime, in quel processo di Liberazione che ci permette, qui oggi, di godere di diritti in uno Stato democratico. Ringrazio la Provincia per l’ospitalità e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil del territorio che da anni portano avanti progetti per la memoria”. A 80 anni dagli scioperi del '43 le organizzazioni sindacali incontrano gli studenti Con queste parole Fabio Lopez Nunes, presidente del Comitato Pietre d’Inciampo di Monza e Brianza, ha introdotto l’iniziativa pubblica nella sala Ghezzi della Provincia di Monza, “Pace, pane, lavoro. Per primi si ribellarono: 80 anni fa i primi scioperi nelle fabbriche”. Un evento principalmente destinato alle allieve e agli allievi degli istituti secondari di secondo grado della Brianza e promosso, insieme alle organizzazioni sindacali e dal Comitato, da Aned, Anpi e Associazione Senza Confini. Nel corso dell'incontro è intervenuto anche Carlo Ghezzi, vicepresidente nazionale di Anpi, assieme a Milena Bracesco con il ricordo del padre Enrico, operaio e partigiano monzese arrestato per gli scioperi del '43 e deportato e ucciso dai nazisti. Necessità e moti d'impulso “Pane, pace, lavoro. Tre necessità vitali, tre moti d’impulso che animarono le lavoratrici e i lavoratori delle fabbriche milanesi e briantee, nella primavera del 1943, in una città bombardata dal cielo e vessata da terra con le angherie del fascismo. Gli operai incrociarono le braccia, nonostante il regime vietasse loro il diritto di sciopero. Furono moti di resistenza repressi duramente, con arresti e violenze di ogni genere. Pochi mesi dopo Mussolini sarebbe stato deposto, per poi risorgere in autunno, a capo della famigerata Repubblica Sociale, governo fantoccio servo del nazismo. E vennero gli anni peggiori di guerra profonda e deportazioni nei lager, fino alla Liberazione nazionale del 25 aprile 1945”, è quanto sinteticamente riportato nel documentato proiettato in sala “Quei ragazzi del 43-44”, prodotto dalla Cgil e dallo Spi di Monza e Brianza con il patrocinio del Comune di Monza e completato con le testimonianze degli studenti dei licei che sono appena tornati dal viaggio memoriale a Mauthausen. Il lavoro fondamentale nel processo di Liberazione Nella primavera del 1943, lo ricordiamo, si scioperò in Brianza alla Singer, alla CGS, alla Hensemberger, alla Bianchi e anche in altre fabbriche. Matteo Casiraghi, componente Cgil, Cisl e Uil nel Comitato Pietre d’Inciampo, è intervenuto sottolineando l’importanza del lavoro nel processo di Liberazione e in quello costituente immediatamente dopo la guerra: “Ciò che accadde a partire dal marzo 1943, fino alla Liberazione del Paese, riguardò inevitabilmente centinaia di cattolici, garibaldini, comunisti e socialisti, segretamente impegnati nell’antifascismo fino al costo della propria vita”, esordisce Casiraghi nel suo intervento. E aggiunge: “Già nel 1924 Mussolini tuonò vendetta contro due sindacalisti della Camera del Lavoro di Monza, il socialista Ettore Reina ed il cattolico Achille Grandi, secondo il regime artefici dell’insuccesso brianzolo del listone fascista nelle elezioni politiche di quello stesso anno. Il 2 ottobre 1925 il sindacato libero e democratico venne soppresso e successivamente scioperare diventò un reato”. “Quindi – ha concluso il dirigente sindacale a nome di Cgil Cisl e Uil territoriali – ricordare gli scioperi del marzo 1943 significa ricordare chi scioperò sapendo di potere essere arrestato o ucciso. Dal 1938 al 1945 ben 1202 lavoratori brianzoli vennero trasferiti nelle fabbriche tedesche e poi trattenuti in maniera coatta contro la loro volontà per accordo tra i regimi nazista e fascista. Dal 1944 ben 252 operai brianzoli vennero deportati nei campi di sterminio”. PRIMA MONZA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA In manette due giovani marocchini trovati in possesso di cocaina, hashish e una notevole quantità di contati al termine della perquisizione di una casa e un capannone Il cane dei carabinieri "Ocsi" trova cocaina nascosta nel trasportino del gatto: due arresti e una denuncia in stato di libertà a Usmate Velate. Droga nel trasportino del gatto: due arresti a Usmate Velate I Carabinieri della Compagnia di Monza, al termine di una operazione di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno arrestato in flagranza di reato due individui di origine marocchina, rispettivamente di anni 23 e 26, e deferito in stato di libertà una donna 32enne del luogo. L'operazione all'alba L'attività si è svolta all'alba in Usmate Velate, dove i militari hanno proceduto ad una perquisizione domiciliare (in esecuzione di decreto emesso dalla Procura della Repubblica di Monza) di una casa in campagna dove i tre individui abitavano. Durante le ricerche sono stati rinvenuti dapprima 13 grammi di cocaina, 5 grammi di hashish e 1.000 euro in contanti in un locale adibito a lavanderia. Il fiuto di "Ocsi" In seguito, è stato perquisito un piccolo capannone dove si trovavano le cucce per cani: a un certo punto la donna ha tentato di allontanarsi con la scusa di dover rintracciare il proprio gatto, ma i militari si sono accorti che la stessa aveva nascosto nel trasportino altri 57 grammi di cocaina, fiutati dall'unità cinofila dei carabinieri di Casatenovo. Altri 20.000 euro in contanti venivano invece rinvenuti in una cassaforte. Gli arresti Il denaro e lo stupefacente sono stati sequestrati (nei prossimi giorni saranno svolti gli accertamenti qualitativi presso i laboratori dell'Arma). Nel corso dell'udienza di convalida, il Giudice su richiesta della Procura di Monza-ha convalidato l'arresto e applicato per entrambi la misura cautelare della custodia in carcere (gli indagati sono da ritenersi non colpevoli fino a sentenza definitiva di condanna). PRIMA MONZA
INSERITO DA MORENA MOTTA L’autoscala è un mezzo fondamentale: la provincia di Modena deve poterne avere due. Sempre. La politica si assuma le proprie responsabilità. Si mobiliti, alzi la voce. Insomma faccia qualcosa per proteggere i propri pompieri e i propri cittadini. Che altro compito dovrebbe avere se non questo? Inutile definirli eroi se poi si resta con le mani in mano mentre vengono privati sistematicamente dei mezzi necessari per lavorare in sicurezza. I Vigili del fuoco meritano di più, i cittadini di questo territorio pure. Piacenza. E’ questa la nuova destinazione dell’autoscala dei Vigili del Fuoco di Carpi: rientrata “a casa” da Bologna alla fine del mese di marzo, il mezzo di soccorso avanzato, indispensabile per operare in sicurezza ai piani alti, è migrato ancora una volta verso altri lidi. Ormai seguirla in giro per la Regione – e non solo – è diventata un’impresa tanto ardua quanto grottesca. E ci sarebbe da ridere se solo la situazione non fosse potenzialmente tanto drammatica. Il distaccamento di Carpi copre un territorio di circa 340 chilometri quadrati e un bacino di utenza di 125mila persone, lasciarlo senza autoscala significa a tutti gli effetti mutilarlo, privandolo degli strumenti necessari per intervenire in modo tempestivo ed efficace nel caso si verifichino incendi in altezza. Seconda autoscala in servizio in tutta la provincia, quella di Carpi non può continuare ad andare a mettere pezze altrove lasciando un territorio che si estende da Pievepelago a San Martino Spino con un solo mezzo di questo tipo. La nostra città ha un patrimonio immobiliare costituito da un alto numero di condomini di notevoli dimensioni: qualora si dovessero verificare due incendi ai piani alti in due punti lontani della provincia, chi si assumerà la responsabilità di scegliere dove indirizzare l’autoscala? E se i mezzi dei comandi vicini fossero già impegnati altrove cosa diremo ai cittadini in attesa dei soccorsi? Chi sarà disposto ad accollarsi “la colpa” di una tragedia annunciata? Il Corpo dei Vigili del Fuoco, insostituibile punto di riferimento del sistema nazionale di emergenza, soccorso e pronto intervento è sempre più afflitto da carenze d’organico, scarsa retribuzione e mezzi obsoleti. Eppure, nonostante le innumerevoli difficoltà da affrontare, i pompieri non si arrendono mai ed è proprio per questo che si sono ritagliati di diritto un posto nel cuore di tutti gli italiani. Domiamo le fiamme, doniamo i cuori è il motto del Corpo, ma coraggio e spirito di abnegazione non sono sufficienti. Occorrono mezzi e garanzie per proteggere questi uomini e queste donne, per dare loro tutti gli strumenti per operare al meglio. La battaglia dei Vigili del Fuoco deve essere anche la nostra perché le loro condizioni di lavoro si riflettono sulla salute e sulla sicurezza di chi viene soccorso. Noi. Baluardo insostituibile nel soccorso d’emergenza, i Vigili del Fuoco meritano di più. L’autoscala è un mezzo fondamentale: la provincia di Modena deve poterne avere due sempre. La politica si assuma le proprie responsabilità. Si mobiliti, alzi la voce. Insomma faccia qualcosa per proteggere i propri pompieri e i propri cittadini. Che altro compito dovrebbe avere se non questo? Inutile definirli eroi se poi si resta con le mani in mano mentre vengono privati sistematicamente dei mezzi necessari per lavorare in sicurezza. I Vigili del fuoco meritano di più, i cittadini di questo territorio pure. Jessica Bianchi TEMPO CARPI
INSERITO DA MORENA MOTTA 📌Oggi vi presentiamo Patrizia e Marcella, due volontarie concordiesi che periodicamente svolgono attività di pulizia di parchi, marciapiedi e luoghi di aggregazione per ripristinare il decoro di vie e aree pubbliche dall’inciviltà di chi abbandona lattine, bottiglie, mozziconi di sigaretta e rifiuti di ogni tipo. 🚮A nessuno piace passeggiare in mezzo a cartacce, pacchetti di sigarette, cartoni di pizza e scarti, eppure quotidianamente assistiamo ad abbandoni di rifiuti che denotano inciviltà, creano un danno all’ambiente e costringono la comunità a pagare costi aggiuntivi per la pulizia e il ripristino dei luoghi. 🙏A loro va il ringraziamento dell’Amministrazione comunale per il prezioso lavoro che svolgono a supporto del personale di AIMAG addetto alla pulizia del territorio. 💚Patrizia e Marcella svolgono questa attività di volontariato grazie all’iscrizione nell’elenco dei volontari singoli, che consente ai cittadini di affiancare l’ente in diverse attività in ambito ambientale, sociale e culturale, come decoro urbano, supporto in occasione di eventi e manifestazioni, accompagnamento alunni a scuola con il servizio Piedibus, assistenza ed aiuto alla persona. 📝Per diventare volontario è sufficiente chiedere l’iscrizione nell’Elenco dei volontari singoli. Una volta registrati l’attività di volontariato può iniziare! 🔗Chi vuole informazioni per diventare volontario singolo può consultare questa pagina sul sito del Comune 👉http://http://tiny.cc/bgz5vz #comunediconcordia | #concordiasullasecchia | #volontarisingoli | #volontariatoambientale | #pulireilpaese | #nongettarerifiuti
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Dopo circa due anni dall'annuncio, oggi l'inizio dei lavori, con il posizionamento di grossi massi. A luglio 2021, Travelmar, la compagnia di navigazione che da oltre trent'anni garantisce il trasporto via mare tra le località di Amalfi, Positano, Maiori, Minori, Cetara e Salerno, annunciò che, dopo Marina di Vietri sul Mare, anche Atrani avrebbe avuto un pontile di attracco. Dopo circa due anni dall'annuncio, oggi l'inizio dei lavori, con il posizionamento di grossi massi. «Implementare il trasporto sostenibile alternativo in Campania, specie sulle coste,- sottolineò il consigliere regionale Luca Cascone al momento dell'annuncio dei lavori -è una delle priorità della presidenza De Luca: sono 5 anni che investiamo nelle Vie del Mare per potenziare e differenziare le modalità di accesso alle nostre mete di punta in chiave turistica». IL VESCOVADO
INSERITO DA MORENA MOTTA Momenti di paura in centro città: un uomo ha prima brandito un coltello di 20 centimetri contro i vigili, poi ha tentato di farla finita. Prima ha minacciato pesantemente l’impiegato all’ingresso del Comune, poi ha brandito un coltello puntandolo a pochi centimetri dagli agenti della Polizia locale. Infine, ha tentato ripetutamente di farla finita. Mattinata di paura davanti al Municipio di Vimercate Una mattinata di straordinaria follia giovedì scorso a Vimercate, che si è conclusa per il protagonista, un vimercatese di 61 anni, con un ricovero nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Desio e una denuncia per minacce e aggressione. Una vicenda che non ha avuto fortunatamente risvolti drammatici grazie ala professionalità e al sangue freddo degli agenti prima e dei carabinieri della stazione cittadina poi. Ha tentato di fare irruzione in Comune Tutto ha avuto inizio attorno alle 9.30 quando l’uomo, già noto alle forze dell’ordine e ai servizi sociali, si è presentato, visibilmente alterato probabilmente dai fumi dell’alcol, alla portineria di Palazzo Trotti. Urlando ha inveito contro l’impiegato colpendo più volte anche il vetro della postazione e chiedendo a gran voce di poter incontrare il sindaco. Pare reclamasse un’abitazione del Comune in quanto non più in grado di sostenere le spese dell’appartamento di sua proprietà. L’impiegato è riuscito in qualche modo a tenerlo a bada (tra i due c’è stata anche una lieve colluttazione) e ad allertare una pattuglia della Locale che si trovava nei pressi. Gli agenti della Locale, due donne, hanno preso in consegna il 61enne e lo hanno di fatto scortato fino a casa, a poche centinaia di metri dal Comune. E' tornato impugnando un coltello da 20 centimetri La vicenda sembra quindi essersi conclusa. Ed, invece, poco dopo il colpo di scena. L’uomo è tornato in piazza Unità d’Italia. Non più però con l’intento di entrare in Municipio, ma di aggredire le due agenti, nel frattempo raggiunte da altri due colleghi. Si è avvicinato con fare minaccioso e improvvisamente ha estratto dal giubbotto un coltello da macellaio con una lama di 20 centimetri brandendola contro gli agenti e in particolare le due donne. "Vi ammazzo" «Vi ammazzo», ha gridato, prima di colpire anche con un calcio ad una gamba uno dei vigili. A quel punto il 61enne è caduto nuovamente ed è di fatto stato immobilizzato e trasferito una seconda volta presso la sua abitazione. Ha tentato il suicidio Qui ad attenderlo ha trovato una pattuglia della stazione cittadina dei Carabinieri nel frattempo allertati dagli agenti della Locale. I militari lo hanno condotto all’interno dell’appartamento in attesa di capire quali provvedimenti prendere. Dopo aver negato quanto accaduto poco prima, l’uomo nel giro di pochi istanti ha tentato per ben tre volte di farla finita cercando di colpirImmobilizzato, è stato poi trasferito a nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Desio. Per lui anche una denuncia a piede libero per le minacce e l’aggressione a mano armata. Il coltello è stato sequestrato. si al collo con un coltello, con un paio di forbici e con una forchetta. Ricoverato e denunciato PRIMA MONZA
INSERITO DA MORENA MOTTA Soccorsi in via per Mariano questa mattina intorno alle 11. Sul posto anche i Carabinieri, il personale di Ats Brianza e i Vigili del fuoco Un uomo di 57 anni è stato trasportato all'ospedale di Lecco con l'elisoccorso dopo essere stato soccorso in un impianto lavorativo di Lentate sul Seveso, in via per Mariano. Caduta sul lavoro: soccorso un 57enne a Lentate Secondo le informazioni fornite dall'Agenzia regionale emergenza urgenza (Areu) la macchina dei soccorsi si è messa in moto poco prima delle 11 di questa mattina, martedì 4 aprile. Sul posto si sono portati i volontari della Croce bianca di Giussano e l'elisoccorso proveniente da Lecco, oltre ai Carabinieri della Compagnia di Seregno, Il personale di Ats Brianza e i Vigili del fuoco. In base a quanto riportato da Areu il 57enne sarebbe rimasto ferito a seguito di una caduta ma saranno gli accertamenti svolti subito dopo l'incidente a chiarire con precisione la dinamica dell'infortunio. Intanto, come detto, il 57enne è stato elitrasportato all'ospedale di Lecco, dove è arrivato in codice giallo intorno alle 12.15. PRIMAMONZA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA “Il traffico è un delirio, la gente parcheggia in doppia fila, autobus e mezzi di soccorso non riescono a passare e non fanno altro che suonare il clacson per tentare di farsi largo tra le auto e i suv in sosta. All’inquinamento acustico, così come ai mozziconi gettati a terra - e non solo - abbiamo fatto il callo ma all’incoscienza no. Quella non può e non deve essere giustificata. Ogni giorno assistiamo a scene estremamente pericolose anche e soprattutto a discapito degli studenti” è la denuncia di alcuni residenti. Perché non trasformare durante l’anno scolastico viale Peruzzi in una cosiddetta strada scolastica, ovvero un asse in cui viene vietato (temporaneamente) il traffico degli autoveicoli, consentendo il transito solo a pedoni, biciclette, mezzi per il trasporto dei disabili e autobus?Non ce la fanno più e sono stanchi di restare in silenzio e con le mani in mano. A denunciare una situazione ormai sfuggita a ogni controllo sono alcuni residenti di viale Peruzzi e delle zone limitrofe agli istituti scolastici carpigiani: “non vogliamo entrare nel merito dei cambiamenti apportati al viale bensì portare, per l’ennesima volta, all’attenzione della cittadinanza l’invivibilità di questa zona dove la maleducazione regna sovrana e il traffico impazzisce ogni giorno in concomitanza con gli orari di ingresso e uscita degli studenti”. Non sono soltanto il rumore e lo smog a rendere la zona una vera e propria giungla rumorosa e puzzolente, ma anche la mancanza di rispetto manifestata quotidianamente da tanti genitori in attesa dei propri pargoletti: “il traffico è un delirio, la gente parcheggia in doppia fila – proseguono i residenti – autobus e mezzi di soccorso non riescono a passare e non fanno altro che suonare il clacson per tentare di farsi largo tra le auto e i suv in sosta. La viabilità va in tilt. Abbiamo più volte mandato delle Pec alla Polizia Locale per sottoporre alla loro attenzione il problema ma tutti i nostri appelli sono sinora caduti nel vuoto”.
Il quartiere da sempre è interessato da un altissimo traffico veicolare diretto verso le scuole, il centro storico e l’ospedale ma, aggiungono i residenti, “nel corso del tempo oltre a essere aumentati il numero e il volume dei veicoli in transito, sono cresciute anche la maleducazione e la mancanza di buon senso”.
In assenza di soluzioni organiche e strutturate adottate dalla pubblica amministrazione qualcuno si è ingegnato, fabbricando dei marchingegni fai da te per evitare che gli si parcheggi in casa ma, spesso, nemmeno questi deterrenti servono a dissuadere chi accompagna i ragazzi a scuola dal compiere manovre azzardate e pericolose pur di infilarsi in ogni pertugio possibile, compresi gli spiazzi davanti ai cancelli delle abitazioniimpedendo ai residenti di entrare e uscire.
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“All’inquinamento acustico, così come ai mozziconi gettati a terra – e non solo – abbiamo fatto il callo ma all’incoscienza no. Quella non può e non deve essere giustificata. Ogni giorno assistiamo a scene estremamente pericolose anche e soprattutto a discapito degli studenti. Qui si sono già verificati degli incidenti fortunatamente senza conseguenze pesanti: dobbiamo aspettare che qualcuno si ferisca gravemente prima che si decida di metter mano a questo scempio? La presenza degli agenti della Polizia Locale potrebbe aiutare, perché non vengono dispiegati nell’area? Noi non ce la facciamo più ma ormai abbiamo perduto ogni speranza”.
Perché non trasformare durante l’anno scolastico viale Peruzzi in una cosiddetta strada scolastica, ovvero un asse in cui viene vietato (temporaneamente) il traffico degli autoveicoli, consentendo il transito solo a pedoni, biciclette, mezzi per il trasporto dei disabili e autobus? Esperienze di questo tipo, ormai una prassi in tanti paesi europei, sono nate anche in varie città italiane, grazie ai provvedimenti stabiliti dalle Giunte comunali: la Polizia Locale o i volontari posizionano le transenne negli orari di chiusura per poi rimuoverle una volta che i ragazzi sono entrati in classe. Scelte che favoriscono l’autonomia dei giovani negli spostamenti quotidiani casa-scuola, incentivano una mobilità sostenibile, riducono gli assembramenti di auto e i conseguenti tassi di incidentalità e inquinamento.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA 🍀 Inizierà la prossima settimana il primo sfalcio di parchi e giardini pubblici del Comune di Concordia da parte della ditta che si è aggiudicata l’appalto dei lavori di cura delle aree verdi pubbliche. I lavori inizieranno dalle frazioni per arrivare al capoluogo. 🚜 Da aprile a ottobre sono 6 gli interventi di sfalcio previsti in tutte le aree verdi di Concordia e frazioni, scuole comprese. Ogni intervento richiede 12/14 giorni di lavoro, e il tempo necessario per completare lo sfalcio può variare a seconda delle condizioni meteo. 📌 Nell’appalto sono previsti anche due interventi straordinari di sfalcio dell’argine del Secchia e della sovrastante Passeggiata dei Mulini. Ricordiamo ai cittadini che la cura e la manutenzione dell’argine del Secchia è in carico ad AIPO, ma il Comune ha comunque deciso di intervenire con due sfalci a proprie spese per garantire il decoro e la fruibilità dell’area. #comunediconcordia | #concordiasullasecchia | #primavera | #areeverdi | #giardinipubblici | #parchi