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SEZ. ECONOMIA Salerno si prepara ad accogliere l'ultima mega nave da crociera dell'anno E' attesa l'Artania in onore di lady Diana: per la città bilancio da record

11 Dicembre 2022, 11:39am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Salerno. La stazione marittima di Salerno si prepara ad accogliere l'ultima nave da crociera dell'anno. Il prossimo 10 dicembre in arrivo l'Artania, in onore di lady Diana. "Non è un regalo piovuto dal cielo ma il segno di uno scalo che sta costruendosi una dimensione di hub internazionalmente riconosciuto dalle grandi compagnie crocieristiche, segnale di un lavoro certosino, manifesto di un autorevole impegno dopo due stagioni difficili, la prima segnata dal calo generale legato alla pandemia e la seconda dai lavori di adeguamento - fanno sapere dalla Stazione marittima dedicata a Zaha Hadid -. Le operazioni di dragaggio hanno scavato il fondale, perché dai 6.40 si è passato agli 11 metri: è per questo che le grandi navi da crociera quest’anno finalmente hanno potuto attraccare alla Stazione Marittima. E poi la nuova imboccatura del porto che rende più agevoli le manovre di entrata per queste grandi navi che trasportano migliaia di vacanzieri e crocieristi". L'Artania, gioiello extra-lusso del mare La stagione 2022 sta così per andare in archivio con l’ultima gemma, l’arrivo a Salerno il 10 dicembre di una nave da crociera di lusso, a bordo turisti pronti a scendere dalla passerella per visitare le bellezze della città e della Costiera, già bardate a festa per il Natale. In realtà l’Artania era già stata a Salerno. Era il 4 del novembre, anche questa data destinata a restare impressa, nelle foto e nello stupore: due grandi navi da crociera extralusso contemporaneamente al porto di Salerno, la Seven Seas Voyager al Molo Manfredi e l’Artania al Molo “Tre gennaio”. Roba da stropicciarsi gli occhi: “Salerno città turistica”, lo slogan ascoltato per anni, lì, sotto gli occhi. Un bilancio da record per Salerno Regent Cruise Line, Oceania Cruises, Tui Cruises: sono i nomi di alcune tra le tante compagnie che in questa stagione hanno scelto di scalare il porto di Salerno ormeggiando al Molo Manfredi, lungo la banchina della Stazione Marittima, adesso lunga 365 metri, una misura destinata a far compiere il salto di qualità. Il primo segnale è arrivato da questo 2022, da marzo sino ai primi di dicembre: nove mesi di arrivi, nove mesi di grandi navi e migliaia di turisti. Sono stati nove mesi per conoscersi, annusarsi e ridarsi appuntamento all’anno prossimo: le date sul calendario stanno già iniziando a riempirsi. È in definizione l’agenda della prossima stagione cui lavora la Rti “Salerno Stazione Marittima SpA”, il raggruppamento temporaneo d’imprese costituito al 51% da Salerno Stazione Marittima e al 49% da Salerno Cruises. Lavoro sinergico dentro il quale si coniugano tante attività, tra le quali ad esempio: commerciale, marketing, sicurezza, accoglienza, logistica. Al report sui numeri crocieristici bisogna poi aggiungere quelli legati ai traghetti. A bordo delle due linee (Alicost e Navigazione libera del Golfo) che collegano Salerno a Capri e Salerno ad Amalfi, Positano, Capri, Ischia e Procida e che partono e arrivano al Molo Manfredi, hanno viaggiato ben 55mila passeggeri: a completare il quadro complessivo del trasporto turistico su mare ci sono anche i numeri - circa 700mila - registrati al “Masuccio Salernitano”, lì da dove si salpa verso Amalfi e Positano ma anche per Vietri, Cetara, Maiori e Minori. OTTOPAGINE

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SEZ. ECONOMIA «Cerco idraulici a 1.400 euro al mese, ma nessuno risponde: i giovani non hanno voglia di lavorare»

10 Dicembre 2022, 10:53am

Pubblicato da Miki Pappacoda

DI MORENA MOTTA «L’ultimo annuncio è stato visualizzato da più di 1.100 persone, ma telefonate zero. Una persona ha rifiutato il lavoro perché secondo sua mamma i soldi proposti erano pochi» «Cerco idraulici a 1.400 euro al mese, ma non trovo nessuno da quattro anni». Siamo in Veneto e l'appello arriva dal rappresentante di una storica azienda di termoidraulica, la Centroclima Jesolo, Stefano Cipelletti, che ai microfoni del quotidiano Il Gazzettino lamenta grandi difficoltà nel reperire manodopera anche ben pagata. Il lavoro, dice Cipelletti, c'è, e le richieste di intervento sono quotidiane: ma a mancare sono gli addetti. Meno ore di lavoro, ma lo stipendio resta lo stesso. La scelta del gruppo: «Più tempo libero per i dipendenti» Cipelletti afferma che da quattro anni cerca una figura da inserire in organico, oggi composto dai due soci, un tecnico e un'impiegata: «Il personale specializzato ormai è sempre più raro - afferma -, ma l’impressione è che manchi anche la volontà di mettersi in gioco e la voglia di cercare un lavoro, soprattutto tra i più giovani. Parlo per esperienza diretta. Qualcuno è venuto a lavorare con noi, ma poi ha lasciato il lavoro dicendo di preferire la stagione a un lavoro annuale, di cercarsi qualche occupazione in nero o che lo stipendio proposto era basso». Ma davvero il salario proposto era così basso? «Gli stipendi sono quelli previsti dal contratto nazionale – prosegue Cipelletti –, ovvero 900 euro al mese per un apprendista con zero esperienza, da formare, e 1.400 per un tecnico con esperienza. Sono cifre basse? Possiamo discuterne, ma sono i contratti nazionali. Se arriva da noi un tecnico specializzato, con esperienza, abilitazioni, voglia di fare e che riesce a lavorare autonomamente, ovviamente quella cifra aumenta». Di risposte, ancora nemmeno l'ombra: «L’ultimo annuncio è stato visualizzato da più di 1.100 persone, le condivisioni sono state centinaia, ma le telefonate ricevute zero. Abbiamo provato a contattare dei diplomati alle scuole professionali, molti non hanno nemmeno risposto al telefono e alle mail. In un caso una persona ha perfino rifiutato il lavoro perché diceva che secondo sua mamma i soldi proposti erano pochi».

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SEZ. ECONOMIA Auto elettriche, stop agli incentivi in due Paesi: la Svizzera le ferma. La situazione in Italia

9 Dicembre 2022, 14:16pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA In Svizzera varata una proposta di legge che prevede l'utilizzo solo in casi di necessità. Un modo per contrastare la crisi energetica

La crisi energetica ferma l'ascesa delle auto elettriche. Il primo Paese a porsi il problema è stata la Svizzera, pronta a fermarle, in nome del risparmio. Il Consiglio federale della Confederazione Svizzera ha varato una proposta di legge che, se dovesse essere approvata, consentirebbe alle auto elettriche di muoversi solo per questioni fondamentali, come spesa, lavoro e emergenze mediche. 

Auto elettriche, vietato ricaricare le batterie in determinate ore del giorno: «Rischio blackout»

Auto elettriche, cosa sta succedendo

La Svizzera sta studiando una exit strategy per far fronte al probabile calo di produzione e forniture di energia elettrica. Tra i consumi considerati sacrificabili ci sono le auto elettriche, che potrebbero essere quasi bandite, in nome del risparmio, si legge su Il Sole 24 Ore. Stop possibile anche per le auto termiche che viaggiano in autostrada, a causa della riduzione dei limiti di velocità a 100 km/h, per risparmiare carburante da destinare alla produzione d’emergenza di energia elettrica.

 
Anche la Svezia rallenta

Anche la Svezia ragiona sulle auto elettriche. Il governo ha eliminato gli incentivi per comprarle, che erano stati introdotti nel 2018 e prevedeva circa 7mila euro. Lo stop al bonus iniziato l'8 novembre potrebbe portare molti acquirenti a cambiare idea e prediligere l’acquisto di un’auto a benzina rispetto ad un’auto elettrica. Una decisione già presa anche dalla Germania, che dal primo gennaio 2023 ha tolto gli incentivi per le auto elettrificate.

Tempest: accordo tra Italia, Regno Unito e Giappone per il caccia di ultima generazione. Sostituirà l'Eurofighter FOTO

La situazione in Italia

E l'Italia? Per il momento nessuna posizione ufficiale sul tema. Ma nel 2022 va comunque registrato un importante calo di vendite dell'auto elettriche. Nel primo semestre 2022 l’acquisto di vetture a zero emissioni nel nostro Paese è crollato del 17,6%, e la situazione nel secondo semestre non sarà migliore. Il motivo è la mancanza di incentivi, che a differenza di altri Paesi, non sono mai stati disposti dal governo (che ha incentivato le ibride). Con la crisi energetica, il settore delle auto elettriche potrebbe subire un colpo ulteriore. 

 

LEGGO.IT

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SEZ. ECONOMIA Camera Commercio: ancora stallo. "Bruno deve dimettersi" Ma il presidente dice "Neanche se mi sparano"

7 Dicembre 2022, 15:53pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

camera commercio ancora stallo bruno deve dimettersi

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Benevento. Nulla di fatto, ancora. Nel consiglio straordinario della Camera di Commercio Irpinia Sannio permane il muro contro muro: Bruno non vuol saperne di dimettersi “Neanche se mi sparano” ha detto, e possibilità di andare avanti, senza numeri, non se ne intravedono. Dal presidente rilievi sulle condizioni, ritenute pesanti, della Camera di Commercio di Benevento, sostenendo che il commissariamento è la situazione migliore a questo punto. Poi diversi consiglieri, la maggioranza, hanno lasciato la seduta. Gli accordi Il problema è sempre quello, gli accordi venuti meno, di cui Pesce, leader della Cna di Avellino ha chiesto conto sia in consiglio che ai microfoni di Ottochannel: “Bruno è stato eletto senza presentare un programma e addirittura senza presentare una candidatura, uscendo dall'urna sulla base di accordi fatti prima della sua elezione. Abbiamo chiesto se fossero vere le notizie che vengono fuori, e che vengono fuori dalla sua maggioranza, da La Stella a Catauro. Viene fuori ci fossero accordi su Valisannio, sul ticket alla presidenza due anni e mezzo più due anni mezzo tra lui e La Stella...Non abbiamo avuto risposta”. Dimissioni unica via E sugli accordi Pesce ha incalzato in consiglio, chiedendo dei patti di alternanza al vertice, della Valisannio, della Vicepresidenza, di posti in giunta garantiti pur senza averne poteri, della ventilata ipotesi di liquidazione della Valisannio: “Forse Bruno non aveva capito che la Giunta fosse votata dal consiglio, pensando fosse di designazione del presidente, promettendo posti a destra e a manca e si è ritrovato in questa condizione”. Ma al netto di tutto la soluzione sarebbe solo una: le dimissioni: “Non può certo chiedere a noi di essere responsabili: lo siamo stati fini dall'inizio assumendo una posizione di attesa. Nel senso: se hanno la maggioranza vanno avanti, altrimenti servono le dimissioni. Ma qui si assume una terminologia sconfortante: dire “non vado via neanche se mi sparano” è sconcertante, parla di ricatti, di gente che deve confessare qualcosa...dovrebbe dirci lui di cosa parla. Finora l'unica cosa che emerge è il suo comportamento di sufficienza nei confronti dell'istituzione. Deve rimettere il mandato, ricandidarsi e verificare se ci siano i presupposti per ricandidarsi”. di Cristiano Vella OTTOPAGINE

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SEZ. ECONOMIA Reddito di cittadinanza, Bankitalia: «Riforma necessaria. Il contante costa agli esercenti più delle carte»

6 Dicembre 2022, 16:15pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MORENA MOTTA Fabrizio Balassone di Bankitalia è intervenuto in audizione sulla manovra 

Tetto al contante e Reddito di cittadinanza, la posizione di Bankitalia. «Con riferimento agli oneri legati alle transazioni effettuate mediante strumenti di pagamento elettronici è opportuno ricordare che anche il contante ha costi legati alla sicurezza (come quelli connessi con furti, trasporto valori, assicurazione). Nostre stime relative al 2016 indicano che, per gli esercenti, il costo del contante in percentuale dell'importo della transazione è superiore a quello delle carte di debito e credito». Lo ha detto Fabrizio Balassone di Bankitalia in audizione sulla manovra.

Tetto al contante, Meloni: «Pos, la soglia di 60 euro può essere più bassa». Il premier detta l'agenda in diretta social  

Tetto al contante, la posizione di Bankitalia

«Come già ricordato in passato, - spiega Balassone - i limiti all'uso del contante, pur non fornendo un impedimento assoluto alla realizzazione di condotte illecite, rappresentano un ostacolo per diverse forme di criminalità ed evasione. In particolare, negli ultimi anni sono emersi studi - anche condotti nel nostro Istituto su dati italiani - che suggeriscono che soglie più alte favoriscono l'economia sommersa; c'è inoltre evidenza che l'uso dei pagamenti elettronici, permettendo il tracciamento delle transazioni, ridurrebbe l'evasione fiscale», ha detto Balassone. «Anche le Raccomandazioni specifiche per l'Italia formulate dalla Ue nell'ambito del semestre europeo muovono da tale presupposto», ha aggiunto, ricordando che «la definizione di efficaci sanzioni amministrative in caso di rifiuto dei fornitori privati di accettare pagamenti elettronici era inclusa tra i traguardi del Piano nazionale di ripresa e resilienza relativi al primo semestre di quest'anno». 

Reddito di cittadinanza: «Serve una riforma»

«L'introduzione del reddito di cittadinanza ha rappresentato una tappa significativa nell'ammodernamento del welfare del nostro Paese» e secondo l'Inps senza reddito nel 2020 ci sarebbero stati «un milione di individui poveri in più»: lo ha detto il capo del servizio struttura economica della Banca d'Italia, Fabrizio Balassone, in audizione alla Camera sulla manovra. L'attuale assetto, però, ha delle criticità soprattutto come misura di accompagnamento al lavoro, e la «riforma annunciata dal governo potrebbe rafforzare» questo aspetto, ha aggiunto. LEGGO.IT

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SEZ. ECONOMIA Bollette smartphone, scatta l'aumento: ecco per chi (e quanto) salirà il costo del contratto

5 Dicembre 2022, 07:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Contestazione fattura Fastweb: modulo DOC, PDF

INSERITO DA MIKI PAPPACODA I primi ritocchi da parte di Tim e Windtre, ma seguiranno anche Fastweb Anche per gli smartphone sono in arrivo aumenti nelle bollette: è l’effetto inflazione. Una curva inevitabile, a sentire le compagnie, considerato l’aumento generalizzato dei prezzi. Le prime a partire sono state Tim e Windtre, ma seguiranno anche Fastweb. Partiamo da Tim. Secondo un’analisi di Unione Consumatori, la società ha già ritoccato le tariffe a partire dal 1° settembre del 2022 con un aumento coinvolge quasi la totalità dei contratti. I nuovi aumenti Tim hanno un importo diverso in funzione del servizio precedentemente scelto. Imprenditore vende l'azienda e dona 5 milioni ai suoi ex dipendenti: «Il bonifico inviato a sorpresa» Bonus trasporti, ecco come estenderlo fino a gennaio 2023 e risparmiare fino a 100 euro sull'abbonamento annuale Gli esempi Ecco alcuni esempi: - la spedizione della fattura cartacea costa 3,90 euro e non più 3 euro - le offerte Tutto Voce e Voce Senza Limiti costano € 2 in più al mese - sono state eliminate le offerte con Giga illimitati su alcune app selezionate - sono stati aggiornati i dispositivi che non possono più accedere a TimVision tramite app - la maggior parte dei canoni previsti per il mobile costano 2 euro in più al mese, ma a fronte di un aumento dei Giga. Inoltre, molti nomi commerciali delle tariffe sono stati modificati per semplificare il portafoglio dei piani disponibili in nome dell’agognata “trasparenza”. Cosa fare Gli aumenti Tim rientrano nelle cosiddette modifiche unilaterali del contratto. E secondo la normativa vigente, la modifica unilaterale del contratto Tim è legittima. A patto che la comunicazione arrivi almeno 30 giorni d’anticipo come prevede l’articolo 70 del Codice delle comunicazioni elettroniche. In mancanza di tale preavviso, l’utente non è obbligato a corrispondere la differenza dell’aumento bollette Tim. In ogni caso, invece, il cliente può decidere di recedere dal contratto per giusta causa senza dover pagare nulla. I nuovi aumenti Proprio in questi giorni intanto sono scattati gli aumenti sulle nuove attivazioni di alcune offerte di rete fissa e di rete mobile, Tim attuerà la misura, già anticipate nelle settimane scorse, con cui potrà aumentare il costo mensile in base all’inflazione, comunque a partire dal 2024. L’indicizzazione dei prezzi all’inflazione è un meccanismo che il gruppo tlc sta già per adottare per il 2023 per il mercato wholesale di rete fissa, su cui è in corso la consultazione pubblica da parte di AGCOM. Per quanto riguarda invece i clienti finali di Tim di rete fissa e rete mobile, sia consumer che Enterprise, l’operatore telefonico aveva ufficializzato l’intenzione di legare all’inflazione i prezzi dei contratti dei nuovi clienti già lo scorso 9 Novembre 2022, con l’approvazione da parte del cda e la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre del 2022. Ritocchi anche per WindTre Nel frattempo, WindTre ha già attuato una misura di indicizzazione dei prezzi all’inflazione per tutte le nuove attivazioni di offerte di rete fissa e di rete mobile dal 21 Novembre 2022, aggiornando le condizioni contrattuali e cambiandole con una rimodulazione anche ad alcuni già clienti di rete mobile. Mentre in questi giorni stanno aumentando alcune offerte di rete fissa di 2 euro o 5,99€ al mese, in base al piano posseduto. La rimodulazione interessa sia gli utenti Privati che con Partita IVA, anche se sul comunicato non vengono segnalati i nomi delle tariffe (gli utenti che hanno subito l’aumento sono già stati informati nelle scorse settimane). Il diritto di recesso è valido fino al 31 dicembre 2022, inviando una comunicazione scritta che ha come causale “Modifica delle condizioni contrattuali” e allegando una fotocopia del documento di identità in corso di validità. Anche in questo c’è il diritto di recesso utilizzando uno di questi metodi: -PEC all’indirizzo servizioclienti159@pec.windtre.it; -raccomandata A/R all’indirizzo Wind Tre S.p.A. – CD MILANO RECAPITO BAGGIO – Casella Postale 159 – 20152 MILANO (MI); -usando l’assistente digitale WILL del sito ufficiale WINDTRE.it, dopo aver effettuato il login sulla propria Area Clienti; -chiamando il servizio clienti telefonico WINDTRE al numero 159; -recandosi presso un negozio WINDTRE fisico. Da ricordare, inoltre, che da questo mese WINDTRE aumenta di 1 euro il costo dell’invio della fattura in formato cartaceo, che salirà così a 3 euro al mese. Per evitare l’addebito è sufficiente attivare la fattura in formato elettronico (e-Conto by Mail) direttamente dall’area cllienti del sito Windtre.it o dall’app ufficiale Windtre. LEGGO.IT

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SEZ. ECONOMIA Bonus Natale ai dipendenti Gran Guizza di Popoli: «500 euro per spesa, bollette e benzina»

4 Dicembre 2022, 17:28pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Arriva il bonus Natale per i dipendenti dello stabilimento Gran Guizza di Popoli (Pescara). L'azienda San Benedetto ha deciso di assegnare a operai e impiegati che lavorano nello stabilimento di acque minerali un bonus di 500 euro. Un riconoscimento alle maestranze che l'azienda di Scorzé ha voluto assegnare dopo essersi aggiudicata il «Global Kaizen Award 2022», prima italiana a ricevere il riconoscimento internazionale rilasciato dal Kaizen Institute che si occupa della diffusione della cultura Kaizen nel mondo e ogni anno mira a riconoscere le aziende leader nell'applicazione di questo metodo, teso al continuo miglioramento dei processi aziendali nell'ottica del valore per il cliente. A dare l'annuncio ai dipendenti il direttore delle risorse umane Relmi Rizzato: «Su indicazione del presidente, per ringraziare i collaboratori del Gruppo San Benedetto per l'impegno e la flessibilità dimostrati nell'affrontare la complessità della stagione 2022 e la partecipazione alle iniziative di miglioramento continuo che hanno portato al riconoscimento del Global Kaizen Award - recita il comunicato dell'azienda - sarà erogato un bonus di euro 500 da utilizzare mediante la piattaforma welfare di AON nel mese di dicembre. Il bonus sarà accreditato il 6 dicembre e potrà essere utilizzato entro il 20 dicembre trasformandolo in voucher per l'acquisto di prodotti per la spesa quotidiana, acquisti online, rimborso bollette energetiche e acquisto carburanti. Il bonus non utilizzato entro il 20 dicembre sarà automaticamente trasformato in buono carburanti». Soddisfatti i sindacati. «Apprezziamo molto l'iniziativa bonus welfare del gruppo San Benedetto. Questa iniziativa segue quella di Coca Cola di ottobre. Importante per lavoratrici e lavoratori dello stabilimento di Popoli», afferma il segretario generale Fai Cisl Abruzzo e Molise, Franco Pescara. «Le aziende che riconoscono che i lavoratori sono risorse importanti e non costi, che le buone relazioni sindacali aiutano e non sono un ostacolo, dovrebbero convincere quelle rimaste indietro nelle relazioni a cambiare metodo». LEGGO.IT

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SEZ. ECONOMIA A novembre inflazione scende al 10% nell'Eurozona Prima inversione di tendenza dopo mesi di aumenti e di record

1 Dicembre 2022, 08:05am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Giorgetti, evitare che crescita inflazione sia prolungata © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA BRUXELLES - A novembre l'inflazione nei Paesi dell'Eurozona è scesa al 10% rispetto al 10,6% registrato ad ottobre. E' quanto segnala Eurostat in base alla prima stima flash. Si tratta della prima riduzione dopo mesi di crescita ininterrotta dovuta all'aumento dei pressi dell'energia e che ha fatto segnare all'andamento dei prezzi al consumo livelli record che non si registravano dagli anni '80 e '90. In Italia, l'inflazione in forte rallentamento su base mensile e stabile su anno, sembra aver esaurito la sua spinta d'accelerazione anche grazie al calo degli energetici non regolamentati. Secondo le stime preliminari dell'Istat, a novembre l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,5% su base mensile (era stato del 3,4 nel mese di ottobre) e dell'11,8% su base annua (come nel mese precedente). "Dopo la brusca accelerazione di ottobre, a novembre l'inflazione, che rimane a livelli record del marzo 1984 (quando fu +11,9%), è stabile" commenta l'Istat ANSA

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SEZ. ECONOMIA L'inflazione rallenta al 10% in Germania a novembre 11,3% il dato armonizzato Ue

29 Novembre 2022, 15:41pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'inflazione in Germania rallenta al 10% a novembre (da 10,4% di ottobre) e su base armonizzata Ue segna 11,3% da 11,6%. Il dato, anche se alcuni economisti si aspettavano una frenata ancora più marcata, rilancia il dibattito sul possibile raggiungimento di un picco invernale e potrebbe spingere la Bce a un rialzo di tassi più prudente a dicembre. ANSA

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SEZ. ECONOMIA Lagarde, inflazione eurozona non ha ancora raggiunto picco Per economisti Bce rischi sono al rialzo

28 Novembre 2022, 16:11pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © EPA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'inflazione della zona euro non ha ancora raggiunto l'apice e il rischio è che cresca anche oltre a quanto previsto oggi. Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde. "Non vediamo le componenti o la direzione che mi porterebbero a credere che abbiamo raggiunto il picco dell'inflazione" che da qui diminuirà. "Ogni volta che chiedo ai miei economisti in Bce la risposta che ottengo al momento è che il rischio è al rialzo, senza qualificare il rialzo". ANSA

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