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sez.politica

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SEZ. POLITICA Sardine, Santori: «Candidati? Mai dire mai»

15 Dicembre 2019, 09:46am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Sardine, Santori: «Candidati? Mai dire mai»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Piazza piena, obiettivo raggiunto». Mattia Santori scende dal palco, o meglio il rimorchio di un tir, guarda la distesa di teste che si allungano su piazza San Giovanni fino a non trovare una fine, si aggiusta i ricci con la mano e dà il cinque agli altri capi-sardine. Sono le 17 di un caldo sabato di dicembre, la prova di Roma è stata superata.
La questura parlerà in serata di «35mila persone»; gli organizzatori del triplo, «100mila». Più la seconda della prima. Sulle note della Libertà di Gaber il colpo d'occhio fa il suo effetto. A un mese dal debutto in piazza Maggiore a Bologna, il viaggio delle sardine chiude il primo ciclo. «Non è escluso che qualcuno di noi decida di impegnarsi in politica, ma è adesso è presto. Io candidarmi? Mai dire mai». Santori, il giovane frontman venuto dalle città delle Due Torri, si muove agile tra i mille microfoni che lo inseguono. C'è un grande «e quindi?» che assilla questa piazza. Intanto, dal palco il giovane leader ha appena pronunciato una serie di proposte (numerate) per scacciare le critiche di chi dice che questa piazza è simpatica e pacifica, ma, stringi stringi, alla fine non propone nulla. E quindi? «Vanno aboliti i decreti sicurezza». E poi? «Basta violenza verbale, i ministri non usino i social, ma i loro canali ufficiali per comunicare, basta campagna elettorale permanente». Nemmeno a dirlo l'obiettivo è Matteo Salvini. Sicché «Roma non si lega», come facile slogan sardinista.

IL VERSO ALLA MELONI
La liturgia di questo flashmob, che ormai tale non è più perché è durato più di due ore, viene comunque rispettata. Si canta Bella ciao a ripetizione, ma c'è il momento «Fratelli d'Italia». Nel senso di Mameli e non di Giorgia Meloni, abbastanza nel mirino della folla («Sono Nibran, sono una donna, sono musulmana e sono figlia di palestinesi», urla una ragazza con il velo, rifacendosi appunto al tormentone di Giorgia).
Non manca, l'inno ufficiale: Com'è profondo il mare di Dalla, che si accompagna con De Gregori (La storia siamo noi). Scendendo fino ai Beatles, con una rapida incursione tra i Rolling Stones. «Siamo i partigiani del 2020», è il grido di battaglia. Anche se l'Anpi c'è, e la presidente Carla Nespolo dice che questi ragazzi «sono il presente di lotta e speranza contro il fascismo». I ragazzi certo.
 

 

 

Tuttavia la piazza è piena di «sardine d'argento». La definizione è di Paolo Flores D'Arcais, padre dei girotondi che furono, che si aggira con il fare del nonno nobile. D'altronde qui c'è un'anima matura politicamente. Che ne ha viste, e perse, tante di battaglie. Ci sono i pensionati della Cgil che vendono spillette a 2 euro, il servizio d'ordine è targato Fiom (i katanga), qua è là gioiosi e sorridenti ecco i Papa-boys, ma anche la comunità di Sant'Egidio è presente. Non mancano le sardine nere (i migranti che vogliono lo ius soli) e quelle europeiste. Dal palco parlano l'europarlamentare del Pd Pietro Bartolo, già medico a Lampedusa, e Giorgia Linardi, portavoce della Sea Watch per riscattare Carola. Insomma, tutti simboli contundenti contro Salvini.

Ci sono sprazzi di Pd, ma anche molta sinistra-sinistra (ecco Nichi Vendola a spasso con il pupo), si affacciano i radicali (c'è il deputato Riccardo Magi) e tanti ragazzi che «mai con il Pd, piano con le offese». E qualche delegazione dei centri sociali «oggi travestiti» da sardine? Ci sono anche loro. Una coppia sui sessanta si guarda negli occhi prendendosi sotto braccio: «Ah, quanta gente: da quanto tempo questa piazza non era così bella». A riportare tutti sulla terra ci sono le pasquinate: «La Lega a Roma è come la carbonara con la panna». Ma attenzione piazza San Giovanni fa gola a tanti. Il più rapido, in apertura e chiusura, è Nicola Zingaretti, segretario del Pd: «Oggi renderete anche Roma più bella», twitta dopo pranzo.

Per poi concludere: «Cambiamo insieme l'Italia, belle le proposte che avete lanciato». Matteo Renzi, leader di Italia Viva dice il contrario: «Complimenti - dice l'ex premier ai manifestanti - ora bisogna passare dalla protesta alla proposta». Il M5S non è pervenuto. A titolo personale c'è il deputato Paolo Lattanzio. La sindaca Virginia Raggi, attesa fino all'ultimo minuto, manda un messaggio: «E' una festa di popolo, Roma non si Lega». E poi inizia a litigare con Salvini (reo di averla di nuovo attaccata): «Sai solo insultare: giù le mani dalla Capitale». Ma è solo un'appendice di un sabato pieno di gente e di «e quindi?». O meglio: «E ora?».

IL MESSAGGERO

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SEZ. POLITICA Conte, dico a tutti parlamentari lavoriamo fino 2023

13 Dicembre 2019, 11:42am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Il premier a trilaterale sulla Libia: 'Serve una soluzione politica'. E sulla Brexit rassicura: 'Rafforzeremo i rapporti con Londra'

Giuseppe Conte a Bruxelles (foto ufficio stampa Palazzo Chigi) © ANSA

"Chi vuole lavorare, ha la possibilità di farlo con noi fino al 2023. Può capitare che qualche parlamentare si senta più trascurato: io dico a tutti i parlamentari, attenzione noi siamo solo all'inizio dell'opera, abbiamo un arco di tempo importante, abbiamo riforme da offrire al Paese. Chi vuole lavorare per migliorare il Paese lo fa adesso, qui con noi". Lo dice il premier Giuseppe Conte, interpellato a margine del Consiglio europeo su possibili nuove uscite dalla maggioranza. Prevede nuove uscite di parlamentari dalla maggioranza? "No, assolutamente no - dice il premier - chi vuole lavorare ha la possibilità di farlo con noi fino al 2023".

Conte ha parlato dopo un incontro Con Angela Merkel ed Emmanuel Macron sulla Libia. "Abbiamo condiviso - ha detto - la necessità che l'Europa si faccia sentire" e "la convinzione che serva una soluzione politica". "Ragionevolmente - ha fatto sapere - perverremo anche oggi in giornata a una dichiarazione congiunta". Conte ha spiegato di aver condiviso con Angela Merkel ed Emmanuel Macron "la necessità che l'Europa si faccia sentire".

Il premier è intervenuto anche sul voto in Gran Bretagna e la Brexit. I cittadini italiani in Gran Bretagna "vanno rassicurati perché abbiamo già lavorato con loro costantemente. Ci eravamo già preparati per tutelarli a pieno nella prospettiva 'no deal', adesso si prospetta una Brexit ordinata". "Noi abbiamo lavorato con Barnier che è il negoziatore per l'Ue" e garantisce una "continuità molto importante per avere ottimi risultati. Lui ha recepito tutte le istanze di tutela delle nostre imprese e della nostra comunità".

ANSA

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SEZ. POLITICA Salvini indagato per i voli di Stato, verifiche su 35 viaggi

12 Dicembre 2019, 12:09pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Salvini indagato per i voli di Stato, verifiche su 35 viaggi

Salvini indagato per i voli di Stato. L'ex vicepremier e ex titolare del Viminale Matteo Salvini è indagato per abuso d'ufficio dalla procura di Roma, che ha trasmesso gli atti al tribunale dei ministri. Lo scrivono il Corriere della Sera e il Fatto quotidiano.L'accusa si riferisce a 35 voli di Stato già considerati illegittimi dalla Corte dei Conti, che tuttavia archiviò il fascicolo che aveva aperto -trasmettendo però gli atti alla procura di Roma- non riscontrando un danno erariale. La Corte dei conti si interessò della vicenda dopo un'inchiesta di Repubblica sugli abbinamenti di molti appuntamenti istituzionali di Salvini in giro per l'Italia con comizi o altre manifestazioni di partito nella stessa zona.Trasferte eseguite a bordo di aerei in dotazione alla polizia o ai vigili del fuoco. L'uso di quei velivoli venne ritenuto illegittimo dai giudici contabili perchè i mezzi della polizia e dei pompieri sono riservati allo svolgimento di compiti istituzionali o di addestramento e non ai cosiddetti voli di Stato, per cui vige un'altra normativa.

LEGGO

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SEZ. POLITICA Consulta, l'ora delle donne, Cartabia verso la presidenza

11 Dicembre 2019, 10:46am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA  Sarebbe la prima donna a presiedere la Corte Costituzionale. Marta Cartabia, classe 63, giudice della Consulta dal 2011 per volontà di Giorgio Napolitano, dal 2014 vicepresidente, è la favorita alla successione di Giorgio Lattanzi, che ha lasciato lunedì l'incarico. Il nome della Cartabia, sposata tre figli, giurista cattolica, era circolato anche la scorsa estate per la presidenza del Consiglio, dopo la caduta del primo governo Conte, ma per l'elezione di oggi sembra davvero fatta. È stata la terza donna ad essere nominata giudice dopo Fernanda Contri e Maria Rita Saulle. Nella rosa dei favoriti ci sono anche Aldo Carosi, viterbese, eletto dalla Corte dei Conti, e Mario Rosario Morelli, romano, eletto dalla Corte di Cassazione. Ma in pole position c'è la sua elezione. In ogni caso si tratterà di una presidenza breve: un solo anno o poco meno. Cartabia, così come Carosi, ha giurato il 13 settembre 2011, mentre Mario Rosario Morelli il 12 dicembre dello stesso anno. I nove anni del mandato scadranno entro il 2020. E oggi, alla Consulta, debutterà anche Stefano Petitti, eletto giudice costituzionale il 28 novembre scorso dalla Cassazione, che ha riportato a quota quindici i giudici alla Corte Costituzionale.

LA POLITICA
L'idea politica di Cartabia è riassunta nella prefazione che ha scritto quasi un anno fa al libro del gesuita Francesco Occhetta, Ricostruiamo la politica. Orientarsi nel tempo dei populismi. Una presa di posizione chiara rispetto alle contrapposizioni e alle polemiche. «L'urgenza della buona politica: non di quella asservita alle ambizioni individuali o alla prepotenza delle fazioni, delle ideologie o dei centri di interessi, o addirittura preda della corruzione - scriveva Cartabia - ma della buona politica, che è, cioè, capace di includere, che sa essere coraggiosa e prudente allo stesso tempo, responsabile, collaborativa, disposta a lasciare le sue buone idee, senza abbandonarle, per metterle in discussione con tutti nella ricerca del bene comune».

IL PROFILO
Cattolica, considerata vicina a Comunione e Liberazione sin dall'epoca degli studi universitari, Cartabia si è però distinta con le sue pubblicazioni, non solo per la difesa della libertà religiosa, ma anche per la laicità positiva dello Stato e per un approccio ai conflitti ispirato alla metodologia della reasonable accommodation di origine nordamericana. Nel 93 ha conseguito il dottorato di ricerca in legge presso l'Istituto universitario europeo di Fiesole (supervisore, Bruno de Witte). Nel lungo curriculum vanta una specializzazione all'Università di Aix-Marseille sui temi della giustizia costituzionale comparata, ha svolto attività di ricerca all'estero, in particolare negli Stati Uniti. Subito dopo la laurea è stata research fellow all'University of Michigan Law School di Ann Arbor. Dal 93 al 99 è stata ricercatrice di diritto costituzionale presso l'Università degli Studi di Milano e fra il 1993 e il 1995 ha svolto funzioni di assistente di studio presso la Corte costituzionale; dal 2004 è professore ordinario di Diritto costituzionale all'Università degli Studi di Milano-Bicocca, dove è anche stata titolare del corso Jean Monnet in Diritto costituzionale europeo (2005 - 2008). Ha insegnato in numerosi atenei, in Italia e all'estero. Il 12 novembre 2014 è stata nominata vicepresidente della Corte costituzionale dal suo presidente Alessandro Criscuolo, riconfermata nel 2016 dal neoeletto presidente Paolo Grossi e, a marzo 2018, dal presidente Giorgio Lattanzi. INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sarebbe la prima donna a presiedere la Corte Costituzionale. Marta Cartabia, classe 63, giudice della Consulta dal 2011 per volontà di Giorgio Napolitano, dal 2014 vicepresidente, è la favorita alla successione di Giorgio Lattanzi, che ha lasciato lunedì l'incarico. Il nome della Cartabia, sposata tre figli, giurista cattolica, era circolato anche la scorsa estate per la presidenza del Consiglio, dopo la caduta del primo governo Conte, ma per l'elezione di oggi sembra davvero fatta. È stata la terza donna ad essere nominata giudice dopo Fernanda Contri e Maria Rita Saulle. Nella rosa dei favoriti ci sono anche Aldo Carosi, viterbese, eletto dalla Corte dei Conti, e Mario Rosario Morelli, romano, eletto dalla Corte di Cassazione. Ma in pole position c'è la sua elezione. In ogni caso si tratterà di una presidenza breve: un solo anno o poco meno. Cartabia, così come Carosi, ha giurato il 13 settembre 2011, mentre Mario Rosario Morelli il 12 dicembre dello stesso anno. I nove anni del mandato scadranno entro il 2020. E oggi, alla Consulta, debutterà anche Stefano Petitti, eletto giudice costituzionale il 28 novembre scorso dalla Cassazione, che ha riportato a quota quindici i giudici alla Corte Costituzionale.

LA POLITICA
L'idea politica di Cartabia è riassunta nella prefazione che ha scritto quasi un anno fa al libro del gesuita Francesco Occhetta, Ricostruiamo la politica. Orientarsi nel tempo dei populismi. Una presa di posizione chiara rispetto alle contrapposizioni e alle polemiche. «L'urgenza della buona politica: non di quella asservita alle ambizioni individuali o alla prepotenza delle fazioni, delle ideologie o dei centri di interessi, o addirittura preda della corruzione - scriveva Cartabia - ma della buona politica, che è, cioè, capace di includere, che sa essere coraggiosa e prudente allo stesso tempo, responsabile, collaborativa, disposta a lasciare le sue buone idee, senza abbandonarle, per metterle in discussione con tutti nella ricerca del bene comune».

IL PROFILO
Cattolica, considerata vicina a Comunione e Liberazione sin dall'epoca degli studi universitari, Cartabia si è però distinta con le sue pubblicazioni, non solo per la difesa della libertà religiosa, ma anche per la laicità positiva dello Stato e per un approccio ai conflitti ispirato alla metodologia della reasonable accommodation di origine nordamericana. Nel 93 ha conseguito il dottorato di ricerca in legge presso l'Istituto universitario europeo di Fiesole (supervisore, Bruno de Witte). Nel lungo curriculum vanta una specializzazione all'Università di Aix-Marseille sui temi della giustizia costituzionale comparata, ha svolto attività di ricerca all'estero, in particolare negli Stati Uniti. Subito dopo la laurea è stata research fellow all'University of Michigan Law School di Ann Arbor. Dal 93 al 99 è stata ricercatrice di diritto costituzionale presso l'Università degli Studi di Milano e fra il 1993 e il 1995 ha svolto funzioni di assistente di studio presso la Corte costituzionale; dal 2004 è professore ordinario di Diritto costituzionale all'Università degli Studi di Milano-Bicocca, dove è anche stata titolare del corso Jean Monnet in Diritto costituzionale europeo (2005 - 2008). Ha insegnato in numerosi atenei, in Italia e all'estero. Il 12 novembre 2014 è stata nominata vicepresidente della Corte costituzionale dal suo presidente Alessandro Criscuolo, riconfermata nel 2016 dal neoeletto presidente Paolo Grossi e, a marzo 2018, dal presidente Giorgio Lattanzi.  DI VALENTINA ERRANTE IL MATTINO 

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SEZ. POLITICA Manovra: riprendono lavori in Commissione Senato Plastic tax salva tetrapack. Salta stretta sconti sanità

10 Dicembre 2019, 11:45am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Manovra: riprendono lavori in Commissione Senato Plastic tax salva tetrapack. Salta stretta sconti sanità

Sono ripresi i lavori in Commissione Bilancio del Senato sulla manovra, per l'esame degli emendamenti. Il programma prevede anche sedute pomeridiana e serale. Seduti al tavolo della presidenza anche i viceministri Laura Castelli e Antonio Misiani. Rinvio della tassa sulla plastica e sullo zucchero. Robin tax che si applica solo ai concessionari dei trasporti ma sale al 3,5%. E niente stretta sulle spese sanitarie, che si potranno continuare a portare in detrazione indipendentemente dal reddito. Cambia ancora la manovra, anche se ancora in commissione al Senato non si è praticamente iniziato a votare. Relatori e governo hanno presentato un nuovo pacchetto di modifiche che recepisce l'intesa della maggioranza raggiunta dopo il vertice fiume di 14 ore di venerdì. Se arriverà il 'travaso' del decreto Alitalia, pur tra le proteste, non entrerà, invece, il Milleproroghe: il governo aveva avanzato la proposta di una cinquantina di proroghe, dalle intercettazioni alla stabilizzazione dei precari della P.a. che dovrebbero arrivare invece con il tradizionale decreto di fine anno. In arrivo, invece, la soluzione per tutelare da eventuali richieste di risarcimento gli orfani di femminicidio, come nel caso delle due sorelle di Massa Carrara. NIENTE PLASTIC TAX SUL TETRAPACK,SLITTANO MICROTASSE: come promesso il governo di fatto ha quasi azzerato le varie imposte 'di scopo' introdotte con la manovra. La tassa sulla plastica si fermerà a 50 centesimi al chilo (da 1 euro) e partirà da luglio. Non si applicherà non solo su tutte i contenitori di medicinali e sui dispositivi medici, sulla plastica compostabile e su quella riciclata ma nemmeno sul tetrapack. Per il 2020 l'incasso scende da 1,1 miliardi a circa 150 milioni. Idem per la sugar tax, l0 euro a ettolitro sulle bevande con zuccheri aggiunti. Portava 233 milioni ora poco meno di 60. Resta solo 1 milione di maggiori introiti invece dalla revisione delle tasse sulle auto aziendali, rimodulata in 4 fasce: le auto più ecologiche impatteranno sul reddito per il 25%, le più inquinanti fino al 60%. STANGATA SUI GIOCHI, TASSA FORTUNA AL 20%: gran parte delle nuove risorse arrivano da una ulteriore stretta sui giochi, per 308 milioni. Dal primo marzo sale al 20% il prelievo sulle vincite oltre i 500, comprese le lotterie istantanee come i Gratta e Vinci. Nel caso delle new slot, le Vlt, il prelievo sale al 20% sopra i 200 euro, e la novità parte dal 15 gennaio. Rivisti anche il Preu e il payout per le varie slot, cioè la percentuale di somme giocate destinate alle vincite. ROBIN TAX PER 3 ANNI, CAMBIA INDUSTRIA 4.0: l'addizionale Ires doveva essere un'altra voce di copertura ma ne è stata ridotta la portata. Sostituisce la stretta sugli ammortamenti dei concessionari autostradali e si applicherà dal 2019 al 2021 solo ai concessionari di autostrade, porti, aeroporti e ferrovie. Novità anche per il pacchetto di incentivi alle imprese che investono: non più ammortamenti ma un credito d'imposta. RITOCCHI A GREEN NEW DEAL E BONUS FACCIATE: i fondi per gli investimenti green potranno andare anche alla riduzione della plastica e a sostenere imprenditoria giovanile e femminile. Il bonus facciate viene esteso anche agli alberghi. PIU' FONDI A VIGILI FUOCO, ENTI LOCALI, 5xMILLE: arriveranno risorse aggiuntive per i Vigili del fuoco, un pacchetto di misure per gli enti locali con più spazio per gli investimenti e per i servizi. Sale la dotazione del fondo per la non autosufficienza, fino a 300 milioni l'anno dal 2022. Al 5 per mille, come annunciato, vengono destinati 10 milioni in più. Mentre altri 100 milioni aggiuntivi vengono appostati per il rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione. Monopattini come bici, possono circolare - I monopattini elettrici, a potenza limitata, sono equiparati alle biciclette e potranno circolare, rispettando il Codice della Strada. Lo prevede un emendamento alla manovra di Italia Viva, approvato dalla commissione Bilancio del Senato. L'obiettivo, viene spiegato, era quello in primis di superare il problema delle multe. Raddoppiano fondi per borse studio università - Raddoppiano i fondi per le borse di studio per l'università. La commissione Bilancio del Senato ha approvato alcuni emendamenti riformulati, sottoscritti da tutta la maggioranza, che porta da 16 a 31 milioni il finanziamento aggiuntivo nel 2020 per promuovere il diritto allo studio universitario. Ok all'unanimità, corsi antibullismo ai prof - Via libera all'unanimità ai corsi contro il bullismo e il cyber bullismo per i prof. La commissione Bilancio del Senato ha approvato un emendamento che stanzia, anche per combattere le discriminazioni di genere, un milione l'anno per tre anni. Ok anche a 11 milioni nel 2020 per la "qualificazione" degli insegnanti in favore dell'inclusione scolastica. Conte apre a verifica governo a gennaio. Caos manovra Una verifica di governo a gennaio. Un tavolo per "tracciare una roadmap di governo chiara con le priorità e un cronoprogramma" per "governare fino al 2023". Se qualcuno non ci sta, sarà quello il momento per dirlo. Lo ufficializza il premier Giuseppe Conte, rispondendo ad una sollecitazione del Pd, nel giorno in cui i partiti di maggioranza avviano una "maratona" prenatalizia assai impegnativa. E tesa. Non c'è solo la trattativa sulla risoluzione di maggioranza sul Mes (su una prima bozza si cerca di convincere la fronda M5s). Si litiga sulle intercettazioni, con un tentativo M5s di rinvio che fa irritare il Pd. Ma è sulla manovra che l'allarme cresce. Perché al Senato si procede di rinvio in rinvio, senza neanche un voto. I presidenti delle Camere si dicono "preoccupati" per la compressione dell'esame in Parlamento. E l'opposizione si prepara alle barricate: "Si rischia l'esercizio provvisorio di bilancio", accusa la Lega. Nel giorno in cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella torna a porre l'accento sulla necessità di combattere l'evasione fiscale "indecente", la maggioranza mostra qualche difficoltà a chiudere il testo della legge di bilancio. Un tour de force di riunioni porta a un nuovo pacchetto di emendamenti dei relatori e un subemendamento del governo che riscrive la tassa sulla plastica, che partirà da luglio, la sugar tax al via da ottobre e anche la Robin tax al 3,5% sull'Ires dei concessionari di autostrade, porti e aeroporti. Tra le novità, c'è lo stop alla stretta sulle detrazioni delle spese sanitarie. Ma il testo è ancora un work in progress: si cerca di recepire al Senato anche alcune delle modifiche che avrebbero dovuto fare i deputati, visto che la manovra arriverà alla Camera blindata. L'imperativo è approvare in Aula la manovra entro venerdì, per incassare il via libera definitivo entro l'anno (si cercherà di farcela prima di Natale). Roberto Fico scrive a Elisabetta Casellati per esprimere "preoccupazione" per l'esame del Parlamento. E il presidente del Senato sottoscrive l'invito a dare spazio alle Camere di esprimersi. Il caos è tale che in Aula il capogruppo leghista Massimiliano Romeo evoca lo spettro dell'esercizio provvisorio di bilancio. In quella ipotesi si ricorrerebbe un decreto per bloccare l'aumento dell'Iva. Ma vorrebbe dire - spiega una fonte di maggioranza - che è saltato tutto, non solo la manovra ma il governo. Dal governo assicurano che con calma ogni cosa andrà al suo posto. Poi, chiusa la manovra, Conte si dedicherà a definire il cronoprogramma che consenta alla maggioranza di andare avanti, con l'obiettivo di arrivare al 2023. E' il Pd, con Goffredo Bettini, a spingere perché si faccia una vera e propria "verifica" di governo. "Lavoriamo con Conte a un'Agenda 2020", dichiara Nicola Zingaretti. E a stretto il giro il premier dice che sì, l'idea Pd è anche la sua: "Mi farò portatore di questa iniziativa, è assolutamente necessario". L'asse tra Zingaretti e il premier è ormai "conclamato", notano da Iv. Ma Luigi Di Maio afferma che il M5s "settimane fa" aveva chiesto di "stilare un'agenda" di priorità. Poi aggiunge: "Il governo deve andare avanti su temi come casa, sanità, lavoro". Plaude da Leu Roberto Speranza. E anche Iv con Ettore Rosato si dice pronto a sedere al tavolo a partire "da taglio dell'Irpef e piano di shock di investimenti", "purché - sottolinea - non sia un rito da prima Repubblica". Da qui all'appuntamento però altri nodi sono destinati a venire al pettine. Uno viene solo rinviato. Tra le pieghe del provvedimento Milleproroghe, che il governo ipotizza di inserire come emendamento alla manovra, spunta infatti un rinvio di sei mesi della riforma Orlando delle intercettazioni, da gennaio a giugno. I Dem non erano informati e si irritano parecchio. Perché sulle intercettazioni, come sulla prescrizione, si sta cercando una mediazione. Difficile e non scontata. Telefonate di fuoco arrivano al ministro Alfonso Bonafede e via Arenula precisa che si trattava di una norma "solo cautelativa": "Siamo aperti all'accordo". Il Milleproroghe intanto non entra in manovra, ci sarà qualche giorno di più per discuterne.

 ANSA

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SEZ. POLITICA Manovra: Conte: 'Dopo l'ok, piano di riforme per investimenti' Regole più semplici, meno oneri burocratici, spese più efficaci

9 Dicembre 2019, 13:44pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Manovra: Conte: 'Dopo l'ok, piano di riforme per investimenti' Regole più semplici, meno oneri burocratici, spese più efficaci

"Consentiteci di completare l'ultimo miglio la manovra, una volta che sarà approvata ci dedicheremo a progetto un futuro migliore per il nostro Paese e a progettare le riforme strutturali necessarie, e una magna pars del tavolo sarà dedicata a un programma per realizzare in modo più efficace gli investimenti. Tre le direttrici: una razionalizzazione delle risorse pubbliche rafforzando il partenariato tra pubblico e privato, semplificare il quadro regolatorio e ridurre gli oneri burocratici". Lo dice il premier Giuseppe Conte intervenendo al Rome Investment Forum 2019. "C'è una battaglia che voglio continuare a portare avanti. Che è quella di eliminare la tassazione sulla sugar tax". Lo ha detto il ministro per le Politiche Agricole, Teresa Bellanova a Cetara (Salerno). "Voglio continuare a combattere per convincere il ministro dell'Economia e tutto il Governo che quella non è una tassa che educa all'alimentazione - ha aggiunto - quella è una tassa che incide purtroppo su un pezzo importante della filiera agroalimentare". "Graduatorie idonei 2011 valide fino a fine marzo e quelle 2012-2017 fino al 30 settembre. Elenchi 2018-2019 con pieno scorrimento per 3 anni. Dal 2020 in poi per 2 anni. Spazio così in manovra a richieste enti su reclutamento rapido accanto a nuovi concorsi per rinnovare la Pa". E' quanto spiega in un tweet la ministra della P.a, Fabiana Dadone, illustrando un emendamento del governo, in vista delle votazioni al Senato sulla legge di Bilancio.

ANSA

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SEZ. POLITICA Manovra: addio alle finte prime case, una sola a famiglia

8 Dicembre 2019, 10:49am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Depositati in commissione Bilancio al Senato e che saranno votati a partire da lunedì

Manovra: addio alle finte prime case, una sola a famiglia © ANSA

Arriva una stretta sulle 'finte prime case': ogni nucleo familiare potrà indicare una sola abitazione come principale, sulla quale non pagare l'Imu, anche se la seconda casa si trova fuori dal territorio comunale di residenza. Lo prevede un emendamento dei relatori alla manovra depositato in commissione Bilancio. Nella relazione che accompagna la proposta si precisa che si interviene "sulle case turistiche, spesso considerate come abitazione principale a causa dello spostamento fittizio della residenza di uno dei due coniugi".

Il decreto Alitalia sarà 'travasato' in manovra. La decisione arriva attraverso un nuovo pacchetto di una trentina di emendamenti dei relatori, depositati in commissione Bilancio al Senato e che saranno votati a partire da lunedì. Tra le proposte anche assunzioni nei ministeri, nelle capitanerie di porto e nell'avvocatura, fondi per gli Istituti tecnici, per i quali andranno determinati ogni due anni gli standard organizzativi, le Zes, zone economiche speciali, in Veneto. 

Una proroga delle norme per la stabilizzazione dei precari del Servizio sanitario nazionale, medici, infermieri e tecnici, fino al 2022. E lo scorrimento delle graduatorie in sanità per l'assunzione anche di idonei non vincitori. Sono due misure per coprire le carenze di organico nella sanità proposte nel pacchetto di emendamenti alla manovra che i relatori hanno depositato in commissione Bilancio al Senato. Per superare il precariato si include anche chi ha maturato i 3 anni di anzianità fino al 30 giugno del 2019.

ANSA

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SEZ. POLITICA Attacco di Salvini alla Nutella, è polemica Il leader leghista e le nocciole turche, bufera sui social

7 Dicembre 2019, 10:10am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Una foto da Twitter pubblicata a giugno 2019 da Matteo Salvini in cui scrive: 'La piadina alla Nutella a mezzanotte insieme ai bimbi ci sta. Viva la Romagna!' © ANSA

 L'attacco di Matteo Salvini alla Nutella, rea a suo dire di usare le nocciole turche, è uno dei main trend su Twitter, ed ha scatenato la reazione non solo di esponenti politici suoi avversari, ma anche di economisti e del più ampio popolo della rete.

    Nel primo pomeriggio si registrano ben 13.600 tweet con l'hashtag #Nutella, e altri replicano alle parole del leader leghista con l'hashtag #noccioleturche o #nocciole.

    Molti tweet, quelli di economisti, manager o esperti, sottolineano come la produzione di Nutella della Ferrero assorba il 40% del mercato mondiale di nocciole e che quelle italiane non basterebbero.
Molti altri, come la sottosegretaria Alessia Morani ricordano il progetto di Ferrero per impiantare in varie Regioni, specie al Sud, nuovi noccioleti. Moltissimi altri "cinguettii" sottolineano semmai la contraddittorietà tra le affermazioni di ieri di Salvini e le precedenti sue foto da lui postate mentre mangiava proprio la Nutella: "Con le nocciole turche la giravolta di oggi di Salvini ricorda le sue posizioni sull'Euro", scrive Enrico Letta.

    Ma la stragrande maggioranza del popolo della rete si prende gioco di Salvini attraverso l'Ironia: su tutti l'account fake di Vujaidin Boskov: "#salvini ha detto che non va più da meccanico perché visto che lui usa chiave inglese invece di quella italiana".

ANSA

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SEZ. POLITICA Salvini, no a riforma Bonafede Ministro ci garantì garanzie ma poi è sparito

5 Dicembre 2019, 11:11am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Salvini, no a riforma Bonafede Ministro ci garantì garanzie ma poi è sparito

ROMA, "Se c'è da votare qualcosa che eviti danni agli italiani voto anche con topolino. Noi votammo la riforma con il rinvio di un anno per inserirlo in un pacchetto più ampio, Bonafede garantì ma poi è scomparso". Così il leader della Lega Matteo Salvini, a Sky tg 24 Start, alla domanda se voterebbe con il Pd e Iv la riforma di Fi per bloccare la nuova prescrizione, voluta da M5S.

ANSA

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SEZ. POLITICA Prescrizione: Di Maio, il primo gennaio è legge, no a Nazareno 2.0. Ira Pd Marcucci: 'La smetta con le provocazioni'

4 Dicembre 2019, 14:07pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Prescrizione: Di Maio, il primo gennaio è legge, no a Nazareno 2.0. Ira Pd Marcucci: 'La smetta con le provocazioni'

Insiste sulla prescrizione e sul Mes prova a stemperare dicendo di non aver mai parlato di crisi. Interviene così il capo politico M5s Luigi Di Maio parlando al Gr1. "La nostra riforma dal primo gennaio diventa legge. Su questo non discutiamo. Se il Pd poi vuol votare una legge con Salvini e Berlusconi per far tornare la prescrizione com'era ideata da Berlusconi sara' un Nazareno 2.0, ma non credo avverra'", avverte. "Non ho mai parlato di crisi Di governo semplicemente chiediamo un rinvio per migliorare questo meccanismo". "La cosa incredibile e' che noi assistiamo a una Lega che attacca su questo fondo quando tutto questo è patito dal governo Berlusconi-Lega, alla faccia dei sovranisti", aggiunge Di Maio. Dura la replica del Pd sulla vicenda della prescrizione. "Di Maio forse non ha capito la gravità della situazione. Sulla prescrizione, non faremo passi indietro. Non si può accettare una norma anticostituzionale come il blocco della prescrizione dopo il primo grado di giudizio. Non si possono sottoporre i cittadini a processi infiniti. Ci sono diverse soluzioni tecniche da affrontare ora, consiglio al capo del M5S di smetterla con le provocazioni". Lo afferma il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci replicando al leader M5s

 ANSA

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