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sez.economia

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SEZ. ECONOMIA A novembre inflazione scende al 10% nell'Eurozona Prima inversione di tendenza dopo mesi di aumenti e di record

1 Dicembre 2022, 08:05am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Giorgetti, evitare che crescita inflazione sia prolungata © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA BRUXELLES - A novembre l'inflazione nei Paesi dell'Eurozona è scesa al 10% rispetto al 10,6% registrato ad ottobre. E' quanto segnala Eurostat in base alla prima stima flash. Si tratta della prima riduzione dopo mesi di crescita ininterrotta dovuta all'aumento dei pressi dell'energia e che ha fatto segnare all'andamento dei prezzi al consumo livelli record che non si registravano dagli anni '80 e '90. In Italia, l'inflazione in forte rallentamento su base mensile e stabile su anno, sembra aver esaurito la sua spinta d'accelerazione anche grazie al calo degli energetici non regolamentati. Secondo le stime preliminari dell'Istat, a novembre l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,5% su base mensile (era stato del 3,4 nel mese di ottobre) e dell'11,8% su base annua (come nel mese precedente). "Dopo la brusca accelerazione di ottobre, a novembre l'inflazione, che rimane a livelli record del marzo 1984 (quando fu +11,9%), è stabile" commenta l'Istat ANSA

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SEZ. ECONOMIA L'inflazione rallenta al 10% in Germania a novembre 11,3% il dato armonizzato Ue

29 Novembre 2022, 15:41pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'inflazione in Germania rallenta al 10% a novembre (da 10,4% di ottobre) e su base armonizzata Ue segna 11,3% da 11,6%. Il dato, anche se alcuni economisti si aspettavano una frenata ancora più marcata, rilancia il dibattito sul possibile raggiungimento di un picco invernale e potrebbe spingere la Bce a un rialzo di tassi più prudente a dicembre. ANSA

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SEZ. ECONOMIA Lagarde, inflazione eurozona non ha ancora raggiunto picco Per economisti Bce rischi sono al rialzo

28 Novembre 2022, 16:11pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

 © EPA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'inflazione della zona euro non ha ancora raggiunto l'apice e il rischio è che cresca anche oltre a quanto previsto oggi. Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde. "Non vediamo le componenti o la direzione che mi porterebbero a credere che abbiamo raggiunto il picco dell'inflazione" che da qui diminuirà. "Ogni volta che chiedo ai miei economisti in Bce la risposta che ottengo al momento è che il rischio è al rialzo, senza qualificare il rialzo". ANSA

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SEZ. ECONOMIA Confindustria: da rialzo tassi Bce zavorra sulle imprese Preoccupano caduta liquidità e onere crescente debito

27 Novembre 2022, 15:56pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il rialzo dei tassi della Bce costituisce "un'altra zavorra sui costi delle imprese", e rischia di "peggiorare lo scenario, almeno nel breve periodo". Lo si legge nella Congiuntura Flash del Centro studi Confindustria, che nota come il tasso sui Btp "ha già iniziato a trasferirsi sui tassi pagati dalle imprese in Italia", che fino a settembre sono aumentati di quasi un punto "e sembrano destinati a salire molto di più". Inoltre "è preoccupante la rapida flessione della liquidità" delle imprese sommata a un onere del debito che "assorbirà una quota crescente del fatturato delle aziende". L'industria italiana "ha continuato a reggere in termini di produzione" anche grazie alla relativa flessione dei prezzi delle materie prime non energetiche e agli interventi del Governo, ma "nel quarto trimestre si rischia un calo: gli indicatori qualitativi sono nel complesso negativi". Lo scrive il Centro studi Confindustria nella nota 'Congiuntura Flash', che vede un "freno agli investimenti" in uno scenario "che aveva già virato in direzione recessiva" fra impatto dell'inflazione record sulle famiglie e i consumi, rialzo dei tassi e, in prospettiva, una "debolezza della domanda estera". Il brusco rialzo dei prezzi del gas a novembre, dopo la netta flessione a ottobre, fa rischiare una netta correzione nei prossimi mesi della produzione industriale in Italia, che nonostante il calo marcato a settembre (-1,8%) nella media del terzo trimestre era scesa poco (-0,4%, con una tenuta della manifattura a -0,1%). L'aumento delle scorte da aprile, assieme al minor calo del trimestre, suggeriscono infatti che alcune imprese hanno anticipato la produzione approfittando dei contratti energetici in essere prima dell'aumento dei prezzi energetici effettivamente pagati. "Questo - si legge - potrebbe preludere a una caduta marcata nei prossimi mesi" visto che anche gli indicatori qualitativi sono peggiorati, "tracciando la rotta per un più pesante segno meno nel quarto trimestre". Male anche il settore delle costruzioni, dove - scrive il Centro studi - "si conferma la frenata, che era segnalata dagli indicatori sui cantieri in forte calo". La produzione del settore è cresciuta poco a settembre (+0,2%) e nella media del terzo trimestre registra una flessione (-2,2%), dopo ben 6 trimestri consecutivi in forte espansione. Segnali misti, invece, per i servizi nel quarto trimestre dopo il rimbalzo in estate grazie al recupero del turismo: a ottobre il pmi servizi è sceso (46,4 da 48,8), mentre a novembre la fiducia dei consumatori ha recuperato terreno. ANSA

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SEZ. ECONOMIA Ita: Msc, non siamo più interessati alla privatizzazione 'Avvisato le autorità competenti, non ravvisiamo le condizioni'

22 Novembre 2022, 09:08am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA "Il gruppo Msc conferma di aver già informato le autorità competenti di non essere più interessata a partecipare alla privatizzazione di Ita Airways, non ravvisandone le condizioni nell'attuale procedura". Lo afferma il gruppo Msc in una nota. (ANSA).

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SEZ. ECONOMIA AUMENTI ED ARRETRATI AGLI ENTI LOCALI

16 Novembre 2022, 15:45pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Dopo infermieri e professori, anche per i dipendenti di Comuni e Regioni a Natale arriverà un assegno extra. L’importo oscillerà tra poco più di 1.300 euro fino a 2.250 euro a seconda dell’inquadramento. Le somme sono frutto degli arretrati contrattuali degli ultimi tre anni. Questa mattina in Aran, l’Agenzia per la contrattazione del pubblico impiego, sarà firmato definitivamente il rinnovo degli accordi per 430 mila dipendenti degli enti locali. E con questa firma, la stagione contrattuale che copre il periodo 2019-2021 può dirsi chiusa. Per i dipendenti di Comuni e Regioni l’aumento medio lordo mensile sarà di 100,27 euro. Considerando anche le risorse aggiuntive dello 0,55% e 0,22% per il nuovo ordinamento professionale e per il salario accessorio, l’incremento medio mensile sale a 118 euro. Il pagamento degli arretrati è dovuto al fatto che l’accordo arriva con oltre tre anni di ritardo rispetto al periodo di vigenza del contratto. Quello sottoscritto oggi, infatti, sarà un contratto già “scaduto”, visto che copre il triennio che va dal 2019 al 2021. APPROFONDIMENTI Gli arretrati spetteranno «pro quota» anche a chi è andato in pensione in questi tre anni. A pagarli però, non sarà il vecchio datore di lavoro ma l’Inps. Ma se la stagione contrattuale del triennio 2019-2021 si è appena chiusa, la domanda che si pongono i 3 milioni e passa di dipendenti pubblici, è quando potrà partire il negoziato del triennio 2022-2024. Qualche giorno fa nella sua audizione in Parlamento, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ha auspicato che le trattative possano iniziare il prima possibile. Prima di convocare il tavolo negoziale, però, è necessario che vengano stanziate le risorse per garantire gli aumenti stipendiali ai dipendenti pubblici. Dal ministero per la Pubblica amministrazione fanno sapere che «sono in corso interlocuzioni» con il Tesoro «per individuare nella legge di Bilancio le risorse necessarie». La tornata di rinnovi che sta per concludersi con la firma del contratto degli enti locali e con l’accordo sulla scuola, è costata allo Stato circa 7,4 miliardi di euro, 3,7 miliardi dei quali a carico del Tesoro, mentre il resto a carico di Regioni e Comuni. I 7,4 miliardi sono stati sufficienti a garantire aumenti di poco superiori al 4 per cento, ma a fronte di una inflazione che nel triennio di riferimento è stata pressoché inesistente. Nel 2022 invece, si è assistito ad una corsa dei prezzi che non si vedeva da decenni. I CONTEGGI L’inflazione acquisita, secondo gli ultimi dati dell’Istat, è già dell’8 per cento per l’anno in corso. È anche vero che le attuali regole prevedono il recupero del caro vita al netto dei costi energetici, quelli che più hanno spinto i prezzi verso l’alto. Ma anche al netto di questa componente, l’andamento certificato dall’Istat fino a ottobre è del 5,8 per cento. Riconoscere aumenti di questo livello comporterebbe una spesa per lo Stato superiore ai 10 miliardi. Intanto ieri, intervenendo all’assemblea nazionale della Cida, il ministro della Funzione pubblica Paolo Zangrillo ha sottolineato che lavorerà «per combattere quella reiterata narrazione di una Pa seduta su se stessa, incapace di far crescere e attrarre talenti. Non sono preoccupato», ha detto Zangrillo, «dai miserabili episodi dei furbetti del cartellino, che vanno combattuti e sanzionati, piuttosto mi procura ansia la prospettiva dell’assenteismo intellettuale, con le persone presenti negli uffici, ma prive di un’adeguata motivazione». IL MATTINO

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SEZ. ECONOMIA Emilia-Romagna e Anci Er, patto con Intercent per energia a prezzi stabili

14 Novembre 2022, 07:52am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Emilia-Romagna e Anci Er, patto con Intercent per energia a prezzi stabili

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Garantire energia elettrica a prezzi stabili. Salvaguardare i bilanci di Ausl, Comuni e società pubbliche. Incentivare lo sviluppo di nuovi impianti fotovoltaici, ridurre la dipendenza dalle fonti fossili, gli effetti dell’inquinamento e delle emissioni climalteranti. Per raggiungere questi obiettivi, Regione Emilia-Romagna e Anci ER stringono un patto e puntano, insieme, con l’aiuto di Intercent ER, sulle energie rinnovabili e i contratti a lungo termine (Power Purchase Agreement – PPA). Un modello innovativo, che può fare da apripista a livello nazionale. La nuova strategia ha come fulcro iniziale proprio l’Agenzia regionale per lo sviluppo dei mercati telematici (Intercent ER) che, ogni anno, vede transitare attraverso le proprie convenzioni consumi elettrici per oltre 700 milioni di kilowattora (kWh). Consumi che, ai prezzi attuali, comportano una spesa di oltre 300 milioni di euro a carico del Sistema sanitario regionale e degli enti locali (Comuni e Province) aderenti. Ora, Intercent-ER ha chiesto agli operatori del mercato elettrico di valutare l’avvio di una procedura di gara per energia verde certificata, in cui una parte crescente del fabbisogno provenga da contratti PPA; quindi, a prezzo fisso durante tutta la durata contrattuale; si ipotizza una durata di almeno 9 anni. La consultazione è stata presentata ufficialmente ieri, 10 novembre, e si concluderà entro fine anno. Sulla base dei contributi e proposte degli operatori economici Intercent ER si occuperà di redigere i documenti di gara per avviare la procedura di selezione pubblica. “Con la consultazione avviata da Intercent-ER non intendiamo solo intervenire sul fronte dei bilanci delle Ausl e degli enti locali, sempre più in sofferenza per le spese energetiche crescenti, ma- spiega Paolo Calvano, assessore regionale al Bilancio- lanciare alcuni segnali agli operatori del mercato elettrico e delle rinnovabili”. Secondo l’assessore , se è vero che il costo dell’energia prodotta da rinnovabili è più basso rispetto a quella prodotta con fonti fossili, bisogna fare in modo che questo si rifletta anche nel costo agli utenti finali. “Noi proviamo a farlo per i soggetti per cui siamo tenuti a farlo, come Ausl e Comuni- sottolinea Calvano- ma questo meccanismo può essere attivato anche in altri contesti”. Altra opportunità sul piatto, evidenzia l’assessore regionale, è indirizzata a chi intende avviare nuovi impianti a fonti rinnovabili sul territorio regionale, che saranno ben accetti. Infine, Calvano punta ad una dimensione di lungo periodo, cercando un soggetto “che operi per almeno 9 anni, incrementando il portafoglio di energia rinnovabile nel tempo”. “Crediamo ci siano tutte condizioni per tracciare la direzione da seguire: questo è uno dei nostri compiti, oltre che un’esigenza ormai indifferibile- commenta Luca Vecchi, il presidente di Anci Emilia-Romagna e sindaco di Reggio Emilia-. Inoltre, riteniamo che quest’iniziativa sia un segnale di stimolo anche per gli operatori del sistema elettrico che devono ri-organizzare i propri modelli di business e orientarli a trasferire valore nella comunità in cui operano, costruendo meccanismi di offerta in cui una quota sempre più crescente dell’energia provenga da accordi a lungo termine con impianti rinnovabili. Il sistema degli enti pubblici emiliano-romagnoli può fare da volano a un cambio di paradigma, che da un lato incentivi la produzione di energia pulita sul territorio, e dall’altro produca un risparmio in prima battuta per i Comuni, che potranno così reinvestire in servizi alla popolazione le risorse derivanti. Questo vale anche per le Ausl, ovviamente, e a cascata avrà – com’è evidente – effetti positivi per le famiglie e le imprese”. Perché l’iniziativa Lo scopo dell’operazione è, dunque, stimolare una risposta positiva degli operatori del mercato elettrico, in modo da avviare un circuito virtuoso basato sulla realizzazione di nuovi impianti legati a contratti PPA. Impianti di questo tipo saranno più facilmente finanziabili e forniranno energia a prezzi stabili per un lungo periodo. In sintesi, più impianti di questo tipo verranno realizzati, più la loro presenza contribuirà a ridurre la volatilità del prezzo dell’energia elettrica con importante beneficio di tutto il sistema pubblico e auspicabili conseguenze anche sull’offerta elettrica destinata a famiglie e imprese. Chi è Intercent-ER L’Agenzia per lo sviluppo dei mercati telematici della Regione Emilia-Romagna è stata istituita con la legge regionale n. 11 del 2004, e ha il compito di ottimizzare, razionalizzare e semplificare la spesa per beni e servizi delle Pubbliche Amministrazioni del territorio regionale, attraverso la gestione di un sistema telematico di negoziazione (e-procurement), la centralizzazione degli acquisti, la standardizzazione della domanda e l’elaborazione di strategie di gara innovative. SULPANARO.NET

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SEZ. ECONOMIA IrpiniAmbiente, mercoledì 16 lavoratori in piazza: No contrapposizione politica Tra Ato, Provincia e Comune si va verso un pericoloso spezzettamento del ciclo rifiuti

11 Novembre 2022, 15:28pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

irpiniambiente mercoledi 16 lavoratori in piazza no contrapposizione politica

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La nota di Uil Trasporti, Filt Cgil, Fit Cisl, Fiadel Ambiente, Ugl Igiene Ambientale Avellino. Una contrapposizione politica, illogica, miope e senza prospettiva, sta distruggendo un progetto del ciclo integrato dei rifiuti, che era stato faticosamente costruito, tra mille difficoltà, facendo di questa provincia una esperienza valida, priva d’infiltrazioni malavitose, funzionale ed unica in regione Campania. Purtroppo non ci troviamo di fronte ad un cambiamento di strategia che mira a migliorare un sistema, ma siamo di fronte a pura contrapposizione, da parte dei soggettie degli enti interessati, che come uno tsunami sta cambiando letteralmente lo scenario provinciale sui rifiuti. Le determinazioni comunicateci nei vari incontri che si sono svolti con l’Ato Rifiuti, l’ente Provincia e il Comune di Avellino prevedono uno spezzettamento dell’intero ciclo dei rifiuti, tra l’impiantistica e la raccolta, con il comune di Avellino che costituisce una società propria per effettuare il servizio di raccolta e spazzamento. Come sindacato siamo fortemente contrari e questa frantumazione di un comparto delicato come quello dei rifiuti. Questa spartizione di competenze non porterà nessun beneficio sui servizi e sui costi ai cittadini. L’economia di mercato e le stesse leggi di riferimento sui rifiuti, a qualsiasi livello, prevedono sempre il ciclo integrato come strumento per meglio pianificare il servizio e contenere i costi di gestione. Le varie assemblee dei sindaci che nel tempo si sono succedute per la costituzione dell’Ato Rifiuti Provinciale, hanno da sempre sostenuto e fortemente voluto, in questa ottica, una gestione unitaria e pubblica del servizio. Oggi invece scopriamo che con una leggerezza inaudita, da parte di questi soggetti, si prendono decisioni diametralmente opposte, buttando letteralmente 13 anni di duro lavoro. Per questi motivi è indetta una assemblea-manifestazione con tutti lavoratori di Irpiniambiente, che si terra mercoledì 16 novembre in piazza Libertà. OTTOPAGINE

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SEZ. ECONOMIA Caro energia, aumentano i prezzi delle materie prime: fatturati alle stelle, Enel prima davanti a Eni

10 Novembre 2022, 11:07am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA  La ricerca realizzata dall'area studi di Mediobanca analizza i bilanci relativi all'esercizio 2021 di 3.442 aziende L'aumento delle materie prime è uno dei fattori che spinge i fatturati delle imprese dell'energia. È quanto emerge dall'analisi sulle principali società italiane realizzato dall'Area Studi Mediobanca. La classifica dei fatturati 2021 dell'industria e dei servizi è dominata da tre gruppi energetico petroliferi pubblici (gli unici con vendite superiori a 50 miliardi): Enel (84,1 miliardi), Eni (76,6) e Gse (54,4). Schizzano i fatturati di Enel e Eni I conti parziali del 2022 delle prime 20 imprese industriali in graduatoria mettono in luce fatturati ancora in forte crescita. La ricerca realizzata dall'area studi di Mediobanca analizza i bilanci relativi all'esercizio 2021 di 3.442 aziende, suddivise in base al settore in cui operano. Le posizioni successive della classifica si aprono ad altri settori, come il manifatturiero che si impone con Fca Italy in quarta posizione (21,9 miliardi) e i servizi guidati da Telecom in quinta (15,1). Si conferma sesta la meccanica Leonardo (14,1). Sale di due gradini Prysmian (gomma e cavi), settima con vendite pari a 12,7 miliardi di euro, che scalza Ferrovie dello Stato ottava (11,7) e in regresso di un posto. Ne guadagnano ben sette le energetiche Edison e A2a, nona e decima con fatturati pari rispettivamente a 11,7 miliardi e 11,3 miliardi. Allo stesso settore appartiene l'undicesima impresa, Hera (10,5), in salita di tre posti. Seguono, Edizione (9,8, -4 posti) ormai priva di Autostrade per l'ltalia e Poste Italiane (8,9, -3 posti). Chiudono la graduatoria la metallurgica Marcegaglia Holding che sale di 8 posti con vendite pari a 8 miliardi di euro, l'alimentare Parmalat (8 miliardi). Nel complesso, diciassette imprese delle prime venti hanno messo a segno uno sviluppo del fatturato, sia per i maggiori prezzi delle materie prime, sia per l'incremento dei volumi venduti oltre che per effetto di alcune operazioni di acquisizioni. Le prime venti posizioni sono occupate da nove imprese a controllo pubblico, cinque a controllo privato italiano e sei a proprietà estera; nove appartengono al settore energetico, sei alla manifattura e cinque alla gestione di infrastrutture o ai servizi. LEGGO.IT

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SEZ. ECONOMIA Caro energia, aumentano i prezzi delle materie prime: fatturati alle stelle, Enel prima davanti a Eni

8 Novembre 2022, 16:40pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La ricerca realizzata dall'area studi di Mediobanca analizza i bilanci relativi all'esercizio 2021 di 3.442 aziende L'aumento delle materie prime è uno dei fattori che spinge i fatturati delle imprese dell'energia. È quanto emerge dall'analisi sulle principali società italiane realizzato dall'Area Studi Mediobanca. La classifica dei fatturati 2021 dell'industria e dei servizi è dominata da tre gruppi energetico petroliferi pubblici (gli unici con vendite superiori a 50 miliardi): Enel (84,1 miliardi), Eni (76,6) e Gse (54,4). Schizzano i fatturati di Enel e Eni I conti parziali del 2022 delle prime 20 imprese industriali in graduatoria mettono in luce fatturati ancora in forte crescita. La ricerca realizzata dall'area studi di Mediobanca analizza i bilanci relativi all'esercizio 2021 di 3.442 aziende, suddivise in base al settore in cui operano. Le posizioni successive della classifica si aprono ad altri settori, come il manifatturiero che si impone con Fca Italy in quarta posizione (21,9 miliardi) e i servizi guidati da Telecom in quinta (15,1). Si conferma sesta la meccanica Leonardo (14,1). Sale di due gradini Prysmian (gomma e cavi), settima con vendite pari a 12,7 miliardi di euro, che scalza Ferrovie dello Stato ottava (11,7) e in regresso di un posto. Ne guadagnano ben sette le energetiche Edison e A2a, nona e decima con fatturati pari rispettivamente a 11,7 miliardi e 11,3 miliardi. Allo stesso settore appartiene l'undicesima impresa, Hera (10,5), in salita di tre posti. Seguono, Edizione (9,8, -4 posti) ormai priva di Autostrade per l'ltalia e Poste Italiane (8,9, -3 posti). Chiudono la graduatoria la metallurgica Marcegaglia Holding che sale di 8 posti con vendite pari a 8 miliardi di euro, l'alimentare Parmalat (8 miliardi). Nel complesso, diciassette imprese delle prime venti hanno messo a segno uno sviluppo del fatturato, sia per i maggiori prezzi delle materie prime, sia per l'incremento dei volumi venduti oltre che per effetto di alcune operazioni di acquisizioni. Le prime venti posizioni sono occupate da nove imprese a controllo pubblico, cinque a controllo privato italiano e sei a proprietà estera; nove appartengono al settore energetico, sei alla manifattura e cinque alla gestione di infrastrutture o ai servizi. LEGGO.IT

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