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sez.politica

SEZ. POLITICA Michele Schiano assolto dall’accusa di scambio elettorale: “Il fatto non sussiste”

19 Febbraio 2022, 18:35pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Michele Schiano assolto dall'accusa di scambio elettorale: "Il fatto non  sussiste"

INSERITO DA REDAZIONE Michele Schiano assolto dall’accusa di scambio elettorale: “Il fatto non sussiste”. Con sentenza del GUP presso il Tribunale di Napoli, dott. Vinciguerra, a seguito di giudizio abbreviato, il consigliere regionale di Fratelli D’Italia, Michele Schiano di Visconti è stato assolto con la formula il fatto non sussiste dall’imputazione di scambio elettorale. Le indagini condotte dalla Direzione Distrettuale Antimafia, pm De Marco e Woodckok, avevano riguardato un nutrito numero di imprenditori ed esponenti politici appartenenti a diversi schieramenti, tutti già rinviati a giudizio innanzi al Tribunale di Napoli. Il consigliere Schiano Di Visconti è stato difeso dagli avvocati Giuseppe Pellegrino e Michele Riggi. INTERNAPOLI

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SEZ. POLITICA Caos della maggioranza sul Milleproroghe. Ira di Draghi, ora basta Consulta un Mattarella preoccupato e avverte: garantitemi i voti

18 Febbraio 2022, 11:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA  Caos della maggioranza sul Milleproroghe. Ira di Draghi, ora basta Consulta un Mattarella preoccupato e avverte: garantitemi i voti

INSERITO DA ANGELA CECERE Il governo esce a pezzi da una notte di urla, spintoni e caos nelle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera tanto che il premier Mario Draghi convoca i capidelegazione di maggioranza per una strigliata che sa di ultimatum: o mi garantite i voti o così il governo non può andare avanti, ha detto in sostanza nella riunione a palazzo Chigi. Il governo esce infatti ammaccato dopo aver incassato ben quattro sconfitte su altrettatnti emendamenti. Si tratta di provvedimenti di peso che vanno dall'Ilva alla sperimentazione sugli animali, fino all'aumento del tetto di contanti usabili e alle graduatorie per la scuola. Qualcosa di più di un incidente soprattutto alla vigilia dell'attesissimo Consiglio dei ministri che dovrebbe varare il decreto per contrastare il caro bollette e probabilmente anche il ripristino della cessione del credito per il superbonus. Non poco, e l'incidente viene letto nelle sue proporzioni anche al Quirinale. Mario Draghi così non perde tempo e non appena atterrato proveniente dal Consiglio europeo di Bruxelles sale al Colle - richiamato dal presidente, sottolineano fonti parlamentari - per riferire della crisi ucraina ma anche per fare il punto con il capo dello Stato che fonti di governo definiscono preoccupato per quanto avvenuto nella notte in Parlamento. Ne esce un richiamo ai partiti di maggioranza che il premier esplicita nella riunione chiedendo "un immediato chiarimento" perchè non si tratta di normali dinamiche parlamentari ma di un problema squisitamente politico. Draghi non ha mancato di ricordare il motivo per cui è stato portato a Chigi dal presidente della Repubblica sottolineando che lui ha accettato "per fare le cose".  Il combinato disposto di venti di guerra e agguati di maggioranza non può che mettere sull'allerta sia Chigi che il Quirinale sulla tenuta della maggioranza. Anche perchè, seppur sottotraccia, le linee di politica estera rispetto alla Russia all'interno della coalizione non sono consonanti e forti sono i timori che le sanzioni contro Mosca provochino contraccolpi pesanti sul mercato dell'energia italiano. Dal Colle non esce alcuna indiscrezione sul "tete a tete" tra Mattarella e Draghi. Un silenzio che conferma la delicatezza della situazione internazionale e la fragilità delle dinamiche interne. Un Parlamento, forse rivitalizzato proprio dalla rielezione di Mattarella e dalle spinte della Consulta a legiferare, mostra però segnali di incontrollabilità. Anche se in verità quanto accaduto in commissione sembra frutto di scelte precise dei partiti di maggioranza. Basta esaminare i provvedimenti e le indicazioni di voto trasversali nonostante i pareri negativi dell'esecutivo. Durante l'esame delle modifiche al decreto Milleproroghe. Il governo è andato sotto quattro volte e in alcuni casi la maggioranza si è spaccata. Contro il parere dell'esecutivo sono passati gli emendamenti che prevedono il dietrofront sull'Ilva e sul tetto al contante così come sono state approvate norme sulle graduatorie della scuola e i test sugli animali. Più in particolare la maggioranza si divide su un provvedimento dal forte valore simbolico - approvato da pochissimo - come il tetto al contante che viene in un attimo riportato a 2000 euro. La Lega e FI hanno votato infatti con l'opposizione rappresentata da Fratelli d'Italia. Una modifica passata per un solo voto con il parere contrario del governo. Altro scossone si verifica sull'Ilva: la norma originaria cambiava la destinazione di parte dei fondi Riva che ora tornano a poter essere utilizzati per le bonifiche. In questo caso sono Fratelli d'Italia e Lega a votare a favore in sintonia con il parere del governo. Anche sulle graduatorie per l'Istruzione il governo aveva dato parere favorevole a una riformulazione che però è stata bocciata dalle commissioni. Come se non bastasse l'esecutivo è andato sotto anche sulla norma che prorogava la sperimentazione animale per soli sei mesi. L'emendamento approvato, con il parere contrario del governo, ha allungato la sperimentazione fino al primo luglio del 2025. La sintesi del caos che si sta impadronendo della coalizione viene da un ministro governista della Lega, Giancarlo Giorgetti: "se i capigruppo non controllano i gruppi è grave, ma se li controllano e questo è il risultato voluto è peggio".

ANSA

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SEZ. POLITICA M5s:in assemblea stop super Green pass e stato emergenza. Alt di Conte Il leader pentastellato: 'la pandemia non è finita, non smantelliamo le misure'

17 Febbraio 2022, 10:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA  M5s:in assemblea stop super Green pass e stato emergenza. Alt di Conte Il leader pentastellato: 'la pandemia non è finita, non smantelliamo le misure'

INSERITO DA ANGELA CECERE Nuova assemblea dei deputati e senatori M5s questa mattina con all'ordine del giorno la questione covid e green pass. Nel corso della riunione alla presenza del Presidente Giuseppe Conte la maggioranza dei parlamentari 5 stelle avrebbe richiesto, si apprende, di non procedere con ulteriori proroghe dello stato di emergenza dopo il 31 marzo e di sospendere l'obbligo di green pass. Non solo, molti parlamentari avrebbero chiesto di rimodulare subito il certificato tornando al semplice pass non rafforzato. Lo stesso green pass semplice, si chiede, dovrebbe essere inoltre abolito all'aperto, in banca e alle poste. "Dire che siamo fuori dalla pandemia non è proprio corretto, stiamo transitando nella fase dell'endemia. È una prospettiva che ci conforta ma dobbiamo essere tutti d'accordo che non possiamo smantellare le misure di precauzione e protezione sin qui adottate", ha detto il leader del M5s, Giuseppe Conte, intervenendo nell'assemblea del Movimento in cui molti parlamentari hanno sollecitato l'intervento per eliminare il green pass rafforzato dopo la fine di marzo.

ANSA

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SEZ. POLITICA Centrodestra: Meloni, serve un chiarimento politico. Botta e risposta con Salvini

16 Febbraio 2022, 11:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Centrodestra: Meloni, serve un chiarimento politico. Botta e risposta con Salvini

INSERITO DA ANGELA CECERE La Leader di FdI: "Per me c'è un problema di posizionamento, poi voglio bene a tutti e ho sempre lavorato per l'unità però credo che un chiarimento politico serva". Segretario Lega: 'Io penso al Paese' Le acque nel centrodestra restano agitate con un botta e risposta Meloni-Salvini. "Per me c'è un problema di posizionamento, poi voglio bene a tutti e ho sempre lavorato per l'unità però credo che un chiarimento politico serva".  Così la leader di FdI Giorgia Meloni, ospite di Non stop news su Rtl, ha parlato della situazione del centrodestra. "Io - replica in proposito Salvini - sto lavorando per ridurre le bollette di luce e gas. I chiarimenti li faccio con chi deve mettere dei soldi nelle tasche degli italiani non mi interessano le polemiche. Non commento le polemiche". E ha aggiunto: "Noi siamo in un governo che deve portare l'Italia fuori dalla pandemia. È una nostra precisa scelta essere protagonisti della ricostruzione del paese. Se qualcun altro preferisce stare fuori, faccia".

ANSA

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SEZ. POLITICA Mattarella, democrazia lungo cammino scritto in Costituzione

15 Febbraio 2022, 10:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Mattarella, democrazia lungo cammino scritto in Costituzione

INSERITO DA ANGELA CECERE Così il presidente della Repubblica nella prefazione al libro di Ernesto Maria Ruffini "Uguali per Costituzione. Storia di un'utopia incompiuta dal 1948 a oggi", pubblicata dal Corriere della Sera Ognuno di noi come singolo cittadino e tutti insieme come comunità dobbiamo sentire la responsabilità di continuare a tessere la tela dell'uguaglianza con il filo che ci è stato consegnato dalle generazioni che ci hanno preceduto". Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nella prefazione al libro di Ernesto Maria Ruffini "Uguali per Costituzione. Storia di un'utopia incompiuta dal 1948 a oggi", pubblicata dal Corriere della Sera.  "Le leggi da sole non bastano - scrive Mattarella - Le parole scritte nelle raccolte legislative rischiano di rimanere fissate solo sulla carta se non sono anche accompagnate dalla capacità di ognuno di fare il proprio dovere, di sentirsi parte di una comunita'". "I segni e i semi lasciati nella nostra storia dai principi fondamentali della Carta costituzionale rappresentano tuttora il nostro patrimonio più prezioso", nota il presidente della Repubblica. Il saggio di Ruffini "e' il racconto di come noi italiani siamo stati capaci di riempire di contenuto e spessore una parola speciale, impegnativa: uguaglianza". E "passo dopo passo, ci riporta al momento in cui l'Italia usciva dalla tragedia della dittatura e della guerra e, nella liberta', cominciava a costruire la sua nuova democrazia". Per Mattarella "non sempre è stato un cammino facile. Semmai, a volte, faticoso. Di certo inarrestabile, anche se per molti aspetti ancora incompleto. Capace di porsi nuovi traguardi, da raggiungere insieme". E nei decenni "abbiamo raccolto da quella straordinaria stagione un'eredità che dobbiamo a nostra volta consegnare alle nuove generazioni". Nel leggere i resoconti parlamentari dei dibattiti sulle principali leggi, "vediamo lo straordinario viaggio della nostra democrazia e cogliamo lo sguardo attento dei cittadini che chiedono al Parlamento di dare vita ai principi costituzionali". E poi "comprendiamo il ruolo della Corte costituzionale chiamata a garantire la piena osservanza della nostra Costituzione. E intuiamo anche come sia responsabilità di ognuno proseguire il cammino".

ANSA

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SEZ. POLITICA M5S: Di Maio, ha peso per sostegno popolare, non per statuto "Chi gioisce per decisione Tribunale Napoli non lo ha capito"

14 Febbraio 2022, 11:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA  M5S: Di Maio, ha peso per sostegno popolare, non per statuto "Chi gioisce per decisione Tribunale Napoli non lo ha capito"

INSERITO DA ANGELA CECERE "Sono state giornate difficili, che però non devono né abbatterci né rallentare la nostra azione innovatrice". Lo scrive in un post su Facebook il ministro degli Esteri ed esponente del M5S Luigi Di Maio.  "Le iniziative legali - spiega riferendosi alla battaglia legale in corso su nuovo statuto e leadership di Conte - sono sempre legittime, ma di certo non possiamo farci scoraggiare. Il peso politico di un MoVimento come il nostro deriva dal sostegno popolare, non dalle norme di uno statuto. Chi gioisce per il provvedimento del Tribunale Di Napoli non ha ancora capito questo concetto.La politica va al di là delle questioni tecniche".  "Gli appuntamenti che ci aspettano - dice Di Maio - sono molto importanti. Dobbiamo lavorare a questi obiettivi in maniera compatta, forti della pluralità di idee esistenti nel MoVimento e a sostegno del nuovo corso. A chi dice che siamo morti, rispondiamo dicendo di aggiungersi a chi lo ripete da 10 anni. Noi andiamo avanti".

ANSA

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SEZ. POLITICA Giugliano, il progetto sull’adeguamento dello Stir divide la maggioranza: riunioni fiume per non perdere i finanziamenti

13 Febbraio 2022, 11:01am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Giugliano, il progetto sull'adeguamento dello Stir divide la maggioranza: riunioni  fiume per non perdere i finanziamenti

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Corsa contro il tempo per non perdere il finanziamento da 40 mln di euro per l’adeguamento dello Stir di Giugliano. Il confronto è aperto all’interno dell’Amministrazione, da due giorni sono infatti in corso riunioni fiume per sbrogliare la matassa che vede la maggioranza divisa sulla questione. Lunedì, infatti, scadrà il bando per l’accesso ai finanziamenti previsti nell’ambito del Recovery Plan, per gli impianti di Giugliano, Caivano e Tufino. Circa la metà sono destinati allo Stir di Giugliano, un impianto obsoleto che urge un ammodernamento. Con il revamping della struttura di Giugliano i materiali ‘nobili’ (ovvero di quelli che possono essere riciclati o reimpiegati in ambito civile o industriale) verrebbero recuperati attraverso un innovativo processo automatizzato che prevede anche l’ausilio della robotica, generando ricavi importanti oltre che una notevole riduzione dei quantitativi da smaltire e conseguentemente dei costi. In termini di flussi, l’intervento consentirà l’eliminazione dei conferimenti fuori regione e la riduzione dei conferimenti al termovalorizzatore di Acerra dalle attuali 300mila tonnellate annue medie a circa 186mila (se non si procederà anche alla produzione di Combustibile Solido Secondario) o addirittura a meno di 120mila (in caso di produzione di CSS per i cementifici). Un progetto, questo, ben conosciuto dall’assessore al Comune di Giugliano Giuseppe Cozzolino, che in qualità di ex direttore della Città Metropolitana ha contribuito alla sua stesura. Nel programma sono previste nuove linee per il trattamento di carta, cartone e plastica. E fin qui nessun problema in maggioranza. Il problema è sorto su un’autorizzazione, rilasciata da Regione e Città Metropolitana alla Sapna pochi giorni prima dell’insediamento dell’Amministrazione Pirozzi, riguardo il trattamento dell’umido. E’ prevista la lavorazione non solo della frazione umida tritovagliata (Fut) ma anche della frazione organica stabilizzata (Fos). L’obiettivo è quello di ridurre il più possibile l’indifferenziato ed arrivare anche ad un abbassamento della tassa sui rifiuti. I dubbi sul progetto Una parte della maggioranza, composta da M5S, Polis e Repubblicani, ha però paura che arrivi a Giugliano un carico eccessivo di umido dall’esterno nell’impianto Stir di Giugliano, città già vessata da tanti impianti, come la Castaldo che tratta lo stesso tipo di umido. Per questo i grillini, anche attraverso il vicesindaco ed assessore di riferimento, Anna Savarese, hanno chiesto garanzie per il territorio ed evitare un altro carico ambientale per una zona già troppo vessata, anche alla luce dell’emendamento fatto approvare in Parlamento dalla senatrice Castellone. L’assessore Savarese, favorevole alll’impiantistica, ha illustrato nel dettaglio il progetto ai consiglieri di riferimento, ma al momento restano perplessità, condivise anche da altri esponenti della maggioranza, soprattutto riguardo il tipo di impianto anaerobico. Domani è prevista una nuova riunione in seno alla maggioranza per bloccare la matassa. Il tempo stringe e la possibilità di perdere questo finanziamento per il revamping dello Stir di Giugliano è sempre più concreta. ANTONIO MANGIONE INTERNAPOLI

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SEZ. POLITICA Draghi chiude alla politica: «Un lavoro lo trovo da solo»

12 Febbraio 2022, 10:11am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il capo dell’esecutivo dice no a incarichi nel 2023 o a un ruolo da federatore del Centro: «Lo escludo» Io federatore del centro? «Lo escludo. Ho visto che tanti politici mi candidano a tanti posti in giro per il mondo mostrando grande sollecitudine, ma vorrei rassicurarli che se decidessi di lavorare un lavoro lo trovo da solo». In tanti hanno ripreso ad invocarlo dopo la “partita” del Quirinale, ma la risposta che Draghi dà a tutti coloro che immaginano per lui ruoli e compiti è secca e ripetuta anche quando gli viene ricordato quel «nonno a disposizione delle istituzioni» che disse nella conferenza stampa di fine anno. «Lo escludo. Va bene? E’ chiaro? Chiuso», replica un po’ seccato escludendo quindi futuri ruoli sia politici che istituzionali. I guadagni dei politici: Letta e Renzi i più ricchi (dietro a Berlusconi) La bolla Oltre l’orizzonte di questa legislatura Draghi non intende proiettare il suo futuro e ciò rappresenta una risposta diretta ai tanti dell’area di centro che hanno pensato che fosse opportuno lasciare Draghi a Palazzo Chigi pensando di poterlo “spendere” nella prossima legislatura. Ma Draghi i “sassolini” dalla scarpa se li leva non solo verso “i centristi” che lo invocano ma anche su una misura che ha trovato e sempre amato poco e che è di stretta marca Cinquestelle: ovvero quella misura che il ministro dell’Economia Daniele Franco bolla come produttiva «della più grande truffa mai subita dalla Repubblica»: il superbonus del 110%. Un affondo che colpisce, seppur senza nominarlo, il governo che lo ha preceduto e che segnala uno stile ancor più deciso rispetto a quello di qualche mese fa. Una sorta di cambio di passo, un’accelerazione che serve al premier per non essere risucchiato nelle interminabili trattative tra partiti e tra le correnti che le compongono. L’impegno preso giusto un anno fa Draghi intende mantenerlo seguendo la linea del rigore e senza nessun rimpasto perché «la squadra va bene così», ma il tempo stringe e gli impegni da rispettare sono tanti ma stanno tutti riassunti nel mandato ricevuto un anno fa da tutte le forze politiche. Alla conferenza stampa che segue la riunione del Consiglio dei ministri che ha varato la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura, Draghi si presenta con qualche ora di ritardo insieme ai ministri Cartabia e Franco. La mediazione sugli emendamenti della ministra della Giustizia non è stata facile, ma alla fine si è trovata l’intesa anche sulla base di una sorta di “gentlemen’s agreement” tra governo, Parlamento e forze politiche: l’esecutivo non mette la fiducia, ci potranno essere correzioni ma il perimetro della riforma non cambia e dovrà essere varata dall’Aula così da far votare il Csm con le nuove regole elettorali. Quella del presidente del Consiglio è anche una lotta contro il tempo. Tutti i ministri hanno il fiato sul collo. La Cartabia promette i decreti attuativi sul processo penale entro breve. Il ministro delle Infrastrutture fornisce al premier un report nel quale emerge che mai tanti cantieri e appalti sono stati assegnati come quest’anno. La riforma della concorrenza va fatta entro marzo «perché dopo ci sono da fare i decreti attuativi». Una rincorsa senza precedenti per ammodernare il Paese che lascia ai partiti il compito di modificare qualcosa senza però potersi intestare nulla se non le frodi del superbonus. Sia Draghi che la Cartabia negano che l’intesa sulla riforma del Csm sia stata faticosa. «Lunga, sì» chiosa la ministra con l’obiettivo di stemperare il clima. Rischi per il governo, dall’anno elettorale che lo attende, Draghi non li avverte e se ce ne fossero di fatto scarica la responsabilità sui partiti. Perché a differenza dei partiti buoni solo a chiedere scostamenti di bilancio su ogni problema, il premier dice di vedere «in senso chiaro il dovere del governo a proseguire e affrontare le sfide importanti per gli italiani». Le sfide sono, quella immediata, «il caro energia». Poi «l’inflazione che sta aggredendo il potere di acquisto dei lavoratori e diminuendo la competitività delle impresa; la terza sfida, oltre all’uscita dalla pandemia naturalmente, è il Pnrr, che sta andando molto bene». Un elenco che ricalca il mandato ricevuto un anno fa sul quale Draghi intende muoversi senza curarsi delle “buche” che preparano i partiti, nelle quali rischia di cadere la legislatura ma anche tutti coloro che un lavoro, da soli, non saprebbero trovarlo.

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SEZ. POLITICA Giustizia: riforma del Csm all'esame del Consiglio dei ministri La riunione chiamata a esaminare, tra l'altro, il pacchetto di emendamenti del ministro Cartabia

11 Febbraio 2022, 12:07pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA  Giustizia: riforma del Csm all'esame del Consiglio dei ministri La riunione chiamata a esaminare, tra l'altro, il pacchetto di emendamenti del ministro Cartabia

INSERITO DA ANGELA CECERE Slitta la riunione del Consiglio dei ministri chiamata a esaminare, tra l'altro, il pacchetto di emendamenti del ministro Marta Cartabia alla riforma del Consiglio superiore della magistratura. Il testo, secondo quanto viene riferito, sarà portato in Cdm. I partiti hanno espresso diversi dubbi sulla proposta Cartabia nei giorni scorsi, e anche stamattina attraverso i tecnici dei ministeri nel preconsiglio, avanzando la richiesta di più tempo per esaminare nel dettaglio i correttivi alla riforma. Per la privatizzazione di Ita Airways il Consiglio dei ministri esaminerà un dpcm per la cessione di quote della compagnia pubblica, con cui si avvierebbe di fatto l'iter per la privatizzazione, si apprende da fonti di governo. Prima convocato alle 10, poi slittato alle 11, Forza Italia ha chiesto un ulteriore rinvio del Consiglio dei ministri, secondo quanto fanno sapere fonti di Fi. Più tempo per "leggere le carte" e valutare le proposte di emendamento alla riforma del Csm: è quello che, secondo quanto si apprende, starebbero chiedendo i tecnici dei vari ministeri nel corso del preconsiglio per esaminare le "norme in materia di ordinamento giudiziario". Dopo che già ieri i partiti avevano chiesto di poter approfondire, testi alla mano, il pacchetto messo a punto dalla ministra Marta Cartabia, anche i tecnici dei ministeri avrebbero rivolto a Palazzo Chigi la stessa richiesta.  Secondo quanto prevede la bozza della riforma del Csm oggi all'esame del Cdm, i magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari che hanno ricoperto cariche politiche elettive (da parlamentare nazionale ed europeo, consigliere e presidente di giunta regionale, a consigliere comunale e sindaco) al termine del mandato "sono collocati in posizione di fuori ruolo presso il ministero di appartenenza oppure, per i magistrati amministrativi e contabili, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, ovvero sono destinati allo svolgimento di attività non direttamente giurisdizionali, né giudicanti né requirenti". I magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari che hanno solto incarichi apicali nei ministeri o incarichi di governo non elettivi (capi di gabinetto, segretari generali presso i ministeri o ai capi dipartimento), al termine di queste esperienze per tre anni non potranno svolgere funzioni giurisdizionali, prevede sempre la bozza. La loro destinazione sarà individuata dai rispettivi organi di autogoverno. La stessa disciplina si applicherà ai magistrati che si sono candidati in politica ma non sono stati eletti. Un sistema elettorale misto, basato su collegi binominali, che eleggono cioè ciascuno due componenti del CSM, ma che prevede anche una distribuzione proporzionale di 5 seggi a livello nazionale, è quello indicato nella bozza della riforma del Csm. Non sono previste liste, ma candidature individuali. I componenti del Csm tornano come in passato a 30: 20 togati e 10 laici. Poi ancora: nel sistema elettorale misto previsto per il Csm trova spazio anche il sorteggio. Servirà ad assicurare che in ogni collegio binominale sia raggiunto il minimo previsto di 6 candidati e per riequilibrare le candidature del genere meno rappresentato. La bozza di riforma del Csm all'esame del Consiglio dei ministri introduce anche il voto degli avvocati nei consigli giudiziari sulle valutazioni di professionalità dei magistrati ma solo in un caso: quando cioè il Consiglio dell'Ordine abbia fatto una segnalazione formale di comportamenti scorretti da parte del magistrato che si deve valutare. In questi casi il voto degli avvocati presenti nei Consigli giudiziari sarà unitario.

ANSA

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SEZ. POLITICA Salvini: «Non ho vaccinato mia figlia. La mia emergenza è il caro bollette»

10 Febbraio 2022, 10:45am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Salvini positivo al Covid con la macchina da scrivere al posto del  computer. Il clamoroso sfottò di Osho – Il Tempo

DI MICHELE PAPPACODA Come Giorgia Meloni ieri - che ha detto di non aver vaccinato sua figlia contro il Covid - lo stesso concetto viene affermato anche da Matteo Salvini, segretario della Lega, che ospite di The Breakfast Club su Radio Capital ha risposto di no alla domanda se avesse fatto vaccinare la figlia di 9 anni. «Sono scelte che spettano a mamma, papà e pediatri -ha aggiunto- non sono certo di dibattito politico». «La mia emergenza è approvare un decreto su luce e gas. Il centrodestra può aspettare una settimana. Poi la mia proposta di partito sul modello di quello repubblicano americano rimane valida. Ma non mi metto a telefono a lavorare sul centrodestra ma per aiutare famiglie e imprese», ha aggiunto Salvini. «Ho votato per Draghi e per il Mattarella bis. Io preferisco i sì e le responsabilità che dire sempre di no». «Sto e sempre comunque con le Forze dell'Ordine, i ragazzi hanno tutta la legittimità di manifestare, rivendicare, protestare sempre però nei limiti del rispetto altrui. Chi indossa una divisa per mille e duecento euro, rischia la sua vita per difendere la sicurezza degli italiani, come tale va rispettato», ha aggiunto parlando della protesta degli studenti delle scorse settimane.

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