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SEZ. POLITICA Quirinale, il centrodestra voterà Casellati.. Al via la quinta votazione M5s, Pd e Leu: Orientamento per scheda bianca, ma anche valutazioni su candidature alternative

28 Gennaio 2022, 11:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA  Quirinale, il centrodestra voterà Casellati.. Al via la quinta votazione M5s, Pd e Leu: Orientamento per scheda bianca, ma anche valutazioni su candidature alternative

INSERITO DA ANGELA CECERE Al via nell'Aula di Montecitorio la quinta votazione del Parlamento in seduta comune integrato dai delegati regionali per eleggere il presidente della Repubblica. Al banco della presidenza ci sono i presidenti di Camera e Senato Roberto Fico e Elisabetta Alberti Casellati. Il quorum richiesto è da questa votazione quello della maggioranza assoluta dei componenti del Collegio. Il quorum richiesto è da questa votazione quello della maggioranza assoluta dei componenti del Collegio. I grandi elettori del centrodestra voteranno il presidente del Senato, Elisabetta Casellati alla chiama di stamattina. Lo ha deciso il vertice dei leader. E la Lega fa sapere che Matteo Salvini ha formalmente invitato tutti i leader della maggioranza, prima della votazione. Italia Viva non parteciperà alla quinta votazione per l'elezione del presidente della Repubblica. I senatori del Pd e di IV non stanno rispondendo alla prima chiama per l'elezione del presidente della Repubblica. Ma da oggi doppia chiama a Montecitorio per eleggere il presidente della Repubblica. La seconda si terrà alle 17:00. Lo hanno deciso i capigruppo. Domani le votazioni si terranno alle 9.30 ed alle 16.30. In ogni caso, tra una votazione e l'altra deve restare una pausa di un'ora e mezza per la sanificazione dell'Emiciclo. I grandi elettori del MoVimento 5 stelle potrebbero andare verso la libertà di coscienza nella votazione di oggi per l'elezione del presidente della Repubblica. È la linea che è emersa dalla riunione lampo tenutasi oggi nell'aula di Montecitorio. Alla riunione, comunque, non si è arrivati ad una decisione. Mancava Giuseppe Conte. Bocca cucita anche da Luigi Di Maio. "Mi sto chiedendo sinceramente se ho fatto bene a fidarmi, siamo stati portati in giro per tre giorni", ha detto stamattina Enrico Letta commentando le ipotesi avanzate dal centrodestra. "Abbiamo sempre lavorato per l'unità. L'impressione è che abbiano tentato di dividerci, con idee fantasiose con l'obiettivo di dividere e non di trovare una soluzione per il Paese". "Chiederemo a Fico di aumentare le votazioni e arrivare almeno a due votazioni al giorno".  "Non escludo l'ipotesi che possa esservi anche un Mattarella bis - così stamani il leader di Italia viva, Matteo Renzi su Radio Leopolda -, sarebbe una forzatura nei confronti di Mattarella e oltremodo scorretto ma al venerdì mattina o la vicenda si risolve nelle prossime ore o questa ipotesi è in campo con tutta la sua forza". "E' la sinistra che ieri s'è divisa, il centrodestra è compatto e unito. Vogliamo trovare soluzioni condivise. Ora si deciderà il da farsi. Noi scandalosi? Addirittura, dov'è lo scandalo. Non abbiamo mai posto veti", ha detto Antonio Tajani (Fi), arrivando al vertice del centrodestra. "La desolazione delle manfrine sull'elezione del Presidente della Repubblica certifica 2 cose che @FratellidItalia sostiene da sempre:1. Con questo Parlamento è impossibile decidere qualsiasi cosa. 2. Se fossero stati gli italiani ad eleggere il PdR lo avrebbero fatto in un giorno". Così il leader di Fdi, Giorgia Meloni, su Twitter. "Con questo Parlamento non si decide niente. La soluzione sono le elezioni. Ora combattiamo e sulla base di quello che accradrà faremo le nostre valutazioni", ha detto poco prima del voto Meloni a Montecitorio. "Il centrodestra è compatto, ma è anche molto attrattivo".

ANSA

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SEZ. POLITICA Quirinale, chi ci ha messo di più ad essere eletto? Per la maggioranza ci vollero 23 votazioni Sergio Mattarella e Giorgio Napolitano tra i più veloci ad essere eletti insieme a Ciampi

27 Gennaio 2022, 11:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Quirinale, chi ci ha messo di più ad essere eletto? Per la maggioranza ci vollero 23 votazioni Sergio Mattarella e Giorgio Napolitano tra i più veloci ad essere eletti insieme a Ciampi

INSERITO DA ANGELA CECERE Le elezioni del 13esimo presidente della Repubblica stanno entrando nel vivo. Lo spoglio del terzo scrutinio, che andrà in scena a Montecitorio, con ogni probabilità non raggiungerà il quorum di 673 voti, ma cala vistosamente il numero delle schede bianche. Un segnale lanciato dai Grandi elettori che le elezioni stanno entrando nel vivo. E in attesa di scoprire chi sarà il nuovo Capo di Stato, in molti iniziano a chiederci quanto ci vorrà. Dopo le polemiche dei primi due spogli in cui in molti hanno votato «personaggi insoliti», c'è chi già non si spiega questa attesa. Ma nella storia della Repubblica italiana si è atteso anche molto di più. Ecco quanto ci è voluto per eleggere i precedenti presidenti. L'ipotesi di un Mattarella bis, nonostante i molti voti (125) nel secondo spoglio non sembra percorribile visto che il presidente uscente ha già liberato i suoi uffici e iniziato il trasloco nella sua nuova residenza romana. Ma un bis non sarebbe una novità. Giorgio Napolitano, ad esempio fu eletto per la prima volta nel 2006 dopo 4 scrutini, mentre nel 2013, aspettò ben 6 spogli prima di essere rieletto. I più veloci nella storia della Repubblica italiana, eletti già dopo il primo scrutinio, invece, sono stati Carlo Azeglio Ciampi, nel 1999, e Francesco Cossiga nel 1985. Nella classifica dei più veloci ad essere eletti, poi, troviamo con quattro spogli il presidente uscente Sergio Mattarella (nel 2015), Giovanni Gronchi nel '55 e, appunto, il primo mandato di Giorgio Napolitano. Seguito, in questa speciale classifica, proprio da se stesso quando per il secondo mandato ci vollero 6 scrutini per raggiungere il quorum.Ma non sempre le elezioni del presidente della Repubblica ha richiesto così poco tempo. Antonio Segni, ad esempio, nel 1962 finisce ai piedi del podio diventando presidente dopo ben 9 scrutini.  Sul terzo gradino del podio, invece, finiscono a pari merito Oscar Luigi Scalfaro (nel 1992) e Sandro Pertini (1978): per loro servirono ben 16 spogli prima di arrivare ad un accordo tra Grandi elettori. Il secondo presidente che ha richiesto più spogli nella storia della Repubblica italiana, poi, è stato Giuseppe Saragat. Nel 1964 servirono 21 scrutini per eleggere il torinese che fu preceduto al capo dello Stato da Antonio Segni e succeduto dal primo di questa speciale classifica. Sul gradino più alto del podio, infatti, troviamo Giovanni Leone che fu eletto nel 1971 dopo la bellezza di 23 spogli. 

LEGGO

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SEZ. POLITICA Quirinale, alle 11 via al terzo scrutinio | "Serve un nome condiviso": Letta propone al centrodestra un conclave

26 Gennaio 2022, 09:20am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Quirinale, il profilo di Maria Elisabetta Alberti Casellati

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Salvini sulla Casellati: "E' la seconda carica dello Stato, non ha bisogno di essere candidata". Conte: "Non è il momento del muro contro muro". Restano sul tavolo anche Draghi e Mattarella. Le Monde dedica un editoriale al presidente del Consiglio Dopo la seconda fumata nera si torna a votare alle 11 per l'elezione del presidente della Repubblica. Cresce l'attesa sul "conclave" invocato dal segretario dem tra centrosinistra e centrodestra. Nonostante la rosa di candidati presentata da Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia sia stata considerata un passo in avanti da Pd, LeU e M5s non c'è ancora "un nome super partes condiviso". Restano sul tavolo i nomi di Draghi e Mattarella, mentre sulla Casellati Salvini dice: "Non ha bisogno di essere candidata". "Non è il momento del muro contro muro", dice Conte. Un editoriale su Le Monde titola "Draghi al centro del gioco, la battaglia a Roma è importante anche per il futuro dell'Europa". TGCOM24

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SEZ. POLITICA Voto a Città metropolitana, lettera al sindaco per spostare la data I partiti cercano un accordo, anche dall'opposizione firme per chiedere il rinvio al 13 marzo

25 Gennaio 2022, 11:52am

Pubblicato da Miki Pappacoda

voto a citta metropolitana lettera al sindaco per spostare la data

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Napoli. Ufficialmente è per il covid, in realtà i partiti sono a caccia di un accordo interno per le liste e per questo sperano di poter spostare la data delle elezioni per la città metropolitana. Non solo i gruppi della maggioranza, ma anche l' opposizione, sono pronti a chiedere al sindaco Gaetano Manfredi il rinvio delle elezioni. Il sindaco, valutata la richiesta, la inoltrerà al ministero dell’Interno che dovrà prendere la decisione finale. La missiva è già pronta e arriverà a breve sul tavolo del primo cittadino di Napoli. Si chiede di «valutare la possibilità di rinviare le scadenze per la presentazione delle liste e la giornata di elezione, di massimo tre settimane». Quindi dal 20 febbraio al 13 marzo.In ogni caso bisogna tenere conto dell’aumento dei casi di Covid che «sta comportando l’impossibilità di garantire la giusta partecipazione» in quanto - scrivono - è molto complesso garantire a tutti la sottoscrizione delle liste così come l’esercizio di voto». di Rossella Strianese OTTOPAGINE

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SEZ. POLITICA Quirinale: Seconda chiama al buio. Letta: 'Il mio ruolo è proteggere Draghi' Il premier scopre le carte. Canale Lega-5s, su Frattini. Letta sul premier. Pd diviso. C'è Casini

25 Gennaio 2022, 11:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA  Quirinale: Seconda chiama al buio. Letta: 'Il mio ruolo è proteggere Draghi' Il premier scopre le carte. Canale Lega-5s, su Frattini. Letta sul premier. Pd diviso. C'è Casini

INSERITO DA ANGELA CECERE Dopo le 672 schede bianche della prima chiama, si annuncia al buio anche la seconda votazione per la presidenza della Repubblica, oggi dalle 15. Manca un candidato eleggibile con la maggioranza dei due terzi ma al momento non c'è intesa neanche su un nome che possa essere votato a maggioranza assoluta a partire da giovedì anche se quella di ieri è una giornata che ha segnato anche l'avvio del dialogo tra i partiti. Ma Enrico Letta avverte il centrodestra: "Il mio ruolo - dice in una intervista alla Cnbc - è proteggere Mario Draghi ed è assolutamente importante averlo nelle istituzioni del Paese". Il segretario del Pd ha aggiunto di ritenere il premier ed ex presidente della Bce "un asset straordinario". Qualcosa si muove, insomma. A partire dal un colloquio, ieri in mattinata, del premier Mario Draghi con il leader della Lega Matteo Salvini, un faccia a faccia lontano dai palazzi della politica e su cui sarebbe dovuto restare il riserbo, lungo circa un'ora, intorno alle 12. E' Salvini che cerca di guidare i giochi, da lui potrebbe sbloccarsi lo snodo che porti Draghi al Quirinale. Ma servirebbe un accordo per il nuovo governo e a sera da via Bellerio trapelano parole che di apertura non sono affatto: "Per noi, per la Lega, Draghi a Palazzo Chigi è una risorsa preziosa per l'Italia". Alle 10 il leader del Carroccio incontra i grandi elettori del Carroccio. "Non è in corso alcuna trattativa tra il Senatore Matteo Salvini e il Presidente del Consiglio Mario Draghi a proposito di un presunto rimpasto. È infondato e irrispettoso per il senatore Salvini e per il Presidente Draghi immaginare che in questa fase - anziché discutere di temi reali come caro-energia, inflazione, scenari internazionali, opere pubbliche o Covid - siano impegnati a parlare di equilibri di governo. A proposito di Quirinale, il Senatore Salvini è al lavoro su alcuni nomi - donne e uomini - di altissimo profilo. Nessuna confusione né perdite di tempo: la Lega vuole essere garante di stabilità, responsabilità e concretezza". E' quanto si legge in una nota della Lega. "Quello che ha l'asso in mano per chiudere questa partita si chiama Matteo Salvini, ha l'asso in mano e deve scegliere quando calarlo". Lo ha detto il leader di Italia viva Matteo Renzi a Radio Leopolda. Secondo Renzi il leader della Lega "Ha quattro ipotesi: insistere su un nome di centrodestra anche contro un pezzo del parlamento, sperando che passi. Cercare un grande accordo con tutti su un nome fuori dal giro; terza ipotesi accordo con Conte; infine un sistema di usato sicuro. Queste sono le olimpiadi della politica. Suggerisco di utilizzare nelle prossime 24, 36 ore di far prevalere la politica , se vanno alla ricerca di effetti speciali rischiano di far la fine di Bersani". Tratta su più tavoli, il leader leghista. C'è il dialogo avviato con Enrico Letta, innanzitutto su Draghi: il muro per ora non si infrange, secondo diverse fonti Dem, arrivare a un'intesa è difficilissimo. C'è un canale "gialloverde" con Giuseppe Conte, che più di lui frena sull'elezione del premier al Colle, che sembra portare all'identikit di Elisabetta Casellati o, con più forza nelle ultime ore, a Franco Frattini, ora presidente del Consiglio di Stato e figura che potrebbe raccogliere molti consensi nel Pd ma che, obiettano fonti di centrosinistra, è "la personalità più russofila si possa immaginare, non il nome più adatto, nei giorni della crisi russo-ucraina". E resta in piedi anche la carta Pier Ferdinando Casini, il nome più gradito a Matteo Renzi, che potrebbe spuntare dalla quarta votazione.

ANSA

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SEZ. POLITICA Quirinale, primo voto senza intesa, Letta rilancia su Draghi Stallo dopo il ritiro di Berlusconi, verso il primo scrutinio in bianco

24 Gennaio 2022, 12:47pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA  Quirinale, primo voto senza intesa, Letta rilancia su Draghi Stallo dopo il ritiro di Berlusconi, verso il primo scrutinio in bianco

INSERITO DA ANGELA CECERE Il primo scrutinio per l'elezione del Capo dello Stato si terrà dalle 15 in poi senza intesa tra i partiti e con l'unica certezza, salvo sorprese, che nelle urne finiranno molte schede bianche. "Ieri l'assemblea M5s, che è il numero piu consistente, ha convenuto diffusamente che l'obiettivo è preservare la continuità dell'azione di governo perché non possiamo trascurare che ci sono famiglie, imprese, cittadini che ci guardano e non possono pensare che prima ci fermiamo per il Quirinale e poi per un nuovo governo" dichiara Giuseppe Conte entrando alla Camera per il vertice con Pd e Leu."Il nostro primo obiettivo, non è il patto di legislatura ma un patto per i cittadini". "Noi non poniamo veti su nessuno, abbiamo alzato l'asticella, vogliamo una personalità di alto profilo, compatibile coi valori del Movimento". Il presidente della Camera, Roberto Fico, durante lo spoglio delle schede per l'elezione del Capo dello Stato leggerà solo il cognome del votato ove la scheda rechi solo tale indicazione ovvero quando, pur riportando altre notazioni, sia comunque univocamente individuabile il soggetto cui è attribuito il voto. Leggerà nome e cognome soltanto nel caso in cui entrambi siano riportati nella scheda e la lettura del solo cognome non consenta l'univoca attribuzione del voto. Lo ha annunciato Roberto Fico all'Ufficio di presidenza congiunto. "Comunque vada, noi sosterremo il ritorno alle urne anche perché il mandato di Draghi, a nostro avviso, è legato a quello di Sergio Mattarella. Noi puntiamo a un governo che abbia un programma coeso e un chiaro mandato popolare", dice la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, nell'assemblea con i suoi grandi elettori, da dove lancia anche la candidatura di Carlo Nordio e ribadisce l'indisponibilità ad un Mattarella-bis Azione e +Europa voteranno per Marta Cartabia al primo scrutinio per l'elezione del Presidente della Repubblica. Lo annunciano in una conferenza stampa Carlo Calenda e Benedetto della Vedova al termine di una riunione con i grandi elettori dei due partiti. La domenica di vigilia si è consumata tra mosse tattiche, incontri , telefonate e veti incrociati. A smuovere le acque ci pensa però il segretario del Pd Enrico Letta che nell'incontro di oggi con Salvini chiederà una presa di posizione chiara su Mario Draghi: "Ha rappresentato per l'Italia una straordinaria risorsa e il compito di tutti noi è di preservarlo. Draghi è una delle ipotesi sul tavolo. Non solo, il leader Dem è pronto ad aprire con Salvini anche il capitolo Mattarella: "Darebbe il massimo, la soluzione ideale e perfetta". Dopo l'uscita di scena di Silvio Berlusconi il centrodestra naviga a vista. La rosa di nomi annunciata da Matteo Salvini ancora non c'è anche se l'ex ministro fa sapere, dopo aver informato il Cavaliere, di essere al lavoro per candidature sulla cui "levatura difficilmente qualcuno potrà porre veti". Le carte sono ancora coperte ma Salvini su due punti appare irremovibile: "Togliere Draghi da palazzo Chigi è pericoloso" e poi "Pier Ferdinando Casini non è un candidato del centrodestra": Un doppio messaggio che il leader della Lega recapita al premier ed al resto delle forze politiche che sul nome dell'ex presidente della Camera sembrano aver aperto qualche spiraglio. In attesa delle proposte del centrodestra, Pd-M5s e Leu si ritrovano a conclave per mettere a punto la strategia. Un nuovo incontro è in programma ma Letta, Conte e Speranza formalizzano intanto una proposta: un tavolo con tutte le forze politiche per arrivare ad un candidato condiviso. Nessun nome viene reso noto anche se il Pd individua nel fondatore della Comunità di Sant'Egidio, Andrea Riccardi "il profilo di presidente ideale". Letta ,che prima riunisce i ministri dem e poi tutti i grandi elettori del Pd, prova a dare anche un timing sull'elezione del successore di Mattarella: tra martedì e mercoledì si arriverà ad una candidatura condivisa. Ma sui nomi troppo vicini allo schieramento avversario, il leader Dem alza il muro: "Ulteriori candidature di centrodestra faranno la stessa fine di quella di Berlusconi. È il metodo che era sbagliato". Alla finestra c'è Matteo Renzi. Il leader di Iv invita alla calma "adesso siamo ai tatticismo esasperato", ma non esclude dalla corsa nè Mario Draghi nè l'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini a differenza di Riccardi che a suo giudizio "non ha chance". Sul capo del governo però Renzi è netto: "Al Quirinale non si va contro i partiti. Penso che la candidatura di Draghi, ammesso che abbia una propria strategia, possa stare in piedi solo che abbia questo elemento politico. Al Quirinale ci vai soltanto con un'iniziativa politica". L'ipotesi di Draghi al Colle fa discutere anche il Movimento. Dopo i dubbi all'idea che il capo del governo traslochi al Quirinale fatti trapelare ieri dalla riunione della cabina di regia presieduta da Conte, a riavvolgere il nastro è proprio l'ex premier: "Noi facciamo proposte, non poniamo veti".

ANSA

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SEZ. POLITICA Luca Santambrogio eletto Presidente dell'Unione Province Lombarde Il presidente della provincia di Monza e Brianza è il nuovo Presidente UPL

23 Gennaio 2022, 10:33am

Pubblicato da Miki Pappacoda

inserito da Miki Pappacoda Luca Santambrogio, Presidente della Provincia MB, il nuovo Presidente UPL – Unione Province Lombarde. E’ stato eletto all’unanimità e per proclamazione dagli 11 Presidenti delle Province Lombarde, riuniti oggi a Milano per il Consiglio Direttivo di UPL, presso la sede della Città metropolitana. Al Direttivo hanno partecipato anche i presidenti neo eletti dopo l’Election day del 18 dicembre 2021. Santambrogio succede a Vittorio Poma, Presidente della Provincia di Pavia, che ha guidato l’Associazione dal 2018. “Ringrazio tutti i Presidenti per la fiducia e per avermi scelto come loro rappresentante in questo momento in cui abbiamo l’occasione storica di rilanciare l’istituzione Provincia. Ci sono, finalmente, dopo anni di tagli e mancato riconoscimento tanti segnali incoraggianti che ci danno nuova energia per affrontare le sfide e le occasioni che il Pnrr apre ai nostri territori. Chiediamo, pertanto, con forza di andare aventi con il percorso della riforma che renderà le Province di nuovo pienamente operative ed efficaci sia nei singoli territori, sia su scala nazionale. Il mio primo impegno è verso Regione Lombardia, per presentare tutte le istanze di questa Assemblea che da oggi rappresento, e chiedere di continuare a fare squadra con noi per riottenere quello che la famigerata Legge Del Rio ci ha tolto. Salviamo solo due aspetti: l’assemblea dei Sindaci e la nuova mission di Casa dei Comuni, che ci ha permesso in questi anni di rispondere ai bisogni dei nostri Comuni con servizi efficienti ed innovativi” – commenta il neo Presidente Upl Luca Durante il Consiglio Direttivo sono stati eletti anche due Vicepresidente: Pasquale Gandolfi, Presidente della Provincia di Bergamo e Paolo Mirko Signoroni, Presidente della Provincia di Cremona. monzatoday

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SEZ. POLITICA Colle, il vertice del Centrodestra slitta alle 18: attesa la decisione di Berlusconi

22 Gennaio 2022, 15:21pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Quirinale, chi e come si vota?

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il leader di Forza Italia scioglierà la riserva sulla sua candidatura. Domenica nuovo incontro Letta-Conte-Speranza Mancano due giorni dall'inizio delle votazioni per l'elezione del presidente della Repubblica e il rebus sulle candidature è ancora irrisolto. Gli occhi sono puntati sul vertice del Centrodestra in cui Silvio Berlusconi deciderà se sciogliere la riserva. Ma è un fine settimana di incontri, domenica nuovo incontro tra Letta, Conte e Speranza. Sul tavolo, finora, sono tre le ipotesi più accreditate: Mario Draghi, i cui destini però si intrecciano con quelli del governo; un Mattarella bis e il nome di Pier Ferdinando Casini. Dopo la bufera su Fraccaro, invece, il M5s precisa, attraverso le parole del deputato Sergio Battelli, che "è solo Conte ad avere il mandato di trattare". TRATTO DA TGCOM24

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SEZ. POLITICA Quirinale: incontro Letta-Renzi Salvini in pressing. Sgarbi: 'Se è Draghi il nome del premier da decidere prima'

21 Gennaio 2022, 11:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Quirinale: incontro Letta-Renzi Salvini in pressing. Sgarbi: 'Se è Draghi il nome del premier da decidere prima'

INSERITO DA ANGELA CECERE I partiti continuano il confronto in vista delle votazioni per eleggere il nuovo capo dello Stato. Un incontro di primo mattino, a Palazzo Giustiniani, si è svolto tra il segretario del Pd Enrico Letta e il leader di Iv Matteo Renzi. Ieri il segretario Dem ha incontrato il co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli. Intanto il leader della Lega Matteo salvini sollecita una soluzione rapida. "Il caro-energia è un'emergenza nazionale: famiglie, artigiani e imprese vanno difese con interventi rapidi e immediati. Servono almeno 30 miliardi. È doveroso che la politica ragioni sul Quirinale per trovare una soluzione rapida e soddisfacente, ma non deve diminuire l'impegno per risolvere un problema concreto e drammatico come quello delle bollette". Lo dice in una nota, che allega al comunicato foto della bolletta raddoppiata per un caseificio di Caserta: "843 euro nel dicembre 2020, schizzati a 1.797 nel 2021".  "Se va Draghi va al Quirinale, c'è contestualmente un nome già deciso come premier che ha Salvini agli interni e Di Maio agli esteri, come al primo Conte. Con la differenza che questa volta è una maggioranza di centrodestra e M5S senza il PD. Altrimenti, se Draghi impone, anche il PD. Non c'è possibilità che Draghi faccia sciogliere nulla perché la sua indicazione è contestuale all'indicazione del Presidente del Consiglio. È chiarissimo". Lo ha detto Vittorio Sgarbi questa mattina a RTL 102.5. "Forza Italia ha varie possibilità - ha detto ancora Sgarbi - Berlusconi potrebbe fare un nome nell'area di Forza Italia rimanendone leader. Quel nome, mettiamo la Casellati, è un nome che è espresso da Forza Italia e contemporaneamente lascia a lui il partito. Se il nome è esterno, come potrebbe essere Draghi, allora si può dire che può uscire perfino una votazione. Mi pare che se lui ragiona riesce ad uscire dalla partita vincitore perché di fatto in questo momento si parla solo di lui. Anche se non si candida ha tenuto fin qui e può decidere. Domani o dopodomani deve dire il nome che propone agli altri. Una volta fatto la partita è chiusa e lui in qualche modo l'ha guidata", conclude Sgarbi. "In caso Draghi vada al Colle ci sono due opzioni: un Governo che sostituisca Draghi con un altro tecnico di garanzia e allora non faccio nomi per non fare danni ad amici che siedono al Governo, magari rafforzato con l'ingresso di alcuni ministri politici. Oppure un Governo politico in cui i leader si impegnano direttamente". Così il governatore Giovanni Toti a Rainews24. Secondo Toti "è più difficile" la seconda opzione di un "Governo politico, in cui i partiti si impegnano in modo sostanziale e allora ci sarebbe una riduzione dei tecnici e un premier scelto all'interno del mondo politico con un riequilibrio ad altri esponenti di maggioranza di altri partiti, in modo da valorizzare la presenza al Governo in vista delle prossime elezioni. Queste sono le due strade".

ANSA

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SEZ. POLITICA Quirinale, Letta: 'Da noi nessun nome'. M5s: 'Draghi resti a palazzo Chigi' L'incontro fra i leader del Pd, Conte e Speranza nella casa dell'ex premier

20 Gennaio 2022, 11:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA  Quirinale, Letta: 'Da noi nessun nome'. M5s: 'Draghi resti a palazzo Chigi' L'incontro fra i leader del Pd, Conte e Speranza nella casa dell'ex premier

INSERITO DA ANGELA CECERE Primo vertice dei leader del centrosinistra sul Quirinale, con Letta e Speranza a casa di Conte per due ore. Alla fine nessun nome per "lasciare aperte tutte le opzioni"."Ne parleremo con il centrodestra nei prossimi giorni", dice il segretario del Pd. "Aperti al confronto, nessun diritto di prelazione, serve un nome condiviso". Il M5s conferma il no a Berlusconi, se il suo nome sarà in campo i Cinque Stelle diserteranno le prime tre votazioni. Il centrodestra aspetta le decisioni dell'ex premier, ma cresce la tensione. Il leader M5s Giuseppe Conte, il segretario dem Enrico Letta e il leader di Leu Roberto Speranza hanno condiviso lo stesso tweet al termine dell'incontro sul Quirinale, svoltosi nell'abitazione romana dell'ex premier: "Ottimo incontro. Lavoreremo insieme per dare al Paese una o un Presidente autorevole in cui tutti possano riconoscersi. Aperti al confronto. Nessuno ha diritto di prelazione. Tutti abbiamo il dovere della responsabilità". Per il Quirinale il M5s spinge ancora per trovare un nome alternativo a quello di Mario Draghi, in modo da poter far rimanere il premier a Palazzo Chigi. Così fonti qualificate 5s dopo l'incontro Conte-Letta-Speranza. Per questo, si aggiunge, l'obiettivo resta di cercare un nome condiviso per garantire continuità al governo nella consapevolezza della "difficoltà di proseguire in un quadro di maggioranza di governo che senza Draghi difficilmente potrebbe reggere". Ma soprattutto Conte, così come Letta e Speranza, si sarebbero confrontati sulla contrarietà della "stragrande maggioranza" dei loro gruppi alla soluzione Draghi al Colle. "Non poniamo assolutamente dei veti. Guardiamo soltanto all'interesse del Paese e facciamo valutazioni nell'interesse del Paese e dei cittadini italiani. In questo momento va garantita una continuità dell'azione di governo. Quindi nessun veto, noi non poniamo veti", ha detto in serata il presidente del M5s Giuseppe Conte ai microfoni del Tg3 rispondendo ad una domanda sull'esistenza di un veto del Movimento al nome di Draghi per il Quirinale. "In attesa delle mosse del centrodestra è sempre più concreta l'idea di non presentarsi in aula alle prime tre votazioni per dare un segnale forte nel caso rimanga il nome di Berlusconi sul tavolo.  "Continuità di governo": è questa, spiegano fonti qualificate del M5s, la linea del Movimento espressa durante il vertice da Giuseppe Conte con gli altri due leader Letta e Speranza. Dal vertice trapela infatti che "non si sono fatti nomi" proprio per "lasciare aperte tutte le opzioni". E anche che è "fondamentale restare compatti" anche perché "nessuno ha la maggioranza". "Ottimo incontro con Giuseppe Conte e Roberto Speranza. Lavoreremo insieme per dare al paese una o un presidente autorevole in cui tutti possano riconoscersi. Aperti al confronto, nessuno può vantare un diritto di prelazione. Tutti abbiamo il dovere della responsabilità". Così il leader del Pd Enrico Letta su twitter "Non c'è alcuna intesa sui nomi perchè ne parleremo con il centrodestra nei prossimi giorni", ha detto Letta al termine del vertice. "L'incontro è andato bene. Siamo pronti a un'azione forte, a un confronto anche ampio e condiviso. Ovviamente andranno rimosse dal tavolo candidature di parte come quella di Berlusconi". Lo ha detto Giuseppe Conte dopo l'incontro con Letta e Speranza.  "Siamo pronti ad offrire al paese e a tutti i cittadini che aspettano un presidente o una presidente autorevole che possa rappresentare tutti". "Avrete sicuramente delle proposte più avanti quando avremo il confronto anche con le altre forze", ha aggiunto Conte. Un colloquio di circa un'ora tra il leader M5s Giuseppe Conte e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio si è svolto alla Farnesina, a margine della cerimonia di intitolazione della sala dei trattati europei alla memoria di David Sassoli. La notizia del colloquio è stata anticipata sul sito del Foglio. "Il centrodestra e la maggioranza dei cittadini che rappresenta hanno pieno diritto di cittadinanza e dignità per proporre personalità, anche non necessariamente provenienti dal mondo della politica, capaci di ricoprire ruoli istituzionali apicali, almeno quanto il centrosinistra". È quanto riferiscono fonti di Fratelli d'italia dopo la riunione dell'esecutivo che si è svolta nella sede del partito. Durante l'esecutivo di Fratelli d'Italia la leader Giorgia Meloni ha ricordato "la disponibilità di FdI, già ribadita nel corso dei vertici di coalizione, a sostenere la candidatura di Silvio Berlusconi. Nel caso in cui la sua disponibilità venisse meno, FdI è pronta a formulare le sue proposte per concorrere a costruire una convergenza più ampia su personalità autorevoli nel campo culturale del centrodestra che hanno tutte le caratteristiche per ricoprire l'incarico". 

ANSA

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