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sez.politica

SEZ. POLITICA La politica sarda per il no al taglio dei parlamentari Ma non tutti seguiranno le indicazioni del proprio partito

19 Settembre 2020, 13:17pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MORENA MOTTA Anche se non in via sempre ufficiale, la politica sarda sostiene le ragioni del no al taglio dei parlamentari. Al netto della posizione del Movimento Cinquestelle - con i consiglieri regionali schierati per il sì, ma con i deputati Mara Lapia e Andrea Vallascas pronti a votare no - gli altri partiti pensano che il referendum costituzionale del 20 e 21 settembre sia "uno spot contro la democrazia parlamentare". Conta, ovviamente, il 'danno' che subirebbe la Sardegna in caso di affermazione del sì: una riduzione del 35% dei membri eletti, coi senatori che dagli attuali 9 diventerebbero 4, mentre i deputati passerebbero da 17 a 11 o 12. Un dato che spingerà gran parte del Pd sardo a mettere la croce sul no, nonostante l'indicazione del segretario nazionale Zingaretti sia opposta. "Non serve una non riforma di questo tipo - spiega il capogruppo in Consiglio regionale Gianfranco Ganau - le riforme istituzionali devono essere complessive e omogenee, e nel caso sardo si porrebbe un serio problema di rappresentatività". Sempre nel Pd, il consigliere Roberto Deriu è stato il politico nell'Isola più attivo nella campagna referendaria per promuovere il no: "Non ha nessun senso diminuire il numero dei parlamentari, quando è stato stabilito dai padri costituenti la popolazione dell'Italia era di 40 milioni, ora siamo cresciuti di un terzo". L'unica dem ad aver dichiarato che voterà sì è la deputata Romina Mura. Convinti per il no anche Liberi e Uguali e Progressisti. "Dobbiamo garantire la rappresentanza dei sardi, per evitare ciò che accade nell'Europarlamento dove in pratica non siamo rappresentati", osserva il consigliere regionale Eugenio Lai. Secondo l'ex sindaco di Cagliari Massimo Zedda (Progressisti), "il vero problema è la qualità di chi svolge funzioni politiche e una legge elettorale che ripristini la possibilità di scegliere da chi si è rappresentati". Per questi motivi domenica voterà no. Nel centrodestra stupisce la posizione contraria della Lega, considerato che il leader Matteo Salvini è schierato per il sì. "Tra i consiglieri regionali prevale la linea del no - conferma il capogruppo Dario Giagoni - non è tagliando la rappresentanza che si garantisce efficienza decisionale". In FdI - dove la presidente Giorgia Meloni è per il sì - il capogruppo Francesco Mura conferma che "all'interno del gruppo sardo ci sarà libertà di scelta". Stesso discorso vale per i Riformatori. Gran parte dei sardisti è per il no, compreso il candidato alle suppletive del Senato Carlo Doria. "La stragrande maggioranza di Forza Italia è contraria a questa riforma farlocca", conferma poi il deputato Pietro Pittalis. Infine c'è il mondo indipendentista diviso tra chi promuove il non voto perché andando alle urne "significherebbe ratificare la Costituzione dello Stato invasore", e chi, come Claudia Zuncheddu (Sardigna libera) promuove il no perché "la riduzione di 345 membri segnerebbe il passaggio da un sistema democratico a uno oligarchico". di Roberto Murgia ANSA

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SEZ. POLITICA Pd, Zingaretti, noi l'unica garanzia contro l'avanzata delle destre Il segretario chiude la festa nazionale dell'Unità a Modena

15 Settembre 2020, 10:59am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Guai a lasciare il terreno agli altri. Nessuno si illuda: i Democratici il terreno non lo lasceranno mai dentro questa democrazia. In quest'Italia di parolai, voltagabbana, twittaroli, c'è un solo partito che con le sue liste e i suoi candidati rappresenta ovunque una certezza, l'unica garanzia contro l'avanzata delle destre: siamo noi, il Pd, altri io non li ho visti". Lo dice il segretario del Pd Nicola Zingaretti chiudendo la festa nazionale dell'Unità a Modena. 

"Il beneficio più grande che questo anno di governo ha prodotto, al di là dei 100 miliardi stanziati per il Covid, - ha aggiunto - è ancorato all'aver legato il futuro dell'Italia al destino dell'Europa e aver avviato un suo cambiamento che è la speranza che stava morendo in milioni di italiani dopo la sciagura dei sovranisti e la sciagura della democrazia illiberale. Avrebbe lasciato sole le persone. Lasciare un paese fedele ai valori di libertà, democrazia e civiltà ci da la forza di andare avanti". 

"Le classi dirigenti italiane - ha detto ancora Zingaretti - non hanno capito che non è in gioco un'alleanza di governo che ora vi divertite a picconare o il destino di un leader ma la tenuta della nazione nei prossimi anni. Perché la democrazia deve includere, se si indebolisce si indebolisce la fiducia nello Stato. Ecco perché bisogna continuare a cambiare l'esistente. Il Pd è una forza a servizio di una missione chiara e leale, ma siamo al governo con un segnale chiaro: ora è giunto il tempo di riaprire una stagione di rinascita, un grande progetto per riedificare questo paese. Un progetto per creare lavoro, costruire un nuovo modello di sviluppo basato sulla sostenibilità ambientale, investendo sulle persone, a cominciare dalla priorità delle priorità che è la scuola, la sua funzione democratica per la rinascita del paese".

Secondo Zingaretti, "il Pd è una forza a servizio di una missione chiara e leale". "Siamo al governo con un segnale chiaro - ha aggiunto -: ora è giunto il tempo di riaprire una stagione di rinascita, un grande progetto per riedificare questo paese. Un progetto per creare lavoro, costruire un nuovo modello di sviluppo basato sulla sostenibilità ambientale, investendo sulle persone, a cominciare dalla priorità delle priorità che è la scuola, la sua funzione democratica per la rinascita del paese".

"Altro che subalternità, subalterno è chi si è fermato nel teatro della politica, concentrato sugli stessi personaggi e le stesse polemiche - ha sottolineato -. Sapevamo che il cammino era accidentato ma abbiamo combattuto. Dovremo ancora combattere perché siamo forze diverse e distinte ma non abbiamo paura di combattere: combatteremo sulla sanità pubblica perché ancora dovete convincerci perché non ricorrere al Mes".

Orlando, dopo il voto tagliando per fase nuova 

"Credo che a prescindere dalla riforma istituzionale non si tratti tanto di cambiare questo o quel ministro ma di aprire una fase nuova. Ci troviamo nella situazione di spendere 209 miliardi in un Paese che da molto tempo fa tagli e c'è una difficoltà a mettere in campo progettualità". Lo dice Andrea Orlando, vicesegretario del Pd, in un'intervista a Radio 24 rispondendo a una domanda su un eventuale rimpasto dopo le regionali. "Con chi lo deciderà Conte ma che si tratti di disporre la squadra in assetto diverso è un'esigenza che deriva da questa fase". Il Pd vorrà più peso? "Non escludo che possa esserci un effetto sull'assetto del governo ma non mi pare questo la cosa più fondamentale. Ora credo che si debba fare un tagliando per tener conto della fase nuova: non si tratta di dare peso a questo o quel partito ma di concentrarsi sui filoni che l'Europa considera centrali".

Conte nuovo leader del Pd? "Il leader del Pd è Zingaretti. Conte credo sia leader di una coalizione cui si riconosce di aver affrontato due passaggi non banali in modo positivo: il lockdown e il successo su tutto il fronte in Europa sul Recovery fund. Lo si vede anche dal fatto che la destra non spara più sull'Europa: è difficile farlo quando gli italiani leggono che arriveranno da lì 209 miliardi".

Il ritorno di Renzi nel Pd? "Le considerazioni di Bonaccini sono legittime: mi chiedo se vadano fatte a una settimana dal voto, quando in tutte le regioni tranne le Marche Iv è contro il Pd e ha scelto il Pd come bersaglio. Adesso bisogna concentrarsi sulla campagna elettorale". La candidatura di Monica Cirinnà a sindaco di Roma "penso sia un contributo a mettere in moto un meccanismo da troppo tempo incagliato e che dobbiamo sbloccare molto rapidamente. Mi auguro ci siano altre candidature che possano rafforzare questo quadro. Ma penso che quella di Monica sia una candidatura di grande livello, è una combattente e può svolgere bene quel ruolo".

 La partita con il centrodestra "è aperta ovunque. Con un tasso alto di indecisi tutto può succedere. Peserà molto il Covid, la preoccupazione: bisognerà spiegare che si può andare a votare in sicurezza. Ma non credo che ci sarà una sconfitta in Toscana e Puglia. Bisogna dire a chi va a votare che non si vota per il Parlamento ma si sceglie a livello regionale degli amministratori". 

ANSA

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SEZ. POLITICA Open arms, Renzi: "Votiamo a favore dell'autorizzazione per processare Matteo Salvini"

31 Luglio 2020, 09:53am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Open arms, Renzi: "Votiamo a favore dell'autorizzazione per processare Matteo Salvini"

inserito da Alessia Chianese «Noi voteremo a favore dell' autorizzazione a procedere nei confronti Salvini». Lo ha affermato il leader di Italia dei Valori Matteo Renzi in Aula al Senato, nel dibattito sul via libera al processo nei confronti dell'ex Ministro delll'Interno sulla vicenda Open Arms. Renzi spiega il motivo della sua decisione: «C'è un elefante nella stanza che è il rapporto tra magistratura e politica. Ma noi dobbiamo rispondere alla domanda non se Salvini ha commesso reati o no, o se fosse accompagnato da altri membri del governo. A questo risponde la magistratura. Ma se ci fu interesse pubblico. E per me l'interesse pubblico non c'è nel tenere un barcone lontano dalle coste. Non è accettabile - ha poi spiegato - che ci siano delle chat in cui si dice che un mio avversario debba essere attaccato. È uno scandalo». «Noi non abbiamo cambiato idea, abbiamo sempre pensato che la politica migratoria del Paese dal 2018 al 2019, con il governo gialloverde, fosse un errore. Lo dico al M5S», ha concluso il leader di IV.
 

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SEZ. POLITICA Covid, il deputato del Pd Sensi legge in Aula Camera i 173 nomi dei medici morti

20 Luglio 2020, 14:42pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Covid, il deputato del Pd Sensi legge in Aula Camera i 173 nomi dei medici morti

inserito da Alessia Chianese Covid, il deputato del Pd Filippo Sensi legge in Aula Camera i 173 nomi dei medici morti per il virus Nell'Aula della Camera dei deputati la discussione sulle linee generali del testo unificato delle proposte di legge: Istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'epidemia da Coronavirus.

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SEZ. POLITICA Gregoretti: Bonaccini,Salvini fa vittima Ho grande rispetto per la magistratura

20 Gennaio 2020, 18:45pm

Pubblicato da Angelica Cecere

 SEZ. POLITICA Gregoretti: Bonaccini,Salvini fa vittima Ho grande rispetto per la magistratura

INSERITO DA ANGELICA CECERE BOLOGNA,  "È chiaro che Salvini tende a fare la vittima, a portare sul piano nazionale qualsiasi cosa". A dirlo Stefano Bonaccini, presidente dem uscente dell'Emilia-Romagna e ricandidato al bis, rispondendo a una domanda sul caso Gregoretti che coinvolge il leader della Lega "Sulle vicende giudiziarie non mi sono mai permesso, neppure quando lambirono me, di esprimere il benché minimo giudizio", ha premesso Bonaccini: "Ho sempre grande rispetto per la magistratura, da garantista convinto". Detto questo, Bonaccini ha ribadito che a destra "tentano di spostare l'attenzione su altri piani, perché non hanno nulla da dire sull'Emilia-Romagna".

ANSA

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SEZ. POLITICA Choc per Di Maio e M5s, Di Battista sta con Paragone

3 Gennaio 2020, 09:38am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Anche Barbara Lezzi difende Gianluigi

Di Battista non esclude il ritorno: pronto a candidarmi

Paragone silurato, choc per il M5s. All'indomani dell'epurazione di Gianluigi Paragone dal movimento per aver votato contro la manovra di bilancio, Alessandro Di Battista e Barbara Lezzi si schierano con lui. 

 

Di Battista scrive sui social: "Gianluigi è infinitamente più grillino di molti che si professano tali. Non c'è mai stata una volta che non fossi d'accordo con lui. Vi esorto a leggere ciò che dice e a trovare differenze con quel che dicevo io nell'ultima campagna elettorale che ho fatto. Quella da non candidato, quella del 33%".

E gli fa eco anche Barbara Lezzi: "Gianluigi Paragone è e resta un mio collega - scrive su Facebook la senatrice grillina - Fino a quando, e sono certa che continuerà così, lavorerà senza sosta per i deboli, per assicurare un salario minimo decente, per fare in modo che le multinazionali osservino le leggi del nostro Paese resterà un mio collega. Fino a quando avrà il coraggio di non rispondere né alla Lega, né al PD, né ad altri ma solo al buonsenso e alle sue idee, come sempre ha fatto, resterà un mio collega. Per il resto, non sono permalosa. Non è una buona idea espellere gli anticorpi, caro Movimento 5 Stelle. In alto i cuori".

FONTE IL TEMPO

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SEZ. POLITICA Autostrade, via alla revoca delle concessioni. Di Maio: 'Benetton perderanno profitti' "La retorica che si perdono i posti di lavoro" con la revoca delle concessioni ad Autostrade "è una sciocchezza. 'Dio e Madonne li lasciamo a chi è in difficoltà' precisa

2 Gennaio 2020, 10:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Autostrade, via alla revoca delle concessioni. Di Maio: 'Benetton perderanno profitti' "La retorica che si perdono i posti di lavoro" con la revoca delle concessioni ad Autostrade "è una sciocchezza. 'Dio e Madonne li lasciamo a chi è in difficoltà' precisa

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA"Nel milleproproghe abbiamo inserito la norma sulle concessioni autostradali. Questo decreto dice finalmente che si avvia un percorso per alcune infrastrutture che ci permette di revocare le concessioni ai Benetton". Lo ha detto Luigi Di Maio in una diretta facebook. "Tutti si sono scandalizzati perché è crollato il titolo di Atlantia, ma chi si è scandalizzato non lo ha fatto quando è crollato il Ponte Morandi. E' crollato il ponte e non si sa di chi è la colpa, invece ogni dichiarazione sulle concessioni è diventata un attentato ad Autostrade". "La retorica che si perdono i posti di lavoro" con la revoca delle concessioni ad Autostrade "è una sciocchezza. Si perdono i profitti dei Benetton ed è giusto, perché non hanno fatto quanto dovuto per mantenere quel ponte" Morandi. "Io non sono tranquillo che ci siano quei signori che non hanno mantenuto il ponte Morandi che ora gestiscono 3 mila chilometri, bisogna riprenderci quella gestione e poi i dipendenti verranno chiaramente impiegati".  "Noi dobbiamo credere in quello che stiamo facendo, il 2020 sarà l'anno degli Stati generali, dobbiamo attrezzarci per diventare determinanti. Negli anni '10 siamo stati protagonisti, nel 2020 dobbiamo essere determinanti e per esserlo dobbiamo essere più strutturati. E per farlo dovremo essere compatti. A breve avremo anche i facilitatori regionali e poi a marzo, verosimilmente, ci saranno gli stati generali dove scriveremo la nuova carta di valori del M5S" dice il capo politico dei 5s. "Ci sono alcuni parlamentari che non vogliono il taglio dei parlamentari perchè non sarebbero eletti. Penso che sei mesi in più, sei mesi in meno non cambia nulla, ma prepariamoci a questa campagna referendaria. Non ce n'era bisogno ma siamo pronti". Lo afferma il capo politico dei Cinque Stelle in diretta su Facebook. "Non è vero che solo il 12%" dei parlamentari del M5S è in regola con le restituzioni, "l'ultima l'abbiamo pianificata ad agosto o settembre, mancano gli ultimi mesi, ma se c'è qualcuno che è in ritardo o non ha restituito, io chiedo ai giornali che diano la stessa evidenza quando verranno date le sanzioni a chi non rispetta le regola" ha ribadito Di Maio. "Molti giornali dicono che i parlamentari non versano i rimborsi - ha aggiunto - Noi siamo l'unica forza politica che taglia gli stipendi degli eletti e le versa per fini di bene". E infine, con una battuta rivolta al leader della Lega Matteo Salvini, precisa:  "Non citerò né Madonne né Dio perché quelli li lasciamo alle persona in difficoltà, noi portiamo avanti il nostro lavoro con umiltà. Lasciamo le preghiere alle persone in difficoltà, a cui va tutta la mia vicinanza". Lo dice il capo politico M5S Luigi Di Maio in diretta Facebook facendo riferimento alle parole di Matteo Salvini che, anche ieri, ha affermato di voler guidare l'Italia con "l'aiuto di Dio e del cuore immacolato di Maria". Infine il ministro degli esteri ricorda che "Da oggi entra in vigore la norma che toglie finalmente la prescrizione. Abbiamo sempre detto che i furbetti non dovevano perdere tempo per farla franca e da oggi entra una legge che stabilisce un po' di fiducia tra i cittadini e le istituzioni". Lo dice il leader del M5S Luigi Di Maio in diretta Fb. "Sarà un anno con più giustizia, era la grande promessa che vi avevamo fatto e in mezzo c'è stata una crisi di governo dovuta proprio alla giustizia", spiega.

ANSA

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SEZ. POLITICA Autostrade, via alla revoca delle concessioni. Di Maio: 'Benetton perderanno profitti'

2 Gennaio 2020, 10:30am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

"La retorica che si perdono i posti di lavoro" con la revoca delle concessioni ad Autostrade "è una sciocchezza. 'Dio e Madonne li lasciamo a chi è in difficoltà' precisa

Italian Foreign Minister Di Maio visits Lebanon © ANSA

"Nel milleproproghe abbiamo inserito la norma sulle concessioni autostradali. Questo decreto dice finalmente che si avvia un percorso per alcune infrastrutture che ci permette di revocare le concessioni ai Benetton". Lo ha detto Luigi Di Maio in una diretta facebook. "Tutti si sono scandalizzati perché è crollato il titolo di Atlantia, ma chi si è scandalizzato non lo ha fatto quando è crollato il Ponte Morandi. E' crollato il ponte e non si sa di chi è la colpa, invece ogni dichiarazione sulle concessioni è diventata un attentato ad Autostrade". "La retorica che si perdono i posti di lavoro" con la revoca delle concessioni ad Autostrade "è una sciocchezza. Si perdono i profitti dei Benetton ed è giusto, perché non hanno fatto quanto dovuto per mantenere quel ponte" Morandi. "Io non sono tranquillo che ci siano quei signori che non hanno mantenuto il ponte Morandi che ora gestiscono 3 mila chilometri, bisogna riprenderci quella gestione e poi i dipendenti verranno chiaramente impiegati".

"Noi dobbiamo credere in quello che stiamo facendo, il 2020 sarà l'anno degli Stati generali, dobbiamo attrezzarci per diventare determinanti. Negli anni '10 siamo stati protagonisti, nel 2020 dobbiamo essere determinanti e per esserlo dobbiamo essere più strutturati. E per farlo dovremo essere compatti. A breve avremo anche i facilitatori regionali e poi a marzo, verosimilmente, ci saranno gli stati generali dove scriveremo la nuova carta di valori del M5S" dice il capo politico dei 5s. "Ci sono alcuni parlamentari che non vogliono il taglio dei parlamentari perchè non sarebbero eletti. Penso che sei mesi in più, sei mesi in meno non cambia nulla, ma prepariamoci a questa campagna referendaria. Non ce n'era bisogno ma siamo pronti". Lo afferma il capo politico dei Cinque Stelle in diretta su Facebook. "Non è vero che solo il 12%" dei parlamentari del M5S è in regola con le restituzioni, "l'ultima l'abbiamo pianificata ad agosto o settembre, mancano gli ultimi mesi, ma se c'è qualcuno che è in ritardo o non ha restituito, io chiedo ai giornali che diano la stessa evidenza quando verranno date le sanzioni a chi non rispetta le regola" ha ribadito Di Maio. "Molti giornali dicono che i parlamentari non versano i rimborsi - ha aggiunto - Noi siamo l'unica forza politica che taglia gli stipendi degli eletti e le versa per fini di bene".

E infine, con una battuta rivolta al leader della Lega Matteo Salvini, precisa:  "Non citerò né Madonne né Dio perché quelli li lasciamo alle persona in difficoltà, noi portiamo avanti il nostro lavoro con umiltà. Lasciamo le preghiere alle persone in difficoltà, a cui va tutta la mia vicinanza". Lo dice il capo politico M5S Luigi Di Maio in diretta Facebook facendo riferimento alle parole di Matteo Salvini che, anche ieri, ha affermato di voler guidare l'Italia con "l'aiuto di Dio e del cuore immacolato di Maria".

Infine il ministro degli esteri ricorda che "Da oggi entra in vigore la norma che toglie finalmente la prescrizione. Abbiamo sempre detto che i furbetti non dovevano perdere tempo per farla franca e da oggi entra una legge che stabilisce un po' di fiducia tra i cittadini e le istituzioni". Lo dice il leader del M5S Luigi Di Maio in diretta Fb. "Sarà un anno con più giustizia, era la grande promessa che vi avevamo fatto e in mezzo c'è stata una crisi di governo dovuta proprio alla giustizia", spiega.

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SEZ. POLITICA Conte: 'Non lascio la politica a fine mandato' Il premier prepara il vertice della ripresa, resta l'ombra dei nuovi gruppi

30 Dicembre 2019, 12:53pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Conte: 'Non lascio la politica a fine mandato' Il premier prepara il vertice della ripresa, resta l'ombra dei nuovi gruppi

"Dopo questo mio intenso coinvolgimento, non vedo un futuro senza politica". Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un colloquio con Repubblica annuncia un impegno a lungo termine. Precisa di pensare "al presente e non al mio futuro", perché "iniziare a ragionare sul proprio futuro quando si ha un incarico così rilevante rischia di creare una falsa e distorta prospettiva", "come un tarlo" che "finisce per distrarre o peggio per condizionare le scelte e le decisioni che si è chiamati ad assumere", ma aggiunge: "Non mi vedo novello Cincinnato che mi ritraggo e mi disinteresso della politica". "La politica - riflette il premier - non è solo fondare un partito o fare il leader di partito o fare competizioni elettorali. Ci sono mille modi per partecipare alla vita politica e dare un contributo al proprio paese". Infine, per rassicurare i partner della coalizione, ribadisce: "Qualsiasi contributo mi troverò a dare sarà comunque in linea con la mia inclinazione che sabato ho esplicitato: sono un costruttore, non sono divisivo". Sarà la giustizia, e in particolare la prescrizione, la prima tappa dello slalom di gennaio di Giuseppe Conte. Tappa spinosissima, perché M5S, Pd e Iv viaggiano su binari lontanissimi e il rischio è che lo stallo sulla riforma Bonafede inquini sul nascere il confronto nel governo dal quale il presidente del Consiglio vuol far ripartire la sua agenda. Del resto, nonostante nella conferenza di fine anno abbia dato un suo netto imprinting alla direzione del governo giallorosso, la maggioranza resta fragile. Con l'ombra del nuovo gruppo alla Camera che, nonostante l'appello del premier a non destabilizzare, resta un'ipotesi sul tavolo. Il capo del governo arriverà al vertice sulla giustizia previsto il 7 gennaio probabilmente dopo aver completato l'insediamento di nuovi ministri alla Scuola e all'Università e Ricerca Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi. La scelta dello spacchettamento, a livello numerico, avvantaggia il Pd e, allo stesso tempo, frena la possibile richiesta di un mini-rimpasto da parte dei Dem dopo le Regionali. Il Movimento, dal canto suo, si consola con la promozione del suo sottosegretario, la deputata Azzolina. La sua indicazione trova il gradimento dei vertici e forse scontenta l'ala ortodossa (tra i papabili c'era anche il presidente della commissione Cultura Luigi Gallo) ma non dovrebbe creare ulteriori crepe in un Movimento dove, da giorni, è in atto un tutti contro tutti.  Intanto, parte la sfida delle Regionali del 26 gennaio in Emilia-Romagna e Calabria. Bonaccini presenta la lista a Imola con il sindaco di Milano Sala: 'Se vinciamo, da qui parte la riscossa per l'Italia'. Mentre Salvini a Bologna attacca Conte. 'Vive male, è ossessionato da me. La sua maratona si fermerà al primo chilometro'. Attesa per il quinto discorso di fine anno che il presidente della Repubblica Mattarella pronuncerà martedì sera dal Quirinale.  

ANSA

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SEZ. POLITICA Fioramonti si dimette, scontro in M5s e governo nel caos. Iv e opposizioni attaccano L'ex ministro: 'Sulla scuola le risorse non si trovano, ma per le altre cose sì'

28 Dicembre 2019, 07:23am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Fioramonti si dimette, scontro in M5s e governo nel caos. Iv e opposizioni attaccano L'ex ministro: 'Sulla scuola le risorse non si trovano, ma per le altre cose sì'

Scontro in M5s dopo le dimissioni del ministro Lorenzo Fioramonti. "La verità è che sarebbe servito più coraggio da parte del Governo - ha scritto su Fb l'ex ministro dell'Istruzione -, per garantire quella 'linea di galleggiamento' finanziaria di cui ho sempre parlato, soprattutto in un ambito così cruciale come l'università e la ricerca. Pare che le risorse non si trovino mai quando si tratta della scuola e della ricerca, eppure si recuperano centinaia di milioni di euro in poche ore da destinare ad altre finalità quando c'è la volontà politica".  Il ministro per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone in un post su Facebook scrive: "Trovo stucchevole che chi professi coraggio agli elettori poi scappi dalle responsabilità politiche. Se hai coraggio, non scappi. Se condividi davvero una battaglia, non scappi, ma mangi sale quando devi e porti avanti un progetto (ammesso che lo si abbia mai realmente condiviso). La coerenza è per lo più un pregio, ma a volte rischia di sconfinare nella sterile testimonianza che, peraltro, si addice poco a chi occupa posizioni di responsabilità". Lorenzo Fioramonti ha consegnato la lettera di dimissioni al premier Giuseppe Conte. Secondo quanto riferiscono diverse fonti di maggioranza, Fioramonti potrebbe lasciare M5s per fondare un gruppo parlamentare autonomo ma 'filogovernativo', come embrione di un nuovo soggetto politico. "Alle ragazze ed ai ragazzi - ha scritto ancora su Fb l'ex ministro dell'Istruzione - che fanno vivere la scuola e l'università italiana chiedo di non dimenticare mai l'importanza dei luoghi che attraversano per formarsi, senza arrendersi alla politica del 'non si può fare'. Come diceva Gianni Rodari, dobbiamo imparare a fare le cose difficili. Perché a volte bisogna fare un passo indietro per farne due in avanti. Il mio impegno per la scuola e per le giovani generazioni non si ferma qui, ma continuerà - ancora più forte - come parlamentare della Repubblica Italiana".  Fioramonti si dimette "Se veramente ci si vuole battere per avere più risorse per la scuola bisogna stare in Parlamento non all'estero, non a presentare un libro o a fare conferenze stampa". Così Gabriele Toccafondi e Daniela Sbrollini, capogruppo di Italia Viva in Commissione Cultura a Camera e Senato.

 ANSA

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