Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

sez.politica

SEZ. POLITICA Manovra, ok definitivo della Camera Fiducia al Governo. Bagarre dopo striscione Fdi contro M5s

24 Dicembre 2019, 09:23am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Manovra: la Camera conferma la fiducia © ANSA

Via libera definitivo dell'Aula della Camera alla Manovra, su cui il governo ha incassato la fiducia. I voti a favore sono stati 312, 153 i contrari, due gli astenuti. In Aula al momento della votazione era presente il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

 

A pochi minuti dal voto finale sulla Manovra, mentre interviene Leonardo Donno di M5S, i deputati di Fdi espongono uno striscione in Aula alla Camera con la scritta "M5S parlava di rivoluzione, ora pensa solo a mangiare il panettone". E' bagarre. Intervengono i commessi. Federico Mollicone, tra i deputati Fdi che espone lo striscione, sale sui banchi ed il presidente Fico lo espelle. Mollicone dapprima fa resistenza, poi viene accompagnato fuori dall'Emiciclo dai commessi mentre la maggioranza urla "Fuori, fuori!".

Nessun aumento Iva, taglio del cuneo fiscale, lotta all'evasione e incentivi a chi usa le carte di credito, superticket addio dal primo settembre. E poi plastic tax e sugar tax. Per il cuneo fiscale tre miliardi per il 2020 e 5 per il 2021. Oltre che da un maggior ricorso al deficit e dalla spending review, la legge è finanziata dalla stangata sui giochi."Da gennaio ci siederemo con le parti sociali per decidere come usare al meglio le risorse e avviare un grande lavoro di riforma per avere un fisco più semplice più giusto e ridurre la pressione fiscale su lavoro e impresa". Lo ha detto il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri al Tg5 commentando il voto finale sulla manovra in corso alla Camera. "Scampare l'aumento dell'Iva non era affatto scontato, abbiamo fatto un piccolo miracolo". Lo ha ribadito il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri al Tg5 commentando il voto finale in corso alla Camera, dove il governo ha già incassato la fiducia. "Come dimostrano i voti - ha sottolineato - questa maggioranza è solida e ha la prospettiva di lavorare con un orizzonte di legislatura" per mettere in campo "riforme ambiziose per un Paese più forte e più giusto".

Ecco le misure del provvedimento da 32 miliardi: Nessun aumento dell'Iva, taglio del cuneo fiscale, lotta all'evasione, che si traduce in incentivi all'uso delle carte di credito, e stop al superticket. E poi plastic tax e sugar tax. I refrain della Manovra tratteggiano lo scheletro del provvedimento che, per essere definitivo, attende solo il via libera dalla Camera. Il blocco dell'aumento dell'Iva è costato 23 miliardi di euro: il valore complessivo della manovra è di 32 miliardi. Il mancato disinnesco dell'aumento sarebbe pesato per circa 541 euro all'anno sui budget familiari. Per il cuneo fiscale sono stati stanziati 3 miliardi per il 2020 e 5 per il 2021: entra in vigore a luglio 2020 e si tradurrà in circa 50 euro in più nelle buste paga dei lavoratori al di sotto di una certa soglia di reddito.

Partono 5 nuove tasse, ma premi a chi paga con carta  - La parte "dare" è legata all'impatto che alcune tasse avranno sul costo dei prodotti, come la sugar tax sulle bibite. La parte "avere" sarà sotto forma di bonus befana e lotteria degli scontrini, che garantiranno il rimborso di una quota degli acquisti fatti con carta di credito. Sono i provvedimenti più "pop" di manovra e dl fisco, quelli che avranno un effetto facilmente constatabile sui portafogli: cinque nuove tasse e il cosiddetto piano "cashless".

Oltre alla sugar e alla plastic, il primo capitolo comprende le tasse sulle auto aziendali, quella sulle cartine per le sigarette fai da te e quella sui giochi. La sugar tax e la plastic tax hanno praticamente monopolizzato il dibattito politico. In un primo momento, le bozze della manovra prevedevano che entrassero in vigore a gennaio. La tassa sulla plastica, da applicare sugli imballaggi monouso, era fissata a un euro al chilogrammo. Quella sullo zucchero, che grava sulle bevande analcoliche, a 10 centesimi al litro. Alla fine, la prima è stata ridotta a 45 centesimi ed entrerà in vigore a luglio. La seconda è rimasta tale e quale come ammontare, ma è slittata a ottobre.

C'è poi il fringe benefit, cioè il 'peso' in busta paga delle auto aziendali. Dopo un batti-ribatti all'interno della maggioranza di governo, dalla stretta ipotizzata in un primo momento si è passati a una rimodulazione, che azzera di fatto il maggior gettito atteso dallo Stato. La revisione della tassazione sui mezzi aziendali si è trasformata quindi in un incentivo all'acquisto di mezzi "green". Le nuove disposizioni si applicheranno infatti solo ai nuovi contratti e prevedono che l'impatto delle auto ecologiche sugli stipendi scenda dal 30% al 25%, e che quello delle auto più inquinanti salga fino al 60%.

Un'altra tassa che potrebbe avere impatto diretto sui portafogli riguarda i fumatori. Non tutti, solo quelli che rollano le sigarette. L'imposta si applica alle cartine e ai filtri ed è di 0,0036 euro "per ciascun pezzo contenuto nella confezione destinata alla vendita": quindi, una confezione da 50 cartine costerà 0,18 centesimi in più.

Anche a giocare ci sarà un po' meno gusto. La manovra prevede infatti che dal 15 gennaio il prelievo sulle vincite alle slot oltre i 200 euro salga da 12 per cento al 20 per cento. Per le lotterie istantanee, come i gratta e vinci, dal primo marzo il prelievo sulle vincite oltre 500 euro passerà dal 12 per cento al 20 per cento.

C'è però anche una lotteria che premia senza trattenere. E' quella degli scontrini, che scatterà a luglio. I dettagli sono ancora da definire, ma dovrebbe prevedere estrazioni mensili, con premi da 10 mila euro, 30 mila euro e 50 mila euro, e una annuale più consistente. Parteciperanno i consumatori che hanno fatto acquisti con carte e bancomat. Con il Bonus befana, agli acquirenti verrà restituita, in un'unica soluzione, una quota delle spese fatte nell'anno precedente, sempre con carte o bancomat: "Credo che arriveremo a far trovare nei conti correnti fino a 2 mila euro", ha ipotizzato il premier Giuseppe Conte

Sono saltate invece all'ultimo minuto la legalizzazione della cannabis light e la Tobin tax, che avrebbe tassato dello 0,04% alcuni tipi di transazioni finanziarie on line. E per le clausole di salvaguardia Iva disinnescate, altre sono state innescate: rispetto a quanto previsto dalle vecchie manovre, c'è il rischio di ulteriori 303 milioni di accise sui carburanti nel 2021. Il compito di sterilizzarlo spetterà al governo che scriverà la prossima manovra.

ANSA 

Leggi i commenti

SEZ. POLITICA Mattarella, non dimenticare strage Treno Oggi giorno memoria e raccoglimento, don dimenticare crudeltà

23 Dicembre 2019, 13:46pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Mattarella, non dimenticare strage Treno Oggi giorno memoria e raccoglimento, don dimenticare crudeltà

ROMA,  "Il 35.mo anniversario della strage avvenuta sul treno rapido 904, all'interno della grande galleria dell'Appennino tra le stazioni di Vernio e San Benedetto Val di Sambro, è un giorno di memoria e di raccoglimento per la nostra comunità nazionale. Le vite spezzate di passeggeri inermi, alcuni dei quali bambini, le sofferenze dei tanti feriti, l'atroce dolore patito dai familiari hanno impresso un segno indelebile nella storia della Repubblica". Lo afferma il capo dello Stato, Sergio Mattarella. "In questa ricorrenza - aggiunge - desidero esprimere la mia vicinanza e solidarietà a quanti sono stati cosi' profondamente colpiti negli affetti più cari e a coloro che continuano a impegnarsi per trasmettere il ricordo ai più giovani, in modo che non si dimentichi mai la crudeltà dell'attacco eversivo, sferrato contro le istituzioni democratiche e la convivenza civile e, al tempo stesso, si faccia tesoro della risposta ferma e unitaria del popolo italiano che ha sconfitto la strategia del terrore".

ANSA

Leggi i commenti

SEZ. POLITICA Berlusconi: «Sì a Draghi premier di un governo tecnico. Carfagna? Sua associazione inutile»

20 Dicembre 2019, 12:13pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA  Berlusconi: «Sì a Draghi premier di un governo tecnico. Carfagna? Sua associazione inutile»

Silvio Berlusconi ha toccato vari temi durante la presentazione del libro di Bruno Vespa, "Perché l'Italia diventò fascista", al tempio di Adriano, a Roma. Il presidente di Forza Italia si è soffermato su ideologie e comunismo, ma ha anche parlato chiaramente di una possibile svolta di governo: «Accetterei l'ipotesi di un esecutivo tecnico con Mario Draghi che potrebbe essere un presidente del Consiglio capace di intervenire sulle emergenze del Paese». Disco rosso, invece, a Mara Carfagna: «Ho avuto da Mara Carfagna l'offerta della presidenza onoraria della sua associazione ma ho detto di no, perché in un partito libero, aperto al confronto credo sia inutile far nascere un'associazione che finisce per essere una corrente politica nel partito e che finisce per dividere». Così il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi sulla nuova associazione lanciata fa Mara Carfagna.

 LEGGO

Leggi i commenti

SEZ. POLITICA Matteo Salvini, overdose in tv e ora perde le sfide dell’audience

19 Dicembre 2019, 13:16pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Matteo Salvini, overdose in tv e ora perde le sfide dell’audience

Prima Bersani, poi la “nemica storica” Fornero, e ora perfino l’antagonista Conte l’hanno battuto. Tre sconfitte che suonano da campanello d’allarme per Matteo Salvini. La sua popolarità non sembra più ai massimi livelli come fino a qualche mese fa. I consensi ci sono sempre - è indiscutibile - tuttavia le battute di arresto in tv stanno diventando una consuetudine. Nell’ultimo mese il leader della Lega è andato sempre ospite nei talk . Il suo martedì è diventato un classico appuntamento con le telecamere. Il 12 novembre è stato ospitato da Floris, il 19 da Giordano, il 26 dalla Berlinguer, così come il 10 dicembre. Sette giorni dopo è tornato da Giordano. E nella settimana di “riposo” è andato ospite a "Porta a Porta". Un’esposizione elevata, forse anche un po’ esagerata.  A Fuori dal Coro (e anche a Cartabianca) ha giocato in casa, mentre a Di Martedì è stato incalzato da Floris e dagli interlocutori come se giocasse in trasferta. Lo share ha sempre oscillato tra il 5% e il 5,5% (da Floris è stato di 5,7% con 1.268.000 spettatori). Ma quello che più ha destato sorpresa sono state le sconfitte nelle sovrapposizioni. Ha perso sempre contro diMartedì e i suoi ospiti. E a batterlo sono stati Bersani, il leader delle Sardine Santori, Elsa Fornero e martedì sera il premier Conte. Nella sovrapposizione dalle 21:45 alle 22:18 Conte intervistato a diMartedì su La7 ha superato costantemente Salvini a Fuori dal Coro, staccandolo nello share tra i 2 e i 3 punti. 
Il premier è arrivato fino all’8,5% di share, Salvini non è andato mai oltre il 6,5%. Il risultato, tradotto in spettatori, significa un distacco di mezzo milione di persone a favore di Conte: 2 milioni per il premier, 1,5 milioni per Salvini. L’11 dicembre la sconfitta a distanza con la Fornero, che ha vinto parlando proprio delle pensioni. Nella sovrapposizione (ore 21:57-22:18) 1.350.000 spettatori e 5,5% di share per diMartedì contro 1.200.000 e 4,9% di #Cartabianca. Dati che fanno riflettere. Probabilmente l’eccessiva esposizione, mediatica e sui social, nonché i ritornelli degli argomenti cominciano a preoccupare. Del resto anche il cartello del sondaggio di Pagnoncelli l’ha evidenziato. Il 53% del campione interpellato ha risposto che il Capitano appare un po’ ripetitivo, mentre il 33% lo considera sempre brillante e innovativo.

LEGGO

Leggi i commenti

SEZ. POLITICA Salvini, per il pm è colpevole di squestro di persona: «Rischio 15 anni di carcere, è una vergogna»

18 Dicembre 2019, 11:29am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Salvini, per il pm è colpevole di squestro di persona: «Rischio 15 anni di carcere, è una vergogna»

«A firma del presidente del tribunale dei ministri Lamantia, iscritto a Magistratura democratica, viene trasmesso al presidente del Senato che Salvini sarebbe colpevole di reato di sequestro di persona aggravato abusando dei suoi poteri. Rischio fino a 15 anni di carcere. Ritengo che sia una vergogna che un ministro venga processato per aver fatto l'interesse del suo Paese». Lo ha annunciato lo stesso Matteo Salvini a Rete4 mostrando una lettera della procura di Catania. 

LEGGO

Leggi i commenti

SEZ. POLITICA Manovra: è polemica sui tempi d'esame. Salvini: 'Faremo ricorso alla Consulta' Il governo intenzionato a porre la fiducia il 22 dicembre. Casellati: 'Preoccupati da ritardi governo'

17 Dicembre 2019, 13:31pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Manovra: è polemica sui tempi d'esame. Salvini: 'Faremo ricorso alla Consulta' Il governo intenzionato a porre la fiducia il 22 dicembre. Casellati: 'Preoccupati da ritardi governo'

Ancora alta tensione sulla manovra. Il governo è intenzionato a porre la fiducia domenica 22 dicembre. Le opposzioni vanno all'attacco sui tempi d'esame del provvedimento. Fdi ha abbandonato per protesta la conferenza dei capigruppo alla Camera per l'intenzione della maggioranza di "chiudere prima di Natale" la manovra, verosimilmente il 23 dicembre, riferisce il capogruppo Francesco Lollobrigida.  "Tempi troppo brevi", lamenta Fdi, che contesta anche l'impasse sulle Commissioni banche e Forteto e sull'elezione dei membri di Authority Privacy e Agcom. Fdi ha chiesto al presidente della Camera Roberto Fico di farsi interprete della protesta presso il capo dello Stato. "Faremo ricorso alla Consulta", dice Matteo Salvini parlando della manovra e sottolineando la "mancanza di trasparenza" e criticando "tempi e modi" dell'esame. "Non si tratta di un problema riferibile esclusivamente a questa Legislatura, ma negli ultimi anni la questione dei tempi di esame dei disegni di legge di iniziativa governativa sta assumendo dimensioni che, come Presidente del Senato, non posso non ritenere quanto meno preoccupanti", ha detto la presidente del Senato, Maria Alberti Casellati, durante la cerimonia per gli auguri di Natale con la stampa parlamentare.

ANSA

Leggi i commenti

SEZ. POLITICA Sardine, Santori: «Candidati? Mai dire mai»

15 Dicembre 2019, 09:46am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Sardine, Santori: «Candidati? Mai dire mai»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Piazza piena, obiettivo raggiunto». Mattia Santori scende dal palco, o meglio il rimorchio di un tir, guarda la distesa di teste che si allungano su piazza San Giovanni fino a non trovare una fine, si aggiusta i ricci con la mano e dà il cinque agli altri capi-sardine. Sono le 17 di un caldo sabato di dicembre, la prova di Roma è stata superata.
La questura parlerà in serata di «35mila persone»; gli organizzatori del triplo, «100mila». Più la seconda della prima. Sulle note della Libertà di Gaber il colpo d'occhio fa il suo effetto. A un mese dal debutto in piazza Maggiore a Bologna, il viaggio delle sardine chiude il primo ciclo. «Non è escluso che qualcuno di noi decida di impegnarsi in politica, ma è adesso è presto. Io candidarmi? Mai dire mai». Santori, il giovane frontman venuto dalle città delle Due Torri, si muove agile tra i mille microfoni che lo inseguono. C'è un grande «e quindi?» che assilla questa piazza. Intanto, dal palco il giovane leader ha appena pronunciato una serie di proposte (numerate) per scacciare le critiche di chi dice che questa piazza è simpatica e pacifica, ma, stringi stringi, alla fine non propone nulla. E quindi? «Vanno aboliti i decreti sicurezza». E poi? «Basta violenza verbale, i ministri non usino i social, ma i loro canali ufficiali per comunicare, basta campagna elettorale permanente». Nemmeno a dirlo l'obiettivo è Matteo Salvini. Sicché «Roma non si lega», come facile slogan sardinista.

IL VERSO ALLA MELONI
La liturgia di questo flashmob, che ormai tale non è più perché è durato più di due ore, viene comunque rispettata. Si canta Bella ciao a ripetizione, ma c'è il momento «Fratelli d'Italia». Nel senso di Mameli e non di Giorgia Meloni, abbastanza nel mirino della folla («Sono Nibran, sono una donna, sono musulmana e sono figlia di palestinesi», urla una ragazza con il velo, rifacendosi appunto al tormentone di Giorgia).
Non manca, l'inno ufficiale: Com'è profondo il mare di Dalla, che si accompagna con De Gregori (La storia siamo noi). Scendendo fino ai Beatles, con una rapida incursione tra i Rolling Stones. «Siamo i partigiani del 2020», è il grido di battaglia. Anche se l'Anpi c'è, e la presidente Carla Nespolo dice che questi ragazzi «sono il presente di lotta e speranza contro il fascismo». I ragazzi certo.
 

 

 

Tuttavia la piazza è piena di «sardine d'argento». La definizione è di Paolo Flores D'Arcais, padre dei girotondi che furono, che si aggira con il fare del nonno nobile. D'altronde qui c'è un'anima matura politicamente. Che ne ha viste, e perse, tante di battaglie. Ci sono i pensionati della Cgil che vendono spillette a 2 euro, il servizio d'ordine è targato Fiom (i katanga), qua è là gioiosi e sorridenti ecco i Papa-boys, ma anche la comunità di Sant'Egidio è presente. Non mancano le sardine nere (i migranti che vogliono lo ius soli) e quelle europeiste. Dal palco parlano l'europarlamentare del Pd Pietro Bartolo, già medico a Lampedusa, e Giorgia Linardi, portavoce della Sea Watch per riscattare Carola. Insomma, tutti simboli contundenti contro Salvini.

Ci sono sprazzi di Pd, ma anche molta sinistra-sinistra (ecco Nichi Vendola a spasso con il pupo), si affacciano i radicali (c'è il deputato Riccardo Magi) e tanti ragazzi che «mai con il Pd, piano con le offese». E qualche delegazione dei centri sociali «oggi travestiti» da sardine? Ci sono anche loro. Una coppia sui sessanta si guarda negli occhi prendendosi sotto braccio: «Ah, quanta gente: da quanto tempo questa piazza non era così bella». A riportare tutti sulla terra ci sono le pasquinate: «La Lega a Roma è come la carbonara con la panna». Ma attenzione piazza San Giovanni fa gola a tanti. Il più rapido, in apertura e chiusura, è Nicola Zingaretti, segretario del Pd: «Oggi renderete anche Roma più bella», twitta dopo pranzo.

Per poi concludere: «Cambiamo insieme l'Italia, belle le proposte che avete lanciato». Matteo Renzi, leader di Italia Viva dice il contrario: «Complimenti - dice l'ex premier ai manifestanti - ora bisogna passare dalla protesta alla proposta». Il M5S non è pervenuto. A titolo personale c'è il deputato Paolo Lattanzio. La sindaca Virginia Raggi, attesa fino all'ultimo minuto, manda un messaggio: «E' una festa di popolo, Roma non si Lega». E poi inizia a litigare con Salvini (reo di averla di nuovo attaccata): «Sai solo insultare: giù le mani dalla Capitale». Ma è solo un'appendice di un sabato pieno di gente e di «e quindi?». O meglio: «E ora?».

IL MESSAGGERO

Leggi i commenti

SEZ. POLITICA Conte, dico a tutti parlamentari lavoriamo fino 2023

13 Dicembre 2019, 11:42am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Il premier a trilaterale sulla Libia: 'Serve una soluzione politica'. E sulla Brexit rassicura: 'Rafforzeremo i rapporti con Londra'

Giuseppe Conte a Bruxelles (foto ufficio stampa Palazzo Chigi) © ANSA

"Chi vuole lavorare, ha la possibilità di farlo con noi fino al 2023. Può capitare che qualche parlamentare si senta più trascurato: io dico a tutti i parlamentari, attenzione noi siamo solo all'inizio dell'opera, abbiamo un arco di tempo importante, abbiamo riforme da offrire al Paese. Chi vuole lavorare per migliorare il Paese lo fa adesso, qui con noi". Lo dice il premier Giuseppe Conte, interpellato a margine del Consiglio europeo su possibili nuove uscite dalla maggioranza. Prevede nuove uscite di parlamentari dalla maggioranza? "No, assolutamente no - dice il premier - chi vuole lavorare ha la possibilità di farlo con noi fino al 2023".

Conte ha parlato dopo un incontro Con Angela Merkel ed Emmanuel Macron sulla Libia. "Abbiamo condiviso - ha detto - la necessità che l'Europa si faccia sentire" e "la convinzione che serva una soluzione politica". "Ragionevolmente - ha fatto sapere - perverremo anche oggi in giornata a una dichiarazione congiunta". Conte ha spiegato di aver condiviso con Angela Merkel ed Emmanuel Macron "la necessità che l'Europa si faccia sentire".

Il premier è intervenuto anche sul voto in Gran Bretagna e la Brexit. I cittadini italiani in Gran Bretagna "vanno rassicurati perché abbiamo già lavorato con loro costantemente. Ci eravamo già preparati per tutelarli a pieno nella prospettiva 'no deal', adesso si prospetta una Brexit ordinata". "Noi abbiamo lavorato con Barnier che è il negoziatore per l'Ue" e garantisce una "continuità molto importante per avere ottimi risultati. Lui ha recepito tutte le istanze di tutela delle nostre imprese e della nostra comunità".

ANSA

Leggi i commenti

SEZ. POLITICA Salvini indagato per i voli di Stato, verifiche su 35 viaggi

12 Dicembre 2019, 12:09pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Salvini indagato per i voli di Stato, verifiche su 35 viaggi

Salvini indagato per i voli di Stato. L'ex vicepremier e ex titolare del Viminale Matteo Salvini è indagato per abuso d'ufficio dalla procura di Roma, che ha trasmesso gli atti al tribunale dei ministri. Lo scrivono il Corriere della Sera e il Fatto quotidiano.L'accusa si riferisce a 35 voli di Stato già considerati illegittimi dalla Corte dei Conti, che tuttavia archiviò il fascicolo che aveva aperto -trasmettendo però gli atti alla procura di Roma- non riscontrando un danno erariale. La Corte dei conti si interessò della vicenda dopo un'inchiesta di Repubblica sugli abbinamenti di molti appuntamenti istituzionali di Salvini in giro per l'Italia con comizi o altre manifestazioni di partito nella stessa zona.Trasferte eseguite a bordo di aerei in dotazione alla polizia o ai vigili del fuoco. L'uso di quei velivoli venne ritenuto illegittimo dai giudici contabili perchè i mezzi della polizia e dei pompieri sono riservati allo svolgimento di compiti istituzionali o di addestramento e non ai cosiddetti voli di Stato, per cui vige un'altra normativa.

LEGGO

Leggi i commenti

SEZ. POLITICA Consulta, l'ora delle donne, Cartabia verso la presidenza

11 Dicembre 2019, 10:46am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA  Sarebbe la prima donna a presiedere la Corte Costituzionale. Marta Cartabia, classe 63, giudice della Consulta dal 2011 per volontà di Giorgio Napolitano, dal 2014 vicepresidente, è la favorita alla successione di Giorgio Lattanzi, che ha lasciato lunedì l'incarico. Il nome della Cartabia, sposata tre figli, giurista cattolica, era circolato anche la scorsa estate per la presidenza del Consiglio, dopo la caduta del primo governo Conte, ma per l'elezione di oggi sembra davvero fatta. È stata la terza donna ad essere nominata giudice dopo Fernanda Contri e Maria Rita Saulle. Nella rosa dei favoriti ci sono anche Aldo Carosi, viterbese, eletto dalla Corte dei Conti, e Mario Rosario Morelli, romano, eletto dalla Corte di Cassazione. Ma in pole position c'è la sua elezione. In ogni caso si tratterà di una presidenza breve: un solo anno o poco meno. Cartabia, così come Carosi, ha giurato il 13 settembre 2011, mentre Mario Rosario Morelli il 12 dicembre dello stesso anno. I nove anni del mandato scadranno entro il 2020. E oggi, alla Consulta, debutterà anche Stefano Petitti, eletto giudice costituzionale il 28 novembre scorso dalla Cassazione, che ha riportato a quota quindici i giudici alla Corte Costituzionale.

LA POLITICA
L'idea politica di Cartabia è riassunta nella prefazione che ha scritto quasi un anno fa al libro del gesuita Francesco Occhetta, Ricostruiamo la politica. Orientarsi nel tempo dei populismi. Una presa di posizione chiara rispetto alle contrapposizioni e alle polemiche. «L'urgenza della buona politica: non di quella asservita alle ambizioni individuali o alla prepotenza delle fazioni, delle ideologie o dei centri di interessi, o addirittura preda della corruzione - scriveva Cartabia - ma della buona politica, che è, cioè, capace di includere, che sa essere coraggiosa e prudente allo stesso tempo, responsabile, collaborativa, disposta a lasciare le sue buone idee, senza abbandonarle, per metterle in discussione con tutti nella ricerca del bene comune».

IL PROFILO
Cattolica, considerata vicina a Comunione e Liberazione sin dall'epoca degli studi universitari, Cartabia si è però distinta con le sue pubblicazioni, non solo per la difesa della libertà religiosa, ma anche per la laicità positiva dello Stato e per un approccio ai conflitti ispirato alla metodologia della reasonable accommodation di origine nordamericana. Nel 93 ha conseguito il dottorato di ricerca in legge presso l'Istituto universitario europeo di Fiesole (supervisore, Bruno de Witte). Nel lungo curriculum vanta una specializzazione all'Università di Aix-Marseille sui temi della giustizia costituzionale comparata, ha svolto attività di ricerca all'estero, in particolare negli Stati Uniti. Subito dopo la laurea è stata research fellow all'University of Michigan Law School di Ann Arbor. Dal 93 al 99 è stata ricercatrice di diritto costituzionale presso l'Università degli Studi di Milano e fra il 1993 e il 1995 ha svolto funzioni di assistente di studio presso la Corte costituzionale; dal 2004 è professore ordinario di Diritto costituzionale all'Università degli Studi di Milano-Bicocca, dove è anche stata titolare del corso Jean Monnet in Diritto costituzionale europeo (2005 - 2008). Ha insegnato in numerosi atenei, in Italia e all'estero. Il 12 novembre 2014 è stata nominata vicepresidente della Corte costituzionale dal suo presidente Alessandro Criscuolo, riconfermata nel 2016 dal neoeletto presidente Paolo Grossi e, a marzo 2018, dal presidente Giorgio Lattanzi. INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sarebbe la prima donna a presiedere la Corte Costituzionale. Marta Cartabia, classe 63, giudice della Consulta dal 2011 per volontà di Giorgio Napolitano, dal 2014 vicepresidente, è la favorita alla successione di Giorgio Lattanzi, che ha lasciato lunedì l'incarico. Il nome della Cartabia, sposata tre figli, giurista cattolica, era circolato anche la scorsa estate per la presidenza del Consiglio, dopo la caduta del primo governo Conte, ma per l'elezione di oggi sembra davvero fatta. È stata la terza donna ad essere nominata giudice dopo Fernanda Contri e Maria Rita Saulle. Nella rosa dei favoriti ci sono anche Aldo Carosi, viterbese, eletto dalla Corte dei Conti, e Mario Rosario Morelli, romano, eletto dalla Corte di Cassazione. Ma in pole position c'è la sua elezione. In ogni caso si tratterà di una presidenza breve: un solo anno o poco meno. Cartabia, così come Carosi, ha giurato il 13 settembre 2011, mentre Mario Rosario Morelli il 12 dicembre dello stesso anno. I nove anni del mandato scadranno entro il 2020. E oggi, alla Consulta, debutterà anche Stefano Petitti, eletto giudice costituzionale il 28 novembre scorso dalla Cassazione, che ha riportato a quota quindici i giudici alla Corte Costituzionale.

LA POLITICA
L'idea politica di Cartabia è riassunta nella prefazione che ha scritto quasi un anno fa al libro del gesuita Francesco Occhetta, Ricostruiamo la politica. Orientarsi nel tempo dei populismi. Una presa di posizione chiara rispetto alle contrapposizioni e alle polemiche. «L'urgenza della buona politica: non di quella asservita alle ambizioni individuali o alla prepotenza delle fazioni, delle ideologie o dei centri di interessi, o addirittura preda della corruzione - scriveva Cartabia - ma della buona politica, che è, cioè, capace di includere, che sa essere coraggiosa e prudente allo stesso tempo, responsabile, collaborativa, disposta a lasciare le sue buone idee, senza abbandonarle, per metterle in discussione con tutti nella ricerca del bene comune».

IL PROFILO
Cattolica, considerata vicina a Comunione e Liberazione sin dall'epoca degli studi universitari, Cartabia si è però distinta con le sue pubblicazioni, non solo per la difesa della libertà religiosa, ma anche per la laicità positiva dello Stato e per un approccio ai conflitti ispirato alla metodologia della reasonable accommodation di origine nordamericana. Nel 93 ha conseguito il dottorato di ricerca in legge presso l'Istituto universitario europeo di Fiesole (supervisore, Bruno de Witte). Nel lungo curriculum vanta una specializzazione all'Università di Aix-Marseille sui temi della giustizia costituzionale comparata, ha svolto attività di ricerca all'estero, in particolare negli Stati Uniti. Subito dopo la laurea è stata research fellow all'University of Michigan Law School di Ann Arbor. Dal 93 al 99 è stata ricercatrice di diritto costituzionale presso l'Università degli Studi di Milano e fra il 1993 e il 1995 ha svolto funzioni di assistente di studio presso la Corte costituzionale; dal 2004 è professore ordinario di Diritto costituzionale all'Università degli Studi di Milano-Bicocca, dove è anche stata titolare del corso Jean Monnet in Diritto costituzionale europeo (2005 - 2008). Ha insegnato in numerosi atenei, in Italia e all'estero. Il 12 novembre 2014 è stata nominata vicepresidente della Corte costituzionale dal suo presidente Alessandro Criscuolo, riconfermata nel 2016 dal neoeletto presidente Paolo Grossi e, a marzo 2018, dal presidente Giorgio Lattanzi.  DI VALENTINA ERRANTE IL MATTINO 

Leggi i commenti