Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Sulla eventuale conferma degli sconti che scadono il 31 marzo per le bollette energetiche "stiamo facendo una valutazione in questi giorni in raccordo con il ministero dell'Economia che tiene i cordoni della borsa e questo influirà certamente nell'inserire anche tutto, in parte o nulladei cosiddetti oneri di sistema nella bolletta. Ma confermo che dopo un primo ribasso del 20% nel precedente trimestre dovremo riavere un altro 20% che si unisce al 34% del gas e al successivo 10. Quindi il trend è abbastanza buono" ma per per un nuovo intervento bisogna andare con cautela. Così il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto a "Start".
INSERITO DA ANGELA CECERE Il tasso cedolare (reale) annuo definitivo della diciannovesima emissione del Btp Italia, il titolo indicizzato all'inflazione italiana (Indice Foi, senza tabacchi), con godimento 14 marzo 2023 e scadenza 14 marzo 2028, è pari al 2,00%. Lo comunica il ministero dell'Economia e delle Finanze confermando il tasso annunciato prima dell'avvio dell'emissione. Chiusa ieri la fase di collocamento retail con una raccolta di 8,5 miliardi, si apre questa mattina quella presso gli investitori istituzionali che si concluderà oggi stesso.
INSERITO DA ANGELA CECERE ROMA, A gennaio 2023 si stima un aumento congiunturale per le vendite al dettaglio dell'1,7% in valore e dell'1,2% in volume. Lo rileva l'Istat sottolineando che su base annua si registra un aumento del 6,2% in valore e un calo del 2,4% in volume. Il dato è legato alla crescita dei prezzi. Su base tendenziale a gennaio si registra un andamento analogo sia per le vendite dei beni alimentari (+7,5% in valore e -4,4% in volume), sia per quelle dei beni non alimentari (+5,2% in valore e -0,9% in volume).
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il nuovo disegno di legge approderà sul tavolo del Consiglio dei ministri la prossima settimana
RiformadelFisco, nuovo atto. IlgovernoMeloniprova a mettere mano al macrotema che da anni resta come una chimera di ogni esecutivo. Il nuovo disegno di legge approderà sul tavolo del Consiglio dei ministri la prossima settimana. La novità principe è la conferma di portare l'Irpef da quattro atre scaglioni direddito, con relativa riduzione delle corrispondentialiquote.
Già il governoDraghi, lo scorso anno, aveva ridotto scaglioni e aliquote da cinque a quattro nel tentativo di rendere più equa la principale imposta dello Stato che garantisce al sistema quasi la metà delle sue entrate, e che grava quasi esclusivamente sui lavoratori dipendenti. Il governo Meloni passa ora da quattro a tre aliquote secondo una visione di riforma che il centrodestra immagina da tempo.
L'obiettivo è quello di ridurre l'imposizione fiscale generale, ma senza compromettere l'equilibrio dei conti. «Avvieremo un processo di riduzione del carico fiscale» ha assicurato il titolare del dicastero dell'EconomiaGiancarlo Giorgetti, aggiungendo però che la riduzione sarà un «processo graduale».
Il sistema a tre aliquote
In questi mesi, il gruppo di studio sulla riforma, creato al Mef da Maurizio Leo, ha elaborato diversi schemi di tenuta di unsistema a tre aliquote. «Penso che ci siano le condizioni per arrivare a un sistema a 3 aliquote, ci stiamo lavorando con la Ragioneria» ha detto il viceministro. Per recuperare il mancato gettito si ricorrerà a una revisione, riduzione, delle agevolazioni fiscali, detrazioni e deduzioni, che ormai ammontano a oltre 600 e che, ha rilevato Leo, «cubano circa 156 miliardi» di mancate entrate. «Là si può intervenire. Se si fa una revisione attenta si possono trovare le risorse per calibrare meglio le aliquote». Il precedente governo per ridurre le aliquote Irpef ha messo in bilancio una copertura di 7 miliardi di euro per i mancati incassi.
Scoglio Irpef
Ora il governo Meloni tenta di andare oltre, ma agire sull'Irpef è impresa delicata se non altro perché si opera sul primo pilastro del sistema fiscale (l'altro è l'Iva). Secondo il Preconsuntivo del bilancio dello Stato diffuso lunedì dal Mef, nel 2022 l'Irpef ha portato alle casse dell'erario 205,8 miliardi di euro. Di questi 81 circa provengono dai dipendenti del settore pubblico e 85,6 dai dipendenti del settore privato. Per avere un'idea delle proporzioni, le entrate tributarie complessive nel 2022 sono state 544,5 miliardi. L'Iva, pagata dai consumatori finali, ne vale 171,6 miliardi. «Il fisco può essere una leva per accelerare la ripresa», confida il viceministro Leo, professore e avvocato tributarista. Il pacchetto che sarà presentato in cdm dovrà riordinare «tutto il sistema tributario». Non solo Irpef quindi ma anche intervenire sull'Ires, l'Iva e altri tributi minori, alcuni dei quali si possono anche eliminare, rendendo più coerente l'ordinamento italiano con «le regole dell'Unione europea e internazionali» dice Leo. Nella nuova riforma confidano i proprietari di negozi e locali commerciali, che da tempo chiedono di una cedolare secca (cioè un'Irpef ad aliquota agevolata) anche su questi immobili. Ma anche le famiglie delle Acli che vorrebbero poter detrarre dall'imposta il costo dei loro "dipendenti", badandi, baby sitter, assistenti domestici, equiparandone la spesa a quelle "sanitarie". Ma la soluzione potrebbe anche essere di equiparare le famiglie alle imprese, prevedendo la deduzione del costo del dipendente dal reddito complessivo della famiglia. Se i tempi saranno rispettati il disegno di legge di riforma del Fisco dovrebbe approdare in Parlamento fra fine marzo e i primi di aprile. LEGGO.IT
INSERITO DA MIKI PAPPACODA ROMA, Alle donne le pulizie di casa, agli uomini la riparazione di guasti elettrici e la manutenzione. La maggioranza degli italiani intervistati dalla piattaforma di tuttofare Taskrabbit mostra quanto siano ancora radicati i pregiudizi di genere nei lavori domestici. L'84% del campione ritiene che gli uomini e le donne possano svolgere gli stessi lavori, ma tanti poi, al momento di decidere a chi affidare i panni da stirare o un tubo da sistemare, hanno precise preferenze. Una donna viene così preferita di un uomo per pulire la casa (le si affiderebbe il 77% del campione contro 41%), per riordinare i vestiti nell'armadio (79% contro il 39%) e per stirare (76% contro il 36%). Ma solo un intervistato su tre si fiderebbe di una lavoratrice per riparare un guasto elettrico o sistemare un tubo che perde. Per accrescere la consapevolezza delle donne nelle proprie capacità e per contrastare gli stereotipi di genere, Taskrabbit ha lanciato un programma di mentorship per le nuove tuttofare iscritte alla piattaforma, in cui le mentori saranno colleghe particolarmente attive nei lavori di riparazione e montaggio mobili.
INSERITO DA ANGELA CECERE La variazione acquisita del Pil per il 2023, quella che - in base alla spinta del 2022 - si otterrebbe se tutti i trimestri di quest'anno registrassero una variazione nulla, è pari al +0,4%. Lo rileva l'Istat nella statistica sui Conti economici trimestrali, confermando il dato diffuso il 31 gennaio scorso. Per quanto riguarda invece il quarto trimestre del 2022, il prodotto interno lordo, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2015, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente ed è cresciuto dell'1,4% nei confronti del quarto trimestre del 2021. La nuova stima comunicata dall'Istat conferma il dato congiunturale diffuso il 31 gennaio, mentre abbassa quello tendenziale (la crescita era risultata dell'1,7%). Nel quarto trimestre del 2022 il prodotto interno lordo, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2015, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente ed è cresciuto dell'1,4% nei confronti del quarto trimestre del 2021. Lo rileva l'Istat, che conferma il dato congiunturale diffuso il 31 gennaio, mentre riduce la stima tendenziale (la crescita era risultata dell'1,7%). Nel quarto trimestre del 2022 la spesa delle famiglie sul territorio economico ha registrato una diminuzione in termini congiunturali dell'1,3%. Lo rileva l'Istat diffondendo la statistica sui Conti economici trimestrali. "In particolare gli acquisti di beni durevoli sono diminuiti dell'1,9%, quelli di beni non durevoli dell'1,3%, quelli dei beni semidurevoli dello 0,1%, mentre quelli di servizi dell'1,5%", precisa l'Istituto di statistica.
INSERITO DA ANGELA CECERE A febbraio "si consolida la fase di rapido rallentamento" dell'inflazione. Secondo le stime preliminari dell'Istat l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% su base mensile e del 9,2% su base annua, da +10,0% nel mese precedente. Il rallentamento si deve alla flessione su base annua dei prezzi dei beni energetici regolamentati (da -12,0% a -16,7%) e alla decelerazione di quelli degli energetici non regolamentati (da +59,3% a +40,8%). In accelerazione invece i prezzi degli alimentari lavorati (da +14,9% a +16,2%) e non lavorati (da +8,0% a +8,4%). Il carrello della spesa accelera dal 12% al 13%.
INSERITO DA ANGELA CECERE Nel 2022 il Pil ai prezzi di mercato è stato pari a 1.909.154 milioni di euro correnti, con un aumento del 6,8% rispetto all'anno precedente e del 3,7% in volume. Lo comunica l'Istat ritoccando al ribasso le stime diffuse il 31 gennaio scorso che indicavano una crescita dell'economia del 3,9%. I dati di oggi sono in linea con le stime della Nadef che a novembre scorso aveva fissato la crescita 2022 proprio al 3,7%. -Nel 2022 il rapporto deficit/Pil italiano si è attestato all'8% contro le stime della Nadef del 5,6%. L'Istat precisa che sul calcolo ha pesato l'impatto dei crediti d'imposta, in particolare del Superbonus. La stessa voce ha portato anche ad una revisione peggiorativa dei dati 2020 e 2021, pari rispettivamente a -0,2 e -1,8 punti percentuali. Nel 2020 il deficit si è attestato quindi al 9,7% del Pil (dal 9,5% stimato a settembre scorso) e nel 2021 al 9,0% (dal 7,2% stimato a settembre). Il rapporto debito/Pil è sceso nel 2022 in Italia. Le rivelazioni Istat sulla contabilità nazionale indicano per lo scorso anno un rapporto al 144,7% contro il 149,8% del 2021. Il dato è migliore delle stime della Nadef che indicavano per lo scorso anno un debito al 145,7% del Pil. E' rimasta sostanzialmente stabile nel 2022 la pressione fiscale sui contribuenti italiani. Dal 43,4% del Pil del 2021 si è passati lo scorso anno al 43,5%. Lo si evince dai dati Istat su Pil e indebitamento delle amministrazioni pubbliche nel 2022.
In questa tabella viene preso come esempio l’acquisto di una casa nuova in centro città di un’area pari a 120 metri quadrati, finanziato con un mutuo a 20 anni che copre il 60% del suo valore.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un aumento del 20% sugli stipendi di sarti e operai. A illustrarlo nell'ultimo consiglio d'amministrazione è stato Brunello Cucinelli, l'imprenditore dell'omonima casa di moda lustro del Made in Italy nel mondo. Un ritocco tale che comporterebbe, in alcuni casi, maggiori compensi per gli operai che per gli impiegati. A raccontare la scelta controcorrente che farà felici i lavoratori del borgo medevale di Solomeo è il Sole 24 ore. «Non temo le reazioni di analisti e investitori - ha detto Cucinelli, la cui società è tra le poche case di moda italiane ad essere quotata in Borsa) se calcoliamo il valore di questa decisione, e uso di proposito la parola valore al posto di costo, può arrivare a un punto di ebitda. Direi che possiamo permettercelo e anzi essere orgogliosi di usare così i margini di redditività».
Ridare dignità economica ai lavori manuali
Il fondatore del marchio, oggi presidente esecutivo e direttore creativo, ha spiegato durante la presentazione della collezione autunno-inverno e della linea "Opera": «La parola operaio o sarta sono poco amate oggi. Spesso sento lodare il ruolo degli operai. La verità è che vorremmo che fossero sempre i figli degli altri a diventare operai o sarte. Marchi e aziende come la nostra non avrebbero futuro senza operai e sarte, ma bisogna ridare dignità economica a questi lavori, come ripeto da molti anni».