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SEZ. POLITICA Autostrade, via alla revoca delle concessioni. Di Maio: 'Benetton perderanno profitti' "La retorica che si perdono i posti di lavoro" con la revoca delle concessioni ad Autostrade "è una sciocchezza. 'Dio e Madonne li lasciamo a chi è in difficoltà' precisa

2 Gennaio 2020, 10:55am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Autostrade, via alla revoca delle concessioni. Di Maio: 'Benetton perderanno profitti' "La retorica che si perdono i posti di lavoro" con la revoca delle concessioni ad Autostrade "è una sciocchezza. 'Dio e Madonne li lasciamo a chi è in difficoltà' precisa

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA"Nel milleproproghe abbiamo inserito la norma sulle concessioni autostradali. Questo decreto dice finalmente che si avvia un percorso per alcune infrastrutture che ci permette di revocare le concessioni ai Benetton". Lo ha detto Luigi Di Maio in una diretta facebook. "Tutti si sono scandalizzati perché è crollato il titolo di Atlantia, ma chi si è scandalizzato non lo ha fatto quando è crollato il Ponte Morandi. E' crollato il ponte e non si sa di chi è la colpa, invece ogni dichiarazione sulle concessioni è diventata un attentato ad Autostrade". "La retorica che si perdono i posti di lavoro" con la revoca delle concessioni ad Autostrade "è una sciocchezza. Si perdono i profitti dei Benetton ed è giusto, perché non hanno fatto quanto dovuto per mantenere quel ponte" Morandi. "Io non sono tranquillo che ci siano quei signori che non hanno mantenuto il ponte Morandi che ora gestiscono 3 mila chilometri, bisogna riprenderci quella gestione e poi i dipendenti verranno chiaramente impiegati".  "Noi dobbiamo credere in quello che stiamo facendo, il 2020 sarà l'anno degli Stati generali, dobbiamo attrezzarci per diventare determinanti. Negli anni '10 siamo stati protagonisti, nel 2020 dobbiamo essere determinanti e per esserlo dobbiamo essere più strutturati. E per farlo dovremo essere compatti. A breve avremo anche i facilitatori regionali e poi a marzo, verosimilmente, ci saranno gli stati generali dove scriveremo la nuova carta di valori del M5S" dice il capo politico dei 5s. "Ci sono alcuni parlamentari che non vogliono il taglio dei parlamentari perchè non sarebbero eletti. Penso che sei mesi in più, sei mesi in meno non cambia nulla, ma prepariamoci a questa campagna referendaria. Non ce n'era bisogno ma siamo pronti". Lo afferma il capo politico dei Cinque Stelle in diretta su Facebook. "Non è vero che solo il 12%" dei parlamentari del M5S è in regola con le restituzioni, "l'ultima l'abbiamo pianificata ad agosto o settembre, mancano gli ultimi mesi, ma se c'è qualcuno che è in ritardo o non ha restituito, io chiedo ai giornali che diano la stessa evidenza quando verranno date le sanzioni a chi non rispetta le regola" ha ribadito Di Maio. "Molti giornali dicono che i parlamentari non versano i rimborsi - ha aggiunto - Noi siamo l'unica forza politica che taglia gli stipendi degli eletti e le versa per fini di bene". E infine, con una battuta rivolta al leader della Lega Matteo Salvini, precisa:  "Non citerò né Madonne né Dio perché quelli li lasciamo alle persona in difficoltà, noi portiamo avanti il nostro lavoro con umiltà. Lasciamo le preghiere alle persone in difficoltà, a cui va tutta la mia vicinanza". Lo dice il capo politico M5S Luigi Di Maio in diretta Facebook facendo riferimento alle parole di Matteo Salvini che, anche ieri, ha affermato di voler guidare l'Italia con "l'aiuto di Dio e del cuore immacolato di Maria". Infine il ministro degli esteri ricorda che "Da oggi entra in vigore la norma che toglie finalmente la prescrizione. Abbiamo sempre detto che i furbetti non dovevano perdere tempo per farla franca e da oggi entra una legge che stabilisce un po' di fiducia tra i cittadini e le istituzioni". Lo dice il leader del M5S Luigi Di Maio in diretta Fb. "Sarà un anno con più giustizia, era la grande promessa che vi avevamo fatto e in mezzo c'è stata una crisi di governo dovuta proprio alla giustizia", spiega.

ANSA

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SEZ. POLITICA Autostrade, via alla revoca delle concessioni. Di Maio: 'Benetton perderanno profitti'

2 Gennaio 2020, 10:30am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

"La retorica che si perdono i posti di lavoro" con la revoca delle concessioni ad Autostrade "è una sciocchezza. 'Dio e Madonne li lasciamo a chi è in difficoltà' precisa

Italian Foreign Minister Di Maio visits Lebanon © ANSA

"Nel milleproproghe abbiamo inserito la norma sulle concessioni autostradali. Questo decreto dice finalmente che si avvia un percorso per alcune infrastrutture che ci permette di revocare le concessioni ai Benetton". Lo ha detto Luigi Di Maio in una diretta facebook. "Tutti si sono scandalizzati perché è crollato il titolo di Atlantia, ma chi si è scandalizzato non lo ha fatto quando è crollato il Ponte Morandi. E' crollato il ponte e non si sa di chi è la colpa, invece ogni dichiarazione sulle concessioni è diventata un attentato ad Autostrade". "La retorica che si perdono i posti di lavoro" con la revoca delle concessioni ad Autostrade "è una sciocchezza. Si perdono i profitti dei Benetton ed è giusto, perché non hanno fatto quanto dovuto per mantenere quel ponte" Morandi. "Io non sono tranquillo che ci siano quei signori che non hanno mantenuto il ponte Morandi che ora gestiscono 3 mila chilometri, bisogna riprenderci quella gestione e poi i dipendenti verranno chiaramente impiegati".

"Noi dobbiamo credere in quello che stiamo facendo, il 2020 sarà l'anno degli Stati generali, dobbiamo attrezzarci per diventare determinanti. Negli anni '10 siamo stati protagonisti, nel 2020 dobbiamo essere determinanti e per esserlo dobbiamo essere più strutturati. E per farlo dovremo essere compatti. A breve avremo anche i facilitatori regionali e poi a marzo, verosimilmente, ci saranno gli stati generali dove scriveremo la nuova carta di valori del M5S" dice il capo politico dei 5s. "Ci sono alcuni parlamentari che non vogliono il taglio dei parlamentari perchè non sarebbero eletti. Penso che sei mesi in più, sei mesi in meno non cambia nulla, ma prepariamoci a questa campagna referendaria. Non ce n'era bisogno ma siamo pronti". Lo afferma il capo politico dei Cinque Stelle in diretta su Facebook. "Non è vero che solo il 12%" dei parlamentari del M5S è in regola con le restituzioni, "l'ultima l'abbiamo pianificata ad agosto o settembre, mancano gli ultimi mesi, ma se c'è qualcuno che è in ritardo o non ha restituito, io chiedo ai giornali che diano la stessa evidenza quando verranno date le sanzioni a chi non rispetta le regola" ha ribadito Di Maio. "Molti giornali dicono che i parlamentari non versano i rimborsi - ha aggiunto - Noi siamo l'unica forza politica che taglia gli stipendi degli eletti e le versa per fini di bene".

E infine, con una battuta rivolta al leader della Lega Matteo Salvini, precisa:  "Non citerò né Madonne né Dio perché quelli li lasciamo alle persona in difficoltà, noi portiamo avanti il nostro lavoro con umiltà. Lasciamo le preghiere alle persone in difficoltà, a cui va tutta la mia vicinanza". Lo dice il capo politico M5S Luigi Di Maio in diretta Facebook facendo riferimento alle parole di Matteo Salvini che, anche ieri, ha affermato di voler guidare l'Italia con "l'aiuto di Dio e del cuore immacolato di Maria".

Infine il ministro degli esteri ricorda che "Da oggi entra in vigore la norma che toglie finalmente la prescrizione. Abbiamo sempre detto che i furbetti non dovevano perdere tempo per farla franca e da oggi entra una legge che stabilisce un po' di fiducia tra i cittadini e le istituzioni". Lo dice il leader del M5S Luigi Di Maio in diretta Fb. "Sarà un anno con più giustizia, era la grande promessa che vi avevamo fatto e in mezzo c'è stata una crisi di governo dovuta proprio alla giustizia", spiega.

ANSA

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SEZ. POLITICA Conte: 'Non lascio la politica a fine mandato' Il premier prepara il vertice della ripresa, resta l'ombra dei nuovi gruppi

30 Dicembre 2019, 12:53pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Conte: 'Non lascio la politica a fine mandato' Il premier prepara il vertice della ripresa, resta l'ombra dei nuovi gruppi

"Dopo questo mio intenso coinvolgimento, non vedo un futuro senza politica". Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un colloquio con Repubblica annuncia un impegno a lungo termine. Precisa di pensare "al presente e non al mio futuro", perché "iniziare a ragionare sul proprio futuro quando si ha un incarico così rilevante rischia di creare una falsa e distorta prospettiva", "come un tarlo" che "finisce per distrarre o peggio per condizionare le scelte e le decisioni che si è chiamati ad assumere", ma aggiunge: "Non mi vedo novello Cincinnato che mi ritraggo e mi disinteresso della politica". "La politica - riflette il premier - non è solo fondare un partito o fare il leader di partito o fare competizioni elettorali. Ci sono mille modi per partecipare alla vita politica e dare un contributo al proprio paese". Infine, per rassicurare i partner della coalizione, ribadisce: "Qualsiasi contributo mi troverò a dare sarà comunque in linea con la mia inclinazione che sabato ho esplicitato: sono un costruttore, non sono divisivo". Sarà la giustizia, e in particolare la prescrizione, la prima tappa dello slalom di gennaio di Giuseppe Conte. Tappa spinosissima, perché M5S, Pd e Iv viaggiano su binari lontanissimi e il rischio è che lo stallo sulla riforma Bonafede inquini sul nascere il confronto nel governo dal quale il presidente del Consiglio vuol far ripartire la sua agenda. Del resto, nonostante nella conferenza di fine anno abbia dato un suo netto imprinting alla direzione del governo giallorosso, la maggioranza resta fragile. Con l'ombra del nuovo gruppo alla Camera che, nonostante l'appello del premier a non destabilizzare, resta un'ipotesi sul tavolo. Il capo del governo arriverà al vertice sulla giustizia previsto il 7 gennaio probabilmente dopo aver completato l'insediamento di nuovi ministri alla Scuola e all'Università e Ricerca Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi. La scelta dello spacchettamento, a livello numerico, avvantaggia il Pd e, allo stesso tempo, frena la possibile richiesta di un mini-rimpasto da parte dei Dem dopo le Regionali. Il Movimento, dal canto suo, si consola con la promozione del suo sottosegretario, la deputata Azzolina. La sua indicazione trova il gradimento dei vertici e forse scontenta l'ala ortodossa (tra i papabili c'era anche il presidente della commissione Cultura Luigi Gallo) ma non dovrebbe creare ulteriori crepe in un Movimento dove, da giorni, è in atto un tutti contro tutti.  Intanto, parte la sfida delle Regionali del 26 gennaio in Emilia-Romagna e Calabria. Bonaccini presenta la lista a Imola con il sindaco di Milano Sala: 'Se vinciamo, da qui parte la riscossa per l'Italia'. Mentre Salvini a Bologna attacca Conte. 'Vive male, è ossessionato da me. La sua maratona si fermerà al primo chilometro'. Attesa per il quinto discorso di fine anno che il presidente della Repubblica Mattarella pronuncerà martedì sera dal Quirinale.  

ANSA

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SEZ. POLITICA Fioramonti si dimette, scontro in M5s e governo nel caos. Iv e opposizioni attaccano L'ex ministro: 'Sulla scuola le risorse non si trovano, ma per le altre cose sì'

28 Dicembre 2019, 07:23am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Fioramonti si dimette, scontro in M5s e governo nel caos. Iv e opposizioni attaccano L'ex ministro: 'Sulla scuola le risorse non si trovano, ma per le altre cose sì'

Scontro in M5s dopo le dimissioni del ministro Lorenzo Fioramonti. "La verità è che sarebbe servito più coraggio da parte del Governo - ha scritto su Fb l'ex ministro dell'Istruzione -, per garantire quella 'linea di galleggiamento' finanziaria di cui ho sempre parlato, soprattutto in un ambito così cruciale come l'università e la ricerca. Pare che le risorse non si trovino mai quando si tratta della scuola e della ricerca, eppure si recuperano centinaia di milioni di euro in poche ore da destinare ad altre finalità quando c'è la volontà politica".  Il ministro per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone in un post su Facebook scrive: "Trovo stucchevole che chi professi coraggio agli elettori poi scappi dalle responsabilità politiche. Se hai coraggio, non scappi. Se condividi davvero una battaglia, non scappi, ma mangi sale quando devi e porti avanti un progetto (ammesso che lo si abbia mai realmente condiviso). La coerenza è per lo più un pregio, ma a volte rischia di sconfinare nella sterile testimonianza che, peraltro, si addice poco a chi occupa posizioni di responsabilità". Lorenzo Fioramonti ha consegnato la lettera di dimissioni al premier Giuseppe Conte. Secondo quanto riferiscono diverse fonti di maggioranza, Fioramonti potrebbe lasciare M5s per fondare un gruppo parlamentare autonomo ma 'filogovernativo', come embrione di un nuovo soggetto politico. "Alle ragazze ed ai ragazzi - ha scritto ancora su Fb l'ex ministro dell'Istruzione - che fanno vivere la scuola e l'università italiana chiedo di non dimenticare mai l'importanza dei luoghi che attraversano per formarsi, senza arrendersi alla politica del 'non si può fare'. Come diceva Gianni Rodari, dobbiamo imparare a fare le cose difficili. Perché a volte bisogna fare un passo indietro per farne due in avanti. Il mio impegno per la scuola e per le giovani generazioni non si ferma qui, ma continuerà - ancora più forte - come parlamentare della Repubblica Italiana".  Fioramonti si dimette "Se veramente ci si vuole battere per avere più risorse per la scuola bisogna stare in Parlamento non all'estero, non a presentare un libro o a fare conferenze stampa". Così Gabriele Toccafondi e Daniela Sbrollini, capogruppo di Italia Viva in Commissione Cultura a Camera e Senato.

 ANSA

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SEZ. POLITICA Manovra, ok definitivo della Camera Fiducia al Governo. Bagarre dopo striscione Fdi contro M5s

24 Dicembre 2019, 09:23am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Manovra: la Camera conferma la fiducia © ANSA

Via libera definitivo dell'Aula della Camera alla Manovra, su cui il governo ha incassato la fiducia. I voti a favore sono stati 312, 153 i contrari, due gli astenuti. In Aula al momento della votazione era presente il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

 

A pochi minuti dal voto finale sulla Manovra, mentre interviene Leonardo Donno di M5S, i deputati di Fdi espongono uno striscione in Aula alla Camera con la scritta "M5S parlava di rivoluzione, ora pensa solo a mangiare il panettone". E' bagarre. Intervengono i commessi. Federico Mollicone, tra i deputati Fdi che espone lo striscione, sale sui banchi ed il presidente Fico lo espelle. Mollicone dapprima fa resistenza, poi viene accompagnato fuori dall'Emiciclo dai commessi mentre la maggioranza urla "Fuori, fuori!".

Nessun aumento Iva, taglio del cuneo fiscale, lotta all'evasione e incentivi a chi usa le carte di credito, superticket addio dal primo settembre. E poi plastic tax e sugar tax. Per il cuneo fiscale tre miliardi per il 2020 e 5 per il 2021. Oltre che da un maggior ricorso al deficit e dalla spending review, la legge è finanziata dalla stangata sui giochi."Da gennaio ci siederemo con le parti sociali per decidere come usare al meglio le risorse e avviare un grande lavoro di riforma per avere un fisco più semplice più giusto e ridurre la pressione fiscale su lavoro e impresa". Lo ha detto il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri al Tg5 commentando il voto finale sulla manovra in corso alla Camera. "Scampare l'aumento dell'Iva non era affatto scontato, abbiamo fatto un piccolo miracolo". Lo ha ribadito il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri al Tg5 commentando il voto finale in corso alla Camera, dove il governo ha già incassato la fiducia. "Come dimostrano i voti - ha sottolineato - questa maggioranza è solida e ha la prospettiva di lavorare con un orizzonte di legislatura" per mettere in campo "riforme ambiziose per un Paese più forte e più giusto".

Ecco le misure del provvedimento da 32 miliardi: Nessun aumento dell'Iva, taglio del cuneo fiscale, lotta all'evasione, che si traduce in incentivi all'uso delle carte di credito, e stop al superticket. E poi plastic tax e sugar tax. I refrain della Manovra tratteggiano lo scheletro del provvedimento che, per essere definitivo, attende solo il via libera dalla Camera. Il blocco dell'aumento dell'Iva è costato 23 miliardi di euro: il valore complessivo della manovra è di 32 miliardi. Il mancato disinnesco dell'aumento sarebbe pesato per circa 541 euro all'anno sui budget familiari. Per il cuneo fiscale sono stati stanziati 3 miliardi per il 2020 e 5 per il 2021: entra in vigore a luglio 2020 e si tradurrà in circa 50 euro in più nelle buste paga dei lavoratori al di sotto di una certa soglia di reddito.

Partono 5 nuove tasse, ma premi a chi paga con carta  - La parte "dare" è legata all'impatto che alcune tasse avranno sul costo dei prodotti, come la sugar tax sulle bibite. La parte "avere" sarà sotto forma di bonus befana e lotteria degli scontrini, che garantiranno il rimborso di una quota degli acquisti fatti con carta di credito. Sono i provvedimenti più "pop" di manovra e dl fisco, quelli che avranno un effetto facilmente constatabile sui portafogli: cinque nuove tasse e il cosiddetto piano "cashless".

Oltre alla sugar e alla plastic, il primo capitolo comprende le tasse sulle auto aziendali, quella sulle cartine per le sigarette fai da te e quella sui giochi. La sugar tax e la plastic tax hanno praticamente monopolizzato il dibattito politico. In un primo momento, le bozze della manovra prevedevano che entrassero in vigore a gennaio. La tassa sulla plastica, da applicare sugli imballaggi monouso, era fissata a un euro al chilogrammo. Quella sullo zucchero, che grava sulle bevande analcoliche, a 10 centesimi al litro. Alla fine, la prima è stata ridotta a 45 centesimi ed entrerà in vigore a luglio. La seconda è rimasta tale e quale come ammontare, ma è slittata a ottobre.

C'è poi il fringe benefit, cioè il 'peso' in busta paga delle auto aziendali. Dopo un batti-ribatti all'interno della maggioranza di governo, dalla stretta ipotizzata in un primo momento si è passati a una rimodulazione, che azzera di fatto il maggior gettito atteso dallo Stato. La revisione della tassazione sui mezzi aziendali si è trasformata quindi in un incentivo all'acquisto di mezzi "green". Le nuove disposizioni si applicheranno infatti solo ai nuovi contratti e prevedono che l'impatto delle auto ecologiche sugli stipendi scenda dal 30% al 25%, e che quello delle auto più inquinanti salga fino al 60%.

Un'altra tassa che potrebbe avere impatto diretto sui portafogli riguarda i fumatori. Non tutti, solo quelli che rollano le sigarette. L'imposta si applica alle cartine e ai filtri ed è di 0,0036 euro "per ciascun pezzo contenuto nella confezione destinata alla vendita": quindi, una confezione da 50 cartine costerà 0,18 centesimi in più.

Anche a giocare ci sarà un po' meno gusto. La manovra prevede infatti che dal 15 gennaio il prelievo sulle vincite alle slot oltre i 200 euro salga da 12 per cento al 20 per cento. Per le lotterie istantanee, come i gratta e vinci, dal primo marzo il prelievo sulle vincite oltre 500 euro passerà dal 12 per cento al 20 per cento.

C'è però anche una lotteria che premia senza trattenere. E' quella degli scontrini, che scatterà a luglio. I dettagli sono ancora da definire, ma dovrebbe prevedere estrazioni mensili, con premi da 10 mila euro, 30 mila euro e 50 mila euro, e una annuale più consistente. Parteciperanno i consumatori che hanno fatto acquisti con carte e bancomat. Con il Bonus befana, agli acquirenti verrà restituita, in un'unica soluzione, una quota delle spese fatte nell'anno precedente, sempre con carte o bancomat: "Credo che arriveremo a far trovare nei conti correnti fino a 2 mila euro", ha ipotizzato il premier Giuseppe Conte

Sono saltate invece all'ultimo minuto la legalizzazione della cannabis light e la Tobin tax, che avrebbe tassato dello 0,04% alcuni tipi di transazioni finanziarie on line. E per le clausole di salvaguardia Iva disinnescate, altre sono state innescate: rispetto a quanto previsto dalle vecchie manovre, c'è il rischio di ulteriori 303 milioni di accise sui carburanti nel 2021. Il compito di sterilizzarlo spetterà al governo che scriverà la prossima manovra.

ANSA 

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SEZ. POLITICA Mattarella, non dimenticare strage Treno Oggi giorno memoria e raccoglimento, don dimenticare crudeltà

23 Dicembre 2019, 13:46pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Mattarella, non dimenticare strage Treno Oggi giorno memoria e raccoglimento, don dimenticare crudeltà

ROMA,  "Il 35.mo anniversario della strage avvenuta sul treno rapido 904, all'interno della grande galleria dell'Appennino tra le stazioni di Vernio e San Benedetto Val di Sambro, è un giorno di memoria e di raccoglimento per la nostra comunità nazionale. Le vite spezzate di passeggeri inermi, alcuni dei quali bambini, le sofferenze dei tanti feriti, l'atroce dolore patito dai familiari hanno impresso un segno indelebile nella storia della Repubblica". Lo afferma il capo dello Stato, Sergio Mattarella. "In questa ricorrenza - aggiunge - desidero esprimere la mia vicinanza e solidarietà a quanti sono stati cosi' profondamente colpiti negli affetti più cari e a coloro che continuano a impegnarsi per trasmettere il ricordo ai più giovani, in modo che non si dimentichi mai la crudeltà dell'attacco eversivo, sferrato contro le istituzioni democratiche e la convivenza civile e, al tempo stesso, si faccia tesoro della risposta ferma e unitaria del popolo italiano che ha sconfitto la strategia del terrore".

ANSA

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SEZ. POLITICA Berlusconi: «Sì a Draghi premier di un governo tecnico. Carfagna? Sua associazione inutile»

20 Dicembre 2019, 12:13pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA  Berlusconi: «Sì a Draghi premier di un governo tecnico. Carfagna? Sua associazione inutile»

Silvio Berlusconi ha toccato vari temi durante la presentazione del libro di Bruno Vespa, "Perché l'Italia diventò fascista", al tempio di Adriano, a Roma. Il presidente di Forza Italia si è soffermato su ideologie e comunismo, ma ha anche parlato chiaramente di una possibile svolta di governo: «Accetterei l'ipotesi di un esecutivo tecnico con Mario Draghi che potrebbe essere un presidente del Consiglio capace di intervenire sulle emergenze del Paese». Disco rosso, invece, a Mara Carfagna: «Ho avuto da Mara Carfagna l'offerta della presidenza onoraria della sua associazione ma ho detto di no, perché in un partito libero, aperto al confronto credo sia inutile far nascere un'associazione che finisce per essere una corrente politica nel partito e che finisce per dividere». Così il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi sulla nuova associazione lanciata fa Mara Carfagna.

 LEGGO

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SEZ. POLITICA Matteo Salvini, overdose in tv e ora perde le sfide dell’audience

19 Dicembre 2019, 13:16pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Matteo Salvini, overdose in tv e ora perde le sfide dell’audience

Prima Bersani, poi la “nemica storica” Fornero, e ora perfino l’antagonista Conte l’hanno battuto. Tre sconfitte che suonano da campanello d’allarme per Matteo Salvini. La sua popolarità non sembra più ai massimi livelli come fino a qualche mese fa. I consensi ci sono sempre - è indiscutibile - tuttavia le battute di arresto in tv stanno diventando una consuetudine. Nell’ultimo mese il leader della Lega è andato sempre ospite nei talk . Il suo martedì è diventato un classico appuntamento con le telecamere. Il 12 novembre è stato ospitato da Floris, il 19 da Giordano, il 26 dalla Berlinguer, così come il 10 dicembre. Sette giorni dopo è tornato da Giordano. E nella settimana di “riposo” è andato ospite a "Porta a Porta". Un’esposizione elevata, forse anche un po’ esagerata.  A Fuori dal Coro (e anche a Cartabianca) ha giocato in casa, mentre a Di Martedì è stato incalzato da Floris e dagli interlocutori come se giocasse in trasferta. Lo share ha sempre oscillato tra il 5% e il 5,5% (da Floris è stato di 5,7% con 1.268.000 spettatori). Ma quello che più ha destato sorpresa sono state le sconfitte nelle sovrapposizioni. Ha perso sempre contro diMartedì e i suoi ospiti. E a batterlo sono stati Bersani, il leader delle Sardine Santori, Elsa Fornero e martedì sera il premier Conte. Nella sovrapposizione dalle 21:45 alle 22:18 Conte intervistato a diMartedì su La7 ha superato costantemente Salvini a Fuori dal Coro, staccandolo nello share tra i 2 e i 3 punti. 
Il premier è arrivato fino all’8,5% di share, Salvini non è andato mai oltre il 6,5%. Il risultato, tradotto in spettatori, significa un distacco di mezzo milione di persone a favore di Conte: 2 milioni per il premier, 1,5 milioni per Salvini. L’11 dicembre la sconfitta a distanza con la Fornero, che ha vinto parlando proprio delle pensioni. Nella sovrapposizione (ore 21:57-22:18) 1.350.000 spettatori e 5,5% di share per diMartedì contro 1.200.000 e 4,9% di #Cartabianca. Dati che fanno riflettere. Probabilmente l’eccessiva esposizione, mediatica e sui social, nonché i ritornelli degli argomenti cominciano a preoccupare. Del resto anche il cartello del sondaggio di Pagnoncelli l’ha evidenziato. Il 53% del campione interpellato ha risposto che il Capitano appare un po’ ripetitivo, mentre il 33% lo considera sempre brillante e innovativo.

LEGGO

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SEZ. POLITICA Salvini, per il pm è colpevole di squestro di persona: «Rischio 15 anni di carcere, è una vergogna»

18 Dicembre 2019, 11:29am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Salvini, per il pm è colpevole di squestro di persona: «Rischio 15 anni di carcere, è una vergogna»

«A firma del presidente del tribunale dei ministri Lamantia, iscritto a Magistratura democratica, viene trasmesso al presidente del Senato che Salvini sarebbe colpevole di reato di sequestro di persona aggravato abusando dei suoi poteri. Rischio fino a 15 anni di carcere. Ritengo che sia una vergogna che un ministro venga processato per aver fatto l'interesse del suo Paese». Lo ha annunciato lo stesso Matteo Salvini a Rete4 mostrando una lettera della procura di Catania. 

LEGGO

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SEZ. POLITICA Manovra: è polemica sui tempi d'esame. Salvini: 'Faremo ricorso alla Consulta' Il governo intenzionato a porre la fiducia il 22 dicembre. Casellati: 'Preoccupati da ritardi governo'

17 Dicembre 2019, 13:31pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Manovra: è polemica sui tempi d'esame. Salvini: 'Faremo ricorso alla Consulta' Il governo intenzionato a porre la fiducia il 22 dicembre. Casellati: 'Preoccupati da ritardi governo'

Ancora alta tensione sulla manovra. Il governo è intenzionato a porre la fiducia domenica 22 dicembre. Le opposzioni vanno all'attacco sui tempi d'esame del provvedimento. Fdi ha abbandonato per protesta la conferenza dei capigruppo alla Camera per l'intenzione della maggioranza di "chiudere prima di Natale" la manovra, verosimilmente il 23 dicembre, riferisce il capogruppo Francesco Lollobrigida.  "Tempi troppo brevi", lamenta Fdi, che contesta anche l'impasse sulle Commissioni banche e Forteto e sull'elezione dei membri di Authority Privacy e Agcom. Fdi ha chiesto al presidente della Camera Roberto Fico di farsi interprete della protesta presso il capo dello Stato. "Faremo ricorso alla Consulta", dice Matteo Salvini parlando della manovra e sottolineando la "mancanza di trasparenza" e criticando "tempi e modi" dell'esame. "Non si tratta di un problema riferibile esclusivamente a questa Legislatura, ma negli ultimi anni la questione dei tempi di esame dei disegni di legge di iniziativa governativa sta assumendo dimensioni che, come Presidente del Senato, non posso non ritenere quanto meno preoccupanti", ha detto la presidente del Senato, Maria Alberti Casellati, durante la cerimonia per gli auguri di Natale con la stampa parlamentare.

ANSA

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