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SEZ. POLITICA Stati generali M5s, Conte:' Cambiare idea è giusto se serve a migliorare' L'intervento del premier: 'le vostre lotte un patrimonio. Avete rappresentato la più importante novità politica di questi anni'. Crimi: 'Serve una guida collegiale'. Lo sfogo di Di Battista.

16 Novembre 2020, 10:20am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Stati generali M5s, Conte:' Cambiare idea è giusto se serve a migliorare' L'intervento del premier: 'le vostre lotte un patrimonio. Avete rappresentato la più importante novità politica di questi anni'. Crimi: 'Serve una guida collegiale'. Lo sfogo di Di Battista.

INSERITO DA ANGELA CECERE Dal capo politico a una guida collegiale con forme e modi che, se approvati dagli iscritti nei prossimi giorni, modificheranno lo statuto diventando concreti. Il Movimento 5 stelle cambia pelle e sembra archiviare, per ora, il rischio scissione paventato per settimane. Ma le scintille non sono spente del tutto. A tenerle vive è Alessandro Di Battista. L'anima più pasionaria del Movimento rifiuta l'etichetta del ribelle, si proclama invece "innamorato del Movimento", anche se in mattinata aveva attaccato su Fb chi, proprio nel Movimento, lo aveva "denigrato" "genuflettendosi davanti ai loro padroni". Agli Stati generali cambia decisamente registro, ma non smette di dettare condizioni. Le chiama "garanzie" e le elenca parlando a raffica nei 5 minuti a sua disposizione all'assemblea finale degli Stati generali. Chiede di mettere "nero su bianco" il doppio mandato come limite massimo per consiglieri e parlamentari. Insomma, nessuna deroga a uno dei cardini del Movimento che fu di Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo. Altro paletto è un Comitato di garanzia fatto da iscritti e parlamentari 5S, ma "senza nessun esponente del governo", per decidere le nomine nei ministeri e nelle partecipate statali. Nessun altro alza la voce così, degli oltre 30 intervenuti. In realtà parecchi ripetono il mantra del doppio mandato, difeso come un argine insuperabile. Anche Luigi Di Maio lo chiama "limite sacrosanto", ma l'ex leader non va oltre. Di certo a rischiare il 'posto' è lui per primo, insieme a quasi tutti i big del gruppo. A differenza di Dibba che, dopo l'esperienza a Montecitorio del 2013, ha ancora un giro a disposizione. Non a caso annuncia: "Non vedo l'ora di poter rimettermi in prima linea con il Movimento, vedremo come e in che ruolo". Da pomeriggio a sera il dibattito sul 'nuovo' Movimento va in scena in streaming assoluto. La seconda ondata del coronavirus che ha rinviato ufficialmente per mesi gli Stati generali, li ha costretti a svolgersi solo in diretta Facebook. Virtuali il palco, la platea, il leggio davanti a Vito Crimi nel ruolo di presentatore. Oltre che reggente politico pronto all'addio. Prima di farsi da parte, apre la giornata accogliendo (in collegamento da Palazzo Chigi) quell'avvocato del popolo che il Movimento propose come premier. "Siete una comunità tosta che ha affrontato scelte sofferte, ma che non ha mai mollato", sintetizza Giuseppe Conte riconoscendo al Movimento "battaglie che ora sono patrimonio comune". Ma quasi da pater familiae, li bacchetta: "La coerenza è sicuramente un valore, ma quando governi devi valutare la complessità, bisogna avere anche il coraggio di cambiarle le idee, quando ti accorgi che queste sono migliori di quelle che avevamo". A questo punto, tra veleni e divisioni, un cambio di passo sembra inevitabile. A chiederlo espressamente è Di Battista: prima condizione è la revoca definitiva delle concessioni autostradali alla famiglia Benetton ("E' una violazione della memoria dei morti", spiega), una norma sul conflitto di interessi, il no alle alleanze politiche per cui "il Movimento si presenti da solo alle prossime politiche", ordina. E scandisce pure il suo "mai una legge elettorale senza preferenze".

ANSA

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SEZ. POLITICA Futura: lavoro, ambiente, innovazione', Conte e Landini a confronto

13 Novembre 2020, 11:42am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Futura: lavoro, ambiente, innovazione', Conte e Landini a confronto

INSERITO DA ANGELA CECERE Futura: lavoro, ambiente, innovazione', iniziativa Cgil con il presidente del Consiglio Conte e il segretario della Cgil Landini a confronto. "Il 2021 sarà l'anno della riforma fiscale e delle politiche attive del lavoro, bisogna anche intervenire sugli ammortizzatori sociali che sono troppo vecchi". Lo afferma il premier Conte nel corso di un confronto con il segretario della Cgil Landini.   blocco dei licenziamenti con il pieno coinvolgimento delle parti sociali ci garantisce uno spazio temporale di 4 mesi e mezzo. Il 2021 sarà un anno importante per l'Italia e il mondo: avremo la presidenza del G20, concorderemo un'agenda, avremo la copresidenza di Cop26. Ancora abbiamo la responsabilità di organizzare Global Health Summit", sottolinea Conte. "Oggi confido che il tasso Rt si abbassi da 1,7: vorrebbe dire che saremo incoraggiati ad andare avanti su questa strada", spiega il premier. "Il prossimo anno deve essere l'avvio di un piano straordinario per creare lavoro, non per licenziare". Lo ha affermato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, all'iniziativa "Futura: lavoro, ambiente, innovazione", nel confronto con il premier Giuseppe Conte. Il blocco dei licenziamenti e la proroga della cig fino alla prossima primavera è una scelta "molto importante e intelligente, che abbiamo fatto insieme con il consenso di tutti i soggetti, perché è il momento di dare un messaggio di protezione e di non lasciare solo nessuno, di non far chiudere le imprese ma anche di non licenziare nessuno" , ha detto Landini, ma bisogna anche "cominciare a progettare il futuro".

ANSA

 

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SEZ. POLITICA Azzolina: 'Dobbiamo fare di tutto per tenere aperte le scuole' Conte: 'Lavoriamo per evitare il lockdown totale, ristori anche nel 2021'

12 Novembre 2020, 11:52am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Coronavirus, Azzolina: chiudere le scuole è disastro. Pd, sì a chiusura per  aiutare sistema sanitario. Anief, "Riaprire a gennaio" - Orizzonte Scuola  Notizie

INSERITO DA MIKI PAPPACODA "Continuerò a battermi per tenere aperte le scuole. Credo che, compatibilmente con la situazione epidemiologica, dobbiamo provare a tenerle aperte e anche laddove ci fossero ulteriori limitazioni, più si limitano le attività fuori la scuola più si abbassa il rischio dentro la scuola. Guai a pensare che la scuola non sia attività produttiva e a sacrificarla: è la principessa delle attività produttive, senza formazione non abbiamo futuro". Così la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina a Radio Anch'Io. "Sono convinta" che con la chiusura delle scuole "rischiamo un disastro educativo, sociologico, formativo, psicologico. Un bambino che deve imparare a leggere e a scrivere, non può farlo da dietro uno schermo. Dobbiamo essere molto prudenti, i ragazzi hanno diritto ad un pezzo di normalità nella loro vita", ha ggiunto la ministra. Sto facendo "tutto il possibile per tenere le scuole aperte e permettere anche ai più grandi di rientrare, tenendo conto della situazione epidemiologica", ha inoltre assicurato Azzolina che ha parlato telefonicamente con Anita, la ragazza che da giorni protesta con una compagna contro la didattica a distanza studiando davanti alla propria scuola. "Lavoro per evitare il lockdown totale. La curva sta salendo ma mi aspetto che nei prossimi giorni, anche per effetto delle nostre misure, cominci a flettere", afferma il premier, Giuseppe Conte, in un'intervista alla Stampa in cui assicura che il governo "ha una strategia" e fa appello ai cittadini perché collaborino. Conte annuncia inoltre che l'esecutivo è pronto ad aumentare i ristori, anche nel 2021. Sul vaccino, il piano sarà "presto in Aula". Per Natale, l'invito è a festeggiare in famiglia ma con prudenza. ANSA

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SEZ. POLITICA Covid, Berlusconi: «I primi tre giorni sono stati difficilissimi. Non credevo di farcela»

11 Novembre 2020, 10:39am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Covid, Berlusconi: «I primi tre giorni sono stati difficilissimi. Non credevo di farcela»

INSERITO DA ANGELA CECERE 'Sto molto meglio. Per fortuna, un poco alla volta i postumi del Covid stanno andando via. Devo dire che è stata una delle più sofferte esperienze della mia vita''. Lo ha detto Silvio Berlusconi, in collegamento telefonico con 'Di Martedì', la trasmissione di Giovanni Floris, parlando della sua convalescenza dopo la positività al Covid. "Ringrazio la professoressa Capua per le sue parole'', ha detto ancora Berlusconi ringraziando la virologa Ilaria Capua, che riconosce al leader di Fi di aver affrontato con forza il Covid e di aver saputo comunicare al meglio la sua esperienza da contagiato. ''Il Covid non guarda in faccia a nessuno, mi sento di ringraziare il presidente Berlusconi - dice Capua - perché a volte è molto più utile una parola, un'immagine, che mille parole dette da scienziati che non le sanno dire...''. ''I primi tre giorni - rivela il Cav - sono stati difficilissimi da superare. Francamente non credevo di farcela...''. "E' stata una delle esperienze più sofferte della mia vita - avverte l'ex premier - Per questo mi sento vicino a tutti gli italiani che sono stati toccati profondamente da questa tremenda malattia".

LEGGO

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SEZ. POLITICA Ipotesi nuovo lockdown nazionale: il Governo potrebbe decidere dopo il 15 novembre

10 Novembre 2020, 14:02pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Ipotesi nuovo lockdown nazionale: il Governo potrebbe decidere dopo il 15 novembre

INSERITO ANGELA CECERE La pandemia di covid in Italia sta raggiungendo numeri che preoccupano sempre di più. Da oggi potrebbero aumentare le regioni arancioni, e si discute anche per un aumento delle zone rosse. Il quadro preoccupa la comunità scientifica che da giorni chiede una chiusura totale, così anche il Governo starebbe iniziando a valutare l'ipotesi di un lockdown nazionale. Sebbene il premier Conte abbia più volte ribadito di voler evitare una chiusura generalizzata la situazione dei contagi inizia a gravare eccessivamente sul sistema sanitario in tutto il territorio. La chiusura totale era stata esclusa con il dpcm del 3 novembre, ma ora tornerebbe a essere tema sul tavolo della maggioranza, secondo quanto riporta il Corriere della Sera. Il premier vuole aspettare ancora qualche giorno per capire se le misure restrittive in corso stanno portando dei risultati, ma dopo il 15 potrebbe essere presa la decisione definitiva, ben prima del 3 dicembre, data in cui finirebbero le disposizioni in atto del Dpcm in vigore. Quindi se la curva dei contagi non dovesse invertirsi potrebbe scattare un nuovo lockdown. Già nel fine settimana si potrebbe riaprire la discussione con le Regioni e il Comitato tecnico scientifico. A preoccupare principalmente è la situazione degli ospedali con il rischio di saturazione e di impossibilità di divisione tra pazienti covid e non covid.  Anche Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute, torna a parlare di un lockdown e chiarisce: «Tutto dipende dall'andamento del virus in risposta anche alle ultime misure, non solo al Dpcm ma anche all'obbligo di mascherine all'aperto che molte Regioni avevano già introdotto». Sulla possibilità di una chiusura dopo il 15 novembre poi aggiunge: «Il monitoraggio consente di prendere azioni a seconda della capacità diagnostica, del contact tracing e della capacità degli ospedali di accogliere chi sta peggio. Se dovesse esserci un rapido peggioramento si capisce che allora si dovrebbe agire. Ma non è ciò che sta accadendo», ha spiegato.

LEGGO

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SEZ. POLITICA Calabria, il commissario Zuccatelli: dopo le mascherine, anche il post bufala su Facebook

9 Novembre 2020, 12:47pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Calabria, il commissario Zuccatelli: dopo le mascherine, anche il post bufala su Facebook

INSERITO DA ANGELA CECERE Morto un Papa se ne fa un altro in Calabria: dopo il siluramento di Cotticelli in seguito ad un'intervista tv in cui ammetteva di non aver predisposto un piano Covid per la Regione, il nuovo commissario della sanità calabrese è Giuseppe Zuccatelli, ferrarese. E poche ore dopo, anche lui è finito nella bufera per un presunto video 'negazionista' sulle mascherine, in cui sostiene senza mezzi termini che per infettarsi bisognerebbe «baciarsi con la lingua per 15-20 minuti». «Le mascherine non servono a un c..., serve la distanza», diceva. Insomma non c'è pace per i calabresi, che vedono la loro salute legata a personaggi di dubbia competenza. E se non bastasse il video sulle mascherine, a inguaiare Zuccatelli ci ha pensato anche l'archivio dei suoi post di Facebook: qualche utente ha infatti tirato fuori un suo vecchio post (non di anni fa, ma dello scorso 29 febbraio) in cui condivideva un "copia e incolla" per difendere la propria privacy. Una di quelle catene di sant'Antonio palesemente fake, spesso mal tradotte dall'inglese e inspiegabilmente condivise da centinaia, migliaia di utenti, evidentemente ignari che i post scritti sui social non hanno alcuna valenza legale. Domani inizia la nuova regola Facebook per cui possono usare le tue foto. Non dimenticare la scadenza è oggi!», si legge nella catena fake. «Può essere usato in affari giudiziari nelle controversie contro di te. Tutto quello che hai postato diventa pubblico, anche i messaggi cancellati o le foto proibite. Un semplice copia-incolla non costa nulla, meglio prevenire che curare», recita il post, che fa sorridere per il suo italiano claudicante. «Con questa dichiarazione, avverto Facebook che è formalmente vietato divulgare, copiare, distribuire o prendere qualsiasi altra misura impegnata nei miei confronti sulla base di questo profilo e/o del suo contenuto», e via discorrendo, fino al notevole «Tutti i membri devono pubblicare una nota di questo tipo. Se preferisci, puoi copiare e incollare questa versione». E infine: «Non condividere, copia e incolla».POVERA PRIVACY Ad uno zio o a una nonna che condivide questo tipo di catene, da buoni nipoti 'esperti' nel mondo digitale faremmo una telefonatina e spiegheremmo che non serve a nulla. Ma se a cascare nella trappola c'è una persona che dovrebbe ora risolvere l'emergenza Covid in una regione come la Calabria, la situazione è più complicata: ma la salute dei cittadini calabresi, in che mani è? «Se le dicessi chi ha messo in giro quel video, capirebbe le difficoltà di lavorare in questo contesto», ha detto oggi al Resto del Carlino parlando del video delle mascherine. «Non si trattava di un'intervista, ma di una conversazione privata che qualcuno ha filmato e che ora viene usata strumentalmente». Per tutelare la privacy di quella conversazione, forse Zuccatelli poteva condividere un'altra catena su Facebook: sarebbe servito?

LEGGO

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SEZ. POLITICA Conte: “Non avremo un Natale di baci e abbracci, cenoni e tombolate, il virus corre veloce”

8 Novembre 2020, 11:31am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Conte: “Non avremo un Natale di baci e abbracci, cenoni e tombolate, il virus corre veloce”

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI  Il presidente del Consiglio Conte ha lanciato un monito alle Regioni che stanno protestando per il meccanismo automatico che ha diviso l'Italia in tre fasce, gialla, arancione e rossa: "Chi ora rifiuta le tre fasce ci porta a sbattere. Serve unità". I governatori delle Regioni che da ieri, giorno di entrata in vigore del nuovo dpcm, si trovano in area rossa, e cioè Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta e Calabria, si sentono penalizzati dai criteri adottati dal governo per l'assegnazione del livello di rischio. Criteri che, spiega il governo, sono stati in realtà discussi con le Regioni, che fanno parte della cabina di regia per la gestione dell'emergenza sanitaria. Protesta anche il presidente della Regione Sicilia Musumeci, perché da ieri i siciliani si sono svegliati in area arancione. E intanto si aspettano i dati del monitoraggio settimanale dell'Iss che provengono proprio dalle Regioni. Anche se il nuovo report non dovrebbe cambiare nulla dell'assetto attuale, e non ci saranno a breve passaggi di fascia. Nessuno ha mai messo in discussione prima il meccanismo di monitoraggio che ha portato alla divisione dell'Italia in tre fasce, "rifiutarlo significa portare il Paese a sbattere contro un nuovo lockdown generalizzato" con danni enormi per tutti, ha detto ancora il presidente del Consiglio. I cittadini della Lombardia, del Piemonte, della Valle d'Aosta, della Calabria, "non ne trarrebbero nessun beneficio. Senza contare l'ingiustizia di imporre lo stesso regime di misure che stiamo applicando alle Regioni rosse anche a cittadini che vivono in territori in condizioni meno critiche". "Chi ci accusa di agire sulla base di discriminazioni politiche è in malafede – ha aggiunto – Non c'è nessuna volontà di penalizzare alcune aree a discapito di altre. Non c'è alcun margine di discrezionalità politica nell'ordinanza del ministro Speranza. Le Regioni sono parte integrante di questo meccanismo". Sull'utilizzo di questo sistema per la gestione della pandemia "non torniamo indietro". Il virus in Italia corre, e infatti "non ci sono Regioni verdi. Questo significa che difficilmente potremo trasportare i malati da una regione all'altra se la curva continuerà a salire in modo esponenziale". Conte è certo che le Regioni non trasmettano dati falsati: "Non oso neppure pensarlo. Significherebbe mettere scientemente a rischio la vita dei propri concittadini". In ogni caso "ho voluto che nel decreto ristori bis fosse inserita una norma che contribuirà a rendere ancora più chiaro e trasparente il meccanismo di monitoraggio, in modo che la comunità scientifica e tutti i cittadini possano accedere a queste informazioni". "Non immagino feste natalizie con baci e abbracci, cenoni e tombolate. Spero ci guadagneremo un po’ di serenità e che l’economia potrà marciare a pieno regime", ha affermato. "Essere passati alla didattica a distanza in particolare per le scuole secondarie di secondo grado è stata una scelta molto dolorosa. Garantiremo comunque l’apertura dei laboratori e la presenza degli studenti con disabilità e con bisogni educativi speciali. Limiteremo questa misura allo stretto necessario". Sul piano economico, fra le varie misure nel nuovo decreto ristori "abbiamo inserito un fondo per erogare nuove risorse da destinare a Regioni che dovessero peggiorare il proprio livello di rischio". A proposito del primo vertice con i leader per il patto di legislatura ha detto che "è stato un confronto molto costruttivo che è servito a ribadire la comune volontà di aggiornare il programma di governo". www.fanpage.it

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SEZ. POLITICA Speranza: 'Non c'è altra strada, via precauzione obbligata' Informativa del ministro della Salute alla Camera

7 Novembre 2020, 08:59am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Il ministro della Salute Speranza © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA I contagi da Sars-CoV-2 in Italia continuano a salire: oggi si è sfiorato il nuovo record di 37.809 nuovi casi in 24 ore con 446 vittime, e cresce anche il rapporto positivi/tamponi attestandosi al 16,14%, quasi un punto più di ieri. Un trend epidemiologico che rende evidente come il virus circoli ormai in tutto il Paese, ed essere in zona gialla nella classificazione in tre fasce di rischio prevista dall'ultima ordinanza non significa, avverte il ministro della Salute Roberto Speranza, trovarsi in un porto sicuro. Complessivamente, sono 862.681 i contagiati e 234.245 i tamponi effettuati, circa 15mila più di ieri. Quasi 500mila gli attualmente positivi al virus e di questi, secondo i dati del bollettino odierno del ministero della Salute, 24.005 sono ricoverati nei reparti ordinari, 749 più di ieri, 2.515 sono in terapia intensiva, con un incremento di 124 nelle ultime 24 ore, e 472.598 sono in quarantena. Numeri che danno l'idea della gravità della situazione, e non solo in Italia. In Europa, c'è attualmente "un contagiato ogni 37 persone, un dato impressionante, e nel mondo si conta un infetto ogni 164 soggetti", ha sottolineato Speranza nella sua informativa alla Camera. Per questo, ha indicato, "non c'è un'altra strada, la via della precauzione è una via obbligata per arginare la pandemia" e "senza consistenti limitazioni dei movimenti e un cambio sostanziale delle nostre abitudini di vita, la convivenza con il virus fino al vaccino è destinata ad un clamoroso fallimento". Inoltre, è il monito del ministro della Salute, "se non pieghiamo la curva, il personale sanitario non reggerà l'onda d'urto". E piegare la curva è l'obiettivo dell'ultimo Dpcm e dell'ordinanza che divide l'Italia in tre zone, gialla, arancione e rossa. Un meccanismo, ha chiarito Speranza, con cui è "finalmente possibile intervenire proporzionalmente alla reale condizione delle Regioni senza stressare con misure uguali territori che si trovano in condizioni differenti". Il sistema è però complesso e vari sono i parametri da considerare per la collocazione delle Regioni nelle fasce di rischio. Così, se la Fondazione Gimbe, in un'elaborazione su dati della Protezione Civile, calcola come in Italia ci siano attualmente 827 positivi su 100.000 abitanti, e questo dato in Calabria, zona rossa, sia pari a 230 mentre in Campania, zona gialla, tocchi quota 1.072, lo stesso Speranza spiega che il numero di nuovi casi non è tuttavia l'indicatore più rilevante ai fini della definizione del rischio. Più determinante è invece l'indice di trasmissibilità Rt che rappresenta il numero medio delle infezioni prodotte da ciascun individuo infetto e che, dunque, fornisce indicazioni sul livello di contagiosità di un territorio e quindi, in qualche modo, dà una "prospettiva di una diffusione del contagio in quel territorio". ANSA

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SEZ. POLITICA Covid: ipotesi coprifuoco dalle 21. Si cerca accordo, slitta Dpcm

2 Novembre 2020, 11:39am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Covid: ipotesi coprifuoco dalle 21. Si cerca accordo, slitta Dpcm

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il dpcm prevederà, a quanto si apprende, un coprifuoco nazionale alle 21. E' quanto sarebbe stato deciso stamattina nella riunione del premier Giuseppe Conte con i capidelegazione. Braccio di ferro governo-Regioni sulle misure del nuovo Dpcm anti-Covid. I governatori chiedono regole nazionali, mentre Conte punta a stabilire 'zone rosse' in base alla diffusione territoriale del virus indicata dall'indice Rt. Coprifuoco in tutta Italia dalle 21. Sarebbe l'ipotesi di compromesso tra la richiesta di una chiusura nazionale dalle 18 fatta da alcune Regioni e l'indicazioni del governo per restrizioni limitate alle aree in cui l'indice di contagio è più alto. Il confronto sul nuovo Dpcm andrà avanti nella notte. Chiuderanno i musei, dopo cinema e teatri. Nelle aree a maggior contagio, si pensa a bar e ristoranti chiusi anche a pranzo; Dad anche in seconda media e obbligo di mascherina per le lezioni in presenza di elementari e prima media. Per sciogliere i nodi, è possibile che slitti a martedì il nuovo Dpcm. Conte è impegnato domani, 2 novembre, in comunicazioni alla Camera e al Senato, Il premier, quindi, illustrerà al Parlamento l'orientamento che intende dare al nuovo Dpcm su cui il governo sta lavorando in questi giorni. Ma - a quanto si apprende da fonti della maggioranza - la firma vera e propria del testo potrebbe non arrivare lunedì sera ma martedì. Questo per consentire di risolvere i nodi che ancora sono aperti con le Regioni. Diversificare le misure tra zone rosse e resto del Paese. E' questa l'impostazione a cui sta lavorando il governo per mettere a punto il nuovo dpcm. Tra i punti su cui si sta discutendo in una serie di riunioni che con ogni probabilità andranno avanti per tutta la notte c'è anche quella di arrivare ad un compromesso sul coprifuoco: non più alle 18 nelle cosiddette 'zone rosse' ma l'idea, su cui si ragiona, è quella di estenderlo alle 21 per tutta Italia. Anche se il Cts, a quanto si apprende da fonti della maggioranza, non sarebbe d'accordo preferendo invece le 18 per tutto il Paese. Conte sarebbe d'accordo con le Regioni sulla richiesta di misure più restrittive ma, in base a quanto si apprende da fonti della maggioranza, a differenza di quanto vogliono i governatori, sarebbe orientato a modularle in base alla diffusione territoriale del Covid, più che a varare provvedimenti di carattere nazionale. Fra le restrizioni sul tavolo della riunione in corso a palazzo Chigi tra il premier e le forze che sostengono il governo c' è l'interruzione della mobilità interregionale, fatto salvo ragioni di lavoro, la chiusura dei centri commerciali nei weekend. Bar e ristoranti chiusi anche a pranzo nelle regioni con tasso di contagi a rischio. Le zone critiche sono Lombardia, Piemonte e Calabria. Poi coprifuoco alle 18, con chiusura delle attività commerciali e per la cura alla persona, salvo farmacie, parafarmacie e alimentari. In base a quanto si apprende da fonti della maggioranza, sono alcune delle misure allo studio del governo. Sempre nelle aree a rischio, chiusi anche i musei e stop ai distributori automatici. Smart working nella Pubblica amministrazione, salvo i servizi pubblici essenziali. Nelle aree più a rischio, individuate sulla base dell'indice dei contagi si starebbe pensando a estendere la didattica a distanza anche alla seconda e terza media, con obbligo di mascherina sempre per le lezioni in presenza, cioè alle elementari e in prima media. E' quanto si apprende da fonti di maggioranza. Il Dpcm annunciato "andrà nella direzione del principio di proporzionalità e ragionevolezza che ha guidato le scelte fino ad ora, facendo leva su qualche misura come la limitazione agli spostamenti interregionali se non per ragioni indifferibili, di salute o di lavoro", ha affermato il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli e a Che tempo che fa su Rai Tre. "La scuola e l'eventuale attivazione di periodo di Dad non è un totem intangibile. In situazioni di alcune realtà territoriali in cui si vuole ottenere una flessione della curva, può essere una misura da considerare", ha aggiunto Locatelli. Proseguirà, intanto, in mattinata alle 9 il confronto tra governo e Regioni, Comuni e Province sulle misure del prossimo Dpcm-anti Covid. Le Regioni, in particolare, avrebbero chiesto misure uniformi per tutta Italia. "In queste 48 ore - avrebbe detto durante la riunione il ministro Speranza - costruiamo insieme il Dpcm su due orizzonti: misure nazionali e misure territoriali. Sul primo punto è vigente l'ultimo Dpcm, possiamo anche alzare l'asticella nazionale su alcuni punti condivisi e su alcuni territori alziamo i livelli di intervento". "La curva epidemiologica è ancora molto alta. Mi preoccupa il dato assoluto, che mostra una curva terrificante. O la pieghiamo, o andiamo in difficoltà". Così il ministro della Salute Roberto Speranza in un colloquio con il Corriere della Sera. "Abbiamo 48 ore per provare a dare una stretta ulteriore", evidenzia Speranza, secondo il quale c'è ancora troppa gente in giro. Il ministro poi rassicura sulla tenuta delle terapie intensive, e sulla scuola spiega che va difesa il più possibile, ma in un contesto di epidemia "non è intangibile". Il lockdown generalizzato non è sostenibile e non serve, in Veneto la maggior parte sono asintomatici e la sanità è assolutamente sotto controllo: lo avrebbe detto il governatore del Veneto, Luca Zaia, nel corso dell'incontro tra Regioni e Governo. Zaia si sarebbe detto favorevole a misure nazionali, "decidiamole insieme e chi ritiene può aggiungere misure territoriali restrittive. Dobbiamo fare squadra ed essere uniti tra noi e il governo", ma avrebbe sottolineato che l' RT non sempre è paragonabile tra Regioni perché il numero dei tamponi e del contact tracing sono diversi; vanno irrobustite le cure domiciliari. "Il lockdown è l'unica misura che si è dimostrata efficace: se possiamo andare avanti con altre misure non determinanti, procediamo. Ma se i tecnici ci dicono che l'unica alternativa è il lockdown, facciamolo a livello nazionale": è questa, secondo quanto si apprende, la posizione espressa dal governatore della Lombardia Attilio Fontana nel corso dell'incontro Regioni-Governo sul dpcm. Fontana ha ribadito che "è necessario che i provvedimenti vengano presi a livello nazionale" e quindi si è detto contrario a un lockdown territoriale, perchè "se fermiamo Milano, si ferma la Lombardia" e "il virus oggi è diffuso su tutto il territorio nazionale, non è come a marzo". Il ministro Boccia ha però chiarito anche perché le restrizioni scatterebbero in automatico: "Il documento dell'Istituto superiore di sanità (Iss) e il sistema di monitoraggio che abbiamo condiviso con scienziati e Regioni ha una serie di ipotesi che devono scattare automaticamente. Se un Rt (indice di contagiosità, ndr) supera un certo livello .- oggi ci sono 11 Regioni oltre 1,5 e 2 regioni oltre 2 -, allora alcune misure già previste dal piano che abbiamo condiviso e aggiornato insieme devono scattare in automatico". E sulla scuola "non si deve prendere una decisione univoca ma deve dipendere dal grado di Rt (indice di contagiosità, ndr) in ogni regione", avrebbe detto il ministro degli Affari regionali. Lo spostamento tra Regioni. "Il governo nazionale - avrebbe detto Boccia agli enti locali - è al vostro fianco per eventuali ulteriori restrizioni condivise a partire dalla mobilità regionale e possiamo decidere di adottare ulteriori misure, ma ogni presidente di regione può intervenire in base alle esigenze e criticità del proprio territorio". "Le regioni che singolarmente chiudono alcune attività o riducono gli orari in base all'attuazione del piano condiviso sull'andamento epidemiologico devono sapere che saremo al loro fianco con ogni forma di sostegno". Una delle ipotesi prospettata dalle Regioni è quella di limitare gli spostamenti degli over 70 per cercare di ridurre la diffusione del coronavirus: in particolare lo avrebbero chiesto Lombardia, Piemonte e Liguria. "Il Paese non può permettersi un nuovo lockdown", dice il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti il quale in una nota sui social suggerisce che bisogna intervenire sulla categoria più fragile, gli anziani definiti dal governatore "non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese". Un tweet che ha fatto immediatamente scoppiare la bufera sui social. "Se dopo le 18 abbiamo detto che si chiudono le attività non necessarie, allora dopo le 18 non bisogna più stare in giro o fare cene con non conviventi", avrebbe detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. I sindaci, d'altro canto, avrebbero chiesto la chiusura dei centri commerciali nei weekend, "perché è in quei giorni che si concentra l'affluenza e chiusura degli sportelli scommesse nelle tabaccherie e nei bar perché è lì che si sposta il flusso di chi trova chiuse le sale scommesse", ha detto il presidente dell'Anci, Antonio Decaro. I sindaci avrebbero chiesto che le chiusure siano pianificate in maniera chiara sulla base del rischio, così come era previsto nel documento del Comitato tecnico scientifico condiviso da Governo e Regioni. In questo modo - avrebbe spiegato il presidente dell'Anci Antonio Decaro - i cittadini sono coinvolti in un percorso trasparente e rispettano le restrizioni: indice Rt sale, scattano le limitazioni, indice Rt scende, si allentano.

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SEZ. POLITICA Covid: nuovo Dpcm firmato da Conte, in vigore da oggi. Il premier: 'Misure per un Natale sereno'

26 Ottobre 2020, 11:25am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Giuseppe Conte © ANSA

INSERITO DA LEONE BUONGIORNO 'Misure per scongiurare lockdown generalizzato. Dobbiamo gestire pandemia per non rimanerne sopraffatti'

Il premier Giuseppe Conte ha firmato nella notte il nuovo Dpcm con le misure restrittive anti-Covid, tra le quali la chiusura alle ore 18 di tutti i ristoranti, bar e gelaterie.

LA CONFERENZA STAMPA DI CONTE

  

"Gli ultimi dati epidemiologici che abbiamo analizzato non ci possono lasciare indifferenti. L'analisi segnala una rapida crescita con la conseguenza che lo stress sul sistema sanitario nazionale ha raggiunto livelli preoccupanti", ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa da Palazzo Chigi. "Dobbiamo fare il possibile per proteggere salute ed economia. Di qui la necessità di misure più restrittive, che entreranno in vigore questa sera fino al 24 novembre".  

"La chiusura di teatri, sale concerto e cinema è stata una decisione particolarmente difficile, tra le altre", ha detto ancora il premier. "L'obiettivo è chiaro, vogliamo tenere sotto controllo la curva epidemiologica perché solo così riusciremo a gestire la pandemia senza rimanerne sopraffatti. Ma questo significa offrire risposta efficiente e cure adeguate a tutti i cittadini e scongiurare lockdown generalizzato, il paese non può piu permetterselo". "Non abbiamo introdotto il coprifuoco, non è una parola che amiamo ma raccomandiamo di muoversi solo per motivi di lavoro, salute studio e necessità. e di non ricevere a casa persone che non siano del nucleo familiare"

"L'Italia è un grande paese, l'abbiamo dimostrato la scorsa primavera, ce l'abbiamo fatta nella prima fase e ce la faremo anche adesso", ha spiegato Conte sottolineando che le misure prese adesso servono per evitare di chiudere tutto per Natale. "Riusciremo così ad affrontare dicembre e le festività natalizie con maggiore serenità". "I ristori arriveranno direttamente sul conto corrente dei diretti interessati con bonifico bancario dell'Agenzia delle Entrate"

"Questo governo, pur nella varietà di sensibilità e posizioni, ha un obiettivo ben chiaro e queste misure delineano un quadro chiaro - ha spiegato Conte -: non vogliamo penalizzare direttamente il tessuto produttivo ed economico ma nello stesso tempo se non stringiamo quelle misure difficilmente potremmo venirne a capo in questo mese novembre. Noi confidiamo che a novembre soffriremo un poco ma poi torneremo a respirare". "Arriveranno nuovi contributi a fondo perduto. Ci sarà un credito d'imposta per gli affitti commerciali per i mesi di ottobre e novembre. Verrà cancellata la seconda rata Imu dovuta entro il 16 dicembre".

"I dati che stiamo esaminando dicono che la pandemia sta correndo in maniera uniforme e critica in tutta italia. Di qui l'intervento del governo a ridefinire quadro di misure restrittive. E potremo già nei prossimi giorni lasciare alle regioni di concordare con noi misure più restrittive".

"Con questo quadro di misure confidiamo di poter affrontare più distesamente il mese di dicembre. Vorremo arrivare al Natale con predisposizione d'animo serena", ha spiegato poi il presidente del Consiglio. Se le misure bastano? "Spero di si ma certo non è che a Natale, anche se arriveranno le prime dosi dei vaccini, potremo tutti abbracciarci e fare feste e festicciole. Ma l'importante è arrivarci sereni", aggiunge.

"Ci possono essere stati degli errori, si può far sempre meglio ma non ci sono state sottovalutazioni. Abbiamo lavorato su tutti i fronti. Quando si affronta una guerra non è che si può dire di non aver fatto abbastanza per vincere. Gli stessi italiani probabilmente sono più frustati rispetto alla prima ondata. Ma se siamo un Paese forte lo dimostreremo anche adesso, i conti si fanno alla fine e noi ce la faremo anche questa volta", ha detto Conte. "Il virus corre molto e dunque noi dobbiamo essere pronti e flessibili a intervenire. Ma non possiamo imputare al governo di essersi distratto e aver abbassato la soglia di attenzione: ricordo che prima dell'estate tutti, anche l'opinione pubblica, pensavano di aver passato la pandemia mentre il governo ha chiesto la proroga dello stato di emergenza ha detto che non potevamo abbassare la guardia e ha continuato a comprare mascherine e respiratori".

"Verrà offerta un a nuova indennità mensile una tantum per gli stagionali del turismo, spettacolo, lavori intermittenti dello sport", ha annunciato poi il premier. 

Conferma della cassa integrazione, ulteriore mensilità del reddito di emergenza e misure di sosteno alla filiera agroalimentare che sarà colpita dalla chiusura dei ristoranti. Sono alcune degli interventi di ristoro annunciati dal premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a palazzo Chigi. "Arriveranno nuovi contribuiti a fondo perduto, ci sarà il credito di imposta per affitti commerciali di ottobre e novembre - dice - la sospensione della seconda rata Imu. Viene inoltre confermata la cassa integrazione, offerta una nuova indennità mensile una tantum per stagionali del turismo, spettacolo e lavoro intermittenti del mondo dello sport, un'ulteriore mensilità del reddito di emergenza e misure di ssotengo della filiera agroalimentare". 

"Sono già pronti gli indennizzi a tutti coloro che verranno penalizzati sono già pronti", ha spiegato Conte in conferenza stampa da Palazzo Chigi assumendo "l'impegno a nome dell'intero governo". Per il lavoro fatto sul decreto il premier ha ringraziato i ministri "e in particolare il ministro Gualtieri e e il ministro Patuanelli".

Il presidente del Consiglio poi ha confermato che i primi vaccini anti-covid dovrebbero arrivare a dicembre e saranno somministrati alle categorie più fragili e a quelle più esposte, come i sanitari. "La commissione europea ha stipulato contratti che prevedono già a dicembre le prime dosi di vaccini, se questi impegni saranno confermati potremo intervenire subito per distribuire i vaccini alle categorie più fragili e agli operatori sanitari che sono esposti al pericolo", ha detto il premier in conferenza stampa. 

"Un dolore la chiusura di teatri e cinema - così su Twitter il ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini -. Ma oggi la priorità assoluta è tutelare la vita e la salute di tutti, con ogni misura possibile. Lavoreremo perché la chiusura sia più breve possibile e come e più dei mesi passati sosterremo le imprese e i lavoratori della cultura".

"Insieme alle misure più stringenti e uniformi che arriveranno con il Dpcm - annuncia su Fb la vice ministro dell'Economia Laura Castelli -, ci saranno subito sostegni economici per quelle categorie che subiranno delle limitazioni per fermare la diffusione del virus. Provvedimenti, a cui stiamo lavorando in queste ore, che verranno adottati in modo rapido, per assicurare ristori, indennizzi e cassa integrazione a tutte le realtà coinvolte. Più di quanto abbiamo già fatto a marzo".

IL TESTO 

ECCO COSA PREVEDE IL NUOVO DPCM

Dpcm conferma chiusura ristoranti ore 18, aperti domenica - Chiusure dei ristoranti, bar, gelaterie e pasticcerie alle 18 nei giorni feriali e la domenica. Stop a cinema, teatri, casinò, sale scommesse- Stop a palestre, piscine, centri benessere e centri termali. Sospese anche le feste dopo i matrimoni. Sono queste alcune delle misure principali del nuovo Dpcm restrittivo firmato da Conte nella notte dopo l'ultima riunione con i capi delegazione. Il governo, quindi conferma gli orari di chiusura di ristoranti e bar "cancellando", dall'ultima bozza, la chiusura domenicale.

Dad potrà arrivare al 100% - La didattica a distanza alle superiori potrà arrivare, secondo quanto prevede il nuovo Dpcm in vigore da oggi, anche al 100%. Ieri i governatori avevano chiesto esplicitamente al governo di prevedere la facoltà di portare totalmente le lezioni a distanza. Ora la palla passa in mano alle autonomie scolastiche, saranno i presidi a decidere la quota di Dad: da questa cifra vanno salvaguardati gli alunni con disabilità e i Bes, ovvero i bisogni educativi speciali.

Dpcm raccomanda non spostarsi ma salta specifica Comune - La versione definitiva del Dpcm "raccomanda fortemente" di "non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità, per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi". Rispetto all'ultima bozza, tuttavia, salta la specifica secondo cui era raccomandato di non spostarsi "dal Comune di residenza, domicilio o abitazione". Il punto, nel corso delle riunioni di ieri, era stato tra i più discussi anche perché nel governo circolava l'ipotesi del divieto di spostamenti tra le Regioni. Divieto che, nel testo firmato da Conte, non viene introdotto.

Salta divieto concorsi pubblici e privati - Si potranno ancora svolgere i concorsi pubblici e privati. Nel testo del Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte è infatti saltato il divieto di svolgimento previsto nella bozza. Alla lettera z dell'articolo 1 del testo circolato ieri, infatti, si afferma che "è sospeso lo svolgimento delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione alla professione...ad esclusione di quelle per il personale sanitario e della protezione civile...fatte salve le procedure in corso". ANSA

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