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sez.politica

SEZ. POLITICA Mes, alta tensione nella maggioranza. Conte lunedì va alla Camera. Lega chiede incontro al Colle

29 Novembre 2019, 09:09am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Scontro tra il premier e Salvini. Conte avverte: 'Lo querelo'. Il leader della Lega ribatte: 'Faccia meno il Marchese del Grillo'

Di Maio, Conte e Salvini in una foto di archivio © ANSA

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Il premier Giuseppe Conte andrà alla Camera lunedì alle 13 per una informativa sulla vicenda del Mes, le misure europee salva-Stati. "Spazzerò via mezze ricostruzioni, menzogne, mistificazioni", dice dal Ghana. Salvini lo attacca, parlando di "un attentato ai danni degli italiani" e chiede al capo dello Stato un incontro e di far valere la Costituzione. Il segretario del Pd Zingaretti controbatte all'ex vicepremier: "Quando era al governo, ha condiviso e approvato la riforma del fondo salva stati. Ora diffonde teorie false per danneggiare l'Italia".

Ma si alza sempre di più il livello dello scontro tra Conte e Salvini. Il premier, da Accra, riferendosi alle parole del leader della Lega sul Mes, avverte: "Il primo momento utile è lunedì, come sempre sarò in Parlamento, in modo trasparente, a riferire tutte le circostanze. Chi oggi si sbraccia a minacciare, io dico: Salvini vada in procura a fare l'esposto, e io querelerò per calunnia".  E nel giro di poche ore l'ex ministro dell'Interno ribatte: "Leggo che Conte mi vuole querelare: allora preda il bigliettino e si metta in fila, dopo Karola e la Cucchi. Lui però mi ricorda una celebre frase del Marchese del Grillo, 'io so io e voi non siete un cazzo'. Sia più umile che poi l'arroganza porta male". 

"Conte ha compiuto un attentato ai danni degli italiani", ha detto alla Camera il leader della lega che ha fatto appello a Mattarella affinché "faccia valere la Costituzione" e gli ha chiesto un incontro. Per il ministro Patuanelli, "è una polemica surreale, ma un rallentamento nelle posizioni sarebbe una buona idea". Conte assicura: "Sarò presto in Aula e avremo la possibilità di chiarire a tutti gli italiani quello che sta accadendo, sul negoziato e su come ci siamo arrivati".

"La Lega vive alimentando paure. Quando era al Governo, Salvini ha condiviso e approvato la riforma del fondo salva stati. Ora, come al solito, diffondono teorie false per danneggiare l'Italia, la sua forza e credibilità, per allontanarla dall'Europa e indebolirla. Non lo permetteremo mai", ha scritto su Facebook il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

La Lega va all'attacco e chiede un intervento di Mattarella. "Il governo - dice il capogruppo a Montecitorio Claudio Molinari - non ha rispettato il mandato del Parlamento, un fatto gravissimo. Chiediamo l'intervento di Mattarella, c'è da difendere la Costituzione e il parlamentarismo". 

"Chiediamo un incontro ai vertici ai massimi livelli istituzionali", dice Matteo Salvini. "I nostri avvocati - fa sapere inoltre - stanno studiando l'ipotesi di un esposto ai danni del governo e di Conte". 

Ci sarà un vertice di maggioranza, con Conte e Gualtieri, per valutare tutto il pacchetto salva Stati, fa sapere il capo politico M5s Luigi Di Maio a Radio Anch'io. Lo faremo col dialogo ed è sbagliato dire che abbiamo già approvato questo pacchetto.

"Basta a bugie sul Mes. Non ci sarà nessun prelievo - dice il deputato Pd Piero De Luca - forzoso sui conti correnti, ma anzi maggiore tutela per i risparmiatori italiani ed europei e nessuna ristrutturazione automatica del debito pubblico italiano. La Lega, peraltro, era pienamente al corrente di quanto accadeva e ha condiviso i negoziati che si sono svolti nei mesi precedenti sia in Consiglio dei Ministri che in Parlamento. La smettano di raccontare bugie e di soffiare sulle paure degli italiani".

"Non c'è mai stato un argomento - dice Luigi Marattin di Iv - su cui sono state raccontante così tante bugie. Salvini ha detto che è un organismo privato, che taglia i fondi agli Stati. Invece è un trattato che cerca di aiutare gli Stati europei. Smettiamo di raccontare bugie".  

"La Lega - dice il leghista Giancarlo Giorgetti - sapeva del Mes e abbiamo detto la nostra nelle sedi in cui doveva essere fatto. Ci sono sedi informali in cui si preparano i negoziati e in quelle sedi abbiamo detto il nostro no. Poi l'abbiamo fatto nella sede Regina, in Parlamento, dove avremmo dovuto farlo?". 

ANSA

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SEZ. POLITICA Di Maio, si va verso revoca concessioni Hanno preso nostri soldi senza fare manutenzione

28 Novembre 2019, 11:59am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Di Maio, si va verso revoca concessioni Hanno preso nostri soldi senza fare manutenzione

ROMA, Si va verso la revoca delle concessioni autostradali, bisogna togliere a questi signori la concessione il prima possibile dopo che hanno preso i nostri soldi per i pedaggi senza fare la manutenzione delle strutture. Lo ha detto Luigi Di Maio, leader M5s palando a Radio Anch'io.

ANSA

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SEZ. POLITICA PONTECAGNANO, CHE FINE HA FATTO VIA MAZZINI? SE LO CHIEDE SINISTRA ITALIANA

26 Novembre 2019, 08:13am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Sinistra Italiana nelle ultime ore ha posto numerosi quesiti all’Amministrazione Comunale di Pontecagnano Faiano circa le condizioni di via Mazzini

Via Mazzini Pontecagnano

“Che fine ha fatto via Giuseppe Mazzini?” Ecco la domanda che Sinistra Italiana pone all’Amministrazione del Comune di Pontecagnano Faiano. Da diversi mesi, la suddetta strada pare aver perso completamente la propria identità. Nonostante sia censita nell’elenco delle strade comunali come da delibera del CC del 13 luglio 2018 e confermata dalla delibera di giunta n°13 del 14 febbraio 2019, continua ad essere chiusa da un cancello che ne ricorda i costanti lavori in corso. Inoltre non ha neanche più la segnaletica con su scritto il proprio nome. Ecco che il Gruppo politico Sinistra Italiana di Pontecagnano Faiano si è posto una serie di quesiti e ha rivolto all’Amministrazione Lanzara circa le condizioni della suddetta via e dalla quale si aspetta tutte le risposte. Qui di seguito le domande: Quale è motivo per cui via Mazzini sia stata interdetta totalmente al passaggio dei cittadini e se esiste una ordinanza sindacale che prescrive la chiusura della stessa? Per quale motivo è stata rimossa la segnaletica che indica il nome della strada e quando sarà ripristinata? Quando l’intero percorso di via Mazzini sarà ripristinato e reso di nuovo disponibile al transito dei pedoni e dei veicoli senza alcuna barriera? È possibile attraversare l’area di un cantiere per accedere ai box auto pertinenziali? Dove è l’esatta collocazione del cancello di chiusura dell’accesso ai box auto pertinenziali così come previsto dalla licenza edilizia? Quando l’intera area soprasuolo dei box auto sarà resa disponibile all’uso pubblico così come previsto dalla convenzione firmata tra proprietari e Comune? Sussistono violazioni dell’articolo 7 della suddetta convezione, visti i ritardi della disponibilità della suddetta area e la totale chiusura della stessa?

DI SERAFINA DI LASCIO ZEROTTONOVE

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SEZ. POLITICA Nicola Zingaretti a Leggo: «Ho amato The Wall alla follia, custodisce i valori della pace»

25 Novembre 2019, 13:27pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Nicola Zingaretti a Leggo: «Ho amato The Wall alla follia, custodisce i valori della pace»

Sembra una vita fa, l'uscita di The Wall. In quarant'anni abbiamo fatto in tempo a gioire per muri che crollavano, e a vederne erigere di nuovi. Come milioni di persone, ho amato alla follia questo capolavoro di ingegneria musicale, politica e ribellione. Nel corso degli anni, sono tornato spesso, come a una fonte, al suo messaggio di pacifismo, rifiuto della violenza e dell'ordine costituito, assoluto e senza compromessi, incastonato in quella maestosa architettura musicale. Ma l'emozione più grande legata a The Wall per me è più recente. Sono stato profondamente colpito quando ho letto, nel 2014, che Roger Waters aveva scoperto, dopo una lunga ricerca, che il nucleo sentimentale da cui si generò il corpo di The Wall è un fatto storico accaduto ad Anzio, sulle coste della nostra regione, a pochi chilometri da Roma. È lì che morì nel 1944 il padre di Roger Waters, soldato dell'esercito inglese: combattendo per la nostra libertà. In The Final Cut, il disco che completa The Wall, la voce narrante si chiede a un certo punto: Is for me that daddy died? Ecco, i quarant'anni di The Wall, oggi in questo complicato snodo storico in cui vediamo rivivere tensioni, istinti di guerra, nuovi muri - mi fanno pensare soprattutto al peso di una responsabilità politica ed etica: alla necessità di custodire, con cura e amore, la pace e i valori democratici che ci hanno consegnato i nostri padri e le nostre madri.

LEGGO

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SEZ. POLITICA Governo, Conte: 'Avanti ma stop alle liti e ora concentrazione' Di Maio: 'Contratto per rafforzarlo'. Franceschini: 'Serve intesa'

24 Novembre 2019, 12:03pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Foto d'archivio © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Alla vigilia di una settimana cruciale per manovra e decreto fiscale e dopo il voto sulla piattaforma Rousseau che ha scosso M5s (con conseguente faccia a faccia Grillo-Di Maio) in tre interviste sui quotidiani di oggi arriva un messaggio unitario dda parte del governo. Il governo non cadrà dicono il premier Giuseppe Conte, il capo politico M5s Luigi Di Maio e il capo delegazione Pd al governo Dario Franceschini.

"Il governo - è il messaggio del premier dalle colonne di 'Repubblica - a gennaio non cadrà, ma basta con le liti, si rimanga concentrati. Con l'anno nuovo avanti con un cronoprogramma di riforme che l'Italia attende da anni. Nessuna aspirazione o velleità ad essere il nuovo leader M5s. L'esecutivo un'anima ce l'ha, spiega rispondendo a Zingaretti, ed è a un tempo visionaria e pragmatica. Per l'ex Ilva, spiega che Mittal si dice disponibile a tornare sui suoi passi, ma non esclude un intervento pubblico, non di sostituzione ma di sostegno e controllo".

Un governo che duri tre anni va rafforzato - dice Luigi Di Maio - "con un contratto che dica ai cittadini cosa e quando si farà". E intervistato in apertura dal Messaggero sulle Regionali in Emilia dice che "gli iscritti si sono espressi", ora apertura alle liste civiche a sostegno del progetto: "se non ci presentassimo tanti nostri simpatizzanti voterebbero per i sovranisti". Sulla legge elettorale avverte: deve partire da un accordo nella maggioranza. Poi annuncia una grande riorganizzazione, che vedrà nascere il primo organo politico del M5s.

Con 'stili diversi', Grillo e Zingaretti hanno detto la stessa cosa dopo la manovra e risolti i problemi più urgenti, Ilva e Alitalia, serve un "progetto" per il futuro della legislatura. Il capo delegazione dem nell'esecutivo Dario Franceschini sul Fatto quotidiano dà appuntamento a dopo l'Epifania: ma "lasciamo perdere i contratti", dice, non siamo "controparti": non serve la firma, piuttosto un'intesa politica. E poi spiega che nel fenomeno delle sardine "ci sono elettori Pd, elettori 5 Stelle, i riformisti" e una scelta di campo l'hanno fatta, "senza aspettare le nostre paturnie".

ANSA

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SEZ. POLITICA de Magistris salvo, respinta sfiducia Ma anche da consiglieri maggioranza chiesta più condivisione

23 Novembre 2019, 09:20am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

 © ANSA

 Il Consiglio comunale di Napoli ha respinto la mozione di sfiducia al sindaco Luigi de Magistris.
    La mozione è stata respinta con 22 voti contrari e 14 voti favorevoli. Il sindaco de Magistris non ha partecipato al voto.
    Per far passare la mozione di sfiducia era necessaria - come ricordato dal presidente dell'assemblea, Alessandro Fucito - la maggioranza assoluta e quindi 21 consiglieri.
    Oggi durante le assise municipali le forze di opposizione hanno attaccato su tutti i fronti il sindaco, in occasione dell'illustrazione delle motivazioni della mozione di sfiducia che ha visto l'unità di tutte le forze di minoranza.
    Più condivisione delle scelte, maggiore dialogo, più risposte ai bisogni della città e dei cittadini sono le richieste avanzate a de Magistris, nel corso del dibattito sulla mozione di sfiducia, anche da diversi consiglieri di maggioranza che da mesi manifestano il proprio "disagio". Il sindaco ha replicato rivolto alle opposizioni: "Oggi mi avete caricato a pallettoni"  ANSA

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SEZ. POLITICA Rousseau, vince il no: M5S correrà con le proprie liste in Emilia Romagna e Calabria

22 Novembre 2019, 12:31pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Rousseau, vince il no: M5S correrà con le proprie liste in Emilia Romagna e Calabria

Per la prima volta nella storia del Movimento 5 Stelle la base degli attivisti ha sconfessato una decisione dei vertici. La piattaforma Rousseau ha bocciato la proposta di Luigi Di Maio di prendersi una «pausa elettorale» in vista delle elezioni regionali dei 26 gennaio in Emilia-Romagna e Calabria. Gli attivisti vogliono esserci e vogliono contarsi, anche se, dopo la batosta umbra, i sondaggi non mostrano un grande stato di salute per il Movimento 5 Stelle. Che però sarà in campo e ci sarà da solo. «I militanti 5Stelle hanno sfiduciato Di Maio e Grillo, e con loro il governo contro natura col PD. Le porte della Lega sono aperte a chi vuole davvero il cambiamento», ha commentato immediatamente Matteo Salvini. «Gli iscritti - ha detto invece Di Maio - ci hanno dato un mandato chiaro e fortissimo: dobbiamo partecipare alle elezioni regionali con tutte le nostre forze ed è quello che faremo. Ora c'è una cosa sola da fare: mettersi a pancia a terra e dare il massimo per queste due regioni» Ma per Di Maio è una sconfitta pesante, e lo è anche nelle proporzioni, circa il 70% dei votanti ha bocciato l'idea della «pausa elettorale» e il risultato non potrà non pesare negli equilibri interni. La bocciatura, infatti, è arrivata sotto il fuoco incrociato della feroce opposizione dei territori, ma anche della fronda interna, della quale fanno parte anche gli ex ministri Danilo Toninelli e Barbara Lezzi. Il simbolo lanciato da Beppe Grillo sarà quindi, contro il volere del suo capo politico, sulle schede elettorali delle regionali a gennaio. Ma ci sarà in una situazione delicatissima. Intanto per un risultato che nessuno si aspetta incoraggiante e che potrebbe avere profonde ripercussioni anche sull'equilibrio di governo. Poi perché si dovranno trovare, sia in Emilia-Romagna (dove si ripartirà dai consiglieri uscenti) sia in Calabria (dove il nome più accreditato è quello del docente Francesco Aiello) persone disponibili a mettere la faccia in una campagna elettorale dove, probabilmente, il sostegno del movimento a livello centrale non sarà entusiasta, nonostante le rassicurazioni di Di Maio: «Non so quale risultato raggiungeremo - ha detto - ma io sarò come sempre in prima linea e non mi risparmierò». L'opposizione contro la decisione dei vertici, con una convocazione del voto che ha colto tutti un pò di sorpresa, è partita dai due territori coinvolti. Il coordinatore della campagna per le regionali in Calabria, Paolo Parentela, si è dimesso. In Emilia-Romagna il gruppo regionale ha invitato a votare per il 'nò alla pausa elettorale, la consigliera regionale Silvia Piccinini ha parlato di «una presa in giro inaccettabile» e la vicepresidente della Camera Maria Edera Spadoni si è messa a capo della protesta, ritenendo la decisione uno sbaglio: «la gente non prenderà questa 'pausà per un momento di riorganizzazione, ma per una deposizione delle armi a favore di un governo vacillante. Io dico che si deve combattere e non dimostrare debolezza o cedere ai ricatti per paura». Quindi il 26 gennaio si va al voto e il M5s si misurerà con le due coalizioni. Ma i problemi interni adesso si fanno ingombranti. «Sicuramente il Movimento è in un momento difficoltà - aveva detto Di Maio prima di conoscere il risultato del voto - e lo ammetto prima di tutto io. C'è bisogno di mettere a posto alcune cose». Probabilmente, dopo lo 'storicò voto su Rousseau, molte di più di quelle che il capo politico del Movimento pensava.

LEGGO

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SEZ. POLITICA Ue: Salvini, con Mes banche a rischio Salve invece le francesi e le tedesche, Lega si opporrà

21 Novembre 2019, 11:39am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Ue: Salvini, con Mes banche a rischio Salve invece le francesi e le tedesche, Lega si opporrà

ROMA,  "Moscovici dice che il Mes salverebbe le banche? Sì, quelle francesi e tedesche. Il Mes metterebbe iin crisi le nostre banche e farebbe pagare a noi la crisi delle banche tedesche e francesi. Non per niente il presidente dell'Abi e il governatore di Bankitalia sono preoccupati, hanno capito che col Mes rischiamo un bis del disastro del bail in. Questo attacco alla democrazia e al risparmio italiani non deve passare e, come sempre ha fatto, la Lega si opporrà, in ogni sede ed in ogni maniera. Conte e il governo di sinistra da che parte stanno?". Così Matteo Salvini.

ANSA

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SEZ. POLITICA Salvini contro Suso su Instagram: «Sei lento». L'attaccante del Milan risponde a tono

20 Novembre 2019, 11:45am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Salvini contro Suso su Instagram: «Sei lento». L'attaccante del Milan risponde a tono

Botta e risposta tra Matteo Salvini e Suso su Instagram. Il leader della Lega, tifosissimo della squadra rossonera, ha commentato il post pubblicato dal Milan per gli auguri di compleanno al proprio attaccante. E non ci è andato leggero. «Auguri! Nella speranza che Babbo Natale ti porti un po' di velocità, di grinta e di voglia di giocare», ha scritto Salvini. Suso non si è fatto pregare e ha risposto a tono: «Grazie. Nella speranza che Babbo Natale ti porti un po' di velocità, di grinta e di voglia di amministrare meglio, molto meglio, un paese che amo». 

LEGGO
 

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SEZ. POLITICA ArcelorMittal: pressing dei giudici, l'azienda sospende lo spegnimento degli impianti

19 Novembre 2019, 07:54am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Foto d'archivio © ANSA

INSERITO DA REDAZIONE Nuovo capitolo nella vertenza ex Ilva. Sotto il pressing dei giudici l'azienda comunica ai sindacati lo stop della procedura di sospensione dello spegnimento degli altofoni dll'acciaieria di Taranto. Nelle stesse ore in cui il capo dello Stato 'entra in campo' ricevendo le parti sociali sottolineando la centralità della vicenda. 

"L'azienda - fa sapere  Giuseppe Romano, segretario generale Fiom Cgil Puglia e Taranto, dopo le comunicazioni ricevute a Taranto da ArcelorMittal - ha appena convocato i coordinatori di fabbrica e ha comunicato che sospende la procedura di spegnimento impianti e riapre gli uffici commerciali, per la vendita del prodotto, in attesa della sentenza del Tribunale di Milano. L'Afo2 al momento resta attivo". 

Anche Rocco Palombella segretario generale della Uilm, parlando al programma di Radio1 Zapping ha affermato che ArcelorMittal ha reso noto di aver disposto la sospensione delle procedure per lo spegnimento dell'altoforno 2 dello stabilimento di Taranto.

La sospensione della procedura di spegnimento degli impianti "è un primo risultato importante ma adesso non c'è tempo da perdere", ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, all'uscita dal Quirinale. "Noi abbiamo chiesto al presidente del consiglio di convocare la proprietà e i sindacati perché A.Mittal deve revocare il provvedimento e il governo deve ripristinare tutte le condizioni legislative presenti all'atto dell'accordo. E' il momento della responsabilità", ha detto.

Per il presidente Mattarella - è quanto trapela sul colloquio con i sindacati al Colle - l'Ilva è un grande problema nazionale che va risolto con tutto l'impegno e la determinazione, non solo per le implicazioni importantissime sul piano occupazionale ma anche - ha detto ai sindacati - per quanto riguarda il sistema industriale italiano. Il capo dello Stato non è entrato in nessun modo sul come risolvere la crisi dato che spetta al governo. La richiesta di incontro è venuta dai sindacati, che hanno chiesto di vedere il Presidente e Mattarella, nel corso dell'incontro, avrebbe soprattutto ascoltato.

Per il prossimo 27 novembre è stata fissata l'udienza che riguarda il ricorso d'urgenza presentato dai commissari da Claudio Marangoni, il presidente della sezione specializzata in materia d'impresa del tribunale di Milano, ha invitato ArcelorMittal "a non porre in essere ulteriori iniziative - si legge in una nota del presidente del Tribunale Roberto Bichi - e condotte in ipotesi pregiudizievoli per la piena operatività e funzionalità degli impianti" dello stabilimento siderurgico. 

Il giudice Claudio Marangoni nel fissare l'udienza relativa al ricorso d'urgenza presentato dai commissari ha sottolineato la "rilevanza delle questioni sollevate dalle parti" e la "complessità obbiettiva del contenzioso" tale da richiedere un "contraddittorio", e ha invitato il gruppo a garantire "la piena operatività" degli impianti e quindi a non spegnere gli altiforni.

Nel ricorso dei commissari si legge che l'iniziativa di ArcelorMittal di sciogliere il contratto di affitto dell'ex Ilva "nulla c'entra con le giustificazioni avanzate che non pervengono neppure ad un livello di dignitosa sostenibilità: essa è invece semplicemente strumentale alla dolosa intenzione di forzare con violenza e minacce un riassetto" dell'obbligo contrattuale "precedentemente negoziato (...) che il gruppo (...) evidentemente non ritiene più rispondente ai propri interessi". I comportamenti di ArcelorMittal per perseguire l'"illegittimo intento" di sciogliere il contratto d'affitto dell'ex Ilva "sono stati programmati" per "recare il maggior possibile livello di devastante offensività". E' scritto nel ricorso cautelare depositato, tramite i legali, dagli ex commissari contro l'iniziativa del Gruppo avvenuta senza alcun "preavviso" e la disponibilità "ad un esame congiunto della situazione per l'adozione di un piano condiviso" per garantire la "continuità dell'attività".

Intanto la Procura di Milano indaga anche su eventuali illeciti tributari e su presunti reati pre-fallimentari, con un focus sul mancato pagamento dei creditori dell'indotto, nel fascicolo esplorativo aperto sull'addio di ArcelorMittal all'ex Ilva, ancora formalmente a carico di ignoti e senza ipotesi di reato. Filoni questi che si aggiungono a verifiche su presunte appropriazioni indebite di materiale relativo al magazzino di materie prime, su false comunicazioni societarie e al mercato.  

"Questi signori hanno sulla coscienza presente e futuro dell'Ilva che è Taranto, Genova, Novi Ligure che rappresenta migliaia di imprese e artigiani. Incoscienti, pazzi incoscienti coloro che al governo rischiano di far scappare le imprese che hanno investito in Italia. Prima di stracciare i contratti uno dovrebbe avere l'idea di che cosa fare per l'Italia". Lo afferma il leader della Lega Matteo Salvini su facebook. "Forse - prosegue - pensavano di mettere a Taranto un parco giochi? Il governo sta facendo scappare le imprese italiane e straniere. E' un governo tasse, sbarchi e manette ma l'Italia a furia di queste cose rischia di andare a fondo e noi cercheremo di impedirlo con ogni mezzo democraticamente permesso. Alla guida c'è gente che non sa guidare una bici e vuole salvare il Paese. Questi vogliono solo salvare la poltrona di un governo che ha perso credibilità".

Intanto il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri parla anche della vicenda dello scudo penale e assicura: "Se si definisce un accordo con Mittal nel quadro di questo accordo ci sarà anche la componente dello scudo penale. Io penso che debba essere fatto ma in un quadro complesso". Gualtieri ha anche smentito l'ipotesi di un prestito ponte ventilata dai giornali. "Ilva non chiuderà. Occorre una soluzione industriale perché l'Italia ha bisogno di un'acciaieria. Auspico una ripresa del negoziato. Questo  - ha detto - è un momento delicato. Da Arcelor Mittal è arrivato un primo segnale positivo anche se legato alla vicenda processuale".

ANSA

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