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SEZ. POLITICA Il premier Conte riferisce sul Mes: 'Opposizione spregiudicata, nessuna firma sul Mes' 'Anche chi è all'opposizione ha compiti di responsabilità'. E ancora: 'In Consiglio dei ministri nessun ministro della Lega obiettò'

3 Dicembre 2019, 11:34am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Il premier Conte riferisce sul Mes: 'Opposizione spregiudicata, nessuna firma sul Mes' 'Anche chi è all'opposizione ha compiti di responsabilità'. E ancora: 'In Consiglio dei ministri nessun ministro della Lega obiettò'

"Sono qui per l'informativa sulle modifiche al Mes non solo perché doverosa dopo la richiesta ma anche perchè' ho sempre cercato di assicurare una interlocuzione chiara e trasparente con Il Parlamento". Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in Aula alla Camera per le comunicazioni sul Mes che attacca l'atteggio dell'opposizione sulla vicenda. L'informativa è anche a Palazzo Madama.  VIDEO"Chi è all'opposizione - attacca Conte - sta dando prova di scarsa cultura delle regole e mancanza di rispetto per le istituzioni ". "E' stato anche detto che il Mes sarebbe stato già firmato, e per giunta di notte. Anche chi è all'opposizione ha compiti di responsabilità". "Una falsa accusa di alto tradimento della Costituzione - puntualizza - è questione differente dall'accusa di avere commesso errori politici o di avere fatto cattive riforme: è un'accusa che non si limita solo a inquinare il dibattito pubblico e a disorientare i cittadini, è indice della forma più grave di spregiudicatezza perché pur di lucrare un qualche effimero vantaggio finisce per minare alle basi la credibilità delle istituzioni democratiche e la fiducia che i cittadini ripongono in esse". Lo dice il premier Giuseppe Conte nelle comunicazioni in Aula alla Camera sul Mes"Mi sembra quasi superfluo - ha detto in un altro passaggio - confermare a quest'Aula un fatto di tutta evidenza, ossia che né da parte mia né da parte di alcun membro del mio Governo si è proceduto alla firma di un trattato ancora incompleto: nessun trattato è stato infatti ancora sottoposto alla firma dei Paesi europei". "Mi sono sorpreso, se posso dirlo, non della condotta del senatore Salvini, la cui "disinvoltura" a restituire la verità e la cui "resistenza" a studiare i dossier mi sono ben note, quanto del comportamento della deputata Meloni" nel "diffondere notizie allarmistiche, palesemente false" sul Mes. Il premier Conte è tornato sul Mes alla presentazione del libro photoansa 2019: "c'è stata molta mistificazione, e sono rimasto sorpreso del fatto che la polemica politica possa colorarsi fino a questo punto. Far passare un messaggio di alto tradimento senza che venga chiesto "ma come"? A parte che alto tradimento è una figura giuridica che si addice al presidente della Repubblica. Perché alto tradimento? Perché non c'è stato coinvolgimento? Oggi in Aula tutto è stato dimostrato" in senso contrario. "Ovviamente un negoziato come quello del Mes ha offerto tante insidie, ma le abbiamo tutte scansate. Per il resto entriamo nella sfera dell'opinabile". Sul Mes o ha mentito Gualtieri, o ha mentito Conte o non ha capito Di Maio. Se qualcuno ha mentito credo sia stato Conte perchè Gualtieri non c'era". Lo afferma il leader della Lega, Matteo Salvini, parlando con i giornalisti al Senato prima del dibattito nell'aula di Palazzo Madama, sull'informativa del premier Giuseppe Conte sul Mes. "Nel Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2019 - ha ricordato Conte - è stata presentata e illustrata nel dettaglio la "Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2018" in cui si parlava della trattativa condotta anche del Mes. In Cdm, sottolinea, "nessuno dei ministri presenti, compresi quelli della Lega, ha mosso obiezioni sul punto e, in particolare, sulla relazione da presentare alle Camere".Durante l'informativa del presidente del Consiglio sul Mes nell'Aula della Camera la tensione è altissima. Conte è più volte interrotto dagli applausi della maggioranza e dalle proteste della opposizione. Accanto ai banchi della presidenza ci sono diversi commessi pronti ad intervenire in caso di disordini. I deputati del Pd applaudono quando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte cita il ringraziamento che il senatore della Lega Alberto Bagnai gli fece durante l'esame del Mes al Senato. Immobili i deputati della Lega. Il premier ha ricordato di aver riferito sul Mes "il 19 marzo 2019, nel corso delle comunicazioni alle Camere in vista del Consiglio europeo del 21 e del 22 marzo, benché quel Consiglio, a differenza di quello di dicembre, non avrebbe avuto un corrispettivo in forma di Eurosummit, mi sono ugualmente soffermato diffusamente sul tema, in ragione dell'assoluto rilievo della questione per il futuro assetto economico e finanziario dell'Unione europea, mosso dalla consapevolezza di quanto fosse decisiva un'interlocuzione costante con il Parlamento. Neanche in quell'occasione, né al Senato né alla Camera dei deputati, risultano richieste di ulteriori approfondimenti da parte dei parlamentari intervenuti in discussione generale o in dichiarazione di voto".Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in Aula alla Camera per le comunicazioni sul Mes che ricorda: "Nelle comunicazioni del 19 giugno, in vista dell'Eurosummit che si è tenuto a Bruxelles il 21 giugno, ho nuovamente affrontato il tema, anche perché un generale consenso sulla bozza era stato raggiunto il 13 giugno dai Ministri dell'Economia dell'area euro". "In merito al pericolo di un automatismo nella ristrutturazione del debito che verrebbe introdotto dal trattato riformato, è opportuno ribadire - come ha chiarito il ministro Gualtieri - che il nuovo trattato non modifica affatto la disciplina relativa al coinvolgimento del settore privato nella eventuale ristrutturazione del debito pubblico del paese che beneficia dell'assistenza finanziaria del Mes". "Il nuovo Trattato, lascia a una valutazione tutt'altro che automatica la verifica della sostenibilità del debito e delle condizioni macroeconomiche dei paesi beneficiari dell'intervento del MES, coerentemente con quanto preteso dall'Italia che si è opposta ad altri paesi che avrebbero invece voluto maggiori automatismi". "In conclusione, considerando i numerosi interventi svolti, in Assemblea e nelle commissioni parlamentari, sia alla Camera sia in Senato, possiamo convenire che le accuse, mosse in questi giorni da diversi esponenti politici di opposizione, circa una carenza di informazione e di consultazione sulla questa materia così sensibile, siano completamente false". "Il Conte Pinocchio": si legge in un cartello decisamente artigianale, fatto con un foglietto di carta, che tutti i senatori della Lega si sono passati di mano a vantaggio dei fotografi in tribuna mentre il presidente del Consiglio ignaro teneva la propria informativa sul Mes. Il premier non si è accorto di niente, ma in Aula si è levato un brusio e si sono sentiti commenti fino a quando la presidente Elisabetta Alberti Casellati ha chiesto la rimozione del cartello sospendendo la seduta. Matteo Salvini annuncia nell'Aula del Senato che i risultati delle menzogne del Mes ricadranno sulla testa dei risparmiatori italiani, e il presidente del Consiglio, che prima non lo degnava di uno sguardo, prende dei faldoni di carte che aveva davanti li alza e li abbassa e poi li fa cadere sul banco del governo. "Parentesi..."Si vergogni": Salvini, ha chiuso così il suo intervento nell'aula di Palazzo Madama, dopo l'informativa del premier, Giuseppe Conte sul Mes.

ANSA

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SEZ. POLITICA Il premier Conte riferisce sul Mes: 'Io sempre trasparente con il Parlamento' Ieri fumata nera al vertice notturno di maggioranza

2 Dicembre 2019, 13:22pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Il premier Conte riferisce sul Mes: 'Io sempre trasparente con il Parlamento' Ieri fumata nera al vertice notturno di maggioranza

Sono qui per l'informativa sulle modifiche al Mes non solo perché doverosa dopo la richiesta ma anche perchè' ho sempre cercato di assicurare una interlocuzione chiara e trasparente con Il Parlamento". Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in Aula alla Camera per le comunicazioni sul Mes.

ANSA

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SEZ. POLITICA Autostrade, Grillo: 'Dopo 20 anni è tempo di cambiare' Parla l'amministratore delegato: 'I ponti sono sicuri'

1 Dicembre 2019, 11:32am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Giornalisti davanti alla sede di ''Autostrade per l'Italia''  (archivio) © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA M5s accelera sulla richiesta di revoca della concessione ad Autostrade per l'Italia. 

Intanto sarà riaperto alle 11 l'autostrada A6 Torino-Savona nel tratto compreso tra Millesimo e Savona e tra Altare e Savona. Lo rende noto Autofiori. Nell'area interessata dalla frana di domenica scorsa, il traffico procederà per circa 1 km in doppio senso di circolazione in carreggiata sud lungo il Viadotto "Rio Valletta". Gli accertamenti tecnici e i monitoraggi compiuti sulla frana non hanno evidenziato movimenti, dice Autofiori.

"#Autostrade Story è la storia della concessione autostradale ottenuta dai #Benetton più di 20 anni fa. Una concessione a condizioni di favore senza eguali. Condividete il più possibile queste informazioni. E' tempo di cambiare". Così il Garante e cofondatore del MoVimento 5 Stelle, Beppe Grillo, torna su Twitter sulla questione della possibile revoca delle concessioni autostradali e pubblica sul suo blog la prima puntata di "Autostrade story" che si trova anche sul blog delle Stelle.

"Sulla revoca della concessione ad Autostrade non faremo un passo indietro - ha scritto Luigi Di Maio in un post su Fb -. Tutto il Movimento 5 Stelle, da me a Beppe Grillo ad ogni singolo eletto e attivista, è determinato in questa battaglia. Sono morte 43 persone perché un ponte da un momento all'altro gli è crollato sotto i piedi. Le loro famiglie ancora stanno piangendo. Chiedono giustizia. Noi gliela daremo. Costi quel che costi". 

"C'è un'evidenza fattuale che non hanno fatto quello che dovevano fare", ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, a Circo Massimo su Radio Capital.

"Gli investimenti sono fermi, i viadotti vengono chiusi, non è accettabile", ha aggiunto. Sulle concessioni autostradali "c'è un procedimento in corso. Credo vada portato a termine nell'interesse generale del Paese".

"Il sistema delle concessioni autostradali va rivisto. Credo che ci siano diversi modelli possibili per la gestione delle autostrade e che vadano applicati in modo sano sui diversi territori". Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, a Circo Massimo su Radio Capital, facendo l'esempio di Autovie Venete, "un modello virtuoso" gestito "al 100% in house". "Non sono favorevole che tutta la gestione di 3.000 chilometri vada ad un unico soggetto", ha aggiunto indicando come possibile soluzione quella di modelli "infraregionali".

L'ad di Autostrade parla intanto in una intervista alla 'Stampa': "Non cerchiamo scuse, siamo pronti a ogni verifica ma i ponti sono sicuri", dice.

ANSA

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SEZ. POLITICA Mes: Di Maio, l'accordo deve essere migliorato Compatti su revoca concessioni. Avanti su prescrizione

30 Novembre 2019, 11:56am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio all'inaugurazione della sede di Cassa depositi e prestiti a  Napoli © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Il tema non è il Mes in sé, ma se sia un salva Stati o uno stritola Stati. Ieri abbiamo avuto una riunione del gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle e siamo tutti d'accordo sul fatto che questo accordo deve essere migliorato". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, parlando con i giornalisti a margine della cerimonia di inaugurazione della sede di Napoli di Cassa Depositi e Prestiti.

E' "appropriata la proposta della Commissione Ue che apre alla possibilità che i programmi di 'mainstream' supportino la cooperazione promossa dalle Strategie macro-regionali". Lo ha detto il premier, Giuseppe Conte, al Forum Eusalp a Milano sottolineando che "i Governi centrali e locali sono chiamati, in vista del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale, a un forte impegno ad assicurare un'efficace performance nell'utilizzo dei fondi comunitari".

"Prima di sottoscrivere qualunque accordo bisogna tornare in Parlamento perchè il Parlamento disse che non si firma nulla, noi non abbiamo cambiato idea e se anche il Cinque Stelle non lo ha fatto Conte non è autorizzato a firmare nulla", afferma il leader della Lega Matteo Salvini conversando con i cronisti fuori la Camera e definendo come "doverosa" una nuova risoluzione "La Lega manterrà la sua posizione se i Cinque Stelle si allineeranno al Pd a favore di un fondo ammazza Stati quantomeno lo vitino in Parlamento"

"Penso che la nostra posizione sia una: garantire l'Italia. Prima di tutto ci dobbiamo occupare di garantire il nostro Paese, la nostra situazione finanziaria e il nostro assetto di bilancio". Lo ha detto Paola De Micheli, ministro delle Infrastrutture, parlando del fondo Salva Stati, a margine dell'inaugurazione della sede di Cdp a Napoli. "Ho parlato con il nostro ministro dell'Economia credo che ci chiariremo sui contenuti quanto prima". "Il negoziato che è stato portato avanti ha dato i risultati che il ministro Gualtieri ha illustrato in Parlamento qualche giorno fa".

AMALFINOTIZIE

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SEZ. POLITICA Mes, alta tensione nella maggioranza. Conte lunedì va alla Camera. Lega chiede incontro al Colle

29 Novembre 2019, 09:09am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Scontro tra il premier e Salvini. Conte avverte: 'Lo querelo'. Il leader della Lega ribatte: 'Faccia meno il Marchese del Grillo'

Di Maio, Conte e Salvini in una foto di archivio © ANSA

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Il premier Giuseppe Conte andrà alla Camera lunedì alle 13 per una informativa sulla vicenda del Mes, le misure europee salva-Stati. "Spazzerò via mezze ricostruzioni, menzogne, mistificazioni", dice dal Ghana. Salvini lo attacca, parlando di "un attentato ai danni degli italiani" e chiede al capo dello Stato un incontro e di far valere la Costituzione. Il segretario del Pd Zingaretti controbatte all'ex vicepremier: "Quando era al governo, ha condiviso e approvato la riforma del fondo salva stati. Ora diffonde teorie false per danneggiare l'Italia".

Ma si alza sempre di più il livello dello scontro tra Conte e Salvini. Il premier, da Accra, riferendosi alle parole del leader della Lega sul Mes, avverte: "Il primo momento utile è lunedì, come sempre sarò in Parlamento, in modo trasparente, a riferire tutte le circostanze. Chi oggi si sbraccia a minacciare, io dico: Salvini vada in procura a fare l'esposto, e io querelerò per calunnia".  E nel giro di poche ore l'ex ministro dell'Interno ribatte: "Leggo che Conte mi vuole querelare: allora preda il bigliettino e si metta in fila, dopo Karola e la Cucchi. Lui però mi ricorda una celebre frase del Marchese del Grillo, 'io so io e voi non siete un cazzo'. Sia più umile che poi l'arroganza porta male". 

"Conte ha compiuto un attentato ai danni degli italiani", ha detto alla Camera il leader della lega che ha fatto appello a Mattarella affinché "faccia valere la Costituzione" e gli ha chiesto un incontro. Per il ministro Patuanelli, "è una polemica surreale, ma un rallentamento nelle posizioni sarebbe una buona idea". Conte assicura: "Sarò presto in Aula e avremo la possibilità di chiarire a tutti gli italiani quello che sta accadendo, sul negoziato e su come ci siamo arrivati".

"La Lega vive alimentando paure. Quando era al Governo, Salvini ha condiviso e approvato la riforma del fondo salva stati. Ora, come al solito, diffondono teorie false per danneggiare l'Italia, la sua forza e credibilità, per allontanarla dall'Europa e indebolirla. Non lo permetteremo mai", ha scritto su Facebook il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

La Lega va all'attacco e chiede un intervento di Mattarella. "Il governo - dice il capogruppo a Montecitorio Claudio Molinari - non ha rispettato il mandato del Parlamento, un fatto gravissimo. Chiediamo l'intervento di Mattarella, c'è da difendere la Costituzione e il parlamentarismo". 

"Chiediamo un incontro ai vertici ai massimi livelli istituzionali", dice Matteo Salvini. "I nostri avvocati - fa sapere inoltre - stanno studiando l'ipotesi di un esposto ai danni del governo e di Conte". 

Ci sarà un vertice di maggioranza, con Conte e Gualtieri, per valutare tutto il pacchetto salva Stati, fa sapere il capo politico M5s Luigi Di Maio a Radio Anch'io. Lo faremo col dialogo ed è sbagliato dire che abbiamo già approvato questo pacchetto.

"Basta a bugie sul Mes. Non ci sarà nessun prelievo - dice il deputato Pd Piero De Luca - forzoso sui conti correnti, ma anzi maggiore tutela per i risparmiatori italiani ed europei e nessuna ristrutturazione automatica del debito pubblico italiano. La Lega, peraltro, era pienamente al corrente di quanto accadeva e ha condiviso i negoziati che si sono svolti nei mesi precedenti sia in Consiglio dei Ministri che in Parlamento. La smettano di raccontare bugie e di soffiare sulle paure degli italiani".

"Non c'è mai stato un argomento - dice Luigi Marattin di Iv - su cui sono state raccontante così tante bugie. Salvini ha detto che è un organismo privato, che taglia i fondi agli Stati. Invece è un trattato che cerca di aiutare gli Stati europei. Smettiamo di raccontare bugie".  

"La Lega - dice il leghista Giancarlo Giorgetti - sapeva del Mes e abbiamo detto la nostra nelle sedi in cui doveva essere fatto. Ci sono sedi informali in cui si preparano i negoziati e in quelle sedi abbiamo detto il nostro no. Poi l'abbiamo fatto nella sede Regina, in Parlamento, dove avremmo dovuto farlo?". 

ANSA

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SEZ. POLITICA Di Maio, si va verso revoca concessioni Hanno preso nostri soldi senza fare manutenzione

28 Novembre 2019, 11:59am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Di Maio, si va verso revoca concessioni Hanno preso nostri soldi senza fare manutenzione

ROMA, Si va verso la revoca delle concessioni autostradali, bisogna togliere a questi signori la concessione il prima possibile dopo che hanno preso i nostri soldi per i pedaggi senza fare la manutenzione delle strutture. Lo ha detto Luigi Di Maio, leader M5s palando a Radio Anch'io.

ANSA

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SEZ. POLITICA PONTECAGNANO, CHE FINE HA FATTO VIA MAZZINI? SE LO CHIEDE SINISTRA ITALIANA

26 Novembre 2019, 08:13am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Sinistra Italiana nelle ultime ore ha posto numerosi quesiti all’Amministrazione Comunale di Pontecagnano Faiano circa le condizioni di via Mazzini

Via Mazzini Pontecagnano

“Che fine ha fatto via Giuseppe Mazzini?” Ecco la domanda che Sinistra Italiana pone all’Amministrazione del Comune di Pontecagnano Faiano. Da diversi mesi, la suddetta strada pare aver perso completamente la propria identità. Nonostante sia censita nell’elenco delle strade comunali come da delibera del CC del 13 luglio 2018 e confermata dalla delibera di giunta n°13 del 14 febbraio 2019, continua ad essere chiusa da un cancello che ne ricorda i costanti lavori in corso. Inoltre non ha neanche più la segnaletica con su scritto il proprio nome. Ecco che il Gruppo politico Sinistra Italiana di Pontecagnano Faiano si è posto una serie di quesiti e ha rivolto all’Amministrazione Lanzara circa le condizioni della suddetta via e dalla quale si aspetta tutte le risposte. Qui di seguito le domande: Quale è motivo per cui via Mazzini sia stata interdetta totalmente al passaggio dei cittadini e se esiste una ordinanza sindacale che prescrive la chiusura della stessa? Per quale motivo è stata rimossa la segnaletica che indica il nome della strada e quando sarà ripristinata? Quando l’intero percorso di via Mazzini sarà ripristinato e reso di nuovo disponibile al transito dei pedoni e dei veicoli senza alcuna barriera? È possibile attraversare l’area di un cantiere per accedere ai box auto pertinenziali? Dove è l’esatta collocazione del cancello di chiusura dell’accesso ai box auto pertinenziali così come previsto dalla licenza edilizia? Quando l’intera area soprasuolo dei box auto sarà resa disponibile all’uso pubblico così come previsto dalla convenzione firmata tra proprietari e Comune? Sussistono violazioni dell’articolo 7 della suddetta convezione, visti i ritardi della disponibilità della suddetta area e la totale chiusura della stessa?

DI SERAFINA DI LASCIO ZEROTTONOVE

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SEZ. POLITICA Nicola Zingaretti a Leggo: «Ho amato The Wall alla follia, custodisce i valori della pace»

25 Novembre 2019, 13:27pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Nicola Zingaretti a Leggo: «Ho amato The Wall alla follia, custodisce i valori della pace»

Sembra una vita fa, l'uscita di The Wall. In quarant'anni abbiamo fatto in tempo a gioire per muri che crollavano, e a vederne erigere di nuovi. Come milioni di persone, ho amato alla follia questo capolavoro di ingegneria musicale, politica e ribellione. Nel corso degli anni, sono tornato spesso, come a una fonte, al suo messaggio di pacifismo, rifiuto della violenza e dell'ordine costituito, assoluto e senza compromessi, incastonato in quella maestosa architettura musicale. Ma l'emozione più grande legata a The Wall per me è più recente. Sono stato profondamente colpito quando ho letto, nel 2014, che Roger Waters aveva scoperto, dopo una lunga ricerca, che il nucleo sentimentale da cui si generò il corpo di The Wall è un fatto storico accaduto ad Anzio, sulle coste della nostra regione, a pochi chilometri da Roma. È lì che morì nel 1944 il padre di Roger Waters, soldato dell'esercito inglese: combattendo per la nostra libertà. In The Final Cut, il disco che completa The Wall, la voce narrante si chiede a un certo punto: Is for me that daddy died? Ecco, i quarant'anni di The Wall, oggi in questo complicato snodo storico in cui vediamo rivivere tensioni, istinti di guerra, nuovi muri - mi fanno pensare soprattutto al peso di una responsabilità politica ed etica: alla necessità di custodire, con cura e amore, la pace e i valori democratici che ci hanno consegnato i nostri padri e le nostre madri.

LEGGO

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SEZ. POLITICA Governo, Conte: 'Avanti ma stop alle liti e ora concentrazione' Di Maio: 'Contratto per rafforzarlo'. Franceschini: 'Serve intesa'

24 Novembre 2019, 12:03pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Foto d'archivio © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Alla vigilia di una settimana cruciale per manovra e decreto fiscale e dopo il voto sulla piattaforma Rousseau che ha scosso M5s (con conseguente faccia a faccia Grillo-Di Maio) in tre interviste sui quotidiani di oggi arriva un messaggio unitario dda parte del governo. Il governo non cadrà dicono il premier Giuseppe Conte, il capo politico M5s Luigi Di Maio e il capo delegazione Pd al governo Dario Franceschini.

"Il governo - è il messaggio del premier dalle colonne di 'Repubblica - a gennaio non cadrà, ma basta con le liti, si rimanga concentrati. Con l'anno nuovo avanti con un cronoprogramma di riforme che l'Italia attende da anni. Nessuna aspirazione o velleità ad essere il nuovo leader M5s. L'esecutivo un'anima ce l'ha, spiega rispondendo a Zingaretti, ed è a un tempo visionaria e pragmatica. Per l'ex Ilva, spiega che Mittal si dice disponibile a tornare sui suoi passi, ma non esclude un intervento pubblico, non di sostituzione ma di sostegno e controllo".

Un governo che duri tre anni va rafforzato - dice Luigi Di Maio - "con un contratto che dica ai cittadini cosa e quando si farà". E intervistato in apertura dal Messaggero sulle Regionali in Emilia dice che "gli iscritti si sono espressi", ora apertura alle liste civiche a sostegno del progetto: "se non ci presentassimo tanti nostri simpatizzanti voterebbero per i sovranisti". Sulla legge elettorale avverte: deve partire da un accordo nella maggioranza. Poi annuncia una grande riorganizzazione, che vedrà nascere il primo organo politico del M5s.

Con 'stili diversi', Grillo e Zingaretti hanno detto la stessa cosa dopo la manovra e risolti i problemi più urgenti, Ilva e Alitalia, serve un "progetto" per il futuro della legislatura. Il capo delegazione dem nell'esecutivo Dario Franceschini sul Fatto quotidiano dà appuntamento a dopo l'Epifania: ma "lasciamo perdere i contratti", dice, non siamo "controparti": non serve la firma, piuttosto un'intesa politica. E poi spiega che nel fenomeno delle sardine "ci sono elettori Pd, elettori 5 Stelle, i riformisti" e una scelta di campo l'hanno fatta, "senza aspettare le nostre paturnie".

ANSA

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SEZ. POLITICA de Magistris salvo, respinta sfiducia Ma anche da consiglieri maggioranza chiesta più condivisione

23 Novembre 2019, 09:20am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

 © ANSA

 Il Consiglio comunale di Napoli ha respinto la mozione di sfiducia al sindaco Luigi de Magistris.
    La mozione è stata respinta con 22 voti contrari e 14 voti favorevoli. Il sindaco de Magistris non ha partecipato al voto.
    Per far passare la mozione di sfiducia era necessaria - come ricordato dal presidente dell'assemblea, Alessandro Fucito - la maggioranza assoluta e quindi 21 consiglieri.
    Oggi durante le assise municipali le forze di opposizione hanno attaccato su tutti i fronti il sindaco, in occasione dell'illustrazione delle motivazioni della mozione di sfiducia che ha visto l'unità di tutte le forze di minoranza.
    Più condivisione delle scelte, maggiore dialogo, più risposte ai bisogni della città e dei cittadini sono le richieste avanzate a de Magistris, nel corso del dibattito sulla mozione di sfiducia, anche da diversi consiglieri di maggioranza che da mesi manifestano il proprio "disagio". Il sindaco ha replicato rivolto alle opposizioni: "Oggi mi avete caricato a pallettoni"  ANSA

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