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SEZ. POLITICA Draghi a Genova: 'Presto intervento su bollette Centrare gli obiettivi Pnrr'

9 Febbraio 2022, 14:56pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Draghi a Genova: 'Presto intervento su bollette Centrare gli obiettivi Pnrr'

INSERITO DA MORENA MOTTA "Il governo sta preparando un intervento di ampia portata nei prossimi giorni" contro il caro energia. Così il presidente del Consiglio Mario Draghi in visita a Genova. Il Pnrr "appartiene a tutti gli Italiani. Dobbiamo portarlo avanti con unità, fiducia, determinazione. Lo scorso anno abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi. Lo stesso accadrà anche quest'anno. È una questione di serietà - verso i cittadini, e i nostri partner europei. Ed è una questione di affidabilità - perché la crescita sostenuta, equa, sostenibile è il miglior custode della stabilità".

"La storia recente di Genova - e il coraggio dei genovesi - ci mostrano soprattutto come ripartire dopo una tragedia. Penso a quanto successo dopo il crollo del Ponte Morandi. Voglio esprimere di nuovo la vicinanza del Governo e mia personale ai familiari delle 43 vittime, ai feriti, ai loro cari. Oggi, come quattro anni fa, il loro dolore è il nostro dolore. E voglio ringraziare la struttura commissariale, le autorità locali, il senatore Renzo Piano e tutti" quelli coinvolti nella ricostruzione. Un esempio di collaborazione, rapidità, concretezza che è diventato un modello". "Grazie per questo calore che mi avete dimostrato e per le splendide parole dette da chi mi ha preceduto. E' un gran piacere essere qui oggi. Ero venuto a Genova tante volte, ma erano visite rapide. La visita di oggi mi ha fatto conoscere una città che non conoscevo".

LE PAROLE DEL PREMIER

"La velocità e l'efficienza dello scalo portuale sono fondamentali per le nostre esportazioni e per l'intero settore produttivo. Oggi, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, insieme al Programma Straordinario, ci consentono di rendere il Porto di Genova ancora più competitivo e sicuro". Così il presidente del Consiglio Mario Draghi in visita a Genova. "È un investimento sulla città, e sull'industria regionale e nazionale, nazionale anche".

Il presidente del Consiglio Mario Draghi, accompagnato dal prefetto Renato Franceschelli, dal governatore ligure Giovanni Toti, dal sindaco di Genova Marco Bucci e dalle autorità civili e militari, è arrivato a Palazzo san Giorgio, sede dell'Autorità Portuale di Genova. Il premier, partito dall'aeroporto di Genova dove è atterrato alle 9.40, ha raggiunto il Porto Antico con la motovedetta CP288 della Guardia Costiera. 

 Il saluto del presidente Toti 

"Benvenuto in Liguria. La sua visita ci riempie di orgoglio. E' una giornata bella e importante per questa città e per tutta la Liguria, un segnale forte di attenzione per questo territorio che oggi, dopo due anni molto difficili, è pronto ad affrontare con determinazione le sfide future per sostenere la crescita e lo sviluppo". Così il governatore ligure Giovanni Toti ha accolto il premier Mario Draghi al suo arrivo in aeroporto. 

Alla Radura della Memoria, dopo un breve saluto alle autorità locali e all'arcivescovo di Genova mons. Tasca il premier ha voluto andare verso i familiari delle vittime che ha salutato uno per uno con un cenno della testa. Draghi ha poi alzato gli occhi per un attimo a guardare il nuovo Ponte di Genova 'San Giorgio', annuendo lievemente. Infine, assieme al prefetto Franceschelli, ha sostato davanti alla targa con i nomi delle 43 vittime, leggendoli uno per uno. Prima della preghiera di mons. Tasca ha voluto fermarsi davanti alla corona di rose inviate dalla Presidenza del Consiglio per un lungo momento di riflessione. "Il premier Mario Draghi mi ha chiesto di pregare per lui". Lo ha detto monsignor Mario Tasca, arcivescovo di Genova, parlando a margine della visita del premier alla Radura della Memoria che ricorda le 43 vittime del crollo di Ponte Morandi "Vederlo carezzare il nastro tricolore della corona di fiori - ha detto Tasca - è stato toccante, un gesto bellissimo".

"Lo abbiamo visto commosso, volevamo che ci guardasse negli occhi, perché solo così avrebbe potuto capire". Egle Possetti presidente del comitato Ricordo vittime ponte Morandi racconta, con la voce rotta dalle lacrime, l'incontro tra una delegazione dei familiari e il presidente del Consiglio Mario Draghi. Un incontro chiesto un anno fa dal comitato e avvenuto proprio sotto al nuovo viadotto Polcevera. "Siamo soddisfatti dell'incontro, abbiamo fatto presente al premier le nostre sensazioni - continua Possetti - perché vediamo tanti cantieri sulle autostrade ma sono cantieri che bloccano il traffico e alleggeriscono le strutture, abbiamo l'impressione che non siano risolutivi". La presidente del comitato prosegue: "Abbiamo poi chiesto a Draghi rigore nei confronti di chi ha permesso che succedesse quello che è accaduto ai nostri cari perché stanno emergendo mancati controlli da parte dello Stato su infrastrutture dello Stato negli ultimi 50 anni". E infine: "Il presidente si è impegnato a portare avanti la nostra proposta di legge, ora in commissione, che permetterà ai familiari di chi dovesse restare vittima di un incidente dovuto all'incuria di beni pubblici di non essere abbandonati socialmente ed economicamente".

L'ultima tappa della visita del presidente del Consiglio Mario Draghi a Genova è stata al cantiere del Terzo Valico, la nuova linea ferroviaria veloce Genova Milano che porterà merci e passeggeri al centro dell'Europa dal 2024 collegandosi con le linee esistenti. Draghi è stato per oltre mezz'ora dentro la galleria di Valico per farsi illustrare dall amministratore delegato del gruppo Ferrovie dello Stato , Luigi Ferraris, e dall'amministratore delegato di Webuild Pietro Salini, lo stato dei lavori. Draghi ha prima salutato un gruppo di operai e tecnici che gli hanno fatto un applauso e che hanno fatto con lui una foto ricordo. Poi ha chiesto informazioni sull opera, che sarà completata nel 2024, insieme con l' ampliamento del nodo ferroviario di Genova, per un costo complessivo di 7,4 miliardi già finanziati. Con Draghi c'erano anche il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e il sindaco di Genova Marco Bucci. Poco prima delle 13 il premier è tornato all'aeroporto per tornare a Roma.

"Il premier ha voluto conoscere l'avanzamento dei cantieri del Terzo Valico, è rimasto molto soddisfatto da come stanno procedendo: gli scavi delle gallerie del Terzo Valico hanno raggiunto il 77% del totale. Ragionevolmente nel 2024-2025 avremo l'ultimazione dei collaudi del tunnel del Terzo Valico, dopodiché nel 2026-2027 si può arrivare ad avere il quadruplicamento della linea da Tortona". Lo ha detto l'amministratore delegato del Gruppo Fs Luigi Ferraris dopo avere terminato di illustrare al premier Mario Draghi lo stato dei lavori del Terzo Valico, l'alta velocità ferroviaria tra Genova e Milano in corso di costruzione.

FONTE www.ansa.it

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SEZ. POLITICA M5s, Grillo: 'La situazione è complicata, ma le sentenze si rispettano' Dopo la decisione del Tribunale di Napoli

8 Febbraio 2022, 10:00am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Giuseppe Conte e Beppe Grillo in una foto di archivio © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA "A seguito dell'Ordinanza del Tribunale di Napoli", "ha acquisito reviviscenza lo Statuto approvato il 10 febbraio 2021. Le sentenze si rispettano.La situazione, non possiamo negarlo, è molto complicata". Lo scrive sui social Beppe Grillo in riferimento alla situazione del Movimento 5 Stelle. "In questo momento non si possono prendere decisioni avventate. Promuoverò un momento di confronto anche con Giuseppe Conte.Nel frattempo, invito tutti a rimanere in silenzio e a non assumere iniziative azzardate prima che ci sia condivisione sulla strada da seguire", ha scritto Grillo sui suoi canali social facendo riferimento alla situazione dei 5 Stelle. Un partito a guida congelata. Tecnicamente esce così il M5s dalla decisione del Tribunale di Napoli che ha disposto la sospensione dello statuto ratificato il 3 agosto e la nomina di Giuseppe Conte come presidente, arrivata due giorni dopo. Una novità che accelera le spinte caotiche interne al Movimento (e aumenta le preoccupazioni degli alleati dem), dove da settimane si assiste a uno scontro totale fra Luigi Di Maio e lo stesso Conte che, però, ovviamente continua a tenere il volante stretto fra le mani: "La mia leadership non dipende dalle carte bollate". E annuncia a stretto giro una nuova votazione sulle modifiche allo statuto, già necessarie dopo la bocciatura di dicembre della Commissione di garanzia per gli statuti e la trasparenza dei partiti politici, aprendo la consultazione anche agli iscritti con meno di sei mesi di anzianità, ossia il vulnus su cui si basava il ricorso vinto a Napoli da tre attivisti ANSA

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SEZ. POLITICA M5S: Conte, Di Maio non cerchi di logorarmi Nessuno è indispensabile. Terzo mandato? Decidono elettori

7 Febbraio 2022, 11:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA  M5S: Conte, Di Maio non cerchi di logorarmi Nessuno è indispensabile. Terzo mandato? Decidono elettori

INSERITO DA ANGELA CECERE Non possiamo tollerare "guerre di logoramento": dice Giuseppe Conte in un'intervista a 'La Stampa' dopo le tensioni con Luigi Di Maio.  L'ex premier promette un momento di confronto, ma osserva: "La forza del M5S è di non cedere al correntismo della vecchia politica". "Nessuno deve sentirsi indispensabile nemmeno io". Il dialogo con Salvini sul Colle? "Non significa sotterfugi né accordi inconfessabili". Quanto alla richiesta di uno scostamento di bilancio, servono "risposte coraggiose". Sul terzo mandato "decideranno gli elettori". "Credo che una legge proporzionale sia lo strumento più efficace per interpretare la fase politica".

ANSA

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SEZ.POLITICA M5s: Di Maio lascia comitato di garanzia

6 Febbraio 2022, 10:35am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Giuseppe Conte e Luigi Di Maio in una foto d'archivio © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'annuncio è arrivato con una lettera inviata al presidente del Movimento Giuseppe Conte e al garante Beppe Grillo Luigi Di Maio si è dimesso dal comitato di garanzia del Movimento 5 Stelle. L'annuncio è arrivato con una lettera inviata al presidente del Movimento Giuseppe Conte e al garante Beppe Grillo. "Ho preso questa decisione perché voglio continuare a dare il mio contributo, portando avanti idee e proposte. Voglio dare il mio contributo sui contenuti, voglio continuare a fare in modo che si generi un dibattito positivo e franco all'interno della nostra comunità. Un confronto che ci permetta davvero di rilanciare il nuovo corso del Movimento 5 Stelle. Se rimaniamo uniti, con le idee di tutti, torneremo a essere determinanti. Grazie a tutti per l'affetto e viva il Movimento". Lo scrive Luigi Di Maio nella lettera con cui annuncia la decisione "di dimettersi da presidente e membro del Comitato di Garanzia del MoVimento 5 Stelle". "Penso che all'interno di una forza politica sia fondamentale dialogare, confrontarsi e ascoltare tutte le voci. Tutte le anime, anche chi la pensa in maniera diversa, devono avere spazio e la possibilità di esprimere le proprie idee". Lo scrive Luigi Di Maio nella lettera a Grillo e a Conte. "Continuo a pensare che sia fondamentale confrontarsi dentro il Movimento, perché il Movimento è casa nostra, ed è fondamentale ascoltare le tante voci esistenti, e mai reprimerle. Io sarò tra le voci che sono pronte a sostenere il nuovo corso, mantenendo la libertà di alzare la mano e dire cosa non va bene e cosa andrebbe migliorato". "Il giusto e dovuto passo indietro di Luigi Di Maio rispetto al suo ruolo nel Comitato di garanzia costituisce un elemento di chiarimento necessario nella vita del MoVimento rispetto alle gravi difficoltà a cui ha esposto la nostra comunità, che merita un momento di spiegazione in totale trasparenza". E' quanto viene spiegato in una nota del M5s. "Il confronto delle idee e la pluralità delle opinioni non è mai stata in discussione. Questo però non significherà mai permettere che i nostri impegni con gli iscritti e con i cittadini siano compromessi da percorsi divisivi e personali, da tattiche di logoramento che minano l'unità e la medesima forza politica del MoVimento. Adesso è il momento di concentrarsi su progetti e programmi, come ci viene suggerito proprio oggi da Beppe Grillo con una riflessione ispirata alle Lezioni americane di Italo Calvino". "Questa nostra rivoluzione democratica è oggi chiamata a passare dai suoi ardori giovanili alla sua maturità, senza rinnegare le sue radici ma individuando percorsi più strutturati per realizzarne il disegno. La nostra visione del mondo è sempre la stessa: vogliamo costruire un futuro più sostenibile, equo, partecipato, accessibile e digitale. Cinque stelle polari che ricordano le cinque parole chiave delle proposte di Italo Calvino per il nuovo millennio, e che vorremmo oggi realizzare con indicazioni concrete e strutturate". Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog. Fra le Cinque stelle polari "che vorremmo oggi realizzare con indicazioni concrete e strutturate" c'è l'obiettivo di "estendere la partecipazione dei cittadini alle decisioni e alla crescita della società civile". Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog. Nell'elenco delle proposte inserisce: "Estensione dei referendum consultivi, per esempio come avviene in Svizzera da decenni. Rotazione o limiti alla durata delle cariche, anche per favorire una visione della politica come vocazione e non come professione. Coinvolgimento dei percettori di ammortizzatori sociali in attività di utilità sociale". ANSA

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SEZ. POLITICA Il Pd lancia l'agenda Mattarella 'Il Parlamento ne discuta' Lettera a Presidenti, Camere siano protagoniste delle riforme

5 Febbraio 2022, 11:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Quirinale 2022, Sergio Mattarella è stato riconfermato Presidente della  Repubblica - Orizzonte Scuola Notizie

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Questa mattina le capogruppo del Pd alla Camera e al Senato, Debora Serracchiani e Simona Malpezzi, hanno scritto una lettera ai Presidenti delle Camere, avanzando la proposta di una specifica sessione di dibattito parlamentare sul seguito da dare al discorso con il quale ieri il Presidente della Repubblica ha accettato il suo secondo mandato per trasformare, sostiene il Pd, "gli applausi scroscianti in atti concreti". "Molti dei contenuti richiamati dal capo dello Stato - afferma il Pd - impongono, infatti, un attivo ruolo riformatore da parte delle Camere, per far sì che l'ultimo anno della legislatura sia proficuo". "Avanziamo questa proposta - sostengono le capogruppo dem - con lo spirito più aperto e costruttivo. Siamo esigenti e siamo convinti che lo saranno tutte le altre forze politiche: non lasciamo che il seguito di quel discorso siano solo gli applausi, sia pure scroscianti. Trasformiamoli in atti concreti e in una rapida e fattiva reazione del Parlamento". ANSA

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SEZ. POLITICA Quirinale, Mattarella ha giurato: 'Dignità e responsabilità, costruire il dopo emergenza'

4 Febbraio 2022, 16:08pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Mattarella © ANSA

INSERITI DA MIKI PAPPACODA 'Non possiamo permetterci ritardi ne' incertezze. Italia al centro dell'impegno di ripresa dell'Europa. Grazie al governo Draghi, punta a superare l'emergenza' Una parola, dignità, ripetuta diciotto volte a scandire un finale in crescendo del discorso di insediamento: così Sergio Mattarella ha parlato alle Camere riunite da tredicesimo presidente della Repubblica. Dopo aver giurato, Mattarella ha ricordato anzitutto il periodo 'travagliato', anche per lui, che ha preceduto la rielezione. Poi l'ampia maggioranza che sostiene il governo Draghi, ha fatto riferimento agli studenti che protestano, ha chiesto che non si ripetano episodi come quello della morte del giovane Lorenzo, ha citato Papa Francesco, Monica Vitti e David Sassoli, e ha dedicato un capitolo alla necessità della riforma della giustizia. Spazio anche alle attese dei cittadini in sofferenza, alle disuguaglianze che devono venire meno, all'esempio dei medici e alla necessità di assumersi le responsabilità anche per le future generazioni. "Il Parlamento e i rappresentanti delle Regioni - ha esordito - hanno fatto la loro scelta. E' per me una nuova chiamata - inattesa - alla responsabilità; alla quale tuttavia non posso e non ho inteso sottrarmi". "Ritorno dunque di fronte a questa Assemblea, nel luogo più alto della rappresentanza democratica, dove la volontà popolare trova la sua massima espressione. Vi ringrazio per la fiducia che mi avete manifestato chiamandomi per la seconda volta a rappresentare l'unità della Repubblica". Sono stati "momenti travagliati per tutti, anche per me", ha detto. Le attese degli italiani "sarebbero state fortemente compromesse dal prolungarsi di uno stato di profonda incertezza politica e di tensioni, le cui conseguenze avrebbero potuto mettere a rischio anche risorse decisive e le prospettive di rilancio del Paese impegnato a uscire da una condizione di grandi difficoltà. Leggo questa consapevolezza nel voto del Parlamento che ha concluso i giorni travagliati della scorsa settimana", ha sottolineato aggiungendo che "è questa stessa consapevolezza la ragione del mio sì e sarà al centro del mio impegno". "Nel momento in cui i Presidenti di Camera e Senato mi hanno comunicato l'esito della votazione, ho parlato delle urgenze - sanitaria, economica e sociale - che ci interpellano. Non possiamo permetterci ritardi, né incertezze", ha detto Mattarella sottolineando che la "lotta contro il virus non è conclusa, la campagna di vaccinazione ha molto ridotto i rischi ma non ci sono consentite disattenzioni". "Dobbiamo disegnare e iniziare a costruire, in questi prossimi anni, l'Italia del dopo emergenza. E' ancora tempo di un impegno comune per rendere più forte l'Italia, ben oltre le difficoltà del momento. Un'Italia più giusta, più moderna, intensamente legata ai popoli amici che ci attorniano". "Viviamo in una fase straordinaria in cui l'agenda politica è in gran parte definita dalla strategia condivisa in sede europea. L'Italia è al centro dell'impegno di ripresa dell'Europa. Siamo i maggiori beneficiari del programma Next Generation e dobbiamo rilanciare l'economia all'insegna della sostenibilità e dell'innovazione, nell'ambito della transizione ecologica e digitale". "Su tutti questi temi - all'interno e nella dimensione internazionale - è intensamente impegnato il Governo guidato dal Presidente Draghi; nato, con ampio sostegno parlamentare, nel pieno dell'emergenza e ora proiettato a superarla, ponendo le basi di una nuova stagione di crescita sostenibile del Paese e dell'Europa. Al Governo esprimo un convinto ringraziamento e gli auguri di buon lavoro". Un applauso si è levato dall'Aula della Camera quando il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha citato il governo Draghi ringraziandolo e augurandogli buon lavoro. "Rafforzare l'Italia significa anche, metterla in grado di orientare il processo per rilanciare l'Europa, affinché questa divenga più efficiente e giusta; rendendo stabile e strutturale la svolta che è stata compiuta nei giorni più impegnativi della pandemia. L'apporto dell'Italia non può mancare: servono idee, proposte, coerenza negli impegni assunti". Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in Parlamento. "La Conferenza sul futuro dell'Europa non può risolversi in un grigio passaggio privo di visione storica ma deve essere l'occasione per definire, con coraggio, una Ue protagonista nella comunità internazionale". "Quel che appare necessario - nell'indispensabile dialogo collaborativo tra Governo e Parlamento è che - particolarmente sugli atti fondamentali di governo del Paese - il Parlamento sia sempre posto in condizione di poterli esaminare e valutare con tempi adeguati. La forzata compressione dei tempi parlamentari rappresenta un rischio non certo minore di ingiustificate e dannose dilatazioni dei tempi. Appare anche necessario un ricorso ordinato alle diverse fonti normative, rispettoso dei limiti posti dalla Costituzione". Una standing ovation unanime ha segnato il passaggio in cui il presidente Mattarella ha sottolineato la necessità per il Parlamento di esaminate gli atti del governo. ANSA Un passaggio del discorso di Mattarella è stato dedicato anche alla crisi Ucraina. "Non possiamo accettare che ora, senza neppure il pretesto della competizione tra sistemi politici ed economici differenti, si alzi nuovamente il vento dello scontro; in un continente che ha conosciuto le tragedie della Prima e della Seconda guerra mondiale". "Dobbiamo fare appello alle nostre risorse e a quelle dei paesi alleati e amici affinché le esibizioni di forza lascino il posto al reciproco intendersi, affinché nessun popolo debba temere l'aggressione da parte dei suoi vicini". Il capo dello Stato ha parlato anche del nodo della giustizia. "Rivolgo un saluto rispettoso alla Corte Costituzionale, presidio di garanzia dei principi della nostra Carta. Nell'inviare un saluto alle nostre Magistrature - elemento fondamentale del sistema costituzionale e della vita della nostra società -mi preme sottolineare che un profondo processo riformatore deve interessare anche il versante della giustizia. Per troppo tempo è divenuta un terreno di scontro che ha sovente fatto perdere di vista gli interessi della collettività". Standing ovation unanime quando il presidente Mattarella sottolinea la necessità di un processo riformatore per la magistratura. "È indispensabile che le riforme annunciate" per la giustizia "giungano con immediatezza a compimento affinché il Consiglio superiore della Magistratura possa svolgere appieno la funzione che gli è propria, valorizzando le indiscusse alte professionalità su cui la Magistratura può contare, superando logiche di appartenenza che, per dettato costituzionale, devono rimanere estranee all'Ordine giudiziario. Occorre per questo che venga recuperato un profondo rigore". Il capo dello Stato ha salutato il Pontefice. "A Papa Francesco, al cui magistero l'Italia guarda con grande rispetto, esprimo i sentimenti di riconoscenza del popolo italiano". Nel suo discorso anche un omaggio a Monica Vitti, scomparsa ieri. "Consentitemi di rendere omaggio a Monica Vitti grande protagonista della vita culturale del nostro paese". Un passaggio è stato dedicato anche a David Sassoli, il ricordo del presidente del Parlamento Europeo da parte del presidente Sergio Mattarella è stato salutato da un lungo e caloroso applauso dei parlamentari presenti in Aula a Montecitorio. Il discorso del Presidente della Repubblica tocca anche la questione giovani. "Sosteniamo una scuola che sappia accogliere e trasmettere preparazione e cultura - ha detto Mattarella - come complesso dei valori e dei principi che fondano le ragioni del nostro stare insieme; volta ad assicurare parità di condizioni e di opportunità". "La dignità. Dignità - ha evidenziato - è azzerare le morti sul lavoro, che feriscono la società e la coscienza di ognuno di noi. Perché la sicurezza del lavoro, di ogni lavoratore, riguarda il valore che attribuiamo alla vita. Mai più tragedie come quella del giovane Lorenzo Parelli, entrato in fabbrica per un progetto scuola-lavoro. Quasi ogni giorno veniamo richiamati drammaticamente a questo primario dovere della nostra società". "Dignità - ha detto ancora - è impedire la violenza sulle donne, profonda, inaccettabile piaga che deve essere contrastata con vigore e sanata con la forza della cultura, dell'educazione, dell'esempio". "Dignità è non dover essere costrette a scegliere tra lavoro e maternità". "Dignità è un Paese libero dalle mafie, dal ricatto della criminalità, dalla complicità di chi fa finta di non vedere". "Noi, insieme, responsabili del futuro della nostra Repubblica. Viva la Repubblica, viva l'Italia". Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricordando le ultime parole di David Sassoli conclude il suo intervento nella cerimonia di insediamento in corso a Montecitorio. Migliaia di persone hanno assistito al passaggio del corteo che accompagna il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dal Quirinale a Montecitorio, dove all'ingresso ad attenderlo c'erano il presidente del Senato Elisabetta Casellati e da quello della Camera Roberto Fico. 'Grazie presidente', recita a lettere tricolori un cartellone esposto da un giovane appostato dietro le ringhiere. I familiari del presidente Mattarella seguono la cerimonia del giuramento dalla tribuna presidenziale dell'Aula di Montecitorio. Nella stessa tribuna ci sono il Nunzio apostolico in Italia, il Vice Presidente del CSM, il Capo di Stato Maggiore della Difesa e il segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti. L'Aula è già gremita, così come le tribune. Cinquantacinque applausi e una ovazione finale durata oltre tre minuti, hanno segnato il discorso del presidente della Repubblica Mattarella davanti al Parlamento. Ricevendo il lungo applauso dell'Aula al termine del suo discorso di insediamento, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è concesso qualche sorriso, ringraziando i grandi elettori con cenni del viso. Poco dopo ha indossato la mascherina riposta nella tasca della giacca durante il discorso, e ha continuato a ringraziare con la mano, prima di riaccomodarsi, una volta esauriti gli applausi durati oltre tre minuti, fra il presidente della Camera Roberto Fico e quella del Senato Elisabetta Casellati. IL FILM DELLA GIORNATA "Sono lieto di questa occasione d'incontro con tanti rappresentanti istituzionali. E' l'occasione per rinnovare l'impegno a un lavoro comune". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando al Quirinale. "Sono certa che, anche in questa congiuntura, la Sua saggezza e il Suo equilibrio sapranno accompagnare e sostenere le scelte collettive, orientandole sempre alla promozione dei principi di coesione e solidarietà. In questa sfida comune, potrà sicuramente contare sull'impegno di tutte le Istituzioni repubblicane, a partire dal Parlamento, che è il cuore pulsante della democrazia, e che insieme al Governo è pronto ad affrontare con determinazione e fiducia la sfida della ripresa dall'emergenza pandemica". Lo dice il presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati nel corso della cerimonia di insediamento di Mattarella.

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SEZ. POLITICA Locatelli: 'Ci avviamo verso una situazione favorevole'

3 Febbraio 2022, 09:52am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Franco Locatelli (ANSA)

.INSERITO DA MIKI PAPPACODA "Ci stiamo avviando verso una situazione marcatamente favorevole, tutti i numeri ci indicano che questa è la direzione". Lo ha detto il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Franco Locatelli a Sky Tg24 sottolineando che le decisioni prese con l'ultimo decreto "vanno nella direzione di mantenere aperto il paese". In questi mesi, aggiunge, "siamo riusciti a gestire la quarta ondata dovuta ad Omicron mantenendo tutto aperto, a differenza di altri paesi come Germania, Olanda e Austria che hanno dovuto ricorrere a lockdown o a chiusure di attività". E questo, conclude, "è stato possibile grazie all'alto numero di vaccinati". Se la corsa del virus continuerà a rallentare, "tra qualche settimana potremmo affrontare anche la tematica delle mascherine. Vediamo in funzione dei numeri - ha aggiunto - ma la fine di febbraio è una possibilità. Vediamo l'evoluzione della curva epidemica nel paese e in base a quello si potrebbe si deciderà se anticipare o posticipare". All'inizio della primavera potrebbe essere a disposizione in Italia il vaccino anti Covid per la fascia di età 0-5 anni. E' quanto ha spiegato il coordinatore del Cts Franco Locatelli sottolineando che anche in questo caso saranno previste due dosi e ci sarà un dosaggio "ulteriormente ridotto" rispetto a quello che viene proposto per i bambini tra i 5 e gli 11 anni. "Direi che potrebbe essere ragionevole - ha detto rispondendo ad una domanda - ipotizzare l'orizzonte dell'inizio della primavera per avere questi vaccini a disposizione, dopo che le agenzie regolatorie avranno dato il via libera". ANSA

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SEZ. POLITICA Per il Financial Times i partiti politici sono troppo impauriti dalle elezioni

2 Febbraio 2022, 14:29pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Per il Financial Times i partiti politici sono troppo impauriti dalle elezioni

INSERITO DA MORENA MOTTA Il premier Mario Draghi "di nuovo in soccorso" nel caos della politica italiana. Per il Financial Times, "i partiti politici del paese sono stati lacerati da litigi e lotte intestine durante i sei giorni di voto" dimostrando così di essere "incapaci di unirsi per qualcosa di diverso dallo status quo - timorosi come erano della prospettiva di elezioni anticipate".

Secondo il Ft, i mercati accolgono con favore il fatto che Draghi rimanga il premier ma "i partiti sembrano indeboliti e le battaglie interne stanno peggiorando" e ciò, ipotizza il quotidiano, "potrebbe renderli meno disposti e capaci di opporsi seriamente al programma di Draghi".

In realtà, "una delle poche cose che hanno in comune sarà il desiderio di mantenere in vita l'attuale governo ed evitare le elezioni prima della scadenza nella prima metà del 2023. Questo potrebbe accentuare le possibilità dell'Italia di rimanere in linea con i suoi impegni di riduzione del deficit e gli impegni di riforma nell'ambito del piano di ripresa e resilienza di Roma da 191 miliardi di euro". 

FONTE www.agi.it

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SEZ. POLITICA Quirinale, c'è intesa sul Mattarella bis. «Sono a disposizione, anche se avevo altri programmi» Il presidente ha accettato l'offerta di Draghi e dei capogruppi

30 Gennaio 2022, 09:53am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il presidente ha accettato l'offerta di Draghi e dei capogruppi Si è conclusa l'ottava votazione che ha rieletto con ampia maggioranza Sergio Mattarella presidente della Repubblica. La decisione di convergere sul capo dello Stato è arrivata dopo una mattinata di incontri e consultazioni tra i leader, il premier e lo stesso presidente della Repubblica che, raccontano in ambienti parlamentari, avrebbe ricevuto diverse telefonate dai leader di partito stamane mentre si trovava nella sua nuova casa di Roma. Mario Draghi ha fatto da trait d'union tra il Colle e le forze politiche dopo un colloquio con Mattarella a margine del giuramento al Quirinale di Filippo Patroni Griffi come giudice della Corte Costituzionale. È opportuno che Mattarella resti al Colle «per il bene e la stabilità del Paese» avrebbe detto il premier - secondo quanto si è appreso da fonti autorevoli - allo stesso presidente della Repubblica e ai leader politici, che ha sentito nella mattinata. Dopo un vertice dei leader della maggioranza l'annuncio dell'intesa per chiedere a Mattarella di restare. Nel pomeriggio c'è stata una visita dei capigruppo della maggioranza al Quirinale: «Mattarella si è messo a disposizione», hanno riferito al termine dell'incontro. È andato tutto bene», ha detto ai cronisti Simona Malpezzi capogruppo del Pd al Senato. Il Capo dello Stato ha detto che «aveva altri piani per il suo futuro», ma vista la situazione si è messo a disposizione, riferisce la capogruppo delle Autonomie al Senato Julia Unterberger lasciando il Quirinale. «Lo abbiamo pregato, vista la situazione, di restare per un altro mandato». L'accelerazione che ha portato alla decisione di presentarsi da Mattarella per chiedergli di restare, è arrivata dopo che sono naufragate altre ipotesi avanzate da Salvini, che alla fine si è allineato: «Gli italiani non meritano altri giorni di confusione. Io ho la coscienza a posto, ho fatto numerose proposte tutte di alto livello, tutte bocciate dalla sinistra. Riconfermiamo il presidente Mattarella al Quirinale e Draghi al governo». Salvini ha sentito poi al telefono Draghi preannunciandogli una visita a conclusione delle votazioni. Il sì a Mattarella arriva con una nota anche dal leader di Forza Italia Silvio Berlusconi che comunica direttamente al capo dello Stato il sostegno del suo partito. «Grande soddisfazione» anche dal leader del Pd Enrico Letta: «È un grande successo per il Paese, il Parlamento e la stabilità del governo». Un invito a non perdere tempo viene da Pier Ferdinando Casini che fino a questa mattina era uno dei nomi su cui una parte delle forze politiche era pronta a convergere: «Chiedo al Parlamento, di cui ho sempre difeso la centralità, di togliere il mio nome da ogni discussione e di chiedere al presidente della Repubblica Mattarella la disponibilità a continuare il suo mandato nell'interesse del Paese». Quindi la rielezione all'ottavo scrutinio con 759 voti. Meglio di lui solo Sandro Pertini, portato al Quirinale nel 1978 con 832 voti.

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SEZ. POLITICA Quirinale: nella storia due toscani al Colle. In lizza i "sogni proibiti" Bindi e Pera

29 Gennaio 2022, 09:44am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Da lunedì 24 si inizia a votare: ecco chi sono i (poco) papabili finiti nel toto-nomi Nella storia l'Italia soltanto due volte al Quirinale è salito un inquilino toscano. Nel 1955 Giovanni Gronchi e più recentemente Carlo Azeglio Ciampi, nel 1999. Tutto lascia immaginare che in questa tornata la lista non verrà allungata. Siamo ormai alla vigilia del voto per l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Per scegliere il successore di Sergio Mattarella il Parlamento in seduta comune - composto da deputati, senatori e delegati regionali - è convocato per lunedì 24 gennaio. Alle ore 15 ci sarà la prima votazione, nei giorni successivi, se saranno necessarie, le altre. Una al giorno, non di più per consentire la sanificazione degli ambienti nell'era del Covid. Nei primi scrutini per eleggere il Capo dello Stato servirà la maggioranza dei due terzi degli aventi diritto, che sono 1009. Dal quarto in poi sarà sufficiente il 50% più uno. Nella lista dei "papabili" (anche se l'utilizzo dell'epiteto vaticano non è dei più adeguati per l'istituzione repubblicana) c'è anche qualche toscano. Nessuno di loro, però, appare fra i favoriti e tutto lascia pensare che non saranno loro a far registrare la fumata bianca. I borsini di cui si parla sui giornali, siti web, radio e tv hanno ventilato nel campo del centrosinistra il nome di Rosaria Bindi, detta Rosy. La quasi 71enne (l'età di una donna non si dice ma qui è fondamentale sapere che ha superato la soglia dei 50 anni necessaria per ricoprire l'incarico) originaria di Sinalunga (Siena) ha lo spessore e un curriculum politico di tutto rispetto: ex Ministro della Sanità e della Famiglia, vicepresidente della Camera, presidente della Commissione Antimafia e del Partito democratico. Rosy Bindi è considerata una donna libera, motivo per cui non per tutti accomodante. Tant'è che molti l'hanno identificata come possibile candidata anti-Berlusconi: un alter ego insomma. Piace a molti, soprattutto a sinistra, ma non ha troppi fan nel palazzo. Nel toto-Quirinale si è fatto il nome anche di un uomo nel campo del centrodestra. Si tratta dell'ex Presidente del Senato Marcello Pera. Il lucchese compirà fra pochi giorni 79 anni e nell'area del conservatorismo è una specie di icona. E' un filosofo e accademico ed è stato senatore di Forza Italia e del Popolo della Libertà dal 1996 al 2013. Un nome che potrebbe unire il centrodestra, coalizione che ha il maggior numero di grandi elettori rispetto alle altre, ma non sufficienti ad eleggere autonomamente il Presidente. E Pera difficilmente riuscirebbe a pescare negli altri schieramenti. Probabilmente, dunque, il nuovo Capo dello Stato non sarà un toscano. Ma certamente sarà il frutto di un compromesso. Giangiacomo Palazzo FIRENZETODAY

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