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SEZ. POLITICA Gualtieri: 'No a nuovi lockdown'. Il nuovo dpcm in cdm con mascherine obbligatorie anche all'aperto e chiusure anticipate dei locali

5 Ottobre 2020, 12:24pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Controlli a Roma a Fontana di Trevi © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il nuovo dpcm sarà presentato oggi al Consiglio dei ministri e varato dopo il passaggio in Parlamento. "Escludiamo" nuovi lockdown, "ma per escluderli dobbiamo evitare i contagi. Proprio perché l'obiettivo è non dover tornare a nuovi lockdown, dobbiamo mettere un surplus di attenzione e rigore nel contenimento del virus". Lo ha detto il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri a RaiNews24. Mascherine obbligatorie anche all'aperto, chiusure anticipate dei locali e feste private a numero ridotto: queste le misure nazionali anticovid attese nel nuovo dpcm che sarà presentato oggi al Consiglio dei ministri e varato dopo il passaggio in Parlamento. Sulla situazione nelle scuole oggi l'incontro tra l'Iss e la ministra Azzolina che, in occasione della Giornata mondiale degli insegnanti, parla di "ottimo lavoro dei prof" per la sicurezza nelle scuole. "Il virus sta tornando, ma noi siamo più forti, lo abbiamo già dimostrato. E per questo motivo non dobbiamo abbassare la guardia. Usiamo le mascherine e rispettiamo tutte le norme anti Covid. Dimostriamo al mondo chi siamo. Anche perché grazie al senso civico e all'atteggiamento responsabile degli italiani abbiamo superato già una volta questa crisi sanitaria". Lo scrive su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. "Ne discuteremo più tardi e valuteremo se ci saranno delle modifiche da fare anche alla luce delle evidenze di questi giorni, soprattutto sul trasporto pubblico locale": così la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, risponde se ci saranno novità sui trasporti nel prossimo Dpcm. E alla domanda se potrà cambiare la capienza degli autobus risponde "no", a margine di un convegno nella sede della Cgil. Un appello a tutta la popolazione di Milano e in particolare ai giovani ad indossare la mascherina in questo momento in cui i contagi stanno risalendo. A lanciarlo dalle sue pagine social è il sindaco, Giuseppe Sala. "La prima domanda che dobbiamo farci è cosa possiamo fare noi sindaci, cittadini e la parola del giorno è mascherina - ha detto -. Io vi prego utilizzate la mascherina, tutti, lo dico in particolare ai giovani cercando di essere sempre vicino e comprensivo, ma utilizzatela perché è assolutamente importante". Sala ha poi aggiunto, parlando del momento storico, che " è chiaro che questa è una vita, una società anomala, ma è vita e ve lo dice uno che è passato anche in momenti più difficili e forse per questo apprezza di più questa vita anomala. Proteggiamola". ANSA

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SEZ. POLITICA Conte: "Proporremo stato emergenza fino a gennaio"

2 Ottobre 2020, 10:03am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Conte: "Proporremo stato emergenza fino a gennaio"

INSERITO DA MORENA MOTTA "Ieri in Consiglio dei ministri abbiamo fatto un aggiornamento, c'è stata una discussione e abbiamo convenuto che allo stato della situazione, che comunque continua ad essere critica per quanto la curva del contagio sia sotto controllo, è richiesta la massima attenzione da parte dello Stato, delle sue articolazioni e anche dei cittadini. Quindi abbiamo convenuto che andremo in Parlamento a proporre la proroga dello stato di emergenza, ragionevolmente fino alla fine di gennaio 2021". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Interpellato a San Felice a Cancello (Caserta) sulla possibilità di nuovi lockdown regionali, Conte ha risposto: "Non possiamo andare in ordine sparso. Io consiglio a tutti gli amministratori locali e a tutti i presidenti di lavorare sempre come abbiamo fatto fin qui, in pieno coordinamento. Noi abbiamo un sistema di monitoraggio molto accurato e sofisticato. Dobbiamo lavorare quindi a livello centrale, con il coordinamento ovviamente delle regioni e delle autorità locali, per assumere decisioni quando servono".

Riguardo al decreto sicurezza, "sarà al prossimo Consiglio dei ministri, abbiamo programmato per lunedì sera - ha spiegato il presidente del Consiglio - Volevamo farlo nel fine settimana ma c'è il silenzio elettorale per i ballottaggi quindi è opportuno farlo lunedì sera. Porteremo quindi il decreto sicurezza al prossimo Consiglio dei ministri".

Sui decreti sicurezza "non ho cambiato idea - ha sottolineato - a me non stanno a cuore gli slogan porti aperti o porti chiusi, ma l'obiettivo della sicurezza e della protezione, dei cittadini italiani ma anche dei migranti, ai quali dobbiamo riconoscere i diritti fondamentali".

"L'abbiamo annunciato e preannunciato - ha aggiunto - Quando siamo nati con questo governo uno dei punti programmatici era la revisione dei decreti sicurezza, anche alla luce delle indicazioni del presidente Mattarella. In più, dovendo ritornare su questo punto, ne abbiamo approfittato per intervenire. Quando si adotta un provvedimento c'è una fase di sperimentazione e in fase attuativa si possono riscontrare le necessità di fare degli ulteriori interventi".

Il premier ha parlato anche di quota 100. "Non ho rinunciato a quota 100, nasce come triennale e ho semplicemente annunciato che terminerà nel 2021. Siamo già al lavoro con la ministra Catalfo, ci sono interventi da fare" ha detto Conte. "Troveremo altre formule per gestire un problema che è oggettivo", ha aggiunto.

Poi Aspi. "Su Autostrade c'è stata una riunione tecnica di aggiornamento da parte dei delegati del governo che stanno seguendo la trattativa. Mi sembra che ci sia uno stallo e, a questo punto, la questione ritorna al primo Consiglio dei ministri utile per le valutazioni conseguenti. Non aggiungo altro, è una società quotata e c'è un titolo in borsa", ha concluso.

FONTE ADNKRONOS

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SEZ. POLITICA Aspi: vertice a Palazzo Chigi, risposte entro il 30 o revoca Riunione ieri notte di Conte con Gualtieri e De Micheli

27 Settembre 2020, 12:58pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Esterno della sede di Autostrade per lItalia il 29 maggio 2020. MAURIZIO BRAMBATTI/ANSA © ANSA

INSERITO DA LEONE BUONGIORNO Avanti con la revoca della concessione ad Autostrade, se da Atlantia entro il 30 settembre non arriveranno risposte che consentano di portare avanti il percorso deciso a luglio dal governo per rendere Aspi pubblica con l'ingresso di Cdp. E' la linea del governo emersa, a quanto si apprende, da un vertice che si è svolto nella notte di ieri a Palazzo Chigi. Il premier Giuseppe Conte, come anticipato da alcuni quotidiani, si è confrontato con i ministri Roberto Gualtieri e Paola De Micheli. Con loro il segretario generale di P.Chigi Roberto Chieppa e i capi di gabinetto dei ministeri dell'Economia Luigi Carbone e delle Infrastrutture Alberto Stancanelli. Ne sarebbe emersa, a quanto spiegano fonti di governo, la valutazione di una situazione "sempre più compromessa" e una posizione unitaria in favore dell'avvio della procedura di revoca, se non arriveranno le risposte sollecitate nei giorni scorsi anche in uno scambio di lettere con l'azienda. ANSA

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SEZ. POLITICA Elezioni: Il Sì al Referendum al 67,8%. Di Maio: 'Esito storico'. Giani avanti in Toscana, Emiliano in Puglia In Liguria Toti avanti, Zaia stravince in Veneto

21 Settembre 2020, 18:14pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Referendum: seggi chiusi, iniziato spoglio schede © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Toscana e Puglia al centrosinistra, Marche e Liguria al centrodestra. In Veneto e in Campania i due governatori uscenti, Zaia e De Luca con vantaggi abissali. Sono i primi dati che emergono dalle proiezioni sulle Regionali dopo la chiusura dei seggi alle 15.

Intanto, in base alla quarta proiezione del consorzio Opinio Italia per la Rai,il Sì raggiunge il 68,1,% al referendum costituzionale. Il No si attesta al 31,9%. La copertura del campione è data al 41%. "Quello raggiunto oggi è un risultato storico. Torniamo ad avere un Parlamento normale, con 345 poltrone e privilegi in meno. È la politica che dà un segnale ai cittadini. Senza il MoVimento 5 Stelle tutto questo non sarebbe mai successo". Lo scrive su Fb il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Ecco le prime proiezioni Regione per Regione: 

VENETO , TOSCANA, LIGURIA , MARCHE , CAMPANIA, PUGLIA

VALLE d'AOSTA - In base al primo Exit poll del consorzio Opinio Italia per la Rai, alle regionali in Valle d'Aosta (dove si vota con un sistema elettorale diverso rispetto alle altre regioni) il primo partito è la Lega (20-24%), seguito dal Progetto Civico Progressista (che comprende anche il Pd) con il 13-17% e dall'Union Valdoteaine (11-15%) e dal Centrodestra (FI e Fdi-Meloni) 8-10%).

Esulta per l'esito del referendum sul taglio dei parlamentari Luigi Di Maio: "Quello raggiunto oggi è un risultato storico. Torniamo ad avere un Parlamento normale, con 345 poltrone e privilegi in meno. È la politica che dà un segnale ai cittadini. Senza il MoVimento 5 Stelle tutto questo non sarebbe mai successo".

 

 

 

Soddisfatto anche Nicola Zingaretti che invita a seguire la strada delle riforme. "Sul referendum siamo molto soddisfatti: si conferma che il Pd è la forza del cambiamento, garante anche in questa legislatura di un percorso di innovazione e modernizzazione delle istituzioni di cui da sempre sentiamo il bisogno. Con la vittoria del Sì si apre ora una stagione di riforme: lo vogliamo e con gli alleati faremo di tutto perché vada avanti spedita". E sulle Regionali, pur attendendo l'esito finale evidenzia "siamo molto soddisfatti da quanto emerge, in una situazione molto difficile e frammentata c'è la conferma di quelle che erano le nostre aspettative".

"Come sempre - scrive Matteo Salvini su Facebook - e più di sempre, anche questa volta dico GRAZIE ai milioni di Italiane e di Italiani che ci hanno dato fiducia. Se i dati verranno confermati, da domani Lega e centrodestra saranno alla guida di 15 Regioni su 20! E anche dove non ce l'abbiamo fatta, tutti al lavoro con un solo obiettivo: aiutare, proteggere e far crescere la nostra bellissima Italia".

"Complimenti e buon lavoro a Vincenzo De Luca. Abbiamo collaborato a livello istituzionale, lo abbiamo sostenuto a livello politico. Anche per lui una grande vittoria, bravo". Lo scrive su Facebook il leader di Iv Matteo Renzi.

REFERENDUM COSTITUZIONALE, I PRECEDENTI

Alla chiusura, seguiranno gli scrutini di suppletive, referendum e regionali. Gli scrutini delle amministrative cominceranno alle 9 di martedì 22 settembre.

LO SPECIALE SUL VOTO 

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SEZ. POLITICA La politica sarda per il no al taglio dei parlamentari Ma non tutti seguiranno le indicazioni del proprio partito

19 Settembre 2020, 13:17pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MORENA MOTTA Anche se non in via sempre ufficiale, la politica sarda sostiene le ragioni del no al taglio dei parlamentari. Al netto della posizione del Movimento Cinquestelle - con i consiglieri regionali schierati per il sì, ma con i deputati Mara Lapia e Andrea Vallascas pronti a votare no - gli altri partiti pensano che il referendum costituzionale del 20 e 21 settembre sia "uno spot contro la democrazia parlamentare". Conta, ovviamente, il 'danno' che subirebbe la Sardegna in caso di affermazione del sì: una riduzione del 35% dei membri eletti, coi senatori che dagli attuali 9 diventerebbero 4, mentre i deputati passerebbero da 17 a 11 o 12. Un dato che spingerà gran parte del Pd sardo a mettere la croce sul no, nonostante l'indicazione del segretario nazionale Zingaretti sia opposta. "Non serve una non riforma di questo tipo - spiega il capogruppo in Consiglio regionale Gianfranco Ganau - le riforme istituzionali devono essere complessive e omogenee, e nel caso sardo si porrebbe un serio problema di rappresentatività". Sempre nel Pd, il consigliere Roberto Deriu è stato il politico nell'Isola più attivo nella campagna referendaria per promuovere il no: "Non ha nessun senso diminuire il numero dei parlamentari, quando è stato stabilito dai padri costituenti la popolazione dell'Italia era di 40 milioni, ora siamo cresciuti di un terzo". L'unica dem ad aver dichiarato che voterà sì è la deputata Romina Mura. Convinti per il no anche Liberi e Uguali e Progressisti. "Dobbiamo garantire la rappresentanza dei sardi, per evitare ciò che accade nell'Europarlamento dove in pratica non siamo rappresentati", osserva il consigliere regionale Eugenio Lai. Secondo l'ex sindaco di Cagliari Massimo Zedda (Progressisti), "il vero problema è la qualità di chi svolge funzioni politiche e una legge elettorale che ripristini la possibilità di scegliere da chi si è rappresentati". Per questi motivi domenica voterà no. Nel centrodestra stupisce la posizione contraria della Lega, considerato che il leader Matteo Salvini è schierato per il sì. "Tra i consiglieri regionali prevale la linea del no - conferma il capogruppo Dario Giagoni - non è tagliando la rappresentanza che si garantisce efficienza decisionale". In FdI - dove la presidente Giorgia Meloni è per il sì - il capogruppo Francesco Mura conferma che "all'interno del gruppo sardo ci sarà libertà di scelta". Stesso discorso vale per i Riformatori. Gran parte dei sardisti è per il no, compreso il candidato alle suppletive del Senato Carlo Doria. "La stragrande maggioranza di Forza Italia è contraria a questa riforma farlocca", conferma poi il deputato Pietro Pittalis. Infine c'è il mondo indipendentista diviso tra chi promuove il non voto perché andando alle urne "significherebbe ratificare la Costituzione dello Stato invasore", e chi, come Claudia Zuncheddu (Sardigna libera) promuove il no perché "la riduzione di 345 membri segnerebbe il passaggio da un sistema democratico a uno oligarchico". di Roberto Murgia ANSA

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SEZ. POLITICA Pd, Zingaretti, noi l'unica garanzia contro l'avanzata delle destre Il segretario chiude la festa nazionale dell'Unità a Modena

15 Settembre 2020, 10:59am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Guai a lasciare il terreno agli altri. Nessuno si illuda: i Democratici il terreno non lo lasceranno mai dentro questa democrazia. In quest'Italia di parolai, voltagabbana, twittaroli, c'è un solo partito che con le sue liste e i suoi candidati rappresenta ovunque una certezza, l'unica garanzia contro l'avanzata delle destre: siamo noi, il Pd, altri io non li ho visti". Lo dice il segretario del Pd Nicola Zingaretti chiudendo la festa nazionale dell'Unità a Modena. 

"Il beneficio più grande che questo anno di governo ha prodotto, al di là dei 100 miliardi stanziati per il Covid, - ha aggiunto - è ancorato all'aver legato il futuro dell'Italia al destino dell'Europa e aver avviato un suo cambiamento che è la speranza che stava morendo in milioni di italiani dopo la sciagura dei sovranisti e la sciagura della democrazia illiberale. Avrebbe lasciato sole le persone. Lasciare un paese fedele ai valori di libertà, democrazia e civiltà ci da la forza di andare avanti". 

"Le classi dirigenti italiane - ha detto ancora Zingaretti - non hanno capito che non è in gioco un'alleanza di governo che ora vi divertite a picconare o il destino di un leader ma la tenuta della nazione nei prossimi anni. Perché la democrazia deve includere, se si indebolisce si indebolisce la fiducia nello Stato. Ecco perché bisogna continuare a cambiare l'esistente. Il Pd è una forza a servizio di una missione chiara e leale, ma siamo al governo con un segnale chiaro: ora è giunto il tempo di riaprire una stagione di rinascita, un grande progetto per riedificare questo paese. Un progetto per creare lavoro, costruire un nuovo modello di sviluppo basato sulla sostenibilità ambientale, investendo sulle persone, a cominciare dalla priorità delle priorità che è la scuola, la sua funzione democratica per la rinascita del paese".

Secondo Zingaretti, "il Pd è una forza a servizio di una missione chiara e leale". "Siamo al governo con un segnale chiaro - ha aggiunto -: ora è giunto il tempo di riaprire una stagione di rinascita, un grande progetto per riedificare questo paese. Un progetto per creare lavoro, costruire un nuovo modello di sviluppo basato sulla sostenibilità ambientale, investendo sulle persone, a cominciare dalla priorità delle priorità che è la scuola, la sua funzione democratica per la rinascita del paese".

"Altro che subalternità, subalterno è chi si è fermato nel teatro della politica, concentrato sugli stessi personaggi e le stesse polemiche - ha sottolineato -. Sapevamo che il cammino era accidentato ma abbiamo combattuto. Dovremo ancora combattere perché siamo forze diverse e distinte ma non abbiamo paura di combattere: combatteremo sulla sanità pubblica perché ancora dovete convincerci perché non ricorrere al Mes".

Orlando, dopo il voto tagliando per fase nuova 

"Credo che a prescindere dalla riforma istituzionale non si tratti tanto di cambiare questo o quel ministro ma di aprire una fase nuova. Ci troviamo nella situazione di spendere 209 miliardi in un Paese che da molto tempo fa tagli e c'è una difficoltà a mettere in campo progettualità". Lo dice Andrea Orlando, vicesegretario del Pd, in un'intervista a Radio 24 rispondendo a una domanda su un eventuale rimpasto dopo le regionali. "Con chi lo deciderà Conte ma che si tratti di disporre la squadra in assetto diverso è un'esigenza che deriva da questa fase". Il Pd vorrà più peso? "Non escludo che possa esserci un effetto sull'assetto del governo ma non mi pare questo la cosa più fondamentale. Ora credo che si debba fare un tagliando per tener conto della fase nuova: non si tratta di dare peso a questo o quel partito ma di concentrarsi sui filoni che l'Europa considera centrali".

Conte nuovo leader del Pd? "Il leader del Pd è Zingaretti. Conte credo sia leader di una coalizione cui si riconosce di aver affrontato due passaggi non banali in modo positivo: il lockdown e il successo su tutto il fronte in Europa sul Recovery fund. Lo si vede anche dal fatto che la destra non spara più sull'Europa: è difficile farlo quando gli italiani leggono che arriveranno da lì 209 miliardi".

Il ritorno di Renzi nel Pd? "Le considerazioni di Bonaccini sono legittime: mi chiedo se vadano fatte a una settimana dal voto, quando in tutte le regioni tranne le Marche Iv è contro il Pd e ha scelto il Pd come bersaglio. Adesso bisogna concentrarsi sulla campagna elettorale". La candidatura di Monica Cirinnà a sindaco di Roma "penso sia un contributo a mettere in moto un meccanismo da troppo tempo incagliato e che dobbiamo sbloccare molto rapidamente. Mi auguro ci siano altre candidature che possano rafforzare questo quadro. Ma penso che quella di Monica sia una candidatura di grande livello, è una combattente e può svolgere bene quel ruolo".

 La partita con il centrodestra "è aperta ovunque. Con un tasso alto di indecisi tutto può succedere. Peserà molto il Covid, la preoccupazione: bisognerà spiegare che si può andare a votare in sicurezza. Ma non credo che ci sarà una sconfitta in Toscana e Puglia. Bisogna dire a chi va a votare che non si vota per il Parlamento ma si sceglie a livello regionale degli amministratori". 

ANSA

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SEZ. POLITICA Open arms, Renzi: "Votiamo a favore dell'autorizzazione per processare Matteo Salvini"

31 Luglio 2020, 09:53am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Open arms, Renzi: "Votiamo a favore dell'autorizzazione per processare Matteo Salvini"

inserito da Alessia Chianese «Noi voteremo a favore dell' autorizzazione a procedere nei confronti Salvini». Lo ha affermato il leader di Italia dei Valori Matteo Renzi in Aula al Senato, nel dibattito sul via libera al processo nei confronti dell'ex Ministro delll'Interno sulla vicenda Open Arms. Renzi spiega il motivo della sua decisione: «C'è un elefante nella stanza che è il rapporto tra magistratura e politica. Ma noi dobbiamo rispondere alla domanda non se Salvini ha commesso reati o no, o se fosse accompagnato da altri membri del governo. A questo risponde la magistratura. Ma se ci fu interesse pubblico. E per me l'interesse pubblico non c'è nel tenere un barcone lontano dalle coste. Non è accettabile - ha poi spiegato - che ci siano delle chat in cui si dice che un mio avversario debba essere attaccato. È uno scandalo». «Noi non abbiamo cambiato idea, abbiamo sempre pensato che la politica migratoria del Paese dal 2018 al 2019, con il governo gialloverde, fosse un errore. Lo dico al M5S», ha concluso il leader di IV.
 

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SEZ. POLITICA Covid, il deputato del Pd Sensi legge in Aula Camera i 173 nomi dei medici morti

20 Luglio 2020, 14:42pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Covid, il deputato del Pd Sensi legge in Aula Camera i 173 nomi dei medici morti

inserito da Alessia Chianese Covid, il deputato del Pd Filippo Sensi legge in Aula Camera i 173 nomi dei medici morti per il virus Nell'Aula della Camera dei deputati la discussione sulle linee generali del testo unificato delle proposte di legge: Istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'epidemia da Coronavirus.

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SEZ. POLITICA Gregoretti: Bonaccini,Salvini fa vittima Ho grande rispetto per la magistratura

20 Gennaio 2020, 18:45pm

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Pubblicato da Angelica Cecere

 SEZ. POLITICA Gregoretti: Bonaccini,Salvini fa vittima Ho grande rispetto per la magistratura

INSERITO DA ANGELICA CECERE BOLOGNA,  "È chiaro che Salvini tende a fare la vittima, a portare sul piano nazionale qualsiasi cosa". A dirlo Stefano Bonaccini, presidente dem uscente dell'Emilia-Romagna e ricandidato al bis, rispondendo a una domanda sul caso Gregoretti che coinvolge il leader della Lega "Sulle vicende giudiziarie non mi sono mai permesso, neppure quando lambirono me, di esprimere il benché minimo giudizio", ha premesso Bonaccini: "Ho sempre grande rispetto per la magistratura, da garantista convinto". Detto questo, Bonaccini ha ribadito che a destra "tentano di spostare l'attenzione su altri piani, perché non hanno nulla da dire sull'Emilia-Romagna".

ANSA

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SEZ. POLITICA Choc per Di Maio e M5s, Di Battista sta con Paragone

3 Gennaio 2020, 09:38am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Anche Barbara Lezzi difende Gianluigi

Di Battista non esclude il ritorno: pronto a candidarmi

Paragone silurato, choc per il M5s. All'indomani dell'epurazione di Gianluigi Paragone dal movimento per aver votato contro la manovra di bilancio, Alessandro Di Battista e Barbara Lezzi si schierano con lui. 

 

Di Battista scrive sui social: "Gianluigi è infinitamente più grillino di molti che si professano tali. Non c'è mai stata una volta che non fossi d'accordo con lui. Vi esorto a leggere ciò che dice e a trovare differenze con quel che dicevo io nell'ultima campagna elettorale che ho fatto. Quella da non candidato, quella del 33%".

E gli fa eco anche Barbara Lezzi: "Gianluigi Paragone è e resta un mio collega - scrive su Facebook la senatrice grillina - Fino a quando, e sono certa che continuerà così, lavorerà senza sosta per i deboli, per assicurare un salario minimo decente, per fare in modo che le multinazionali osservino le leggi del nostro Paese resterà un mio collega. Fino a quando avrà il coraggio di non rispondere né alla Lega, né al PD, né ad altri ma solo al buonsenso e alle sue idee, come sempre ha fatto, resterà un mio collega. Per il resto, non sono permalosa. Non è una buona idea espellere gli anticorpi, caro Movimento 5 Stelle. In alto i cuori".

FONTE IL TEMPO

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